
Dove conduce l'esistenza? Certo, all'uomo comune non interessa: rassicurato dalla miserrima "scienza", è convinto che il tempo è unidirezionale e che è tutto è come sembra. Prigioniero della doxa, scambia i disegni degli oggetti per gli oggetti stessi e si preclude gli orizzonti dell'ignoto. Solo chi ha il coraggio dell'eresia, l’audacia della domanda può intravedere le parvenze oltre le apparenze, ascoltare l'inaudito, gettare lo sguardo nella terra inesplorata, sia pure per solo un istante.
Che cosa ci attende oltre la soglia? Là inconcepibili percorsi si sovrappongono e si intersecano, come fili di luci in una fotografia notturna dal tempo di esposizione prolungato. Là il tempo si dilata o si contrae fino ad essere risucchiato in un punto infinito.
La letteratura di fantascienza non è solo un genere prolettico, ma un campionario di prospettive e di possibilità che la mente razionale si ostina a confinare nell’assurdo. La reversibilità degli accadimenti, il viaggio nel tempo, la collisione e la tangenza degli universi, la frantumazione dell’io e la sua dispersione in mille identità, l’esplorazione dell’ignoto sino a sfiorare l’infinito… sono gli scenari che, per ora, appartengono al raro prodigio dell’’immaginazione.
Un giorno scopriremo se il cuore della realtà, congelato in fotogrammi immobili, è solo un altro velo sopra un velo.
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