24 aprile, 2007

Oscillazioni

La felicità è nello spazio tra due attimi (W. Blake)

Schopenauer affermava: “La vita è un pendolo che oscilla tra il dolore e la noia”. Aggiungerei che, se, per qualche miracolosa circostanza, ci è dato di assaporare una gioia, essa è come una goccia che si può spremere solo dal frutto acerbo della sofferenza. Infatti quel poco di felicità che ci è concessa è solo un’effimera soddisfazione, risultato e meta di sacrifici e patimenti spesso indicibili. Tuttavia, subito dopo, ci incalza di nuovo un senso di vuoto e di tedio, per fuggire il quale ci tuffiamo tra i marosi dell’esistenza.

Allora ha ragione Umberto Galimberti, quando osserva che lavoriamo, affannandoci, soprattutto per seppellire l’angoscia. L’angoscia è la condizione normale di chi sente l’inadeguatezza del mondo e la precarietà dell’esistenza. È il sentimento di chi oscilla continuamente tra la coscienza dell’assurdo e l’estenuante ricerca di un senso.

Un istante ci sembra che tutto sia inutile ed insensato; l’istante successivo ci pare di percepire la luce dietro le cose mute. Ora sprofondiamo nella “morta gora” del disincanto; ora respiriamo l’aria purissima e tersa di un'emozione. Ora ci nutriamo delle parole amare dei “pessimisti”, da Lucrezio a Leopardi, da Schopenauer a Cioran; ora ci lasciamo sedurre dai filosofi e dagli iniziati che spiegano la presenza del male e prospettano un mondo in cui regneranno l’armonia e la serenità. Adesso la storia e la natura sono caos; adesso sono kòsmos.

Paolo a tale proposito, nota: “Il disordine, ci ricordano i Saggi, non è che un caso particolare dell'Ordine generale, una defaillance momentanea e persino breve, se rapportata alla scala dei tempi cosmici. Esso inevitabilmente contribuirà alla restaurazione di un kòsmos vale a dire di un nuovo ordine (che ovviamente si trova agli antipodi del satanico Nuovo Ordine Mondiale caldeggiato, accarezzato e vagheggiato dalle attuali gerarchie della Chiesa Romana), di una nuova armonia fra l'uomo e la Natura nonché fra l'uomo ed il suo Creatore”.

Così ondeggiando tra poli opposti, tra l’Inferno ed il Cielo, scorrono gli anni, mesi, i giorni, le ore, i minuti e non sappiamo se sia più accorto chi ha rinunciato alla speranza o chi la coltiva amorevolmente ed innaffia questo fragile, profumato fiore.

17 commenti:

  1. Se il nostro sentire l'avvicinarsi dell'oscuro nuovo ordine mondiale, non ci impedisce di sperare comunque nella venuta di una
    'nuova armonia fra l'uomo e la Natura nonché fra l'uomo ed il suo Creatore', sigifica che deve andare così.
    Come una tempesta si porta via ,alla fine, le nuvole nere che l'hanno alimentata, lasciando posto ad un cielo limpido e puro, così la malvagità del nuovo ordine mondiale, al suo culmine, porterà con se, nell'oscurità da dove è venuta, tutto cio che di cui si è nutrita, quindi anche tutte le forme-pensiero corrotte di chi ha partecipato attivamente o di chi si lasciato ingannare dal sistema sinarchico perchè ha trovato più comodo e remunerativo dar retta a satana che ricercare con fatica e sacrificio il proprio io divino.
    Sicuramente la tempesta farà dei danni, ma poi lascerà spazio ad un nuovo cielo, sotto al quale sarà possibile costruire una nuova vita.
    E' ancora decisamente troppo presto per far previsioni ... si vedono un po' ovunque le nuvole nere, ma la tempesta deve ancora cominciare.

    Ciao
    Adanos

    RispondiElimina
  2. Grande amico zret cosa aggiungere alle tue splendide parole che mettono in risalto un dramma così vasto ma spesso taciuto da tutti?

    Solo questo: "Inutile riempirsi la vita di pesi inutili che ci sembrano essenziali ma che in realtà non lo sono affatto. L'apparire, le velleità, l'ego,
    la malizia, la possessione di oggetti, la possessione di corpi utilizzati solo come ricettacolo di spesso insani desideri. Poi una volta usato tutto questo o essendo nel contempo usati si ricomincia da capo alla ricerca della effimera felicità di un attimo. Come una droga mortale lentamente ci avvince e ci cristallizza all'interno del nostro piccolo bozzolo considerato il centro dell'universo. Mi seri uomini che siamo.. chi ci libererà dall'errore che ci avvince e ci rende schiavi? Esiste una sola possibilità.. e si può fare".

    Un saluto ad adanos e i suoi bei pensieri e un fraterno abbraccio a te zret.

