23 luglio, 2006

Alla ricerca del sigillo reale (seconda parte)

Il presente studio è uno stralcio di una ricerca molto più ampia ed articolata: eventuali editori interessati a leggerla integralmente, possono contattarmi all’indirizzo di posta elettronica indicato a margine della pagina. Intendo ringraziare il mio amico Geko, dalla cui intuizione sul segno di Noè, ha avuto origine l’indagine. Le fonti saranno indicate in calce all'ultima parte.

Lo stigma per eccellenza dell’Antico e del Nuovo Testamento è comunque un altro ed è occultato nella parola “Messia”. Infatti, sebbene la stragrande maggioranza degli studiosi affermi che Messia deriva dall’ebraico “mashìach” (משיח) con il significato di "unto", reso in greco con Christòs (Χριστός), dallo stesso valore, l’insigne archeologo e semitista Mario Pincherle ha dimostrato che i traduttori sono incorsi in un grossolano errore, perché Messia vale “L’uomo che porta sul petto il sigillo regale”. Spiega Pincherle: “La parola MSA è formata da tre segni archetipici (lettere “madri”). MSA significa: “L’uomo che porta il sigillo reale”. Questa parola è stata letta in modo errato. È divenuta MSHA che significa “olio d’oliva”. Da questo errore nasce la parola “Cristo”.

A mio parere, l’espressione sopra riportata potrebbe avere una valenza letterale, ossia suggerire uno stigma sulla pelle, indicazione della natura speciale della persona che lo portava e forse tale segno era una sorta di carattere ereditario di tipo genetico, oppure un marchio che veniva impresso sul corpo di chi apparteneva alla dinastia dei re, dinastia consacrata da Dio e da Lui scelta per regnare sul “popolo eletto”. Ciò si addice alla mentalità incline alla concretezza degli antichi ebrei, alieni da speculazioni intellettuali troppo sottili.

“L’uomo che porta sul petto il sigillo reale” è dunque un re: il primo monarca degli Ebrei fu Saul (XI sec. a.C.), figlio di Qish, della tribù di Beniamino. Secondo la narrazione biblica, fu scelto dal sacerdote Samuele come sovrano degli Israeliti. In Samuele I, si legge: “Allora Samuele prese un vasetto d’olio e lo versò sul capo di Saul, poi lo baciò e gli disse:“Ecco, il Signore ti ha unto e consacrato capo d’Israele, suo popolo”.

Occorre anche rilevare che Saul apparteneva alla tribù di Beniamino, il cui nome dovrebbe significare “Figlio della mano destra”, ossia “occidentale”, forse ad indicare un’origine indoeuropea della tribù. Saul d’altronde è alto, forte e di bell’aspetto: la sua complessione ricorda quella di altri eroi israeliti, ma di tribù mescolatesi con elementi indogermanici o ariane, quale Sansone della tribù di Dan. Infatti, come rilevano alcuni storici tra cui il semitista Giovanni Garbini, alcune tribù d’Israele sono identificabili con popoli del mare, un complesso assai eterogeneo di popolazioni per lo più indoeuropee: Issacar adombra i Teucri, Dan i Danai. La parentela tra Ebrei e gruppi ariani, attestata da alcuni passi biblici e da antiche tradizioni, sembra altresì suffragata da acquisizioni storiche ed archeologiche.

Tali acquisizioni implicano un legame genetico e culturale antecedente a quello ipotizzato da Baigent, Leigh e Lincoln, nel loro famoso e discusso saggio: gli autori, infatti, sulla base di alcuni passi biblici e di qualche altro dato tradizionale, pensano che i superstiti della tribù di Beniamino, quasi sterminata dagli altri ebrei, dopo una sanguinaria guerra, per aver violato la moglie di un levita, migrarono nel Peloponneso dove si fusero con l’etnia della regione. Da questo incrocio sarebbero discesi i Franchi Sicambri che si gloriavano di possedere antenati giudei. È il caso di sfatare un luogo comune: la relazione tra Franchi ed Ebrei non è, come affermano quasi tutti, un’invenzione degli scrittori succitati, ma una leggenda alto-medievale, riportata dallo pseudo-Fredegario e da Gregorio, vescovo di Tours. I Franchi si vantavano di provenire da Noè che consideravano la sorgente della loro saggezza e di discendere dai re di Troia.

22 luglio, 2006

Il ciocco

In un poemetto intitolato Il ciocco, tratto dalla silloge I canti di Castelvecchio, Giovanni Pascoli mostra il microcosmo delle formiche, che si sono insediate in un ceppo, destinato ad essere bruciato nel camino.

Purtroppo nelle scuole si ammanniscono di Pascoli sempre i soliti componimenti che, di per sé, a volte non sono neppure i migliori, senza dimenticare che la loro continua lettura ha fatto perdere gran parte dell’aura che un tempo li circonfondeva. In questo modo, non si propongono quasi mai le poesie cosmiche che sono tra le più alte ed ispirate dell'autore romagnolo. La colpa è soprattutto delle case editrici che sfornano senza tregua “nuove” antologie e storie letterarie una peggiore dell’altra, libri abborracciati per lo più da scrittori falliti, ma con le aderenze giuste in modo tale da rimpinguare il loro patrimonio ed i già astronomici bilanci di editori cupidi di denaro.

Dicevo dell’epillio pascoliano che è una meditazione non solo sul male, ma sull’indifferenza nei confronti del male. I contadini, che guardano le fiamme mentre avvolgono il ciocco con il crepitio delle formiche bruciate e del legno combusto, diventano "dèi" antichi. Come "dèi" antichi, possono solo esibire l’egoismo cieco e quasi innocente di ogni creatura. Microcosmo e macrocosmo, formiche e uomini accomunati da un destino di noncuranza reciproca: è questa l’assurda dimensione dell’universo, dove la vita di un insetto vale quanto quella dell’uomo, dove, per dirla con Nietzsche, un verme ha lo stesso diritto alla felicità di ognuno di noi, dove gli "dèi" rimangono distaccati ad ammirare il brulichio delle stelle. Quella di Pascoli è una riflessione contro il superbo antropocentrismo, perché l’uomo non è misura di tutte le cose, ma solo della sua infinita stupidità. È contemporaneamente uno sguardo di comprensione sul mondo della natura considerato invece, dalla stragrande maggioranza dell’umanità, un territorio da depredare o, nel migliore dei casi, uno scenario bucolico in cui effondere leziosi sentimenti d’”amore”.

La realtà naturale, invece, dovrebbe essere riscoperta poiché spesso è più interessante, per esempio, una foglia di molte persone. Di fronte a persone vuote, grette, sussiegose, come è preferibile soffermare l’attenzione sulle venature ed il picciolo di una foglia! Dalla sua osservazione, possiamo apprendere molto di più che da tutte le opere di un opportunista come Cicerone o di una nullità come Benedetto Croce. “Non possiamo non essere cristiani”: è difficile pronunciare una frase più idiota di questa. Questa frase da sola basterebbe per infirmare il “pensiero” verboso e fumoso di quello pseudo-filosofo. Non a caso questa oscena locuzione fu ripetuta dall’ex uomo del colle, persona che non brillava certo per intelligenza.

Purtroppo la “civiltà” umana è sempre stata incapace di vivere in armonia col cosmo, essendo stata afflitta da un complesso di superiorità, se si esclude la visione orizzontale di qualche pensatore o maestro come il Messia sacerdotale, il cui insegnamento è stato volutamente censurato dalle chiese sin dai tempi di Shaul-Paolo per edificare un mostruoso tempio grondante del sangue di vittime sia animali sia umane.

Sul frontone del tempio della Chiesa diabolica massonica romana è scritta, non a caso, la celebre asserzione di un fanatico patrigno della chiesa: Sanguis est semen christianorum, Il sangue è il seme dei cristiani. Il seme è infecondo. Il sangue è velenoso.

21 luglio, 2006

L'elemento 115

Absit iniuria verbis

Di chi crede che la realtà sia quella che si vede (E. Montale)

In chimica gli elementi vengono classificati in uno schema ben preciso, il sistema periodico. Gli elementi collocati nella stessa fila del sistema periodico possiedono caratteristiche fisiche e chimiche affini. Recentemente alcuni ricercatori si sono concentrati sull’elemento 115, che si trova direttamente sotto il bismuto, metallo contrassegnato con il numero 83.(1) Finora l’elemento 115 non è stato scoperto, ma le ricerche e gli esperimenti continuano, poiché molti scienziati pensano che abbia effetti di schermatura gravitazionale, ossia ritengono possa contrastare la forza gravitazionale, una delle quattro forze fondamentali.(2) Gli elementi 114, 116 e 118, sono già stati prodotti in laboratorio per mezzo di acceleratori di particelle, tra il 1998 ed il 1999. Sono stati anche osservati, prima che rapidamente si decomponessero.(3) Sembra che si sia molto vicini alla produzione artificiale del “magico” elemento 115.

Se tale elemento dovesse essere un giorno ottenuto, si potrebbe cominciare a comprendere come mettere a punto delle tecnologie antigravitazionali o di schermatura della gravità esistente con l’ausilio di materiali idonei.

