05 maggio, 2013

Rose rosse per te

28 aprile 2013, ore 11: 40 circa. Ciak, si gira. In Piazza Colonna di fronte a Palazzo Chigi dove stanno giurando i ministri del nuovo infernale governo, a guida Enrico Letta, si inscena un falso attentato la cui teatrale ed inverosimile dinamica è stata minuziosamente ricostruita nell’articolo “Attentato davanti a Palazzo Chigi: un false flag all’italiana”, 2013.

E’ noto che l’opinione pubblica, già restia a diffidare delle versioni ufficiali, è ancora più incredula di fronte agli indizi esoterici che gli autori di delitti veri o fittizi amano disseminare. Nondimeno queste “briciole occulte” possono essere utili per delineare il disegno criminoso e per definire la psicologia morbosa dei mandanti.

Passiamo dunque in rassegna queste tracce che denunciano la matrice dei “fatti” occorsi a Roma.

• Il protagonista, tale Luigi Preiti, nella fiction, è un muratore: questo particolare sembra riferirsi alla Massoneria deviata. “Massone”, infatti, significa “muratore”.

• Egli è originario di Rosarno: nella cittadina calabrese troviamo codificata la rosa, emblema ricorrente negli omicidi rituali e nelle altre efferatezze perpetrate dalla Confraternita della Rosa rossa, una nefanda setta che, fingendo di richiamarsi alla tradizione iniziatica dei Rosacroce, ne distorce i simboli e ne perverte gli scopi. A tale proposito si considerino le inchieste della Carlizzi e di Paolo Franceschetti.

• La presunta consorte di Preiti si chiama Ivana Dan. Il cognome Dan, probabilmente di ascendenza ebraica, è molto raro - in Italia sono solo 32 - e parrebbe alludere ad una ritualità occulta intessuta di adombramenti israelitici nei nomi: si pensi all’assassinio del piccolo Samuele, reato inquadrato in uno scenario magico dal compianto Giuseppe Cosco, sulla base di particolari che accennano a simboli e reminiscenze del giudaismo. La tribù di Dan è una delle cosiddette tribù perdute d’Israele: è plausibile che fosse di origine indoeuropea, coincidente con un “popolo del mare”.

• Il figlio della coppia ha undici anni. Il numero 11 è, come è risaputo, la firma dei Fulminati. Tale cifra si rintraccia pure nell’orario del false flag, le 11:40. Bisogna, però, riconoscere che potrebbe essere una mera coincidenza.

Ulteriori analisi della pantomima permetterebbero di enucleare altre spie segrete. Per ora ci siamo limitati a portarne alla luce qualcuna, come contributo complementare alle indagini di chi ha già dimostrato, senza tema di smentita, che gli “avvenimenti” di Piazza Colonna, di Boston etc. sono teleromanzi. Alla fine le innumerevoli trame del sistema saranno scoperte e denunciate, poiché Nihil occultum quod non scietur, Non esiste nulla di nascosto che non sarà palesato.

Pagella del film

Regia: 4. Si rischia di essere surclassati da un Vanzina qualsiasi.

Sceneggiatura: 6. Si può migliorare.

Attori: 3. La “figlia” del Carabiniere Giangrande dovrebbe capire che un curriculum come Lucia Mondella nelle recite scolastiche non è sufficiente per essere credibili.

Effetti speciali: 2. Sembrano gli effetti di una pellicola fantascientifica italiana degli anni ’60.

Giudizio complessivo. Preferiamo le produzioni di Moccia: almeno l'atmosfera trasteverina è romantica e non da Stephen King di quart'ordine.


Antonio Marcianò - TUTTI I DIRITTI RISERVATI

APOCALISSI ALIENE: il libro

La squola della Gelmini - di Antonio Marcianò - Gemme scolastiche da collezionare

30 commenti:

  1. Questo articolo è dedicato a quel coglione di Axlman, per gli amici assman.

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  2. Axlman non e` un coglione.E' semplicemente un po' ritardato, lo testimonia la sua insegnante di sostegno alle differenziali.

