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04 agosto, 2016

Stranezze



A proposito dei vari attentati o pseudo-attentati, comunque “operazioni falsa bandiera”, vorremmo sapere per quali motivi tutto, alla fine, si risolve in una bolla di sapone. Bisogna infatti porsi i seguenti interrogativi.

• Perché, nonostante le evidenti e dichiarate falle nei servizi di “intelligence” e “prevenzione” di atti terroristici, non si prendono provvedimenti nei confronti di coloro che, in quanto responsabili della sicurezza, hanno dimostrato inefficienza? Non dovrebbero i vertici dei servizi segreti essere sollevati dai loro incarichi o per lo meno subire dei provvedimenti disciplinari?

• Perché gli autori di attacchi e carneficine sono quasi sempre uccisi dalle forze dell’ordine? Non sarebbe di gran lunga preferibile catturare vivi i “terroristi” per interrogarli in modo da scoprire mandanti e piani criminosi, sì da sventare altri possibili attentati?

• Per quale ragione anche quando, in rarissimi casi, è assicurato alla “giustizia” un “jihadista”, costui non rivela mai alcunché? Dov’è finito, ad esempio, Salah Abdeslam, considerato la mente della “strage” perpetrata a Parigi il 13 novembre 2015? Che cosa è emerso dai suoi interrogatori? Niente!

• Per quale causa, mentre le autorità brancolano nel buio prima degli inside job, a tal punto che anche degli adolescenti inesperti riescono a compiere azioni plateali, ad attentato avvenuto, si riesce a ricostruire vita, morte e miracoli del combattente “radicalizzato”?

• Com’è possibile che alcuni “terroristi”, dopo essere stati eliminati dalla polizia, siano ancora vivi? E’ il caso di Mohamed Lahouaiej-Bouhlel, il “gelataio” di Nizza.

• Come si spiega che qualcuno (l’ubiquo Richard Gutjahr) sia in grado di cominciare le riprese al momento giusto e nel posto giusto?

• Perché sul teatro dei fatti si trovano così spesso le stesse persone che riescono a sopravvivere a gragnole di proiettili ed a micidiali esplosioni?

• Perché i giornalisti non si recano negli ospedali per interpellare i feriti?

• Perché, se specialmente negli anni ‘70 del XX secolo i servizi “deviati” attuarono la strategia della tensione per destabilizzare i governi e per condizionarne le scelte politiche, non dovremmo scorgere nella sfilza di recenti false flag un disegno simile ed identici ispiratori?

• Perché Bush senior e junior, Tony Blair, Barack Obama, Bill Clinton, Hillary Clinton etc. non sono perseguiti come terroristi, nonostante abbiano massacrato e contunuino a massacrare centinaia di migliaia di persone in Iraq, Siria, Afghanistan, Libia e via discorrendo?

• Perché i “giornalisti” lo definiscono terrorismo islamico, invece che terrorismo di Stato?

• …

E’ evidente che molte cose non quadrano, anche se le teste quadre non si accorgono di incongruenze e di situazioni inverosimili.

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APOCALISSI ALIENE: il libro

31 luglio, 2016

Questi fantasmi...



Lies in the news, truth in the movies, mud in the media. Bugie nelle notizie, verità nel cinema, fango nei media.

Il caso di Valeria Solesin è emblematico: sembra un personaggio fittizio o comunque a metà tra una “verità” televisiva ed una finzione letteraria. Quanti sono, però, i personaggi che oggi popolano i media, simili alle figure dei feuilletons ottocenteschi!

Quanto è simile l’atteggiamento del pubblico, oggi come allora! E’ un pubblico che, incurante della verosimiglianza, è alla ricerca di emozioni forti, benché passeggere. Sulla paura prevale la curiosità: che cosa succederà ai nostri anti-eroi? Quale crimine perpetreranno? Le forze dell’ordine riusciranno ad acciuffarli?



“Terroristi”-gelatai con armi finte, terroristi infelici, incompresi, con alle spalle un passato di soprusi: questi sono attanti prelevati da un romanzo di Dickens! Ora sono à la page i “terroristi” adolescenti che, complici prodigiosi fertilizzanti, attecchiscono con radici islamiche in men che non si dica.

