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31 luglio, 2011

Il “Caso Amicizia” approda negli Stati Uniti

Il cosiddetto "Caso Amicizia" è una storia tanto controversa quanto interessante. Le vicende sono ricostruite nel libro dell'ingegner Stefano Breccia, "Contattismi di massa", in cui sono descritti presunti alieni, gli Akrij, approdati in Europa nel 1956 e, in seguito ad una sconfitta subìta per opera di extraterrestri a loro ostili, i Weiros, costretti a smobilitare ed ad abbandonare, nel 1978, le loro basi, di cui la più importante costruita nel Mar Adriatico. Gli Akrij o W56 avrebbero contattato decine di Italiani che collaborarono con i visitatori, intenti a promuovere il progresso spirituale dell'umanità. Il saggio di Breccia, oltre a fornire informazioni inedite sul celeberrimo "Caso Ummo", rivela le straordinarie vicende vissute da un gran numero di persone, in Italia, in Svizzera, Austria, Germania, Francia, Cile, Argentina, Unione Sovietica... Sebbene l’intera storia sia stata ritenuta una volgare montatura da alcuni ricercatori, come Carlo Sabadin - siamo dispiaciuti per la sua prematura scomparsa, ma saremmo ipocriti, se non lo definissimo il peggior ufologo del nostro paese - alcune connessioni ed anticipazioni ci inducono a reputare che le avventure di Bruno Sammaciccia e dei suoi sodali contengano esperienze ed informazioni degne di essere verificate ed approfondite. E' vero che il volume di Breccia ha ottenuto l'imprimatur di Roberto Pinotti, sommo pontefice della C.U.N., Chiesa ufologica nazionale, ma questo non è un buon motivo per ignorare gli scenari prospettati da "Amicizia".

Di recente il "Caso Amicizia", a lungo ignorato sia in Italia sia all'estero, è stato scoperto, grazie alla pubblicazione del documentario inerente su Tanker Enemy TV, negli Stati Uniti dal regista e ricercatore David Wilcock. Wilcock è da taluni reputato figura non molto affidabile, perché tende a sminuire oppure a trascurare la portata delle cospirazioni ordite dalla Cabal. Bisogna, però, riconoscere che, in questi anni, ha compiuto un lavoro monumentale nell'ambito della scienza di frontiera con cui si stanno aprendo nuove prospettive per tentare di comprendere il mondo fenomenico.

L'interesse in Wilcock per "Amicizia" è stato solleticato da alcune corrispondenze che egli ha rintracciato con analoghi aspetti e fatti occorsi altrove e in questi ultimi decenni: testimonianze di contattisti statunitensi (Adamski ed Angelucci in primis), il sabotaggio di ordigni nucleari per opera di presunti alieni, soprattutto l'opportunità di un salto evolutivo per l'umanità. E' pacifico che l'intera storia con i suoi addentellati nella casistica posteriore, dev'essere presa con le classiche pinze. Siamo anche lontani dai facili ed ingenui entusiasmi di Wilcock, ma la sua corposa ricerca non solo offre molti spunti, ma sottrae in parte il filone del contattismo dal retrobottega dell'Ufologia in cui è stato relegato per tanto tempo. In particolare, il riferimento agli extraterrestri di Orione, presumibilmente malevoli, è un leit-motiv di tanti incontri e messaggi, analizzati in “Apocalissi aliene”. Va sottolineato che Wilcock, le cui ricerche sono pressoché a senso unico, potrebbe essere, per quanto ne sappiamo, o un disinformatore o un guru della New age (ammesso che le due figure non coincidano). Qual è il problema? Egli prospetta un’elevazione dell’umanità, per così dire, a costo zero, per giunta, fingendo di non vedere tutte le atrocità del passato e del presente che hanno straziato e straziano la storia. Anche il cenno alla Legge dell’Uno ed al materiale di Ra accende molti dubbi, sapendo che si tratta di comunicazioni canalizzate di dubbia matrice e dalle finalità ancora più dubbie, senza dimenticare i contenuti discutibili, pur dietro una parvenza di “spiritualità”.

Propongo alcune parti del corposo articolo di Wilcock.

Samaciccia chiamò gli alieni W 56. Nel libro di Breccia, egli spiega che "W" sta per "doppia W di viva", il 1956 fu l'anno in cui tutto ebbe inizio. I W 56 erano un gruppo di extraterrestri provenienti da diverse parti dell'Universo. Avevano sembianze simili a quelle degli esseri umani della Terra, ma con una statura che variava da un metro di altezza sino a sei(!!!).

