07 novembre, 2007

Io ho un Padre... (testo rielaborato da Bojs)

... da sempre… l'ho incontrato in famiglia, nelle serate con dei "veri" amici, anzi fratelli, nelle favole raccontate da mia madre, nelle poesie e nei quadri di mio padre, nei giochi da bambini con mio fratello, in quel poster dove "le scarpe che non porti, sono le scarpe di chi è scalzo, il pane che non mangi è il pane dell'affamato", nella "lettera ad un bambino mai nato".

Un Padre sorridente, ironico, direi satirico. Prende in giro i sessuofobi, i prepotenti e gli integralisti di qualsiasi ideologia politica o religiosa. Un Padre di "Ama… e fai agli altri ciò che vorresti fosse fatto a te", e chi se ne importa se sei povero, sconosciuto, incasinato, se hai sbagliato molto nella vita e sei ancora alla ricerca della tua vera identità e del tuo “vero essere”.

Ride di un uomo seduto in alto nella sua bella e morbida poltrona e delle migliaia e più che lo applaudono.

E' incazzato con chi sfrutta i poveri, approfitta dei deboli, opprime la libertà individuale con la scusa di proteggere, con chi sacrifica vite umane sull'altare del potere malefico e li sconvolge nel profondo della coscienza fin dalla tenera infanzia, lasciandoli nell'ignoranza, senza veri indirizzi di vita, senza aiuto, senza cibo, senza genitori, senza lavoro, senza vita.

E' incazzato con chi fa le guerre, con chi mente spudoratamente sulla pelle di milioni di morti, coi serial killer, con le multinazionali della fame e della morte, con i politici bugiardi complici e colpevoli di non proteggere i loro popoli, con i padroni che, nel nome del dio denaro, sfruttano i lavoratori e avvelenano la terra, con gli uomini religiosi di falsa devozione, che parlano parlano, ma non fanno veramente nulla per nessuno, se non per sé stessi.

E' un Padre che non si manifesta nel vento impetuoso, ma nella brezza leggera, impercettibile, che arriva a volte d'estate in serata. E' riflessivo il Padre, sa che il mondo è complesso: "ragioni" è sempre plurale, almeno in una piccola significativa parte.

Gode della gioia del più piccolo tra gli uomini (anche da qui puoi sentirne la calda risata), ma piange con chi piange, è disperato con chi è disperato, la sua mano, tenta di accarezzarne, discreto e presente, la spalla.

E' un Padre che conosce la sofferenza, che non appare, ma è un vincente, ha donato la vita di suo figlio al mondo, per questo così vicino agli uomini, ognuno perdente, ognuno democraticamente uguale nella morte.

Ma il Padre bandisce la tristezza, il calvario è "situazione provvisoria", e torna a ridere, insieme a te, a satirizzare sul mondo, grottesco ed incomprensibile.

E' un Padre libero e rispetta la tua libertà, anche quando non gli piace, al limite ti prende per il culo e ti fa capire la tua stupida ignoranza, smontando tutto ciò che credi sia verità assoluta e su cui hai fondato i pilastri della tua vita. Ma poi, se vuoi, riflette insieme a te e perdona, perché sa della nobiltà della parola "perdono", avendo già parlato della complessità della vita.

E ritorna ad incontrarti nello sguardo curioso e attento di un figlio, di un uomo silenzioso che soffre o in una delirante situazione che ti è vicina, o nell'amore intenso con la tua donna.

Ti chiama lui, se tu non lo chiami. Non è solo Dio, ma il tuo vero Padre ed ha piacere di parlare con te. Come stasera...

Il discorso finisce sui guai del mondo, le ingiustizie, l'avidità, l'indifferenza, la solitudine, gli egoismi individuali, le incomprensioni, la fame, le malattie, le guerre, il terrore.

Ascolta silenzioso, come sempre discreto, poi prova a replicare donandoti speranze, satire riflessive seppur amare, ma io lo incalzo raccontandogli di quanti lo tirino in ballo per proclamare la verità assoluta di un Dio senza compromessi, ma presentato senza concretezza e poi di quanti si fanno scudo di lui per coprire infamia, orrori, guerre e terrore, spezzandolo in occidentale o orientale, in molte forme variegate e altrettanto insulse, di quanti morti, di quanti oppressi, di quanti orfani, di quanti papà e mamma senza figli, di quanta infelicità generata dagli uomini nel suo nome.

Resta in silenzio nel dolore e nella Sua misteriosa conoscenza superiore, sicuro e sereno, ma mi rimane vicino silenzioso. Lo saluto, toccandogli la spalla, "vado a dormire" dico. Non si muove e rompe il suo silenzio chiedendomi: "posso rimanere qui?". Si accomoda sul lettone e, ogni tanto, lo sento, nel sonno, toccarmi i capelli per sapere se ci sono.

Ecco, ora di giorno cammina dietro di me e di tanto in tanto mi tocca i capelli, cercando di ripararmi dalle intemperie della vita. Poi tenta di riprendermi la mano per tornare a guidarmi nella via che rassicura.

Certo è complicato distruggere tutto il male del mondo una volta…, figuriamoci due.., ma è determinato e la sua determinazione mi ridà fiducia e la mia fiducia accresce la sua determinazione.

E' orgoglioso, diamine, e tornerà presto a prendere per il culo gli uomini potenti, ridando speranza e fiducia nella vita, nel lavoro, nell'amore da tutti e verso tutti, ognuno come può, per quei santi compromessi che prevedono la vera vita a noi sconosciuta, su questo bellissimo pianeta, intensa, felice e infinita come obiettivo.

Altro che la bestemmia della pace e sicurezza portate dall'uomo.

B O J S

06 novembre, 2007

Scienza e magia: il matrimonio dell'Inferno e del Tartaro

Opera di M. De NittiQualcuno forse ricorderà le libellule volanti che furono avvistate e fotografate in California. Alla fine di giugno, un personaggio anonimo - Isaac (pseudonimo) - inviò al portale del programma radiofonico “Coast to Coast AM” informazioni relative a tali avvistamenti o, meglio, al tipo di tecnologia. Isaac dichiara di aver lavorato negli anni ’80 nei laboratori segreti di Palo Alto in California, nel contesto del progetto CARET (Applicazioni Commerciali - Ricerche per la Tecnologia Extraterrestre) creato allo scopo di imbrigliare le capacità del settore privato dei Black Projects della Silicon Valley e di applicarle al fine di comprendere la tecnologia extraterrestre. Tale tecnologia sarebbe quella usata negli aeromobili definiti DRONE C2C (sigla di Coast to Coast). Su questi droni, i ricercatori si domandano se si tratti di UCAV (Unmanned Combat Air Vehicle, aerei robot da ricognizione) o di qualcos'altro. In particolare, dalle immagini si evidenziano delle scritte, un “linguaggio” con diagrammi visibili sulla parte inferiore di ogni veicolo. Ad oggi, non è stata proposta alcuna valida traduzione e/o interpretazione di questi caratteri simili a quelli giapponesi. Una svolta è stata impressa alla questione con l’entrata in scena di Isaac e con la sua spiegazione degli ideogrammi.

Come intuii, quando furono mostrate le immagini di queste libellule, i glifi in oggetto non sembrano scritte, ma, in un certo senso, segni magici. Che poi questi veicoli siano terrestri o alieni poco importa né è essenziale sapere se l'intera faccenda sia una montatura oppure no: spesso notizie false sono diffuse per rivelare obliquamente qualche verità col fine di saggiare la reazione dell'opinione pubblica. Qui importa soffermarsi sul significato della magia: molti obietteranno che nella nostra società ipertecnologica la magia non ha alcuno spazio, essendo relegata nel novero delle superstizioni, come l'astrologia, la cartomanzia e le altre "pseudo-scienze".

Eppure ciò è errato: forse la nostra età è quella più permeata da rituali e culti esoterici, pur nel dominio (apparente) del razionalismo scientifico. I fondamenti principali della magia sono due: la simpatia e la sineddoche. Simpatia significa che il simile agisce sul simile: ad esempio, il ritratto di una persona corrisponde alla persona stessa e ne possiede alcune caratteristiche. La sineddoche implica la possibilità di agire sul tutto, attraverso una sua parte: il capello dell'innamorato o dell'innamorata può essere usato in un sortilegio, perché ne rappresenta l'intera identità. La magia è quindi scienza delle corrispondenze: esiste una correlazione tra segno ed oggetto, tra suono e significato. E' noto che la linguistica contemporanea, da Ferdinand De Saussure in poi, con pochissime eccezioni, tra cui Gadamer, ha creduto di sfatare il mito della corrispondenza tra i segni e le cose, sostenendo l'idea dell'arbitrarietà e convenzionalità del segno, in questo convincimento seguita da alcune correnti dell'arte contemporanea come il movimento concettuale. Se il cavallo si chiama così, ciò si deve ad una convenzione: tale animale si potrebbe designare in qualsiasi altro modo, ad esempio, "pietra", tant'è vero che in greco antico il cavallo è ippos, in latino equus, in inglese horse, in cinese ma e via discorrendo.

Il discorso sembrerebbe non fare una grinza, poiché i vari vocaboli non sono simili, ma non è così. In primo luogo, abbiamo visto in Lògos, che il suono è qualcosa di primordiale (si veda anche René Guénon, La lingua degli uccelli, in Simboli della Scienza sacra, Milano, 1975): il suono è già la forma delle cose, manifestazioni di una vibrazione originaria. Il suono plasma, modella. Inoltre invisibili, misteriosi fili legano i suoni alle idee ed alle cose. Si pensi alle 22 lettere dell'alfabeto ebraico che sono archetipi codificati nei fenomeni più disparati. Si ricordi il valore sacro e simbolico dei numeri, dalla tetraktys pitagorica alla serie di Fibonacci, al phi (sulla natura ontologica o esclusivamente umana, secondaria dei numeri, si veda Uno più uno uguale zero). La magia, da intendersi come applicazione e, in quanto tale, come lato inferiore della Tradizione (la vera conoscenza non è utilitaristica, ma si appaga di sé e mira al trascendente) e soprattutto con le deviazioni cui dà luogo ha causato la rovina di intere civiltà. Si ricordi l'infatuazione magica degli Atlantidei: la nostra civiltà sembra assomigliare a quella di Atlantide prossima alla sua estinzione. Allora come oggi, infatti, la scienza più blasfema e faustiana e la magia più degradata volta al controllo della natura ed al dominio di forze temibili ed oscure tendono a confondersi, ad accoppiarsi, in un laido amplesso tra l'Inferno ed il Tartaro.

Come si evince dal discorso criptico e tecnico di Isaac, i glifi delle libellule tecnologiche sono, mutatis mutandis, quelle che in magia, si definiscono formule e parole di comando. Essi ricordano la frase che incisa sul Golem gli conferiva una vita per quanto larvale, rendendolo un docile strumento nelle mani del suo creatore. Non si può nemmeno immaginare quale sia il livello della scienza magica e della magia scientifica sottesa al moto di questi inquietanti velivoli, frutto probabilmente di un sapere non terrestre, in cui il confine tra potenza ed atto, per dirla con Aristotele, è stato abolito. E' un ambito dove un lògos di secondo grado crea: per mezzo di questo lògos, cose orribili sono create. I sacerdoti di dèi oscuri conoscono rituali e tenebrose liturgie in cui numeri, pianeti, influssi astrali, simboli antichissimi rovesciati e snaturati, sono altrettanti strumenti di potere.

