01 maggio, 2017

Segnalazioni



Quanti si ostinano ancora a segnalare siti ed articoli che finalmente svelano la “verità ultima” o individuano la risoluzione di ogni problema! Com’è facile immaginare, sono portali “quantici” o cose simili. Riflettiamo: è poi così importante conoscere la “verità ultima”? Inoltre è possibile conoscerla? Pessoa ritiene che non sia possibile. Scrive il celebre autore portoghese: “Non esiste altro problema, se non quello della realtà e questo problema è insolubile e vivo”. Ancora: “Nessun problema ha risoluzione. Nessuno di noi scioglie il nodo gordiano; tutti noi desistiamo o lo tagliamo. Per conseguire la verità, ci mancano dati sufficienti e processi intellettuali che chiariscano l’interpretazione di quei dati”.

Quanti si ostinano a segnalare libri risolutivi! Si continuano a pubblicare testi presentati come la summa del sapere, come la rivelazione finale, ma, nel migliore dei casi, possono solo rischiarare per un istante l’oscurità in cui è avviluppato l’universo. Si può lumeggiare una sfaccettatura di un tema, chiarire un significato o definire un’etimologia, rispolverare un’intuizione dimenticata, ma non ci risulta che alcunché possa essere radicalmente cambiato, dopo aver letto qualche saggio.

Tralasciamo tutte quelle segnalazioni attinenti alla cronaca di questi tempi ferrigni: è sufficiente un briciolo di discernimento per comprendere la piega (sinistra) che hanno preso gli eventi e la direzione verso cui ci stiamo incamminando. Non abbiamo quindi bisogno di scavare fosse già scavate.

Nel campo delle domande fondamentali, le indicazioni che si ricevono sono di deprimente banalità e sempre le stesse da tempo immemorabile. E’ cambiato un po’ il linguaggio, ma la sostanza è la medesima. Annota sempre Pessoa: “La vita è un gomitolo che qualcuno ha aggrovigliato”. E’ così: è impossibile trovare il bandolo della matassa, anzi, più ci incaponiamo nel tentare di districarla, più i fili si ingarbugliano.

Di fronte all’”infinita complessità delle cose” siamo più inetti di bimbi che cercano di camminare, dopo che per molto tempo si sono mossi solo carponi. Meglio: siamo viandanti costretti a scalare una ripida parete rocciosa, senza corde, senza chiodi, senza alcuna esperienza.

Non solo si creano illusioni, squadernando sentenze che sono balbettii, ogni volta in cui si additano sbocchi che sono vicoli ciechi, ma si dimostra superbia e persino un atteggiamento blasfemo rispetto all’imperscrutabile mistero della vita. Perché viviamo? Qual è il nostro destino oltre il fragile interludio terreno? Perché questa prolissità del cosmo, la ridondanza dell’essere, il vuoto incommensurabile del non-senso? Le risposte non soffiano nel vento, ma sono pietrificate nel più granitico silenzio.

Nota: le citazioni di Pessoa sono tutte desunte dal monumentale “Libro dell’inquietudine”.

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APOCALISSI ALIENE: il libro

8 commenti:

  1. Gia' l'infinita stupidita' della razionalita' umana. La stessa filosofia scientista che ci ha offerto film di avventura come la presa della bastiglia..

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    1. Difficile trovare un'ottusità più stolida di quella scientista.

      Ciao

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  2. La vita è un continuo crogiolarsi nelle illusioni.

    Ciao Zret

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  3. Buongiorno, ci siamo incontrati nel blog La crepa nel muro, ho commentato un tuo post. Tutti parlano di illusioni, ma al momento è l'unica cosa che abbiamo e nel mio piccolo, magari sbaglio essendo pirla, ritengo che la soluzione sia nel problema stesso, basta saper guardare. Antropologicamente parlando mi pare che all'uomo piaccia crogiolarsi, sennò poi di cosa si lamenta? L'uomo inteso come essere vivente ovviamente...
    Un appunto di viaggio e null'altro, ininfluente peraltro... interessante questo blog. Buon cammino a tutti.

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    1. Sì, Irenirv, ho letto il Tuo bel commento. Che molti uomini siano esseri lamentosi è assodato.

      Ciao e grazie dell'apprezzamento.

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  4. Prego figurati, grazie a te per l'accoglienza. Ora curioso un poco nel tuo blog. Buon prosieguo del tuo cammino

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    1. Un cammino difficile...

      Ciao e buon viaggio anche a Te.

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