Il primo incontro ebbe luogo nel mese di aprile del 1956. Bruno Sammaciccia si trovava con due amici, Giancarlo e Giulio. Essi stavano perlustrando il castello di Rocca Pia di cui avevano acquisito una mappa misteriosa e sentivano che c'erano dei segreti da scoprire. Una notte a Rocca Pia, apparvero due persone che si rivolsero loro. Il “capo” del gruppo fu chiamato Dimpietro.[…] I visitatori installarono varie basi in Italia, una a Rocca Pia, un’altra sottomarina nell'Adriatico, quasi a contatto con la piattaforma continentale, tra Ortona e Rimini. […]

Gli “Amici” chiesero per le loro attività assistenza logistica: domandarono che fossero loro procurate quantità industriali di frutta e di metalli tra cui nitrato di bario e stronzio. I contattisti non avevano idea di quale potesse essere l’uso di questi metalli, ma ora sappiamo che sono comuni nell’elettronica (e nelle scie chimiche, n.d.t.)

Nel libro di Breccia è spiegato che i W 56 non mangiavano la frutta, ma che la usavano come materia prima per estrarne nutrienti necessari per il proprio sostentamento. […]

II gruppo dei W 56 descrisse un conflitto con altri esseri che essi chiamavano "Weiros", ma che Bruno Sammaciccia ribattezzò i CTR , ossia i Contrari.

Questi esseri non erano etici, ma materialisti, praticamente l'opposto dei W 56 che non evocarono una vera una propria guerra con i rivali, quanto un attrito. Uno dei motivi per cui gli AKrji erano approdati sulla Terra era quello di tenere sotto controllo i CTR.

Gli “Amici” li definirono "adoratori della scienza" e li dipinsero come del tutto privi di scrupoli. (Ricordano alcune razze di Grigi, sebbene qualche autore sia propenso ad identificarli con gli Ummiti, n.d.t.) La più grande paura dei W 56 era che gli esseri umani potessero seguire lo stesso percorso autodistruttivo su cui si erano incamminati i Weiros. È interessante notare che nel libro di Breccia è scritto che alcuni "bravi ragazzi" provenivano dalle Pleiadi, mentre i "cattivi" erano originari della costellazione di Orione.

Questa è stata un'ulteriore conferma della straordinaria serie della "Legge dell'Uno", in cui è indicato ripetutamente che gli ufonauti negativi, operanti nel nostro spazio aereo, hanno la loro sede nel sistema di Orione. Sono anche designati come "il gruppo di Orione" all’interno del documento noto come “Legge dell'Uno”.

I W 56 effettivamente intervennero per mezzo dei loro dischi volanti e della loro tecnologia, con l'ausilio di operatori terrestri previamente addestrati, per fermare una situazione che sembrava potesse portare a qualcosa di irreparabile. L'incidente avvenne nel 1967. Così fu attuata un'operazione gestita da esseri umani e che era stata progettata per disabilitare tutte le testate nucleari in Unione Sovietica e negli Stati Uniti, di fronte ad una situazione molto pericolosa e che sarebbe potuta degenerare da un momento all'altro.

Ci sono libri scritti da ufficiali della U.S. Air Force, ormai in pensione, (ad esempio “Faded giant” di Robert Salas e James Klotz) che raccontano la storia di come la loro batteria di missili Minuteman era stata resa inattiva da dischi volanti che erano penetrati nello spazio aereo sopra l'installazione. "Faded giant” contiene documenti militari ottenuti tramite il Freedom of Information Act (F.O.I.A.).

Nel documentario sul “Caso Amicizia” sono mostrate tre immagini di un test nucleare. La terza immagine sembra inquadrare un ricognitore molto simile a quelli fotografati da Adamski. Il velivolo è a sinistra dell’esplosione, anche se potrebbe essere facilmente un'ombra della deflagrazione.

Un altro scopo della presenza dei W 56 fu quello di aiutare il nostro processo evolutivo per spingerci ad un livello superiore di comprensione. Ecco perché erano stati sul nostro pianeta per un tempo tanto lungo, condividendo con noi alcune delle nostre sofferenze.

Breccia menziona alcune storie-chiave del contattismo negli Stati Uniti: sono episodi che stabiliscono chiaramente che i visitatori sono qui per la nostra evoluzione, per condurci in un’Età dell'Oro.

N.B. L’intera storia di “Amicizia” è dipanata qui. Il caso è stato studiato da Matteo Agosti, il quale, per quanto mi consta, è l’unico ricercatore ad aver compiuto, tra le altre stimolanti indagini, un’analisi etimologica del nome “Weiros”.

Fonte: divinecosmos


La squola della Gelmini - di Antonio Marcianò - Gemme scolastiche da collezionare

05 gennaio, 2010

"Amicizia" in Cile

L'ufologo Scott Corrales ha recentemente elaborato un breve studio, intitolato Riflessioni sul contattista Aiguas Prietas, dove analizza alcuni casi in cui supposte entità aliene hanno comunicato tramite apparecchiature di radio-amatori.

