07 settembre, 2018

La crisi delle scienze contemporanee



Abbiamo sovente lamentato il declino della “scienza” accademica. Purtroppo, però, anche la “scienza pioneristica” è in condizioni pietose. Mancano a quasi tutti i ricercatori attuali sia l’umiltà, tipica del vero scienziato, sia un’adeguata preparazione epistemologica. Così, dopo aver elaborato le loro teorie, neppure con esperimenti mentali, ma per mezzo di congetture spesso arbitrarie o di lambiccate fantasie, presto cominciano a dispensare la loro “verità”. Divulgano verità, quando ancora non hanno compreso che cosa sia la “realtà”.

Verità e “realtà” non sono sovrapponibili, isomorfiche, checché ne pensino molti logici. Lo possiamo dimostrare con un esempio: prendiamo la parola “verde”. Si potrebbe asserire che il seguente enunciato: “la foglia del platano in primavera ed estate è verde” è vero, nel momento in cui si stabilisce una corrispondenza biunivoca tra il verde e la foglia del platano. Tuttavia questo asserto come sarà recepito da un daltonico che confonde il verde con l’ocra? Come sarebbe stato recepito dagli antichi Greci che, quando si riferivano con l’aggettivo “kloros” al verde, pensavano ad una tinta pallida e grigiastra, o dai Celti per cui un tempo un unico aggettivo designava sia il verde sia l’azzurro, di cui valorizzavano le trasparenze e la brillantezza? Esistono innumerevoli tonalità di verde, alcune sconfinano nell’azzurro, altre nel celeste, altre nel grigio. Inoltre che cosa può significare per un animale la visione di un oggetto verde? Come lo percepisce? E’ una questione sia fisiologica, di come l’encefalo capta e traduce i dati “oggettivi”, sia linguistica, dove l’idioma rispecchia e, al tempo stesso, modella il “reale” così come un’etnia lo struttura sotto una spinta genetica e soprattutto culturale. Si capisce che la simmetria tra il verde e la foglia del platano in primavera ed estate non è per nulla ovvia. La correlazione, che senza dubbio esiste, non è univoca, ma problematica, poiché tende a diramarsi. Non è quindi una linea retta e continua a congiungere il verde alla foglia, bensì un segmento spezzato e ramificato. Ecco perché ha ragione Socrate quando dichiara: “La verità è una dea pericolosissima, specialmente per chi crede di possederla”, come, tra gli altri, André Gide che esorta a diffidare di chi proclama la “verità”.

I ricercatori di frontiera, come gli accademici, hanno fatto strame della Scienza, nel momento in cui l’hanno ridotta ad ideologia, a propaganda, a strumento di controllo colluso con il potere, a strategia di consenso. Codesti ciarlatani ottengono il consenso di quelli che si ritengono “evoluti”, costruendo un sistema attraente e narcotico: basta snocciolare dogmi del tipo "tutto è Uno", "la Coscienza evolve", "il libero arbitrio è onnipotente", "gli uomini sono Dio", neanche dei, Dio in persona e assurdità simili!

Chi acclamerebbe lo scienziato che, invece, dovesse delineare un paradigma non solo suscettibile di ulteriori definizioni, ma pure soggetto a falsificazione? Se poi questo modello, in luogo di solleticare l’egocentrismo e la superbia umana, dovesse ipotizzare che la “realtà”, oltre ad essere in gran parte enigmatica, è nel complesso refrattaria all’azione degli uomini, ricondotti ai loro limiti biologici ed ontologici, come pensiamo che sarebbe accolto? In questi schemi teorici si manifesta una hybris assai pericolosa, un antropocentrismo che possiede alcunché di diabolico.

Tuttavia i guru olografici sanno che i loro acritici seguaci hanno bisogno di essere blanditi ed illusi: ai sostenitori non interessa progredire nella conoscenza dell’universo con ricerche che richiedono sacrifici ed onestà intellettuale, piuttosto possedere una “verità” da diffondere, a loro volta, fra altri adepti. Questa "verità" – lo ribadiamo – deve gratificarli; deve prospettare un cosmo edulcorato, rassicurante. Non si accorgono - perché non vogliono accorgersene - delle contraddizioni che minano le dottrine dei santoni quantici: se qualcuno li invita a notare tali antinomie, essi reagiscono con furore, come i proseliti di un culto i cui fondamenti sono indiscutibili.

Se, però, modelli vincenti e dominanti come il Darwinismo, la teoria del Big bang, la stessa relatività sono stati e sono messi in discussione nei loro capisaldi, perché non dovremmo analizzare in modo critico le pseudo-filosofie di frontiera? Combattiamo la “scienza” che assurge a dogma imposto dall’establishment, ma pure gli imbonitori che, mentre fingono di contrastare l’establishment, mirano solo ad instaurarne un altro, non meno ottuso, non meno dispotico.

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9 commenti:

  1. La scienza di impronta galileiana è finita, è una prasso espunta nella nuova comunità scientifica, la quale è del tutto asservita, perchè formata, controllata e sovvenzionata dal neoliberismo sovranazionale criminale senza vincoli etici di sorta. In questo senso, la comunità scientifica si è ridotta a struttura che produce e riproduce consenso al potere, non è più orientata a ricercare verità (in qualsiasi ambito disciplinare). Se fosse vivo l'ultra-liberale Popper (ultra-liberale, ma non liberista) denuncerebbe apertamente tale deriva della cosiddetta comunità scientifica.

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    1. Concordo con Te, Renato. Sfortunatamente anche la "scienza" non allineata è alla deriva: è solo uno zibaldone di fumose (e pericolose) idee New age.

      Ciao

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  2. La madre di tutte le crisi, è l'esperimento Homo Sapiens.

