29 aprile, 2006

Burattini ventriloqui

Che cosa sta accadendo? Mentre le persone scialacquano il loro tempo (l’ultimo) ed espongono le loro residue, infinitesimali capacità intellettive all’attacco dei media, che vomitano ininterrottamente notizie fraudolente ed immondi programmi d’intrattenimento, oscure minacce gravano sul mondo, minacce che sembrano quasi essere l’adempimento di un ineluttabile destino, di uno scellerato piano forse concepito agli albori della storia umana, anzi disumana. È come se il concetto di libero arbitrio rivelasse, d’un tratto, tutta la sua illusoria, penosa irrealtà.

Tutto, però, cade nell’indifferenza e così questa primavera in cui quei pochi fiori che ancora riescono a sbocciare, esalano l’alito della putrefazione, mentre i rondoni precipitano fra nuvole dalle forme diaboliche, sembra una primavera come tante altre, laddove dispiega un sudario livido, esangue.

Che cosa sta accadendo? Alcuni confidano che gli esorcisti della scienza e della tecnologia, li libereranno dai mostruosi fantasmi del futuro; altri ascoltano incantati i burattini ventriloqui, come Grillo, trovando per un istante una catarsi in quegli sfoghi scomposti e volgari; molti, troppi hanno venduto la loro anima ai diavoli porporati; certi pendono dalle labbra flaccide di polverosi e cadaverici eruditi che sottopongono a necroscopia le opere d’arte. Quasi tutti sono in preda ad un delirio immedicabile.

Che cosa sta accadendo? Le poche persone ancora capaci di immaginare e di creare qualcosa di durevole, di nobile, rigettando gli aridi schemi del metodo “scientifico” e spezzando le catene dell’immobilità mentale, sono inascoltate o, peggio, schernite.

Intanto i tempi sono maturi, ma nessuno questa volta interverrà per salvare Lot.

28 aprile, 2006

La chiave di volta

Ogni stoltezza soffre per tedio di sé stessa (Seneca)

Nel mondo coloro che spengono gli incendi sono gli stessi che li appiccano.

Guardate a destra dell'osservatore quale figura è effigiata dalle volute delle nuvole... Immagini occulte come "antipasto" di velenosi contenuti subliminali.

27 aprile, 2006

Epoché

Tu non pensavi ch’io loico fossi (Dante, Inf. XXVII, 123)

Absit iniuria verbis.

Dedicato ai i nostri amici integralisti e negatori dell’evidenza, religiosi e laici.



Il termine “storia” deriva dal greco historìa, che vale indagine, ricerca, investigazione, a sua volta da hìstor, testimone oculare. Senza tema di essere smentiti, si può affermare che poche discipline come la Storia, oggigiorno, sono affossate e negate nei loro fondamenti epistemologici.

Giustamente il sistema educativo (?) cerca, almeno in via teorica, di trasmettere agli alunni strumenti logico-concettuali, competenze interpretative della realtà culturale nelle sue varie manifestazioni. Nonostante ciò, mentre materie quali l’Educazione linguistica, il Latino, la Matematica, la Filosofia, le Scienze... presuppongono il ricorso ad un metodo rigoroso e razionale, anche se accanto ad altri principi di apprendimento, con la Storia, si può tranquillamente prescindere dall’analisi il più possibile oggettiva degli accadimenti, dall’indagine consequenziale ed a tutto campo.

Così tale disciplina diventa una congerie di aneddoti e di storielle inverosimili e grottesche che spesso cozzano con il principio di non contraddizione. In questo modo s’insegna che le piramidi di Gizah furono costruite da schiavi, laddove in Egitto gli schiavi erano poco numerosi; si continua a ripetere che l’America fu scoperta da Cristoforo Colombo nel 1492 (Erik Leifson allora ed i Normanni?); si racconta che, per magia ex abrupto, la Germania nazionalsocialista, prostrata dalle esose riparazioni di guerra, della crisi del ’29 con tutte le sue devastanti conseguenze, diventò la prima superpotenza economica e militare d’Europa, omettendo che Hitler ricevette cospicui finanziamenti da banche britanniche e statunitensi, da magnati quali Prescott Bush, nonno di quel simpaticone di boy George (non il cantante).

Ho citato solo alcuni esempi, ma che reputo molto istruttivi. Dunque nell’ambito degli “studi” storiografici, si esige che si ponga tra parentesi, in una sorta di epoché, una sospensione delle facoltà di ragionamento, il criterio “delle idee chiare e distinte”, anzi si esige che si rinunci non solo alla logica aristotelica, ma anche al buon senso, scivolando in palesi assurdità ed inverosimiglianze, soprattutto quando ci si inoltra nei territori minati del “Cristianesimo” e delle vicende contemporanee.

In questo modo gli allievi che pure spesso dimostrano innate capacità intellettive, credono a tutte le fandonie insegnate loro dai catechisti, evidentemente assertori della “verità” orwelliana per cui due più due dà sempre cinque. Pensano così che Cristo possa essere nato contemporaneamente a Betlemme ed a Nazareth, che possa essere nato prima e dopo Cristo (misteri della cronologia), che sia figlio di Giuseppe, ma pure dello Spirito Santo, che sia un uomo, ma anche Dio, che i fratelli del Messia siano dei fratellastri, anzi dei cugini, anche se è scritto proprio “fratelli”, che abbia sconfitto il male, sebbene il male regni ancora sovrano sul pianeta, che la chiesa fu voluta da Cristo, quantunque egli fosse contrario ad ogni gerarchia, che a volte gli uomini di chiesa sbagliano, ma che la vera chiesa è comunque quella cattolica, perché fondata (sic) su Pietro, che, al processo, Pilato, noto per la sua ferocia, s’intenerisse sino al punto di tentare di salvare Gesù… e via discorrendo con queste barzellette che sarebbero amene, sollazzevoli, se non fosse che vengono dispensate come eccelse “verità” da tronfi “teologi” e dai loro tanto zelanti quanto patetici scolaretti (Introvigne, Socci…), usi ad ogni piaggeria pur di compiacere vescovi simoniaci ed usurai.

Infine, quando si affronta il mondo contemporaneo, si pretende che i discenti si abituino a negare e ad ignorare l’evidenza. Come sagacemente osserva una nostra gentile lettrice: “Chi nega l'evidenza di un fenomeno, o non ha capacità di osservazione e di comparazione e quindi di logica, oppure ama contraddire per il gusto di farlo, oppure ha semplicemente paura e rifiuta l'idea di essere minacciato da qualsiasi fenomeno anomalo, come fantasmi, u.f.o., scie, attentati di stato alle Torri gemelle, nuovo ordine mondiale etc. Alcune persone ridono di tutto ciò." Sono quelle persone che, se non sono in mala fede, sono state decerebrate dal complesso scolastico, dai media, dai catechisti. Per costoro, incapaci di distinguere tra bianco e nero, tra una semplice scia di condensazione ed una venefica, graveolente scia chimica, per costoro per i quali un filmato con Al Zarqawi che recita un mantra (?), filmato falso come le banconote del celebre film con Totò, è davvero stato realizzato dai terroristi “islamici”, è quanto mai valido l’amaro apoftegma di Montale: “La storia non è magistra di niente che ci riguardi.”

Già, soprattutto poi se la “storia” è quell’accozzaglia di menzogne e di balordaggini che continuano impunemente ad essere insegnate nelle scuole di ogni ordine e grado, dalle primarie ad i più “prestigiosi” atenei.

26 aprile, 2006

Contrails e chemtrails: differenze

Mi è stato chiesto se sia possibile calcolare la quota di volo dei tankers chimici. Ci ho pensato un po', quindi ho dedotto che la risposta era a portata di mano. Come? E' presto detto...

Tutti noi sappiamo che le nubi che si formano in atmosfera (quelle naturali) hanno caratteristiche, forme e quote ben note. Gli strato cumuli, ad esempio, si formano attorno ai 2.000 metri, i cumuli intorno ai 1.000 metri, i cirrostrati, o cirro cumuli, intorno ai 6.000 metri. Su questo nessuno può eccepire. Sono dati consolidati e non confutabili.


Dalle verifiche fatte visionando i filmati girati in questi mesi, ho potuto accertare che i KC-135, KC-10 DC-9 modificati ecc., percorrono sempre corridoi aerei poco al di sotto degli strato cumuli (in alcuni casi vi passano attraverso, pare, per inseminarli). Ergo: i tankers volano a quote comprese tra i 1.800 ed i 2.500 metri. Non oltre. Si sapeva, ma questa è la dimostrazione. Basta osservare le migliaia tra foto e filmati disponibili in rete.

Scie chimiche a Sanremo


Un esempio. Nel filmato proposto, si possono osservare due tankers volare al di sotto degli strato cumuli. http://www.youtube.com/watch?v=6dr0Zgcyn6s

Un'altra cosa è importante mettere in evidenza. Come si evince dalla carrellata di aerei civili riprodotta quì di seguito, si tratta di voli in condizioni di temperature e quote differenti (si vedano le montagne innevate), eppure in nessuna di esse, nonostante le quote siano mediamente elevate (si notino le nubi sottostanti), si vedono scie di condensazione. Ciò dimostra, una volta di più, la fallacia delle dichiarazioni di tutti coloro che negano l'evidenza del fenomeno. Essi, infatti, continuano ad affermare che si tratta di semplici scie di condensazione (contrails). Nulla di pù errato! Mi si deve dimostrare perché in tutte le foto di aerei, civili e non, non si notano le consistenti scie di condensazione (?) che, invece, osserviamo in coda ai tankers chimici!

Nelle foto, vedete, per caso... scie di condensazione?