Non solo! Spuntano suore intrepide che assistono allo sgozzamento del sacerdote, ma che riescono a svignarsela prima di essere squartate per bene, come in una pellicola di Dario Argento. Naturalmente le religiose allertano prontamente il settimo cavalleggeri che, però, interviene con ritardo mostruoso. Questo è cinema, anche se di quart’ordine. Tra un po’ avremo “terroristi” pargoli che, smettendo all’improvviso di giocare con il trenino, camuffati con barbe finte ed imbracciando fucili giocattolo, terranno in scacco interi paesi.

Che pensare poi dei giornalisti che si trovano sempre nel posto giusto al momento giusto, come l’ubiquo Richard Gutjahr? Ha ripreso sia l’”attentato” del Bataclan sia la performance di Nizza sia la tregenda di Monaco di Baviera. C’est fantastique: neanche Houdini e David Copperfield sono dotati di questi poteri strepitosi! Gutjahr è anche veggente: sa dove sarà sferrato un attacco "jihadista" per riprenderlo in diretta o quasi. Memorabili le sue immagini bavaresi dove immortala un’efferata aggressione ai danni di inermi piastrelle.

Il mondo è diventato uno spettacolo magico e macabro, un aleggiare di fantasmi tra “palco e realtà”.

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APOCALISSI ALIENE: il libro


25 luglio, 2016

Ritualità



E’ arcinoto che i globalizzatori sono ossessionati dalla ritualità e dalla cabala. Abbiamo cercato perciò di collocare la pantomima nizzarda in un contesto controiniziatico, raccogliendo indizi numerologici: subito qualcosa non quadrava, perché erano assenti le consuete cifre, il numero 11 o suoi multipli etc. tuttavia come nel caso del racconto “La lettera rubata” di Edgar Allan Poe, la verità era in piena vista e non la scorgevamo. Certo! Il numero ufficiale delle “vittime” falciate dall’autocarro guidato dall’”attentatore”-gelataio, 84, è un riferimento al celebre romanzo di Orwell, “1984”, icastica anticipazione di un mondo sotto sorveglianza, schiacciato da una dittatura tanto sanguinaria quanto ipocrita. E’ il mondo in cui “viviamo”. Il messaggio è chiaro: “Sudditi, dimenticate ogni residua libertà: in nome della ‘sicurezza’, da molti a gran voce invocata, vi ritroverete presto con le videocamere installate nelle vostre stesse abitazioni!”

I soliti simboli sono disseminati in ogni dove. Non sappiamo chi uccise la povera Yara Gambirasio (sit ei terra levis), ma siamo arcisicuri che Massimo Giuseppe Bossetti è innocente. Alcuni autori, basandosi sulle risultanze delle indagini, su dati oggettivi e non su speculazioni, sono pervenuti al nostro stesso convincimento. Ignoriamo se l’omicidio di Yara sia inscrivibile in una cornice rituale; probabilmente no. Nondimeno è possibile rintracciarvi qualche sfumatura allegorica: la forma piramidale – invero inconsueta - della lapide della tomba, in cui sono sepolte le spoglie mortali dell’adolescente, ed un nome, quello di Rosita Brena, figura con lo stesso cognome di Giulia Brena, l’istruttrice il cui ruolo sembra centrale nella tragica vicenda. Rosita Brena entra nell’inchiesta di taglio ed in modo fugace per poi uscirne.

Bruno Mautone, nell’istruttivo saggio “Chi ha ucciso Rino Gaetano?”, pur all’interno di una ricostruzione decorosamente giornalistica, riconosce qualche indizio emblematico, ad esempio quando rileva che ricorre la “rosa” in alcune composizioni del cantante calabrese. Mautone interpreta il fiore come un cenno alla Rosa dei venti - l’'organizzazione segreta di stampo neofascista, collegata ad ambienti militari ed individuata alla fine di del 1973 dalla Magistratura - non come rinvio ai Rosacroce contraffatti.

Sia come sia, è indubbio che gli accadimenti orchestrati dai filibustieri lasciano intravedere una filigrana esoterica: last, but not least, si pensi alla pièce allestita a Monaco il 22 luglio. Il giorno scelto per lo spettacolo è significativo non solo perché multiplo di 11, ma pure in quanto dì in cui si celebra Santa Maria Maddalena. E’ un giorno in cui si affolla una serqua di avvenimenti cruciali. I valori e le tradizioni legati a Maria Maddalena sono, come sempre, distorti e ribaltati per suggellare la sacralità invertita tanto cara alla setta di psicopatici, ai guitti di questo “teatro della crudeltà”.

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APOCALISSI ALIENE: il libro

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