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01 agosto, 2015

L’enigma di Giovanni Battista



Chi fu veramente Giovanni Battista? Gli storiografi, basandosi sui Vangeli, hanno creduto di poter ricostruire la sua biografia nel modo seguente: nato intorno al 7 a.C. e morto nel 30 d.C., Giovanni sarebbe stato figlio del sacerdote Zaccaria e di Elisabetta, parente di Maria. Verso il 27 d.C. si ritirò nel deserto ove visse da asceta, annunciando l’avvento del Messia. Battezzò Gesù nelle acque del Giordano. Per aver disapprovato la convivenza di Erode Antipa con la cugina Erodiade, fu incarcerato e poi decapitato su richiesta di Salomè, figlia di Erodiade.

Giovanni Battista è personaggio quanto mai evanescente: infatti, oltre che nei Vangeli, è menzionato, se si escludono testi tardi di natura catechetica, solo da Giuseppe Flavio (Ant. 18, 109-119). Così non manca qualche autore, ad esempio David Donnini, incline a pensare che il Precursore non sia mai esistito. Donnini vede nel Battista una controfigura di uno fra i due Messia. E’ ipotesi forse estrema, ma è indubbio che l’immagine ufficiale del Santo è poco plausibile.

Già i Vangeli lasciano trasparire una rivalità tra il Messia (quale dei due?) ed il Battista nonché un certo antagonismo tra i rispettivi seguaci: parecchi anni dopo la crocifissione, ad Efeso, alcuni adepti avevano ricevuto soltanto il “battesimo di Giovanni” (Atti 18, 24-25; 19, 1-5). Gesù proclama il Battezzatore il “maggiore tra i nati da donna” (Luca 1, 44), ma lo ridimensiona definendolo "il più piccolo nel Regno" (Matteo 11, 11).

Nel Vangelo attribuito a Giuda Tommaso, nel loghion 46, si ribadisce: "Gesù disse:‘Da Adamo a Giovanni il Battista, fra quanti nacquero da donna nessuno è tanto più grande di Giovanni il Battista da non dover abbassare lo sguardo. Ma vi dico che chiunque fra voi diventerà un bambino riconoscerà il Regno e diventerà più grande di Giovanni".

Ancora oggi i Mandei, che formano una sparuta comunità religiosa a carattere dualistico, i cui fedeli vivono in Iraq, sostengono di essere i seguaci dei discepoli riuniti attorno al Battista, reputato il vero Messia in opposizione a Gesù, additato come impostore.

Pare che, a somiglianza di un fiume carsico, il Precursore abbia dato origine ad un’intrigante linea esoterica, la cosiddetta “tradizione giovannita”, sebbene la Chiesa nicena e post-nicena abbia agito per normalizzare questa figura. Tale corrente qua e là affiora, manifestandosi in opere criptiche, come i quadri di Leonardo da Vinci, il genio rinascimentale che fu anche un occultista. Lo stesso segno del Battista, l’indice diretto verso l’alto, potrebbe avere un significato non riferibile in modo banale alla trascendenza.

Giovanni XXIII (Angelo Roncalli), il primo pontefice affiliato ad una loggia di liberi muratori, scelse il suo nome da papa proprio come tributo a Giovanni Battista che è, tra le altre cose, il santo della Massoneria.

Giovanni Battista si festeggia il 24 giugno, dì della prima “apparizione mariana” a Medjugorie, fenomeno in qualche modo riconducibile alla Xenologia. Per convenzione la nascita dell’Ufologia contemporanea ha inizio il 24 giugno 1947, allorché Kenneth Arnold, uomo d’affari statunitense, avvistò, a bordo di un piccolo aereo, presso le Cascade Mountains (stato di Washington), nove grandi oggetti di forma quasi discoidale e dall’aspetto metallico.

Qual è il fil rouge che lega Giovanni Battista ai Mandei, al retaggio iniziatico giovannita, alla Massoneria ed a talune circostanze border line? Le investigazioni, rese complesse dalla scarsità delle fonti e dall’intrinseca difficoltà della questione, sono in fieri.

