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27 giugno, 2008

Aldo gradimento

Un noto sito che consente ai vari utenti di pubblicare i propri articoli o di rilanciarne altri tratti da vari portali, rivela spesso il livello infimo degli Italioti che, approfittando di questo strumento, inseriscono le pasquinate più ridicole, commentano in modo demenziale, si pavoneggiano, credendosi Enrico Mentina, Barbagianni Riotta, Vito Capuozzo, Umberto Ego, Sergio Ronano, Vittorio Zucconi... Che bei modelli!

A parziale discolpa di questi scombiccheracarte, bisogna ricordare che il Ministero della pubblica ignoranza si è distinto recentemente, proponendo ai candidati degli esami di stato una traccia con un lirica di Montale in cui un amico dell'autore ligure è stato trasformato in una donna angelicata. E’ vero che oggi vanno di moda i transgenders, però…

In primo luogo, gli svarioni non si contano: "un'altro" scritto con l'apostrofo e "cospiqui" con la q sono all'ordine del giorno, ma questa è solo la punta dell'iceberg. Molti improvvisati giornalisti, nella foga di riportare la notizia o per ignoranza, storpiano le parole con effetti involontariamente comici, come Alla ricerca della barca perduta (recensione del noto film di Spielberg: forse il recensore si è confuso con l'arca di Noè), Mal di cesta (sono preziosi consigli contro la cefalea), Lievitazione magnetica (sarà una pagnotta con un dispositivo antigravitazionale), Il decreto di lecce contro gli zingari (sarà stato promulgato dal sindaco della città pugliese), I gestori telefonici fanno soldi a patate (con i chiari di luna che ci attendono, viene da esclamare: Beati loro!), Crema pasticcera: alcuni cani(?) parlano (Saranno stati intervistati dei parlamentari sul menu offerto dal ristorante della Camera?).

E' un gustoso campionario di amenità, con articoli scritti talvolta da personaggi deliranti, improbabili, da macchiette alla Marx. Non sorprende poi di rilevare quali sono gli articoli più votati e commentati, quali sono i temi che maggiormente attirano quest'orda di cronisti ed opinionisti: i fantasiosi riporti di Schifani, le poppe della Seredova, la ricetta per la Sacher, i mirabolanti gol (sic) di Gattuso... Lasciamo che si divertano; sono uno spasso.

Altri, invece, sensibili ai problemi ambientali, invitano con sincero accoramento tutti i lettori a non lasciare il televisore in standby per evitare un incremento di emissioni di ossido di carbonio (sic) nell'atmosfera. L'ha consigliato pure grillo! Non mancano gli intellettuali e gli esperti che, esibendo competenze degne di Heidi, pontificano su tutto: dispensano dotti consigli su come curare la stipsi del cagnolino di Brag, ricordano che il prezzo del petrolio aumenta a causa di un rialzo dei prezzi delle materie prime, insegnano che l'energia nucleare non è dannosa, perché tanto siamo attraversati costantemente da miriadi di neutrini, propugnano il bando dei cloroidrocarburi (sic) da cui dipende il buco dello zono (sic), tessono le lodi del romanzo d'appendicite Il cingolo di Foucault, credendo di dimostrare, in questo modo, che Andreotti è un chierichetto.

Non mancano gli invasati che berciano contro Donadoni, reo di non aver portato l'Italia alla vittoria nei Campionati europei di calcio. Nel caso del pallone, gli Italioti, si infiammano quasi come i sostenitori di Walter, intenti ad aggredire, ma "pacatamente e serenamente", i fans di Silvio lo gnomo e viceversa. Il calcio, si sa, è l'oppiaceo per eccellenza.

Comunque vorrei anch'io introdurre un testo comico. Un giorno o l'altro lo farò. Lo potrei intitolare: Scoperta del secolo, anzi del millennio: Rocco Buttiglione è un filosofo.



TANKER ENEMY TV: i filmati del Comitato Nazionale

Trattato di Lisbona: firma per chiedere il referendum

13 gennaio, 2007

La cena delle vanità

X Y è il conduttore di una delle più abominevoli trasmissioni della RAI, ***. La leggenda narra che X Y, dopo essersi laureato (potenza del CEPU) alla Bocconi, si sia specializzato in arte italiana del XX secolo. Nel programma, X Y interpreta il ruolo dell’anfitrione che, con modi affabili e conversevoli, intrattiene gli ospiti, colloquiando di arte e di varia umanità.

Non credo si possa immaginare persona più frivola di questo critico d’arte fallito. È pur vero che i critici sono quasi sempre dei parassiti che costruiscono cerebrali elucubrazioni solo per ostentare la loro vanità di pseudo-intellettuali snob, ma costui supera tutti per supponenza, ammantata, però, di sdolcinata amabilità. Questa ipocrisia lo rende insoffribile, almeno quanto i suoi commensali, gentildonne incartapecorite ed ingioiellate come tenutarie di postriboli fin de siécle, tronfi intellettualoidi, parvenus di una volgarità sconvolgente, rampolli degeneri di stirpi slombate. È proprio la volgarità la cifra di questo programma, intesa come pacchiana ostentazione di un prestigio che deriva solo dal denaro e dal nepotismo più sfacciato.

Da dove spunta questo vanesio che è convinto di essere un fine conoscitore della pittura, della scultura e dell’architettura di ogni epoca e luogo? Come sopportare la sua erre viscidamente arrotata ed i suoi discorsi melliflui ed inconsistenti? Come resistere per più di un paio di minuti di fronte allo spettacolo laido di *** che incarna l’infinita dozzinalità ed il fatuo sussiego dei personaggi descritti da Gadda nella Cognizione del dolore? Sembra proprio di vedere la crassa borghesia insubre assisa attorno a laute imbandigioni ed impegnata in melensi conversari. È il ritratto perfetto di un’umanità sfatta, corrotta fino al midollo, consumata dal vuoto interiore, nonostante, anzi per via di modi che vorrebbero essere signorili e sono stucchevoli sino a causare conati irrefrenabili.

Come definire costui? Non è neppure uno zerbinotto svenevole. Ricorda semmai un flaccido eunuco che ronza attorno a donne bellissime, uno spadone intento ad intrattenerle con facezie pronunciate con voce querula, ancheggiando e sbattendo femminilmente le palpebre.

Non è un oltraggio il pagamento del canone RAI per assistere a tale scadente vaudeville?

Che dire, infine, degli sperticati sproloqui con cui X Y esamina le opere dell’ingegno umano? Per commentarle conosce un solo aggettivo “commovente”. Davvero commovente questo personaggio… perché è patetico.

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