16 luglio, 2009

Animals

E' necessario superare una visione antropocentrica: non si può affermare che la vita di un uomo vale quanto quella di una farfalla, purtuttavia è opportuno riscoprire il mistero e la sacralità della vita e del cosmo nelle sue differenti manifestazioni, negli animali, nelle piante, persino nei minerali. Bisogna evitare il fanatismo di chi vorrebbe imporre una religione della Terra, cui sacrificare tutte le esigenze delle comunità umane. E' evidente che tra uomo e natura non può essere instaurato un rapporto del tutto armonioso: le contraddizioni si possono smussare, non eliminare del tutto.

Nondimeno sarebbe auspicabile un mondo in cui fosse diffusa una coscienza naturale, dove fossero risparmiate inutili e crudeli sofferenze agli animali. Non si tratta di costringere le persone a diventare vegetariane, ma di indurle a riflettere sulle inenarrabili torture che sono inflitte al bestiame. Se si uccidono gli animali, per cibarsi della loro carne, si rinunci ad allevarli in modo inumano. Se si è deciso di macellarli, si eviti loro una morte preceduta da un'atroce e lunga agonia.

Ancora una volta si nota che il tanto decantato progresso corrisponde al suo esatto contrario: difficilmente nel Medioevo i maiali, le oche, i conigli... pativano quanto soffrono oggi negli allevamenti industriali, dove gli animali, costretti in spazi angusti, sono ingozzati di mangimi affinché ingrassino e possano, dopo essere stati scuoiati, disossati e ridotti in quarti, finire sui banchi delle macellerie e sugli scaffali della grande distribuzione.

E' possibile che una parte delle energie distruttive che aleggiano attorno a noi provenga dalle sevizie di cui sono vittime gli animali uccisi nei mattatoi: ogni azione determina delle conseguenze. Emozioni come la paura creano aure grigie e stagnanti, sprigionano energie mortali.

Siamo sinceri: rifuggiamo dall'ecologismo d'accatto dietro cui si nasconde spesso una superficialità estetizzante, se non i loschi scopi di chi fonda un'associazione ambientalista e poi caccia di frodo i rinoceronti in Kenya. Esecrate queste forme ipocrite o dogmatiche di "amore" per la natura, dovremmo veramente imparare ad apprezzare la bellezza di un albero. Dovremmo riconoscere anche negli animali, pure in quelli che ci paiono fastidiosi o insignificanti, delle creature che condividono con gli uomini la (dis)avventura dell'esistenza.

Purtroppo il monito di molte religioni con cui si esortò ad un'empatia con il creato, è quasi sempre caduto nell'oblio. Oggi non solo il pianeta è saccheggiato per il profitto e per un folle impulso di distruzione, ma, rivestiti i disvalori più biechi con orpelli dorati, si agisce per l'annientamento delle coscienze, pontificando di veritas e di caritas.

Non di rado, traditi mortalmente da chi ritenevamo un amico o delusi dagli uomini sub-umani pieni di livida invidia e di astio maligno e bilioso per chi ha cuore, scopriremo negli occhi di un amico animale una silenziosa, solidale fraternità.



APOCALISSI ALIENE: il libro
TANKER ENEMY TV: i filmati del Comitato Nazionale

Trattato di Lisbona: firma per chiedere il referendum

14 luglio, 2009

E' possibile educare?

Se si entra in una libreria, su alcuni scaffali sono in bella mostra libri che potrebbero cominciare a cambiare la sclerotica visione del mondo propria di moltissime persone: sono testi sugli scandali del Vaticano, sulle stragi e gli attentati di stato, sulle guerre fomentate da multinazionali e governi, sulle innumerevoli trame dei poteri forti per controllare i cittadini. Bisogna sottolineare che molti di questi volumi indicano verità parziali o intrecciate ad errori ed incongruenze, a causa o dei pregiudizi ideologici dell'autore o per via dell'intenzione di depistare i lettori, additando uno scenario dietro le quinte oltre il quale, però, se ne nasconde uno assai più inconfessabile.

