10 ottobre, 2005

Il Numero, articolo di Marcello De Pieri

Inserisco un pregevolissimo articolo sul Numero. Il testo, frutto di una straordinaria dottrina e di una paziente, meticolosa ricerca, è di Marcello De Pieri, esimio studioso della Qabalah. Buona lettura.

L’Aritmetica nell’antichità era una scienza riservata solo ad alcuni ingegni superiori ed alla casta sacerdotale.
In Egitto, per esempio, vi era una casta sacerdotale, gli Arpedonapti, addetti all'ufficio di tracciare perpendicolari e contorni geometrici esatti per edifici e proprietà.
Il numero, per questo motivo, assunse un significato sacro, divino, ed al numero ed ai suoi simboli venne dato un significato mistico.
I numeri arabi furono introdotti in Europa da Fibonacci, ma furono adottati molto più tardi, perché all’inizio furono osteggiati dai misoneisti, ossia da coloro che sono contrari ad ogni novità, dai tradizionalisti ed, addirittura, proibiti dalla Chiesa dal Consiglio dei Cardinali del 1299.
L’Arte Maggiore dei Commercianti di Calimala nello stesso anno emise un analogo provvedimento.
Nella Numerazione cosiddetta romana il segno uno era costituito da un tratto più o meno verticale, le decina da due tratti incrociati, il centinaio da tre tratti angolari ed il migliaio con quattro tratti quasi a formare una emme. Oltre il migliaio non si andava.
Questi quattro numeri corrispondono alle lettere: I, X, C ed M.
La I è la nona lettera dell'alfabeto. E poiché l'1 è il Logos, il numero non-numero ma origine di tutti i numeri, poiché è quello che moltiplicato o diviso per se stesso o elevato a qualsiasi potenza resta sempre uno, è il simbolo di Dio.

La X è la ventunesima lettera dell'alfabeto, cioè tre volte il misterioso 7.
In matematica l'incognita è stata indicata con la X.
Il centinaio corrisponde alla lettera C quindi al numero 3.
La lettera M, è la dodicesima dell’alfabeto e corrisponde, pertanto, al numero 12.
Seicento anni prima di Cristo, a Crotone, Pitagora ha dato vita ad una delle piú alte manifestazioni filosofico-scientifiche in cui il numero assurgeva quasi a religione.

I suoi seguaci erano tenuti a prestare giuramento sulla santa Tetractis, costituita da 1, 2, 3, 4, la cui somma dava 10. I pitagorici erano soliti recitare questa preghiera alla Tetractis: “Benedici a noi, o numero divino, tu da cui derivano gli dei e gli uomini. O santa, santa Tetrade, tu che contieni la radice, la sorgente dell'eterno flusso della creazione. Il numero divino si inizia coll’unità pura e profonda, e raggiunge il quattro sacro; poi produce la matrice di tutto, quella che tutto comprende, che tutto collega; il primo nato, quello che giammai devia, che non affatica, il sacro dieci, che ha in sé la chiave di tutte le cose”.

Il numero per i Pitagorici non è un qualcosa di astratto ma è parte intrinseca dell’Entità Suprema, da cui nasce l’Armonia Universale, è quindi l’Essenza delle Cose. Il Cosmos non era solo un Ordine Matematico ma anche Armonia. I Pitagorici hanno fatto corrispondere all’Unità, origine di tutti i numeri, il Punto, origine di tutte le figure, da cui l’importanza dei primi quattro numeri la cui somma dava dieci, e dei quattro punti, con cui si potevano costruire tutte le figure.

E’ stato Platone che ha fatto corrispondere al Numero un’Idea, con la conseguente formulazione del concetto di Numero-Idea.
La Tetractis può anche essere rappresentata con un triangolo usando il concetto dell’Uno-Punto, e la somma dei punti è 10:
*
**
***
****
Quando noi disegniamo il 9 usando i punti otteniamo un cubo:

***
***
***

L'1 non è considerato un numero, perché è il principio di tutto, è il Logos. Il punto è quindi l’origine di tutte le figure.

Il 2 viene considerato come il primo numero, che genera per somma, moltiplicazione e elevazione alla potenza il 4, che a sua volta per sottrazione e per divisione genera il 2.
Il 2 è il simbolo della Linea che è determinata da due punti, gli opposti, quindi è anche il simbolo dei contrari: bene-male, caldo-freddo, ecc.

Il 3 è il primo numero dispari.
Geometricamente forma la figura piana più semplice, il Triangolo.

