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29 dicembre, 2014

Dio, il diavolo e gli "ingegneri politici"


Educare significa per lo più sfatare i luoghi comuni.

E’ da molti, molti anni che svariati commentatori e cittadini ripetono che il popolo, di fronte alle alla politica iniqua degli apparati, un giorno o l’altro si ribellerà per rovesciare il governo di turno.

No! Non accadrà, per una serie di ragioni incuneate nell’ingegneria politica. [1] Quelli lì non sono scemi. In primo luogo, ogni sollevazione generale è oggi impossibile a causa degli strumenti micidiali di cui dispongono le forze dell’”ordine”. La coercizione ed il controllo hanno toccato livelli spaventosi: anche solo organizzare una manifestazione di protesta è divenuta un’impresa ardua. Figuriamoci un’azione volta a rovesciare l’establishment: essa abortirebbe sul nascere.

Un altro motivo per cui è inimmaginabile una rivolta efficace contro il Leviatano risiede nel fatto che a ribellarsi dovrebbero essere proprio coloro che sono inermi, deboli, spesso rassegnati. Disoccupati, emarginati, indigenti, pensionati con la minima non dispongono, per natura, di risorse logistiche e finanziarie utili ad azioni determinanti. Potranno gridare qualche slogan in un corteo, inalberare dei cartelli, occupare una piazza… ma tutto finisce lì: qualche “carica di alleggerimento” ricondurrà i dimostranti a più miti consigli.

La classe che opprime il popolo può contare su mille potenti armi per tenere a bada i reietti: l’esercito, la polizia, la magistratura, i media ufficiali.

Mi sembra tuttavia che il motivo più importante da cui dipende il carattere utopico di qualsiasi radicale rinnovamento per mezzo di terapie d’urto (ad esempio, uno sciopero fiscale) sia un altro: la mortale lentezza con cui il regime abitua i sudditi a situazioni sempre peggiori. Accade quanto avviene alla celebre rana che muore nell’acqua bollente, senza accorgersi della temperatura diventata intollerabile, poiché il calore cresce un po’ alla volta. Le condizioni economiche e sociali non precipitano da un giorno all’altro, ma si deteriorano con estenuante gradualità. Questo logoramento è stato definito giustamente “totalitarismo per gradi”. Un giorno ci si desta nella dittatura più sanguinaria, senza che ci sia avveduti delle radicali, irreversibili degenerazioni. Si è defraudati giorno dopo giorno di diritti, denaro, opportunità, prospettive, conoscenze, fino a quando ci si ritrova disarmati ed in totale miseria. La maggioranza dei cittadini non è consapevole dei cambiamenti che la conducono al baratro, un po’ come ciascuno di noi non è conscio dell’invecchiamento: la decadenza, infatti, si insinua, non si manifesta ex abrupto.

Montale scrive che “Dio ha passo di tartaruga”; il diavolo, invece, procede ancora più adagio, come una lumaca e, come una lumaca, invischia nella sua ripugnante bava.

[1] Per “ingegneria politica” si deve intendere quel complesso di strategie e di azioni volte a destabilizzare ed a distruggere progressivamente gli stati nazionali per sostituirli con una compagine planetaria di tipo tirannico in cui un’élite di arciricchi domina una massa di schiavi.

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APOCALISSI ALIENE: il libro

La squola della Gelmini - di Antonio Marcianò - Gemme scolastiche da collezionare

18 settembre, 2009

Revolution

E' sconfortante notare come spesso gli artisti più impegnati, nell'arco di pochi anni, abbiano compiuto una parabola discendente. E' anche paradossale, poiché proprio le voci maggiormente contrarie al potere si sono striminzite nelle voci in falsetto del mercato. E' pur vero che il loro impegno era sovente astratto e velleitario, ma preferibile rispetto alle recenti produzioni così sdolcinate da risultare pericolose per un diabetico a mille miglia di distanza.

Oggi imperano il conformismo e l'omologazione: gli stessi adolescenti sono incapaci, tranne rarissimi casi, di contestare e di trasgredire. Eppure la rivoluzione, intesa non come risposta violenta alla tirannia, ma come serrata, implacabile critica del sistema è il primo passo per conquistare la libertà. L'accettazione del sistema, con le sue innumerevoli storture e menzogne, è del tutto incompatibile con la dignità e con la vita.

Chi ha compreso può decidere di impegnarsi in battaglie nobili, anche se donchisciottesche o di rifiutare sdegnosamente il contatto con un mondo immondo. Tertium non datur. Il sistema potrà ricevere il nostro sprezzante silenzio, mai il nostro assenso.

Alcuni combatteranno e forse sarà concesso loro l'onore delle armi: nell'antica India la casta dei guerrieri, gli ksatriya, era la seconda, subito al di sotto della classe dei brahmini, i sacerdoti dediti al culto, ai sacrifici ed all'ascesi.

Purtroppo constatiamo che i "rivoluzionari" di un tempo, invece di tacere, manifestando in questo modo la loro totale disapprovazione nei confronti delle laide élites, diventano i garruli aedi dei potenti, accettando di esibirsi in concerti , in mostre, in iniziative “benefiche”, a sostegno delle nefandezze dei loro volgari mecenati. Che squallore! Questa è la più ignobile forma di prostituzione: prostituire la propria intelligenza ed il proprio talento, benché scarsissimi. Il mercimonio del corpo è meno ripugnante.

Così siamo afflitti da ex contestatori, ex automi ribelli (molto automi e pochissimo ribelli) che oggi sono lagnosi "filosofi" della New age o, peggio, viscidi adulatori di ambigui personaggi.

Per coloro che sono alieni all'alienante esistenza della massa acritica, ridotta a gregge gregario, lo scotto è costituito dall'aggressione degli schiavi e dalla solitudine, ma la fedeltà a sé stessi e l'inappellabile condanna dell'ipocrisia e del dispotismo non hanno prezzo: sono più preziosi dell'iridio.



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