Qui un’interpretazione esoterica e simbolica della figura di Giovanni Battista.

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13 aprile, 2010

L'enigma della doppia creazione

"Genesi" riporta una doppia creazione dei progenitori: di solito tale iterazione è ricondotta alla coesistenza di due fonti, una elohista originaria del Regno di Israele (1,26-28); l'altra jahvista sorta ed affermatasi nel Regno di Giuda (2,7). Nella prima, Dio è Elohim (plurale intensivo o termine da rendere con Potenze?); nella seconda Dio è YHWH.

Si potrebbe liquidare il problema, appellandosi alla giustapposizione delle fonti, ma non sono mancati e non mancano coloro che, invece di concepire i due racconti riferiti alla creazione dei protoplasti, come differenti letture dello stesso evento, secondo una prospettiva multipla, vedono un'azione creatrice (o formatrice) compiuta in due riprese.

Nell'antichità, fra i teologi cristiani, furono Origene e Gregorio di Nissa a formulare l'ipotesi della doppia creazione. Origene, teologo ed esegeta alessandrino, (185 ca.- 253 d.C. ca.) pensò che le anime pre-esistenti (noes) venissero in seguito incorporate. Gregorio di Nissa (Cesarea di Cappadocia 335 - Nissa 395 d.C. ca.) elaborò una dottrina, secondo cui la natura primigenia di Adamo ed Eva era ontologicamente diversa da quella successiva, quando i protoplasti acquisirono una costituzione composita. Entrambe le esegesi, l'ipotesi di Origene e quella del Nisseno, richiamano l’insegnamento di Filone ebreo per il quale il primo uomo è incorporeo, archetipo, né maschio né femmina; il secondo Adam è, invece, corporeo e mortale. [1]

Pur nella diversità delle visioni, in cui la sequenza temporale si articola alla dimensione ontologica, secondo differenti accentuazioni, i teologi condividono l''idea di uno scostamento da Dio quanto più si manifesta la natura sensibile. Così, l'Adam prototipo è essere che appartiene alla sfera intelligibile, mentre l'uomo in cui l'anima si è unita al soma, è creatura confinata, benché in modo non definitivo, in un mondo di caducità e di imperfezione. Sono evidenti n queste concezioni le reminiscenze dell'antropologia platonica, anche se con qualche addentellato con eccentrici orizzonti interpretativi del testo biblico.

Alcuni studiosi ricordano che le apparenti contraddizioni dei due passi si possono sanare, se si radica il primo libro del
Pentateuco nel suo substrato in buona parte sumerico, dove la creazione degli uomini viene presentata come il risultato di una serie di esperimenti, anzi tentativi. Si sarebbe passati dai lulu amelu [2], lavoratori primitivi, all'adamu, per concludere con l'adapa. E' possibile che il lulu fosse incapace di riprodursi, a differenza dei suoi discendenti?

E’ palese che, in tal maniera, l’antropologia delineata dai biblisti succitati è rivista, cambiando il contesto e la prospettiva valoriale.

Le ricostruzioni che privilegiano i significati storici, rispetto a quelli simbolici, cominciano ad essere avvalorate da riscontri provenienti dalla paleontologia, dall’archeologia e dalla genetica: si sta uscendo dal campo delle indagini più o meno fantasiose? E’ lecito chiedersi se non si annidi della disinformazione surrettizia e strumentale in codeste analisi. E’ doverosa un’estrema cautela, senza, però, chiusure preconcette.

[1] La doppia creazione è rintracciabile pure in alcuni testi dei Mandei, una comunità religiosa medio-orientale che discenderebbe dai seguaci di Giovanni Battista.

[2] Se la traduzione del termine "lulu" con "mescolato" è corretta, tale significato dovrebbe indurre ad approfondite riflessioni.


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APOCALISSI ALIENE: il libro

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