I gas di scarico degli aeroplani sono miscele incandescenti che contengono una grande quantità di vapore acqueo; quando questo vapore viene a contatto con l'aria gelida delle alte quote si condensa immediatamente, formando la tipica scia di condensazione. Quando le scie tendono a permanere a lungo nel cielo o addirittura si estendono in larghezza è segno che in quota è presente aria molto umida. Le scie di condensazione lasciate dagli aerei a reazione sono dette in inglese contrail (condensation trail). Si formano quando l'aria calda e umida proveniente dal reattore, cioè dalla combusione dei gas di scarico, si mescola con l'aria dell'ambiente circostante caratterizzata da una bassa pressione di vapore e una bassa temperatura. La mescolanza risultante della turbolenza generata dai gas di scarico dei motori può portare alle condizioni di saturazione. Il meccanismo di formazione della scia è analogo alla condensazione dell'aria emessa con la respirazione quando l'ambiente è freddo. Data l'altitudine a cui viaggiano (9-14000 m) i contrail possono evolvere dando luogo alla formazione di cirri.

Nella foto riprodotta quì di seguito, possiamo dare uno sguardo alle quote di formazione delle nubi e raffrontarle con le quote di volo degli aerei civili e dei tankers chimici.

NOTA: 1.000 metri corrispondono a 3280, 83 piedi

Per concludere... una carrellata di immagini:

**Straker**

24 aprile, 2006

A buon intenditor...

Lunedì 16 ottobre 1978. Il cardinale Karol Wojtyla è eletto Papa all'ottavo scrutinio, con 99 voti su 111. Il nuovo pontefice ha 58 anni, è il 263° successore di Pietro e assume il nome di Giovanni Paolo II.

Il Papa polacco è eletto dopo i 33 giorni di uno dei pontificati più brevi della storia, quello di Giovanni Paolo I: l'elezione di Wojtyla è accolta con grande stupore. La decisione del Conclave supera le barriere di quattro secoli di tradizioni della Chiesa. Dopo 455 anni, infatti, il Vaticano elegge alla guida della Chiesa cattolica un nuovo Papa non italiano: l'ultimo era stato Adriano VI. Nel suo memorabile discorso del 22 ottobre, in una Piazza San Pietro gremita di folla, Wojtyla lancia il suo motto per il pontificato: "Non abbiate paura. Aprite le porte a Cristo e alla speranza". È il primo passo di un lungo viaggio che nel mondo ha visto Wojtyla indiscusso protagonista di autentiche rivoluzioni sul piano teologico, spirituale, sociale e politico.

23 aprile, 2006

Stampa pericolosa

Absit iniuria verbis

Dopo Pasqua, i sacerdoti si recano presso le abitazioni dei parrocchiani per la tradizionale benedizione. Spesso donano alle famiglie dei libricini di orazioni o qualcosa del genere. Quest’anno il parroco ha lasciato un pieghevole con preghiere di benedizione tra le quali si legge: “Beata la famiglia dove non entra la stampa pericolosa, perché sarà colmata di pace.”


Concordo, ma mi chiedo quale sia la famiglia in cui non entra la stampa pericolosa, anzi perniciosa: non sono forse quegli scartafacci abominevoli, denominati quotidiani, diffusi in moltissime famiglie, sicché quasi dappertutto si diffondono ignominiose menzogne e laide interpretazioni? Esistono persone più infide di tutti questi editorialisti, redattori, opinionisti che, con i loro scaltri, biechi stratagemmi retorici, con i loro speciosi ragionamenti, inventando o alterando fatti (9 11, terrorismo, morte di Lady Diana Spencer…) e censurandone altri (scie chimiche, uranio impoverito, energia del punto zero, vicissitudini del dottor Hamer…) inculcano nei lettori pregiudizi ed errori. Esistono persuasori occulti più influenti e malefici di Eco, Allam, Fallaci, Feltri, Padellaro, Ferrara, Romano, Lerner, Vespa, Riotta, Socci, Teodori, Romano, Zucconi, Mieli etc? Mi scuso se non li posso menzionare tutti, ma l’elenco sarebbe lunghissimo e tutta la biblioteca di Alessandria non potrebbe contenere codesti nomi inverecondi. Se poi ai miserabili “scribi farisei”, si aggiungono gli strilloni dei telegiornali di regime, in quale casa potrà regnare la serenità?

I nemici più insidiosi sono quelli occulti, quelli che conoscono le mefistofeliche astuzie del linguaggio, i falsari della parola. Ogni sillaba da loro vergata o pronunciata è un veleno che uccide giorno dopo giorno, è una droga che ottenebra i sensi e la mente. “Razza di vipere!”

Essi sono simili a Sinone, il greco mendace che convinse i Troiani ad introdurre il cavallo costruito dagli Achei, all’interno della città: infatti, manovrata dai soliti burattinai, questa genia avida, servile e spregevole, s’introduce subdolamente tra le famiglie per preparare l’espugnazione delle coscienze. Il loro compito è quello di plagiare, di condizionare, di abbrutire le persone di modo che i potenti possano poi agevolmente controllarne il pensiero e le azioni.


Solo una coscienza critica ci potrebbe salvare da questa invasione di ultracorpi: coscienza critica significa, in primo luogo, non acquistare quei fogli maleodoranti e spegnere il televisore.

Viene da rimpiangere quei popoli che vivevano “al tempo de li dei falsi e bugiardi”: in confronto a codesti mentitori impenitenti, i numi antichi erano la bocca della verità.


P.S. E’ oltremodo vergognoso che i quotidiani, di partito e non, siano per di più lautamente finanziati dai contribuenti affinché causino tanti irreparabili danni alla collettività.

21 aprile, 2006

L'ambiguità del sacro

Ci si interroga, ogni giorno di più, sull’origine delle contrapposizioni, degli scontri tra “civiltà”. Credo che responsabili siano sopratutto quelle persone che sono convinte di possedere la Verità. Costoro, per quanto provino ad essere tolleranti ed aperti alle idee altrui, sono inevitabilmente dei dogmatici, esposti al rischio del fanatismo. Non stupiamoci se un Bush, essendo persuaso di agire in conformità con i precetti biblici, si sente investito del ruolo messianico di lottare contro il “male”, quello che egli, nella sua aberrante, distorta visione del mondo, reputa il male. Bush ha perfettamente ragione: il suo atteggiamento, per quanto perverso, è consequenziale. Non stupiamoci se un imam fanatico istiga i musulmani al gihad, l’impegno sulla via di Dio che può sfociare nella “guerra contro gli infedeli”. Tuttavia, se ci si attiene al Corano, gli infedeli sono solo gli idolatri e non gli Ebrei né i Cristiani né i Mandei, che sono popoli del Libro. La realtà, invero, è molto diversa, perché sia il cristiano fanatico sia il maomettano accecato dall’odio, sono due burattini della sinarchia, ma questo è un altro discorso.

Orbene, sia il crociato sia il mujahid hanno perfettamente ragione: ambedue si appellano ad un testo sacro, ispirato da Dio o scritto dal dito di Allah. Che cosa dicono questi testi che, in quanto sacri, sono oggetto di infinita venerazione, poiché custodiscono la Verità? È possibile, richiamandosi ai Vangeli, giustificare la violenza, coonestare un sanguinoso conflitto? Certo: è possibile, è lecito. Non si trovano forse nei Vangeli affermazioni bellicose? “Sono venuto per portare la spada…"

Ovviamente i teologi si cimentano in spericolate, acrobatiche interpretazioni allegoriche per conciliare il “porgi l’altra guancia”, “ama il prossimo tuo come te stesso” con il “sono venuto per portare la spada.” Simili ad azzeccagarbugli, distinguono cavillosamente, sotto l’egida del sottile, capzioso Agostino, tra guerra giusta e guerra ingiusta, tra esortazione al perdono e giustificazione della pena di morte. D’altronde devono trovare una conciliazione dell’aporia, poiché è impossibile che Dio, che ha ispirato gli autori dei Vangeli, si contraddica. Costoro non possono né vogliono ammettere che la Bibbia è un libro umano, troppo umano, che tutte le espressioni dei Vangeli infuocate devono essere ascritte al Messia di David, Giovanni di Gamala, figlio di Giuda il Galileo, mentre gli insegnamenti improntati a valori quali l’amore, il perdono, la fratellanza presumibilmente provengono dal Messia di Aronne, quel maestro di cui, in un antichissimo documento, poi censurato, è citato il nome per esteso, ossia… Yeshua bar Abba, Gesù figlio del Padre. Sembra in ogni caso che anche Yeshua bar Abba fosse favorevole ad un’insurrezione armata contro gli invisi Romani ed i Giudei collaborazionisti. Insomma, non si vuole accettare che i Messia furono due e si tenta, inutilmente, di far quadrare il cerchio.

Se solo si riconoscesse che la Bibbia ed il Corano sono libri umani, forzieri che custodiscono diamanti veri ma anche diamanti falsi, in cui a sublimi ammaestramenti si mescolano superstizioni ed errori (sebbene molti errori siano causati da traduzioni inesatte), se si riconoscesse che furono composti da uomini con tutti i pregi ed i limiti, la loro aura di sacralità si dissolverebbe e nessuno potrebbe, col pretesto di un libro sacro, imporre comandamenti o legittimare le azioni più diaboliche, stringendo tra le mani insanguinate quei volumi divini.

Purtroppo non è così e, citando la Bibbia ed il Corano, è possibile compiere qualsiasi atto, è possibile giustificare tutto ed il contrario di tutto: la guerra e la pace, l’inimicizia e la fratellanza… Dio lo vuole, Dio lo comanda: diventa solo una questione d’esegesi. I teologi ed i loro degni indegni allievi (Socci, Fallaci, Magdi Allam…) diventano dei causidici che si arrovellano per convincere il giudice della loro interpretazione estensiva o restrittiva di questo o quell’altro comma o articolo. “A saper maneggiare le gride, nessuno è reo e nessuno è innocente”; a saper maneggiare i testi sacri, io ho sempre ragione, anche quando ho torto, mentre gli altri hanno sempre torto.