Questi libri coesistono, fianco a fianco, con gli scartafacci vergati dai gazzettieri in cui sono enfatizzate le versioni ufficiali. La politica editoriale è questa: è evidente, tra l'altro, che i titoli di scrittori non allineati sono destinati a prender polvere ed a finire in qualche mercatino sepolti da cumuli di paccottiglia. Per ora, il sistema, soprattutto per ammantarsi di tolleranza, lascia che certi saggi scabrosi siano pubblicati e venduti, d'altronde più efficace della censura è l'autocensura con cui i cittadini negano o minimizzano tutto ciò che potrebbe turbarli, incrinare la loro rassicurante, anche se falsa Weltanschauung.

Se, però, abbiamo guadato il Rubicone, principiare, con gradualità e prudenza, a diffondere verità scottanti è utile: se una persona riceve degli stimoli idonei, un po' alla volta, delineerà il diagramma degli eventi reali e, qualora superi fasi di rigetto e di autoinganno, potrà divenire più consapevole. Certo, la meta finale, almeno di questo percorso di auto-apprendimento, ossia la convinzione che il sistema opera sempre ed in maniera deliberata contro la popolazione, non sarà raggiunta facilmente e, se avverrà, ci vorrà moltissimo tempo. Tuttavia instillare dubbi che portino ad una revisione dei propri pre-concetti è già un buon risultato.

Si pone il problema per chi ha dei figli di quale strategia pedagogica adottare di fronte alla realtà. Le opzioni sono due: o si occulta loro la realtà, lasciando che la scuola e le altre istituzioni plagino le menti dei bambini, oppure li si educa in modo critico, si trasmettono loro le conoscenze che consentono di non essere manipolati e divorati dal potere. Si può temere che i bambini, nel secondo caso, restino sconvolti. E' un timore comprensibile, ma che va ridimensionato: in primo luogo, la verità è sempre migliore di una menzogna, inoltre i piccoli, almeno sino a sei anni, sono da soli in grado di intuire. Essi desiderano sapere: ingannarli, anche a fin di bene, è deplorevole e controproducente. I piccoli, in modo quasi istintivo, comprendono che un aereo chimico è un pericolo o, per lo meno, qualcosa di anomalo. Con il loro sesto senso, inquadrano le questioni e reagiscono nel modo più efficace, purché non siano stati programmati dalla televisione, dal cinema o da solerti ma ignoranti maestre.

Naturalmente le nuove generazioni dovrebbero essere istruite con moderazione e promuovendo l'innata curiosità: non si possono, ex abrupto, squadernare loro le situazioni più conturbanti. A mio avviso, un impegno quotidiano dei genitori che, alla fine, si traduce in un'accorta e sincera educazione al rispetto di sé stessi, degli altri, della bellezza e dell'onestà, darà i suoi frutti. Altrimenti il rischio è il seguente: che preadolescenti ed adolescenti, lasciati in balia dell'"istruzione" e della propaganda di stato, finiscano tra le grinfie di quel canagliume rigurgitante edonisti, scervellati, disinformatori, pseudo-esperti, psichiatri prodighi di velenosi psico-farmaci, petulanti e protervi professori universitari...

Il pericolo reale è l'annullamento della coscienza, la seconda morte.



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Trattato di Lisbona: firma per chiedere il referendum

12 luglio, 2009

OGGI SCIOPERO

Adesione all'appello di Diritto alla Rete contro il DDl alfano che imbavaglia la Internet italiana.



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Trattato di Lisbona: firma per chiedere il referendum

Le prove

Quali sono le prove? Quante volte si riceve questa obiezione! E' un atteggiamento diffuso. "Se non vedo, non credo". "Se vedo, non credo lo stesso". Ci si fida delle versioni ufficiali, ma si è del tutto increduli, non appena una notizia o un'interpretazione oltrepassano di un micron l'angusto orizzonte del proprio sguardo. Ci si fida delle menzogne del dott. prof. esperto in..., con master in.... ma non si accettano altre possibili ipotesi.

E' il solito principio di autorità e poi qualcuno osa affermare che con Galileo la scienza superò definitivamente l'ipse dixit. Sarà...