    B O J S

    RispondiElimina
  3. Dolore, noia, tristezza, effimera felicità e ancora inferno, avidità, umanità e compassione. Stati della mente, passaggi da un’esperienza emotiva all’altra. Cosa genera questo altalenante susseguirsi di moti dell’animo e quale potrebbe essere la via d’uscita da questa situazione che apparentemente sembra tenerci inchiodati in questa landa desolata, giusto per ricordare qualcuno? Sono le nostre forme-pensiero, il continuo incidersi di pensieri, parole e azioni personali nella nostra coscienza. Spesso, queste azioni sono, purtroppo, determinate dalla sofferenza individuale e dall’oscurità fondamentale non fanno altro che generare altra sofferenza. La vaga melanconia che pur ci pervade scorrendo i versi di Lucrezio e Leopardi, la tensione alla conoscenza che sperimentiamo leggendo Schopenauer sono una pausa, una riflessione sulle orme di chi ha voluto, prima di noi, indagare nei misteri della vita; eppure, ritorniamo alle cose di sempre e alla nostra vita, risucchiati nel vortice doloroso dell’esistenza. Né ci saranno mai d’aiuto le promesse degli iniziati, i paradisi dell’aldilà, le certezze di una ricompensa a venire, il premio alle nostre buone azioni. E’ innegabile, tuttavia, l’inscindibile rapporto tra la vita individuale e l’ambiente sociale e naturale. E’ grazie agli altri che possiamo conoscere noi stessi: uno specchio che riflette l’immagine della nostra vita. Le persone si comportano in un certo modo con noi perché siamo noi a proiettare “qualcosa” dalla nostra vita; ci accadono ripetutamente le stesse cose perché siamo noi ad attrarre con la nostra vita, per via delle nostre tendenze vitali, esperienze spesso infelici. Condanna allo smarrimento e all’oscurità? Ancor più profondamente, anche se è spesso difficile da accettare, siamo gli artefici assoluti della nostra felicità e, soprattutto, della nostra infelicità: siamo gli unici responsabili di tutta la nostra vita e, forse, di tutto quello che accade ultimamente nel mondo, come abbiamo avuto modo di discutere. Esiste, ed è stupido negarlo, l’io divino, la coscienza immacolata dell’illuminazione sempre esistita dentro di noi. Meno male! Illuminazione. Non penso che sia una cosa a cui arrivare e poi fermarsi, non penso che possa essere mai astratta dalla vita quotidiana, l’unico campo in cui dovremo sempre misurare le nostre forze e la nostra crescita. In questo senso, ritengo che sia una pura astrazione mentale, assolutamente lontana dalla realtà. L’unica, possibile definizione, anche dettata dalla personale esperienza, è che l’illuminazione esiste in quanto condizione vitale e può illuminare anche gli stati più bassi, facendoli risplendere della loro vera entità. Sono collerico? Mi arrabbierò solo per cose buone. Illuminarsi senza cambiare forma. Questa è la grande verità dell’illuminazione. Sono una persona che tende a schiacciare gli altri in quanto la mia tendenza vitale è l’animalità? Mi arrabbierò solo e tanto per i soprusi e le ingiustizie. Non cambierò la mia forma e sarò lo stesso felice. Zret, questi sono i pensieri che mi hai ispirato. Il discorso potrebbe continuare all’infinito e spero di essere riuscito a spiegarmi almeno un po’!

    RispondiElimina
  4. Bojs e Red Cloud, le vostre parole sono sorgenti di acqua cristallina e freschissima cui accosta le labbra inaridite il pellegrino che ha traversato il deserto sotto un sole cocente, una speranza che splende nell'oscurità, una melodia nel silenzio...
    Un sentito ringraziamento a tutti.

    RispondiElimina
  5. Scusate se intervengo di nuovo, ma volevo aggiungere che l'illuminazione è qui e in questo momento -e so bene cosa significhi questo- come il dolore e la gioia, la tristezza e la spensieratezza e il bene e il male. E' vero che il male impera, ma esiste anche il bene! Coraggio, allora!

    RispondiElimina
  6. Ciao Nuvola rossa. Condivido. E' difficile, ma bisogna essere ottimisti.

    RispondiElimina
  7. La vera felicità, purtroppo ci sfugge . A nulla valgono i maldestri tentativi di placare la moia e la sofferenza con oggetti e emozioni forti: prima o poi l'infelicità torna a galla...

    RispondiElimina
  8. Ciao Capitano, cerchiamo di immaginare una realtà senza noia né dolore. Ciao! Red Clud, guarda qui