Questi sacerdoti luciferini sono sovente gli stessi che proclamano a gran voce la necessità di applicare il metodo scientifico, sono quelli che irridono gli astrologhi, i cartomanti, i veggenti, affermando che solo la razionalità ed il sapere logico-matematico sono validi, esaustivi del reale. Un po' come l'astuto stratagemma del diavolo è quello di spingere a credere che egli non esista per agire indisturbato e diffondere il Male sulla terra, così gli scienziati ostentano un’attitudine rigorosamente razionale per nascondere le loro conoscenze e la loro perversa attrazione per la magia... nera.

05 novembre, 2007

Un apologo (di Bojs)

C'era una volta un uomo di nome George Thomas: egli era un cristiano e viveva in un piccolo paese. Una domenica mattina entrò nel luogo dove si riuniva con altri cristiani.

Salì sul pulpito, portando con sé una gabbietta arrugginita e la sistemò lì vicino.

La gente lo guardava perplessa e, come risposta alle loro facce attonite, cominciò a parlare…

“Ieri stavo passeggiando, quando vidi un ragazzo con questa gabbietta, dentro c'erano tre uccellini, tremavano dal freddo e per lo spavento.
Fermai il ragazzo e gli chiesi:
“Cos'hai lì, figliolo?”.



“Tre vecchi uccelli” fu la risposta.
“Cosa farai di loro?” chiesi.
“Li porterò a casa e mi divertirò con loro”, rispose il ragazzo. “Li stuzzicherò e li farò soffrire: così litigheranno. Mi divertirò tantissimo”.
Io gli dissi: “Ma, presto o tardi, ti stancherai di loro e allora cosa farai?”.
“Oh, ho dei gatti”, disse il ragazzo, “a loro piacciono tanto, li darò a loro”.

Rimasi in silenzio per un momento, poi dissi: “Quanto vuoi per questi uccellini, figliolo?”.

Il ragazzo rispose: “Cosa??! Mica li vuoi, signore, sono uccellacci di campo, niente di speciale, nemmeno cantano e non sono neppure belli!”.
“Quanto?” gli dissi.
Pensando che fossi pazzo, il ragazzo mi disse: “20 euro?”
Presi i 20 euro dalla tasca e li misi nella mano del ragazzo che, come un fulmine, scappò lasciandomi con la gabbietta in mano.

Andai in un campo dove c'erano alberi ed erba, aprii la gabbietta e, con gentilezza, liberai gli uccellini che, con occhi riconoscenti, prima si posarono sulle mie spalle, come a ringraziarmi e poi, con un leggero frusciare di ali, si andarono a riposare sopra i rami degli alberi.

Questo è il motivo di questa gabbietta vuota accanto a me oggi!

Poi iniziò a raccontare un'altra storia...

Un giorno Satana e Gesù stavano conversando…

Satana era appena ritornato dal Giardino dell'Eden, era borioso e si gonfiava di superbia.
“Eh sì, mio caro Cristo Gesù, oggi ho catturato l'intera umanità per tutti i secoli a venire!!! Ho usato una trappola che sapevo non avrebbe trovato resistenza, ho usato un'esca che sapevo essere micidiale. Li ho presi tutti in un colpo solo!”.

“Cosa farai di loro..?” chiese Gesù. “

Oh, mi divertirò tanto con loro!” rispose Satana.
"Gli insegnerò l'arte della guerra, come uccidere i propri figli nel grembo materno, come far ammalare le persone per poi renderle schiave dei miei incantesimi di guarigione, come tradirsi a vicenda, come odiare e farsi del male a vicenda, come divorziare per distruggere la famiglia e poter soddisfare i propri egoismi, come godere in maniera perversa del sesso, facendolo divenire una droga che li renderà schiavi di sé stessi, come abusare dell'alcool per dimenticare gli stessi problemi che io gli ho creato, come fabbricare dalle genuine piante della terra, droghe sintetiche che li trasformino in zombies. Gli insegnerò i segreti della scienza e della tecnologia per fabbricare strumenti di possessione e di morte. Ah ah ah…, mi divertirò proprio un mondo!”.

“E poi, quando avrai finito di giocare con loro, cosa ne farai?” chiese Gesù.
“Oooh, li ucciderò tutti!” esclamò Satana con grande superbia.

“Quanto vuoi per loro?” chiese Gesù.

“Ma và là, non la vuoi mica questa gente stupida e ignorante!? Non sono buoni a nulla, sono egoisti, sono cattivi. Se li prenderai, ti odieranno, non crederanno mai in te, ti sputeranno addosso, ti rinnegheranno davanti ai loro amici, ti bestemmieranno e, alla fine, ti uccideranno tra atroci sofferenze. Inoltre preferiranno i perversi piaceri momentanei che io gli offro, a TE...! No, non puoi volerli”.

“Quanto vuoi?” chiese di nuovo Gesù.

Satana guardò Gesù sogghignando e disse: “Tutto il tuo sangue, tutte le tue lacrime e la tua vita.”

Gesù disse: “Affare fatto!”.

E poi pagò il prezzo!



Racconto di Bojs.

04 novembre, 2007

Il diavolo in doppiopetto

Esiste una possibilità di rendere migliore la nostra esistenza, almeno sotto il profilo del benessere dell'organismo? Se si considerano l'alimentazione e l'ambiente, dobbiamo ammettere che oggi giorno un cibo veramente sano ed un ecosistema salubre sono quasi sempre chimere. Possiamo e dobbiamo eliminare (o ridurre) dalla dieta il latte, le carni, lo yogurt, le merendine, le bevande gassate e veleni simili, ma siamo sicuri che una dieta a base di frutta e verdura sia il non plus ultra?

Chi ci garantisce che non ci cibiamo di ortaggi e frutti geneticamente modificati e contaminati non solo da pesticidi, insetticidi ed anticrittogamici, ma dalle sostanze di ricaduta contenute nelle scie chimico-biologiche? Senza dubbio è meglio non abusare di farmaci, evitare i vaccini come la peste (tenteranno di convincerci a ricorrere al vaccino antinfluenzale, all'arrivo dei primi freddi...) ed orientarsi, ogni qual volta è possibile, verso le terapie naturali, sebbene non sia agevole stabilire quanto siano genuini certi rimedi e certe sostanze, essendo oggi la natura snaturata.

Correttamente molti consigliano di trascorrere i giorni della fine settimana non negli affollati centri commerciali o nei boulevards mentre gli aerei della morte spurgano la loro pozione venefica sulla gente inconsapevole. Esortano quindi a passare il tempo in montagna o in riva ai laghi, in zone "incontaminate", ma ormai quale regione è incontaminata?

Ad ogni modo, chi ha dei figli, se non è in grado di difenderli del tutto dagli assalti quotidiani e micidiali sferrati contro la salute del corpo, può ancora proteggerli dall'influsso diabolico della televisione: una mente sana è più forte anche contro gli attacchi all'organismo.

Consideriamo i programmi televisivi di questi ultimi tempi: con sadico compiacimento (si comprende chi controlla i mediocri media) le varie reti ammanniscono telefilms truculenti e crudi, basati su squartamenti, autopsie, omicidi efferati, operazioni chirurgiche, sventramenti, decapitazioni... Queste abominevoli produzioni sono, tra l'altro, mandate in onda in prima serata, quando bambini e ragazzi restano alzati davanti alla scatola demoniaca, quantunque un codice di autoregolamentazione stabilisca che, nel prime time, certe trasmissioni debbano essere evitate. E' evidente che ciò vale per la spalla nuda di un'avvenente attrice e non per le scene grandguignolesche.

Né si può pensare che i cartoni siano meno perniciosi: se prescindiamo dai disegni animati volgari e violenti, non meno diseducative sono tante produzioni apparentemente innocue ed edificanti. Ad esempio, di recente il bucolico cartone Heidi è stato manipolato con l'aggiunta di vistose scie chimiche e varie produzioni destinate ad un pubblico infantile ostentano, con lo scopo di normalizzare la mostruosità, orrende cicatrici nel cielo, senza dimenticare tutti i messaggi subliminali che condizionano le menti dei piccoli spettatori, ma anche degli adulti ormai trasformati, nella maggioranza dei casi, in automi.

Credo che i genitori e gli educatori dovrebbero tenere lontani, nei limiti del possibile, le nuove generazioni da tutta questa paccottiglia televisiva, dai videogiochi, dai cellulari, dal cinema, fatte salve alcune eccezioni. Non è facile, ma si dovrebbero provare a valorizzare altri modi per consentire ai bambini ed agli adolescenti di divertirsi: giochi di società, passatempi con oggetti costruiti dai bambini stessi, attività ludiche che stimolino la fantasia... Se proprio poi vogliono seguire un programma televisivo, allora credo che gli adolescenti potrebbero vedere un film come Essi vivono di Carpenter: è una pellicola istruttiva, molto più istruttiva di una puntata di Superquark della premiata ditta Angela, il diavolo in doppiopetto.

03 novembre, 2007

Gli oggetti-simbolo dell'Ebraismo

Preciso che, in questo breve articolo, ho accennato solo al valore exoterico di certi simboli: mi riprometto di sfiorare alcuni significati esoterici in prossimi studi.

Tra i reperti della Samaria, capitale del Regno settentrionale d'Israele, nel IX secolo a.C., spiccano gli avori che adornavano il palazzo reale. In alcuni pannelli sono raffigurate delle sfingi in mezzo a piante di loto. L'opera eburnea, di fattura non molto raffinata, rivela un debito dell'arte ebraica nei confronti della cultura e della iconografia egizia: la testa dell'animale chimerico, in ciascun pannello, è ritratta di profilo e con l'occhio grande ed oblungo, secondo i moduli egizi. Il corpo è reso con un accenno della muscolatura. Su tutto spiccano le ali poste su due piani prospettici ravvicinati e delle quali è suggerita, in modo un po' schematico, la leggerezza con un una serie di incavi diritti e contigui l'uno all'altro.(1) I pannelli di avorio sono una prova che la cultura ebraica è, in una buona misura, dipendente da elaborazioni formali e concettuali di altri popoli.

D'altronde i cherubini scolpiti sulla celebre Arca dell'alleanza, in cui erano custodite le tavole della Legge, erano delle sfingi. Nel IX secolo la tradizione egizia, a distanza di circa sei secoli dall'esodo dalla Terra dei faraoni, esodo che fu probabilmente una migrazione in più ondate, è ancora viva nel Regno d'Israele. A ben riflettere, la civiltà degli Habiru risentì fortemente di influssi egizi e soprattutto sumeri. Se è vero che il mitico Abraham era originario di Ur, nella Sumeria, non si può disconoscere il contributo dell'antichissimo ed enigmatico popolo mesopotamico sugli Ebrei. Il Pentateuco stesso è costellato di tradizioni medio-orientali esterne, sebbene si possa avvertire qualche tratto originale, vestigio del retaggio tipico di un popolo di pastori nomadi quali furono gli Ebrei in origine.