Già dalla fine degli anni ’80 del XX secolo, cominciarono a circolare voci nel mondo ufologico a proposito dell’elemento 115 che, secondo il controverso fisico statunitense Robert Scott Lazar, sarebbe l’elemento usato per la propulsione di astronavi di presunta origine extraterrestre. Tali velivoli sarebbero custoditi e studiati da équipes di scienziati nell’Area 51, la vasta zona militare segretissima ubicata in Nevada. Lazar è un cosiddetto rivelatore, una persona discussa dal passato un po’ torbido. Egli è considerato da alcuni un disinformatore, da altri un millantatore; alcuni, invece, credono che le sue rivelazioni siano plausibili. Nel 1989 Lazar dichiarò prima in forma anonima, con lo pseudonimo di Dennis, quindi con nome e cognome reali, di aver partecipato ad un progetto segreto di ricerca sui sistemi di propulsione di dischi alieni per identificare il tipo di combustibile impiegato. Come si può arguire dai disegni realizzati dallo stesso scienziato, gli apparati propulsivi dei visitatori si baserebbero, tra l'altro, su generatori di onde antigravitazionali alimentati dall’elemento 114 o 115.

I dati forniti da Lazar trovano quindi un’inopinata conferma nelle sperimentazioni più recenti, ma pure un addentellato nelle ipotesi del professor Marco Maurioni, dei ricercatori Melluni e Ferolla. Secondo Maurioni, “l'inversione assoluta di tempo è usata dagli U.F.O. per viaggiare più velocemente di quanto un essere umano possa immaginare. La linea del tempo è una linea retta, ma trovando il modo di piegarla e unendo gli estremi, il processo per oltrepassarla diviene teoricamente possibile. Il tutto dovrebbe avvenire, ricorrendo ad onde gravitazionali inverse, in grado di consentire ad osservatori fisici il ritorno al proprio passato. L'ambiente più vicino che possa essere usato per invertire il tempo… è la zona vicina ai buchi neri”.

L’umanità è ancora molto lontana dalla concreta applicazione di queste teorie, ma è evidente che è antidiluviano l’atteggiamento di certi “ricercatori”, anche in ambito ufologico, arroccati su meri pregiudizi nascosti dietro espressioni altisonanti e, sulla loro bocca, vuote, come “metodo scientifico”, “approccio logico-razionale”, “indagine strumentale”. Costoro, appartenenti, per lo più, al C.I.S.U. ed a minuscole ma petulanti organizzazioni di stanchi, sussiegosi epigoni, nel migliore dei casi, si avvalgono della logica aristotelica che, come è noto, sebbene proficua in molti settori, è del tutto inadeguata a spiegare fenomeni contraddittori della realtà subatomica (e non solo), dove, ad esempio, esistono particelle prive di massa o non-locali. Mi pare che questi investigatori siano stati indottrinati dagli esponenti del C.I.C.A.P., figure ancorate al Positivismo ottocentesco, con tutti i suoi pregi (pochi) ed i suoi innumeri limiti, ma usi a pontificare su qualsivoglia argomento con infinita protervia e capaci solo di negare tutto ciò che non cade sotto il campo limitatissimo dei loro sensi ottusi.

Lasciamo si trastullino con i loro sterili dogmi che li rendono tanto simili, non a caso, a quei “teologi” che, una volta, Angela e discepoli, anche se col viso imporporato per la vergogna, osavano criticare. Oggi, invece, saccenti sacerdoti e vaticanisti sono blanditi soprattutto dai custodi dello status quo "scientifico". Preconcetti “scientifici” e schemi religiosi sono spesso analoghi. Quando si dice: “Dio li fa e poi li accoppia”. Speriamo che un giorno o l’altro Dio li accoppi.


(1) Il bismuto è un metallo lucente grigio-rossastro, duro e fragile, con spiccate proprietà diamagnetiche.
(2) Le altre sono la forza elettromagnetica, la forza nucleare forte e la forza nucleare debole.
(3) Nel centro nucleare Dubna, presso Mosca, il fisico nucleare Yuri Oganessian, di concerto con i colleghi statunitensi Ronald Lougheed e John Wild del Lawrence laboratory in California, riuscì a produrre il primo atomo dell’elemento 114. Era il dicembre del 1998. Il 9 giugno 1999 il fisico tedesco Victor Ninov, del Lawrence Berkeley national laboratory in California, ottenne un atomo dell’elemento 118.


Fonti:

Enciclopedia dell’astronomia e della cosmologia, a cura di John Gribbin, sotto la scheda I buchi neri
Enciclopedia delle scienze, Milano, 2005, sotto le voci bismuto e forza
G. Frozar, F. Bludorf, L’intelligenza in Rete nascosta nel DNA, Diegaro di Cesena, 2006
R. Malini, U.F.O. il dizionario enciclopedico, Firenze, Milano, 2003 sotto le voci Area 51, C.I.C.A.P., C.I.S.U., Lazar
P. Martinuz, L’uomo del mistero, 2006
M. Maurioni, Onde gravitazionali inverse: ecco la tecnologia U.F.O., 2006
Zret, La realtà, 2006
Id., Ne sarebbero CICAPaci?, 2005

20 luglio, 2006

I pupi siciliani, ossia come NON si scrive un editoriale

Di fronte agli eventi che insanguinano Israele, il Libano e la Palestina, i vari editorialisti si sbizzarriscono, scrivendo fondi che sono inficiati dai soliti schematismi, dalla solita inveterata tendenza a vedere dappertutto fittizie contrapposizioni e dall’incapacità di scorgere oltre le ingannevoli apparenze.

Queste penose penne del giornalismo internazionale, a seconda dello schieramento “politico” cui sono più vicini o dei pregiudizi che ottenebrano la loro mente, si adoperano per addossare la responsabilità del conflitto a questo o a quello: la Siria, Israele, l’Iran, gli ezbollah… Costoro scambiano l’astuta e dissimulata azione dell’O.N.U. e delle superpotenze occulte per inerzia. S’illudono che un presidente “democratico”, invece di uno “repubblicano” avrebbe privilegiato la diplomazia, piuttosto che sostenere la bellicosa politica sionista. Costoro non hanno capito che le classi dirigenti israeliane sono solo l’avanguardia di un esercito-ombra. Essi pensano che, senza l’aggressività di Israele, la pace regnerebbe in Medio Oriente e nel mondo intero.

Non si è ancora compreso che, direttamente o indirettamente, le guerre sono fomentate da chi, secondo i più, dovrebbe adoperarsi per evitarle, come accadde nei Balcani, dove le carneficine di Serbi, Croati, Slavi musulmani, furono perpetrate in seguito alla machiavellica manipolazione di filmati attuata dalla Criminal network news.(2) La definitiva destabilizzazione dell’area fu portata a compimento dalla N.A.T.O. con lo smembramento dell’ex Jugoslavia. Clinton e diciamod'alema ne sanno qualcosa.

In breve, dietro i principali accadimenti, bisogna sempre cogliere i loschi piani, anche a lungo termine, di oscuri potentati, gettando alle ortiche tutto quel ciarpame “interpretativo”, cristallizzatosi nei finti contrasti tra partiti, stati, istituzioni. Ad esempio, quanti sanno che i reattori nucleari nord coreani sono stati costruiti con tecnologia statunitense? (Non è insipienza né solo cupidigia di denaro, ma un preciso progetto, perché la guerra deve essere infinita). Quanti sono consapevoli che il presidente iraniano Ahmanidejad è un infiltrato al soldo della… ? (Vedi La S Cia in Iran)

Se si continua ad astrologare con i vieti schemi, non si scrivono dei commenti, ma recensioni di spettacoli con i pupi siciliani scambiati per persone reali, laddove le marionette sono manovrate da un unico burattinaio, questo sì reale. Occorre concentrarsi sul burattinaio e non sui pupi.

Infine, quando si usano certe parole, è necessario conoscere il valore semantico che esse, in un modo o nell’altro, trasmettono: è invalso, ad esempio, il barbaro termine neocons, ossia neo-conservatori, con cui si dovrebbero denotare i finanzieri, i petrolieri ed i guerrafondai statunitensi. Orbene, non si usi più questo vocabolo nato morto: coloro non sono nuovi conservatori, in primo luogo, perché appartengono alle più antiche e “prestigiose” famiglie dell’impero di USAtana, inoltre poiché non sono i custodi di alcun valore o ideale, ma solo i distruttori. Li si definisca distruttori, demoni, esponenti al servizio della sinarchia o in maniera simile, ma non neocons.

Dall’igiene del linguaggio dipende anche una mente più lucida e penetrante.


(1) Felice espressione di Avles
(2) La CNN, così definita da Icke

19 luglio, 2006

Alla ricerca del sigillo reale (prima parte)

Il nostro sguardo ha perso acutezza: non siamo più in grado di capire gli antichi. (Gregorio di Tours, Historia Francorum)

Il presente studio è uno stralcio di una ricerca molto più ampia ed articolata: eventuali editori interessati a leggerla integralmente, possono contattarmi all’indirizzo di posta elettronica indicato a margine della pagina. Intendo ringraziare il mio amico Geko, dalla cui intuizione sul segno di Noè, ha avuto origine l’indagine. Le fonti saranno indicate in calce all'ultima parte.