    http://www.ariannaeditrice.it/articolo.php?id_articolo=10357

    RispondiElimina
  9. Grazie innanzitutto,caro Zret, delle citazioni delle quali mi onori. Sei molto gentile ma bada che non mi trovo al livello delle cose che dico. In altri termini queste non sono che echi di concetti scritti da altri, letti e ruminati per lungo tempo e che ho assimilato nel mio Io più intimo. Ad essi ho aderito negli anni 'toto corde'.
    Riguardo a quel che scrivi oggi credo di poter affermare che non ci si deve poi curare più di tanto nè delle emozioni nè dei sentimenti che attraversano la nostra coscienza. Essi sono i prodotti della nostra psiche la quale si comporta come un serpente: si dimena e si attorciglia davanti a noi, al nostro Io vero che deve assistere inattingibile ed impassibile alle sue follie, alle sue infinite ed interminabili paturnie. Sono le contorsioni dell'anima che vorrebbe sempre fare 'la prima donna'.
    Non preoccupiamoci più di tanto: i tempi sono quel che sono, il malato terminale (la nostra madre Terra)così com'è non ha speranze. Soffre le pene di un'agonia nella quale trascinerà prima o poi tutte le creature senzienti delle quali sopporta il peso. Che ci vuoi fare: è il Fato - altri direbbero 'la Provvidenza' - ovvero il volere ed il piano del Creatore. Siamo sufficientemente intelligenti per capire che avevano ragione gli Antichi ( poi il Cristianesimo e l'Islam tentarono di cancellare dalla faccia della terra simili verità): i mondi vengono prima creati e poi distrutti. L'avvicendamento appare inesorabile e ad esso dobbiamo adeguarci ed uniformarci. E se questo riflette una Volontà superiore non dobbiamo preoccuparci oltremodo. Speriamo solamente di soffrire e di patire disagi il meno possibile.
    Stiamo vivendo il dramma della mancanza di precipitazioni e dell'inaridimento inesorabile del Pianeta. Si profila e preannuncia uno scenario di proporzioni bibliche, apocalittiche.
    Gli sconvolgimenti climatici appaiono tali che si fatica ad immagimarne le cause.
    Senza troppo allungare il discorso, credo che la causa principale di questi ultimi sia da attribuire all'avvicinarsi del Pianeta X ovvero della 'brown dwarf' gemella del nostro Sole. L'azione degli uomini diabolici o diavoli incarnati con le loro 'scie chimiche', HAARP, armi meteorolgiche scalari ed altro fa il resto, bastona il malato agonizzante e ne accelera il transito. I capi delle Nazioni, gli Stati Maggiori, i capi delle Religioni più importanti sanno quel che bolle in pentola anche se lo nascondono vergognosamente ed in maniera spregiudicata.
    A proposito non ho dimenticato una frase del discorso inaugurale del nostro Capo del Governo il quale ebbe ad affermare: ' Vivremo momenti difficili ma li supereremo insieme'. Cosa intendeva significare il prode Prodi con simile espresssione velata e trasversale? Che cosa sanno di preciso coloro che si trovano nella stanza dei bottoni riguardo all'immediato futuro che ci attende ormai dietro l'angolo e che non ci vogliono dire?

    RispondiElimina
  10. Ciao Paolo, siamo granelli di sabbia trascinati dal vento, eppure ciascun granello è parte della spiaggia. What gets up must go down, i cicli si avvicendano. Siamo insignificanti, eppure importanti, anzi fondamentali.

    Non penso che il prode Prodi sappia tutto: gli hanno rivelato qualcosa e lui che pensa di essere tra i "farcitori" potrà ritrovarsi, suo malgrado e con grande suo stupore, tra i "farciti". La sinarchia li usa e li getta e non credo che il dottor Balanzone sia tanto in alto.

    A Nibiru vorrei dedicare qualche rigo, se avrò tempo e se troverò la concentrazione.

    Ciao a tutti.

    RispondiElimina
  11. Ciao zret in questi giorni sono sempre impegnato domani passo con calma

    RispondiElimina
  12. .......Senza oscillazioni la vita sarebbe una noia mortale!
    io sono la regina dell'andare e venire...non so mai qual è l'oscillazione giusta!...il sì,il no? possono scambiarsi da un momento all'altro!........mi sta bene così!....le decisioni?......sull'onda emotiva,altrimenti può cambiare tutto!!!!!!!!
    Ognuno a suo modo!
    ciao,buona festa...insulsa!
    Angela

    P.S.
    Poltergeist????? in Russia uccide una nonna!(la Pravda).....
    a me...arrivano ancora segnali....

    RispondiElimina
  13. Panta rei e tutto vibra, oscilla. Trovare un ubi consistam in questa oscillazione è comunque importante. Ciao!

    RispondiElimina
  14. Un giorno Isa vide un gruppetto di persone dall'aspetto infelice sedute su un muretto sul ciglio della strada.
    "Che cos'è che vi affligge?", chiese loro.
    "È la paura dell'inferno che ci ha messo in questo stato", risposero.
    Egli proseguì per la sua strada e ben presto incontrò un altro gruppo di persone dall'aria sconsolata, ognuna delle quali era ripiegata nella propria tristezza. "Che cos'è che vi affligge?", chiese loro. "È il desiderio del paradiso che ci ha resi così", risposero.
    Egli proseguì il suo cammino finché passò davanti a un terzo gruppo di persone che sembravano aver sofferto molto, ma i cui volti splendevano di gioia.
    Isa chiese loro: "Qual è il motivo del vostro stato?".
    Risposero: "Lo spirito di Verità. Abbiamo visto la Realtà e questo ci ha resi dimentichi degli obiettivi inferiori".
    Allora Isa disse: "Sono queste le persone che raggiungono l'obiettivo. Nel Giorno del Giudizio, saranno loro che si troveranno in presenza di Dio

    RispondiElimina

ATTENZIONE! I commenti sono sottoposti a moderazione prima della loro eventuale pubblicazione.

AddThis

Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...