Le prove: non abbiamo la certezza che il mondo esista al di fuori della coscienza, come possiamo presumere di raccogliere dati apodittici su ogni soggetto? Chi pretende sempre e comunque le prove, non dimostra neppure un atteggiamento empirista, ma fideista, poiché esige una sicurezza che proviene dall'esterno e dagli altri. Ha bisogno di stampelle, senza le quali non può camminare; ha bisogno di un bastone, senza cui il passo è malfermo, vacillante.

Volete le prove? Cercatele! Volete le prove? Abituatevi ad osservare, a studiare, a riflettere. Le troverete, se riuscirete a scrollarvi di dosso il conformismo, la pigrizia, l'inettitudine. Compito improbo: chiediamo ad un goffo piccione di librarsi in volo maestoso e regale come fosse un'aquila.

Volete le prove? Cercatele in voi stessi: provate a vedere se la vostra intuizione aderisce ai fatti o presunti tali. Voi che richiedete con forza riscontri inoppugnabili, siete i primi ad essere abbindolati da chi vi ammannisce prove solide e scientifiche (com'è sempre pronunciata ore rotundo questa parola!), rigorosamente false.

Volete le prove? Guardate negli occhi una persona! Guardate oltre il visibile e vedrete un barlume. Il vero problema è un altro: non volete vedere, distogliete lo sguardo, serrate gli occhi, vi turate le orecchie, ma ancora reclamate dimostrazioni fondate. Ecco in questa caparbia, spesso noiosa rivendicazione è la prova regina, quella della stupidità umana, di chi si lascia infinocchiare da ciarlatani ed imbonitori e, nel contempo, si rifiuta in modo pervicace di prendere in considerazione qualsiasi verità destabilizzante. Si continui pure a credere alle bugie della televisione e di Fichipedia. E' più facile crogiolarsi in una tranquillizzante, confortevole falsità che cominciare un autonomo percorso di ricerca. Se così avete scelto, buon per voi, ma non chiedete più prove, perché non ne avete bisogno: vi basta l'anestetico dell'impostura e dell'autoinganno.

"Beati coloro che crederanno, senza aver visto": ancora più beato chi troverà le risposte in Sé stesso. Alcune risposte si possono ricevere, purché si conosca il quesito e lo si ponga nel modo e nel momento giusto.

Parsifal, con la sua domanda mancata, docet.



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09 luglio, 2009

Un Grigio a Lourdes?

Nostra Signora di Lourdes (o Nostra Signora del Rosario o, più semplicemente, Madonna di Lourdes) è l'epiteto con cui la Chiesa cattolica venera Maria, in seguito ad una delle più note apparizioni mariane.

Il nome della località si riferisce al comune francese di Lourdes, nel cui territorio - tra il giorno 11 febbraio ed il 16 luglio 1858 - la giovane Bernadette Soubirous, contadina quattordicenne del luogo, assistette a diciotto apparizioni di una "bella Signora" in una grotta poco distante dal piccolo sobborgo di Massabielle. A proposito della prima epifania, la giovane affermò: «Io scorsi una signora vestita di bianco. Indossava un abito bianco, un velo bianco, una cintura blu ed una rosa gialla sui piedi».

Questa immagine della Vergine, abbigliata di bianco e con una cintura blu che le cinge la vita, è poi entrata nell'iconografia devozionale.

Nel luogo indicato da Bernadette come teatro delle apparizioni, fu collocata nel 1864 una statua della Madonna. Presso l'antro delle apparizioni fu poi costruito un maestoso santuario.

Le apparizioni di Lourdes sono molto controverse, poiché è possibile che un'intelligenza abbia creato uno scenario religioso con fini di manipolazione delle coscienze. Come per le celebri apparizioni della Madonna a Fatima, alcuni ricercatori ipotizzano un intervento alieno, in relazione ad alcuni avvenimenti che intercalarono le visioni di Bernadette. J. B. Estrade, nel libro Les apparitions de Lourdes, 1890, riporta il seguente enigmatico episodio:

"Un fanciullo di nome Alexandre, di undici o dodici anni, tornò dalla grotta e si gettò nelle braccia di sua madre. Le riferì di essere andato con gli altri fanciulli alla grotta, di essersi fermato a pregare per un momento e che stava là senza pensare a nulla di particolare, quando vide avvicinarsi a lui una signora dorata, tutta coperta di ornamenti. Le mani e la parte inferiore dell'apparizione erano nascoste in una nube oscura, come di tempesta. 'Mi fissò con grandi occhi neri - racconta il ragazzo - e sembrava volermi afferrare. Io immediatamente pensai che fosse il brutto (ossia il diavolo) e, senza sapere quello che facevo, corsi via.' Tremava tutto, aggrappandosi alla vesti di sua madre."