E' anche assodato che Mosè (figura storica o leggendaria ?) fu un mago e sacerdote egizio (moses significa “figlio” in antico egizio), fervente seguace del culto monoteista proclamato dal faraone Amenophis IV-Akhenaton, il sovrano eretico che avversò lo strapotere del clero devoto ad Ammon-Ra. La storia ebraica e le tradizioni culturali sono tutte permeate di influssi esterni spesso assimilati e divenuti valori fondanti: dalla circoncisione, usanza egizia, all'adorazione di YHWH che presenta tratti non molto dissimili da quelli di alcuni dei della regione, il sumero Ishkur o Enlil, l'hittita-mesopotamico Teshub, dal culto nascosto del serpente ai numerosi costumi mutuati dalle nazioni cananee e dai Filistei.

Risaltano, in questo panorama culturale, l'antica scrittura sinaitica, forse alfabetica, invenzione degli Ebrei, ma derivata da ideogrammi egizi, e la preminenza del profetismo, sintesi contraddittoria di tensione religiosa e di fanatica rigidità teologica.

Uno dei caratteri poi più singolari della storia del popolo semita è la centralità di certi oggetti perduti assurti a simboli che rischiarano di una luce oscura anche le epoche successive: l'Arca dell'Alleanza, il Tempio di Gerusalemme costruito da maestranze fenicie mandate dal re di Tiro, Hiram, il meno noto, ma non meno misterioso serpente di bronzo, il vitello d'oro... Sono oggetti-emblemi tanto più potenti nell'immaginario, poiché perduti, scomparsi, migrati nel mito e nella leggenda. Che cosa fu, ad esempio, l'Arca? Uno strumento per comunicare con Dio o con gli dei? Un'arma segreta? O fu soltanto una cassa di legno di cedro rivestito con prezioso e rutilante oro? A distanza di secoli, molti misteri dell'antica storia israelitica restano irrisolti, mentre la Bibbia continua ad esercitare il suo fascino. La Bibbia, libro in parte storico, teologico, normativo e poetico, è forse soprattutto (mi riferisco in particolar modo alla Torah) un testo di clipeologia e questo spiega il suo immortale e problematico valore.

(1) Non mi soffermo sull’imperscrutabile Sfinge, forse indicatore temporale dell’età astrologica del Leone. Il suo nome dovrebbe significare “il dio nell’orizzonte”. Chi volesse approfondire, potrà compulsare i numerosi saggi ed articoli pubblicati sul monumentale manufatto risalente al X millennio a.C.

01 novembre, 2007

Misteri dallo spazio

Leggi qui la relazione della conferenza tenutasi a Melara, Misteri dallo spazio, organizzata dall'U.S.A.C.

31 ottobre, 2007

Insonnia

Considerazioni un po' profane di un profano

E' vero che Dio, se esiste o è, è più simile ad un padre severo e lungimirante, attento a temprare i suoi figli attraverso le prove della vita, che ad una madre compassionevole e dolce: così, ad esempio, Seneca concepisce l'Essere supremo. Nonostante ciò, credo sia facile per chi non alberga nella dimensione spazio-temporale, carcere gelido e buio, tollerare che nel terribile teatro del mondo e della storia, si succedano nel tempo eventi dolorosi. Anche un istante di atroce sofferenza può sembrare eterno e creare una cicatrice che non si rimargina. Qual è, però, la differenza tra un istante o un milione di anni per chi è al di fuori del tempo? Può capire ed immedesimarsi? Forse sì, ma in modo, un po' astratto, con la mente e non col cuore.

Poiché l'esistenza si svolge lungo una linea temporale che non concede molte digressioni, gli uomini hanno sempre accarezzato il sogno della reversibilità degli avvenimenti, convincendosi che il tempo è un'illusione, un inganno dei sensi, un fenomeno transeunte, un velo che cela un'essenza, più profonda, più vera. Probabilmente è così: solo alcuni fisici si ostinano a ritenere il tempo una costante universale, mentre ormai si sta affermando in vari ambiti culturali il concetto del tempo che non esiste, se non come fallace apparenza. Tuttavia finché siamo qui, è difficile immaginare una realtà del tutto svincolata da coordinate cronotopiche. Anzi percepiamo l'esatto contrario, costituito dal pànta rèi: dal cambiamento del pianeta, ormai divenuto una cloaca, al decadimento fisico, un intreccio di rughe e di capelli bianchi, mentre l'intelletto, a volte, si annebbia, la memoria vacilla e la volontà si affievolisce. Persino l'istinto di sopravvivenza, pur radicato e tenace, simile ad una pianta dalle radici profondissime, si indebolisce.

Molti ripetono: "Sono solo parvenze ininfluenti, in quanto siamo parti dell'Essere che non conosce cambiamenti”. Altri ammoniscono: "E' un ciclo naturale, poiché tutto proviene dal nulla ed al nulla ritorna". Ognuno ha la sua risposta, ora plausibile, ora meno, ora consolatoria ora integrata in una visione scientifica o filosofica o religiosa più o meno solida e persuasiva. Resta comunque il mistero di come l'Essere che, in quanto tale, ignora il divenire, il mutamento, l'entropia, - ed è un Essere che tendo ad antropormofizzare, ma soprattutto per comodità metaforica - possa tollerare la lacerante disgregazione che avviene nel tempo.(1) Se io fossi Dio, pensando talora a questa tragedia temporale, credo che, qualche volta, soffrirei di insonnia.

“Domani mattina…”: bisbigliò nel silenzio vellutato della notte.

(1) Il termine latino tempus, collegato al greco tèmno, tagliare contiene in sé, nella sua radice semantica, ma anche un po' nel suono tagliente della dentale, il senso della lacerazione, dello strappo nel tessuto dell'essere.

30 ottobre, 2007

Esiste un progetto consapevole per strappare l'anima del mondo (articolo di F. Lamendola)

Pubblico un articolo di Francesco Lamendola tra i tanti che questo studioso schivo e serio ha scritto. Un giorno, disgustato dalla lettura di banalità e menzogne, gabellate per profonde elucubrazioni, pasquinate scritte anche da intellettuali, a torto, ritenuti maitres à penser come Eco e Romano, decisi di scrivere al Dottor Lamendola, per testimoniargli la mia stima. Avevo trovato, infatti, finalmente un'oasi di luce tra le tenebre fitte dell'ignoranza e della spocchia. Non sempre condivido le idee di questo autore, ma chi avrà l'occasione di leggerne gli studi, ne apprezzerà la penetrante e limpida intelligenza, lo stile cristallino, soprattutto la partecipe, sincera attenzione verso temi eterni, intento com'è ad auscultare, tra lo strepito assordante del mondo, la silenziosa voce dell'Essere. Quando scrissi a Lamendola, che mi rispose con affabile modestia, evitai di sfiorare il tema delle scie chimiche, che, pure, con qualche accorgimento, avrei potuto insinuare, perché ritenevo che una persona sagace, prima o dopo, da sola sia in grado di prendere coscienza del vero volto della realtà. Nel testo che propongo Lamendola si accosta a quella che, impropriamente, è definita teoria della cospirazione, cogliendone inquietanti indizi in figure ed eventi della storia contemporanea, ma, con intuizione ammirevole, intravede anche, oltre le battute ed i gesti degli attori che recitano la tragedie humaine, l'azione e la regia di creature malefiche il cui scopo è quello di "strappare l'anima del mondo", dopo averlo perduto.

In uno degli ultimi articoli, In un mondo dominato da problemi tecnici l’esigenza ontologica si affievolisce e muore, abbiamo sostenuto, sviluppando una notevole (e profetica) intuizione del filosofo Gabriel Marcel, che la nostalgia dell’Essere inevitabilmente si spegne laddove gli esseri umani, ridotti a rotelle impersonali e sostituibili di un ingranaggio tecnico, sono totalmente assorbiti dal meccanismo produttivo e tutte le loro attività siano subordinate ad esso.

Vogliamo ora riprendere quelle riflessioni, spingendoci fino alla domanda se, dietro una tale, crescente disumanizzazione della vita, il cui punto d’arrivo è l’oblio dell’Essere, ci sia “soltanto” una conseguenza del modo di produzione capitalistico (come direbbe Marx) o del dominio dell’apparato tecno-scientifico (come dice Severino) o se essa non celi una verità ancora più sconvolgente e cioè un disegno consapevole e deliberato di distruzione dell’elemento spirituale presente nei singoli individui così come nelle cose e nei luoghi che formano il nostro mondo.
Cominceremo citando un altro passo notevole di Marcel, tratto – questa volta – dalla sua opera fondamentale Il mistero dell’essere (Torino, Borla Editore, 1971, 2 voll., II, Fede e realtà, pp. 127-128):

“Più le attuali condizioni sociali fanno sì che l’umanità venga considerata e di conseguenza trattata come massa, cioè come aggregato i cui elementi sono destinati a sostituirsi semplicemente gli uni agli altri nella vicenda temporale, più vengono trascurati i valori di unicità e dignità che, nel passato, erano gli attributi dell’anima umana, in quanto immagine di Dio. Non solo tali valori vengono lentamente trascurati e persi di vista: a volte essi sono anche esplicitamente negati. L’uomo giunge persino a convincersi di poter dimostrare, con il suo stesso comportamento, di non corrispondere affatto alla definizione data d lui dai teologi. In realtà si tratta di un circolo vizioso: più i suddetti valori umani saranno negati e più l’uomo sarà trattato come una macchina capace di un determinato rendimento e tale rendimento diventerà la sola ragione comprensibile della sua esistenza, non solo, ma l’unica sua realtà: la conclusione logica di tale concezione è costituita dal campo di lavoro ed dal forno crematorio. A questo punto, dobbiamo fare attenzione al pericolo del paradosso: si potrebbe, infatti, supporre che, teoricamente, in una società simile, gli uomini potrebbero cessare di credere ad una vita ultraterrena, in quanto questa non avrebbe più, dati i presupposti, nessuna ragione d’essere affermata; per cui la vita presente acquisterebbe più valore e sarebbe più rispettata. In realtà, non è accaduto nulla di simile, anzi è vero esattamente il contrario: la vita terrena è apparsa sempre più come un fenomeno privo di valore, senza un'intrinseca giustificazione, suscettibile di qualsiasi tipo di manipolazioni che, con altre premesse metafisiche, sarebbero apparse sacrileghe.



“A questo punto siamo in dovere di mettere in risalto la stretta connessione fra ragionamento metafisico propriamente detto (se preferite fra una Weltanschauung la quale resta sempre un po’ confusa) ed un certo tipo di comportamento disumanizzato che, nel nostro mondo, sempre più sottomesso ad esigenze tecnocratiche, non può non diventare, a poco a poco, generale. Di conseguenza, per gli spiriti che hanno perso progressivamente l’abitudine alla riflessione e che non sanno che cosa sia la fede, un certo sistema di apparenze diventa consistente come la realtà stessa; si consolida sempre più presentando un carattere di sempre maggiore e temibile irriducibilità. L’estendersi del fenomeno della schiavitù è, senza dubbio, la caratteristica più saliente di un mondo siffatto, un mondo che si è votato così alla morte; sottolineo che non sono affatto i paesi totalitari quelli che detengono il monopolio della schiavitù, perché essa si presenta sotto svariate forme, tutte innegabilmente mostruose. Dicendo che questo mondo si è votato alla morte, intendo dire che è incapace d resistere al fascino che la morte esercita su chi la considera come atto finale del suo essere.”

Citiamo un altro passo notevole di Marcel (op. cit., II, pp. 129-130), un passo che fa venire i brividi e che, tuttavia, appare perfettamente logico e coerente rispetto alle premesse, specie per chi crede che il Male non sia solo una carenza ontologica del Bene, ma un principio autonomo, attivo e operante nella storia umana così come (sotto forma di tentazione) nell’animo dei singoli individui.

