10 gennaio, 2008

Campi morfogenetici: la causa formale di Aristotele sotto una nuova denominazione?

Il fisiologo britannico Rupert Sheldrake ritiene che i sistemi siano regolati non solo dalle "leggi" conosciute dalla scienza, ma anche da campi da lui definiti morfogenetici, introducendo la nozione di causazione strutturale o formativa. In base alla sua teoria, quando emersero per la prima volta, le molecole di proteine avrebbero potuto ordinarsi in un numero qualsiasi di modelli strutturali: non esistono, infatti, leggi conosciute che implichino la produzione di una sola di queste forme. Tuttavia quando un numero bastevole di molecole assume una determinata configurazione, tutte le molecole successive, anche in tempi e spazi diversi, acquisiscono la medesima forma. Una volta in cui una molecola si organizza in un pattern, esso sembra influire sui patterns simili.

Inoltre questi campi emersero come novità creative della natura, ma in seguito diventarono abitiduni cosmiche in grado di agire su elementi inanimati ed animati. Questo spiegherebbe la cristallizzazione sincronica di molecole complesse, l'apprendimento simultaneo o quasi di nuovi percorsi in un labirinto per opera delle cavie, ma anche la coniazione di nuovi termini, l'apprendimento di tecniche (si consideri il caso della centesima scimmia). La teoria di Sheldrake suppone che, se l'individuo di una specie impara un nuovo comportamento, il campo morfogenetico cambia, mentre la risonanza morfica, con una sorta di vibrazione, si trasmette all'intera specie. Lo scienziato distingue anche tra causazione morfogenetica e causazione energetica: la prima è un arké che si concreta attraverso un substrato di materia-energia. Secondo la ricercatrice Maria Caterina Feole, poiché la vita è coscienza e tutto è collegato, applicando le idee della Sheldrake allo sviluppo degli stati di coscienza, si può arguire che anche tali stati siano connessi ai campi morfogenetici. In tale contesto, le cosiddette forme-pensiero sarebbero in grado di fungere da calamita verso altre forme-pensiero simili, attirando persone con caratteristiche analoghe.

L'elaborazione concettuale concisamente presentata mostra degli addentellati con la filosofia aristotelica, in ordine a quelle che lo Stagirita definì causa formale (campo morfogenetico) e causa materiale: la prima è, infatti, il modello, il principio generatore, la legge di una cosa; la seconda è la materia. Anzi pare proprio che, mutatis mutandis, Sheldrake rivisiti i concetti aristotelici passibili di stabilire un collegamento tra un quid immateriale e la sfera energetica. Anche l'espressione “campo morfogenetico” richiama il pensiero del "maestro di color che sanno": il vocabolo greco "morphé" vale "forma", intesa in tutta la sua gamma di possibili significati, anche piuttosto difficili da concettualizzare. Il nesso tra campo morfogenetico e campo energetico ricalca il sinolo aristotelico, unione di elemento formale e materiale. Ancora una volta Nil novi sub sole.

E’ comunque significativo che varie ricerche di frontiera tendano, in questi ultimi decenni, a convergere verso acquisizioni risalenti all’antichità.

Fonti:

Enciclopedia di filosofia, Milano, 2002, s.v. Aristotele e causa
M. C. Feloe, Dalla fisica dei quanti alla realtà, Macerata, 2007
R. Sheldrake, A new science of life, 1981

12 commenti:

  1. Zret, molto interessante questa ricostruzione e la relazione fra scienza di frontiera e vecchie conoscenze.

    Le forme pensiero condizionano la nostra vita nel quotidiano e in maniera maggiore influenzano tutto il significato di Cosmo. Basti pensare all'influenza di concetti positivi sul corpo in contrapposizione ad emozioni negative. La bioenergetica studia proprio l'interazione fra energia e pensiero, cercando di sradicare a volte le forme pensiero cristallizzate a livello sottile.

    Ciao, complimenti come al solito

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  2. Ciao Freenfo, il cerchio sta per chiudersi. Concetti dell'antica filosofia ci aiutano a gettare un barlume sui misteri del cosmo.

    Ciao e grazie!

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  3. bell'articolo zret. complimenti!
    ma è triste constatare che il libro di sheldrake è dell'81. 27 anni fa. e pierino angela che aspetta a dircele 'ste cose nei suoi quark quotidiani?
    riguardo alle conosenze antiche oggi confermate dalla scienza molecolare ti rimando a questo mio post:
    http://parvatim.wordpress.com/2007/03/23/liscia-gasata-o-icosaedro/
    platone già sapeva che i cluster del'acqua si organizzano in solidi icosaedrici. la domanda èsempre quella. come ha fatto?
    ciao

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  4. Ciao Parvatim, hai ragione. Pierino è ancora legato ad un'ottusa e polverosa "scienza" ottocentesca. Il libro di Sheldrake non è per nulla recente, ma i veri intelletti sono ostracizzati.
    Circa le sorprendenti conoscenze di Platone, non saprei da chi possa averle attinte. Dagli Egizi? Gli Egizi dagli Atlantidei?

    Ciao e grazie!

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  5. platone e tanti altri,da dove?

    ipercomunicazione zret?.......

    sempre con voi,anto-az

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  6. Ipercomunicazione? Collegamento con l'Akasha?

    Ciao e grazie.

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  7. “A proposito di come facevano a saperlo”. Potrà sembrare incomprensibile ..... inaccettabile dalla “ragione”, perchè è oltre le leggi conosciute della fisica, ma esiste una zona, terra di nessuno, o se preferite, una porta che si apre a certi livelli di esistenza mentale ...... o meglio dell'anima, che rende possibile quel fluire, da quel grande “lago” ove sono racchiuse tutte le “chiavi” che rendono possibile l'esistenza degli universi, ad opera degli artefici. Allo stesso modo in cui il DNA, in tutte le sue varianti, rende possibile la vita organica.

    Tutto questo è semplice nel riportarlo, proporlo, ma impossibile da rendere vivo in chi non è rinato con quel fluire. Ci sono momenti in cui lasciarsi andare è come sognare, o essere cullati dalla magia.

    Forse è per questo che non riusciamo a distinguere il sogno dalla realtà.
    In fondo la magia, altro non è che futura scienza-conoscenza. Non si deve dimenticare, che accendere una lampada con lo schiocco delle dita, fino a qualche decina di anni fa, era considerato magia.
    Un caro saluto a tutti.

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  8. caro marco , hai colto nel segno.
    per chi ha aperto la mente esiste un livello di comprensione della realtà nella sua essenza intima.platone era in questo senso un iniziato con una visione sulla phisis con molte marce in più.
    non per niente il nostro sistema scolastico/educativo allena solo la parte materialistica della mente. per tenerci lontano da un accesso alla realtà più intima.
    ciao

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  9. Marco e Parvatim centrano il bersaglio.

    Ciao e grazie.

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  10. niente è impossibile,ci sono persone che non si limitano ad rapportare certi argomenti ma,li usano anche se in maniera non del tutto definitiva,se cosi si puo dire.

    se si vince il ragionare, ci si arriva,un bel lavoro non c'è di che ma,ci si arriva.

    ciao zret!

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  11. Ciao Anto-az, bisogna andare oltre la mente che mente e misura. (la radice di mens e mensura è la stessa)

    Ciao!

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