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  3. Un post molto preciso e dettagliato. Tutti questi falsi attentati che si susseguono, mentre si tace sulle stragi reali (Siria, Pakistan ecc). Orrori di una politica asservita al male.

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    1. Il cerchio intorno alle Siria si sta stringendo: i media asserviti ai satanisti cianciano di armi chimiche che sarebbero state usate da Assad, Israele è sul piede di guerra, quello lì, l'indonesiano, il premio Ignobel per la "pace", smania per un intervento "umanitario". Cercano un casus belli.

      Nel frattempo il califfo di Roma, Francesco, ci ammannisce dolciastre banalità alla libro "Cuore".

      Ciao

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  4. Ciao Zret. Dano è una delle dodici tribù di guida, quella da cui proverrà, secondo la Bibbia, l'anticristo.

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  5. E' così. Molti storici ritengono che la tribù di Dan, già poco numerosa, si fosse estinta o mescolata con altri popoli della Palestina e della Terra di Canaan. E' difficile stabilire se sia sopravvissuto qualcuno di questa tribù. Vero è che le si attribuisce l'apostasia, ma forse perché la conversione al giudaismo fu superficiale. Sulle presunte origini indoeuropee di Dan ed Issacar, esistono molto studi, ma non credo avvalorati da riscontri genetici.

    Grazie della precisazione.

    Ciao

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  6. Sembrerebbe che Sansone facesse parte della tribù dei Dainti.

    Non ebbero grande successo nelle avventure marittime, difatti gli Amorrei li scacciarono, costringendoli nelle montagne di Efraim e Giuda, e da li si dispersero; la frase "da Dan fino a Bersabea" è solo indicata come zona geografica.

    Il nome Dan, viene ancora menzionato un paio di volte in Davide nel libro delle cronache.

    Era il quinto figlio di Giacobbe, la sua tribù viene menzionata nella Treccani come la seconda come importanza numerica dopo l'Esodo, Giuda la prima.

    Ciao

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  7. Lo scritto apocrifo "La lettera di Lentulo", in voga nei secoli XIV e XV, lettera che Lentulo (indicato quale favoloso predecessore di Ponzio Pilato), avrebbe inviato all'Imperatore di Roma (ma che certamente è perlomeno successiva a Costantino per come vengono contati i mesi degli anni), riporta questa descrizione di Gesù: "A Tiberio Cesare salute. Eccoti maestà la risposta che desideri. È apparso da queste parti un uomo d'eccezionale potenza, che chiamano il Grande Profeta. I suoi discepoli lo appellano Figlio di Dio. Il suo nome è Gesù. In verità, o Cesare, ogni giorno si sentono cose prodigiose di questo Cristo, che risuscita i morti, guarisce ogni infermità, e fa stupire Gerusalemme con la sua dottrina straordinaria. Egli è d'aspetto maestoso, con una splendente fisionomia piena di soavità, talché coloro che lo vedono lo amano e lo temono ad un tempo. Dicono che il suo viso roseo, con la barba divisa in mezzo, è di una bellezza incomparabile, e che nessuno può fissarlo a lungo per lo splendore nei lineamenti, negli occhi ceruli, nei capelli biondi scuri. Egli è simile alla madre, che è la più bella mesta figura che si sia mai vista da queste parti..."
    Non è che intenda sostenere tale tesi tanto più che sull'aspetto reale di Gesù non si hanno certezze, c'è però tutta una diatriba sulle sue fattezze.
    Secondo alcuni dovrebbe avere canoni semiti, non dovrebbe essere biondo ramato, e tutte le sue immagini di tipo ariano sarebbero invenzioni derivate dall'aspetto prevalente dei crociati normanni.
    Per contro è da leggere la descrizione delle fattezze di Davide, che dimostra l'esistenza anche in Israele 1000 anni prima di Cristo di tipi d'aspetto fuori del cliché dei semiti.
    "[Davide] era biondo (biondo, fulvo, rossastro è 'admonì), aveva dei begli occhi e un bello aspetto." (1Samuele 16,12; Vedi: il paragrafo "La bellezza di Davide" in "Gerusalemme la città del gran re")
    Ciò porta a pensare, che migrazioni celtiche e indo europee molto antiche avvennero anche in Medio Oriente.