“In un mondo in cui, sotto l’influsso inaridente della tecnica, le relazioni intersoggettive fossero scomparse, la morte cesserebbe di essere un mistero: essa diventerebbe un fatto bruto come la rimozione di qualsiasi oggetto. Ma per fortuna questo tipo di mondo, abbandonato dall’amore, non è ancora il nostro e dipende da noi che non lo diventi, benché io veda addensarsi su di esso, ogni giorno di più, una coalizione di forze consapevoli e malefiche (malefiche appunto perché consapevoli) che sembrano essersi prefisse come scopo l’instaurazione di un mondo senza anima, un mondo che si presenta come il teatro di una sacrilega volontà di contro-creazione. Proprio in funzione di questa idea, che converrebbe analizzare nei particolari, potremo comprendere meglio l’affermazione da me postulata alla fine dell’ultima lezione, là dove identificavo il male con la morte.”

Marcel teneva queste conferenze (Gifford Lectures), poi raggruppate in volume col titolo Il mistero dell’essere, nel maggio del 1949 e del 1950, presso l’Università di Aberdeen, nella Scozia settentrionale, che lo aveva invitato da Parigi. È dunque trascorso più di mezzo secolo e molti fenomeni della “civiltà della tecnica”, che hanno invaso con tanta forza le nostre vite e le nostre strutture sociali, erano allora inimmaginabili. Tuttavia l’occhio profetico del filosofo francese ha saputo cogliere, con lucida precisione, una tendenza in atto che già aveva dato eloquenti prove di sé ad Auschwitz ed Hiroshima e che poi stava insinuandosi, in forme poco appariscenti e magari apparentemente edonistiche, nel tessuto della modernità: la distruzione dell’anima mediante l’affermazione del fatto brutale e definitivo della morte.

Non possiamo non ricordare che, durante la Rivoluzione francese, evento-cardine della modernità, nasce il primo tentativo di imporre l’ateismo come credo ufficiale dello Stato e, soprattutto, di imporre “per decreto” la negazione dell’immortalità dell’anima. Nel 1793 Joseph Fouché (futuro ministro di polizia di Napoleone), commissario della Convenzione nel dipartimento della Loira - ove si macchia di crudeltà inaudite ai danni dei "contro-rivoluzionari"– sale sui pulpiti delle chiese sconsacrate per predicare che Dio non esiste e che l’anima immortale è un’invenzione dei preti; e, dopo aver fatto scalpellare via i simboli religiosi delle tombe, ordina che sulle porte dei cimiteri di Nantes venga posta la famosa iscrizione:

LA MORTE È UN SONNO ETERNO

Fouché, l’anno dopo, sarebbe stato il regista occulto della rovina di Robespierre mediante il colpo di Stato del 9 Termidoro (27 luglio) del 1794.

Sarà forse un caso che ciò avvenne subito dopo che il deista Robespierre, il quale detestava l’ateismo (da lui considerato “aristocratico” e pertanto contro-rivoluzionario), aveva tuonato, dalla tribuna della Convenzione, non solo contro profittatori e commissari sanguinari, ma anche, esplicitamente – pur senza mai nominare Fouché – contro l’iscrizione fatta scolpire sulle porte dei cimiteri di Nantes? Sta di fatto che, dai banchi dell’Assemblea, qualcuno aveva gridato all’incorruttibile di pronunciarsi sulle azioni di Fouché in provincia, nelle vesti di commissario straordinario. Robespierre, pallido in volto, aveva risposto: “Di Fouché parlerò domani”; ma non avrebbe fatto in tempo: l’indomani, repentinamente, la Convenzione gli si sarebbe rivoltata contro e lo avrebbe tratto in arresto, per poi mandarlo alla ghigliottina.

Se andassimo a scrutare dietro le quinte della storia contemporanea, a nostro avviso, troveremmo molti piccoli Fouché la cui missione è stata quella di diffondere la persuasione che la vita umana è frutto del caso e che tutto finisce con la morte del corpo. Scopriremmo, ad esempio, che potenti società segrete, come la Massoneria, perseguivano un disegno complessivo tendente ad un tale obiettivo e che tali società, mutatis mutandis, ancor oggi esistono e continuano a lavorare per i loro scopi, seminando a piene mani nichilismo, scoraggiamento e confusione morale. Si tratta di gruppi potenti ed altamente organizzati che dispongono di capitali immensi e le cui cellule sono ramificate nei gangli vitali della politica, della finanza e dell’informazione mondiale. Si ricordi la celebre affermazione di Dostojevskij che, per bocca di Ivan Karamazov, a un certo punto dice: “Se Dio non esiste, allora tutto è permesso!”.

Disraeli, primo ministro all’epoca della pax britannica imperiale, ebbe a dire una volta: “Il mondo resterebbe assai sorpreso se conoscesse chi sono i veri protagonisti della storia umana; si tratta di personaggi completamente diversi da quelli che governano in apparenza”. Quanti sono i personaggi come Fouché, che passò indenne attraverso rivoluzioni e contro-rivoluzioni (mentre altri, più “puri” di lui, lasciavano la testa sulla ghigliottina, l’uno dopo l’altro), sempre stringendo saldamente il potere fra le mani e sempre facendo in modo da apparire defilato e quasi nascosto? Quante altre eminenze grigie vi sono state nella storia, legate tra loro da un patto segreto e volte al perseguimento di una medesima strategia, capaci di manipolare politica, economia ed informazione ai massimi livelli mondiali? Alcuni studiosi, come Leo Talamonti, hanno ipotizzato che le fila di questa congiura mondiale siano manovrate, in ultima analisi, da un ristretto gruppo di Maestri Sconosciuti, i quali sarebbero essi stessi o sarebbero dominati, da entità non-umane.

Fantasie, esagerazioni? Forse. Ma è certo che, in un mondo senz’anima e senza amore, maturano le condizioni adatte perché si realizzi un completo asservimento degli esseri umani a quelle forze malefiche che, facendo leva sull’instaurazione del convincimento che la morte è la fine di tutto, tolgono alla vita la sua unicità, la sua dignità, il suo senso ultimo e, in definitiva, la sua armonia ed il suo splendore. A tali forze occorre, pertanto, reagire, in nome di un progetto d speranza, fede e amore, che preservi l’anima del mondo e la pregnanza di significato del nostro esistere, qui e ora.

29 ottobre, 2007

Portali (ottava parte)

Anche la Turchia è terra di portali: secondo l’ufologa Farah Yurduzu, “la Turchia è situata lungo una ley line molto attiva. Per questo gli U.F.O. vengono a farci visita da 5.000 anni… Un luogo importante è il Monte Nemrut, situato nella parte orientale della Turchia, sulla cui vetta si aderge una piramide composta da milioni (?) di pietre. E’ un luogo considerato un portale dimensionale". Le conclusioni della ricercatrice turca, autrice di Confessions of a Turkish ufologist, sono spesso azzardate e superficiali, ma è indubbio che l’antica Asia Minore fu terra di misteri. Alcune saghe sumere e di altri popoli sono ambientate in quella regione medio-orientale, il Monte Ararat (5165 m.) su cui si incagliò, secondo la Bibbia, l’arca di Noè, sorge in Turchia. Di Catal Huyuc, reputata una delle più antiche città del mondo insieme con Gerico, sono colà visibili ancor oggi le vestigia. Gli enigmatici Popoli del mare, forse provenienti dal Nord Europa o discendenti di Atlantidei, si insediarono in Anatolia, prima di sciamare verso Cipro, la Palestina, l’Egitto, la Sicilia e la Sardegna.

Recentemente il ricercatore Massimo Fratini ha riferito di "una foto satellitare che mostrerebbe la presenza di un O.V.N.I. mentre penetra all'interno di un tunnel (wormhole) spazio-temporale nel cielo, a 50 kilometri da Lisbona (Portogallo). Si riapre quindi, in attesa di ulteriori dettagli e fotografie, la faccenda dei tunnel spaziali o portali dimensionali. Infatti, in questi giorni, si stava per pubblicare sulla rubrica On-Line, un articolo sul portale dimensionale che alcuni ricercatori hanno fotografato sul Monte Foltrone (Teramo) poco distante dal Gran Sasso d'Italia." Gran Sasso... non a caso.

Barbara Marciniak è una canalizzatrice statunitense. Dal 1988 riceve i messaggi di presunti Pleiadiani, esseri provenienti dall'ammasso che è parte della costellazione del Toro. La Marciniak è autrice di Bringer of the dawn: teaching from the Pleiadians, pubblicato in lingua originale nel 1992 e, in italiano, nel 1997 con il titolo Tu hai scelto di essere qui. Il libro contiene degli accenni ai portali.

Secondo la Marciniak, sulla Terra molti stargates hanno consentito l'accesso a specie diverse, "dèi" creatori provenienti dallo spazio. Uno degli immensi "cancelli celesti" per il quale si sta attualmente lottando è quello del Medio Oriente. Si legge nel testo della Marciniack: “Se ripensate alla storia della Terra, riconoscerete quanti drammi religiosi e civili sono stati introdotti da lì. È un portale enorme con un raggio di migliaia di chilometri. Ecco il motivo di tanta attività nel Medio Oriente: è il portale usato dai Tili (i Rettiliani, n.d.r.) In un certo senso, i Tili hanno controllato questo portale: hanno usato quest'area per creare basi sotterranee e caverne dalle quali operare. L'antica Mesopotamia, situata tra i fiumi Tigri ed Eufrate, era una colonia spaziale in cui è stata introdotta una certa civiltà".


Leggi qui la settima parte.

28 ottobre, 2007

Una magistrale macchinazione

La situazione sembra semplice da interpretare: da un lato, un giudice integerrimo e determinato; dall'altra, alcuni uomini politici che vogliono impedire che il magistrato scopra verità compromettenti sui legami tra uomini delle istituzioni e logge massoniche. Con chi si schiererà mai l'opinione pubblica? Con De Magistris.

Sia ben chiaro: credo che egli sia una persona corretta e rispettosa della Costituzione, ma penso pure sia l'attore inconsapevole di un dramma la cui trama è stata scritta da un regista occulto. Costui ha deciso che è venuto il momento di screditare una casta "politica" già poco credibile, per far posto (Si vedano I protocolli dei savi di Sion) ad una nuova classe dirigente (in realtà non dirige né comanda alcunché) autorevole e carismatica, ma in realtà non solo scelta e comandata dalle solite èlites invisibili, ma anche assai peggiore perché infinitamente più scaltra, nonostante sia formata da persone che appaiono stupide. De Magistris è solo uno strumento per quanto inconsapevole: servirà forse ad eliminare qualche cariatide presto sostituita da una cricca di "salvatori". Non furono i magistrati milanesi ad affossare tutta quella classe politica che ruotava attorno a Craxi, Andreotti e Forlani, cui subentrarono poi barattieri ancora più sfacciati? L'operazione "mani pulite" fu gattopardesca: ieri, come oggi, la folla si infiamma per sostenere i suoi beniamini, ma non sa che è tutto un imbroglio architettato dai soliti ignoti.