L'incontro con la terrifica creatura, se corrisponde a verità, riletto con il senno di poi, per alcuni particolari, si potrebbe inscrivere in una casistica ufologica. Consideriamo alcuni aspetti: l'essere dai "grandi occhi neri", anche se solo per sineddoche, evoca i Grigi descritti come esseri macrocefali e con scurissimi occhi a mandorla dall'effetto ipnotico. A questo dato fisionomico (ed iconografico) si aggiunge la "nube oscura" da cui affiorava la spaventevole epifania: si potrebbe pensare alla proiezione in fieri di un ologramma. Secondo alcuni studiosi, presunti alieni sarebbero in grado di creare immagini tridimensionali di natura olografica.

Bisognerebbe domandarsi perché l'apparizione di una signora gentile e dai lineamenti delicati coesistette con manifestazioni inquietanti. Il "regista" creò situazioni tanto eterogenee o le vere sembianze furono mostrate forse involontariamente ad Alexandre, mentre per Bernadette fu "plasmata" una figura della tradizione religiosa cattolica?

L'abito splendente ed adorno scorto dal ragazzo ricorda un po' l'abbigliamento della fanciulla apparsa a Fatima nel 1917 ai pastorelli portoghesi, una giovinetta circonfusa di luce e con una veste (una specie di tuta) trapuntata, su cui era gettato un mantello, anch'esso trapunto. Secondo le prime testimonianze, l'entità percepita a Fatima era piuttosto diversa dalla tradizionale raffigurazione della Madonna. Era, infatti, simile agli occupanti di misteriose navicelle, occupanti spesso descritti nella letteratura ufologica.

La connessione tra fenomeni mariani e visitatori dell'altrove è un'ipotesi degna di attenzione, anche ricordando la concomitanza tra visioni mariane ed avvistamenti di oggetti volanti non identificati. E' un parallelismo statistico su cui non esistono dubbi, sebbene ardua sia la sua interpretazione.

Fonti:

G. Cornu, Pour una politique de la porte ouverte, in Lumières dans la nuit, 1981
H. Evans, Visioni, apparizioni, visitatori alieni, Milano, 1987

J. Fernandes e F. D’Armada, The apparitions of Fatima and the U.F.O. phenomenon, 2006



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Attacco all'informazione

Recenti fatti ed acquisizioni ci inducono a pensare che la disinformazione stia preparando un attacco contro il Comitato Tanker Enemy, evitando, però, di sfiorare la questione "scie chimiche", ma appigliandosi a cavilli del ginepraio normativo. E' quindi possibile che qualcuno decida di ricorrere a calunnie, ad insinuazioni e ad accuse del tutto pretestuose, pur di bloccare la divulgazione sulle scie chimiche. Qualsiasi eventuale azione contro il Comitato Tanker Enemy, nella forma di sabotaggio del blog o di iniziative "legali" contro i suoi rappresentanti dovrà essere interpretata come un pretesto per censurare l'informazione. Qualsiasi eventuale misura, dichiarazione ed addebito ai danni del Comitato e dei suoi esponenti sarà una plateale scusa volta a criminalizzare la libertà di espressione e di ricerca.