    Biglino docet.

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    1. La crisi è anche crescita... chissà.

      Ciao

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    2. Hai ragione, in fondo l'uomo ha saputo produrre anche cose straordinarie; penso ai capolavori dell'arte, della musica, della letteratura, che hanno preceduto di secoli i progressi tecnologici, fra i quali il Web ed i computer, che ci permettono di comunicare senza conoscerci di persona.

      Il mio era un piccolo sfogo, che nasce dalla consapevolezza del rovescio della medaglia; un modello di sviluppo globale basato su fonti energetiche non rinnovabili, inquinanti ed in rapido esaurimento, la devastazione degli ambienti nei quali viviamo, uno stile di vita sempre più orientato al consumismo e sempre più basato sulla concorrenza spietata in luogo della solidarietà, e, infine, l'ultima notizia, ormai di pubblico dominio: le microplastiche che inquinano le acque, sono da tempo entrate nella catena alimentare.

      Un quadro sconfortante, che offusca le meraviglie.

      Sulla crisi delle scienze contemporanee, occorre dire che è il rovescio della medaglia che ne determina concretamente la crisi: esse non hanno saputo (o voluto, in molti casi) prevedere e quindi, prevenire, il quadro sconfortante brevemente riassunto.



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    3. Capisco e condivido il Tuo disagio. Il pianeta è ridotto ad un'immensa discarica. Purtroppo siamo dominati da una casta ipercapitalista tesa allo sfruttamento ed all'arricchimento, a a sua volta espressione di un'élite demoniaca. Il sistema boicotta e sabota chi propone risoluzioni che potrebbero emanciparci dall'uso di energie e tecnologie distruttive. Esiste una via d'uscita?

      Ciao

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  3. Esiste una Via d'Uscita: Evoluzione: Ateismo, Veganesimo, Rifiuto della Competizione. Quest'ultima è il segreto svelatoci dal Mio Maestro Lao-Tzu: il saggio non compete perché nessuno può competere con lui [nel senso che rifiutando, rende impossibile]. Le opere d'arte sono bellissime, ma non denotano Coscienza. Anche Natura, nostra sorella e madre, è un'opera d'arte, ed una grande chimica, NON METALMECCANICA, leggi CERN, eppure lascia come quel terzetto misogino inventato dai seguaci di giovè della guerra, che ci si cannibalizzi fra animali. Essendo Noi Animali u-mani, mangiando gli altri Animali, non umani, diventiamo cannibali, e crepiamo di alzheimer e parkinson...quando ci va bene...

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    1. In gran parte dissento per ragioni che spiegherò appena possibile.

      Ciao

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  4. La “scienza” ufficiale serve soltanto ad uno scopo: legittimare le ideologie dominanti, servire una casta di satanisti. Pur di svolgere il compito che le è stato assegnato, non disdegna affatto di negare l’evidenza, se necessario. Così le scie chimiche non esistono, sono scie di semplice vapore; le razze umane non esistono (difatti uno svedese, in fondo, è tale e quale ad un giapponese, che a sua volta è fin troppo simile ai neri dell’Africa sub sahariana, sono gli occhi che ci ingannano, noi scorgiamo differenze marcatissime, ma in realtà non lo sono per nulla!), lo ha “dimostrato” un vecchio idiota sciemenzato e lo strombazza “Focus” la rivista di vera scemenza, ops, volevo scrivere scienza. Pertanto, pure i vaccini sono un toccasana, immettere metalli tossici e porcherie varie direttamente nel sangue di una creatura di pochi giorni completamente priva di difese, il sistema immunitario deve ancora formarsi, impiegherà del tempo a farlo, non comporta danni; lo assicurano gli “espertoni” … Quelli con un bell’assegno in tasca firmato Glaxo, però.

    E si potrebbe continuare ad allungare questo tipo di lista, a segnalare negazioni, distorsioni, mistificazioni poste in essere da questi ciarlatani biasimevoli e soprattutto criminali, ma non finiremmo più.

    Del resto, vi è poco da salvare pure nella cosiddetta “scienza” di confine; speculazioni astruse che a poco servono. Un mare magnum spesso intriso di paccottiglia New Age, semplificazioni spaventose, di materialismo conciato di modo da non sembrare materialismo. Da non apparire come nulla di corporeo; fatto passare per questioni di spiritualità, solamente perché invece di concentrarsi su aspetti grossolani della manifestazione, ama rivolgere il proprio sguardo su ciò che è sfuggente. Ovviamente, questi aspetti sfuggevoli nulla hanno a che spartire col dominio spirituale: con la coscienza. Spiritualità che è del tutto preclusa ai “ricercatori” di questa meschina epoca: ciechi che procedendo tastoni vorrebbero indicare la giusta via agli altri!

    Insomma, in entrambi i casi, sia per la pseudo scienza di regime sia per quella non ortodossa o comunque pioneristica, stiamo discutendo di accozzaglie di dati che presi in sé non possono dirci assolutamente niente, ma che vengono fatti entrare a forza nella costruzione di teorie, lontane dalla verità alla stessa maniera in cui il papa attuale e tutti i suoi burattinai sono distanti dalla santità. Teorie sempre suscettibili di svariate interpretazioni e che, alla fine dei conti, vengono piegate ai fini voluti dalle persone che le hanno elaborate o da chi gliele ha commissionate: inficiate già in partenza da idee preconcette o peggio dal volere di esseri abietti posti a monte di date “ricerche”.

    La verità non si trova negli oscuri laboratori né nelle menti allucinate di gente onestamente allucinata; la verità non deve essere studiata e neppure pensata. La verità si deve sentire, sta nell’aria; è un profumo vivificante e bisogna soltanto affinare l’olfatto.

    Un saluto

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