06 luglio, 2006

La distruzione del linguaggio

Absit iniuria verbis

Julius Evola, nella raccolta di saggi intitolata L’arco e la clava, affronta, tra gli altri, il tema dello sfaldamento del linguaggio, ossia della progressiva degenerazione subita da molti termini che, mentre in latino possedevano un significato collegato al mos maiorum, in italiano si sono a tal punto impoveriti e corrotti da denotare non più una virtus, ma una sua pallida imitazione, se non il contrario. È il caso, per esempio, proprio di virtus che, da lessema indicante il coraggio, la forza d’animo, la capacità di sopportazione, la determinazione, insomma le qualità del vir, si è illanguidito nel valore ambiguo che conferiamo all’italiano “virtù”, parola evocante la tetragona ma arida morale stoica o una dolciastra virtù “cristiana”, peculiare di donne caste e timorate di Dio. Si potrebbe affermare quasi che la “virtù” da maschile è divenuta femminile, anzi effeminata.

Mi sembra, però, che in questi ultimi tempi non si possa neppure più parlare di disgregazione del linguaggio, ma di perversione ed annichilimento. In modo paradossale, parecchie parole significano l’esatto opposto di quello che dovrebbero designare. Un esempio: si continua a cianciare a proposito della compagnia di guitti, il cui capocomico interpreta il ruolo di Dottor Balanzone, di “governo di centro-sinistra”. Quale centro e quale sinistra? E’ un esecutivo di ultraplutocrati, ipermonopolisti al servizio di banchieri e di finanzieri. Basta con queste sciocchezze sugli esponenti della sinistra radicale! Sono dei crassi e grassi borghesi soddisfatti, solo dei “manichini ossibuchivori”, dei cagnolini da salotto, il cui pacifismo è ipocrisia allo stato puro. Molti elettori babbei li hanno pure votati, illudendosi che si decidesse di ritirare le truppe italiane per lo meno dall’Iraq in tempi brevi.

Orbene, si definisca tale governo con aggettivi appropriati! Potrei continuare all’infinito con esempi di distruzione del linguaggio, ma per non essere noioso, mi soffermo solo su un’altra parola che è stata svilita e stuprata in modo vergognoso: mi riferisco al vocabolo “scienza”. Che cosa si deve intendere per “scienza”? Quell’armamentario di concetti e di polverosi dogmi ottocenteschi di cui sono banditori angela e la sua schiera, che, se qualcuno facesse conoscere loro il principio di indeterminazione di Heisenberg, strabuzzerebbero gli occhi vacui? E’ scienza quella di Odifreddi? Comincia ad essere qualcosa: peccato che sia un approccio aduggiato da una serie di pregiudizi, incomprensioni, travisamenti. È, se non altro, un orientamento al sapere un po’ meno inquinato da scorie scientiste, rispetto alla religione di angela.

Che dire infine della “scienza” di piloti laureati, di meteorologi da strapazzo, astrofisici ed ingegneri aeronautici che esibiscono inutili lauree, frutto di uno “studio” meramente nozionistico e sterile? Sono zucche vuote, adatte, a mala pena, per essere usate come spauracchi durante la festa di Halloween. Questi idiots savants osano pontificare, quando non sanno neppure che una scia di condensazione non può quasi mai formarsi a quote basse né, tanto meno, durare ed allargarsi a formare una nuvola. Insomma come è possibile definire la loro “scienza”? E’ solo una congerie di formulette e di frusti preconcetti uniti alla supponenza del nulla. Come definire coloro? Sbizzarritevi voi, purché applichiate il detto latino Nomina sunt consequentia rerum. È banale, ma fondamentalmente vero.

5 commenti:

  1. Sarò banale,di più non sono in grado di dire,perciò faccio presente l'uso diffusissimo,IMPROPRIO,ANZI ERRONEO,della parola ABBASTANZA,usata comi sinonimo di MOLTO,forse la sua assonanza con "abbondanza"...giustifica tale.....USANZAAAA!....

    RispondiElimina
  2. AIUTOOO!
    SONO TORNATE!
    DIETRO VELOCI NUVOLE,MOSSE DA UM PERFIDO SCIROCCO!...
    NA,PROGRAMMA FINITO NA!...
    COL CIELO BLU SAREBBERO STATE TROPPO EVIDENTI!......
    LA MALAFEDE E' ORMAI ....
    ....ABBASTANZA?....

    RispondiElimina
  3. Mi piace il tuo modo di affrontare la questione. Dal titolo pensavo ad un post mosso da pruderie puriste.
    Invece ne fai una questione di giusta definizione in senso civile.
    Sai che il linguaggio, proprio in quanto tale, è soggetto ad usura, a continue metamorfosi, impoverimenti, arricchimenti. Non è raro il caso di termini che hanno cambiato di segno nel corso della storia.
    Mi viene in mente "villano" che, dall'ottocentesco abitante in villa, è passato ad indicare persona senza buona creanza, screanzato, maleducato.
    Gli esempi sono migliaia.
    E le scie chimiche anche.
    Un saluto, con l'invito a tornare a trovarci su Evulon.
    Giorgio

    RispondiElimina
  4. Ciao Giorgio, il tuo commento è ancora più sagace in quanto proviene da un fine ed arguto scrittore. Presto verrò su Evulon. Ciao!!!

    RispondiElimina
  5. Complimenti davvero!
    Sei riuscito, in un solo commento sulle inevitabili trasformazioni della lingua, ad affondare la sinistra e tutti quei sapientoni laureati in scienze delle merendine che non san distinguere scie chimiche dalle fantasiose conformazioni originate dalle nuvole!
    Ciao... :-)

    RispondiElimina

ATTENZIONE! I commenti sono sottoposti a moderazione prima della loro eventuale pubblicazione.

AddThis

Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...