04 agosto, 2015

Legge e violenza



In questi ultimi lustri la violenza ha acquisito una nuova qualità, inusuali tratti. E’ indubbio: la sopraffazione esiste da tempo immemorabile, ma oggi non è quasi mai motivata (se il sopruso si può motivare e giustificare) da leggi di sopravvivenza o da pulsioni, poiché è una barbarie sovente gratuita, del tutto incomprensibile e sproporzionata rispetto alle cause che la accendono.

Uxoricidi, infanticidi, assassini per rubare somme esigue, sevizie nei confronti dei deboli e degli animali...: è un carnaio che suscita orrore e costernazione. Anzi, dovrebbe suscitarli, giacché sembra che gran parte dell’umanità sia oggidì non solo assuefatta agli atti più abominevoli, ma pure avida di sangue, di storie truculente. I media di regime soddisfano e blandiscono questa depravazione, moltiplicando il raccapriccio.

Sorprende la reazione, anzi diremmo la mancanza di reazione, di fronte alla violenza sia quella privata sia quella pubblica. Gli uomini, degradati ad inetti e pusillanimi servitori, non sanno più né indignarsi né ribellarsi. Sulle origini di questa condotta passiva e rinunciataria potremmo pure interrogarci e trovare qualche risposta, ma alla fine dovremo solo constatare la nequizia e la stolidità del gregge “umano”.

Rispetto al passato, nel nostro miserabile mondo al contrario, l’autore principale della violenza è lo Stato con le sue leggi funeste, quanto più esse sono decantate come democratiche e persino libertarie. Scrive Thomas De Quincey: “Appena la legge fa capolino per immischiarsi ai moti dei più nobili affetti morali, cessano ogni libertà d’azione, ogni purezza dei moventi, ogni dignità di relazione personale”. E’ così: le norme coercitive che lo Stato non smette di promulgare sono l’affossamento dell’etica, la cancellazione di ogni più alto ideale. Oggi la brutalità delle istituzioni soverchia i delitti degli individui a tal punto che lo Stato è diventato indistinguibile non da un “comitato d’affari”, come pur non malamente scrive Karl Marx, ma da un gruppo di malfattori.

Sono malfattori cui si contrappongono, per meschini ed ignobili interessi solo altri malfattori, dacché i “giusti” di dantesca memoria paiono essersi estinti.

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16 commenti:

  1. I 'gradi di libertà' si riducono e l'aria comincia (letteralmente) a mancare ... quanto durerà? Fino a che punto saremo in grado di sopportare? Ciao

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    1. "Qui la lotta è più dura, ma tu, se le prendi di santa ragione, insisti di più".

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  2. Sono assolutamente d'accordo con te, Zret, per il discorso riguardante lo stato, ma come dici ad inizio articolo, la cattiveria crescente insita nell'uomo comune è in vertiginosa crescita! Condita da stupidità, superficialità, mancanza di empatia ed accanimento nei confronti dei più deboli, di qualsiasi etnia, idea e razza (intendendo con questo termine l'animale umano e quello non umano), il tutto gratuitamente. Non so se l'uomo sia "figlio" dello stato in cui vive o lo stato il prodotto dei suoi cittadini. So che il malessere dilaga tra i pochi che ancora possiedono un'anima.
    Perché è di questo che si tratta, l'unico modo in cui ormai giustifico certe atrocità: probabilmente non tutti ne abbiamo una. Anzi, ormai la cosa mi sembra più che evidente!

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    1. Concordo, Max. L'umanità è sempre più dis-animata e forse non ha torto Malanga ad ipotizzare che non tutti possiedano un'anima.

      Ciao

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    2. Sembra davvero difficile che l'anima abbia deciso di albergare in alcuni 'contenitori' tanto impresentabili ... nell'umanità però scorgiamo, proprio in questi tempi ultimi, bagliori di generosità e compassione decisamente sorprendenti. Qualcuno comincia, forse, a comprendere e, inopinatamente, a sorridere. Ciao