Gott mit uns.

Disobbedire ai rappresentanti di Dio diventa disobbedire a Dio stesso. La schiavitù dell’anima, l’asservimento agli spregiudicati esponenti del clero sono gabellati per fede o, peggio, per spiritualità. Le vittime sono, a volte, i carnefici o, più o meno involontari e consapevoli, sicari degli aguzzini: sindrome di Stoccolma.

“L’albero si vede dai frutti”: nonostante ciò, miliardi di fedeli in tutto il pianeta, si nutrono di quei pomi velenosi e li offrono agli altri. Evidentemente non vedono né l’albero né sentono il sapore dei frutti. Che cosa si può sperare da un’umanità che, se non è completamente, prigioniera del materialismo, si pasce di pseudo-credi e di aborti di spiritualità?

Dall’ambiguità del sacro dunque proviene il carattere totalitario delle religioni che si basano su un testo sacro, infallibile, perfetto. Eppure i Romani avevano inconsciamente compreso tale pericolosa ambiguità, dal momento che sacer in latino significa certamente venerando, santo, ma anche esecrando, maledetto.

19 aprile, 2006

Il cenacolo leonardesco: il Sole e la Vergine

Leonardo da Vinci (Vinci, Firenze, 1452 – Amboise, 1519), dipinse, come è noto, a Milano, nel refettorio del convento di Santa Maria delle Grazie, Il cenacolo. L’opera, compiuta tra il 1495 ed il 1498, è un capolavoro dell’arte rinascimentale.

Come le altre opere del maestro, Il cenacolo, è stato oggetto di innumerevoli indagini, sulla committenza, sugli studi preparatori, sulla tecnica adoperata dall’artista, sul soggetto, sulla composizione, sui restauri eseguiti… L’aspetto su cui vorrei soffermarmi in questo breve contributo è quello iconografico, alla luce del convincimento che Leonardo da Vinci non fu soltanto un pittore, scultore, architetto, ingegnere e scienziato, ma anche un occultista.


L’avventura interpretativa dell’opera comincia quando si comprende che L’ultima cena raffigurata non è solamente l’originale e mirabile trasposizione pittorica di un evento appartenente, almeno in apparenza, alla storia sacra, ma qualcosa di più. Se si rinuncia ad un’esegesi ortodossa e convenzionale, il capolavoro potrà forse rivelare significati inattesi.

Bisogna quindi riconoscere che l’opera va letta a due livelli: quello essoterico e quello esoterico. Il valore esterno si riferisce ad una celebre situazione evangelica: Cristo dichiara, al cospetto dei dodici discepoli, che qualcuno lo tradirà. I seguaci sono sgomenti ed esterrefatti: si interrogano su chi possa essere il fedifrago.

Il significato segreto, forse a sua volta polivalente, invece, si accorda alle concezioni iniziatiche del genio italiano, da considerarsi un eretico, vista la sua devozione per la figura di Giovanni Battista che, come si deduce dai Vangeli canonici e dagli Atti degli apostoli, non fu il precursore di Gesù, ma un suo concorrente. Tra gli altri, i ricercatori Lynn Picknett e Clive Prince hanno messo in luce i contenuti segreti di molte opere del maestro, evidenziando la centralità del Battista. Infatti Leonardo esordì come pittore, dipingendo un angelo all’interno di un quadro del Verrocchio dedicato al Battesimo di Cristo, inoltre il suo ultimo quadro rappresenta il precursore (?) del Messia, infine la sua unica scultura rimasta, eseguita insieme con Giovanni Francesco Rustici, noto occultista, raffigura questo santo. Secondo i due autori, un’analisi credibile delle opere di Leonardo, fa “emergere numerosissime informazioni provocatorie ed inquietanti… simboli e segnali ingegnosi e subliminali… Egli tendeva, sopra ed oltre ogni cosa, alla conoscenza”, una conoscenza occulta condannata dalla Chiesa. Anche se Leonardo non fu Gran maestro del Priorato di Sion, stando a Picknett e Prince, espresse in modo coperto una tradizione antichissima e veneranda, incentrata sul culto del femminino sacro, inteso come principio cosmico. Per questo motivo il personaggio che siede alla destra di Gesù nel Cenacolo non è Giovanni, figlio di Zebedeo, ma Maria Maddalena, consorte del Messia, cui allude anche la gigantesca M, disegnata dal profilo delle due figure, i cui abiti tra l’altro sono degli stessi colori, anche se invertiti.

La congettura secondo la quale accanto a Gesù si troverebbe Maria Maddalena è stata frettolosamente liquidata da storici dell’arte allineati e da teologi. Costoro l’hanno bollata come fantasia, affermando che i tratti femminei di Giovanni (?) si spiegano con la giovane età, che la M è una sorta d’illusione percettiva o una casualità, che altri particolari apparentemente atipici perdono qualsiasi aura misteriosa, facendo riferimento al testo evangelico. La “confutazione” dell’esegesi esoterica lascia il tempo che trova, anche alla luce delle indubbie anomalie di altri capolavori, come, ad esempio, L’adorazione dei magi e La Vergine delle rocce.
In ogni caso, credo che la mia lettura, tesa non a contraddire, ma ad integrare la tesi Picknett-Prince-Brown, darà il colpo di grazia alle interpretazioni comuni e dozzinali, poiché semplice, evidente e consequenziale.


Che cosa volle rappresentare allora Leonardo? Al centro il Redentore rivolge lo sguardo in basso, come assorto, con le mani appoggiate sulla mensa davanti a sé. Egli ha appena pronunciato la fatidica frase: “Uno di voi mi tradirà.” Alla sua destra sei discepoli; altrettanti si trovano a sinistra. Vediamo in ordine i personaggi: essi sono Bartolomeo, che punta le mani sulla tavola, Giacomo il minore, Andrea, con i palmi aperti e quasi nella stessa posizione, Pietro, proteso minacciosamente verso il Signore, Giuda il sicario che si ritrae, Giovanni (?), con il busto ed il capo languidamente reclinati. A sinistra ammiriamo Giuda Tommaso che pare interpellare il Salvatore con l’indice alzato della mano, Giacomo il maggiore, Filippo, in piedi e con le mani sul petto, Matteo, con il busto rivolto verso Simone zelota e le braccia nella direzione opposta, Giuda Taddeo, infine Simone.

In primo luogo, bisogna osservare che i seguaci del Messia sono disposti a gruppi di tre: tale numero ha un valore simbolico, come dodici e tredici, tutte cifre emblematiche all’interno dell’opera. È evidente: i personaggi adombrano i dodici segni zodiacali, da destra (sinistra per chi osserva) l’Ariete, il Toro, i Gemelli, il Cancro, il Leone, la Vergine, la Bilancia, lo Scorpione, il Sagittario, il Capricorno, l’Acquario, i Pesci. Dissento, perciò, da Fabio Delizia che, in un suo pur pregevole contributo, individua il livello astrologico dell’opera, ma cominciando dalla destra dell’osservatore, poiché Leonardo scriveva da destra a sinistra. Questo non è possibile, poiché un conto è scrivere da destra a sinistra, per un motivo su cui è il caso qui di soffermarsi; un altro è stravolgere l’equilibrio della composizione, invertendo la destra di Cristo con la sinistra e viceversa. Inoltre le ingegnose, sebbene poco persuasive osservazioni dell’autore, per identificare la relazione tra gli apostoli ed i segni zodiacali, sono inficiate da premesse errate a proposito dell’inesistente ortodossia del genio toscano, come dalla scarsa dimestichezza con i problemi di esegesi neo-testamentaria.

Nell’ambito di una lettura astrologica, gli apostoli, suddivisi in quattro gruppi di tre, sono le figure zodiacali, distinte in tre segni di fuoco, tre di terra, tre d’aria e tre d’acqua. Cristo è naturalmente il Sole e l’altro personaggio-chiave, alla sua destra è il segno della Vergine. L’accostamento tra i due crea una polarità, un’antitesi-unione tra principio maschile, lato sensu, e principio femminile. Pertanto l’identificazione di “Giovanni” con Maria Maddalena, non è scorretta, purché, per Maria Maddalena, s’intenda non solo la presunta consorte del Salvatore, ma specialmente lo yin, complemento necessario dello yang. D’altronde la compenetrazione degli opposti, la coscienza che nella natura e nella vita agiscono energie complementari è un’idea di molte dottrine esoteriche cui Leonardo alluse in alcune sue opere, come il dipinto raffigurante Monna Lisa del Giocondo. In primo luogo, il nome della donna (in realtà un androgino) contiene quelli di Amon e di Isi, divinità egizie. La Gioconda, poi, è un autoritratto in sembianze maschili-femminili.