Esiste una correlazione tra il marchio di Caino ed altri stigmi biblici e post-biblici? Quegli antichi marchi hanno “solo” un significato simbolico oppure sono da considerare segni visibili?

In primo luogo, occorre soffermarsi sugli eventi narrati in Genesi, 4. Adamo ed Eva generano Caino ed Abele. Il primo fu agricoltore, il secondogenito pastore. Passato del tempo, Caino offrì a Dio i frutti della terra, mentre Abele immolò per il Signore alcuni primogeniti del suo gregge ed il loro grasso. Poiché Dio mostrò di gradire l’offerta di Abele, ma non quella di Caino, quest’ultimo si sdegnò ed uccise il fratello. Venuto a sapere del fratricidio, Dio maledisse Caino, condannandolo ad errare fuggiasco sulla terra. Il bandito, però, promise YHWH, non sarebbe stato ucciso, grazie ad un accorgimento, un segno che Dio mise su Caino, affinché nessuno, consapevole dell’iniquità compiuta, essendosi imbattuto nel figlio degenere dei progenitori, lo uccidesse.

Bisogna chiedersi in che cosa consisté il marchio di Caino: fu forse un tatuaggio? Fu, invece, un particolare anatomico, come un neo? Dovette essere comunque qualcosa di ben visibile sul volto o su un avambraccio affinché non fosse nascosto dagli abiti. Il fratricida forse ebbe una fisionomia che di per sé lo rendeva facilmente distinguibile? Nel Medioevo si riteneva avesse una barba biondo-rossiccia, che diventò simbolo di assassinio e di tradimento e fu usata nella raffigurazione di Giuda e degli Ebrei.

Il nome Caino significherebbe “possesso” oppure “fabbro”: qualora significasse “fabbro”, si potrebbe vedere un nesso con la barba rossiccia. Il rosso è il colore associato agli artigiani delle fucine, ovviamente perché esperti nel lavorare i metalli con il fuoco. Se ricordiamo che Caino figura anche nel Corano con il nome di Kabil, si è tentati di rapportarlo, per la somiglianza del nome, ai Cabiri, antichi dei non ellenici collegati alla fertilità e reputati protettori dei naviganti. Generalmente Efesto, il dio del fuoco e della metallurgia, appare come loro padre o come loro ascendente. Talvolta i Cabiri erano assimilati ai Telchini, esseri mitici abili nella metallurgia.

Lamec, figlio di Matusala, appartiene al lignaggio di Caino. Lamec “generò un figlio la cui carne era bianca come la neve e rossa come una rosa, i suoi capelli erano bianchi come la lana, i suoi occhi erano così belli che, quando li apriva, illuminava come un sole tutta la casa… Suo padre Lamec ebbe timore davanti a lui, fuggì ed andò da sua padre Matusala e gli disse: “Ho messo al mondo un bambino diverso dagli altri. Non è come gli altri uomini, ma rassomiglia ad un figlio degli angeli… Ed ora ti supplico, o padre, e ti prego di recarti dal nostro padre Enoch per conoscere la verità, giacché egli abita con gli angeli”. Quindi questo bambino descritto nel Libro di Enoch, testo non canonico, incute al padre un senso d’inquietudine: il turbamento è causato certamente dall’aspetto straordinario e dalla singolare bellezza. È evidente che anche questa creatura è “segnata” ed il bimbo dai capelli candidi è Noè, il patriarca il cui nome è associato al racconto del diluvio universale. In Genesi 8, 18-26, si narra di Noè che, dopo il diluvio, si dedicò alla viticoltura. Un giorno, essendosi ubriacato col vino, si assopì nudo all’interno della sua tenda. “Cam – dice la Bibbia -, padre di Canaan, vide la nudità di suo padre e corse fuori a dirlo ai suoi fratelli. Ma Sem e Iafet presero un mantello, se lo misero sulle spalle e, camminando all’indietro, coprirono la nudità del loro padre; e poiché avevano la faccia volta indietro, non videro la nudità del loro padre. Quando Noè si svegliò dalla sua ebbrezza, apprese ciò che gli aveva fatto il figlio minore e disse: “ Maledetto sia Canaan! Sia per i suoi fratelli l’ultimo degli schiavi!”

Non si può escludere che il succinto testo biblico sia il risultato di una censura: forse Cam, insieme con la nudità del genitore, scorse un segno particolare che non avrebbe dovuto vedere, donde la maledizione della sua stirpe senza dubbio sproporzionata rispetto ad un atto disdicevole, ma non empio, un atto commesso per di più involontariamente.

18 luglio, 2006

Santi all'inferno

Si racconta che Francesco d’Assisi, approdato in Egitto ed ospite del Saladino, che tentò invano di convertire al Cristianesimo, fu interpellato dal suo anfitrione più o meno nel modo seguente: “ Se voi cristiani siete contrari, memori degli insegnamenti evangelici, alla violenza, perché avete intrapreso le crociate contro i musulmani?” Il poverello d’Assisi, con una scaltrezza degna del politico più machiavellico, rispose:” E’ vero: nel Vangelo è scritto “Porgi l’altra guancia”, ma anche “Io sono venuto per portare la spada”. Pertanto in alcuni casi la violenza è lecita e giustificata.” In fondo, Francesco riprese il funesto insegnamento del lascivo vescovo d’Ippona che inventò l’ossimoro della “guerra giusta”, ipocrita ossimoro tanto caro ai sostenitori dell’O.N.U. ed agli assertori delle “guerre umanitarie” (sic), delle missioni di “pace” e via discorrendo.

È per questo che si dice che il difetto è nel manico, ossia in un testo umano, troppo umano gabellato per parola di Dio. (Vedi L’ambiguità del sacro). Poco importa se l’ episodio che ho riassunto corrisponde al vero oppure se è un aneddoto “edificante”, poiché è comunque eloquente: infatti dimostra come un santo considerato pressoché unanimemente un esempio sublime di mansuetudine e di amore, persino (atteggiamento rarissimo all’interno del Cristianesimo) per gli animali, possa essere diverso dall’immagine agiografica cui siamo abituati. D’altronde, se così fosse, Francesco sarebbe in buona compagnia, con tutti quei “santi” fanatici e sanguinari di cui è pieno il calendario della Chiesa cattolica, da “Sant”’Elena, ex tenutaria di un postribolo ed istigatrice di delitti, a Stepinac, il massacratore di Serbi e di Ebrei, canonizzato in tempi rapidissimi da Sua “santità” Giovanni Paolo II, solo per citare due degli innumerevoli criminali della Chiesa diabolica massonica romana.

La sciagurata risposta di Francesco al sultano è addotta da tutti quei cattolici che si trincerano dietro le incoerenze del “sacro” per legittimare la loro RealpolitiK. Sono gli stessi che cianciano di carità e di solidarietà, parole vuote in bocca a poltroni con la tonaca o con la mitra.

Lo sgusciante parere è diventato uno scudo anche per i Cavalieri Templari cattolici d’Italia. Tuttavia, giacché spesso gli aspetti comici e farseschi si mescolano a quelli tragici, il ridicolo Ordine monastico-cavalleresco dall’ampolloso nome e rigorosamente papista, più che una confraternita, è l’Armata Brancaleone.

17 luglio, 2006

La lezione di Ad Reinhardt

Esistono segni invisibili.

Ad Reinhardt è il pittore statunitense (Buffalo 1913 - New York 1967) che, dopo aver dipinto quadri astratti negli anni 30 del XX secolo, opere che risentivano dell’arte decorativa indiana ed araba, si orientò, negli anni 50, verso composizioni di impianto geometrico tendenzialmente monocrome, giocate su quasi impercettibili variazioni tonali di verdi, di bruni, di violetti. Il precedente di queste tele deve essere cercato nel celebre Quadrato bianco su fondo bianco (1919) del pittore russo Kasimir Malevic, un olio in cui la forma razionale, regolare e quasi disumana del quadrato sfuma in modo indistinto sulla texture in un contesto compositivo che, come spesso avviene tra gli artisti più logici e costruttivisti, ha qualcosa di mistico.

Reinhardt, nelle sue tele più esemplari, porta alle estreme conseguenze la lezione di Malevic, affidando a differenze cromatiche minime il compito di sollecitare le abilità sensoriali dell’osservatore affinché la percezione diventi sempre più acuta, essendosi abituati a discernere forme evanescenti e passaggi graduali.

Nel mondo contemporaneo, in cui la percezione del “reale” è confusa, basata su schemi behavioristici (stimolo-risposta), su icone e messaggi subliminali, su un bombardamento di segnali non decodificabili o di segni il cui significato risulta distorto a priori, la “lettura” e l’osservazione dei quadri di Reinhardt diventano un allenamento percettivo che è un utile presupposto per la comprensione dei fenomeni.

