08 aprile, 2015

Il misconosciuto caso di Vittorio Brancatelli ed il destino dell’anima


Il misconosciuto incontro del terzo tipo di cui fu protagonista il siciliano Vittorio Brancatelli conferma un’ipotesi divergente circa il destino post-mortem. Questa congettura peregrina è stata ventilata da taluni ufologi e rilanciata, sotto il pretesto della finzione, nel romanzo di Valerio Petretto, “Oblion, la cospirazione”.

Nel 2002 Brancatelli pubblicò un libro intitolato “L’aliena. Messaggi dalla galassia - Cronaca di un incontro ravvicinato”. Nel volume l’autore rievoca la sua avventura ed il rendez vous con un’aliena che lo rese edotto a proposito del significato inerente alla vita umana, in una prospettiva cosmica.

Prealpi lombarde, Rifugio Grassi, a ridosso di Lecco. Vittorio stava compiendo un’escursione, quando vide in cielo una scia ed un oggetto volante che, sorvolato lo spartiacque, scomparve dietro le cime brianzole. Udì poi una deflagrazione, mentre il terreno sotto di lui tremò. Pensando che fosse precipitato un aereo, l’uomo, spinto dalla curiosità, s’inoltrò verso il luogo donde proveniva un bagliore. Giuntovi, egli scorse un enorme ordigno di forma ovale che irradiava una luce molte intensa. Quindi decise di entrare nel velivolo attraverso un portellone che si richiuse subito dopo il suo ingresso. Proseguendo all’interno della nave spaziale, si ritrovò in una sala di comando, dove giaceva, pallida e sofferente, una creatura dai capelli biondi ricadenti sugli omeri.

A questo punto cominciò un dialogo in italiano con la pilota dell’astronave. Ella gli palesò di chiamarsi Arvea e di essere un’Ispettrice dell’Impero galattico. In seguito si intrattenne con l’inatteso ospite su vari temi concernenti le relazioni tra la Terra e gli altri pianeti, le federazioni galattiche, gli extraterrestri e la sorte dell’anima individuale dopo il decesso.

Alcune “rivelazioni” di Arvea meritano particolare attenzione. Ne riportiamo qualche stralcio saliente, tratto dalla conversazione intercorsa con Vittorio Brancatelli.

Vittorio (d’ora in poi V.) “Da dove vieni e chi sei?”

(Arvea, d’ora in avanti A.) “Vengo dal centro della galassia cui appartiene anche questo sistema solare. Esiste un Impero che dirige i sistemi solari ormai da millenni. Io sono una pedina dell’Impero, mi occupo di esplorazioni e supervisiono l’amministrazione nei suoi confini”.

(V) “Perché la Terra è all’oscuro di tutto questo? Perché non vi rivelate e non integrate noi terrestri nel vostro sistema?”

(A) “Vuoi proprio saperlo?” mi scrutava valutandomi. “Non ti piacerà questa mia risposta! Voi terrestri siete integrati nell’Impero [...] La vostra Terra è la prigione dell’Impero!”

Ero confuso: pensavo che ciò che lei diceva potesse esser vero, ma non riuscivo a capire come io e tutta l’umanità potessimo essere prigionieri. Quando eravamo stati deportati e come?

(A) “Devi sapere prima un’altra cosa, che non rientra nelle vostre conoscenze, anche se qualche barlume a volte affiora. Noi – ed includo anche voi terrestri, poiché siete, almeno nella parte essenziale, uguali a tutti gli altri esseri dell’universo – noi, ripeto, non siamo esseri materiali. Siamo degli esseri immateriali! Voi direste, spirituali! Non siamo corpi né siamo costituiti di materia. [...] Noi tutti, siamo esseri eterni ed immortali che vivono fin dall’inizio del tempo.

Nella mia classe sociale siamo soliti, ormai da molto, usare corpi come quelli umani e lo facciamo introducendoci in essi e cambiandoli a piacimento, senza dover morire per questo o avere sensazione di morte. Gli altri, che non hanno e non avranno mai il potere, devono morire per reincarnarsi e sono contenti di dimenticare le esistenze precedenti, in modo da cominciare ogni nuova vita con slanci rinnovati e nuovo vigore.

