Maurits Cornelis Etscher (Leekwarden 1898, Hilversum 1972) è il noto disegnatore ed incisore olandese, la cui arte, che prese l'avvio da una meticolosa riproduzione della natura, dalla seconda metà degli anni Trenta, sotto l'influsso di studi inerenti alla topologia ed alla cristallografia, approdò alla raffigurazione di "immagini mentali". Il ricorso alle divisioni periodiche del piano, a forme geometriche elementari iterate in serie contigue, a figure zoomorfe, che grazie ad effetti optical ed a contorni ambivalenti trapassano le une nelle altre in surreali metamorfosi, creano un universo di paradossi percettivi. In molte xilografie e litografie divenute famose, Escher articola prospettive illusorie, strutture tridimensionali impossibili, ma fondate su una logica ferrea. Sono mondi di aberrante razionalità, dove i vuoti costruiscono gli oggetti, secondo gli orizzonti della Gestalt.L'arte, talora cerebrale del visionario incisore, scava in inquietanti archetipi, rifulge di cupe intuizioni in un'opera come Dream. Escher raffigura in primo piano un cardinale dormiente. E' supino, le mani incrociate sull'addome. I particolari rassicuranti (il capo mitrato adagiato sul guanciale, la stola... ) sono contraddetti dal volto rigido del porporato il cui sonno sembra quello della morte, ma soprattutto dalla gigantesca mantide che sovrasta minacciosa il prelato. E' una raffigurazione onirica: il sogno, lungi dall'essere una momentanea digressione dal reale, uno scivolamento nel fantastico, è l'unica, vera realtà. Una dimensione popolata da sinistre creature irrompe nel mondo e vi si accampa visibile a chi serra gli occhi fisici. Coesistono piani differenti che si intersecano e collidono.
L'intera creazione si squaderna nella litografia: il mondo minerale prende forma nelle architetture con le volte a crociera che sorreggono il peso insostenibile del nulla; il regno vegetale si impietrisce nei capitelli fitomorfi; il regno delle ombre nell'insetto dallo sguardo bieco e terribile. Le volte a crociera poi si stagliano sulla nera, vertiginosa volta dello spazio trapuntato con gli spilli degli astri.
Escher, attingendo ad una fonte di simboli ancestrali, sembra descrivere un universo dove una morte immobile avvolge involucri di vite agonizzanti ed in cui un dominio oscuro (coagulato nelll'osceno connubio tra Roma e la mantide?) immerge gli esseri nel sonno dell’ipnosi.
E' solo un sogno, certamente, ma un sogno che, dissoltosi con il lucore dell'alba, apre la porta di un incubo.
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