Nel brano che ho estratto dall'articolo, l'autore fornisce informazioni sul caso Amicizia in Cile, caso che ha corrispondenze in Italia: infatti, nel libro di Stefano Breccia, Contattismi di massa, sono narrate le vicende di presunti alieni, gli Akrij, approdati in Europa nel 1956 e, in seguito ad una sconfitta subita per opera di esseri a loro ostili, i Weiros, costretti a smobilitare e ad abbandonare, nel 1978, le loro basi, di cui la più importante costruita nell'Adriatico. I visitatori "cileni" di "Amicizia" presentano tratti fisionomici ed un contegno simili a quelli degli Akrij installatisi in Italia. Anche il particolare della collaborazione degli ufonauti con uomini che procurano agli ospiti attrezzature combacia con quanto riportato da Breccia. Bisognerebbe riuscire a stabilire se Octavio Ortiz, il cileno che, secondo le sue dichiarazioni, entrò in contatto con i Nordici in Clie, sia stato a conoscenza degli eventi occorsi nella nostra penisola. Se così non fosse, sarebbe una significativa coincidenza...

Corrales scrive: "Una delle situazioni più interessanti ed ancora in corso in Sud America riguarda l'attività di un gruppo denominato "Amicizia", che opera nell'arcipelago Chonos. Questo sodalizio è stato variamente associato con U.F.O., esseri interdimensionali, agenti della C.I.A., nazionalsocialisti rfugiatisi in America meridionale, secondo le interpretazioni dei vari autori. Nel 1984, un radio-amatore, Octavio Ortiz, residente a Santiago del Cile, diventò il protagonista di un'avventura che si è protratta sino ad oggi. Quell'anno, Ortiz ricevette un angoscioso S.O.S. da una nave il cui equipaggio sosteneva di essere intrappolato da una luce misteriosa che stava interferendo con la strumentazione elettronica del natante. La luce, un misterioso vascello, era scesa vicino alla nave. Sorpreso, Ortiz assicurò che avrebbe ritrasmesso il messaggio alle autorità portuali di Iquique, a nome del comandante.

A seguito di ciò, Ortiz strinse amicizia con il comandante della nave, un uomo di nome Alberto, che rivelò di essere stato reclutato da misteriosi "gringos" per fornire loro attrezzature utili per l'insediamento situato in un'isola. Questi elusivi uomini di aspetto nordico affermarono di appartenere ad una "Congregazione" e che avevano battezzato l'isola su cui risiedevano "Amicizia".

Octavio Ortiz in seguito avrebbe avuto la possibilità di comunicare attraverso la sua radio con Ariel, uno fra gli esponenti di "Amicizia". In un'intervista con il giornalista spagnolo Josep Guijarro, Ortiz spiegò che ogni volta in cui Ariel comunicava con lui, gli aghi della sua ricetrasmittente saltavano, indicando l'impiego di un trasmettitore di enorme potenza. Né Ortiz fu l'unico a parlare con questa entità: la moglie Cristina un giorno chiese ad Ariel donde egli ed il suo gruppo provenissero. La voce rispose che non erano 'di questo mondo, ma che appartenevano all' umanità'.

Nell'agosto 1985, a poco più di un anno da quando Ortiz aveva captato il segnale di soccorso, un oggetto luminoso apparve nel primo pomeriggio sopra casa sua, a Santiago. Secondo la testimonianza di Ortiz, egli udì una voce alla radio che esclamava "Esci! Esci!". Ortiz capì che era "Ariel" e che l'U.F.O. era un oggetto controllato in remoto dai sodali di "Amicizia".

Secondo Guijarro, il rinomato ufologo Jorge E. Anfruns ha notato un particolare molto importante: "Alcuni dei radio amatori hanno riferito ai giornali di interferenze con le loro sofisticate apparecchiature ".[...]

Anche la Marina cilena sembra abbia conosciuto per molti anni interferenze radio e problemi causati dagli ordigni volanti nelle vicinanze delle isole Chonos. Josep Guijarro ricevette una lettera da un tecnico che ha prestato servizio per cinque anni nella stazione radio navale di Puerto Mont. Nella lettera era scritto: "Noi eravamo stanchi di questi 'diavoli' che spesso interferivano con le nostre comunicazioni per mezzo di potenti apparecchiature tecnologiche e che in alcune occasioni produssero una barriera invisibile attorno alla penisola Taitao, impedendo a tutti i natanti, comprese le unità militari, di comunicare. [...]



Fonti:

S. Breccia, Contattismi di massa, Padova, 2007
S. Corrales, Riflessioni sul contattista Aiguas Prietas, 2009



APOCALISSI ALIENE: il libro

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