La Vergine dunque è uno dei due fulcri del dipinto. Bisogna considerarne, in primo luogo, la valenza astrologica. Illuminanti a tale proposito le parole di due studiosi dell’antica mantica, Antonino Anzaldi e Luigi Bazzoli, parole che sono un’indiscutibile conferma del mio assunto: "Misteriosa l’origine di questa figura zodiacale: nulla, nella disposizione delle stelle, suggerisce l’immagine di una fanciulla, per di più alata. Forse questo personaggio umano fu creato per sorreggere la spiga di grano che si era anticamente vista nella parte sud-est della futura costellazione della Vergine, parte che i Babilonesi chiamavano Ki-hal, spiga. … L’antica spiga di grano fu posta assai presto nella mano sinistra di una fanciulla che fu chiamata in greco parthènos, vergine. Il glifo del segno è una specie di m con una zampetta in più che tende a rientrare nel corpo della lettera, una M ad indicare il termine Mater, madre, poiché la Vergine in principio, probabilmente simboleggiava la fecondità… Ne è indizio la spiga ostentata dalla fanciulla. Ma ancora è stata intesa come onda, simile a quella che, raddoppiata, identifica la figura zodiacale dell’Acquario. Ciò in collegamento con le Grandi madri e l’acqua. Nella zampetta rientrante, poi, si è anche individuata la Luna, sulla scia dell’iconografia mariana (di ascendenza isiaca, preciso io) che spesso mostra la Madonna con la falce lunare ai suoi piedi. Non si dimentichi che la festa di Maria cade il giorno 8 settembre, sotto il segno della Vergine. Non manca infine chi, nel glifo rovesciato del segno, ha ravvisato una navicella, insegna della città di Parigi, posta sotto la protezione della Vergine zodiacale e della Vergine Maria.” (…)

Louis Charpentier scoperse che le chiese gotiche di Francia furono costruite in modo da riprodurre il disegno della costellazione della Vergine. Gli edifici, dedicati tutti a Notre Dame, la Nostra Signora, sorsero su luoghi in cui i Celti veneravano Vergini nere e dove sovente sgorgavano fonti sacre. La ricostruzione di Charpentier ha trovato conferma negli studi di Greg Rigby, che ha esteso l’analisi a località tedesche.


Un filo rosso lega i Templari, che furono i promotori dell’architettura gotica, a Dante, cripto-templare eterodosso, a Botticelli, a Leonardo, seguace dell’eresia giovannita e cultore più che del femminino sacro, dell’androgino primigenio. Con ciò non desidero affermare che la cosiddetta scienza sacra, tanto cara ai cultori della Tradizione, è la dottrina per eccellenza, svalutando, contemporaneamente, altre forme di pensiero, come quello incentrato sulla filosofia razionale e sull’empiria, ma intendo rilevare che, piaccia o no, una linea esoterica ha percorso la storia dell’umanità, simile ad una vena d’acqua sotterranea che, di quando in quando, affiora. Anche gli uomini più logici spesso furono attratti da questa sapienza: da Pitagora, per cui tutto era numero, ma che del numero aveva una concezione mistica, fino agli artisti astratti e concettuali del XX secolo. Questi artisti, infatti, smentendo la loro rigorosa, sistematica, tautologica ispirazione analitica e strutturale, sono sconfinati sovente nella poetica della metafora e in dimensioni spirituali.

L’analisi del capolavoro consente anche di capire per quale motivo sulla mensa imbandita con pani, manchi il vino: Leonardo per dipingere Il cenacolo non s’ispirò ai vangeli sinottici (Matteo, Marco, Luca), ma al Quarto Vangelo (Pseudo-Giovanni) in cui l’istituzione dell’Eucaristia, da considerarsi un sacramento tipicamente pagano, è sostituita dalla Lavanda dei piedi, che è la consacrazione di Gesù (il cui vero nome era probabilmente Giovanni) a re d’Israele. Nel Quarto Vangelo un ruolo fondamentale è svolto da Maria di Magdala (alias Maria Maddalena o Maria di Betania) . Anche ammettendo che questa donna non sia stata la consorte del Cristo, ipotesi per la quale, invece, propenderei sulla base di un’attenta lettura dei Vangeli e di altri riscontri, ella, comunque, assurge a simbolo del principio muliebre, come dimostrato. Questo significa che l’artista e scienziato si sentiva vicino al libricino venato di concezioni gnostiche, da convinto assertore dell’importanza che ciascun vero uomo deve attribuire alla conoscenza. Che cos’è la conoscenza? Comprensione della polarità dei fenomeni, sintesi degli opposti: Il cenacolo non è L’Eucaristia, rito pagano mutuato dal Cristianesimo, né la Pasqua ebraica, mentre il pane è simbolo del sapere, già dall’Alighieri definito “pane de li angeli”.

L’opera di S. Maria delle Grazie è una carta del cielo con Cristo-Sole-Padre al centro e, alla sua destra, Maria Maddalena-Luna-Madre. Il Sole, tra l’altro, si “sacrifica” in concomitanza del solstizio d’inverno, il 21 dicembre. A mano a mano che passano i giorni autunnali, la luce diurna scema sempre più sino al solstizio d’inverno, che è la “morte” dell’astro, destinato, però, di lì a poco a “risorgere”. D’altronde altre osservazioni dimostrano il significato astrologico del testo pittorico: ad esempio, tra i vari discepoli, Andrea è rappresentato in modo da evocare le caratteristiche del segno zodiacale corrispondente, vale a dire i Gemelli. Infatti l’ex pubblicano apre le palme delle mani che risultano quasi simmetriche ad adombrare il glifo dei Gemelli, II, che ricorda il numero due in caratteri romani. In qualche caso il colore delle tuniche allude all’elemento che governa il segno: Giacomo il minore-Toro, segno di terra, indossa una veste color marrone, Filippo-Sagittario, segno di fuoco, un abito rosso-arancio… (cfr infra).

Istruttiva, infine, la disamina della figura di Giuda Tommaso, con il dito indice rivolto verso l’alto, nel classico gesto del Battista: non è un caso se Leonardo attribuisce tale gesto al fratello gemello (carnale o spirituale?) del Signore, per sottolineare forse il nesso tra l’insegnamento di Giovanni Battista e la dottrina spirituale di Giuda Tommaso, cui fu attribuito il cosiddetto Quinto vangelo, che meglio sarebbe definire Primo.

Mi piace concludere questo breve studio con le parole dei già citati Picknett e Prince, per sottolineare quanto sia errato reputare Leonardo soltanto uno scienziato razionalista, alieno da qualsiasi interesse esoterico, come purtroppo pensano gli scientisti: infatti la conoscenza empirica insieme con le nozioni matematiche, da un lato, e sapienza iniziatica, dall’altro, per chi è desideroso di evolvere non sono in antitesi, ma conciliabili, anzi inscindibili.


L’idea di un Leonardo occultista “non è accettata da molti moderni studiosi di formazione materialistico-razionalista, che valutano Leonardo come il primo vero scienziato, un uomo che non aveva tempo per le superstizioni o per coltivare interessi metafisici ed era l’antitesi del mistico e dell’esoterista. Ma essi non hanno voluto guardare ciò che stava chiaramente davanti ai loro occhi.”

Veramente abbiamo i sensi offuscati e la mente obnubilata… e non solo di fronte alle opere d’arte.





Appendice: il significato astrologico dei dodici discepoli


Bartolomeo scatta in piedi, con impeto. Lo scollo della tunica ed il rigonfiamento sopra l’omero delineano il glifo dell’Ariete. L’Ariete è il primo segno: gli si confanno l’impulso iniziale, il movimento, l’energia. Rappresenta, infatti, il primo stimolo dell’energia che comincia a manifestarsi.

Giacomo il minore veste un abito di colore bruno. E’ assiso composto. Il Toro è segno di terra. L’energia si stabilizza.

Andrea ha le mani in posizione simmetrica. Il glifo dei Gemelli è formato da due barre verticali a guisa del numero romano due (II).

Pietro indossa un abito celeste, le braccia si muovono scompostamente. Il Cancro è segno d’acqua, il granchio si muove in modo obliquo.

Giuda riveste nella scena un ruolo negativo. Il Leone è la belva per eccellenza, simbolo di crudeltà infernale.

Giovanni/Maria Maddalena. La Vergine è Mater.

Giuda Tommaso volge il dito verso il cielo. La Bilancia è segno d’aria, simboleggia la giustizia celeste.

Giacomo il maggiore allarga le braccia ad occupare lo spazio di Giuda Tommaso. Lo Scorpione è una grande costellazione, di cui la Bilancia alle origini era solo un’appendice.

Filippo indossa una veste rossa. Il suo nome greco significa “colui che ama i cavalli”. Il Sagittario è segno di fuoco ed è un essere biforme, metà uomo e metà cavallo.

Matteo veste un abito azzurro: ha il capo volto verso destra e le braccia verso sinistra. Il Capricorno è segno di terra, ma possiede anche una natura acquea, perché in origine era il Pesce-capra. Essendo governato da Saturno, signore del Tempo, guarda verso il futuro, ma si protende ancora verso il passato.

Giuda Taddeo è un uomo anziano, dall’espressione saggia. L’Acquario è il “magnifico” nell’astrologia babilonese, dispensatore dell’acqua-sapienza. Simboleggia il progresso spirituale.

Simone indossa una tunica color acquamarina. Tiene il pollice e l’indice della destra a formare una sorta di laccio. Il Pesci è segno d’acqua. Il laccio unisce i due Pesci dell’asterismo.



Opere di consultazione:

A. Anzaldi, L. Bazzoli, Dizionario di astrologia, Milano, 1988

A. Chastel, P. Galluzzi, C. Perdetti, Leonardo, Firenze, 1994

Enciclopedia dell’arte, Milano, 2002

Enciclopedia dei simboli, a cura di H. Biedermann, Milano, 1991

A. Lorenzi, P. Mariani, Bibliografia vinciana, 1964-1974, 1979, 1982

A. S. Mercatante, Dizionario universale dei miti e delle leggende, Milano, 2001

P. Monaghan, Figure di donna nei miti e nelle leggende, Milano, 2004

R. Tresoldi, Enciclopedia dell’esoterismo, Milano, 2002

18 aprile, 2006

La realtà

Durante una delle mie disordinate letture, mi sono imbattuto in un articolo di Johann Fiebag, un biologo tedesco che si è occupato anche di ufologia, soprattutto delle visioni mariane correlate all’azione di presunti visitatori extraterrestri. Deve essere considerato un titolo di merito se, come nel caso di Fiebag, una persona di formazione scientifica da cui ci si attenderebbe una visione della realtà ancorata ai dati verificabili, agli esperimenti riproducibili in laboratorio, alle “leggi” fisiche, ha saputo non dico far tabula rasa di tutto ciò, ma almeno porre tra parentesi i dogmi del positivismo ancora diffusi tra molti esponenti della comunità scientifica, per estendere da pioniere le sue ricerche in regioni di frontiera.

