Ora attraversiamo le cose: quanto sono immateriali e diafane le cose, ora che... Inconsistenti si dissolvono, come veli di nebbia. Credevamo di incontrare qualcuno nella landa dell'ignoto, ma la strada è solitaria e soltanto ci osservano gli astri, gli abissali occhi del firmamento. E' tutto svanito, come un sogno che dilegua alle prime luci dell'alba. Eppure questa solitudine non contrista: è come se, anche quando credevamo di essere circondati dai nostri simili, volti noti e sconosciuti fossero stati ombre di pensieri.
Ora che, a poco a poco, la vita si immerge nell'oceano dell'oblio, ogni ferita si rimargina grazie al balsamo della quiete ed il tempo trascorso sfuma in una sensazione indistinta, appena screziata di malinconia.
I platani inchinano le cime, quasi ad accompagnarci partecipi nel viaggio che conduce al cuore dell'universo.
In lontananza palpitano le ali del vento, fragili e leggere come gli angeli del silenzio.














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Ciao Zret, riporto le tre parole iniziali di un inno attribuito ad Ermete Trismegisto: "Aneklaletos, arretos, siopè fonumene ....." (impronunciabile,ineffabile,silenzio risonante) una triplice definizione-invocazione di silenzio che richiama ed identifica subito il carattere sacro e divino del Silenzio.Il silenzio,appunto, lo riserverei al mondo degli Dei,delle entità angeliche consiglio di fidarsi poco.
RispondiEliminaCiao Chon, il breve testo ha valore metaforico: "gli angeli del silenzio" sono simbolici, poco più che una prosopopea del vento notturno.
RispondiEliminaForse si nasce, si vive e si muore soli.
Ciao e grazie.
Riflessioni profonde forse dettata dal sorriso amaro della luna. Non ascoltiamo più il battito lento della Terra in questo mondo chiassoso di troppe parole vuote. O forse è Gaia non ci parla più.
RispondiEliminaMargius, forse Gaia, come scrivi, non ci parla più e noi non sappiamo ascoltare: è un dialogo tra sordi e tra muti.
RispondiEliminaCiao e grazie.
Che dire Zret..la tua penna è magica come sempre
RispondiEliminaTi abbraccio, sei fantastico, sempre.
Grazie infinite, Cleonice.
RispondiEliminaCiao