08 maggio, 2011

Il delitto corre sulle microonde

Il segnale del picchio verde

Il 14 ottobre 1976, tutte le comunicazioni radio del globo furono interrotte da segnali radio di forte intensità. Le emissioni erano irregolari e si alternavano frequenze molto elevate a frequenze molto basse.

L'Unione sovietica, dopo essere stata identificata come la diretta responsabile, presentò delle formali scuse a tutti i paesi che avevano protestato. I loro "esperimenti" erano all'origine di questi disturbi. Poco dopo i Russi cambiarono lunghezza d'onda e cominciarono così le emissioni di gigantesche onde elettromagnetiche stazionarie.

I Sovietici avevano usato il "PIVERT", chiamato anche "Woodpecker" (Picchio), a causa del caratteristico suono ritmato che i rilevatori di segnali elettromagnetici avevano registrato. Questo suono assomiglia al rumore che si produce, battendo su una tavola con una penna, a una velocità di 14 colpi al secondo. Pare che il segnale venisse dalle città sovietiche di Riga e di Gomel, dove i Sovietici sperimentavano dei mastodontici generatori ad energia continua basati sulla tecnologia di Tesla. Come bersaglio fu scelta l'ambasciata statunitense a Mosca: tra il personale del consolato molti accusarono disturbi di varia natura (cefalea, insonnia, inappetenza, irritabilità, depressione...); alcuni furono colpiti da patologie, anche gravi, tra cui emorragie cerebrali, ictus, attacchi epilettici e tumori.

La strana morte di Mark Purdey

L'abitazione del medico veterinario Mark Purdey fu incendiata. Un giorno trovò la sua linea telefonica isolata. Un'altra volta vide degli estranei che si aggiravano, con fare sospetto, nei paraggi della sua fattoria. Questi estranei pedinarono a lungo sia lui sia la moglie. L'avvocato di Purdey morì in un incidente stradale, avendo perso il controllo dell'auto su cui viaggiava. E' stato riferito che un giorno l'autoveicolo, con alla guida Purdey, incrociò un autocarro dotato di strane apparecchiature. La morte di Purdey è avvolta nel mistero: il tumore cerebrale che lo colpì fu causato da campi elettromagnetici mirati e potenti?

Da fine ottobre 2010 sino ad aprile 2011 la nostra famiglia è stata coinvolta in una serie di drammatici eventi che, alla fine, nonostante innumerevoli tentativi, hanno portato alla morte di nostro padre, avvenuta il 3 aprile 2011. Molti dei lettori sapranno che nel periodo compreso tra fine novembre 2010 sino al 17 gennaio 2011, mio padre ed io siamo stati a Rozzano (MI), presso il centro ospedaliero Humanitas. Non mi dilungo nei particolari, visto che chi vorrà approfondire, può leggere questa sorta di resoconto in memoria del papà.

Dobbiamo giocoforza, però, ritornare su questa storia, poiché abbiamo il fondato sospetto che nostro padre sia stato, diciamo così... aiutato a morire. Sul tetto dell'edificio di fronte (sette piani - ora disabitato), a 110 metri di distanza, nel marzo 2005, furono installate due antenne di telefonia mobile. Nel settembre 2005 mio padre cominciò a conclamare disturbi motori per un tumore (glioblastoma IV, causato dai campi magnetici della telefonia mobile), che, però, non gli fu diagnosticato. Infatti, sino a dicembre 2010, tutti pensavamo, a causa di una diagnosi sbagliata dei medici sanremesi, al morbo di Parkinson.

_blankUna relazione di causa-effetto tra smog elettromagnetico e cancro al cervello intercorre evidentemente. Fatto sta che il nostro babbo conclamò in modo drammatico il tumore all'encefalo, il Glioblastoma IV, solo nell'ottobre 2010. Per cercare di salvarlo, decidemmo il ricovero in un centro specializzato per questo tipo di neuropatie, l'Humanitas.

Alla fine di dicembre 2010 mio fratello ed io iniziammo a concordare telefonicamente il rientro a casa, affinché fosse tutto pronto per la lunga convalescenza di papà a letto.

