Visualizzazione post con etichetta psicologia della massa. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta psicologia della massa. Mostra tutti i post

20 agosto, 2016

Renzi in action



Absit iniuria verbis.

Nella retorica classica si definisce “actio” ed è il modo di gesticolare, di usare il timbro per opera dell’oratore. E’ incredibile (o no?) quanto l’actio di Matteo Renzi ricordi quella di Adolf Hitler. Entrambi “politici”, ossia pu-pazzi usati dalle sedicenti élites per i loro loschi scopi, sebbene il Fuhrer non fosse del tutto privo di un pur diabolico carisma e di sapienza dialettica che nel grullo fiorentino sono ridotti a patetiche parodie.

Nondimeno è istruttivo ascoltare un discorso di Renzi, senza badare ai penosi contenuti. Si noti come adopera la voce: il tono ascende ora in guisa graduale ora in maniera repentina, sempre con studiata ricerca di efficacia comunicativa. Si notino le espressioni facciali che, insieme con l’accento e le pause, enfatizzano il pathos, cercano di catturare l’uditorio.

Certo, con Renzi gli effetti sono involontariamente comici e grotteschi: la mimica è risibile, quando vuole essere contegnosa, il timbro è da isterico, quando si prefigge solennità e passione. Nella diversità abissale che contrappone un gonzo spocchioso ad un tetro seduttore delle folle, si osserva, però, un trait d’union, vale a dire la tecnica retorica tipica del tiranno.

Purtroppo, benché Renzi sia un guitto, non mancano gli estimatori della sua ampollosità da rana che si gonfia per diventare grossa come il bue. Non manca chi apprezza non solo la sua eloquenza da osteria, ma pure le sue “idee”.

Teo sovente piace, perché il suddito tende ad identificarsi in lui che è il prototipo del sub-uomo odierno: scemo, ma a suo agio con la tecnologia, ignorante, eppure in grado di spiccicare qualche parola in un inglese da paura, così da sembrare istruito. E’ il successo del parvenu frustrato che, prima di essere espulso dal consesso di chi conta veramente, vive i suoi cinque minuti di gloria. E’ il trionfo di un ducetto piccolo piccolo, eppure pericoloso, del borghese tutto “legge ed ordine”, è la vittoria dell’uomo qualunque che si illude di essere diventato qualcuno, laddove sfigurerebbe come rifiuto persino in una discarica.

Vietata la riproduzione - Tutti i diritti riservati

APOCALISSI ALIENE: il libro

22 agosto, 2013

Realtà e televisione

Non abbiamo schermi contro lo schermo.

"Il mezzo è la realtà. Realtà è innanzitutto ciò che si può vedere, televedere. Questo positivismo ottico ha come conseguenza sia l’ampliamento sia il restringimento della nostra coscienza. Lo sdoppiamento della realtà conduce non raramente alla confusione della realtà ed entrambi al livellamento della realtà. Invece che ai film di guerra, ogni giorno assistiamo, da qualche parte, alla guerra come film.

Una maggioranza che silenziosamente sta a guardare dimostra la propria partecipazione permanente e la propria permanente indifferenza. La realtà diventa l’immagine della realtà, l’immagine stessa diventa realtà, anzi iperrealtà ed una realtà sostitutiva. Struttura ed effetti simili hanno le immagini della pubblicità, dei giornali e delle riviste; immagini come astrazione dalla realtà, realtà come astrazione. Su questo paradosso si basa in notevole misura soprattutto il realismo fotografico.

Il consumo di immagini e l’uso della realtà vanno inoltre di pari passo ed all’unisono con l’utile e la perdita che si traggono dalla realtà. La coscienza acuta è, nello stesso tempo, la coscienza smussata, quella informata è nel contempo manipolata. L’onnipresenza del nostro terzo occhio elettronico minaccia di renderci monocoli: veri Polifemi, accecati dalla realtà".

Dal saggio di Peter Sager, “Le nuove forme del realismo”, Milano, 1976

Vietata la riproduzione - Tutti i diritti riservati

APOCALISSI ALIENE: il libro

La squola della Gelmini - di Antonio Marcianò - Gemme scolastiche da collezionare

AddThis

Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...