Svegliamoci! Queste nuove figure sono dei pifferai magici: da Veltroni a Grullo, dall'idolo di Pietro al Pecoraro. Sono figuri che presto diverranno insigni esponenti di una genia polarizzata attorno all'aborto del Partito Demoncratico. Mentre il volgo si entusiasma e si infervora, acclamando i magistrati onesti, i burattinai, compiaciuti, si fregano le mani. Il popolino ancora una volta è stato gabbato: non sarà più costretto a sorbire una minestra insipida, perché è pronta una deliziosa pietanza... avvelenata.

Non si spiegherebbero altrimenti i messaggi in codice lanciati dal Dottor Balanzone e dal suo capo Hans: gesti cornigeri mostrati, in modo più o meno palese, gesti che sono un segno di appartenenza e non hanno un valore scaramantico, come potrebbero pensare gli ingenui. Questi messaggi, di solito, sono mandati in concomitanza di momenti cruciali, di punti di svolta. Il petrolio ha superato i 92 dollari al barile, l'E.N.E.L. preannuncia interruzioni dell'energia elettrica per il prossimo inverno, l’inflazione è sempre più inarrestabile, l'avvelenamento della biosfera continua serrato, divampano sempre nuove crisi e conflitti... e la gente si illude che, con le primarie, si possano risolvere i problemi e manifestare la propria volontà di partecipare alla vita "politica". Intanto il Pecoraro, sorriso ebete e voce suadente, raduna le sue mansuete, candide pecorelle per... sgozzarle.

26 ottobre, 2007

Lettera dal futuro

Sul sito Angels of Mars è riportato un testo che è molto simile ad un racconto (epistolare) di fantascienza, il genere narrativo popolato dai nostri peggiori incubi, dalle paure più raggelanti. Se si esclude qualche autore, che si proietta in un futuro di mirabolanti invenzioni e di possibilità quasi illimitate per un’umanità trasumanata, i narratori privilegiano la prefigurazione di un mondo distopico ora dominato da automi che hanno sopraffatto le persone, ora snaturato dall’abuso della tecnologia, ora stravolto da distorsioni spazio-temporali…

La novella in questione, di tragica attualità, se si pensa, ad esempio, agli incendi in California, dipinge uno scenario che potrebbe pure diventare reale nei prossimi decenni: un pianeta in cui le risorse idriche sono scarsissime e per lo più inquinate, con l’attività economica principale consistente nella dissalazione dell’acqua marina, uomini che invecchiano precocemente, con la pelle adusta e coperta di piaghe, a causa dell’assottigliamento dello strato di ozono e della carenza di liquidi. E’ un quadro desolante di devastazione dominato da colori aridi, dal giallo della sabbia ed il rosso-arancio di un cielo dalla luce abbacinante, infernale. In questa realtà prosciugata echeggia la voce, in bilico tra presente e futuro, del narratore che ammonisce sui pericoli connessi alla distruzione ed alla polluzione di Gaia.

Immaginare un avvenire del genere non è poi così difficile, anche se forse una situazione come quella tratteggiata nell’apologo, potrebbe manifestarsi in modo graduale e quindi ancora più insidioso, poiché le variazioni lente non sono percepite nella loro gravità e sottovalutate, fino a quando succede l’irreparabile. È anche possibile, invece, che il crollo economico, sociale ed ambientale avvenga all’improvviso, preceduto solo da qualche inavvertito scricchiolio. In ogni caso, bisogna adoperarsi per contrastare il declino ed una crisi definitivi. L’impresa è ardua, perché bisogna anche capire che l’annichilimento della cultura e dell’ambiente non è tanto la conseguenza di un modello di sviluppo errato, ma specialmente uno scopo perseguito deliberatamente da un'èlite che considera la Terra una discarica ed i suoi abitanti tutti bestiame. L’impresa è difficile, ma tentare è un obbligo morale per noi e per le generazioni future.



Leggi qui il testo Lettera dal futuro

24 ottobre, 2007

Automi

Sempre intenti a digitare un numero sulla tastiera del cellulare o a conversare con il diabolico congegno attaccato all'orecchio, anche alla guida, per distruggere quelle due o tre sinapsi rimaste loro, bighellonano tutto il giorno, affollando le vie delle città-necropoli. Questi sono gli automi, un tempo, forse, uomini: a che serve diffondere nanomacchine o sostanze che inebetiscono? Gli automi sono già completamente controllati: sono hollow men, involucri senz'anima che si muovono solo per inerzia.

Assomigliano agli oziosi affaccendati descritti da Seneca nel De brevitate vitae. E' dunque una tara antica, anche se oggi i poltroni sono ancora più inerti, passivi. Usciamo: li vedremo ciondolare senza meta, lo sguardo vuoto, l'andatura innaturale, meccanica, come inebetiti. Il contatto con questa folla volgare è peggio di una contaminazione: da quei volti inespressivi, lividi promana un sentore di morte. Ci sembra di aggirarci nell'oltretomba dei Sumeri, dove larve esangui aleggiano tra nebbie grigiastre e lande sterili.

E' per questo motivo che è un vero portento, quando scorgiamo uno sguardo brillare tra la bruma densa della normalità. Un miracolo! Un'oasi di intelligenza e di humanitas nell'arido, sconfinato deserto del mondo.

22 ottobre, 2007

72 (prima parte)

Per anticrittografia si intende una tecnica volta a creare un codice che, pur nella sua complessità, possa essere decifrato attraverso i millenni. Poiché i papiri, le pergamene e la carta sono supporti deteriorabili col tempo, antichi popoli, per assicurarsi che importanti messaggi fossero trasmessi attraverso i millenni, li inserirono nelle costellazioni astrologiche e nell'architettura, che, pur non essendo immutabili ed eterne, sono comunque molto più durevoli di un testo scritto.

La crittografia, invece, è un sistema cifrato che solo pochi iniziati, in possesso di una chiave interpretativa, possono comprendere. Il tema è di grande rilevanza perché rivelerebbe un del tutto inatteso interesse di alcuni dei nostri progenitori per il futuro dell'umanità. In questo ambito, l'Apocalisse detta di Giovanni, si può considerare un libretto anticrittografico, ma soprattutto possiede questa valenza il disegno astrologico delle costellazioni zodiacali in cui, ad esempio, i segni del Sagittario e dello Scorpione indicano il centro della Galassia, da dove, stando a Paul La Violette, provenne una disastrosa onda energetica che causò il diluvio universale. Sia il Sagittario sia lo Scorpione, nel loro glifo stellare mostrano, non a caso, una freccia che punta verso il centro della Via lattea. La Violette ed altri si chiedono in che modo i nostri antenati attinsero a conoscenze scientifiche tanto precise (astronomiche, cosmologiche, biologiche, chimiche etc.): attraverso una civiltà antidiluviana progredita? Per mezzo di canali percettivi extrasensoriali? Grazie a visitatori provenienti da altri sistemi stellari e che usavano radiotelescopi e rilevatori elettronici di microonde?

E' una domanda che mi pongo anch'io, ma un altro quesito mi assilla: com'è possibile che esistettero dei gruppi in ansia per il futuro anche lontanissimo dell'umanità, quando da millenni coloro che dominano (èlites politiche e "culturali" ed i loro fiancheggiatori) il pianeta mirano a tenere gelosamente custodite le conoscenze che possono rivelarsi utili per tutti e, contemporaneamente, a diffondere menzogne di ogni tipo? Bisogna pensare che alcune confraternite minoritarie, marginali e perseguitate furono sollecite del benessere comune e tramandarono alcuni segreti alle generazioni successive, mettendo a repentaglio la propria stessa vita. Altrimenti si rischia di considerare tutto quanto una mistificazione, compresa l'Apocalisse. Suscita sorpresa pensare ad "oracoli" che si proiettarono in tempi lontanissimi da loro, invece di riferirsi alle generazioni a loro immediatamente posteriori, ricordando altresì che ai profeti biblici, per esempio, non interessava tanto predire l'avvenire (in ebraico neanche esisteva il futuro nel sistema verbale), ma ammonire il popolo a rispettare il patto stipulato con YHWH.

Scartiamo l'ipotesi che gli antichi codici siano imbrogli e consideriamo la possibile valenza anticrittografica del numero 72. Il 72 adombra gli anni che il Sole impiega per percorrere un grado nel suo moto precessionale: lo si rintraccia anche nel Vangelo di Luca, dove si racconta: “Dopo questo, il Signore designò altri 72 discepoli e li inviò a due a due innanzi a sé, in ogni città o luogo dove egli stesso voleva andare”. Tale cifra è codificata in molti miti e tradizioni: infatti la precessione degli equinozi, lungi dall'indicare soltanto il passaggio da un'era astrologica ad un'altra, si collega a cambiamenti cosmici di notevole incidenza sul destino della Terra e di chi la abita.

Il numero 72, però, oltre a trasmettere questo valore astronomico, potrebbe alludere a qualcos'altro: lo vedremo nella seconda parte.

20 ottobre, 2007

Senza nome e cognome

Lo scrittore portoghese Pessoa è noto per aver scritto usando diversi pseudonimi: non è tanto uno stratagemma letterario, ma il rispecchiamento di una condizione esistenziale, di uno Zeitgeist. Pressappoco nello stesso periodo Pirandello (ri)scopriva, oltre la maschera delle persone, mille identità contraddittorie e quindi nessuna.

Così come la vera conoscenza di sé stessi coincide con la coscienza della propria insignificanza, l'unico vero lavoro su sé stessi è quello difficilissimo che conduce alla distruzione dell'ego. Chi intende rinunciare però al proprio io? Non siamo forse fatui, presuntuosi, superbi, egocentrici, egolatri, individualisti? Non rinunciamo alla nostra identità e ci immedesiamo con essa, ma che cos'è l'identità, se non un guscio durissimo ma vuoto? Pessoa rinunciò al suo nome e cognome per immergersi nelle infinite possibilità dell'essere, per smarrirsi nelle cose e negli altri, in sogni evanescenti, consapevole che siamo ombre che fluttuano nel vento.

Un efficace, ma arduo lavoro su sé stessi è in primo luogo contro sé stessi, contro le passioni più volgari e gli impulsi più egoistici, neppure per correggere i nostri errori, poiché la creatura umana è un errore in sé (non so il motivo di questa intrinseca corruzione dell'essere umano né qui mi interessa indagarlo) di cui bisogna imparare ad accettare l'imperfezione, cercando nell'imperfezione qualcosa di pregevole, come chi si aggira nell'oscurità, orientandosi con il tenue chiarore della falce lunare.

Perciò mi pare esemplare il percorso estetico ed umano di Pessoa, teso a ritrarsi dall'io, a negarlo, a smussarne pazientemente gli angoli taglienti, con silenziosa modestia, senza la pretesa di trovare verità assolute, sapendo che, pur così piccolo ed insignificante, nell'uomo, perduto in un universo immenso di cui ignora il senso ultimo, albergano sentimenti infiniti di nostalgia e di insoddisfazione.

Di Pessoa, riporto un’intensa lirica e due aforismi, testimonianze di una visione disincantata e struggente dell'esistenza.

Così presto passa tutto quanto passa!
Muore così giovane davanti agli dèi tutto quanto.
Muore! Tutto è così poco!
Niente si sa, tutto si immagina.
Circondati di rose, ama, bevi
e taci. Il resto è niente.

Non credere o cercare: tutto è occulto.

I sentimenti più dolorosi e le emozioni più pungenti, sono quelli assurdi: l'ansia di cose impossibili, proprio perché sono impossibili, la nostalgia di ciò che non c'è mai stato, il desiderio di ciò che potrebbe essere stato, la pena di non essere un altro, l'insoddisfazione per l'esistenza del mondo.

