L’abbiamo accusato, difeso, scagionato, implorato, negato… Non manca chi attribuisce il male a Dio stesso. Così in Lamentazioni 3:38 si legge “Dalla bocca dell'Altissimo non procedono forse le sventure e il bene?” Il profeta Amos (3:6) è d’accordo: “Risuona forse la tromba nella città, senza che il popolo si metta in allarme? Avviene forse nella città una sventura, che non sia causata dal Signore?” Sarà…
Assai più intelligente è l’idea di Schelling che, tentando di dar conto di ciò che nei conti non torna, ipotizzò che l’Assoluto contenesse in sé le tenebre stesse, con buona pace di Hegel e delle sue vacche nere. Quanto è diversa l’idea di Schelling, risultato di una speculazione sofferta ed interrogativa, rispetto al quietismo anestetico dei “filosofi” che proclamano “Tutto è uno”!
Secondo alcuni, il male è uno strumento per promuovere l’evoluzione umana. Se il dolore è un viatico dell’esistenza, un mezzo per l’introspezione, la conoscenza, persino il miglioramento di sé, la sua sovrabbondanza a nulla conduce, se non alla pazzia. Est modus in rebus: esiste una misura per tutte le cose. Eppure taluni non esitano a vedere il male ipertrofico ed assurdo come una sfida: vediamo per quanto resisti alle sevizie. Vediamo come va a finire: somma incongruenza per chi dovrebbe conoscere, se non il fine, almeno la fine.
Avremo l’umiltà di ammettere che il male eccessivo non trova né giustificazione né motivazione?
No! Ecco allora le legioni di teologi dilettanti che spiegano, disquisiscono, chiariscono, illustrano. “Il male ti serve per evolvere ed è una meravigliosa dimostrazione che esiste il libero arbitrio. Se tu non esistessero il bene ed il male, non saresti libero di scegliere. Se hai scelto il male, significa che sei libero di sbagliare, anche se poi ne pagherai le conseguenze, anzi già stai pagando perché il tuo karma è negativo. Che bello! L’universo è duale e nella dualità si esplica il dinamismo del cosmo. D’altronde lo yin e lo yang sono lì a dimostrare che ho ragione. Non vedi? Anche i Cinesi, prima dei geniali maestri della New age, avevano capito che tutto è basato sul magnifico contrasto tra bene e male, da cui provengono tutte le stupende atrocità che ti permettono di crescere: le guerre, le torture, le malattie, l’agonia, la morte, la fame, la sete, l’infelicità, la disperazione, le ingiustizie, le sopraffazioni… Che l’introduzione del male consuoni con il libero arbitrio, è petizione di principio, mentre il concetto di libero arbitrio è e può essere solo un postulato della ragion pratica. La vera libertà è scegliere il bene: i malvagi sono schiavi. Non a caso, il termine cattivo deriva da “captivus diaboli”, prigioniero del diavolo. E’ difficile comprendere come un prigioniero possa essere libero.
Aveva ragione Gerolamo: Venter plenus facile de ieuniis disputat, ossia “Quelli che hanno la pancia piena facilmente disquisiscono di digiuni”. Quindi chi, per un fortunato concorso di circostanze, nella sua vita, non è stato mai scuoiato da patimenti fisici e morali, ma semmai è stato solo lambito da qualche contrarietà, è subito pronto a spiegare origini e scopi del male. Invece di tacere, di fronte all’inquietante enigma, si offrono risposte tanto dozzinali, quanto categoriche. E’ così e basta. Dall’apologia del male all’apologia dei malfattori il passo è breve. Essi sono i nostri addestratori, anzi i nostri redentori: senza i tagliagole, quale possibilità avremmo di evolvere? Commossi, ringraziamo. Ringraziano in primis i seviziati che, rivolgendosi ai loro benevolentissimi carnefici, chiedono: “Raddoppia i supplizi , intensifica la brutalità: in questo modo ci assottiglierai il karma”. [1]
Insomma, siamo noi ignoranti che non comprendiamo: i campi di battaglia pieni di soldati semivivi maciullati e ridotti a moncherini, gli ospizi dove gli anziani si riempiono di piaghe purulente, le strade in cui le prostitute sono percosse in modo selvaggio dai protettori, le camere di tortura che echeggiano di grida laceranti, gli ospedali psichiatrici, albergo di un’umanità disfatta ed umiliata, le caserme dove le reclute subiscono vessazioni indicibili e, perché no? Gli strazi psicologici, tutto questo e molto altro ancora – non ce ne eravamo accorti, a causa di un’imperdonabile distrazione – se non è l’Eden, è l’anticamera del Paradiso. Neanche Jacopone da Todi era così autolesionista.
[1] Ha scritto l’amica Ginger sulle folli motivazioni di Hidden hand: “Male intenzionale chiama male e non si capisce come questo potrebbe mai condurre al bene. Chi ordina il male o lo procura ad altri, lo riceva in cambio. Siamo già abbastanza bravi a farci del male con le nostre stesse mani, certe volte. Rifiuto di dar credito alle entità propagandate che si professano in diritto di giudicare i vivi ed i morti. Tutti abbiamo il nostro margine di miglioramento, forse siamo proprio qua per questo ma la strada non è quella prospettata dal fantasioso Hidden hand e dalle sue "muse ispiratrici". Mi spiace per lui e per chi ci crede".
APOCALISSI ALIENE: il libro