Fonte: Tanker Enemy


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07 luglio, 2009

In che modo l'informazione "indipendente" contribuisce a puntellare il sistema

Absit iniuria verbis

Nell'articolo La deriva degli indipendenti erano stati già evidenziati i limiti dell'informazione "libera": è necessario, però, riprendere il discorso da un'altra angolazione per dimostrare come tali limiti, lungi dal costituire solo delle lacune o incrinature, tendano a rafforzare il sistema e la propaganda dei media ufficiali. In primo luogo, ricorderei che molti siti "indipendenti" sono bloccati da pregiudizi ideologici e continuano a trattare la cronaca con strumenti antiquati. Esemplare è il caso delle recenti elezioni iraniane: moltissimi si sono schierati con Ahmanidejad, tuonando contro Mousavi, difendendo l'indifendibile.

Costoro non hanno compreso (o fingono) che entrambi i "politici " iraniani sono burattini manovrati da poteri più o meno occulti. Non hanno compreso che, per interpretare i fatti, il movimento dialettico problema-reazione-risoluzione permette non solo di leggere lo sviluppo degli eventi, ma addirittura di prevederli. Anche l'economia, accantonate analisi cerebrali, modelli statistici, caotiche teorie del caos, si rivela assai più semplice di quanto sia illustrata nei testi universitari: un furto a danno dei cittadini, basato sulla legge del profitto (accumulato per controllare la popolazione e non tanto per avidità) e sulla truffa del signoraggio. Occorre quindi esaminare gli accadimenti in modo, per così dire verticale: alla base la popolazione ingannata, manipolata, blandita, spinta a schierarsi con la destra o con la sinistra; al vertice la cerchia ristretta dei potenti la cui strategia principale è divide et impera. Si aizzano i paesi uno contro l'altro e, all'interno di ciascun paese, si fomentano divisioni quasi sempre fittizie. L'esegesi orizzontale degli accadimenti è quasi sempre errata ed ingenua: un partito "buono" contro un partito cattivo; un leader "buono" contro uno cattivo etc. E' vero che, talora alcuni capi di stato e uomini politici provano a svincolarsi dal controllo delle élites: di solito vengono isolati ed aggrediti, non di rado eliminati come occorse a Salvador Allende con il golpe del giorno 11 settembre 1970. Heider fu ucciso il giorno 11 ottobre del 2008, perché in procinto di agire contro il signoraggio bancario. Oggi il presidente dell'Ecuador pare essere uno dei pochi capi di stato non succubo dei poteri forti: infatti sembra essere l'unico ad essersi ufficialmente e con chiarezza opposto alle operazioni chimiche nei cieli dell'Ecuador, minacciando di costringere ad atterrare i tankers (non aerei che distruggono, con appositi composti, le piantagioni di coca) che penetrano nello spazio aereo dell'Ecuador. Si tratta comunque di eccezioni.

Un altro grave difetto dei portali in esame consiste nell'angusta visione della realtà: tutto è ridotto a “politica” ed economia, all'oziosa, obsoleta e soporifera denuncia del capitalismo e dell'imperialismo occidentale (Chissà perché si tace quasi sempre dell'imperialismo russo e cinese). Manca uno sguardo più ampio che sia in grado di abbracciare fenomeni culturali, correnti di pensiero, dimensioni antropologiche, simboliche e metastoriche. Oso di più: è assente un focus olistico, ossia un'attitudine a vedere oltre le apparenze, a spingersi, con le indagini, in regioni di frontiera, in ambiti in cui siano trascesi schemi razionalistici ed utilitaristici. In fondo, questi siti "indipendenti" avallano una concezione materialista e scientista, la stessa sostenuta dal sistema: in questo modo si stronca ogni anelito e si diffondono atteggiamenti di acquiescenza, rinuncia, disfattismo. Come reagiscono i lettori, dopo aver letto lividi articoli di cronaca, di politica interna ed estera, inchieste sul demonizzato biossido di carbonio (a volte per giunta gli articoli sono tratti da quotidiani di pseudo-opposizione, come "La Repubblica")? Reagiscono con un senso di disgusto e di impotenza. Infatti ci si limita a mostrare una realtà cruda, ingiusta e sanguinaria, ma non si offre nessuna prospettiva: ci si rivolge a consumatori passivi di aridi resoconti e non a cittadini che potrebbero passare dall'indignazione all'azione, se, invece, di essere mortalmente afflitti con i prolissi e moralistici articoli di Carlo Bertani, pieni di luoghi comuni, fossero informati, ad esempio, con incisivi testi sulle scie chimiche e sulle cospirazioni dei governi.

