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16 agosto, 2010

Joseph

Il caso di Alan Godfrey, risalente al 28 novembre 1980, è uno dei più noti esempi britannici di presunto rapimento alieno. In qualità di ufficiale di polizia nel West Yorkshire, in una fredda ed umida mattina, alle 5.15, l'uomo era impegnato nella ricerca di alcuni capi di bestiame, di cui era stata denunciata la scomparsa, quando ebbe la ventura di imbattersi in un grande oggetto posto di traverso sulla strada di Todmorden. L'oggetto assomigliava ad una trottola: la sua veloce rotazione scuoteva le fronde degli alberi ed i cespugli. La superficie bagnata della strada risultava asciugata laddove si librava l’U.F.O. Secondo la descrizione dell'agente, nella parte centrale dell'aeromobile si apriva una fila di finestre, mentre la parte inferiore ruotava. Godfrey ebbe la presenza di spirito di disegnare l'oggetto su un taccuino per i rapporti.

Una volta sparito l'ordigno, l'agente scoprì di trovarsi più in basso lungo la carrozzabile, senza, però, ricordarsi di essersi ivi recato. Interrogato sotto ipnosi, egli rammentò di essere stato sequestrato e portato a bordo dell'U.F.O. e di essere stato esaminato su un tavolo. A bordo del disco, l'uomo aveva incontrato un essere barbuto dalle sembianze umane. Costui, solennemente avviluppato in un tabarro bianco, gli rivelò di chiamarsi Joseph. Nell'astronave, si trovavano anche altre creature alte un metro e dieci circa, dalle teste a forma di lampada. Gli alieni comunicarono telepaticamente, affermando che sarebbero tornati. Godfrey, attraverso sedute di regressione, tenute da uno psichiatra di Manchester, aggiunse altri particolari: ricordò che il motore dell'auto si era spento all'improvviso e delle interferenze sul telefono della vettura. Dopo che l'abitacolo fu inondato da una luce abbacinante, egli perse coscienza. Godfrey ritrasse gli ufonauti di bassa statura come simili ad androidi: la descrizione del rapito evoca i classici Grigi, anche se con qualche differenza.

Godfrey venne licenziato in seguito al clamore suscitato dalla divulgazione della sua esperienza.

Un aspetto inquietante della vicenda – non mi consta sia stato approfondito dai ricercatori - è la sparizione del bestiame, evento da cui principiò l'avventura di Godfrey. E’ noto che, in alcuni casi, si rileva la scomparsa di animali da allevamento (per lo più mucche, cavalli e pecore) in concomitanza con l’avvistamento di strane luci nella notte. Questi animali sono spesso poi ritrovati, ma morti e con alcuni organi asportati.

La circostanza più singolare coincide con la figura di Joseph che, nella sua ieraticità e nel nome, contiene un quid di “biblico”, come osservò lo stesso Godfrey. Quest’aura sacrale di Joseph (un mascheramento? Una mistificazione?) ricorda il vissuto dell’ingegnere statunitense Brian Scott che riferì di essersi imbattuto a Garden Grove, in California il 22 dicembre del 1975, in un essere semitrasparente che si presentò come The Host (L’Ospite). Così si espresse il testimone: “Host parlava con una voce il cui suono richiamava un qualche tipo di linguaggio computerizzato. La voce sembrava uscire da me: era una voce interiore che, però, non era mia. L’entità affermò che io ero tutt’uno con lui. Ripeté: ‘Io sono, io sono’. Steiger nota una reminiscenza con intento blasfemo del nome con cui Dio si palesò a Mosé sul Monte Sinai: infatti YHWH dovrebbe significare “Io sono colui che sono” o “Io sono colui che è” o meglio “Io sono colui che sarà”.


Fonti:

J. Randles, Le regole dell’Ufologia, 1998
Id.,
Police constable Alan Godfrey's abduction in West Yorkshire, England
Z. A. , Abduction nel mondo, 2007


VIDEO CORRELATO



APOCALISSI ALIENE: il libro

16 giugno, 2010

Guerre interdimensionali

Nel lucido articolo intitolato "Cronache dal Multiverso" ("X Times" n. 20), Lavinia Pallotta ripercorre il caso di Frank, vissuto studiato dall'ufologo Philip J. Imbrogno, autore di Files from the edge, 2010. Di per sé, la storia è già costellata di interessanti fenomeni: diviene poi ancora più significativa, se la si compara con le esperienze riguardanti l'ingegnere Brian Scott.