Certo, le persone sono inclini a fruire messaggi molto più semplici ed accattivanti: il film spettacolare, il quadro banalmente veristico, le immagini dinamiche ed iperreealistiche di un videogioco, sicché l’arte impropriamente definita astratta, è considerata astrusa, gratuita, cerebrale. Esiste in verità anche una pittura astratta deteriore, quella che è solo esornativa, ma, accanto a creazioni grossolane, spiccano quelle di figure come Reinhardt, attenti alle sfumature (Nietzsche docet), ai valori tonali sulla soglia dell’invisibile, al linguaggio pittorico in sé.

Chi impara a percepire, potrà poi comprendere, ossia abbracciare con la mente, per intelligere, che è vedere, cogliere dentro.

16 luglio, 2006

Il vero significato del conflitto tra Israele ed ezbollah

Un nuovo conflitto è divampato in Medio Oriente, in seguito ad alcuni lanci di missili per opera di Ezbollah verso la Galilea ed alla cattura di alcuni soldati israeliani. L’aviazione dello stato ebraico ha bombardato, per rappresaglia, varie infrastrutture nel Libano: ponti, strade, aeroporti, centrali elettriche. Sono già numerose le vittime di questa guerra.

È evidente che gli attacchi degli Sciiti libanesi che, si dice, siano sostenuti dall’Iran e dalla Siria, seguiti dalla forsennata reazione di Israele, sono atti di una tragedia scritta dai soliti noti, ossia gli Oscurati. Costoro, del tutto indifferenti alle sorti delle popolazioni civili, anzi avidi di sacrifici umani, hanno fatto scoccare la scintilla, assistendo poi all’incendio. Non stupiamoci se gli Oscurati, come spesso avviene (si veda l’esempio significativo della seconda guerra mondiale) finanziano e provocano entrambi i belligeranti pur di perseguire i loro ripugnanti scopi, in primis la costruzione del Nuovo ordine mondiale, attraverso la destabilizzazione di intere regioni e la distruzione della Virginia company (vulgo Stati Uniti). Ex chaos (e che caos!) ordo. Essi, infatti, creano le potenze per poi distruggerle, traendo sempre grandi benefici da queste operazioni: emblematico il caso della Germania di Adolf Rotschild, finanziata, tra gli altri, dai Windsor (allora Mountbatten) e dalla famiglia Bush e infine annientata. Alla fine del secondo conflitto mondiale, fu istituita l’O.N.U. l’organismo volto a privare di ogni potere i vari paesi per spianare la strada a quello che Icke definisce un “superstato fascista globale”. Compreso ciò, tutte le analisi geopolitiche sugli equilibri nell’area, i torti o le ragioni di questo o di quello, le contrapposizioni tra Arabi ed Ebrei… diventano paccottiglia.

Senza dubbio, la comunità internazionale resta sgomenta di fronte alle devastazioni ed ai massacri perpetrati dall’esercito israeliano, ma bisogna capire che l’esecutivo di Gerusalemme è “solo” la longa manus nell’area del governo occulto mondiale. Questo potere oscuro gioca la sua partita a scacchi muovendo sia i bianchi sia i neri, ma facendo sembrare che si stia veramente disputando un incontro. In questa atroce farsa, diventa fondamentale manipolare le masse, inculcando dottrine assurde, retaggio di un’aberrante tradizione biblica e post-biblica, ad esempio, con l’immonda sciocchezza del ‘popolo eletto”… Eletto per che cosa? Per diffondere delle rozze mitologie da cui si formarono le altre escrescenze delle religioni monoteiste medio-orientali?

Ancora una volta, nondimeno, di quest’altro sanguinario conflitto si vedono allungarsi le ombre sinistre, ma non si vede l’Ombra.

13 luglio, 2006

Ma Magdi ama l'Italia? (recensione di un libro non letto)

Absit iniuria verbis

È stato recentemente pubblicato da Magdi Allam un libro intitolato ”Io amo l’italia (proprio così “italia” con l’iniziale minuscola!), ma gli italiani (anche qui la maiuscola non guasterebbe) la amano? “ Il titolo ha il sapore, dietro la domanda, di un lenocinio, cui Allam tra l’altro è avvezzo da adulatore quale è. Innanzi tutto, se veramente codesto realista più del re la amasse, scriverebbe “Italia” con la maiuscola, in secondo luogo, è ovvio che l’autore di cui non ho letto né mai leggerò quest’ultima fatica (è molto più istruttiva e decorosa una rivista di pettegolezzi, per non dire…), intende insinuare che noi Italiani siamo troppo tolleranti con i Musulmani, rei di snaturare la cultura italiana e che, secondo lui, tra una preghiera del venerdì e l’altra… In fondo Allam è un fomentatore di odi: egli fa leva sui pregiudizi contro gli stranieri, preconcetti che allignano, bene o male, in alcune frange di ogni etnia, per convincere subdolamente gli Italiani ad accettare ed a sostenere tutte le misure contro il “terrorismo”, con il pretesto della minaccia islamica, proprio come è avvenuto negli Stati Uniti d’America (alias Virginia company alias impero di USAtana) con il “Patriot” act.

Che cosa significa veramente apprezzare l’Italia, prescindendo dalle untuose ed ipocrite dichiarazioni d’amore di Allam, che ritengo sia soltanto un “giornalista” sul libro paga della…? Timeo Danaos et dona ferentes. A mio parere, amare l’Italia vuol dire conoscere e valorizzarne la cultura, le vere tradizioni, comprese le tradizioni gastronomiche, la lingua, il patrimonio naturale ed artistico… Questo attaccamento può anche sfociare nel tifo per la nazionale di calcio e nei festeggiamenti notturni, purché tutta la vita e gli interessi non siano circoscritti al pallone, il che purtroppo spesso avviene e non solo in Italia. Se le persone si entusiasmano e si emozionano per la vittoria della squadra italiana ai mondiali, ben venga: è un modo per manifestare un senso di appartenenza. Mi piacerebbe, però, che tutti, passata rapidamente l’ebbrezza per il trionfo, continuassero a sentirsi italiani, scrivendo, ad esempio, video-gioco, invece di video-game, ma soprattutto agendo ogni giorno da cittadini che pretendono siano rispettate le risorse culturali e naturali del nostro paese, i diritti e le libertà. Anche se poco numerosi, esistono cittadini di questo tipo e sono veri Italiani. Anzi, pur conservando un sano amor di patria, che non è il becero sciovinismo di chi invitava ad esporre il tricolore ad ogni piè sospinto, sono cittadini del mondo e perché no?, abitanti del cosmo.

Certo il pianeta terra è una prigione ed il cosmo un “pasto gratuito”, ma questo è un altro discorso.

Infine penso che siano veri Italiani coloro che non si fanno abbindolare da codesto cicisbeo svenevole che si spaccia per opinionista.

12 luglio, 2006

La setta

Qualche Ser Ciappelletto della Rete sostiene, circa il tema delle scie chimiche, che alcune persone folli e visionarie credono nelle chemtrails. Ciò è del tutto errato, poiché a proposito di un fenomeno come questo, si tratta solo di constatare. Si crede – così si dice – o non si crede in Dio, sebbene, pure in ambito teologico, il dilemma sia mal posto, in quanto si dovrebbe semmai tentare di capire se l’universo e la vita, così come li conosciamo e li esperiamo, si concilino o no con l’esistenza o, meglio, con l’essenza di Dio. Questo, però, è un altro problema.

Chi si ostina a negare l’evidenza delle scie chimiche, se fosse anche solo un po’ consequenziale, dovrebbe pure negare l’esistenza degli elettroni che nessuno di codesti disinformatori - ne sono certo- ha mai visto. Se il loro scetticismo fosse coerente e radicale, alla Pirrone, si potrebbe accettare, ma in realtà essi hanno un atteggiamento sgusciante, opportunista, contraddittorio: infatti affermano di non “credere” nelle scie chimiche, ma accettano come oro colato le dichiarazioni ufficiali di alcuni meteorologi, tecnici, chimici, ma soprattutto di istituzioni (non sempre), anche quando tali dichiarazioni cozzano con la logica, l’esperienza, i fatti, le ricostruzioni induttive, il giudizio dei sensi, le registrazioni video, le fotografie etc. Non paghi di ciò, accusano i “credenti” nelle scie di essere dei pazzi: allora tale calunnia dovrebbe essere rivolta al rappresentante del Congresso statunitense Signor Kucinich, che propose una legge, poi approvata, ma disattesa, nota come
Space preservation act (2 ottobre 2001, H. R. 2977). In tale legge, sono espressamente citate nel secondo comma, punto 2, le “chemtrails” che si traduce con “scie chimiche” e NON con “scie di condensazione”.

Chissà perché questo atto ufficiale è a bella posta ignorato dai disinformatori e dagli adepti della loro setta. Si tratta, infatti, proprio di una setta, ossia dell’insieme dei seguaci di falsi profeti che nascondono la verità e fanno apparire miracoli quelli che sono i banali trucchi di prestigiatori. Loro sì che sono dei credenti, i credenti nelle versioni propalate da regimi, dal Grande Fratello.

