07 novembre, 2007

Io ho un Padre... (testo rielaborato da Bojs)

... da sempre… l'ho incontrato in famiglia, nelle serate con dei "veri" amici, anzi fratelli, nelle favole raccontate da mia madre, nelle poesie e nei quadri di mio padre, nei giochi da bambini con mio fratello, in quel poster dove "le scarpe che non porti, sono le scarpe di chi è scalzo, il pane che non mangi è il pane dell'affamato", nella "lettera ad un bambino mai nato".

Un Padre sorridente, ironico, direi satirico. Prende in giro i sessuofobi, i prepotenti e gli integralisti di qualsiasi ideologia politica o religiosa. Un Padre di "Ama… e fai agli altri ciò che vorresti fosse fatto a te", e chi se ne importa se sei povero, sconosciuto, incasinato, se hai sbagliato molto nella vita e sei ancora alla ricerca della tua vera identità e del tuo “vero essere”.

Ride di un uomo seduto in alto nella sua bella e morbida poltrona e delle migliaia e più che lo applaudono.

E' incazzato con chi sfrutta i poveri, approfitta dei deboli, opprime la libertà individuale con la scusa di proteggere, con chi sacrifica vite umane sull'altare del potere malefico e li sconvolge nel profondo della coscienza fin dalla tenera infanzia, lasciandoli nell'ignoranza, senza veri indirizzi di vita, senza aiuto, senza cibo, senza genitori, senza lavoro, senza vita.

E' incazzato con chi fa le guerre, con chi mente spudoratamente sulla pelle di milioni di morti, coi serial killer, con le multinazionali della fame e della morte, con i politici bugiardi complici e colpevoli di non proteggere i loro popoli, con i padroni che, nel nome del dio denaro, sfruttano i lavoratori e avvelenano la terra, con gli uomini religiosi di falsa devozione, che parlano parlano, ma non fanno veramente nulla per nessuno, se non per sé stessi.

E' un Padre che non si manifesta nel vento impetuoso, ma nella brezza leggera, impercettibile, che arriva a volte d'estate in serata. E' riflessivo il Padre, sa che il mondo è complesso: "ragioni" è sempre plurale, almeno in una piccola significativa parte.

Gode della gioia del più piccolo tra gli uomini (anche da qui puoi sentirne la calda risata), ma piange con chi piange, è disperato con chi è disperato, la sua mano, tenta di accarezzarne, discreto e presente, la spalla.

E' un Padre che conosce la sofferenza, che non appare, ma è un vincente, ha donato la vita di suo figlio al mondo, per questo così vicino agli uomini, ognuno perdente, ognuno democraticamente uguale nella morte.

Ma il Padre bandisce la tristezza, il calvario è "situazione provvisoria", e torna a ridere, insieme a te, a satirizzare sul mondo, grottesco ed incomprensibile.

E' un Padre libero e rispetta la tua libertà, anche quando non gli piace, al limite ti prende per il culo e ti fa capire la tua stupida ignoranza, smontando tutto ciò che credi sia verità assoluta e su cui hai fondato i pilastri della tua vita. Ma poi, se vuoi, riflette insieme a te e perdona, perché sa della nobiltà della parola "perdono", avendo già parlato della complessità della vita.

E ritorna ad incontrarti nello sguardo curioso e attento di un figlio, di un uomo silenzioso che soffre o in una delirante situazione che ti è vicina, o nell'amore intenso con la tua donna.

Ti chiama lui, se tu non lo chiami. Non è solo Dio, ma il tuo vero Padre ed ha piacere di parlare con te. Come stasera...

Il discorso finisce sui guai del mondo, le ingiustizie, l'avidità, l'indifferenza, la solitudine, gli egoismi individuali, le incomprensioni, la fame, le malattie, le guerre, il terrore.

Ascolta silenzioso, come sempre discreto, poi prova a replicare donandoti speranze, satire riflessive seppur amare, ma io lo incalzo raccontandogli di quanti lo tirino in ballo per proclamare la verità assoluta di un Dio senza compromessi, ma presentato senza concretezza e poi di quanti si fanno scudo di lui per coprire infamia, orrori, guerre e terrore, spezzandolo in occidentale o orientale, in molte forme variegate e altrettanto insulse, di quanti morti, di quanti oppressi, di quanti orfani, di quanti papà e mamma senza figli, di quanta infelicità generata dagli uomini nel suo nome.

Resta in silenzio nel dolore e nella Sua misteriosa conoscenza superiore, sicuro e sereno, ma mi rimane vicino silenzioso. Lo saluto, toccandogli la spalla, "vado a dormire" dico. Non si muove e rompe il suo silenzio chiedendomi: "posso rimanere qui?". Si accomoda sul lettone e, ogni tanto, lo sento, nel sonno, toccarmi i capelli per sapere se ci sono.

Ecco, ora di giorno cammina dietro di me e di tanto in tanto mi tocca i capelli, cercando di ripararmi dalle intemperie della vita. Poi tenta di riprendermi la mano per tornare a guidarmi nella via che rassicura.

Certo è complicato distruggere tutto il male del mondo una volta…, figuriamoci due.., ma è determinato e la sua determinazione mi ridà fiducia e la mia fiducia accresce la sua determinazione.