Il 17 gennaio 2011 il babbo firmò per le dimissioni. Partimmo alla volta di Sanremo dove arrivammo nel tardo pomeriggio.

Papà quella sera cenò nel suo letto, seguì qualche programma in televisione e si addormentò sereno, finalmente era a casa sua, con la famiglia. Ci sembrava di aver toccato il cielo con un dito: pensammo che l'incubo fosse concluso, ma qualcosa di terribile stava per accadere.

18 gennaio 2011, alle 8:30 di mattina sentii gridare mio padre che accusava un fortissimo dolore al piede sinistro. Visto il viaggio del giorno prima in auto, pensai ad un crampo e cominciai a massaggiare l’arto. Non ebbi nemmeno il tempo di rendermi conto che non era un innocuo crampo muscolare. Vidi, infatti, che papà cominciava a contrarre il viso, a sbattere gli occhi, a serrare la bocca. Nell’attimo in cui compresi, saltando dall'altra sponda del letto, che si trattava di una probabile emorragia cerebrale con attacchi epilettici, il dramma era già compiuto, poiché in quei secondi preziosi papà si morse la lingua, le labbra e si sublussò la mandibola, scheggiando anche due denti incisivi. Dovemmo chiamare subito il pronto intervento. I paramedici arrivarono dopo pochi minuti, mentre le scariche epilettiche di papà si ripetevano ed il sangue schizzava da tutte le parti. Subito lo portarono via. Lo seguii in ospedale. Le crisi epilettiche si avvicendarono per circa 40 minuti, nonostante i sedativi somministrati per “spegnere” le scariche. Il cuore arrivò per un attimo a 150 pulsazioni al minuto, poi si stabilizzò e papà si risvegliò. Una lacrima gli sgorgò dall’occhio destro. Chiamai l’infermiera, che per quei lunghissimi minuti era rimasta fuori, in una saletta adiacente. La informai che papà era appena uscito dalle crisi epilettiche. Lo trasferirono quindi nella stroke-unit.

Incredibilmente l’emorragia cerebrale, con sede nella zona dell’intervento stereotassico e che aveva procurato le crisi epilettiche, non produsse all'apparenza ulteriori danni neurologici. Gli arti si muovevano ancora e papà parlava in modo normale. Soffriva, però, di un’amnesia a breve e medio termine, ma questo sintomo è spesso causato dell’epilessia. In realtà non ricordava più neanche del ricovero a Rozzano.

Una settimana prima del ritorno a Sanremo mio fratello mi aveva comunicato che erano state installate delle nuove antenne sulla palazzina di fronte. Scattò, per fortuna, una serie di fotografie, adoperando la nostra vecchia videocamera Panasonic.

Mio padre, tutto sommato, al rientro a Sanremo, era in buone condizioni. Fatto sta che, solo 14 ore circa dopo il nostro rientro a casa, egli subì una gravissima emorragia cerebrale con annesse crisi epilettiche che si protrasero per un'ora. Caso vuole, una settimana circa prima, sul tetto dello stabile di fronte, era stato aggiunto uno strano apparato, che poi fu, fatto strano, rimosso il giorno successivo al decesso di nostro padre e solo quattro mesi dopo la sua installazione. Si notino il cablaggio avvolto in modo visibilmente provvisorio, il diametro notevole dei cavi e lo strano aspetto e colore dell'"antenna".

Nei giorni immediatamente precedenti al decesso, nostro padre fu colpito da altre due emorragie con crisi epilettiche. Fu la fine. Il 2 aprile entrò in coma ed il 3 aprile 2011, alle ore 23.11, esalò l'ultimo suo respiro.

Ci è stato confermato da diverse fonti "del mestiere" che quel particolare apparato, installato in direzione dei nostri locali d'abitazione per circa 130 giorni ed ora rimosso, è un'apparecchiatura "camuffata" probabilmente con sottile telo che, con molta probabilità è un cosiddetto "quinta banda" e cioè un'attrezzatura militare realizzata ed installata per arrecare danni, mediante fasci di microonde concentrati in una ristretta area. "E' un'antenna con un beam (fascio di emissione) che può variare tra 1 e 2 gradi, a seconda della frequenza di impiego. Di conseguenza a 110 metri di distanza il beam ha un'apertura tale da formare un cerchio elettromagnetico concentrato di circa 3 metri".