Non si stimola una condotta propositiva, ma si imprigionano i fruitori in "ragionamenti" labirintici ed astrusi di pseudo-esperti in sociologia ed in macroeconomia. Quanti lettori poi si invischiano nelle appiccicose elucubrazioni di Bertani e si impantanano nella palude dei commenti! Tutto ciò, però, non è casuale: è una strategia gattopardesca con cui si finge di cambiare tutto nell'informazione per non cambiare nulla. E' una strategia che serve a bloccare l'opinione pubblica, a cristallizzarne le reazioni: le persone, in un'eterna coazione a ripetere imprecheranno invano, senza mai agire né riflettere né studiare, contro il capro espiatorio di turno.

Anche quando si pubblica un articolo sulla Massoneria, è tutto all’acqua di rose oppure, con scaltrezza, si inserisce un pezzo sulle chemtrails, ma non scritto da uno scienziato (ad esempio, Michael Castle), bensì da un comune cittadino che commette qualche errore concettuale: così la legione dei negazionisti potrà tranquillamente sbizzarrirsi con le sue infamie e denigrare, con il pretesto di un’imperfezione, l’intera categoria dei ricercatori. E’ questa una tattica, non una superficialità.

Taccio poi dei siti-civetta creati dagli apparati (in alcuni casi infiltrati dopo un po' di tempo dalla loro apertura) ed impiegati per tracciare e schedare gli utenti sensibili a temi quasi sempre censurati dagli organi mainstream. Emblematico è il caso di sciechimiche.org, acquisito dai servizi e divenuto un portale in cui imperversano impunemente sfacciati disinformatori che per giunta amministrano il forum. Mai un'iniziativa concreta è scaturita da questo famigerato sito! Mai una ricerca! Solo chiacchiere e lenocini: nel forum le discussioni sono per lo più arenate ancora in una sterile disquisizione sul fenomeno della condensazione e, nel migliore delle ipotesi, utenti in buona fede, possono solo denunciare lo scempio, inserendo fotografie di cieli chimici. Gli utenti, a mo' di buoi, sono pungolati, spinti un po' qua un po' là a pascolare, purché restino sempre nel recinto: più che un forum, è il Foro Boario, il mercato dei buoi e delle vacche.

Anche qui, certi argomenti sono tabù e l'ignoranza si accoppia alla censura. Non è forse uno fra i motti del sistema: "l'ignoranza è forza"? Anche qui non si additano risoluzioni: domina l'immobilismo. La conoscenza di aspetti inquietanti, ma che paradossalmente potrebbero spalancare porte verso dimensioni positive e luminose, è bandita. (Vedi C. Penna, Scie chimiche: facciamo il punto della situazione - parte 2, 2009) [1]

Alla fine, è evidente la conseguenza di questo genere di "informazione". Volontariamente o involontariamente, essa, riproducendo, anche sotto mentite spoglie, la propaganda del regime, poiché non abitua i lettori a far tabula rasa di vecchie formule, in quanto non promuove un'investigazione a 360 gradi, ma tutto chiude in un'asfissiante dibattito tra "destra" e "sinistra", in vuoti stereotipi, rinsalda il sistema ed il suo castello di menzogne.

[1] Si ricordi un episodio significativo: il programma "La gaia scie-menza" ha citato più volte Tanker enemy come sito che divulga la “leggenda urbana” delle scie chimiche (con ovvie intenzioni di discredito), mentre non ha mai menzionato sciechimiche.org. Eppure questo portale viene sempre considerato il più rappresentativo per la "divulgazione" contro le chemtrails! Come si spiega questa accidentale dimenticanza? Tra i moderatori del forum annoveriamo Darko (ex collaboratore di Tanker enemy ed ora passato nelle schiere della disinformazione) che, scrive contro il comitato dal giorno successivo alla conferenza di Milano. Stesso discorso vale per Reverendo Stone, abile a mostrare una maschera per nascondere il suo vero volto. Sepolcri imbiancati! Last, but not least: i cittadini che si sono rivolti ai gestori di sciechimiche.org per chiedere chiarimenti o per proporre delle collaborazioni non hanno mai ricevuto risposta.