Per voi terrestri è diverso! Voi, almeno una parte, eravate come me di classe superiore, ma non avete accettato l’Impero, le sue usanze, le sue tradizioni: le avete contestate mettendo in discussione le basi stesse dell’Impero che si fonda su una conoscenza millenaria e sulla fiducia nelle istituzioni. Voi terrestri siete in parte i contestatori scomodi dell’Impero. Le autorità, non potendo più fidarsi di voi né potendo uccidervi, poiché distruggerebbero solo un corpo, vi condannano all’oblio ed all’ignoranza, mischiati coi delinquenti comuni. Questa è la vera morte dell’anima: l’ignoranza! […]

Ladri, assassini, contestatori, sognatori petulanti, attaccabrighe, oppositori politici sono catturati ed uccisi, spogliati del proprio corpo, trattati affinché dimentichino ogni cosa, surgelati e spediti, con apposite navi, sul pianeta Gea, la vostra Terra. Siete iniettati in corpi appena partoriti da donne che saranno le vostre madri. Siete partoriti nel dolore e nell’incertezza. Ciò rappresenta per voi la nascita. Siete così soggetti alle leggi di questo pianeta, alla sua ignorante brutalità, alle malattie, all’invecchiamento ed alla morte.

Voi, però, in quanto esseri spirituali, non potete morire né essere costretti in alcun luogo. Ad ogni morte fisica, che rende libera l’essenza vitale che siete voi stessi, siete ancora catturati con apposite trappole poste intorno alla Terra stessa. Siete processati ancora una volta, condannati e quindi trattati per dimenticare.

Il ciclo si ripete: venite re-iniettati in nuovi corpi appena partoriti. Continuate così a reincarnarvi vita dopo vita, senza che vi sia permesso di ricordare alcunché, senza avere altre conoscenze oltre quelle che riuscite a scoprire con la vostra intelligenza e forse grazie a qualche ricordo che riesce a trapelare, malgrado i trattamenti.

Nessuno ricorda le vite precedenti!”

(V) “La Terra è dunque una prigione! Io sono un deportato! Ecco il grande segreto della Terra. Altro che le religioni, con le loro risposte piene di mistero. Altro che misteri! Non si vuole che noi sappiamo!”

(A) “L’Impero galattico si fonda su gerarchie assegnate ed immutabili in cui gli stessi esseri sono al potere da millenni e difficilmente avvengono cambiamenti. La forma di governo attuale è frutto di esperienze e modifiche avvenute secolo dopo secolo, che hanno affinato e reso sempre più perfetto il meccanismo burocratico e di governo stesso, per cui ogni possibile variante operativa diversa da quella attuale è già stata precedentemente sperimentata.

Gli esseri al potere conoscono tutto ciò che ti ho rivelato. Le masse, invece, sono tenute nell’ignoranza per meglio guidarle e mantenere l’ordine e lo status quo. Ogni tanto qualcuno, più irrequieto o più abile, riesce a ricordare. Vorrebbe modificare qualcosa, si agita, diventa irrefrenabile nel suo intento di cambiare; quando diventa palesemente pericoloso per il sistema, il suo corpo viene ucciso. Il suo essere spirituale è addormentato e catturato, trattato per dimenticare. Imprigionato in un cubetto di ghiaccio, è poi trasportato insieme con altri sul pianeta Gea, la vostra Terra. Sarà scaricato in mare in prossimità di uno dei poli del pianeta: quando il ghiaccio si scioglierà, sarà di nuovo libero. Al risveglio non ricorderà nulla, non riconoscerà neanche il pianeta, non potrà comunicare con alcuno; si lascerà quindi guidare dall’impulso che sente prepotente e cercherà un nuovo corpo per rinascere”.

Come giudicare queste informazioni? Sono le fantasie di un aspirante contattista o se ne può enucleare qualche verità? Oggettivamente l’episodio e la conversazione possiedono alcunché di fumettistico. Tuttavia il riferimento alle anime che sono intrappolate e costrette a riprendere un involucro corporeo lungo un ciclo di innumerevoli esistenze, oltre ad adombrare l’antica dottrina della metempsicosi (o metensomatosi), si allaccia alla supposizione nata nel campo di un’ufologia di frangia, secondo cui, dopo il trapasso, l’essenza spirituale dell’individuo è in qualche modo imprigionata ed obbligata a proseguire in un itinerario ciclico. Rispetto alla credenza orfica, però, non si intravede, nell’ambito delle ricerche xenologiche, per gli esseri psichici una liberazione, garantita agli iniziati da una progressiva crescita e presa di coscienza: la successione delle vite sembrerebbe non avere fine, in una specie di eterno ritorno dell’uguale.

Per quale scopo le anime sono “accalappiate” non è ben delucidato nel libro: si può ipotizzare che la psyché sia usata da creature mortali che, parassitando gli esseri dotati di una natura pneumatica, possono così sopravvivere ed accumulare conoscenze lungo la catena delle varie “reincarnazioni”. E’, più o meno, l’ipotesi malanghiana delle memorie aliene attive. Mutatis mutandis, ricorda pure un celebre aforisma del filosofo gnostico Basilide che scrisse: “L’uomo è un accampamento di demoni”. Il che è grave; ancora più grave perché, non sapendo di esserlo, l’uomo rischia di rimanere alla mercé di esseri che controllano la vita e la morte. Ad libitum?

