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04 giugno, 2013

La pista sumera (prima parte)

Nella pellicola “Il quarto tipo”, (The fourth kind, 2009) per la regia di Olatunde Osunsanmi, la dottoressa Abigail Tyler indaga sulla morte del marito misteriosamente ucciso una notte mentre dorme accanto a lei. La Tyler scopre che a Nome, in Alaska, dove si è recata per compiere la sua ricerca, alcuni abitanti soffrono di persistenti disturbi del sonno. Si svegliano di soprassalto e ricordano d'aver scorto un gufo alla finestra. La Tyler ipnotizza uno di loro, Tommy, per portarne alla luce i ricordi sedimentati nell’inconscio. Quelle reminiscenze sono, però, così atroci che il paziente dura fatica a recuperarle. Un giorno Tommy prende in ostaggio moglie e figli, minacciando di ucciderli. Vuole che la psicologa gli sveli il significato di alcune parole in una strana lingua. Poiché Abbey non è in grado di decifrarle, Tommy stermina la famiglia e si toglie la vita. Grazie ad uno specialista, il glottologo Odusami, Abbey scopre che quelle frasi sono in sumero. Con l'aiuto del collega, il dottor Campos, la donna cerca di venire a capo dell’enigma.

La produzione, ricorrendo nei momenti topici alla tecnica dello split, affianca la ricostruzione dei fatti a materiale “autentico”, in una sorta di metacinema. Gli eventi “reali” sono affidati alla finzione (?) ed agli attori proprio come il rifacimento, con effetto straniante, talora cerebrale. Le immagini sgranate e vacillanti delle videocamere offrono un’illusione di verosimiglianza, ma sùbito sembrano smentirla nel gioco narrativo. Si rischia così di ignorare il messaggio che si è inteso forse veicolare con il film: alludiamo alla “questione sumera”. Gli spaventevoli alieni, che rapiscono alcuni residenti di Nome e la stessa figlia della psicologa, si esprimono nell’antico idioma parlato in Mesopotamia. Questo riferimento non sembra fortuito, ma un indizio che qualcuno ha voluto lasciare.

Da alcuni decenni, il “problema sumero” è diventato decisivo, oltre che nell’archeologia (ufficiale e no), nella linguistica, nella storia… persino in campi in cui non ci saremmo attesi che acquisisse particolare aggetto. Si pensi alle speculazioni sul Pianeta X identificabile con Nibiru, l’enigmatico corpo celeste della mitologia mesopotamica. L’astronomia e la cultura sumere non catalizzarono l’interesse soltanto del controverso Zecharia Sitchin e dei suoi epigoni, ma anche del cosmologo Sagan.

Carl Edward Sagan (1934-1996), noto soprattutto per aver indagato con zelo il tema della possibile esistenza di civiltà tecnologiche nel cosmo e l’eventualità di comunicare con loro, partecipò a questo fine, con esperimenti e progetti, ai programmi spaziali Mariner, Viking e Voyager. Questi programmi della N.A.S.A. erano volti all’esplorazione dei pianeti e dei satelliti. Sagan studiò anche l’evoluzione(?) della vita sulla Terra fino all’uomo tecnologico. Ispirò pure il film “Contact”, con protagonista l’attrice Jodie Foster. La sceneggiatura della pellicola dipende dall’omonimo romanzo scritto dal cosmologo.

Sagan era un uomo che sapeva assai più di quanto osasse ammettere di fronte alla comunità degli scienziati(?) ed all’opinione pubblica. Negli anni ’70 del XX secolo, lo studioso predispose per la sonda Pioneer 10 un messaggio destinato a civiltà stellari. La comunicazione comprendeva musiche di un complesso mariachi ed auguri scritti in sumero, per illustrare a nazioni extraterrestri i caratteri precipui della vita sul nostro pianeta.

Infatti, reputando che anche altre civiltà stessero compiendo le stesse ricerche, ebbe l'idea di collocare sulla Pioneer 10, attualmente ancora in viaggio fuori dal sistema solare verso la stella Proxima Centauri, una targa d'oro con incisi i simboli della Terra, dell'uomo e della donna, del D.N.A. ed altre informazioni sul nostro pianeta, affinché un giorno qualche intelligenza aliena potesse scoprire da dove proveniva la sonda.