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06 luglio, 2009

Camouflage

... a somiglianza di una valle solitaria e silenziosa dove, da squarci nelle nuvole, piovono sprazzi di luce. E' un sentiero tortuoso che ora costeggia le anse del fiume ora si snoda su pendii orlati di biancospini. Ad ogni passo, i fili dell'erba sembrano tramutarsi in una raggiera di fiamme e le gazze paiono tradurre il loro verso in oracoli di sibille. Il vento si trasforma in fraseggio. E' come se le cose, interrogate nella loro essenza, finalmente fossero in procinto di tradire il loro intimo segreto.

I veli sul mondo si dissolvono ed un universo ulteriore si manifesta, grondante di stelle e di lacrime. E' un mondo dove le parvenze, concrezioni di pensieri, si sfaldano e la neve, scioltasi, lascia affiorare rocce rilucenti. Il ghiaccio del dolore, che ostruiva i greti dei ruscelli, si fonde per rampollare in fonti azzurre. Lo scroscio echeggia tra verdi solitudini. L'ombra delle querce si tinge di melodie. Il profilo ondeggiante dei crinali sfuma nella caligine del crepuscolo.

Passo dopo passo, questa finta realtà arretra, simile alle tenebre che si ritirano nelle gole più fredde e profonde, quando si spande la tempera del nuovo giorno.

La realtà arretra, si rimpicciolisce, scompare: un po' alla volta traspare l'oltre.

Articolo correlato: Timor, Solstizio per Gaia, 2009



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05 luglio, 2009

I "dragon snakes" delle Isole Salomone

Le Isole Salomone sono uno stato insulare del Pacifico (Melanesia) ad est della Nuova Guinea. Si tratta di due festoni di isole, disposte parallelamente in direzione NO-SE per circa 1450 chilometri, fra gli arcipelaghi di Bismarck e delle Nuove Ebridi. Guadalcanal, San Cristobal, Malaita, Santa Isabel, Choiseul e Nuova Georgia sono le più grandi. Sono montuose e con vulcani attivi.

La popolazione autoctona appartiene al ceppo melanesiano. Le esigue minoranze asiatica ed europea detengono il potere economico.

Già protettorato britannico dal 1893, le Isole Salomone sono uno stato "indipendente" (dal 1978) nell'ambito del Commonwealth britannico.

"Non lontano da dove affondarono molte navi durante la battaglia di Guadalcanal, durante la seconda guerra mondiale, corruschi oggetti non identificati emergono dalle acque dell'oceano per dirigersi verso le montagne e sparire nei laghi seminascosti da una vegetazione lussureggiante.

In questo paradiso tropicale si trovano vestigia di antichi insediamenti testimoniati altresì da una misteriosa scrittura. Fra le aspre vette, avvolte da nubi vaporose, si aggirano, secondo leggende locali, strane creature simili al Sasquatch. Si racconta che questi esseri, da tempo immemorabile, scendano nei villaggi costruiti lungo la costa per sequestrarne gli abitanti. I nativi narrano spaventose storie a base di bambini rapiti e divorati".
(M. Boirayon, Solomon Islands mysteries, 2009)

Marius Boirayon, un militare in pensione della R.A.A.F., le Forze Aeree Australiane, ex pilota d’elicottero, da anni stabilitosi a Guadalcanal, ricorda che i rapitori sono definiti dai Melanesiani, che vivono nell'incantevole arcipelago, "dragon snakes". L'autore reputa che questi “dragon snakes” siano dei giganti. Ritiene pure che nelle Salomone sorgano delle basi segrete.

Nelle Isole Salomone, i vari ingredienti del mistero ufologico non mancano: U.F.O., installazioni militari, rapimenti e persino giganti, come a Grenada ed altrove.

Fonti:

Enciclopedia universale, Milano, 2003, s.v. Isole Salomone
M. Boirayon, Solomon Islands mysteries, 2009
Zret, Il gigante di Grenada, 2009



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