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    3. Zret, Ghigo, sto leggendo proprio in questi giorni Malanga, di cui comunque conoscevo le teorie.
      Al discorso della mancanza dell'anima però sono arrivato individualmente. Perdonate l'esempio animalista (io lo sono) che però si può applicare agevolmente anche in umana, quindi vi prego di fare voi i dovuti paralleli.
      Mi sono chiesto, ad esempio: come può un essere umano torturare e seviziare un animale, quindi un altro essere vivente? Come è possibile piantare un coltello in pancia ad un uomo per... N motivi? Come puoi spaccare la testa a martellate alla tua compagna perché...? Anche qui inserite il motivo che volete, nessuno dei quali, secondo me, giustificabile.
      Passi la cattiveria, passi tutto, ma la scintilla che questo essere ha dentro, che io riconosco di avere dentro, come può non impedirgli certi comportamenti?
      Personalmente cerco sempre di dare una mano, di essere gentile, con chi mi sta vicino. Come è possibile che invece un mio simile umano provi l'istinto, il desiderio, di causare sofferenza, di trattare anche solamente male il prossimo?
      A volte penso che l'istino alla cattiveria sia insito nell'essere umano, io stesso riconosco di averlo. Che sia di provenienza allotria, come credo, poco importa, perché riconosco di avere anche una scintilla innata che mi spinge nella direzione opposta!
      Quello che il mio intelletto non riesce a concepire è come alcuni (troppi, purtroppo) esseri umani, davanti ad un essere che soffre, magari a causa propria, riescano a persistere nel loro atteggiamento.
      L'unica spiegazione razionale che riesco a darmi è che manchi quella scintilla e quindi l'anima.
      Se vogliamo fare un esempio meccanicistico possiamo pensare al volo. Noi esseri umani possiamo immaginare di volare, nei nostri sogni possiamo anche sperimentarlo ma nella realtà non potremo mai farlo! Perché? Semplicemente perché non ne siamo implicitamente, meccanicamente capaci. Ci mancano i presupposti. Non è che non vogliamo volare: non possiamo!
      Ritornando all'esempio della crudeltà quindi, penso che una buona percentuale della razza umana manchi di quel quid che le impedisca questi comportamenti nocivi nei confronti di quanti la circodano.
      Questo rende i loro comportamenti giustificabili? Dipende dalla gravità del fatto ma qua si aprirebbero discorsi molto lunghi da affrontare.
      Scusate ma sono concetti ed idee che ho ben chiari in testa e dei quali sono convinto ma che trovo difficili da esprimere a parole.

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    4. Max, non per essere superbi, ma anch'io sono giunto all'ipotesi di cui ci occupiamo, indipendentemente da Malanga: infatti, basandomi su una distinzione della Gnosi antica, reputo che esistano gli uomini ilici, ossia quelli privi di anima.

      Il tuo denso e bel commento pone interrogativi abissali: come si può spiegare il male assoluto, se esiste un Dio (chiamiamolo così per comodità)? Di solito si risponde, il Male esiste in correlazione al libero arbitrio: è una risposta di deprimente, avvilente banalità. Ammettiamo il libero arbitrio, ma perché esso deve coincidere con questa barbarie? Come si può tollerarla?

      Finora non ho trovato sull'enigma del male, sul mysterium iniquitatis non una risposta sufficiente, ma nemmeno passabile.

      Ciao

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  3. Ciao Zret, e se lo scorrere (apparentemente) gratuito di sangue fosse necessario a soddisfare una legge cosmica in modo da compensare le basse "vibrazioni" che gli uomini emettono in periodi come questo?
    Un abbraccio

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    1. Non mi è molto chiara la Tua ipotesi, Gabox.

      Ciao

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  4. Hai ragione, troppo sintetica per essere chiara. È una spiegazione tanto logica quanto originale che si trova negli insegnamenti di Gurdjieff e dei suoi allievi. Dopo tanti anni di ricerca, ci ho trovato una logica ferrea, finalmente.
    Buona serata
    Gianluca

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    1. Sacrifici rituali? Se ne fanno tanti, l'11 Settembre per esempio è stato probabilmente uno di quelli.

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    2. Intendi che i sacrifici e le sofferenze servono ad alimentare "dei" oscuri cui si contrapporrebbe il bene in tal modo stimolato? Gurdjeff non mi convince più di tanto.

      Ciao

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  5. No, intendo dire che per legge cosmica alcune parti del creato a noi vicino si nutrono delle vibrazioni emanate dalla vita organica sulla terra (uomini compresi). Se le vibrazioni sono "basse" per via della poca rettitudine degli uomini, la Natura (e ripeto la Natura) è "costretta" ad attingere dalla morte fisica dei viventi sulla terra (uomini compresi).
    Non è semplice esporre il concetto in poche righe ma ti posso assicurare che non è né banale né "diabolico".
    Un caro saluto

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    1. Ora ho inteso, Gabox. Forse la Natura ha bisogno di vite umane, ma anche di sofferenze? Non lo so. Sinceramente in questa climax di barbarie, sarei propenso a vedere dei sacrifici umani compiuti, per quanto riguarda l'Italia, da alcuni personaggi "politici" che anelano ad essere ammessi in confraternite oscure. Di più non posso scrivere.

      Ciao

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    2. Pensiamo anche all'omicidio di Ismaele, di Yara, di Sara, Samuele etc. Sventurati adolescenti uccisi da... per...

      Ciao

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