Visualizzazione post con etichetta Alberi cittadini. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Alberi cittadini. Mostra tutti i post

07 giugno, 2009

Meraviglie ignorate

Per chi sa osservare il mondo riserva spesso delle inattese meraviglie. Negli interstizi dei marciapiedi, tra le crepe del cemento, in fenditure di muriccioli, fra polverosi selciati, anche nelle cementificate città crescono cespi di piante. Sovente sono graminacee selvatiche che, con i loro ciuffi, si protendono verso un po' di luce ed attendono qualche goccia di pioggia. Sono piante dagli steli sottili, sui cui zampettano le formiche, con infiorescenze dai colori tenui. Questa flora esibisce una bellezza modesta, quasi timida. Le tinte dei petali sono pallide: rosa, celeste, bianco con sfumature ora gialle ora verdi. Il verde dei gambi e dei sepali è sfumato di cinereo. A volte spicca l'oro di un tarassaco o il giallo limone di un'acetosella, ma dimensioni e colori sono di solito dimessi.

Se si avvicina lo sguardo, si scopre un universo fantastico: viticci simili a galassie, semi alati che vorticano, foglie striscianti come piccoli serpenti, getti a somiglianza di zampilli. I pistilli rabbrividiscono al soffio del vento come astri. Una vespa ronza, librandosi tra volte di corimbi, logge di fronde e rosoni di corolle.

Nella novella "Alberi cittadini", Luigi Pirandello, abituato a chinarsi sul mistero della sofferenza umana, non disdegna di riflettere sulla triste sorte che tocca agli alberi ed a queste piccole, ignorate oasi nell'asfalto, quando gli stradini passano a tagliare l'erba cresciuta ai bordi delle carreggiate.

L'autore, rivolgendosi agli alberi che, nelle nostre aride città, costeggiano in meste teorie i viali, con empatia scrive:

"Sotto le case innumerevoli che la schiacciano, sotto le selci calpestate di continuo dagli uomini irrequieti, ella vive, vive e voi sentite con le radici l'ardore di questa sua novella vita che non sa tenersi nascosta e schiuma quasi di tra le selci in tenui fili d'erba. Ah, voi forse, mirando quei verdi ciuffi timidi, concepite la folle speranza che la terra voglia far le vostre vendette, invader la città per riscattarvi; e vedete in sogno quei ciuffi crescere e la via diventare un prato e la città campagna!"

E' barbarie anche questo ronzio di decespugliatori, sferragliamento di cesoie, gemiti di seghe elettriche: erba falciata, chiome diradate, rami mutilati.

Non sorprende la noncuranza per queste torture in un mondo che, attratto da cadaveri tecnologici, è indifferente alla vita.



APOCALISSI ALIENE: il libro
TANKER ENEMY TV: i filmati del Comitato Nazionale

Trattato di Lisbona: firma per chiedere il referendum

AddThis

Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...