E' orgoglioso, diamine, e tornerà presto a prendere per il culo gli uomini potenti, ridando speranza e fiducia nella vita, nel lavoro, nell'amore da tutti e verso tutti, ognuno come può, per quei santi compromessi che prevedono la vera vita a noi sconosciuta, su questo bellissimo pianeta, intensa, felice e infinita come obiettivo.

Altro che la bestemmia della pace e sicurezza portate dall'uomo.

B O J S

12 commenti:

  1. E' molto tempo che rimango in disparte leggendo tutti i commenti postati in questo profondo e serio Blog. E visto che viene espresso il nulla su un profondo tema (anche se metaforico) che tocca i vari aspetti della vita di tutti nel mondo intero, mi ritorna l'eco del silenzio di tutti quelli che non proferiranno parola di fronte alla concretezza del Nuovo Ordine e che si riveleranno nella loro nudità.

    Buona notte a tutti quelli che spesso parlano senza sapere cosa veramente dicono e a cosa vanno incontro..

    E' il silenzio della coscienza confusa di chi ancora non comprende.

    Lancio il sasso nello stagno con la consapevolezza che l'acqua ferma e senza vita è già morta.. le parole passano e i fatti rimangono. Che tipo di acqua siamo noi?

    Ognuno risponderà personalmente non con belle frasi forbite o con profondi pensieri metafisici.. ma con le proprie scelte concrete assumendosi la responsabilità della propria vita e di quella dei propri figli.

    E' dura e non è un gioco.

    Abbraccio tutti con sincero affetto e spero di aver smosso qualcosa nella vostra coscienza
    per voi stessi e NON PER ME.

    Sinceramente.

    #B O J S#

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  2. Carissimo Bojs, lascia sgomenti questo tema, perché non è facile capire come si possa conciliare il male con Dio. Lo so. E' un'obiezione banale, forse infantile, ma è così. La fede è come il coraggio: uno ne se la può dare. E' una scommessa sull'orlo del nulla.

    Ciao e grazie.

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  3. Molto vero questo post, Dio non può essere altro che così!
    Come conciliare il male con Dio?
    Ciò che ha preparato per i giusti è talmente grande e meraviglioso che a confronto la crudeltà e il male della vita terrena diverrà insignificante. Fede e carità, credere e amare, Dio e i fratelli, questo è il segreto della vita, tutto il resto è vanità anche tutte le malefatte dei Sinarchi.

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  4. Molto antropomorfa questa tua presentazione del Creatore, caro Bojs. In effetti anch'io a volte lo sento così, a volte invece come in questo momento, non saprei quale identità attribuirgli in quanto l'impressione che prevale parrebbe essere quella di una suprema indifferenza nei confronti della manifestazione.
    E' buono? Forse sì. Almeno nei miei confronti e fino ad ora, visto che mi poteva capitare di molto peggio.
    Ma nei confronti di tanti disgraziati come gli abitanti del Darfur,solo per attenerci alle notizie di attualità, dovremo considerarlo buono e/o misericordioso?
    Ahimè, temo che la realtà sia molto più sfumata di quanto noi non immaginiamo.
    Concordo invece con le incertezze e la prudenza di Zret.

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  5. la scelta,la verita è nel profondo intimo di ogni uno di noi.

    la domanda è:quanti di noi sono disposti a cambiare veramente,dico dal profondo?

    ardua risposta.


    un saluto,ed un sorriso.anto-az

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  6. E'un testo molto commovente quello rielaborato da Bojs, con Dio raffigurato come un Padre amorevole. Molti devono ringraziare Dio per quanto hanno ricevuto: salute, intelligenza, benessere. Tuttavia se "gli altri siamo noi", non possiamo non soffrire per i diseredati ed i derelitti. Si Deus, unde malum? Di nuovo, il Male congiura contro Dio. Io sono una nullità che cerca solo di capire: non voglio giudicare nessuno, ma ho delle perplessità, delle domande. Forse un giorno comprenderò, ma oggi di fronte al Male ammutolisco.

    Scusatemi se ho creato un contrasto stridente tra Umberto Tozzi ed Agostino di Ippona.

    Ciao a tutti e grazie.

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  7. Questo commento è stato eliminato dall'autore.

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  8. Questo commento è stato eliminato dall'autore.

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  9. SI VABBE' BOJS,ALLORA BUONA NOTTE!!!!!!!

    BUONA NOTTEEEEEE!!!!!!

    Ciao!!

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  10. Salve a Tutti.
    I post che leggo da mesi sono molto interessanti e ben fatti ma oramai superati.
    Dobbiamo ''USCIRE'' dal Web e FONDARE un MOVIMENTO Nazionale contro le SCIECHIMICHE, e dobbiamo farlo SUBITO,Basta con le Ciance !. Fare attivita' in Strada e' l'UNICA possibilita' che abbiamo per coinvolgere la massa.Chiunque voglia seriamente agire in questo modo mi contatti via Email.
    GRAZIE

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  11. Guido... i commenti sono sottoposti a moderazione. per questo non li visualizzi subito. Ti raccomando quindi di postare una sola volta.

    Grazie! :-)

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