Il 4 è generato dal 2 ed a sua volta genera il 2 stesso.
Geometricamente è rappresentato dal Tetraedro, figura solida, in quanto racchiude lo spazio in tre dimensioni: altezza, lunghezza e larghezza.
La somma dei numeri che costituiscono la Tetractis, dà 10, la decade che rappresenta l’Universo Fisico.
La Tetractis era formata, infatti, dall’1-2-3-4, dal Punto, dalla Linea, dal Triangolo e dal Tetraedro.
Pitagora ha influenzato anche la numerazione latina in fatti il 2 è stato definito il Numerus Binarius, il 3 il Ternarius, il 4 il Quaternarius, ecc.

L’1 non è definito come Unarius, ma Unitas, quindi anche per i Romani era un qualcosa di diverso rispetto a tutti gli altri numeri.
Il 6 non genera perché moltiplicato per il numero più piccolo, il 2, si ottiene il 12, che è costituito dalla Decade più il 2, ma è generato dal 2 e dal 3.
Sommando il 3 ed il 4 otteniamo il 7, che è detto l’Ebdomade, il numero che non è generato, infatti è un numero primo ed è indivisibile, e non genera, perché moltiplicato per il numero più piccolo, il 2, si ottiene il 14, che è costituito dalla Decade più il 4.
Addizionando il 3 ed il 5 si ottiene l’8, che è il doppio del 4, ed è il primo numero cubico, ma è anche l’unione dell’Unità con l’Ebdomade, e per questo motivo è sempre stato considerato un numero Sacro.
Il 9 si ottiene sommando il 4 ed il 5, la potenza del 3.

I numeri della Decade hanno sempre avuto un significato speciale, che per gli adepti è anche mistico.
La cosiddetta Teologia Aritmetica è stata costantemente studiata dai Padri della Chiesa tanto che sant’Agostino ha scritto in De Doctrina Christiana: “'Ignorare o sottovalutare il significato mistico dei numeri significa precludersi la comprensione di un'infinità di nozioni contenute, in forma di raffigurazioni, nella Scrittura. Uno spirito nobile non rinuncerà facilmente a cogliere il significato e la ragione dei quaranta giorni di digiuno di Mosè, di Elia e di Nostro Signore. E la chiave di questo mistero si trova unicamente riflettendo sul numero espresso”.

Nella cultura ebraica lo studio del numero ha avuto un’importanza enorme, tanto è vero che a questa scienza è stato dato un nome: Gematrià, che è calcolo del valore numerico di una parola, ottenuta sommando i valori di ogni singola lettera, dato che nella lingua ebraica ad ogni lettera è associato un numero. Secondo la Qabalah, termini che possiedono un identico valore numerico, sono collegati da una corrispondenza, anche se i concetti espressi da tali termini sono del tutto diversi. Si possono calcolare le Gematrie di interi versi, semplicemente sommando tutte le parole.
Vi sono diversi modi di calcolare la Gematria di una parola o di una frase, e alcuni di essi sono molto complessi.

Il Significato Qabalistico dei Numeri per i Templari

Nel 1118 nove Cavalieri condotti da Ugo de Payns, si presentarono a re Baldovino I di Gerusalemme, manifestando il desiderio di garantire la sicurezza della strada dei pellegrini da Jaffa a Gerusalemme.
Il Re accettò e consegnò loro per viverci, una parte del suo palazzo, posto sul luogo ove una volta sorgeva il Tempio di Salomone. I Canonici del Santo Sepolcro consegnano, a loro volta, un piccolo appezzamento che possedevano in quel luogo. Nacque così l’Ordine dei Poveri Cavalieri di Cristo e del Tempio di Salomone, l’Ordine dei Templari. Nel 1125 furono raggiunti da un altro cavaliere, Ugo Conte di Champagne che, nel 1115 aveva preso contatti con Stefano Harding, dotto ebraista, Abate del Monastero Cistercense di Cîteaux, centro di studi ebraici cui collaboravano rabbini molto eruditi, per offrire all’Ordine Cistercense, una zona nella Foresta di Bar-Sur-Aube per costruirvi un’Abbazia.
A dirigere questa Abbazia, Stefano Harding designò un giovane monaco, Bernardo di Fountains che creò nel luogo prescelto l’abbazia di Clairvaux, Chiaravalle. Dal momento del suo arrivo a Clairvaux, il giovane Bernardo prese in pugno la politica dell’Ordine.

Queste notizie servono a dimostrare come sia possibile che i Templari abbiano potuto usare, fin dall’inizio, alcuni simboli numerici della Qabalah. La parole sono costituite da lettere e nella lingua ebraica ad ogni lettera è associato un certo valore numerico, per cui le lettere possono essere trasformate in numeri, che a loro volta possono essere sommati fra loro.

Con questo procedimento gli Adepti possono comprendere il significato occulto delle parole delle Sacre Scritture, quindi possono avvicinarsi alla conoscenza dell’Entità Superiore, attraverso le Sue Emanazioni, chiamate Sefirot, che sono dieci, come i cavalieri fondatori dell’Ordine.

