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13 ottobre, 2016

I.S.S. International space stupidity



La mirabolante N.A.S.A. offre la possibilità di ammirare la Terra dalla stazione spaziale internazionale (I.S.S.). Il tutto in diretta grazie alle riprese realizzate dagli astronauti in orbita. Che ghiotta occasione per contemplare il nostro pianeta dallo spazio!

Purtroppo l’iniziativa, che dovrebbe, tra le altre cose, dirimere una volta per tutte la vexata quaestio sulla forma di Gaia, pare una delle tante frodi in cui eccelle la nasuta N.A.S.A.

Consideriamo alcune anomalie.

• La Terra, vista dalla stazione orbitante, è quasi del tutto occupata da strati di nuvole e da oceani: non si riesce a distinguere un solo continente né una delle più vaste isole del pianeta, come la Groenlandia o la Papua-Nuova Guinea. Non si vedono terre emerse, con l’unica eccezione di una regione la cui forma non corrisponde, però, a quella di alcun territorio del pianeta.
• Le riprese non paiono il risultato di una diretta: allorquando cominciano a calare le tenebre, il cosmonauta, che sta immortalando la Terra, compie una capriola, guarda verso la camera, dopodiché le immagini precedenti si ripetono (loop) in una rotazione sempre uguale. Non solo, si può rilevare in concomitanza con l'elegante piroetta, uno stacco, traccia inconfondibile di un montaggio.
• Il Sole ha qualcosa che non convince: la sua luce è simile a quella di un riflettore.
• Non si notano i vortici degli uragani o delle aree di bassa pressione.
• Non compaiono le aree illuminate, quando scende la notte.
• Non si intravedono né la luna né le stelle. Sarà…

Insomma, sembra proprio di essere al cospetto di una montatura proveniente da un’agenzia di guitti, abituati a mentire su tutto ed il contrario di tutto, a cominciare dalla geoingegneria clandestina (alias scie chimiche, in inglese chemtrails). E’ una truffa tanto sfacciata quanto grossolana e raffazzonata. E’ un raggiro cui abboccano intere legioni di stupidi! La N.A.S.A., con i potenti mezzi di cui dispone, potrebbe almeno provare a creare dei falsi un po’ più credibili. Agenzia spaziale? Qui di spaziale abbiamo solo le balle!



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APOCALISSI ALIENE: il libro

21 luglio, 2016

Still life



Gli uomini assomigliano ai frutti. Ammiriamo i frutti sugli alberi, dopo che si sono sviluppati: hanno la buccia liscia, spesso lucida, verde. Un po’ alla volta s’accrescono e maturano: il verde si vena di rosa, di porpora, di giallo, d’oro… Finalmente sono maturi, pronti per essere colti e gustati: esibiscono colori vivaci, sono belli, grossi e succosi. Poi la loro pelle comincia ad avvizzire: qua una ruga, là una macula, fino a quando il pomo marcisce, prosciugandosi, giorno dopo giorno.

Il nocciolo, però, non subisce questa metamorfosi. Così gli uomini e le donne, col passare del tempo, dopo la florida giovinezza, maturano: sono all’acme della vigoria fisica e mentale, in seguito principiano ad incanutire, si curvano, invecchiano fino a quando… Le energie li abbandonano, malanni subentrano a malanni: il corpo non risponde più, la mente si appanna. Tuttavia continuano a sognare, a desiderare, come quando erano giovani: la voglia di vivere, di gioire, di amare non si è spenta. E’ intatta come l’endocarpo.

Purtroppo, però, i desideri non possono più essere appagati ed i sogni sono un mucchio di cenere. Il bimbo, che ancora si agita nel cuore dell’anziano, vorrebbe far udire la sua voce, ma è afono. Può soltanto rifugiarsi nel giardino dei ricordi, un giardino senza fiori né frutti, pieno solo di alberi spogli.

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APOCALISSI ALIENE: il libro

02 aprile, 2016

Lost-last generation



Il futuro è affidato alle nuove generazioni: presto dovremo passare il testimone, ma chi potrà riceverlo dalle nostre mani? Ci accorgiamo che la prossima generazione sarà anche l’ultima, l’ultima che in qualche caso sporadico ha ancora visto un cielo naturale, ha ancora odorato il colore di un'emozione vera. Quasi sempre, però, gli adolescenti ed i giovani di oggi si possono considerare perduti, perché incantati dalle sirene della tecnologia, in quanto ridotti a schiavi contenti della loro schiavitù, fagocitati dall'orrore spacciato per "il migliore dei mondi possibili".

Per fortuna esistono le eccezioni, ma non sappiamo se riusciranno a fare la differenza. Soprattutto sgomenta sapere che le risorse intellettuali di quest’ultima generazione sono simili ad un terreno fertile che nessuno coltiverà. Le attuali legioni di “docenti” e di “educatori”, se si esclude qualche rara avis, sono, volenti o nolenti, del tutto integrati nel sistema, quel sistema che sta strappando agli uomini la loro identità, alla Terra la sua anima.

A volte si è sfiorati dall’idea che un conflitto o un’altra calamità (ad esempio, l'azzeramento degli strumenti tecnologici) potrebbero insegnare alle nuove discendenze il valore della vita, insegnare loro a pensare e ad agire in grande. Esiste, però, il rischio che un’altra conflagrazione planetaria si concluda solo con la vittoria della propaganda: oggi trionfa la retorica delle “missioni di pace”, domani quella della “guerra al terrorismo” e viceversa. E’ sempre stato così, con noi in mezzo che siamo carne da cannone e zimbelli dei media.

Dunque possiamo confidare in chi è destinato a succederci? Non siamo in grado di rispondere: i corni del dilemma si equivalgono. A volte culliamo una pur debole speranza; a volte ci cadono le braccia.

Probabilmente senza un soccorso ulteriore, un kairòs non ce la caveremo. Come nelle tragedie antiche sarà necessario l’intervento di un deus che ci salvi dalla macchina infernale di un potere diabolico.

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APOCALISSI ALIENE: il libro

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