Leggi qui la seconda parte.

APOCALISSI ALIENE: il libro

La squola della Gelmini - di Antonio Marcianò - Gemme scolastiche da collezionare

28 marzo, 2013

Papa Francesco I, al secolo Jorge Maria Bergoglio: un imbroglio stellare?

Stelle sfilanti

13 marzo 2013: il conclave elegge al quinto scrutinio il nuovo pontefice, Francesco I, dopo che il giorno 11 febbraio ha abdicato papa Benedetto XVI. Non ci interessa, in questa sede, indagare sul passato del nuovo vescovo di Roma – ad altri l’ufficio di scovare (eventuali) scheletri nell’armadio – piuttosto ci preme evidenziare un aspetto su cui di solito non si è indugiato, ossia l’arma di Francesco I.

In primo luogo possiamo definire l’ex Cardinale Jorge Maria Bergoglio “Papa nero”, in quanto appartenente alla Compagnia di Gesù, inoltre il nome da lui scelto, più che richiamare Giovanni Francesco d’Assisi, figlio di Pietro Bernardone e della catara Giovanna (detta la Pica) di Bourlemont, potrebbe riferirsi a Francesco Saverio (1506-1552). Francesco Saverio fu un religioso spagnolo. Di famiglia aristocratica, fu compagno di studi di Ignazio de Loyola ed entrò nell’Ordine nel 1534. Fu missionario in India, Giappone ed India dove morì.

Osserviamo ora il blasone di Francesco I: d’azzurro all'emblema dell'ordine, un disco raggiante e fiammeggiante caricato dalle lettere IHS, il monogramma di Cristo. La lettera H è sormontata da una croce; in punta i tre chiodi della Passione. Alla punta l’arma è caricata da un pentagramma e da un grappolo d’uva al naturale, entrambi d’argento.

La stella a cinque punte o pentagramma è simbolo notevole, con una galassia di significati. In geometria il pentagramma è il pentagono regolare stellato, cui i Pitagorici attribuirono un valore mistico di perfezione e di armonia. Nelle sette gnostico-magiche, il cui numero sacro era il cinque, proprio perché cinque sono gli elementi (luce, aria, fuoco, acqua, quintessenza), il pentacolo acquisì una valenza fondamentale. Fu ripreso dai Bogomili: non è raro, infatti vederlo effigiato sulle loro lapidi, anche se celato nelle dita di una mano. Tradizionalmente la forma con il vertice rivolto verso l’alto contrassegna la magia bianca, quella rovesciata con una testa caprina la magia nera. L’iconografia cristiana si serve della stella a cinque punte, verosimilmente in riferimento alle cinque ferite del Cristo crocifisso. E’ probabile che, in ultima analisi, l’astro in esame sia un adombramento del pianeta Venere, il cui moto visto dalla Terra traccia appunto la figura di una stella. In ogni caso, siamo al cospetto di un’icona molto antica, già istoriata nelle tombe egizie e su alcune ceramiche etrusche.

Ricordiamo che molti fra i più insigni Gesuiti furono e sono scienziati, spesso astronomi. Appartenevano alla Compagnia fondata da Ignazio de Loyola anche alcuni cosmologi che indagarono il Pianeta X, come notato da Luca Scantamburlo. Il corpo celeste nell’arma del Pontifex maximus testimonia una tradizione radicata, persino un interesse dei Gesuiti per la vita su altri pianeti. Scrive, a tale proposito G. B.:“Padre José Luis Funes (astronomo, teologo e filosofo gesuita argentino), Padre Guy Consolmagno (scienziato, gesuita), Monsignor James Schianchi, Monsignor Corrado Balducci e Padre Gabriele Amorth (celebre esorcista) ci danno una visione d’insieme interessante degli studi vaticani sulla vita extraterrestre o extradimensionale. Non si tratta affatto solo di speculazioni teologiche ma di ricerche fattuali scientifiche, astronomiche ed archeologiche nonché della catalogazione di innumerevoli testimonianze umane. Il nesso esistente tra la Chiesa di Roma (l'Ordine dei Gesuiti in particolare) e le ipotesi di vita extraterrestre (o extradimensionale) viene evidentemente preso in seria considerazione. Non si cada quindi nell’errore di sottovalutare tali auguste dissertazioni: sono testimonianze di un’ansia realmente vissuta oppure (dato che la Chiesa di Roma tace sulle nefaste operazioni di geoingegneria, di cui non può non essere al corrente) il frutto di una strategia di disvelamento per fini ignoti?”