Il Numero 3

Nella Simbologia Cristiana questo numero ha un’importanza molto grande:
  • Rappresenta la Trinità

  • 3 furono i Re Magi che portarono tre regali;

  • 3 le croci sul Calvario;

  • 3 le Marie,

  • 3 le Virtù Teologali, Speranza, Fede e Carità;

  • 3 le parti in cui era diviso Orbis Terrarum: Europa, Africa ed Asia;

  • 3 le Axis Mundi ove si uniscono il Cielo e la Terra: in questi luoghi erano infatti le reliquie più importanti per la religione cristiana:
* a Gerusalemme il corpo di Cristo;
* a Roma il corpo di Pietro;
* a Santiago di Compostela il corpo dell’Apostolo Giacomo;

Il numero 3 era importante anche per i Templari infatti:

  • I Templari accattavano di vivere in Obbedienza, Povertà e Castità;

  • 3 erano i cavalli che un Templare aveva a disposizione;

  • 3 erano i nemici che un Templare doveva affrontare assieme senza dover essere accusato di vigliaccheria;

  • 3 erano le suddivisioni, dopo la Bolla papale “Omne datum optimum” del 1139, all’interno dell’Ordine: Cavalieri, Sergenti e Sacerdoti;

Il Numero 12

Il numero 12 va considerato come 1+2=3.

  • 12 erano le Tribù di Israele;

  • 12 i discepoli di Gesù;

  • 12 sono i frutti della Albero della Vita,

  • 12 sono le porte della Città Celeste;

  • 12 sono i pani presenti sulla Tavola del Tempio, a rappresentare i 12 mesi dell’anno;

  • 12 le pietre preziose presenti sul petto di Aronne;

  • 12 erano i Cavalieri della Tavola Rotonda;

  • 12 i Pari di Carlo Magno;
Per i Templari:

  • 12 era la somma delle cifre dell’anno in cui ricevettero la Regola: 1128 (1+1+2+8=12);

  • Nel 1128 (1+1+2+8=12) fu costruito il primo Tempio Templare a Londra;

  • La prima cessione fatta ufficialmente all’Ordine a Londra è avvenuta nel 1137 (1+1+3+7=12), ed è stata fatta dalla Regina d’Inghilterra Matilde, nipote di Re Baldovino I;

  • La Casa-Madre dei Templari a Parigi è stata una concessione del Re Luigi VI avvenuta nel 1137 (1+1+3+7=12), per intercessione di Bernardo di Chiaravalle;

  • La Struttura Territoriale Templare prevedeva 12 province in Occidente e 3 in Oriente;

Il Numero 9

  • 9 sono i primi Cavalieri che hanno dato origine all’Ordine;

  • 9 sono stati gli anni che sono trascorsi da quando i primi Templari si sono posti al servizio della Fede fino al riconoscimento ufficiale;

  • 9 è la somma delle cifre che compongono l’anno 1125 (1+1+2+5=9) in cui Ugo di Champagne si è unito agli altri Cavalieri;

  • Nell’anno 1161 (1+1+6+1=9) è avvenuto il trasferimento del Centro Amministrativo dell’Ordine a Londra;

Il Numero 10

  • 10 sono i Comandamenti;

  • 10 le piaghe d’Egitto;

  • 10 le Emanazioni o Sefirot;

  • 10 erano i Tavoli ed i Candelabri nel primo Tempio di Salomone;
Per i Templari:

  • 10 erano i Cavalieri che hanno dato origine all’Ordine;

  • 10 erano i Cavalieri Scelti che avevano il compito di proteggere il Gran Maestro in battaglia.

Il Numero 2

  • 2 rappresenta la doppia natura di Cristo.
Per i Templari:

  • 2 erano i colori del Beaucéant, il loro vessillo bianco-nero.

Il Numero 1

  • 1 è inteso come il Principio di Tutto.
Per i Templari:

  • 1 è Ugo di Champagne che unendosi agli altri 9 Cavalieri ha permesso la costituzione dell’Ordine.

    I numeri che dal punto di vista Qabalistico hanno avuto importanza per i Cavalieri Templari sono:
    - 1 il Principi che racchiude il Tutto;
    - 2 la Sapienza;
    - 3 l’Intelligenza;
    - 9 il Fondamento;
    - 10 il Regno, l’insieme delle 10 Sefirot, che simboleggiano l’Uomo Celeste;
    - 12 ,inteso anche come 1+2=3, che troviamo ripetuto nella Città Celeste.

    In virtù di ciò c’è chi dice che il messaggio che ci hanno tramandato i Templari è il seguente:
    “Attraverso l’Intelligenza si apprende la Sapienza con cui si acquisisce il Fondamento per percorrere i Sentieri che dal Regno ci consentiranno di ricongiungerci con il Principio di Tutte le cose, nella Città Celeste”.

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