    Per entrare nel tema che m'interessa portare avanti con questo articolo può essere importante seguire in Europa e nelle vicinanze la bi consonante DN che in ebraico caratterizza la tribù di Dan combattente e marinara:
    si trova nel nome di fiumi quali Don, Danubio, Dnieper;
    appare nello stretto dei Dardanelli;
    è formativo nei nomi di alcuni popoli Danai e poi i Danesi, "Dan-mark" o Tribù di Dan, antenati degli Irlandesi, che adoravano la dèa Danu e Odino.
    È un caso o una traccia?
    È poi da ricordare che "dinamico, dinamismo, dinamite" contengono quella bi consonante DN dal greco "dynamis" che corrisponde a forza potenza, "dynastes" a dominatore, "dynasteyo" essere principe, imperare e "dinasta" signore.
    Gli Achei, in greco , sono detti anche Argivi, dalla città d'Argo o anche Danai, ossia "figli di Danao" che dagli storici ed archeologi sono associati ai Micenei, dalla città di Micene in Grecia.
    Nell'Iliade di Omero gli Achei che presero parte alla Guerra di Troia sono chiamati anche , "Danaoì" della tribù di Danao.
    Recente è anche la tesi che s'appoggia sulla toponomastica e su tracce nei poemi di Omero che portano a collocare la guerra di Troia nel Mar Baltico e non nell'Egeo e quindi nei pressi della Danimarca.

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  8. http://www.bibbiaweb.net/lett135a.htm

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  9. E' probabile che i Dan venissero dal nord Europa.

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  10. Nell'Etiopia contemporanea, esistono i Beta Israel, un gruppo di Ebrei che si dichiarano discendenti dalla Tribù di Dan.
    Il Melis che tanto ha scritto sugli Shardana riporta che Eldaa Hadani, chiamato il Danita, scriveva nel 883 d.C. che i Falasha sarebbero Daniti emigrati dopo la separazione dei due Regni e la loro bandiera è bianca con la scritta nera "Shema, Israel, Adonai elohenu Adonai echad".

    Lo storico Keating collega la storia d'Irlanda ai daniti che s'insediarono fuggendo dalla Grecia scacciati dai siriani: "I Tuatha (Tribù) di Danaan, quando videro che i nativi vennero sconfitti dai siriani fuggirono via dal paese, per paura di quegli invasori e si fermarono solo quando raggiunsero la terra di Lochlinn (Scandinavia), dove furono accolti e benvoluti dalla popolazione, grazie alle loro molte scienze e arti... Dopo aver passato molto tempo in queste città si spostarono nell'Alba del Nord (Scozia) dove continuarono a stare per 7 anni a Dobar e a Iardobar."
    Le leggende irlandesi identificano i Figli di Dana con la tribù Israelita di Dan che dalla Scandinavia si mosse anche verso l'Irlanda.
    Nell'isola di Cipro, conosciuta come Yadnana, che significa "isola di Dananu" alcuni toponimi come l'egiziano "Keftiu" e il semitico "Kaftor" o "Caphtor" e "Kaptara" (nei documenti d'archivio della città siriaca di Mari) corrispondono a nomi antichi di zone della Scandinavia come fosse la "Cipro dell'Oceano Atlantico".
    L'ipotesi è che da Dan sarebbero partite più spedizioni una delle quali occupò l'area del sud est della Turchia e dell'isola di Cipro, altre andarono verso le loro antiche terre del Baltico e da lì anche in Irlanda.

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  11. Molto interessante Zret, di Troia e della sua guerra ne ero al corrente, ne abbiamo parlato tra queste pagine tempo fa e della posizione geografica molto più a nord di come viene segnalata.