Gli studi di Fiebag condotti sul mimetismo alieno, ossia sulla capacità di ipotetiche intelligenze extraterrestri di apparire, adattandosi alla nostra forma mentis, alle nostre fantasie, paure, immaginazioni, lo hanno portato ad interrogarsi su che cosa sia veramente la realtà. Egli si è chiesto quanto sia reale ciò che noi consideriamo realtà. Forse il mondo, così come noi lo percepiamo, è solo un’ombra di una realtà effettiva: è il modello elaborato dal fisico David Bohm e dal biologo Karl Pribram, i quali sostengono che “il nostro cervello produce una realtà oggettiva, interpretando frequenze che, alla fin fine, sono proiezioni di un’altra dimensione, di un profondo ordine dell’essere che si estende oltre lo spazio ed il tempo. Il cervello è un ologramma che si nasconde in un universo olografico”.

Lo so: nihil novi sub sole. Già Schopenauer aveva considerato il cervello un fenomeno, già Fichte aveva affermato che è l’Io a generare il Non-Io, la natura. Si può risalire fino a Platone ed oltre, sino al velo di maya della filosofia indiana. La novità risiede nella convergenza tra i modelli interpretativi più recenti, ad esempio, quelli della fisica quantistica, e dottrine filosofiche molto antiche. Certo, forse queste teorie creano più problemi di quanti non ne risolvano: infatti, se l’universo è un‘illusione, chi o che cosa la genera? Perché? Se, come reputa Corrado Malanga, un chimico ed ufologo approdato sui lidi brumosi della filosofia, spazio, tempo ed energia sono virtuali, mentre reale è solo la coscienza, da che cosa scaturisce la coscienza? In che senso è reale?

Eppure, nonostante siano numerosi gli interrogativi che sono destinati a non trovare risposta, se non altro, l’orizzonte degli studi filosofico-scientifici, si sta ampliando sicché si comincia ad intravedere una dimensione nuova, sconcertante, complessa, dove le categorie spazio-temporali non hanno alcun valore, una dimensione non paragonabile ad alcunché di conosciuto.

Di fronte a tali prospettive epistemologiche, appare veramente angusto e puerile il punto di vista di chi, come Margherita Hack, i saccenti del CICAP e simili personaggi, è ancora pervicacemente aggrappato ai dati, alle statistiche, alle prove. Sembrano dei preadolescenti che, per paura del buio, come quando erano bambini, si ostinano a dormire con la luce accesa.


Fonti:

J. Fiebag, Il comportamento mimetico degli alieni, Milano, 2005

C. Malanga, Archetipi, 2006

M. Talbot, The olographic universe, New York, 1991

17 aprile, 2006

Povertà evangelica (estratto da Anticatechismo di K. Deschner e H. Hermann)

Il Vaticano possiede enormi investimenti presso gli istituti Rothschild di Gran Bretagna, Francia e Stati Uniti, la Banca Hambros, il Credit Suisse di Londra e Zurigo. Negli Stati Uniti ha ingenti investimenti presso la Morgan Bank, la Chase-Manhattan Bank, la First National Bank di New York, la Bankers Trust Company e presso altri istituti di credito. Il Vaticano possiede miliardi di quote delle più potenti multinazionali, come Gulf Oil, Shell, General Motors, Bethlehem Steel, General Electric, International Business Machines, T.W.A. etc. Facendo una stima prudenziale, nei soli Stati Uniti tali quote ammontano ad oltre 500 milioni di dollari.

In un documento pubblicato come parte integrante di un prospetto informativo relativo ad investimenti obbligazionari, l'arcidiocesi di Boston ha stimato le sue risorse in seicentotrentacinque milioni di dollari ($ 635,891,004), vale a dire 9.9 volte le sue passività. Questo significa un valore netto di cinquecentosettantuno milioni di dollari ($ 571,704,953). Non è quindi difficile risalire alla stupefacente ricchezza della Chiesa, una volta che aggiungiamo gli introiti delle vent’otto arcidiocesi e delle 122 diocesi degli U.S.A., alcune delle quali sono anche più doviziose di quella di Boston.


Per avere un'idea del patrimonio immobiliare della Chiesa universale, si può prendere come riferimento l'osservazione fatta da un membro della Conferenza cattolica di New York, che ha testualmente affermato: “Probabilmente la nostra chiesa è seconda solo al governo degli Stati Uniti, per quanto riguarda il volume annuo di acquisizioni.” Un'altra dichiarazione di un sacerdote cattolico e ripresa dalla stampa statunitense, è forse ancora più eloquente:”La Chiesa cattolica –ha affermato- dovrebbe essere considerata la maggiore azienda negli Stati Uniti. Abbiamo una filiale in ogni luogo. I nostri capitali ed il patrimonio immobiliare dovrebbero essere più cospicui di quelli di Standard Oil, A.T.& T. e di U.S. Steel messi assieme. Il nostro ruolo di contribuenti dovrebbe essere secondo solo a quello degli uffici delle entrate del governo degli Stati Uniti d'America”.

La Chiesa di Roma, una volta sommati i suoi patrimoni, è il maggior agente di cambio del mondo. Il Vaticano, indipendentemente dai vari papi di passaggio, si è sempre di più orientato verso gli USA. Il Wall Street Journal ha affermato che le transazioni finanziarie del Vaticano nei soli Stati Uniti sono state così importanti che spesso riguardavano la compravendita di oro per lotti da uno o più milioni di dollari alla volta.

Il tesoro del Vaticano in metalli preziosi è stato stimato dalla pubblicazione United Nations World Magazine come ammontante a diversi milioni di dollari. Una gran parte di questo tesoro è immagazzinata in lingotti presso la U.S. Federal Reserve Bank, mentre il resto è custodito in banche britanniche ed elvetiche. Questa, comunque, non è che una piccola quota della ricchezza del Vaticano che, nei soli Stati Uniti, è più consistente di quella delle cinque aziende più floride della nazione. Se a questo si aggiungono proprietà immobiliari, azioni e titoli all'estero, la cospicua fortuna della Chiesa cattolica diventa così imponente che risulta impossibile darne una valutazione credibile.

La Chiesa cattolica è il maggiore potere finanziario e detentore di beni oggi esistente. È il maggior possessore di ricchezze materiali, più di qualsiasi altra singola istituzione, azienda, banca, fiduciaria, governo o stato dell'intero pianeta. Il papa, in qualità di amministratore ufficiale di questo immenso Eldorado, è di conseguenza il più facoltoso individuo del pianeta. Nessuno può realisticamente stimare quanto valga il suo patrimonio in termini di milioni di dollari.

16 aprile, 2006

Il silenzio del colpevole

Voi raccontate fole, senza neanche possedere il dono di renderle credibili… Avete alterato tre, quattro volte ed anche di più, i testi dei vostri Vangeli al fine di mettere a tacere qualsiasi tipo di obiezione.

(Celso, Il vero discorso)


Oggi, 16 aprile 2006, è domenica di Pasqua. B 16 ha tenuto il suo primo angelus pasquale da quando è stato scelto come papa. B 16, 16 aprile: è anche il compleanno del pontefice. 16 più 16 dà 32: mi ricorda il trentesimo e secondo grado della Massoneria, che ne annovera 33. Sarà una coincidenza? Può darsi.

Sicuramente non è una coincidenza se l’omelia del vescovo di Roma è stata la solita stucchevole lezioncina di catechismo adatta alle menti vuote di quasi tutti i fedeli. Non sarà giunto il momento di affrancarsi da tutti questi riti e miti pagani di dèi che muoiono, ma risorgono dopo tre giorni, di redenzioni mai avvenute, di sacrifici completamente inutili?

Sicuramente non è una coincidenza se B 16, nella sua generica, sciatta, dolciastra omelia, ha eluso i veri problemi, invocando la concordia tra le nazioni, la pace, la risoluzione del conflitto che dilania il Darfour, un negoziato giusto ed onorevole per dirimere la questione iraniana… Neanche un cenno, nell'ambito della concione, al sangue che sommerge l’Iraq, alle centinaia di soldati della coalizione, reduci e non, mutilati, invalidi, affetti da patologie spesso mortali causate dall’uranio impoverito ed abbandonati dalle istituzioni. Ovviamente il sommo orefice ha evocato l’ombra del terrorismo, ma si è ben guardato dall’additare i veri responsabili ed ideatori di efferati atti terroristici, ossia i suoi amici Boy George, Donald Rumsfeld, Tony Bliar e via discorrendo.

Qualcuno si chiederà per quale motivo insista a denunciare le infinite e gravissime responsabilità di codesto sacerdote di Lucifero, mascherato da “successore di Pietro”. La risposta è molto semplice: mentre io ho manzonianamente i miei quaranta lettori, colui parla ad un uditorio di milioni di persone. Il suo potere è immenso, ma purtroppo è il potere di un “vecchio mal vissuto, che spalancando due occhi affossati ed infocati, contraendo le grinze ad un sogghigno di compiacenza diabolica” rivela “una canizie vituperosa.”. È un potere mal acquisito e mal speso.

Egli, se veramente fosse animato dagli ideali in cui afferma di credere, non esiterebbe un istante a levare la sua voce contro il governo occulto mondiale, ma, poiché si contano sulle dita di una mano i cattolici che conoscono la sua vera natura, può continuare tranquillo la vergognosa e spudorata simulazione, trovando ascolto tra le masse indottrinate di beoti.