Spregevole, diffamatoria e calunniosa è poi l’accusa che viene rivolta a scienziati, ricercatori indipendenti ed agli uomini politici che hanno recepito e riferito le loro conclusioni nelle sedi competenti (Scott Stevens, Rosalind Peterson, Cliff Carnicom, Tom Bearden, William Thomas, Tom Bosco, gli onorevoli Ruzzante e Sandi, i consiglieri regionali Davoli, Uras, Pisu… ), i cui studi ci limitiamo a riportare (ambasciator non porta pena), di diffondere notizie “false” (sic!!!) atte a generare inquietudine tra la popolazione. Questa accusa va allora mossa al Congresso degli Stati Uniti d’America, al Ministero britannico della Difesa, all’Unione europea che ha diffidato i vertici statunitensi dall’uso di HAARP. Cercatevi gli indirizzi e scrivete loro che sono dei “mentecatti”, degli “squilibrati”. Cercate, però, di evitare tutti quei vituperi, quegli insulti, quelle espressioni da taverna che usate con chi informa. Di fronte all’accusa di squilibrio psichico, vi potrebbero esibire, senza scomporsi, una copia dell’Elogio della follia di Erasmo da Rotterdam (potreste leggerla, invece di sprecare il tempo a scrivere le vostre pasquinate); non so, invece, come reagirebbero, di fronte alla vostra gragnuola di volgari e gratuiti improperi.

11 luglio, 2006

Forum Boario

Forse qualche semente cadrà sul terreno fertile?

Qualche tempo fa lessi il testo di un’adolescente che evidenziò i limiti della Rete e soprattutto dei forum, in relazione in particolar modo agli aspetti comunicativi: un esempio di come il buon senso valga mille lauree. Come darle torto? Quanti di noi, attratti dalla possibilità di discutere temi che ci appassionano o dall’opportunità di conoscere nuove persone, si sono iscritti ad un forum! Dopo un iniziale entusiasmo e qualche utile confronto di idee, cominciano le polemiche che, non di rado, degenerano in baruffe, se non in improperi o minacce, nonostante la presenza di moderatori. Ecco allora le ripicche, le espulsioni, le intrusioni con uno nuovo pseudonimo. I forum telematici sono una prova che la comunicazione tra le persone è pressoché impossibile, a causa di incomprensioni, equivoci, chiusure, preconcetti, a volte causati od acuiti dall’assenza di elementi prosodici (il tono della voce) e gestuali. Questi fattori potrebbero far capire, ad esempio, che, in quel momento, si sta scherzando.
Eppure continuiamo a frequentarli anche quando ci imbattiamo in persone proterve, saccenti e volgari, forse perché si spera che si possa ogni tanto convincere qualcuno a porre tra parentesi per un istante i suoi dogmi religiosi, scientifici, filosofici. Si tenta così, se non altro di insinuare un salutare dubbio, in qualcuno. È tutto inutile! La colpa è sovente di tutti gli interlocutori, anche se alcuni sono più caparbi di altri e ripetono come mantra le loro affermazioni, sfociando in ossessivi monologhi.

I forum sono quindi la dimostrazione che, come sostengono paradossalmente alcuni glottologi, il vero fulcro della comunicazione è il rumore, ossia tutto ciò che interferisce sulla trasmissione del messaggio. Il messaggio risulta così distorto, disturbato o, al limite, annullato.

In fondo, in una foresta o tra i corridoi del labirinto telematico, vale sempre l’aforisma di Plauto: Homo homini lupus.

10 luglio, 2006

Americani vs Statunitensi (una riflessione di wyxyx)

Oggi gli Americani costruiscono grattacieli che poi gli Statunitensi fanno crollare; o aprono case da gioco a Las Vegas.

09 luglio, 2006

Il banchetto dei banchieri

Ciò che chiamiamo "privatizzazione" è la svendita dei beni dello stato al fine di impedire la bancarotta causata dal debito creato dalla banche (D. Icke)

Recentemente la compagnia del Dottor Balanzone in cui spicca, per il suo talento di comico, il guitto padoa schiappa, ha emanato un decreto con il quale si decidono delle misure di “liberalizzazione” nel settore del commercio e dei servizi (vendita di farmaci nei supermercati, concessione di nuove licenze per i conducenti di auto pubbliche…). Non è questa la sede per un’analisi economica di questi provvedimenti, anche perché l’economia è una “scienza” sordida almeno quanto i modi di produzione che essa studia.

Vorrei, però, far notare come i primi atti dell’esecutivo del Dottor Balanzone, non a caso magnificati dai grilli parlanti che confondono la libertà con lo pseudo-liberismo, siano pericolosi segnali di una “politica”, i cui contenuti e metodi sono dettati da usurai internazionali: il loro scopo è quello di imporre, nei vari stati dell’Unione europea, privatizzazioni di settori strategici, quali l’acqua e l’energia, per lucrare in modo vergognoso sulle risorse, ma illudendo i sudditi gonzi che risparmieranno.

Possiamo dimenticare che la “liberalizzazione” nel campo della telefonia, si è rivelata una truffa? Infatti le tariffe nell'insieme sono in alcuni casi anche diminuite, ma il canone da versare alla Telecom non è stato eliminato sicché, fatti i conti, non so davvero se gli utenti spendano meno adesso di quanto spendevano prima che si affermassero i gestori privati.

Possiamo dimenticare che la privatizzazione nel settore dell’elettricità adottata in California, ha causato un incremento delle tariffe ed un pauroso peggioramento del servizio?

Possiamo dimenticare che politiche analoghe, fortemente volute dal Fondo monetario internazionale e dalla Banca mondiale, hanno affossato il sistema produttivo argentino, facendo fallire lo stato stesso?

La progettata deregolamentazione nel campo energetico, se dovesse essere introdotta, produrrebbe dei risultati nefasti, ma ancora più disastrosa si rivelerebbe la privatizzazione della distribuzione e della vendita dell’acqua “potabile”, il preziosissimo tesoro liquido di cui le multinazionali vogliono impadronirsi, dopo che si sono già impossessate di quasi tutte le sorgenti donde sgorgano le acque minerali. Le spaventose multinazionali versano allo stato un canone ridicolo per sfruttare questa risorsa. Perché nessun esecutivo ha mai aumentato tale canone, invece di tartassare i cittadini?

Di fronte a tale famelica e cinica strategia, mi sembrano veramente ingenui coloro che plaudono alle iniziative di questo governo di ultraultra destra che, per raggranellare qualche baiocco e per esibire uno spirito “liberista”, emana funesti decreti, laddove basterebbe abolire il signoraggio (vedi http://www.signoraggio.com/) per ridurre notevolmente, anzi azzerare il debito, in realtà credito pubblico.

È ovvio, però, che i camerieri servono in tavola ai regali, augusti banchieri pietanze prelibate, mentre per gli altri non restano neppure le briciole.

08 luglio, 2006

Notti magiche

Con l'espressione notti magiche non alludo ai chiassosi e triviali festeggiamenti, in occasione dei trionfi ottenuti dalla nazionale di calcio contro le squadre avversarie, ai baccanali in cui il popolino trova un banale ed effimero risarcimento di tutte le sue innumerevoli frustrazioni, causate da un sistema sempre più oppressivo e soffocante, ma mi riferisco ai sinistri voli di aeroplani oramai prevalentemente notturni. Infatti, in una subdola strategia di occultamento, l’operazione relativa alle scie velenose, è concentrata nelle ore successive al tramonto fino all’alba. Con il favore delle tenebre, le aviocisterne ma anche altri tipi di velivoli, scorrazzano impunemente nei cieli per spargere micidiali sostanze. I piloti e chi li prezzola ora sono sicuri che nessuno si accorgerà di questo scempio appena visibile, per un occhio inesperto, solo con il plenilunio. Questa tecnica di mimetismo è la riprova che i demoni alati hanno qualcosa da nascondere, altrimenti continuerebbero a volare alla luce del sole, invece di sciamare protetti dall’oscurità, simili a vampiri assetati di sangue o a larve evocate da folli negromanti…

No. Queste non sono notti magiche: sono notti chimiche.

06 luglio, 2006

Ministro della Difesa G.B. ammette esperimenti biologici

Ringrazio "Gubbo" di Luogocomune.net, per aver tradotto il documento pubblicato nel 2002 sul "Guardian" e del quale è riportato il testo in lingua originale, nell'articolo precedente. Per quanto mi riguarda, ho corretto il testo in alcune sue parti, al fine di epurarlo dagli errori tipici dei traduttori automatici, in modo da renderlo più scorrevole nella lettura.

Un commento a margine...

Mi domando cosa ci voglia ancora per convincere i soliti noti, spesso avvezzi solo a proferire improperi ed offese pesanti, che i nostri governi sono tuttora responsabili di esperimenti chimico-batteriologici nei cieli del mondo.

**Straker**

Il Ministero britannico della difesa ammette sperimentazioni sulla popolazione tra il 1940 ed il 1979. Chi sa poi da quando? Ora?