In definitiva, si deve pensare che abbiano irradiato in modo indiscriminato l'appartamento ed il più debole (nostro padre) della famiglia ha avuto la peggio.

Visto il chiaro collegamento che esiste tra le microonde e le emorragie cerebrali (oltre che i tumori) e data la strana coincidenza di eventi e fatti relativi alla morte del nostro babbo, la mente va subito ad un amplificatore di microonde. Considerato che ci occupiamo di temi scomodi, propendiamo ad una specie di vendetta trasversale o comunque ad un tentativo di distrarci dalla nostra opera di divulgazione, così come accaduto, in casi luttuosi del tutto assimilabili al nostro, ad altri noti attivisti in questi anni.


NOTA: i nostri numeri telefonici sono sotto controllo e quindi chi di dovere poteva benissimo sapere del mio rientro a casa e predisporsi in modo adeguato.

24 commenti:

  1. Un'analisi sottile delle fotografie del dispositivo antenna puntato sulla vostra casa non lascia adito a dubbi, si percepisce una emissione energetica devastante, anzi consiglio di non guardarle troppo.
    Mi dispiace,condoglianze.
    Che si può dire? purtroppo tutti i demoni delle antiche ere si sono reincarnati in questa fine dell'oscura età del ferro, per la resa dei conti finale. Bisogna chiedere ai nostri cuori il massimo coraggio possibile.

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  2. Grazie infinite, Chon.

    Il redde rationem è vicino ed essi lo sanno.

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  3. Chissà... magari i morti si vendicheranno.

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  4. Zret,
    sono dispiaciuto per la "dipartita" di suo padre e poco posso consigliarle per il passato, se non la compulsione dell'akasha che lei conosce bene.
    Per il futuro, cercando di "aiutare" il karma, consulti, con l'ausilio di un qualsiasi motore di ricerca, il nome della dott.ssa Gabriella Mereu titolare della terapia verbale, od il sig.Adriano Buranello ricercatore della NMG del dott. Hamer, per ogni altra evenienza può frequentare la kinesiologia o la radioestesia o la rabdomanzia.
    Certo di averle fatto cosa gradita.

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  5. Da un glioma non si salva nessuno. E' una di quelle malattie che ti 'fregano' al 110 per cento.

    L'incidente al vostro genitore è tuttavia un fatto assai grave. La vostra intelligenza nonchè capacità di osservazione vi ha reso possibile lo smascheramento degli artefici del misfatto.

    La prudenza a questo punto si impone per forza di cose. E immagino che, senza l'aiuto di enrgie spirituali superiori, non sareste e non saremmo arrivati sin qui.

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  6. E' vero, Paolo, per quanto è un dato di fatto che la massa era regredita di 7 mm. Purtroppo a dare il colpo finale è stata una candidosi sistemica che lo ha consumato come una candela. le ultime 24 ore sono state terribili.

    Ora, ben consapevoli che nessun magistrato farà mai niente, possiamo solo agire come abbiamo sempre agito e cioè mettendo in piazza i crimini di questa gentaglia senza scrupoli.

    Qualcuno di coloro che li proteggono da anni, avrà vergogna? Questa mattina abbiamo avuto le visite della Presidenza del Consiglio, del Ministero del Lavoro e della ASL...

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  7. .....assoluto è crogiolarsi nelle proprie certezze!!

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  8. Straker,
    deduco che lei sia un parente di Zret, dal momento che sono neofita di quest'ostello?
    Ma è proprio certo che non si "esce" dalla candidosi sistemica?
    Si, se non si vuole!
    Il corso naturale della vita termina con l'esaurimento delle energie, ogni altra e qualunque patologia è indice di squilibrio animico, a meno di un trauma, ma anche in questo caso si potrebbe puntualizzare.....
    Simpaticamente

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  9. Chi non ci è passato, fa presto a parlare.

    http://www.scribd.com/doc/53548169/Ho-Cercato-Di-Salvarti

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  10. Mi dispiace tantissimo .... un vero calvario per colpa di chi avrebbe dovuto essere di aiuto, e non un ostacolo, o addirittura causa di sofferenza, per non essere stato capace di fare una diagnosi corretta.
    Da quello che ho letto, posso dire che siete stati fortunati perchè avete avuto il privilegio di crescere con uno degli ultimi uomini, degno di questo nome.
    Marco

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  11. Grazie Marco e dici giusto: papà non si è mai lamentato eppure ha sofferto in modo indicibile e che non posso dimenticare.