E' il dicembre del 1981. Frank è da solo in casa e sta seguendo un programma televisivo, allorquando manca la corrente ed il telefono trilla. Alzato il ricevitore, l'uomo ode due voci computerizzate che gli spiegano di provenire da un'altra galassia (in seguito sarà rivelato che gli Altri sono abitanti di un'altra dimensione) e di aver scelto lui per comunicare. Le voci assicurano l'interlocutore che la corrente tornerà e che egli dovrà sedersi di nuovo davanti all'apparecchio televisivo. Frank obbedisce e sullo schermo scorge un'entità con occhi enormi e la testa a pera. L'essere afferma di chiamarsi Lomuk e di manifestarsi come proiezione generata dall'interno di un'astronave stazionante dietro la
Luna. Lomuk asserisce di appartenere ad una razza denominata Ashtar (!) intenta a prender contatto con terrestri selezionati affinché li aiutino a salvare il pianeta.[1] Al diniego di Frank, la creatura risponde che, se si rifiuterà, agirà obtorto collo. Stizzito, Frank tenta di spegnere il televisore, ma senza riuscirvi, mentre l'alieno dichiara: "Non puoi liberarti di me tanto facilmente: io controllo tutto ciò che vedi e senti in questo strumento primitivo." Infine la comunicazione si interrompe.

Al mattino, Frank, turbato per quanto occorso la notte precedente, si sveglia con la sensazione di qualcosa di malvagio che appesantisce l'atmosfera: una specie di nebbiolina si è sollevata da sotto il letto, generando una figura alta ed incappucciata, con lunghe braccia e priva di mani. La sagoma da cui si forma un dito, lo punta contro Frank, per poi dissolversi.

Sempre più scosso, l'uomo, nel pomeriggio, decide, per schiarirsi le idee, di compiere un giro in automobile. Nel bel mezzo del tragitto, egli percepisce un ronzio, guarda dietro di sé dove vede una sfera argentea, di circa un metro di diametro. Il globo gli si avvicina implacabile, nonostante i tentativi di scansarla.

Questi ed altri episodi minacciano la stabilità del matrimonio del contattato che un giorno addirittura viene proiettato nel XIX secolo. Tornato nel XX, Frank si ritrova in una stanza piena di strumentazioni dove alcuni esseri umani gli sorridono. Qui Lomuk gli mostra su uno schermo immagini di (presunti) eventi futuri: città costiere del Connecticut in rovina, migliaia di morti lungo le strade. Secondo l'alieno, la sua razza è interessata a salvaguardare il nostro pianeta, perché le esplosioni atomiche hanno gravi ripercussioni. Sono, infatti, le emissioni elettromagnetiche collegate alle conflagrazioni nucleari ad essere nocive per la civiltà di Lomuk.

Brian A. Scott, ingegnere statunitense, è il protagonista di uno fra i casi di rapimento più inquietanti nella storia dell’Ufologia. Egli è sequestrato la prima volta da entità misteriose tra la sera e la notte (tra le 21 e le 23) del 14 marzo 1971, vicino ad Apache Junction, in Arizona.

Numerosi aspetti accomunano i due casi: la comparsa di sfere, la visioni di forme umane vaporose, le "predizioni" di cataclismi [2]
, il contegno coercitivo degli alieni, la presenza di Ashtar, icona del contattismo, la fenomenologia a cavaliere tra circostanze ufologiche e situazioni metapsichiche, l'intervento degli immancabili Grigi... Non solo, gli esseri incontrati da Scott, pur rivelando all'inizio di essersi insediati su un satellite artificiale in orbita attorno alla Luna, poi rettificano, chiarendo di venire "di là dal tempo". Come si vede, gli addentellati sono numerosi, ma soprattutto suscita interesse la commistione tra Ufologia e manifestazioni cosiddette paranormali: tale mescolanza impone di rivedere lo statuto della ricerca xenologica, per cercare di estenderla verso le realtà parallele, verso le fantastiche lande intraviste dalla scienza pionieristica.

Superando le solite obiezioni sulle immense distanzi siderali che gli extraterrestri dovrebbero coprire per raggiungere Gaia, si potrebbe considerare l'evenienza che molti alieni siano in realtà abitanti di universi contigui: questo spiegherebbe per quale motivo, essi sembrano intervenire quasi esclusivamente per neutralizzare dispositivi nucleari, vista la loro pericolosità per civiltà installate in mondi tangenti il nostro. E’ plausibile che l’uso di certe armi nucleari ed esotiche crei delle “risonanze” distruttive. Cicero pro domo sua, dunque. Si potrebbe anche cominciare a scrutare nell'abisso dell'operazione "
scie chimiche" che, con i suoi inquietanti risvolti (conflitto quantico, manipolazioni spazio-temporali), pare nascondere non una guerra stellare, ma interdimensionale.

[1] Lomuk è quasi l’anagramma di Moloch, il feroce dio adorato dai Cartaginesi. E’ una coincidenza?

[2] A Scott fu preannunciata: “La completa annichilazione dell’emisfero occidentale da una direzione orientale, comprendente bombe di alta (?) grandezza”. Da questo disastro sarebbero scampate solo poche migliaia di persone che sarebbero state portate su un altro piano di esistenza. Tutto sarebbe avvenuto il 24 (o 25, secondo altre ricostruzioni del caso) dicembre del 2011.

Fonti:

M. Filterman,
Les armes de l’ombre, 2006, cap.6
"X Times" n. 15 e n. 20



APOCALISSI ALIENE: il libro

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