© Antony Barnett, redattore di affari pubblici Observer.co.uk Domenica 21 aprile 2002

Il Ministero di Difesa trasformò grandi parti del paese in un laboratorio gigante per condurre una serie di prove di guerra bioologica segrete al pubblico. Un rapporto statale rilasciato solo ora offre per la prima volta una storia ufficiale e comprensiva delle prove di armi biologiche dell’Inghilterra tra il 1940 ed il 1979. Molte di queste prove rilasciarono chemicals potenzialmente pericolosi e microrganismi su fascie enormi della popolazione senza che fosse comunicato al pubblico. Mentre dettagli di alcune prove segrete sono emersi nei recenti anni, il rapporto di 60 pagine rivela informazioni nuove su più di 100 esperimenti celati.

Il rapporto rivela che il personale militare fu addestrato per mentire agli indagatori, gli esperimenti erano parte di progetti di ricerca sulle condizioni meteo e sull’inquinamento dell’atmosferico. Gli esperimenti, portati avanti da scienziati statali a Porton Down, furono progettati per aiutare il MoD a stimare la vulnerabilità della Gran Bretagna nell'eventualità che i russi avessero rilasciato dai cieli germi mortali sul paese. In più casi, durante gli esperimenti non vennero usate armi biologiche, ma armi alternative che gli scienziati pensavano potessero imitare quelle biologiche e che il MoD dichiarava innocue. Ma le famiglie che in determinate zone del paese hanno bambini con i difetti congeniti stanno richiedendo un'inchiesta pubblica (Naturalmente sono state ignorate, come tutti noi che ci stiamo chiedendo che cosa diavolo stanno spruzzando nei cieli sopra le nostre teste che sta rendendo molti di noi malati. ~R~). Un capitolo del rapporto 'Esperimenti su Particelle Fluorescenti' rivela come tra il 1955 ed il 1963 gli aerei volarono dall'Inghilterra nord-est alla punta di Cornwall lungo le coste meridionali e dell'ovest, irrorando enormi quantità di sulfide di cadmio di zinco sulla popolazione. I componenti chimici andarono alla deriva per miglia nell’entroterra, la sua fluorescenza ne permise l’analisi. In un altro test, durante il quale si usò sulfide di cadmio di zinco, un generatore fu rimorchiato lungo una strada vicino a Frome in Somerset dove fuoriuscì il composto chimico per un'ora.

Mentre il Governo ha insistito nell'affermare che il composto è sicuro, il cadmio è riconosciuto come una causa di cancro al polmone e durante la Seconda Guerra mondiale fu considerato dagli Alleati come un'arma chimica. In un altro capitolo 'Esperimenti di copertura di grandi aree', il MoD descrive come tra il 1961 ed il 1968 più di un milione di persone, lungo la costa meridionale dell'Inghilterra, da Torquay alla Foresta Nuova, furono sottoposte a batteri inclusi e.coli e globigii, il batterio usato per l’antrace. Questi rilasci provennero da una nave militare, l'Icewhale, ancorata lungo la costa di Dorset e che spruzzò i microrganismi in un raggio di 5-10 miglia. Il rapporto rivela anche dettagli di esperimenti del DICE in Dorset meridionale tra il 1971 ed il 1975. Questi hanno coinvolto gli Stati Uniti ed il Regno Unito. Scienziati militari spruzzarono nell'aria quantità massicce di batteri di marcescens serratia, con un antrace stimolante e fenolo. Batteri simili sono stati liberati durante test di sabotaggio' fra 1952 e 1964. Questi erano test atti a determinare la vulnerabilità di grandi edifici statali e di trasporto pubblico. Nel 1956 i batteri furono rilasciati sul sottosuolo londinese all’ora di pranzo lungo la Linea Settentrionale tra Colliers Woodi e Tooting Broadway. I risultati mostrano che l'organismo si disperse approssimativamente per 10 miglia. Prove simili furono condotte in tunnel sotto edifici governativi della Casa Bianca. Gli esperimenti che furono condotti tra 1964 e 1973 coinvolsero attacchi di germi alle ragnatele dei ragni in scatole per esaminare come i germi sopravvivrebbero in ambienti diversi.

Queste prove furono eseguite in una dozzina di località attraverso il paese, incluso l’ovest-end di Londra, Southampton e Swindon. Il rapporto inoltre fornisce i particolari di altri esperimenti effettuati su più di un’altra dozzina di piccole aree fra 1968 e 1977. Negli ultimii anni, il MoD ha affidato a due scienziati di verificare la sicurezza di queste prove. Entrambi riportarono che non c'era rischio per salute pubblica, anche se uno suggerisce che anziani e persone che soffrono di malattie respiratorie si sarebbero potuti aggravare seriamente se avessero inalato sufficienti quantità di microrganismi. Comunque, alcune famiglie sono convinte che gli esperimenti hanno indotto ai loro bambini difetti congeniti, handicap fisici e difficoltà di apprendimento. David Orman, un ufficiale dell'esercito, da Bournemouth, sta richiedendo un'inchiesta pubblica. Sua moglie, Janette nacque a Lulworth Est in Dorset, vicino a dove molte degli esperimenti successero. Ha avuto un aborto spontaneo, quindi ha dato alla luce un figlio con paralisi cerebrale. Tre sorelle di Janette, anche loro nate nel villaggio mentre gli esperimenti erano in atto, hanno dato alla luce bambini con i problemi non spiegabili; lo stesso è accaduto ad un certo numero di loro vicini. L'autorità sanitaria locale ha negato che vi sia un caso, ma Orman la pensa diversamente. Egli afferma: "Io ne sono convinto: è accaduto qualche cosa di terribile. Il villaggio era una piccola comunità ed avere una così elevata percentuale di difetti di nascita in un'area così circoscritta ed in lasso di tempo così limitato, deve essere più di una coincidenza".

I governi successivi hanno provato a mantenere i particolari delle prove di guerra biologica segreti, mentre i rapporti di un certo numero di esperimenti svoltisi sono emersi nel corso degli anni attraverso l'ufficio pubblico delle annotazioni. Quest’ ultimo documento del MOD - che è stato rilasciato dal liberal-democratico MP Norman Baker - dà la versione ufficiale più completa delle prove di guerra biologica. Baker ha detto: “Accolgo favorevolmente il fatto che il governo infine abbia divulgato queste informazioni, ma la domanda è perchè si è preso così tanto tempo? È inaccettabile che il pubblico sia stato trattato come le cavie ed a sua insaputa e desidero essere assicurato dal Ministero della difesa che questi prodotti chimici e batteriologici usati erano sicuri. Il rapporto del MOD descrive la storia della ricerca del Regno Unito sulla guerra biologica a partire dalla seconda guerra mondiale, quando a Porton Down furono prodotte cinque milioni di balle di frumento piene di spore mortali dell'antrace, che sarebbero state lanciate in Germania per uccidere il bestiame di quel paese. Dà anche dettagli degli infami esperimenti all'antrace su Gruinard, sulla costa scozzese che lasciò l'isola così contaminata che essa non potè essere più abitata fino agli ultimi anni ottanta.

Il rapporto inoltre conferma l'uso dell'antrace e di altri germi mortali su esperimeti condotti a bordo delle navi nei Caraibi e fuori del litorale scozzese durante gli anni 50. Il documento dichiara: “L'approvazione tacita per esperimeni simili, dove il pubblico potrebbe essere stato esposto, è stata influenzata fortemente dalle considerazioni di sicurezza della difesa, mirate ovviamente a limitare la conoscenza pubblica. Un corollario importante a questo era la necessità di evitare l'allarme e l'inquietudine pubblici circa la vulnerabilità della popolazione civile all'attacco di BW [guerra biologica]". Sue Ellison, portavoce per Porton Down, ad esempio, afferma: "Le relazioni indipendenti di scienziati eminenti hanno indicato che non c’era pericolo per la salute pubblica in seguito agli esprimenti di rilascio di sostanze chimiche e batteriologiche, i quali sono stati effettuati per proteggere la popolazione. I risultati di questi esperimenti salveranno delle vite, se il paese o le nostre forze affronteranno un attacco di armi chimiche e biologiche". Alla domanda se tali test sulla popolazione sono ancora in atto, ha detto: “Non è nostra politica discutere delle ricerche in atto".

La distruzione del linguaggio

Absit iniuria verbis

Julius Evola, nella raccolta di saggi intitolata L’arco e la clava, affronta, tra gli altri, il tema dello sfaldamento del linguaggio, ossia della progressiva degenerazione subita da molti termini che, mentre in latino possedevano un significato collegato al mos maiorum, in italiano si sono a tal punto impoveriti e corrotti da denotare non più una virtus, ma una sua pallida imitazione, se non il contrario. È il caso, per esempio, proprio di virtus che, da lessema indicante il coraggio, la forza d’animo, la capacità di sopportazione, la determinazione, insomma le qualità del vir, si è illanguidito nel valore ambiguo che conferiamo all’italiano “virtù”, parola evocante la tetragona ma arida morale stoica o una dolciastra virtù “cristiana”, peculiare di donne caste e timorate di Dio. Si potrebbe affermare quasi che la “virtù” da maschile è divenuta femminile, anzi effeminata.