19 ottobre, 2007

Sveglio e risveglio!

Eccovi una serie di suggerimenti utili da tenere a mente nel caso un bel dì dovremo trovarci ad avere a che fare con un realtà assai differente dalla nostra, chiamiamolo ottimisticamente un "ritorno alle origini" ^_^
Credo che un po' di sana preparazione a cavarsela in circostanze piuttosto difficili non sia da disprezzare ad ogni modo.

Oggi giorno siamo troppo dipendenti dall'industria che ci fornisce sui banconi dei supermarket tutto ciò di cui una volta la gente creava e utilizzava grazie alle conoscenze da sempre tramandate di generazione in generazione.
Prima i padri insegnavano ai figli ad accendere un fuoco, a coltivare la terra e raccogliere i frutti, ora invece i padri insegnano ai propri figli ad usare il computer.
Non che l'innovazione sia sbagliata, ma nemmeno rinnegare o guardare come a tempi giurassici gli anni appartenuti già solo ai nostri nonni neanche.

Un giorno qualunque della settimana, un tiepido mercoledì di novembre, la mattina mi sveglio, e per la miseria mi accorgo che la sveglia non ha suonato.
Per una volta ci ha pensato il mio orologio biologico, che oramai regolato ogni mattino con fredda precisione ad alzarsi all'ora programmata dalla nostra cara sveglia, non ha sgarrato nemmeno un centesimo dopo!
Tentennando un po' a fatica mi reco verso i servizi ma ahime vado per premere l'interruttore della luce ma niente.
Premo e ripremo il pulsante più volte, ma mi accorgo che manca la luce, ed è cosi per tutta la casa.
Con il mio caro
cellulare allora ancora carico, attraverso il suo bellissimo e amichevole schermo luminoso mi dirigo verso il bagno ancora un po' intontito.
Come sono solito ogni mattino, una delle prime cose che faccio è sciacquarmi il viso con della bella acqua fresca così per riprendermi subito.
Mi dirigo ad aprire il rubinetto e...
Manca anche l'acqua!
"Caspita qui mi è saltata tutta la casa" penso!
Ma vabbè per un mattina mi laverò con un po' di acqua minerale il viso ed i denti, e meno male che la cassetta del water era piena d'acqua dalla sera prima, quindi per certi bisogni sono salvo. Phew!

Mi accingo a vestirmi, ma a dir la verità mi sento un po' infastido da cotanto disagio.
"Ora mi preparerò una bella colazione con caffè e cornetto caldo che ho una gran fame" penso.
Ma non appena mi reco per mettere la caffettiera sul gas, la fiamma non si accende, e lo stesso vale per il fornelletto elettrico..
"Pazienza per una mattina farò colazione al bar" borbotto.
Prendo la giacca, saluto mia moglie ancora assonnecchiata sul letto, mentre i bimbi riposano ancora ed esco di casa, ma nel sistemare il cellulare nella tasca noto che non c'è segnale di campo.

Mi fiondo al lavoro, prendo la mia auto, salgo inserisco le chiavi e noto subito che è in riserva!
"Ah già, dovevo fare il pieno ieri sera ma non avevo voglia" penso subito.
Però non posso andare a rifornirmi subito o arriverò tardi al lavoro.
Un incrocio, due, sbuco nel corso e niente semafori accesi, procedo con molta attenzione quando un brontolio dal motore mi avvisa che la benzina è terminata, pochi metri e poi stop..
Sono a piedi...
"Che idilliaca giornata" penso, sembra di essere tornati al medioevo, senza luce, acqua e gas e adesso pure a piedi!
Metto in moto allora la mia personalissima trazione posteriore, le mie due stanche e poco usate gambe che non esercito pressoché mai per una corsa o un uscita in bicicletta, nemmeno il fine settimana poiché sempre preso da un italianissima domenica a casa a riposare!

Con un po' di fatica raggiungo la sede del lavoro a piedi.
Mentre mi avvicino noto un piccolo assembramento di persone.
Riconosco fin da subito i miei colleghi, scambio due parole e scopro fin da subito che la corrente è mancata in tutta la città.
Alcuni parlano di un black out su scala nazionale, fatto stà che il cartello fuori dalla porta dice: "Oggi l'azienda rimarrà chiusa" !
"Wow" pensiamo e dopo un generale senso di felicità, la preoccupazione e qualche dubbio inizia a farsi sentire, ma con la confusione generale e la totale indifferenza di noi piccoli lavoratori freddi e solitari che lavoriamo senza mai socializzare, l'argomento sembra preoccuparci forse tutti un po' dentro ma nessuno trova la forza di parlarne, come se fossimo tramortiti o semplicemente rincoglioniti dalla rottura della nostra cara, dolce, amata, calorosa e protettiva routine di ogni giorno.

Ci salutiamo ben presto, e come macchine programmate ci diamo appuntamento al giorno dopo.
Pochi minuti e il piazzale si libera.
Sono solo le sette e mezza di mattina, "cosa faccio ora, tutti i bar sono stranamente chiusi" penso.
Vado al bancomat a prelevare un po' di soldi così farò il pieno alla mia auto.
Pochi metri mi avvicino alla sede della banca e noto già un piccola coda, una strana coda.
Incuriosito mi metto in fila anche io.
Nel frattempo sento una signora due posizioni davanti la mia che parla a gran voce, afferma che il figlio operatore in una finanziaria fuori città, ha detto che le banche sono tutte chiuse sino a data da destinarsi e che i bancomat non hanno più soldi.
Ben presto un po' tutta la coda composta da una trentina di persone inizia a preoccuparsi, qualcuno innervosito tenta di chiamare a casa la famiglia inutilmente con il proprio cellulare, ma dal momento che non c'è linea il tentativo risulta vano. Una coppia si fionda in macchina in cerca di un altro sportello, pochi istanti ed il panico generale inizia a dilagare.
Sono preoccupato.
Anzi ho paura!
"Ho sempre tenuto tutti i miei risparmi nella banca, e ora come farò nei prossimi giorni!"...
"E come mangeremo io e la mia famiglia?. In casa ho della pasta e qualche scatoletta, ma come faremo tra due o tre giorni se la situazione continuerà?"
Passa casualmente lì vicino una pattuglia, la piccola folla, ora sempre più grande, si butta contro l'auto sino a farla fermare.
Subito scende dal lato passeggero un'ufficiale.
Dice a tutti di radunarsi un istante.
Quel che dice getta un vampata di terrore e paura su tutti noi, che ci prende e colpisce allo stomaco manco fossimo saliti sul ring a combattere con un campione di pesi massimi!
Ci dice che ci sono state nella notte diverse esplosioni a centrali nucleari nel vicino stato!
Ci avverte di non bere acqua che non sia di bottiglia minerale poiché contaminata.
Ci avverte che non sà per quanto mancherà la luce non solo in Italia ma in tutta Europa.

Qualcuno chiede cosa sia successo, ma il militare sinceramente parlando non sà rispondere.
Il collega lo interrompe ben presto per dirgli di tornare dentro la volante, attraverso il finestrino giù sentiamo di scene di panico, crisi e violenza al supermercato poco distante.
I due schizzano, la gente urla, qualcuno piange, io sono lì fermo incredulo, non ci posso credere, cosa diavolo è successo?
Cosa?

E ora?!

Corro verso casa, ma un uomo mi spintona fortemente contro il muro, pochi secondi e svengo..

Mi risveglio...
"Cavolo dove sono?"
mi guardo in giro per qualche istante e...
"Sono a casa!"
Accendo la luce del comodino, sono le sei di mattino, cavolo era solo un sogno!
Mia moglie un po' preoccupata mi chiede come stessi e mi chiede se avessi avuto un incubo.
Rispondo di sì, ma nella vita mai ricordo di aver fatto un'esperienza tanto forte da sembrare vera!
^_^


E'un racconto di pura fantasia questo, con il seguente articolo non voglio allarmare niente e nessuno solo dare qualche piccolo consiglietto su oggetti di utilità in caso di qualche black out improvviso, pensiamola così ^_^ .
Ho fantasticato di esplosioni a centrali nucleari, ma una situazione del genere potrebbe verificarsi anche con terremoti, disastri naturali e quant'altro.
Insomma con questo articolo voglio cercare di dire che niente è scontato né impossibile!
Siamo uomini non macchine.
I nostri antenati erano di certo molto più in grado di vivere in contatto e armonia con il pianeta di quanto non lo siamo noi da mezzo secolo a questa parte!
Ciò che siamo ora è evidente!
Guardiamo sulle nostre televisioni al plasma da cinquanta pollici documentari in alta definizione su tribù nomadi, quasi quelle persone provenissero da un'altro pianeta!

Per iniziare....

Svegliamoci!

Poiché se mai qualcosa dovesse capitare, non sarà un litro di acqua in più a salvarci, nè del denaro a garantirci la salvezza..
Poiché non si tratta di sola salvezza materiale.
C'é ben altro oltre la materia!
Per prima cosa occorre essere pronti dentro, aprire il nostro cuore come un grandissimo portone a sentimenti di fratellanza, fiducia nel prossimo e tanto Amore!

Prendendo come spunto il discusso articolo
qui di Bojs ho pensato che una piccola guida da tenere per materiali da acquisire in caso di necessità non sia una cattiva idea, "poiché il corpo non sopravvive senza mente" (cit. "Matrix")

Pensate al vostro penultimo cellulare, la vostra auto, le 4 paia di scarpe o al set di orologi che avete, insomma quelli sono soldi messi lì e inutilizzati che giacciono in casa in attesa di essere buttati.
Se ora volete procurarvi anche un po' di queste cose che vi elencherò non sentitevi così titubanti o esagerati, poiché non aspettatevi un comunicato alla telegiornale che vi posso avvisare di certi eventi anzi tempo!
Mal che vada tra un po' di anni se niente accadrà butterete bicarbonato di sodio e candele come buttate il vostro cellulare pagato anche a caro prezzo di qualche anno fa giusto ^_^

● Acquistare farina, cibi in scatola, gallette secche e tutti quei cibi a lunghissima conservazione che non abbisognano della catena del freddo per essere conservati

● Un piccolo generatore di corrente (a gasolio) che fornisca energia sufficiente per far funzionare le cose basilari

● Acqua potabile per quanta se ne può mettere da parte

● Mettere da parte quantità di olio di semi che servirà da carburante per il generatore

● Candele

● Torce a dinamo o a pannello solare

● Rotoli di alluminio

● Una bicicletta, in buono stato.
Fate due conti, se non c'è benzina e occorre coprire distanze medio lunghe questo mezzo si rivelerà senz'altro il migliore!

● Bicarbonato di sodio in buone scorte, di grandissima utilità ad esempio:

Per problemi di digestione basta scioglierne un cucchiaino in un bicchiere con qualche goccia di limone.

● Shampoo:
Basta mescolare nel palmo della mano un cucchiaino di bicarbonato di sodio con lo shampoo abituale per avere sempre capelli puliti e morbidi

Aggiunto all'acqua per lavare frutta e verdura, favorisce l'eliminazione di antiparassitari e impurità (magari contaminata per qualche motivo, non vi assicurerà un cibo esenti da contaminazioni ma un'importante funzione la svolge!)

Una vaschetta con dell'acqua e un po' di bicarbonato disciolto assorbe gli odori circostanti in maniera egregia

● Dentifricio di basilare importanza e non va sottovalutato.