Habemus papocchium

Reputiamo che il Vaticano intenda il più possibile accreditare l’immagine dei visitatori saggi ed evoluti, anzi che si prefigga di spacciare entità predatrici e maleficentissime per ufonauti amichevoli, nell’ambito di un inganno stellare. In questo imbroglio giocherà forse un ruolo decisivo il nuovo pontefice Bergoglio? Sono sintomatici certi asserti dei teologi succitati, del tutto assimilabili alle mielose affermazioni degli ambasciatori umani in forza alla Federazione galattica, tra New age ed ufologia “religiosa” ed “ecologista”.

Padre José Luis Funes, gesuita argentino, due lauree (una in astrofisica ed una in teologia) dichiara:"Gli extraterrestri esistono e sono nostri fratelli". Funes è noto per avere osservato e fotografato, assieme a Michele Cappellari, le galassie S0-Sa nel maggio del 1999 e soprattutto è stretto collaboratore di padre Coyne, il gesuita che segue il progetto S.E.T.I. per conto del Vaticano. Funes partecipa al V.A.T.T. (Vatican Advanced Technology Telescope), la sezione del Gruppo di rcerca dell'Osservatorio vaticano, con sede a Tucson, Arizona, nell'ambito del progetto "Stargate"(sic).

Padre Consolmagno, gesuita ed astronomo della Specola vaticana sostiene: “L’amore di Cristo abbraccia il nostro pianeta e tutti gli altri esseri”. Il gesuita astronomo confessa: “Credo nell’esistenza degli U.F.O.”

Guy Consolmagno, gesuita, astronomo, di Detroit divide il suo tempo fra la Specola di Castelgandolfo, antica sede degli astronomi vaticani, e Monte Graham, in Arizona, dove il Vaticano ha il suo Osservatorio dotato del sistema ad infrarosso LUCIFER (sic!). Il titolo della sua ultima opera è significativo: “Vita intelligente nell’universo? Fede cattolica e la ricerca di vita intelligente extraterrestre”. Il saggio è stato scritto per rassicurare i cattolici a non aver paura di queste domande. “Quello che impariamo non rende nullo quello che già sappiamo”, asserisce Consolmagno.

Spesso gli astronomi sono persone speciali e spesso anche i Gesuiti lo sono: Consolmagno, che per diciotto anni si è occupato di astri, prima di decidere di entrare nella Compagnia di Gesù, sembra confermare entrambi gli assunti. Non teme di affrontare il tema degli alieni. Che cosa sarebbe della storia della creazione e dell’amore di Dio per la Terra e gli uomini, tanto da mandare il suo unico Figlio a morire per salvarli, se gli extraterrestri esistessero? L’astronomo risponde con il Vangelo di Giovanni: “In principio era il Verbo. Il Verbo è, naturalmente, Gesù; il Verbo è la seconda persona della Trinità, il Verbo è la salvezza, il Verbo è l’incarnazione di Dio nell’universo e, secondo il Vangelo, è là prima che l’universo fosse creato. E’ l’unico punto nello spazio-tempo che sia lo stesso in ogni linea temporale. E’ così che la salvezza avviene ed è resa manifesta nella persona di Gesù Cristo qui. Prima che l’universo fosse creato, Cristo è; e quindi abbraccia non solo la terra e noi, ma anche ipotetici altri esseri”.