    Grazie delle chiarificazioni.

    Ciao

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  12. Tra l'altro il simbolo della tribù di Dan era il serpente o drago, animale tipico dei popoli settentrionali. Preciso che le informazioni riportate sono tratte dal sito Edicolaweb, portale che purtroppo da tempo non è più aggiornato.

    Ciao

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  13. Volevo fare una osservazione di poco conto, frutto probabilmente della paranoia complottistica che ho sviluppato nel corso degli anni :-)

    ROSARNO deriva dalla composizione di due nomi:

    ROSA e ARNO, il fiume che bagna Firenze.

    Potrebbe forse significare "La Rosa dell'Arno"? Stando alle ricerche dell'ottimo Franceschetti, la Rosa dell'Arno sarebbe proprio la Rosa Rossa perché è a Firenze nel periodo di Dante che l'organizzazione si è costituita.

    Comunque secondo Franceschetti gli iniziati "lavorano esotericamente", cioè usano la magia, per fare in modo che il sacrificio umano, l'attentato o quant'altro vada a buon fine.

    Correggetemi se sbaglio.

    - Luca

    PS: Complimenti per il Blog e per il lavoro di informazione che svolgete nonostante tutte le difficoltà.

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    1. E' possibile. Vediamo che cosa ne pensa mio fratello.

      Ciao!

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    2. Occultista, è possibile che il toponimo Rosarno codifichi pure l'allusione a Firenze. Come precisa Franceschetti nel libro dedicato al tema, Dante ed i Fedeli d'amore, la cerchia iniziatica medievale, nulla hanno da spartire con le esecrande sette che perpetrano delitti innominabili. I farabutti hanno scimmiottato simboli e liturgie di confraternite esoteriche per ammantarsi di nobiltà. Firenze è certamente importante per codeste nefande camarille: si pensi agli omicidi del mostro dietro cui si nasconde una spaventosa congrega dedita a rituali ed a cerimonie di bassa magia.

      Ciao

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  14. Premetto di non aver segiuto gran che la vicenda dell''attentato' davanti a Montecitorio. Trattandosi evidentemente di un volgarissimo 'fake', le condizioni del brigadiere Giangrande - come ebbi già a notare sull'altro blog - dovrebbero 'migliorare' gradualmente fino ad esorcizzare al cento per cento gli effetti della pallottola che avrebbe colpito il collo.

    E infatti puntualmente è stata diffusa ieri la notizia secondo la quale 'Giangrande comincia a muovere questo e quello' e magari sta pure riacquistando la sensibilità di qua e di là.

    Così stando le cose scommetto che fra un paio di mesi si sarà rimesso in piedi in piena forma e l'anno prossimo il Giangrande andrà a correre la maratona di New York. Miracoli del regime masso-orwelliano.

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    1. Eh sì, Paolo...

      Tra l'altro, quando vi sono lesioni spinali, è ben difficile che il paziente poi "inizi a muovere le spalle". Semmai un dito del piede o della mano e non "le spalle"!

      Due risultati da questa farsa li avremo: a) Un eroe salvo per bontà divina; b) Dei chirurghi luminari che, primi ed unici al mondo, risolvono una lesione midollare con un paio di bollettini medici.

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    2. Aderisco in toto a questa interpretazione.

      Ciao

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  15. Il negazionista dell'olocausto, Task force butler, ha scritto, con la sua prosa sciancata, una congerie di sciocchezze.

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    1. Cosa ti aspettavi da uno che come nickname usa butler? (maggiordomo, valletto, domestico) Il tizio non fa altro che ribadire la sua condizione di totale asservimento ai poteri forti, ma sono convinto che alla fine perderanno la guerra.

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    2. Uno psicopatico al servizio del regime.

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  17. A proposito: una foto di Giangrande ricoverato in ospedale non mi pare sia mai stata diffusa.

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  18. Esistono ottimi programmi per il fotoritocco, Paolo.

    Ciao

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