Egli, se veramente fosse animato dagli ideali in cui afferma di credere, non esiterebbe un istante per tentare di evitare la guerra che i vertici dell’esecutivo internazionale hanno progettato da tempo.

B 16, però, tace ed il suo è il silenzio del colpevole, mentre il cielo sopra la Città del Vaticano è terso, azzurro. Il cielo sopra la Città del Vaticano non è solcato dalle velenose scie chimiche.

Chissà perché?

15 aprile, 2006

U.F.O. a Monte Bignone

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Propongo alla Vostra attenzione un ennesimo avvistamento di U.F.O., da parte d chi scrive... Insieme a mio fratello, approfittando della giornata soleggiata (la prima da un mese), il giorno 13 Aprile 2006, ho deciso di fare un'escursione nell'entroterra di Sanremo. L'intenzione era quella rilassarsi un po', di riprendere con la videocamera il paesaggio e, se ve ne fosse stata l'opportunità, qualche tanker più basso del solito (A questo proposito, rimando alla discussione sulle Scie chimiche).

Al rientro a casa, nel momento di riversare il contenuto del DVD della digital-cam, mi accorgo che, ancora un volta, ho ripreso un oggetto volante che ha attraversato l'orizzonte ad altissima velocità (presumo oltre i 3600 Km/h, ma invito a farne un calcolo esatto).La cosa più curiosa consiste nel fatto che, analizzando i singoli fotogrammi (l'oggetto è così veloce che la videocamera ha ritratto l'oggetto in soli 4 fotogrammi nell'arco di 12 decimi di secondo), mi sono accorto che nel fotogramma posizionato a 00:00:32, compare una sagoma che solo parzialmente rappresenta l'oggetto, che di lì a pochi istanti (due decimi di secondo dopo), si "materializza".

A voi il giudizio...

I fotogrammi uniti in un file


Il filmato

Il fotogramma 00:00:35...
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Aumento dei casi di tumore al polmone negli Stati Uniti (articolo del Dottor James Howenstine)

Nel 2005 sono stati registrati 175.000 casi di cancro al polmone negli Stati Uniti, ma, tra i mesi di gennaio e di febbraio, sono stati già diagnosticati 172.000 casi. Che cosa può aver causato questo sconvolgente incremento?

Ovviamente il tabagismo non c’entra quasi nulla con un così spaventoso aumento, mentre le radiazioni correlate all’uso di armi all’uranio impoverito nei vari teatri di guerra, (Bosnia, Afghanistan, Iraq), sono quasi certamente all’origine di tale gravissima emergenza sanitaria. Del resto il rapporto britannico Aldermastone, datato 19 febbraio 2006, ha rilevato la presenza di polveri radioattive in Europa.

Il governo degli Stati Uniti non ha rilasciato alcuna informazione circa i livelli di radioattività registrati in Europa né diffonde notizie a proposito del genocidio ai danni delle popolazioni civili perpetrato con armi convenzionali e di altro tipo, con agenti patogeni distribuiti tramite le scie chimiche. Il tutto risponde ad una precisa azione di drastico controllo della popolazione mondiale: si tratta di un progetto deciso ed attuato dalla Commissione trilaterale, dal 33esimo grado della Massoneria, dal Club di Roma, dal gruppo Bilderberg (Prodi ne è un esponente), dagli “Illuminati”, dal Consiglio per le relazioni estere.

È dimostrato che respirare particelle di uranio cagiona tumori polmonari: è il caso dei minatori che spesso sono affetti da tale patologia, laddove il fumo, pur dannoso, non è così micidiale per l’apparato respiratorio. Medici bosniaci hanno dovuto constatare una diffusione allarmante di tumori maligni tra la popolazione né purtroppo sono disponibili terapie efficaci.

Un altro aspetto inquietante è che non esistono sistemi di protezione, quali maschere e tute, che possano difendere dalle radiazioni. Non è poi da escludere che alcune armi biologiche siano potenziate con sostanze radioattive. I pianificatori del Nuovo ordine mondiale sono noncuranti di tutto ciò, poiché evidentemente possiedono dei metodi per prevenire l’insorgenza di molte malattie: del resto David Rockfeller, Zignev Brezinsky, Henry Kissinger sembrano non essere mai stati colpiti da affezioni legate, ad esempio, alla terza età. Invece, recentemente, la moglie di Christopher Reeves, Dana, una non fumatrice che conduceva uno stile di vita salutare, è morta di cancro al polmone all’età di 44 anni.

A causa della circolazione atmosferica, invisibili ma letali sostanze radioattive si stanno spandendo almeno in metà del pianeta: ovviamente i media, controllati dalle élites degli “Illuminati”, censurano queste informazioni ed ignorano il problema. Intanto, complici le istituzioni ed i mezzi di informazione di massa, i casi di tumore maligno sono sempre più numerosi ed è logico prevedere che continueranno ad aumentare.

Fonti:

CNN, American morning program, 8 marzo 2006, Miles e Soledad O’Brien

14 aprile, 2006

Colpevoli ed innocenti

Nessuno è colpevole, nessuno è innocente.

Qualche giorno addietro è stato arrestato Bernardo Provenzano, “capo” della mafia, dopo una latitanza durata decenni. Mentre alcuni agenti lo conducevano verso l’auto della polizia, una folla inferocita accalcata tutto intorno, lo ha apostrofato più volte, urlando “Assassino!”.


Senza dubbio Provenzano è un malfattore, un mandante di delitti, uno scellerato. Lungi da me qualsiasi giustificazione della violenza, chiunque la commetta e per qualsiasi motivo. Provenzano merita un esemplare condanna per i suoi misfatti, ma vorrei si comprendesse che il boss di Corleone assomiglia ad un capro espiatorio di tutti i mali italiani, esposto al pubblico ludibrio, affinché la marmaglia sfoghi le sue frustrazioni ed i suoi istinti belluini su un nemico pubblico ormai incapace di nuocere a chicchessia.

Senza dubbio Provenzano è un malfattore, un mandante di delitti, uno scellerato. Tuttavia anche chi, potente banchiere o piccolo investitore, trae profitti dalla vendita di armi che uccidono o mutilano, come le mine anti-uomo, non mi pare si possa definire un santo, anche se materialmente non ha assassinato nessuno. Certo bisogna distinguere dall’usuraio che scientemente si dedica alla compravendita di ordigni bellici per arricchirsi e per consolidare il suo diabolico potere, da colui che ottiene dei modesti utili da un fondo comune, composto pure da quote azionarie ed obbligazionarie di qualche multinazionale. Il risultato, però, è lo stesso.

“Chi è senza peccato, scagli la prima pietra”. Chi tra noi non è o non è stato, almeno in una certa misura, un omicida? Perché il volgo non ha mai gridato “assassino” ad Alan Greenspan, ad Antonio Fazio, a Mario Draghi? Perché non ci si accorge che, in fondo, tutti quei devoti che, poco fa inveivano contro Provenzano ed ora si accingono a sedere, in occasione della Pasqua, attorno ad una mensa imbandita con piatti di carne d’agnello, hanno anch’essi le mani grondanti di sangue, anche se è “solo” il sangue di un animale?

12 aprile, 2006

Alieni luminosi ( da "Incontri con esseri umanoidi" di Albert Rosales)

Caguas, Puerto Rico, 13 febbraio 2006. E’ notte. Una coppia vide una sagoma luminosa di forma umana che volava sopra l’area. La donna stava osservando la figura radiosa, quando il marito notò che l’aveva seguito sino in bagno, per poi svanire. La donna udì pure delle parole in una strana lingua.

Linderhurst, Long Island, New York, 17 febbraio 2006. Due di notte. Il testimone stava seguendo un programma televisivo e, durante una pausa pubblicitaria, volse lo sguardo alla finestra le cui tende erano tirate. Egli osservò un gruppo di stelle, quando all’improvviso uno degli astri cominciò a baluginare. All’inizio l’uomo pensò trattarsi di un aereo, poiché vicino si trova un aeroporto, ma la stella diventò sempre più grande e, mentre si avvicinava, proiettava una lunga ombra sul terreno. Apparve poi un disco verde luminescente con attorno cinque fulgidi cerchi color arancio. L’uomo, che si sentiva molto nervoso, non riuscì a muoversi. Ricevette poi un messaggio telepatico che diceva: "Sì, siamo qui: sii paziente ed avrai molto da ricordare più di quanto ricordasti quando avevi dodici anni." (A quell’età il testimone era stato protagonista di un avvistamento). L’oggetto sembrò scendere di quota. Fiammeggiò. Infine schizzò via a velocità incredibile.

Vancouver, Columbia britannica, Canada. È il 3 marzo 2006, tra le tre e le quattro di notte, in una casa di cura per anziani, una delle ospiti si svegliò nel cuore della notte e vide due strane creature vicino al letto che le ordinarono di restare dov'era affinché potessero esaminarle lo stomaco. La donna spaventata si rifiutò. Gli estranei apparvero irritati dalla resistenza opposta dalla donna che si alzò dal letto. A questo punto, i due si voltarono per uscire dalla camera: non è chiaro se uscirono dalla porta o se svanirono. Una delle due creature era alta e di sembianze normali, l’altra era, invece, di bassa statura e dall’aspetto strano. Entrambe avevano la pelle luminosa. L’anziana donna è nota come persona lucida e presente a sé stessa. Ella, dopo l’incontro, ha accusato forti dolori alla gola.


Traduzione a cura di Zret

11 aprile, 2006

La svolta

Absit iniuria verbis

In questi giorni i media di regime dedicano amplissimo spazio ai risultati elettorali, con tutti i tediosissimi dibattiti durante i quali i vari politici rilasciano stucchevoli dichiarazioni. Quasi tutti, “trionfatori” e “sconfitti” affermano: “Abbiamo vinto”. Non hanno torto: infatti costoro hanno vinto, mentre la stragrande maggioranza dei cittadini (?) s’illude di aver contato e di contare qualcosa, laddove le vere decisioni non vengono prese certo dai sudditi, ma neppure dai burattini, poiché qualcun altro tempo fa stabilì chi avrebbe dovuto fingersi vittorioso e chi, invece, avrebbe dovuto simulare la disfatta.


