25 settembre, 2011

Destino

Frammento di un racconto incompiuto

La vetta maestosa s'innalza nel deserto del cielo, le pendici aride s'incendiano al sole meridiano, quando le ombre scavano solchi neri sui fianchi precipiti. Il monte, immoto come un dio di pietra, ignora il tempo: i millenni, le ere, coi loro vortici di sabbie, gli passano accanto.

L'alba striscia fra i caprifichi e gli anfratti, il giorno lo scolpisce nella luce vitrea, nella notte le radici delle costellazioni spaccano il granito: così l'eterno si ripete, mutevole perennità. Così le cose nascono e periscono, in una vece eterna, senza principio, senza fine…

Il vento tra le forre fende i silenzi, affilando i crinali. L'eco si rifugia nelle grotte umide, per perdersi infine nell’orizzonte orlato di fragili nubi.

La cima, elevata verso l’arco della luna, ancora sfida il destino, mentre lenta sale la marea dell’oscurità.

APOCALISSI ALIENE: il libro

La squola della Gelmini - di Antonio Marcianò - Gemme scolastiche da collezionare

8 commenti:

  1. Parole potenti ed evocative, Zret! Mi richiamano alla mente i versi dolci e inquieti di Montale.
    Ciao, Sharon

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  2. Buongiorno Zret!
    Se terminerai il racconto, mi farebbe piacere leggerlo interamente, è davvero bello. Scrivi abitualmente racconti? Io li amo molto, al tempo dell'università ne ho scritti tanti, poi la vena si è un po' "esaurita" nel vivere quotidiano. Però a quei tempi scrivere era il mio rimedio preferito per lo stress!
    Ti auguro una buona giornata! Sharon
    P.s. puoi anche non pubblicare questo mio commento, è un mio pensiero personale, che avrei preferito scriverti per e-mail: purtroppo non ho trovato il tuo indirizzo da nessuna parte sul blog (giustamente, oserei dire, vista la gente che gira per il web e sicuramente viene anche a leggere questa tua pagina personale). Di nuovo, cari saluti.

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  3. Buongiorno Sharon, ho scritto pochi racconti (una dozzina), ma non li ho pubblicati. Così oggi per lo più propongo riflessioni su temi vari. I testi narrativi che composi erano in genere brevi e frammentari.

    Purtroppo la vita quotidiana tende ad inaridire sia la vena sia l'animo: essa instilla quasi esclusivamente fiele ed il fiele può ispirare amari aforismi, al massimo. Così "Destino" è rimasto incompiuto: ne ho abbozzato la sequenza descrittiva iniziale ed un dialogo.

    Scrivere è per me ormai l'unica catarsi, anche se la situazione attuale tende sempre più a bruciare gli spunti e ad annichilire le idee.

    Ciao

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  4. Bellissimo, credo sia la trasformazione del tuo animo in immagini quanto mai evocative del rifiuto di questo mondo, rifiuto che ci accomuna.
    aurelius

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  5. Grazie, Aurelius. E' come scrivi: il frammento esprime una forte repulsione per questo mondo.

    Ciao

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  6. Zret, il mondo odierno è grigio e sterile, ed invece di favorire la libera espressione, l'appiattisce. A tanti va bene così, ma mi sembra ben triste ridursi ad essere stupide larve, non credi?
    Ciao, Sharon

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  7. E' difficile esistere in questo mondo larvale, Sharon, ma...

    Ciao

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