Fare scorta di quello che si trova in commercio (magari scegliere quello senza fluoro) oppure produrselo con pochi e semplici mezzi

Primo metodo
Ingredienti:
10 cucchiai di bicarbonato - 5 cucchiai di acqua - 4 cucchiai di alcool alimentare - foglie di menta, basilico, rosmarino
Preparazione: lasciare le foglie di menta\basilico\rosmarino in infusione nell'alcool per 2\3 giorni filtrare, miscelare bicarbonato, acqua e alcool fino ad ottenere una consistenza cremosa.

Un altro metodo per creare del
dentifricio:

2 cucchiai di argilla bianca
1 cucchiaio di bicarbonato
1 cucchiaino di tè verde (foglie tritate)
10 gocce di olio essenziale di menta
Mescolare insieme tutti gli ingredienti.
Sterilizzare il barattolino dove conservare il dentifricio.

● Un fornelletto da campeggio elettrico da collegare al generatore

● Una coperta termica (molto utile e facilmente reperibile presso i negozi che vendono attrezzatura da alpinismo)

● Taniche

● Lente di ingrandimento (magari per accendere un fuocherello)

● Pietra focaia, Ago e filo

● Amo da pesca e filo

● Abbigliamento da montagna (come giaccone invernale, guanti, maglioni, scarponi da camminata in montagna etc...) nel caso l'interruzione di corrente dovesse prolungarsi oltremodo.

e poi se avete anche altri validi suggerimenti, che di certo avrò dimenticato comunicateli pure con grande piacere.
Sarò felice di aggiornare questa piccola guida ogni volta.
e ricordate di stamparla, fossi in voi non farei troppo affidamento ai vari hard-disk o computer ;-)

Un Saluto
-= AcquaEmotion =-

18 ottobre, 2007

Il Dalai lama appartiene alla sinarchia

Il Dalai lama è stato recentemente ricevuto dal presidente-fantoccio dell'Impero di USAtana: è stato quindi immortalato mentre, sorridendo in modo svenevole, stringe la mano a Bush junior, in occasione di un incontro tra i due impostori. Non è che l'esponente più insigne del Buddhismo tibetano non possa essere ricevuto dal burattino dello S.M.O.M., ma un abboccamento tra i due dovrebbe assomigliare al colloquio tra padre Cristoforo e don Rodrigo, con il primo che ammonisce il secondo a recedere dai suoi infami propositi. Visto che, però, il rendez-vous tra i due ciarlatani è stato tutto salamalecchi e leziosità, abbiamo la prova che anche il Dalai lama, così smanceroso ed ipocrita, appartiene alla laida, ignobile sinarchia.

La pantomima che ha suscitato - così raccontano i media di regime - l'ira dei Cinesi, è uno dei tanti stratagemmi delle élites per convincere la popolazione che Cina e Stati Uniti sono ai ferri corti, “l'un contro l'altro armati”, laddove i governi delle due nazioni sono perfettamente sintonizzati, ostaggi dell'esecutivo occulto sempre attivo quando si tratta di creare attriti tra i vari paesi e di fomentare conflitti (ex chaos ordo). Nell’opinione pubblica viene inculcata l’idea che gli Stati Uniti sono, nonostante alcuni "errori" nella politica internazionale, i difensori della civiltà contro la barbarie cinese. Non assistiamo alla lotta tra il Bene ed il Male, ma alla solita tragica farsa, ossia alla finta contrapposizione tra due superpotenze i cui vertici sono sulla stessa lunghezza d’onda. A questo sporco gioco si presta il bonzo avvolto in paludamenti rosso-arancio: è vero che la popolazione tibetana vede i suoi diritti e la sua identità culturale conculcata da Pechino, ma gli Stati Uniti sono una nazione totalitaria, sebbene sotto le apparenze della “democrazia”, almeno quanto la Cina. Eppure il Congresso, che ha conferito la medaglia d'oro (la massima onorificenza concessa ad un civile negli Stati Uniti) al leader tibetano, pretende di pontificare e di insegnare che cos’è la democrazia. E’ come se Er monnezza volesse dare lezioni di bon ton.

Ormai non ci stupiamo più di nulla: il premio Nobel per la “pace” è stato assegnato ad uno pseudo-ambientalista, un bugiardo patentato come Al Gore, ma suscita pur sempre ribrezzo il Dalai lama che si esprime nei seguenti disgustosi termini: «Ci conosciamo ed abbiamo creato, credo, una vera, profonda amicizia - ha detto parlando di Bush - è come una riunione di famiglia». Uno che rilascia una tale dichiarazione o è totalmente idiota o è, ipotesi molto più probabile, una pedina degli Oscurati. Se la guida "spirituale" del Lamaismo fosse una persona integerrima ed amante della pace, tuonerebbe contro tutti i plutocrati, i signori della guerra ed i dittatori, invece di chiedere solo per il Tibet una larga autonomia.

Bisogna veramente guardarsi, come ammonisce il Vangelo, dai lupi travestiti da agnelli, anzi, in questo caso, dai lupi travestiti da carote.

17 ottobre, 2007

Croce e nequizia


Il 14 agosto del 2005 nei cieli della Florida una squadriglia di oggetti volanti sferici formò una croce latina. La croce è stata per lo più interpretata da frange contattiste mariane come un simbolo della vicinanza dei “fratelli dello spazio” all’umanità ed anche come segno dell’imminente parousia del Cristo. Purtroppo temo che, in questo, come in molti altri casi, il simbolo comparso nel firmamento sia solo la pantomima di una razza ingannatrice o un'icona disegnata con una tecnologia terrestre, sebbene avveniristica. Chi può stabilire, infatti, se certi globi che, sempre più spesso, sono avvistati, fotografati e ripresi sono sonde aliene o, come opina il fisico e cosmologo Paul La Violette, degli ordigni volanti creati dai militari?

A proposito di situazioni al confine tra terrestre ed extraterrestre, vorrei dedicare un breve excursus ai rapimenti: alcuni ricercatori ritengono che essi siano perpetrati dai militari e non da alieni. Non intendo scagionare entità esterne o, meglio, interdimensionali, ma, in effetti, si può ritenere che certe abductions siano opera di terrestri: questo spiega il reperimento di impianti nelle vittime dei sequestri, vittime che possono essere condizionate a tal punto da percepire circostanze aliene con astronavi, lettini metallici, orribili esperimenti in vivo. Il controllo mentale ed elettromagnetico, la creazione di scenari olografici, la somministrazione di droghe, l'impianto di microprocessori etc. potrebbero essere strumenti usati dai militari per lo meno per demonizzare quel paio di civiltà extraterrestri non ostili in modo da diffondere tra gli studiosi la perniciosa e blasfema ipotesi monopolare. Lammer e Boylan sono i sostenitori, invece, delle MILABS, ossia military abductions, configurazioni di scenari virtuali che simulano sequestri alieni. E' un tema controverso, spinoso, ma non ci si può esimere dal ricordare non solo il livello assai sofisticato delle tecnologie terrestri, ma anche la nequizia e la totale mancanza di scrupoli che contraddistinguono i vertici degli eserciti avvezzi a giocare i loro pericolosi giochi di guerra, incuranti della libertà e della dignità umana, dimentichi di qualsiasi valore. Non sorprendiamoci allora se centri occulti di potere e le strutture ad essi collegate compiono scelleratezze di ogni tipo, esibendo, nel contempo, un'ipocrita facciata incentrata su Dio, patria e famiglia.

Tornando alla croce, ricordando che la sinarchia ama esibire e, nel contempo, celare simboli spesso antichi, quasi ancestrali, sarei tentato di congetturare che, in ultima istanza, tale segno non alluda al Cristianesimo né alla vagheggiata Parousia di Gesù, ma al "pianeta" dell'attraversamento o dell'incrocio, il famigerato Nibiru, quantunque la croce con cui veniva adombrato tale corpo celeste nella cultura sumera, abbia i bracci di eguale lunghezza. Una croce niburiana spicca sulla fronte dello stigmatizzato contattista mariano, Giorgio Bongiovanni. È un caso?

Si potrebbe trattare di una provocazione e di un inganno: l'uso di un noto simbolo istintivamente collegato da miliardi di persone nel mondo al Cristianesimo, potrebbe essere la firma degli Oscurati, assai addentro alle concezioni apocalittiche forse da loro elaborate o manipolate. Infatti alcune confessioni cristiane attendono l'imminente avvento del Cristo sulle nubi: i tempi sembrano loro maturi. Anche numerosi veggenti o presunti tali all'interno del Cattolicesimo o ai suoi confini, evocano un ormai prossimo Giorno del Giudizio. Il Doomsday ed il periodo che lo precederà sono sovente concepiti come qualcosa di spettacolare, di grandioso, di scenografico, poiché ci si basa su un'interpretazione letterale di passi appartenenti al Libro di Daniele, all'Apocalisse ed a lettere del Nuovo Testamento.

Che cosa ci dobbiamo attendere dunque? False invasione aliene per nascondere reali ed antiche, ma anche nuove intrusioni? Il 2012 sarà l'anno del contatto e della palingenesi o quello dell'instaurazione del Nuovo ordine mondiale? I Romani affermavano che la religione era instrumentum regni: questo è ancor oggi vero. Anche oggi, infine, viviamo il tempo degli “dei falsi e bugiardi”, anche se, naturalmente, non sono dei.

16 ottobre, 2007

Minimalismo

Parva, sed apta mihi

Durante una delle mie scorribande tra i siti della Rete, mi sono imbattuto in un articolo scritto da N.W.O., Break uno, e dedicato ad un semplice incontro con un signore che distribuiva quotidiani gratuiti. Noto che alcuni si attendono rimedi, risoluzioni: non siamo taumaturghi ed i consigli sono quelli, ad esempio, suggeriti da Bojs, adatti a chi possa e voglia seguirli.

Il fresco, commovente articolo, cui sopra accennavo, inoltre fornisce una piccola grande risposta: un sorriso, uno sguardo di reale comprensione, un saluto sincero e cordiale sono la risposta. Sono il segno di una reale volontà di cambiare, di un approccio solidale col mondo: a poco servono il tanto decantato ed egocentrico lavoro su sé stessi, i corsi organizzati ispirandosi agli insegnamenti, spesso volgarizzati e fraintesi, di qualche guru, da Gurdjeff (arido e sussiegoso maestro) a Ramtha, becera parodia dell'iniziato. Un po' di meditazione e di libri sulla medicina naturale renderanno gli uomini migliori, ammesso che gli uomini siano perfettibili, laddove sono incline a pensare che neanche mille vite potrebbero purificare un homo humus? Ne dubito assai.

Dunque torniamo a ciò che è basilare, idoneo ai principianti e, nonostante ciò, arduo: non si tratta di essere deamicisiani, ma di capire che, a volte, è sufficiente un piccolo gesto, purché spontaneo e disinteressato, per diffondere un po' di armonia, per creare un'intesa fondata sul silenzio e sull'empatia. Ci dedichiamo a sfibranti studi filosofici e scientifici, dimenticando quanto affermava provocatoriamente (?) André Gide: “Contiene più verità un carretto di verdura che l’opera omnia di Cicerone”. D'altronde cerchiamo di scoprire i segreti della vita e del cosmo, sezionando il D.N.A. o facendo collidere le particelle subatomiche negli acceleratori, mentre il significato (o il non senso, ma la differenza è labile) dell'universo si annida nelle screpolature dell’intonaco su una parete.

