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02 settembre, 2016

Renzi in action (II)



Sit eis terra levis.

Pochi giorni dopo il terremoto che ha colpito alcune località dell’Italia centrale il 24 agosto 2016, il vulcanico Teo aveva già lo slogan non solo per la ricostruzione, ma per un più vasto piano di messa in sicurezza dell’edilizia pubblica e privata. Il patetico slogan è “Casa Italia”: si sa che la “politica” italiota vive solo di proclami, di reboanti impegni, di fallimenti (voluti) spacciati per successi. E’ solo retorica, una retorica cui il cicisbeo fiorentino era ricorso tempo fa, garantendo che gli edifici scolastici fatiscenti nell’arco di poco tempo sarebbero stati ristrutturati, grazie allo stanziamento di fondi ad hoc. Chi si ricorda di questa mirabolante e mai mantenuta promessa? Moltissime scuole sono ancora nelle pietose condizioni a tutti note.

Sorprende che, a ridosso del sisma, il demagogo fiorentino abbia subito proposto il progetto succitato, come se fosse stato elaborato con calma prima e tirato fuori dal cilindro al momento opportuno. In ogni caso, sembra che pochi eventi siano redditizi come i sommovimenti tellurici, sin dai tempi di Ciriaco De Mita, il re Mida che trasformò il disastro dell’Irpinia in oro.

Quanti denari poi si spillano ad ingenui cittadini che versano due euro o somme maggiori in “favore” dei terremotati? Chi veramente ha bisogno quanti quattrini riceverà? Crediamo di non essere lontani dal vero, se indichiamo zero centesimi.

E’ vero che la virtù è premio a sé stessa, ma qui la generosità è davvero dabbenaggine, dacché sappiamo che le ruberie e le truffe in OGNI campo sono all’ordine del giorno. Faraoniche elargizioni a fondazioni ed enti, che da decenni fingono di studiare cause e terapie di varie affezioni (eziologie e cure sono arcinote da tempo), destinati ad arricchire i ricchi. Intanto i pazienti attendono cure che non arriveranno mai, perché le patologie, reali o finte che siano, sono un forziere stracolmo di dobloni. Perché mai si dovrebbe uccidere la gallina dalle uova d’oro?

Ancora una volta è la televisione, in prima linea con i suoi martellanti appelli a donare, la responsabile di questa frode ignominiosa. I teletonti sganciano i baiocchi: la coscienza si alleggerisce; si alleggerisce ancora di più il portafogli.

Non meno vergognosa, però, è la condotta dello smargiasso toscano che specula sulle disgrazie altrui per atteggiarsi a colui che rifonderà l’Italia, a mo’ di novello Romolo.

Roma non fu costruita in un giorno, ma quello lì ha distrutto tutto quello che si poteva distruggere in meno di un minuto.

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APOCALISSI ALIENE: il libro

19 luglio, 2016

Mozzi e mozzarelle



Suscita infinita tristezza constatare a che livello infimo è precipitato il “giornalismo” italiota: in questi ultimi tempi i vari pennivendoli si accaniscono contro i vari esponenti del Movimento Cinque Stelle. E’ vero che costoro sono indifendibili, ma è patetico vedere come si infierisce con i soliti argomenti ad personam: uno è sbeffeggiato, perché “crede” (sic) nelle scie chimiche, un altro poiché evoca il microchip, un altro perché si interessa di sirene e via discorrendo.

Possibile che i mozzi dell’”informazione” non concepiscano un pensiero che sia uno? Possibile che codesti frustrati siano mossi solo dal livore? Possibile che siano così infantili? Assomigliano a quei pargoli che, attaccandosi alla sottana della mamma, gridano: “Quel bambino è cattivo: mi ha rotto il giocattolo!” Sì, gli imbrattacarte sono attaccati al loro piccolo scoglio, ai loro miserrimi privilegi, garantiti loro dal presente stato di cose che vede il predominio (effimero) di Teo il cicisbeo e del suo codazzo di lacché. Sotto sotto, si intuisce la propaganda a favore del No in occasione del referendum costituzionale: se i Sì perderanno, il grullo fiorentino e gli altri pagliacci del Partito demoncratico saranno probabilmente gettati nella prima discarica disponibile. Passeremo dalla padella nella brace, ma questo è un altro discorso.

Lo stesso Teo non ha ben capito che il Presidente del coniglio è come una mozzarella: scade. Così lui ed i suoi caudatari tentano di attaccarsi al potere come fossero mignatte. Chissà a che cosa ricorrerà questa cricca per rimanere in sella! Una recente esercitazione antiterrorismo compiuta a Roma ci fa sentire puzza di bruciato... Vedremo. Intanto i redattori-cortigiani continuano nella loro campagna a favore dell’attuale governo, anche quando fingono di disapprovarlo.

Dov’è finita la stampa come coscienza critica del sistema? Dove sono finiti gli intelligenti editoriali? Dov’è finito il giornalismo d’inchiesta? E’ uno squallore unico dove la firma più “prestigiosa” è indistinguibile dal più scalcinato blogger negazionista: stessa ignoranza, stessa spocchia, soprattutto stesso barbaro linguaggio.

Visto che la decadenza della lingua anticipa la dissoluzione della società, essa deve inquietare ancora più di tanti altri sintomi del disfacimento. E’ tollerabile che codesti beoti abbiano deciso supinamente di adoperare abomini lessicali come “ministra”, “sindaca”, “assessora”? Anche solo per questi scempi andrebbero messi alla gogna: si aggiungano i tempi verbali errati, le concordanze a senso (“ci sono una serie di problemi”), l’invasione di termini inglesi o pseudo-inglesi, i forestierismi, i refusi già nei titoli, gli orrori ortografici ed il desolante quadro è completo.

Ormai il “giornalismo” è ridotto a borborigmo, a pettegolezzo (i nostri eroi scriverebbero “gossip”): sono editorialisti a gettone, cronisti in crisi cronica. Che spettacolo indegno vedere tutte queste allegre comari di Windsor! Che soddisfazione pensare che perderanno tutta l’allegria, quando, subentrati i nuovi padroni, cercheranno di salire sul carro dei vincitori per essere cacciati via come cani pulciosi. “Via, costà con li altri cani!” (D. Alighieri)

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APOCALISSI ALIENE: il libro

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