Per chi ha preferito far parte per sé stesso, sdegnando “la compagnia malvagia e scempia”, poco o punto importa se il prossimo governo sarà guidato dal maestrino di Bologna o dal messia di Arcore. Per chi è persuaso che la compagine bipartitica, dalle vaghissime parvenze democratiche, è, in realtà, un sistema a partito unico, il vero problema non è costituito dalla stabilità, poiché l’apparato di potere è fin troppo stabile; la questione cruciale non è la politica interna ed estera che connoterà il nuovo esecutivo, giacché il governo si limiterà ad obbedire agli ordini dei signori della guerra.

Sono i guerrafondai, infatti, i detentori del potere: essi sono i padroni che tengono al guinzaglio i cagnolini, i nostri politici, cui mostrano, secondo le necessità, l’osso o il frustino.


Intanto, mentre il popolino s’infervora, s’indigna, s’entusiasma o va in collera, scimmiottando, nel linguaggio e nei modi, i guitti dei partiti, i veri problemi vengono ignorati: il progetto di un conflitto contro l’Iran, con tutte le atroci conseguenze, il genocidio occulto perpetrato attraverso virus creati in laboratorio, i farmaci che avvelenano, le carestie, l’uranio impoverito, la distruzione degli ecosistemi, i cibi geneticamente modificati, le scie chimiche, che omuncoli ignobili la cui tracotanza è pari solo alla loro stupidità, continuano a negare.

In breve, è necessaria una svolta, in primo luogo nel modo di pensare: occorre prendere coscienza che il mondo è governato non da persone incompetenti, ma da individui infinitamente spietati ed ipocriti, al cui servizio agiscono uomini di paglia.


Compreso, interiorizzato ciò, la prossima volta, potremo vedere i seggi elettorali completamente e magnificamente deserti.

10 aprile, 2006

Prossimità culturale (articolo di wyxyx)

Prossimità culturale: così viene chiamato dagli psicologi il fenomeno per cui, come in questo caso con la morte del piccolo Tommaso, siamo emotivamente coinvolti dagli avvenimenti più questi ci sono geograficamente e culturalmente vicini.

Lungi da me il non ritenere l'accaduto un terribile dramma, ma ma è evidente come la "prossimità culturale" sia in questo caso sotto la vista di tutti. Dovremmo forse mettere un nastrino nero o esibere uno striscione allo stadio per ogni bambino che perde la vita nel resto dell'Italia e del mondo? Chi non ha sentito più vicina la guerra in Kosovo, piuttosto che il conflitto di Timor Est?

Quello che voglio dire è di non limitarsi a guardare solo dietro al proprio angolo. Bisogna, infatti, ricordarsi che noi piccoli uomini saremo la fine di noi stessi e che di superiore abbiamo solo la nostra arroganza e stupidità.


08 aprile, 2006

This is not a missile! This is chemtrail tanker!

Chemtrail TankUn amministratore di Wikipedia Italia, dopo aver censurato in toto un mio contributo di immagini e testo, ha commentato che questa foto, rappresenta un missile antiaereo.

L'esperto di aereonautica spiegava: "(...) Quella della scia del KC-135 che cerca le nubi secondo me è semplicemente la foto della scia di navigazione di un missile terra-aria, nulla più...".

Propongo il filmato che dimostra l'ingenua(?) cecità degli oppositori alle nostre tesi... che poi tesi non sono.

http://www.youtube.com/watch?v=6dr0Zgcyn6s

La pagina "Scia Chimica" secondo Wikipedia...

http://it.wikipedia.org/wiki/Scia_chimica

La pagina di discussione:

http://it.wikipedia.org/wiki/Discussione:Scia_chimica

**Straker**

Giuda e la gnosi

Recentemente sono stati tradotti dei frammenti papiracei di un testo gnostico, noto come Vangelo di Giuda, che dovrebbe risalire al II secolo d. C. Il vangelo fu citato da Ireneo, che lo bollò come eretico. Nelle parti superstiti di questo prezioso documento, Giuda sicario non è l’infame, avido traditore del Messia, ma chi svolse un preciso compito, quello di consegnare Gesù ai Romani affinché il piano provvidenziale di redenzione dell’umanità potesse adempirsi.

A mio parere, il ritrovamento nel 1978 del Vangelo di Giuda e la traduzione dei lacerti pervenutici, non cambiano molto lo scenario degli studi neotestamentari, poiché né Giuda né gli altri apostoli sono personaggi dai contorni storici definiti. Credo, infatti, che il discepolo fedifrago sia soprattutto una figura letteraria. Egli riveste un preciso ruolo narrativo: altrimenti, per quale ragione Paolo, le cui lettere sono le testimonianze più antiche del Cristianesimo, affermerebbe che il Signore risorto apparve ai dodici, Giuda incluso? Ignorava l’episodio del tradimento oppure i “trenta denari”, il bacio, il suicidio… erano espedienti narrativi atti a colorire il racconto?


Può anche essere che l’apostolo dei Gentili non fosse a conoscenza dell’azione proditoria e che Giuda, paventando il fallimento della sedizione progettata dal Messia politico, Giovanni di Gamala, abbia deciso di denunciarlo alle autorità romane, ma è ovvio che il brano del Quarto vangelo, capitolo 13, versetti 21-30, cui s’ispirò, per esempio, Leonardo da Vinci per Il cenacolo di S. Maria delle Grazie, è una contraffazione che non possiede alcun valore storico-documentario.

Svanita la speranza di ricostruire un quadro intricatissimo di eventi e leggende, resta la gnosi, anzi restano le varie correnti gnostiche, quell’insieme di dottrine a volte eterogenee, a volte contraddittorie che, tuttavia recepirono qualche insegnamento esoterico del Messia spirituale, poi amalgamato con concezioni egizie, ellenistiche, ebraiche… Alcuni tratti connotano le numerose sette gnostiche: il valore della conoscenza, il dualismo talora esasperato tra materia e spirito, la convinzione che l’esistenza è una caduta, il concetto di un mondo creato non da Dio, ma da un demiurgo, una divinità inferiore.

Lo Gnosticismo fu combattuto strenuamente dalle chiese paolino-costantiniane: se ne schernì il processo ossessivo delle emanazioni, senza comprendere il valore simbolico di certe idee; si condannarono gli eccessi di alcune sette; soprattutto le gerarchie avocarono a sé l’interpretazione dei testi, il rapporto tra l’uomo e Dio, mortificando il difficile ma necessario percorso di ricerca personale.

A distanza di circa duemila anni, mi sembra che alcune di quelle idee, forse deboli sul piano teoretico, possiedano una notevole suggestione. Chi non percepisce, almeno qualche volta, la laidezza della materia? Chi non è assalito dal dubbio che, l’universo intriso di male e di assurdità, sia stato creato da un dio minore? Chi non si accorge che vivere significa essere gettati (Heidegger docet)? Chi non pensa che, non una fede ingenua, acritica, ma la conoscenza sia l’imprescindibile premessa per assurgere ad una sfera spirituale?

La sconfitta dello Gnosticismo, soverchiato dalle chiese nicene, metamorfosi dei culti pagani ellenistici, con tutto il loro coacervo di miti e di riti discutibili, impresse alla storia del pensiero e dell’umanità una precisa direzione, probabilmente una direzione sbagliata.


Sul Vangelo di Giuda, vedi www.galluzzo.it

06 aprile, 2006

A.A.A. cercasi giornalista

Absit iniuria verbis

In questi giorni, l’opinione pubblica è stata bersagliata con le notizie riguardanti la squallida campagna elettorale dominata dalle liti (?) di condominio tra il prode prodi ed il messia di Arcore, ma è stata anche traumatizzata con i servizi sulla tragica e, per molti versi oscura, vicenda di Tommaso, il bimbo rapito ed ucciso da avidi manigoldi.

È ovvio che ai “giornalisti”, tranne qualche eccezione, nulla interessa della sorte di Tommaso, del dolore provato dai genitori né delle migliaia di bambini che ogni anno scompaiono (1): a codesti vampiri importa solo spettacolarizzare la sofferenza altrui, magari realizzando servizi con sottofondo una musica lacrimevole, mentre la voce del gazzettiere vibra di una finta emozione, oppure invitando il padre del piccolo per esibire un’ipocrita empatia. Mi riferisco a quell’insetto molesto che conduce un orribile programma trasmesso dal primo canale della RAI e che, qualche anno fa, in occasione di una pantomima, fece luccicare una lacrima per l’”inattesa” e beatifica telefonata dell’allora papa Giovanni Paolo II.

A questo è ridotta l’”informazione” nel mondo: ad una volgare e spudorata simulazione di sentimenti, ad una farsa dozzinale, ad una fiera delle vanità, soprattutto ad un’ignominiosa e disonorevole adulazione di potenti. Penso che neppure i senatori romani fossero così servili e melliflui nei confronti di certi imperatori tanto invisi quanto incensati.

La responsabilità di quello che succede è anche di coloro che dovrebbero informare, compiere inchieste, denunciare soprusi e, invece, nelle loro interviste prone, nei loro articoli insulsi, pendono dalle labbra di politici spregiudicati, di esperti incompetenti, di calciatori beoti.

Meglio tacere dei direttori, tronfi personaggi, ignoranti e stolidi, incapaci di costruire una sola frase senza incorrere in strafalcioni, che, però, pontificano per indottrinare ed inebetire sprovveduti lettori e telespettatori.