15 ottobre, 2007

Programma U.S.A.C. ottobre-dicembre

Leggi qui il programma dell'U.S.A.C. per il periodo ottobre-dicembre.

14 ottobre, 2007

Alieni bugiardi (quinta parte - articolo di Bojs)

Premessa

Concludiamo la serie degli articoli dedicati alle manipolazioni aliene, proponendoli a chi vuole vedere oltre le operazioni 'false flag' a copertura della verità. Rimane al lettore di buona volontà andare a verificare e trarre le debite conclusioni, [avendo letto completamente tutti e cinque gli articoli].
Ribadisco ancora una volta di stampare e rilegare insieme gli articoli in sequenza e di leggerli con calma su carta. In questo articolo troverete tutte le note ed i riferimenti elencati. Un ringraziamento a quanti hanno seguito gli articoli tratti da una conferenza di Luigi Caratelli, io non ho fatto altro che adattarla a chi legge e dividerla in serie... sperando che oltre le parole e i dubbi possa nascere nei cuori una nuova visione della realtà sugli alieni... buona lettura”.




Il ritorno del Messia


L’azione e la personalità di queste entità malvagie erano già state profetizzate proprio dalla Bibbia: si capisce perché le stesse abbiano tentato di screditarla. Gli scritti sacri ci informano che lucifero e i suoi demòni-alieni hanno come scopo la distruzione delle creature di Dio.

I ricercatori che abbiamo fin qui citato, sono quasi tutti collocabili filosoficamente in un’area laica e spesso ateistica. Purtuttavia hanno tutti intuito l’esistenza di un ‘piano occulto’, e di una ‘intelligenza’ misteriosi che si propongono di distogliere gli sguardi degli uomini da una fonte certa di salvezza.

Ogni uomo, che sia religioso o no, cerca spesso con ansia di darsi risposte circa il significato della sua esistenza terrena, la morte, la possibilità di un'altra vita, l’esistenza o no di un Dio Creatore. Questa umanità alla ricerca, risulta insopportabile per lucifero e per i suoi demòni-alieni.

E’ il caso di notare che la dottrina cristiana rivela che in un giorno lontano nel remoto passato, in Eden, lucifero partì alla carica per sedurre le prime creature; utilizzò proprio il trucco, ormai scoperto, dell’immagine “parlante ed in movimento”. I secoli successivi ci hanno mostrato dello stesso ‘Regista Occulto’ innumerevoli e svariate altre immagini parlanti.
Nell’oscurità lucifero, il dio e padre di questo mondo, utilizzando un “paravento ingannatore”, si è “mascherato” prendendo a turno le sembianze di un nostro caro defunto, per convincerci della possibilità di entrare in contatto con gli spiriti e così offrirsi ‘in vece’; si è poi travestito da occultista, per i palati più raffinati, tentando di solleticarli nel grande desiderio di conoscenza insito nella natura umana e ‘rivelando’ vuote e farraginose conoscenze esoteriche, occultistiche, cabalistiche, gnostiche, ermetiche; rimpinzando la mente di pseudoscoperte sui numeri, sui metalli, sulle pietre, sui fiori, sulle piramidi, sulle stelle, sulle acque: su tutto, tranne che sul nostro Padre e Dio vivente e vero. Da Lui ci ha distolti; riempiendoci di nebbia e fumo.

Per i meno esigenti, questo nemico del Padre e degli uomini, si è travestito da paragnosta, da mago, da medium, da cartomante; ha indossato gli abiti della santità nevrotica e allucinata; quelli del taumaturgo, avendo capito che miracoli e guarigioni sono più convincenti di sole parole.

Si è travestito da “angelo di luce”, per distribuire a mo’ di gettoniera grazie e miracoli; pur di rapire lo sguardo dell’uomo sia fisico sia spirituale: rapire ipnotizzando, suggestionando, magnetizzando per indirizzare sempre altrove, nei cieli, davanti ad una grotta o sotto un albero frondoso, nel buio della trance, tra le nuvole… purché sia sempre 'altrove'. Affinché l’uomo continui a camminare, di secolo in secolo, sino alla fine del sistema mondiale, non verso la meta, ma incontro all’illusione; non come padrone e protagonista della sua vita, ma come in trance, appeso ai fili di un “burattinaio invisibile”.

La Bibbia rivela che un giorno Dio tornerà sulla terra (28), per ricondurre finalmente l’uomo al suo luogo d’origine. Il luogo ove non si udranno più pianti né urla di guerra; ove non sarà più possibile vedere scorrere sangue né piangere morti ammazzati. Un luogo ove poter vivere in amore, pace, libertà, solidarietà non più come sogni dolorosi e passeggeri, ma come momenti eterni, indistruttibili.
Tutta la Bibbia indirizza lo sguardo dell’uomo verso questo grandioso evento; avere lo sguardo rivolto ‘altrove’ può costarci caro.

La Bibbia inchioda questo “Regista Occulto”, smascherandolo. Ecco perché esso escogita mille e più trucchi per tenerci lontani da quelle informazioni salvifiche. Angelo di luce, dunque. Ma nella troppa luce si può nascondere l’inferno. L’apostolo Paolo ci ricorda che Satana: “…ha accecato le menti degli increduli affinché la luce della buona notizia della Gloria del Cristo che è l’immagine di Dio, non risplenda loro... (29). La luce dell’angelo ribelle abbaglia; quella di Cristo e del vangelo, invece, rischiarano.
Una luce, quella del Cristo, che non ha bisogno di palcoscenico per poter risplendere, a differenza di lucifero che non può farsi notare senza colpi eclatanti e segni bizzarri.

Qualcuno ha definito il demonio “la scimmia di Dio”. L’apostolo Pietro lo ha dipinto quale “leone ruggente”. Satana ruggisce perché sa che ha poco tempo; sa che il ritorno di Cristo metterà fine al suo dominio e alla sua crudeltà. L’ultimo colpo che gli rimane da assestare è imitare lo stesso ritorno di Cristo. Ma ci ha già pensato: Gesù lo aveva profetizzato ed ai discepoli che gli chiedevano di rivelare la data del suo ritorno aveva detto: “Guardate che nessuno vi seduca. Poiché molti verranno sotto il mio nome, dicendo: Io sono il Cristo, e ne sedurranno molti… Allora, se alcuno vi dice: ‘Il Cristo eccolo qui, eccolo là, non lo credete…perché, come il lampo esce da levante e si vede fino a ponente, così sarà la venuta del Figliuol dell’uomo” (30). E Paolo aveva avuto cura di aggiungere: “Perché il Signore stesso, con potente grido, con voce d’arcangelo e con la tromba di Dio, scenderà dal cielo, e i morti in Cristo risusciteranno i primi; poi noi viventi, che saremo rimasti, verremo insieme con loro rapiti sulle nuvole, a incontrare il Signore nell’aria…” (31).

Sembra soltanto un gioco di parole: “incontrare il Signore nell’aria”; eppure queste parole sono profezia e sono anche una salvaguardia. Ci salveranno dalle migliaia di presunti messia che tormentano il nostro tempo. Messia coreani, messia extraterrestri, messia new-agers, messia arancioni o neri. Messia che dovrebbero apparire via satellite, in diretta televisiva; o che dovrebbero costruire una nuova O.N.U., a Gerusalemme e dintorni; cristi che si dilettano a sfornare ceneri o diamanti a mo’ di souvenir; che mangiano chiodi o vetri; che camminano sui carboni ardenti.

Esattamente la situazione indicata dalle profezie bibliche in relazione al tempo in cui il vero messia apparirà. Notava, forse esageratamente, Pinotti, che nei giorni 24-26 giugno 1982, a Medjugorje c’è stata un’esplosione di fenomeni eclatanti ed un’apparizione pubblica della Madonna:
Questo avvenimento l’hanno visto tutti coloro che erano presenti in chiesa come anche sul monte e nei cortili, sulle strade e sui campi di Medjugorje…dalle ore 6.30 alle 7 del mattino…Uno show in piena regola…e quando? A partire dal 24 giugno, festa solstiziale di San Giovanni Battista, anticipatore della venuta di Cristo; ma anche data di inizio, nel 1947, degli avvistamenti di UFO. Tutto questo ha davvero valenze simboliche comuni? Verrebbe in effetti da pensarlo, tanto più che i fenomeni di Medjugorje hanno appunto avuto inizio il 24 giugno del 1981 (32).
Se Pinotti non esagera, allora il “Regista Occulto” sta preparando, come annunciato dalle profezie bibliche, un falso ritorno del Cristo (33). Ma non potremo essere ingannati: perché la mappa ci dice che il vero Cristo non poserà i piedi sulla terra al suo ritorno; non istituirà nuove leggi o case di preghiera; non potrà apparire in nessun luogo geografico della terra. Accertatevene, studiando di persona. A che scopo inscenare un falso ritorno di Cristo, se non per contraffare quello vero?

Forse la liberazione del genere umano non è una pia illusione; probabilmente è più vicina di quanto si possa immaginare. Resta sospesa come avvertimento e guida sicura, una frase di Gesù: “Guardate che nessuno vi seduca…”.

B O J S


Note bibliografiche:
1–“Gli Arcani”, n°8, gennaio 1973, p. 6
2–Idem
3–Schedl Claus: “Storia del Vecchio Testamento”, vol. XIII, Ed. Paoline, 1959. p. 12
4–Vorilhon Claude: “Gli extraterrestri mi hanno portato sul loro pianeta”, Ed. Mediterranee, Roma, 1975, p. 46
5–Idem: p. 66
6–Deuteronomio 18:11
7–Esodo 20:14
8–Vorilhon: op. cit. p. 83
9–Genesi capitolo 19
10-Vorilhon: op. cit. p. 88
11-Grosso-Sartorio : ‘’ I nostri amici extraterrestri’’, MEB, Torino, 1977, p. 151
12-Idem: p. 125
13-Dibitonto Giorgio: “Angeli in astronave”, Ed. Mediterranee, Roma, 1986, p. 134
14-Pinotti-Malanga: “I fenomeni BVM Le manifestazioni mariane in una nuova luce”, Mondadori, Trento, 1990, pp. 11-12
15-Idem: p. 20
16-Idem: p. 183
17-Vedere “Stargate”, luglio-agosto 2000, pp. 28-35
18-Idem: p. 20
19-Idem
20-Idem: p. 197
21-Idem
22-Vedi ’’I libri dell’ignoto“: ’’Le apparizioni mariane“, Hobby e Work, 1993
23-Idem: p. 71
24-Del Amo Magdalena: “Abitanti occulti del pianeta”, Hobby e Work. p. 10
25-Idem: p. 112
26-Talamonti: op. cit. p. 212
27-Idem: p. 109
28-Per lo studio sul ritorno di Cristo sulla terra vedere i seguenti testi biblici: Matteo capp. 24 e 25; Giovanni 14:1-3; Apocalisse 1:7; Apocalisse capp. 21 e 22; I Tessalonicesi 4:16; Luca 21:28-31,36
29-II Corinzi 4:4
30-Matteo 24:4,5,23-27
31-I Tessalonicesi 4:13-18
32-Pinotti Roberto: “UFO. Contatto Cosmico”, Ed. Mediterranee, Roma, 1991, pp. 19-20

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Leggi qui la quarta parte.

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