Pubblico un articolo per la cui stesura mi sono avvalso della preziosa ed intelligente testimonianza di T.B. Il castello di Sperlinga è già di per sé un edificio singolare, perché ricavato interamente nella roccia, ma un altro particolare alimenta il fascino del maniero medievale: infatti, in uno degli ambienti si possono ammirare dodici piccole nicchie. Arduo è anche stabilire che significato avessero le uova di pietra incluse nel massiccio di roccia. L'uovo è simbolo cosmogonico par excellence, associato all’energia vitale ed al rinnovamento: suppongo che questi oggetti siano più antichi della fortificazione eretta forse su un sito legato a culti ed a tradizioni ancestrali. Sperlinga, in provincia di Enna, è nel cuore della Sicilia, una plaga abitata nella protostoria e nell'antichità da popolazioni non indoeuropee, cui si sovrapposero in parte i Siculi, etnia indogermanica legata a doppio filo agli antichi Liguri. Il nome Enna contiene una radice peculiare di molti toponimi liguri. Si veda, ad esempio, Benevagienna, Questo, però, è un altro tema al quale, se sarà possibile, dedicherò un breve testo.
"Il Castello di Sperlinga è un'imponente costruzione edificata intorno al 1082 su un enorme blocco di arenaria, in parte scavata nel massiccio stesso, completata con sovrastrutture in pietra. Nelle grotte scavate ai livelli medi si trovano ambienti al tempo destinati alle attività degli artigiani, a quelli inferiori i magazzini.
Al livello superiore si trovano sale e saloni scavati direttamente nella rupe e resi particolarmente suggestivi da pilastri ricavati nella roccia stessa.
Una di queste sale, che mi sembra di ricordare circolare, ma non potrei escludere fosse ellittica, con soffitto a cupola scavato nella pietra, presenta sulle pareti dodici piccole nicchie ad altezza di circa un metro e mezzo da terra e mi incuriosirono per la disposizione ed il numero.
Le feci notare ai miei compagni ed osservai che probabilmente la sala era destinata ad ospitare riunioni a carattere esoterico e misterico, riservate a personaggi con competenze particolari.
Ma la cosa che più attirò la mia attenzione nel corso di questa visita furono delle formazioni in pietra incluse nel massiccio roccioso, all'interno e all'esterno dello stesso, dalla forma di grosse uova, delle quali, però, era visibile soltanto la parte che sporgeva, limitata alla metà o a tre quarti della massa totale valutabile.
Al termine della visita cercai insistentemente di avere notizie su queste insolite pietre incluse e mi fu risposto che, in loco, erano chiamate "uova di pietra", ma null'altro mi fu possibile sapere.
Sarebbe stato utile ed interessante conoscerne la composizione per sapere se erano della stessa pietra della rupe che le includeva, estrarne un esemplare per aprirlo ed esaminarlo anche all'interno, cercare una plausibile spiegazione per sapere se erano di origine endogena o esogena rispetto al territorio circostante ed eventualmente ipotizzare una loro provenienza.
Nessuno si mostrò interessato ad approfondire l'argomento e a me è rimasta la curiosità e il ricordo della fascinazione che provai toccandole.
Il castello ha una storia che riguarda anche i Vespri siciliani del 1282 ed un assedio che vide la resistenza degli Angioini asserragliati al suo interno per difendersi dai ribelli, ma questa... è un'altra storia".













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Sui Liguri consiglio di leggere l'eccellente saggio di Renato Dal Ponte.
RispondiEliminaCaro Zret, un mio amico di Sperlinga (G. E.) mi ha detto che la teoria da te eposta sulle uova e molto fantasiosa, poiche le suddette uova presenti nel castello non sono altro che normali ammassi rocciosi di materiale più rigido difficile da scalfire con normali strumenti adoperati per le escavazioni, quindi venivano estratte dalla roccia arenaria conservando la loro suggestiva forma.Ti assicuro che nessuno gli ha dato questa forma ma erano gia presenti nel imponente massiccio roccioso di arenaria.
RispondiEliminaPertanto e da escludere ogni teoria fantasiosa.
Se vuoi saperne di piu cercami su http://crysalide.forumattivo.com/
Grazie solo occhi della precisazione. Mi ero limitato a formulare un'ipotesi. Resta il numero 12.
RispondiEliminaCiao