Questa è la mia opinione sui pennivendoli e non la cambierò, finché non leggerò sulla prima pagina di un quotidiano nazionale una verità scritta in caratteri cubitali: ad esempio, BUSH E LA SUA CRICCA HANNO ORDITO E PERPETRATO GLI ATTENTATI DEL GIORNO 11 SETTEMBRE 2001.


(1) Sul tema, vedi D. Icke, Il segreto più nascosto, Diegaro di Cesena, 2001, capitolo 16, Dove sono finiti tutti i bambini?

04 aprile, 2006

Una terra paradisiaca?

Nel 1982 la Watch tower Bible and tract society of Pennsylvania, conosciuta in Italia come "Torre di guardia", organo dei Testimoni di Geova, pubblicò un volumetto intitolato Potete vivere per sempre su una terra paradisiaca. Il libercolo, stampato in ben settantuno lingue e con una tiratura complessiva di trenta milioni di copie, è la summa dell’escatologia elaborata dai teologi della chiesa, fondata su un’interpretazione opinabile e capziosa di vari passi biblici.

Non intendo impegnarmi in una confutazione dell’esegesi del testo sacro proposta dai Testimoni di Geova, per i quali evidentemente tradurre dall’ebraico, dal greco e dal latino, significa tradire. D’altronde in questa prassi di distorsione più o meno involontaria della Bibbia, un po’ dovuta ad ignoranza, ma soprattutto all’intento di nascondere verità scomode e con lo scopo di presentare una visione soggettiva degli eventi (?), i Testimoni di Geova, sono in buona compagnia. Basti pensare a come è reso il Noli me tangere del Vangelo, ossia con un fuorviante “Non trattenermi”, invece di “Non mi toccare”.(1)

Mi prefiggo, invece, di far notare le immagini subliminali di tipo luciferino occultate in alcune illustrazioni del volumetto. A pagina 114, all’interno del capitolo Il pacifico regno di Dio, è inserita un’illustrazione accompagnata da una breve didascalia, che così recita: "Mentre veniva processato, Gesù continuò a predicare il regno di Dio." La figura mostra sulla sinistra Pilato di profilo. Il procuratore, che stringe due rotoli in mano, ascolta Gesù, che puntando l’indice della destra contro di lui, lo ammonisce. Sullo sfondo s’intravedono dei soldati all’interno di un ambiente dalle caratteristiche architettoniche ellenistico-romane, con colonne corinzie ed architravi adornate con greche. La scena ricorda un peplum di secondo ordine, in technicolor, sia per l’enfasi dei gesti sia per la scenografia di cartapesta. Come è naturale, protagonista della scena è il Messia che indossa al di sopra della tunica, una sorta di mantello. Egli, lo sguardo intenso e la mimica espressiva, ha il volto incorniciato dalla barba curata, mentre i capelli non molto lunghi, qua è là si scompongono in ciocche. Osservando la ciocca che copre la parte superiore della fronte, si nota formata dai capelli, un’effigie diabolica con tanto di corna, bocca digrignante e barba biforcuta.

Il capitolo 16 del libricino è intitolato Il governo di Dio comincia a dominare. Ad apertura del capitolo, si trova un’illustrazione di scarsa qualità che rappresenta Gesù attorniato da alcuni apostoli, in uno scenario campestre solo accennato, con un olivo e qualche ciuffo d’erba ingiallita. La didascalia contiene la seguente frase: “Ristabilirai in questo tempo il regno d’Israele?” Nella composizione spicca l’albero dal fusto grosso e nodoso. Tra i nodi ed i fori del tronco, anche un occhio inesperto scorge un orrido teschio.

Probabilmente, avvalendosi di strumenti ad hoc per la lettura metrica delle immagini, è possibile individuare simboli satanici e blasfemi, anche in altri disegni apparentemente innocui e gradevoli. Nondimeno talvolta è sufficiente possedere un po’ di spirito d’osservazione, che è sempre utile e non solo per enucleare messaggi subliminali nelle pubblicazioni dei Testimoni di Geova.(2)


Note

(1) E’ la versione, ad esempio, della Sacra Bibbia, pubblicata dalle Edizioni paoline. Infatti, in Giovanni, 20, 17 si legge: “Gesù le disse: Non trattenermi, perché non sono ancora asceso al Padre”.


(2) Chi fosse interessato ad approfondire l’argomento, può visitare il seguente sito www.scienzeantiche.it Vi si trova, infatti, un’analisi accurata e sorprendente, delle immagini subliminali celate nelle illustrazioni che corredano le pubblicazioni dei Testimoni di Geova.

01 aprile, 2006

Scie chimiche: un fenomeno inquietante

In questi ultimi anni, si è intensificata un’attività che la stragrande maggioranza della popolazione mondiale continua purtroppo ad ignorare. Mi riferisco ai voli di aerei che attraversano i cieli sopra molte regioni del pianeta. L’operazione cominciò negli Stati Uniti nella metà degli anni ’90, per poi estendersi al Canada, ai paesi aderenti alla NATO ed alla Russia. Questi velivoli lasciano, lungo le rotte seguite, delle strane scie che, generalmente, a differenza di quelle di condensazione, non si dissolvono entro breve tempo, ma persistono nell’atmosfera, sino a trasformarsi in nuvole simili agli strati. È un fenomeno evidentissimo, abituale di cui tutti possono rendersi conto, semplicemente alzando lo sguardo al cielo. Su quelle che i ricercatori indipendenti hanno definito “scie chimiche”, esistono parecchi studi di cui riporto i risultati salienti.
Vari studiosi, tra cui Clifford E. Carnicom, il meteorologo Scott Stevens, l’italiano Antonello Lupino, il direttore della rivista Nexus Tom Bosco, hanno investigato gli effetti di queste famigerate scie. Queste le loro conclusioni.

- Le sostanze chimiche rilasciate servono a modificare il clima della Terra per contrastare la formazione degli ammassi nuvolosi e quindi la caduta delle precipitazioni. La conseguenza più evidente è la siccità.

- Gli elementi irrorati determinano una ionizzazione dell’atmosfera in modo da favorire la trasmissione di segnali radio ad uso militare e civile (telefonia mobile).

- Le sostanze generano campi elettro-magnetici che possono danneggiare le membrane cellulari e dunque concorrere all’insorgenza di neoplasie.

- Con i voli sono diffusi nell’aria virus e batteri atti a causare epidemie soprattutto di tipo influenzale.

- I cristalli di quarzo alterano i campi magnetici naturali nonché la risonanza Schumann, influendo sugli equilibri biomagnetici, sul sonno REM, al fine di causare alterazioni dell’umore in modo da indurre comportamenti violenti nelle persone o per condizionarne la condotta.

- Le scie, che si trasformano in una coltre opaca, determinando una diminuzione dell’ irraggiamento solare, servono a danneggiare la fotosintesi clorofilliana. Secondo lo studioso A. Lupino, alcune multinazionali agro-alimentari mirano a cagionare effetti negativi alle colture tradizionali per poi introdurre e vendere sementi o.g.m. resistenti, per qualche anno, a condizioni climatiche sfavorevoli.
Le analisi chimiche condotte hanno accertato la presenza delle seguenti sostanze: bario (proprietà igroscopiche, ossia assorbe l’umidità dell’atmosfera); quarzo (proprietà piezoelettriche. Nel 1881 i coniugi Curie scoprirono che il quarzo, quando era assoggettato a pressioni orientate, sviluppava cariche elettriche positive e negative agli estremi degli assi polari. Un anno dopo Lipmann constatò che questi cristalli assumevano una deformazione meccanica, se sottoposti ad un campo elettrico di corrente alternata. Tale fenomeno, detto piezoelettricità, fu poi applicato alla trasmissione e ricezione di onde sonore subacquee. In seguito il minerale fu impiegato per stabilizzare la frequenza delle ricetrasmissioni. Questo ci fa comprendere che il quarzo ha una correlazione con i campi magnetici ed è usato per lo meno per ottimizzare la ricetrasmissione dei segnali radio. Il quarzo, inoltre, per la sua struttura reticolare, risulta trasparente ai raggi ultravioletti. Vengono perciò distribuiti cristalli di quarzo nell’atmosfera per far passare i raggi che danneggiano le membrane cellulari. Tale effetto si associa a quello provocato dall’assottigliamento della coltre di ozono); alluminio (proprietà riflettenti: le particelle di alluminio, riverberando la luce solare, sono funzionali all’operazione denominata “overcleaf”, vale a dire “copertura”, che consiste in una diminuzione dell’irraggiamento solare col fine di compromettere la fotosintesi clorofilliana, con gravi danni per gli ecosistemi e l’agricoltura).

Il fenomeno deve indurci a porre delle precise domande.

Chi autorizza questi voli? Quanto costano ai contribuenti? Da quali aeroporti decollano gli aerei? È possibile che questo frenetico, costante sorvolo di ampie aree avvenga all’insaputa dei vertici politici e militari? Perché le due o tre interrogazioni parlamentari sulla questione (onorevole Ruzzante) sono rimaste lettera morta?

Appurato in modo inequivocabile che l’attività connessa alle scie chimiche (chemical trails o chemtrails in inglese) non c’entra alcunché né con i normali voli civili né con le esibizioni delle “frecce tricolori”, come dimostrato in modo inoppugnabile, tramite studi accurati, fotografie, filmati, analisi di laboratorio, da meteorologi, chimici, biologi, investigatori indipendenti…, è giunto il momento di agire, di protestare, di levare la propria voce contro questo genocidio occulto.

Sitografia:

Filmati:

Fonti:

V. Gambino, D. Benvenuti, Scie chimiche DVD con libretto, Diegaro di Cesena, 2004 Scie chimiche Cosa accade nei nostri cieli, a cura dell’Associazione culturale SARAS

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