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  12. Grazie, Giorgio, dei preziosi consigli.

    Paolo, speriamo che le energie spirituali continuino a sostenerci.

    Grazie Marco, homo sum etc.

    Ciao

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  13. sono molto dispiaciuto per questo fatto,e onore a tuo padre e a te fratello.Anche a me è mancato da un po di anni mio padre,non per un fatto diretto come questo,ma comunque legato alle ingiustizie che questo sistema schifoso non risparmia a nessuno,e che solo un demente puo accetare come normalita.Ma non dobbiamo arrenderci mai,fino all'ultimo io ccombattero,su tutti i fronti,e se moriro,saro contento perchè andro dal grande spirito,e di sicuro si sta meglio di questo inferno.volevo pero ribadire un concetto,come detto da te,è inutile rivolgersi al sistema stesso,come giudici ecc.,io penso che quando si veda una antenna come questa,sarebbe bene andare e sradicarla di persona,tanto non penso sia difficile,anche spacciandosi antennisti,in questo paese di merda penso sia piu facile agire che chiamare chi non verra mai,è ora che si agisca su tutti i fronti.

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  14. Tutto ciò che possono fare è togliere la vita ai nemici, ma questo è sufficiente per i loro scopi poiché il loro fine non è quello di prendersi la vita di tutti i nemici, ma di prenderne alcune strategiche per "distrarre" emotivamente i superstiti, e con questo metodo vincono sempre.
    Uccidendo uno di voi due avrebbero solo creato un martire in più, uccidendo un vecchio vi hanno "distratto" senza darvi maggiore credibilità.

    Se uno muore vuol dire che probabilmente diceva cose scomode e forse anche veritiere, quindi è sempre meglio uccidere uno che non parla.

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  15. Straker,
    non ho puntato la pistola sulla tempia, ho semplicemente suggerito delle terapie possibili a costo ZERO. Facilmente raggiungibili ed accessibili, vede io sono un contadino abituato a valutare i frutti, tutto il resto è noia!

    Zret,
    non considero del tutto peregrina la proposta di white wolf, se ben progettata si può confezionare come la beffa del secolo: farsi giustizia da soli, la magistratura ti può incarcerare senza alcun vero motivo, il caso del prof. Casarotto, allievo del prof. Gallucci, primo ad eseguire trapianti di cuore all'ospedale di Padova, è emblematico.
    L'hanno incarcerato preventivamente salvo assolverlo con formula piena dopo il processo, anche quello d'appello.
    Buona serata.

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  16. White Wolf, non ci spezziamo né ci pieghiamo. Che gli Arconti ed i loro collaborazionisti sprofondino nell'Ade.

    Ciao

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  17. Zret, Straker, siete sempre nel mio cuore. Vi sono sempre vicina. Vi abbraccio forte, vi voglio bene. Caro Zret, bravo: mai spezzarsi, mai piegarsi.

    Ciao

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  18. Grazie amici. Andiamo avanti, per quanto sia difficile, ma andiamo avanti.

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  19. Mi dispiace amico mio, anche se non scrivo da tempo nel mio blog ti seguo sempre. SU questo argomento torneremo presto in quanto sono decisamente curioso ma non ora.
    Un abbraccio da un vs. amico

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  20. Grazie infinite a tutti della solidarietà.

    Ad altiora.

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  21. Antonio,
    cosa conteneva il mio commento di talmente offensivo o di molesto da essere cassato?

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  22. Gentilissimo, in bacheca non abbiamo nessun commento da moderare. Sono problemi della piattaforma che, sovente, si verificano in modo del tutto indiscriminato.

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