Gli astronomi cattolici si spingono ad ipotizzare che i “fratelli dello spazio” non sarebbero maculati dal “peccato originale”. Se pensiamo alla Biogeoingegneria ed alla Terraformazione al contrario, siamo indotti a pensare o che i Gesuiti siano degli ingenui credenti nei “Marziani” biondi e buoni o che mirino ad instillare tra i fedeli il convincimento dell’alieno magnanimo dietro cui, però, si nasconde un parassita. La serie televisiva “Visitors” docet… Il diavolo ama presentarsi come angelo di luce.

Di tutto altro avviso è l’ex gesuita Salvador Freixedo che, in un suo fondamentale saggio, “Difendiamoci dagli dei”, prova a mettere in guardia dai pericoli insiti in una visione edulcorata e menzognera in rapporto alla realtà extraterrestre ed interdimensionale, non di rado demoniaca e sinistra.

Certo, forse i tempi non sono ancora maturi per la “rivelazione” sulla vita aliena: la Chiesa ed altri poteri stanno assuefacendo un po’ alla volta l’umanità all’idea dei visitatori che portano doni, stanno sondando le reazioni dell’opinione pubblica. Se davvero un giorno dovesse essere dato l’annuncio che Essi sono in procinto di manifestarsi, siamo propensi a pensare che saranno aperte le porte ai carnefici, non ai salvatori. Invano dei novelli Laocoonte e Cassandra ci ammoniranno a non introdurre nella città il cavallo di legno.

Se la Chiesa di Roma continua ad insabbiare ed a negare verità scomode (scie chimiche, inquinamento da radiazioni nucleari ed elettromagnetiche, signoraggio bancario, crisi economica artificiale, misfatti di banche, di industrie alimentari, belliche e farmaceutiche, organismi transgenici, danni dei vaccini etc.), non si vede perché dovrebbe essere schietta circa la vera natura ed i veri scopi degli Stranieri.

Tra LUCIFER, Stargate ed altre sfacciate allusioni del genere (“Sono venuti a prendermi dalla fine del mondo”), la moneta del nuovo papa sul cui verso è effigiata la Prostituta dell’Apocalisse, viene un brivido di orrore religioso lungo la schiena… Le possibilità che le gerarchie cattoliche siano sincere è praticamente pari a zero.

Fonti:

G. B., La Chiesa e gli alieni, 2013
Enciclopedia dei simboli, Milano, 1999, s.v. pentagramma
L. Scantamburlo, The American Armageddon, 2009, passim
Zret, Francesco d’Assisi ed i Catari, 2009


APOCALISSI ALIENE: il libro

La squola della Gelmini - di Antonio Marcianò - Gemme scolastiche da collezionare

09 marzo, 2009

La quadratura del cerchio

Tremeranno i cieli e la Terra si muoverà, gli uomini tremeranno di paura. Gli Annunciatori del Giudizio appariranno. Arriveranno lentamente, come i ladri di tombe: gli uomini non li riconosceranno per quello che sono. L'ora del Distruttore è alle porte. (Bibbia Kolbrin)

Il 2009 è stato dichiarato anno internazionale dell'astronomia: si susseguono missioni spaziali, si compiono studi sul Sole, sui pianeti ed i satelliti del nostro sistema, ma anche su corpi celesti lontanissimi. Non può mancare in questo fervore di "ricerche" aerospaziali, il riferimento a Nibiru. Al Pianeta X ho già dedicato un ampio articolo, Nibiru tra verità e disinformazione; dunque non ripeterò concetti già espressi, ma mi sembra doveroso tornare sul tema per puntualizzare alcuni aspetti ed evidenziare nuove sfaccettature. Ammettiamo che Nibiru esista veramente: potrebbe essere un pianeta gigantesco o una nana bruna o una cometa o un'astronave.

L'ingegner Carlo Bolla non ritiene plausibili le ricostruzioni di Sitchin e dei suoi epigoni circa il pianeta degli dèi: Bolla, in Questioni celesti, si avvale soprattutto di argomenti astronomici ed astrofisici per confutare la teoria dello studioso russo. Tuttavia non mancano studiosi, come il fisico olandese Jacco Van Der Worp, autore di Previsioni sul Pianeta X, Guida alla sopravvivenza 2012, che sono convinti della sua esistenza. In Italia, tra gli altri, Luca Scantamburlo,
Cristoforo Barbato e Giorgio Pattera hanno cercato di gettare un po' di luce sulla complessa questione.