Mi sembra, però, che in questi ultimi tempi non si possa neppure più parlare di disgregazione del linguaggio, ma di perversione ed annichilimento. In modo paradossale, parecchie parole significano l’esatto opposto di quello che dovrebbero designare. Un esempio: si continua a cianciare a proposito della compagnia di guitti, il cui capocomico interpreta il ruolo di Dottor Balanzone, di “governo di centro-sinistra”. Quale centro e quale sinistra? E’ un esecutivo di ultraplutocrati, ipermonopolisti al servizio di banchieri e di finanzieri. Basta con queste sciocchezze sugli esponenti della sinistra radicale! Sono dei crassi e grassi borghesi soddisfatti, solo dei “manichini ossibuchivori”, dei cagnolini da salotto, il cui pacifismo è ipocrisia allo stato puro. Molti elettori babbei li hanno pure votati, illudendosi che si decidesse di ritirare le truppe italiane per lo meno dall’Iraq in tempi brevi.

Orbene, si definisca tale governo con aggettivi appropriati! Potrei continuare all’infinito con esempi di distruzione del linguaggio, ma per non essere noioso, mi soffermo solo su un’altra parola che è stata svilita e stuprata in modo vergognoso: mi riferisco al vocabolo “scienza”. Che cosa si deve intendere per “scienza”? Quell’armamentario di concetti e di polverosi dogmi ottocenteschi di cui sono banditori angela e la sua schiera, che, se qualcuno facesse conoscere loro il principio di indeterminazione di Heisenberg, strabuzzerebbero gli occhi vacui? E’ scienza quella di Odifreddi? Comincia ad essere qualcosa: peccato che sia un approccio aduggiato da una serie di pregiudizi, incomprensioni, travisamenti. È, se non altro, un orientamento al sapere un po’ meno inquinato da scorie scientiste, rispetto alla religione di angela.

Che dire infine della “scienza” di piloti laureati, di meteorologi da strapazzo, astrofisici ed ingegneri aeronautici che esibiscono inutili lauree, frutto di uno “studio” meramente nozionistico e sterile? Sono zucche vuote, adatte, a mala pena, per essere usate come spauracchi durante la festa di Halloween. Questi idiots savants osano pontificare, quando non sanno neppure che una scia di condensazione non può quasi mai formarsi a quote basse né, tanto meno, durare ed allargarsi a formare una nuvola. Insomma come è possibile definire la loro “scienza”? E’ solo una congerie di formulette e di frusti preconcetti uniti alla supponenza del nulla. Come definire coloro? Sbizzarritevi voi, purché applichiate il detto latino Nomina sunt consequentia rerum. È banale, ma fondamentalmente vero.

05 luglio, 2006

Elogio degli Americani

Absit iniuria verbis

Gli Europei, per lo più Britannici, sterminarono circa diciotto milioni di nativi americani, da quando crearono le loro prime colonie nel nuovo continente: fu un genocidio sistematico, un massacro pianificato con “scientifica” precisione. Fu non solo lo sterminio di “cento nazioni” giustificato con gli orpelli narrativi e cinematografici dell’epopea del West, ma anche la distruzione di una delle poche culture umane degne di questo nome. È vero che i nativi spesso combattevano tra loro ed è vero che uccidevano bisonti ed animali da pelliccia, ma dimostravano anche un sostanziale rispetto per la natura e gli animali. Tale rispetto li induceva a non praticare la caccia indiscriminata, evitando di distruggere in modo irreversibile gli ecosistemi, da cui traevano risorse indispensabili per il sostentamento. Il ritratto dei nativi americani delineato da Chateaubriand in Atala è senza dubbio edulcorato, risentendo del mito tardo settecentesco del buon selvaggio, ma, in una certa misura, rispecchia quel modo sacrale e sorgivo di concepire il creato tipico di molte tribù americane, così lontano dall’arrogante antropocentrismo degli Europei, dalla loro febbre distruttiva ed autodistruttiva, di cui le classi dirigenti degli Stati Uniti sono la mostruosa, esemplare incarnazione.

Non si dimentichi, poi, l’estinzione non solo di usi e riti, molti dei quali venerandi, ma anche la scomparsa di parecchi idiomi americani, ricchi di sfumature semantiche, portatori di una Weltanschauung incentrata su una percezione dello spazio e del tempo spesso opposta al dualismo ed alla volontà di potenza, insiti nella struttura delle lingue indoeuropee.

Il genocidio di questi popoli delle praterie, delle pianure nordamericane fa quasi impallidire l’’olocausto degli Ebrei compiuto prima e durante la Seconda guerra mondiale come l’etnocidio degli Armeni, perpetrato da Ataturk. Non è un caso se Hitler (alias Rotschild) affermò che bisognava prendere ad esempio la carneficina compiuta in America del Nord per affrontare il “problema” ebraico. Hitler, d’altronde, ed i gerarchi del nazionalsocialismo non inventarono nulla, perché adattarono ad un rinnovato contesto le misure già attuate della chiesa cattolica nel Basso medioevo e dalle chiese riformate nell’età moderna: ghetti, stelle di David cucite sugli abiti, pogrom antigiudaici, confische di proprietà… La barbarie è sempre barbarie, anzi è ancora più barbara ed abominevole, quando è ammantata di parole ed espressioni, come democrazia, guerra al terrorismo, libertà, sviluppo, progresso, valori occidentali...

È ovvio che non possiamo né dobbiamo essere antiamericani, poiché è opportuno anche apprezzare i contributi culturali delle civiltà precolombiane che non erano perfette, tutt’altro, ma certo migliori di monaci e vescovi distruttori di templi e di libri, di avventurieri avidi d'oro e di una gloria sanguinaria. Anche nei confronti delle culture mesoamericane e sudamericane lo sterminio delle persone si accompagnò all’annichilimento di tradizioni e fedi. Oggi i discendenti dei Maya e degli Incas lottano non solo per la sopravvivenza, ma anche per difendere la loro identità, di fronte all’invadenza della “civiltà” statunitense con i suoi falsi miti del “libero” mercato e della globalizzazione. Dappertutto s’insinua poi quella lingua, l’inglese statunitense, un idioma simile, in certe sue espressioni, ad un balbettamento, ridotto a misero mezzo di comunicazione di nozioni elementari, quasi trogloditiche.

Lessi qualche tempo fa la notazione di un glottologo che, giudicando il termine “statunitense” orribile, invitava ad usare il pur ambiguo vocabolo “americano”: in realtà, mi pare che questa bruttissima parola sia quanto mai adeguata a denotare non certo la maggior parte dei cittadini degli Stati Uniti che sono vittime di un’élite politico-miltare-economica-religiosa tra le più infami, volgari e tracotanti della storia umana, ma i loro governanti. Anzi molti degli intellettuali più acuti sono cittadini di quella che una volta, più a torto che a ragione, era ritenuta la patria della democrazia e delle opportunità, trasformatasi gradualmente, ma in modo inesorabile nel Quarto Reich.

Chissà se teodori, allam, romano, diciamod’alema e gli altri guerrafondai filo-statunitensi e filo-sinarchici quale libro hanno sul comodino: consiglio loro l’opera di Adolf Rotschild. Potranno immedesimarvici.

04 luglio, 2006

La battaglia di Rosalind Peterson

Absit iniuria verbis

Rosalind Paterson è un’agronoma che ha compiuto approfonditi studi nel campo della silvicoltura, della produzione cerealicola e del clima. Recentemente è stata intervistata all’interno del documentario prodotto dalla rete nazionale statunitense Toxic sky? (Il punto interrogativo si potrebbe tranquillamente togliere), la prima inchiesta giornalistica seria sul problema delle scie chimiche.

La professoressa Peterson ha espresso le sue vive preoccupazioni per le sempre più frequenti operazioni nei cieli di Stati Uniti e Canada, operazioni tese ad indurre modifiche delle condizioni meteorologiche. La scienziata ha purtroppo confermato che i venefici voli sono collegati allo spargimento di bario e di alluminio trimetile. Il bario, come è noto, assorbe l’umidità atmosferica, mentre l’alluminio, tra le altre cose, riflette la luce solare. Da agronoma, la Peterson ha soprattutto evidenziato la correlazione tra scie velenose ed il depauperamento del patrimonio forestale: alberi ed arbusti privati dell’umidità atmosferica, anche sotto forma di nebbia, si ammalano e deperiscono. Le foglie ingialliscono e le chiome si diradano. Sono gravi anche i danni causati alla produzione agricola: le rese dei cereali, in questi ultimi anni, sono diminuite.