Fonte: V. Brancatelli, L’aliena. Messaggi dalla galassia – Cronaca di un incontro ravvicinato, 2002

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APOCALISSI ALIENE: il libro

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11 commenti:

  1. A sostegno della realtà del ciclo delle reincarnazioni, mi permetto di ricordare il singolarissimo fenomeno (inspiegato altrimenti) della xenoglossia. Un nostro contemporaneo con la 'terza media' che parla fluentemente in arabo coranico antico è davvero un mistero a meno che non si prenda in considerazione la memoria di vite passate che albergherebbero nella parte 'a sola scrittura' della nostra anima. Dobbiamo ammettere che il ciclo delle reincarnazioni spiega anche molti altri aspetti della nostra breve esistenza altrimenti dotati di poco senso. Nelle ipnosi terapeutiche, tali ricordi affiorano spesso, assieme alle interazioni con esseri dediti al parassitaggio energetico. Evidentemente la perdita della memoria (o meglio la perdita della consapevolezza della memoria) è essenziale per continuare ad utilizzare il malcapitato di turno. Anche il termine 'pianeta-prigione' assume un carattere veritiero, sempre di più. In fondo però una via d'uscita semplice ed appagante. Ciao

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    1. Gli argomenti a favore della metempsicosi tendono a controbilanciare le prove sfavorevoli. La xenoglossia si potrebbe spiegare anche chiamando in causa un'interferenza allotria. Sì, l'oblio pare essere funzionale ad un progetto oscuro. Non a caso Platone considerava la memoria la vera forma di conoscenza.

      Quale potrebbe essere la via o la vita d'uscita?

      Ciao

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    2. Leggere il post mi ha fatto curiosamente venire alla mente la storiella dell'imperatore Xenu propinata da Scientology. A parte questa nota di colore, il concetto di pianeta prigione delle anime come descritto dalla messaggera potrebbe spiegare tante cose, come il Karma, le nascite inferiori e superiori, e anche perché in effetti il nostro mondo sembra proprio funzionare come un enorme campo di detenzione a bassa consapevolezza indotta. Gabbie mentali e spirituali di tutti i tipi e la legge del più forte e del più furbo che la fa da padrone, forse ben aldilà del mero istinto di sopravvivenza. Alla metempsicosi ci si puo credere o meno, se non per fede magari per aver letto qualche libro del simpatico Brian Weiss, ma l'esperienza diretta è la migliore maestra. Facile a dirsi, ben più difficile a realizzarsi. Nel dubbio, vivere al meglio il presente è l'unica cosa da fare. Del doman non v'è certezza diceva qualcuno, e in questo caso quasi neanche del passato.
      Un caro saluto a tutti.

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    3. L'argomento è davvero complesso, dipanarlo potrebbe rappresentare il disvelamento della maggior parte dei misteri che ci sovrastano. Eppure conoscere o perlomeno intuire conferisce come una sorta di protezione e dona serenità. Potrebbe sembrare strano dato il tema però è così. Secondo Malanga la xenoglossia sarebbe il risultato del 'trasporto' di tutte le memorie dei tanti carrier (si dice così?) che hanno ospitato loro malgrado la memoria aliena principale attraverso i secoli. Data l'impossibilità di cancellare i ricordi, permangono ed affiorano contenuti passati. Ciao

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    4. Gunther Weiss, le Tue riflessioni sono molto interessanti. Si ha davvero l'impressione che la Terra sia un carcere. Se è così, riusciremo a trovare le lenzuola da annodare.

      Ciao

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    5. Ecco, l'ipotesi di Malanga circa l'origine della xenoglossia mi sembra plausibile. Qui ripeto che Basilide aveva già intuito questa possibile verità.

      Ciao

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  2. Buon giorno Zret e grazie per aver citato me e il mio libro. Mi fa piacere aver suscitato interesse in questo argomento. Un unico piccolo appunto, il mio cognome è Petretto e non Pedretti :) ciao

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    1. Ti chiedo scusa per averTi modificato il cognome, Valerio, ma l'ho rettificato.

      Ciao

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  3. Sembra che il sentiero di redenzione dell'aliena prima e dell'universo poi, venga imboccato nel preciso istante in cui il viaggiatore inconsapevole, ignorante quanto o forse più di un animale che bivacca presso ilsuo padrone, offre il suo aiuto incondizionato al suo medesimo carceriere.

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