Bisogna riconoscere che le piaghe descritte nella Bibbia, quasi certamente trasfigurazioni di fenomeni naturali catastrofici che colpirono l'Egitto, se la datazione dell'esodo degli Ebrei dalla terra dei faraoni è attendibile, risalgono proprio al XVII secolo a.C., quando nella regione del Delta si trovavano gli Hyksos. Dal XVII secolo a.C. ad oggi intercorrono a un dipresso 3.600 anni, il periodo di Marduk! E' quindi il Pianeta dell'attraversamento ormai prossimo al perielio?

Naturalmente bisogna postulare che il racconto biblico abbia un fondamento storico, che, intorno al XVII secolo, gruppi di Semiti (?) guidati dall'egizio Moses, (sacerdote del dio Aton?), cominciarono a spostarsi verso il Sinai in più ondate, forse dopo che la dinastia Hyksos (Indoeuropei mescolati con Semiti?) fu rovesciata dai sovrani di Tebe. Le piaghe bibliche potrebbero essere correlate al materiale piroclastico espulso dall'eruzione vulcanica di Santorini. In tal caso, i calcoli riferiti al periodo di Nibiru si discostano di più di un secolo. Van Der Worp è persuaso che le calamità che colpirono l'Egitto furono causate dall'avvicinamento della nana bruna e non dall'eruzione di Thera, risalente al 1450 a.C. circa.

Si tratta, come si può intuire di un nodo di Gordio: veramente Nibiru si sta appressando alla Terra, foriero di disastri a causa delle perturbazioni gravitazionali e delle interazioni con il campo magnetico solare? E', invece, possibile che sia una montatura orchestrata dalla sinarchia, con l'ausilio della N.A.S.A. e dei media? I paventati cataclismi dei prossimi anni saranno naturali o innaturali?

Se veramente tutto fosse normale, i Rockfeller non avrebbero costruito nelle isole Svalbard delle basi sotterranee per stoccare sementi né altrove sarebbero state create simili installazioni ipogee. Qualcosa le stesse élites sembrano temere. Si cautelano forse contro disastri artificiali che saranno attribuiti ad un inesistente Nibiru, la cui mole sarà visibile solo in quanto ologramma?

Se veramente la casta mondiale fosse inquieta per sconvolgimenti naturali, non si impegnerebbe con tanto zelo in operazioni come H.A.A.R.P. e scie chimiche, ma destinerebbe tutte le risorse all'approntamento di bunker. Forse, però, le onde elettromagnetiche e le scie adempiono la loro funzione: o servono a creare i presupposti per una proiezione olografica di Nibiru associata a cataclismi generati con H.A.A.R.P. ed altri sistemi d'arma o servono a nascondere alla popolazione il Pianeta X, deviando anche l'attenzione su temi depistanti.

I cambiamenti paventati per il 2012, anno in cui il Sole dovrebbe conoscere un'intensa attività, in relazione al ciclo delle macchie solari di 11,1 anni, potrebbero essere dovuti anche ad una micidiale sinergia tra fenomeni naturali ed artificiali.

Non dimenticherei né che il 2012 è un anno dal valore simbolico né che l'avvento del Distruttore è anticipato in molti testi e tradizioni del passato.

Alla fine (su molti addentellati del tema sorvolo, poiché l'intrico diventerebbe ancora più inestricabile), non sappiamo se eventuali cataclismi saranno di matrice tecnologica o di origine naturale (o entrambe le cose?): sappiamo solo che qualcosa sta per accadere [1]. Temo che non saranno eventi del tutto fausti.


[1] Anche un profano si accorge o dovrebbe accorgersi che le stelle manifestano in questi ultimi tempi alcunché di anomalo: è segno di uno spostamento dell'asse terrestre o ha ragione il Vangelo di Filippo?



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