La ricercatrice ha anche evidenziato il nesso tra aumento del riscaldamento globale e la diffusione di virulente epidemie influenzali: in questo caso, evidentemente, bisogna ricordare che un habitat caldo e malsano favorisce la proliferazione di virus e batteri. Infine la Peterson paventa una possibile modificazione della corrente a getto per opera del diabolico sistema H.A.A.R.P. Come se non bastasse, il Congresso, nonostante le proteste di agricoltori, cittadini, scienziati, sta accingendosi ad approvare una legge con cui autorizzare “esperimenti” per determinare alterazioni climatiche. In realtà. è solo un provvedimento che serve a legittimare quello che da almeno quindici anni de facto accade già. Ambigua poi risulta la posizione dell’ente governativo nazionalsocialista conosciuto come NASA: l’agenzia, infatti, condivide l’allarme per il riscaldamento globale che attribuisce –udite! udite!- a non meglio specificate scie persistenti, un ipocrita eufemismo che serve ad indicare le scie chimiche. Infatti, da quando le innocue scie di vapore acqueo, in contraddizione con quanto spiegano i luminari dell’MD-80, sono persistenti? Allora non sono scie di condensazione: ergo i piloti, con l’augusto capo cinto di verdeggiante alloro, o mentono in modo spudorato oppure non hanno frequentato (scolaretti discoli!) i corsi organizzati dalla NASA con cui s’insegna che, essendo state del tutto ed arbitrariamente cambiate le leggi fisiche, le scie di condensazione non si dissolvono più. Questo è dimostrato dal fatto che, in inverno le nuvolette di fiato, composte per lo più da vapore acqueo, non si disperdono, ma danno origine ad enormi banchi di nebbia che si addensano nella Pianura padana.

Come è ovvio qualcuno obietterà dicendo che la Peterson, pur essendo una scienziata, è incompetente: orbene, piloti laureati, caudatari dei potenti e meteorologi da strapazzo, tenetevi la vostra margherita hack. Chissà che tra un’osservazione e l’altra delle stelle, in un improvviso, inatteso momento di lucidità, non vi spieghi la siderale differenza tra scie chimiche e scie di condensazione. Infine, nel malaugurato caso di insorgenza di patologie, invocate il soccorso del vostro angela custode.

03 luglio, 2006

Il segno e lo stigma


Pedro Gomez è un pittore di Quito che crea opere aerografate di soggetto cosmico. Gomez, che fu probabilmente vittima di un rapimento, grazie all’ipnosi regressiva, ricordò di essere stato un giorno risucchiato da un fascio di luce. Il raggio, sollevato l'uomo da terra, lo trasferì in un ambiente debolmente illuminato con pareti sulle quali erano installati dei pannelli luminosi ed un pavimento che sembrava di marmo. Mentre il rapito era incapace di muoversi, in piedi, con le braccia lungo i fianchi, scorse degli uomini alti, con i capelli lunghi e le fronti spaziose. Gli sconosciuti erano vestiti con tuniche di colore chiaro, su cui era effigiato un simbolo. Uno degli extraterrestri, dopo aver sfiorato Gomez con le dita in modo da provocargli una sensazione di intenso piacere, cominciò a parlargli in spagnolo, dicendogli di chiamarsi Kelium e di provenire dal pianeta Akturus, nella costellazione delle Pleiadi. Il Pleiadiano aggiunse che era sulla Terra per aiutare le persone a ritrovare valori come l’umiltà e l’amore. Poco dopo, un altro visitatore porse a Kelium un astuccio da cui fu estratto un lungo spillo: il testimone ricorda quindi un acuto dolore alla base della schiena. Pare che l’uomo abbia un impianto nell’osso sacro, un corpo estraneo che, però, i chirurghi hanno deciso di non asportare.

Due sono gli aspetti salienti di questa vicenda: l’ambivalenza del contegno tenuto dai presunti extraterrestri ed il simbolo notato da Gomez sugli abiti dei Pleiadiani.

In primo luogo, gli alieni da un lato, sono latori di un messaggio che sembra palesare una particolare sollecitudine nei confronti dell’umanità, accennando a valori quali l’armonia e la benevolenza, dall’altro, i sedicenti Pleiadiani non solo prelevano una persona contro la sua volontà, ma anche eseguono un doloroso, per quanto breve, intervento chirurgico.

L’emblema descritto come una croce dall’artista e da lui disegnato affinché i ricercatori potessero studiarlo, è pressoché identico al glifo di Ummo, il pianeta legato ad un misterioso e controverso caso che infiammò il dibattito ufologico soprattutto negli anni ’70 del XX secolo. Questo glifo è costituito da una croce posta tra due archi aperti verso l’esterno. Non è la prima volta in cui tale segno è stato osservato: fu, infatti, visto due volte in Spagna sulla struttura esterna di oggetti volanti non identificati. Il simbolo di Ummo è molto simile al glifo che, nell’astrologia, designa il pianeta Urano ed il segno dei Pesci. Il significato del glifo di Urano, in cui la croce sormonta un cerchio, è oscuro; nel simbolo dei Pesci, invece, sono raffigurati, in modo stilizzato, i due animali uniti per la bocca da un laccio, a riprodurre il disegno della costellazione zodiacale.

Il caso di Gomez, tuttora aperto, ha lasciato, oltre ad un’icona indecifrata, uno stigma, ossia due cicatrici circolari simmetriche visibili su entrambi i polsi dell'uomo, cicatrici del tutto affini a quelle che il ricercatore Budd Hopkins negli Stati Uniti, ed il chimico Corrado Malanga in Italia, insieme con qualcun altro, hanno riscontrato sulla tibia di molti presunti rapiti.


Fonti:

A. Anzaldi, L. Bazzoli, Dizionario di astrologia, Milano, 1988
A. Corazza, Abduction o contattismo? Pedro e gli uomini di Akturus, 2001
B. Hopkins, Intrusi, Milano, 1988
C. Malanga, Il marchio dell'abduction, 2004
R. Malini, UFO il dizionario enciclopedico, Milano, Firenze, 2003

02 luglio, 2006

Le metamorfosi del male

Absit iniuria verbis

In questi ultimi tempi, l’attività connessa alle scie chimiche sembra aver subito dei cambiamenti: infatti, di giorno, è difficile avvistare i famigerati velivoli mentre diffondono sostanze nocive nell’atmosfera, poiché le nefaste operazioni sono per lo più concentrate nelle ore notturne, quando si sente il rombo dei velivoli a quote relativamente basse. Per questo motivo al mattino spesso il cielo appare come una patina biancastra che solo dopo alcune ore si vena di un celeste pallido. Inoltre nelle prime ore della giornata la temperatura è già piuttosto alta, a causa della copiosa irrorazione notturna. Durante le ore diurne, gli aviogetti ricorrono a spruzzi intermittenti ad a sostanze che formano scie non durevoli, ma destinate a disperdersi in una foschia solo all’apparenza naturale. È un’altra subdola tattica di occultamento, di mimetismo.

Nel frattempo, in apparente contraddizione con un intervento che sta diventando quasi invisibile, sia la pubblicità televisiva sia le pellicole cinematografiche, ostentano strisce velenose a iosa, per far sembrare normale l’orrore non tanto alle persone adulte che, forse, potrebbero anzi insospettirsi di fronte a quelle inusuali graticole, ma soprattutto alle nuove generazioni che ignorano un cielo azzurro e terso.

In questo programma di diseducazione ed indottrinamento, primeggia la NASA, l’agenzia governativa nazionalsocialista che, “investendo” somme consistenti, sta attuando un programma di disinformazione cui cooperano “scuole” di molti paesi. In Italia, ad esempio, qualche maestrina dalla penna rossa, con zelo degno di miglior causa, ha elaborato un progetto “didattico”, con cui “insegna” ad ignari allievi a distinguere i vari tipi di formazione nuvolose nonché ad identificare nelle esiziali tracce delle innocue scie di condensazione. Tutto ciò, mentre numerosi scienziati, ma anche semplici cittadini restano esterrefatti di fronte a nubi dalle forme sconvolgenti, mai viste prima d’oggi, nubi che sono il chiaro, inequivocabile segno di un’azione artificiale sulle condizioni meteorologiche.

È poi recente la notizia di una protesta formale del senato rumeno contro ignoti “maghi” della pioggia che, diffondendo varie sostanze e probabilmente alterando il magnetismo naturale, hanno causato alluvioni e nubifragi nella nazione dell’est europeo. Alcuni ricercatori pensano che dell’infame operazione sia responsabile la Russia cui alcuni attribuiscono pure l’uragano Katrina, dall’evidente nome russo. A mio parere, l’ipotesi secondo la quale Putin sia reo delle calamità rumene, non è da scartare, ma il tifone Katrina è autoctono, come dimostrato, tra l’altro dalle affermazioni di alcuni prestigiosi “uomini politici “statunitensi, che hanno visto nel micidiale tornado un intervento divino (sic). Il nome russo, semmai, può essere un indizio di una diabolica collaborazione tra Russia ed USA: similes cum similibus congregantur.

Di fronte ad uno scenario sempre più sinistro e sfuggente sia in ordine agli scopi sia in relazione alle modalità di manifestazione, è necessario non abbassare la guardia neppure per un istante, perché, riprendendo Seneca, si deve ricordare che non solo i dolori peggiori sono quelli invisibili, ma anche i nemici.

In ogni caso, non illudiamoci che gli avvelenatori dell’umanità abbiano deciso di desistere: vulpes pilum perdit, non vitium.

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