Il centro culturale "Galileo" organizza la conferenza "Cerchi nel grano: evidenze di un mistero". Il simposio si terrà giovedì 19 novembre prossimo a Castelleone. Relatore sarà il Dottor Giorgio Pattera, biologo. Qui la locandina dell'evento con tutte le informazioni.
Visualizzazione post con etichetta Crop circles. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Crop circles. Mostra tutti i post
12 novembre, 2009
Convegno sui cerchi nel grano
Il centro culturale "Galileo" organizza la conferenza "Cerchi nel grano: evidenze di un mistero". Il simposio si terrà giovedì 19 novembre prossimo a Castelleone. Relatore sarà il Dottor Giorgio Pattera, biologo. Qui la locandina dell'evento con tutte le informazioni.
Etichette:
Appuntamenti,
Crop circles,
Giorgio Pattera
01 agosto, 2009
Oltre le geometrie
In questi ultimi lustri numerosi studiosi, spesso di formazione differente, hanno riscoperto le geometrie nascoste del reale. Anche alcuni scienziati, sebbene osteggiati dall'accademismo imperante, hanno concluso che l'essenza dell'universo visibile è un'armonia di suoni e di forme, valorizzando antiche concezioni pitagoriche e platoniche. In particolar modo, i solidi platonici sono stati collegati da David Wilcock, da Michele Proclamato e da altri, a molti fenomeni cosmici e naturali.Esemplare è la dimostrazione che i vertici di due tetraedri incastrati tra loro ed inclusi nella sfera dei pianeti coincidono con punti significativi dei corpi celesti: sulla Terra con i circoli tropicali [1], su Marte con l'area in cui sorgono la Sfinge e le piramidi di Cydonia, su Giove con la zona del gigantesco occhio...
L'armonia soggiace a varie manifestazioni naturali che obbediscono a ritmi reconditi: il numero aureo, la serie di Fibonacci, le ottave, i frattali sono le geometrie che reperiamo in ogni dove, dal girasole alla galassia, dalla chiocciola al crop circles... E' stato affermato che i rapporti proporzionali del phi sono anche inconsciamente rispettati dagli artisti nei loro quadri, poiché sembra che l'occhio e la mente siano gratificati da questa relazione compositiva. Penso che anche uno scostamento da "armonie prestabilite" sia esteticamente valido: l'eufonia e l'euritmia sono piacevoli, ma pure un'incrinatura ed una dissonanza possono essere grate. Si pensi ai versi incompleti dell'Eneide in cui echeggia l'elegiaca ispirazione del poeta di Andes, come una melodia appena accennata al pianoforte e, per questo, evocativa e struggente in massimo grado. Si pensi alle sculture incompiute di Michelangelo, piene di una vigoria materica, di un'energia in potenza (dynamis). La perfezione ha alcunché di gelido e spesso i bozzetti del Canova sono più intensi delle impeccabili, ma fredde statue. La bellezza stessa vibra di lievi imperfezioni, di quasi impercettibili asimmetrie.
Resta il fatto che un disegno invisibile, ma meraviglioso intesse il cosmo: equilibri nelle vibrazioni e nelle immagini configurano misteriose corrispondenze. I meridiani del corpo corrispondono alle ley lines, le linee energetiche che percorrono la Terra, simili a fiumi silenziosi. I chakra dell'organismo sono vortici di energia che ricordano i worm-holes o i buchi neri in cui la luce ed il tempo, una volta inghiottiti, sono, per così dire, trasmutati in qualcosa che non riusciamo neppure ad immaginare.
L'arte, in particolar modo l'architettura, è costellata di figure geometriche e di rapporti numerici che adombrano significati cosmici e cronologici, di solito attinenti alla precessione ed all'avvicendamento delle ere. Le piramidi erette da popoli antichi custodiscono rapporti armonici, i rosoni delle chiese medievali sono musica di pietra, gli affreschi di Michelangelo nella Sistina occultano l'alfabeto ebraico e via discorrendo...
Ancora purtroppo queste conoscenze, suscettibili di essere applicate a vari ambiti per migliorare la vita e soprattutto per ricongiungere l'umanità alle sue origini, sono ostracizzate ed emarginate. Certamente una lettura di questi valori è un ulteriore passo verso la comprensione del manifesto la cui trama affiora di quando in quando. Il soggetto del quadro comincia a rivelare i suoi valori simbolici, esoterici. Che cosa si nasconda sotto le campiture di colore e sotto la mestica non sappiamo.
Questo è un punto cruciale: condivido l’entusiasmo di chi si inoltra in questi pionieristici, ma in fondo antichi, campi della conoscenza, scoprendo sempre nuovi sincronismi e correlazioni. Tuttavia suscitano in me per lo meno delle perplessità certi atteggiamenti quasi blasfemi e faustiani di chi, avendo carpito dei segreti alla natura, è convinto di aver elaborato una teoria del tutto o addirittura di aver snidato Dio. E’ atteggiamento purtroppo diffuso e, come l’Epicuro descritto da Lucrezio, alcuni ricercatori orgogliosi mostrano agli uomini la Verità. Tralascio di accennare alla totale o parziale incompatibilità dei differenti sistemi filosofico-scientifici elaborati da questi scopritori della Verità ultima. Non posso, invece, sottacere dell’hybris che si accompagna a codeste affermazioni apodittiche, a concezioni che si presentano esaustive del reale: Dio è il Tempo, Dio è la gravità, Dio è il campo di Planck… Non ci si sarà forse accostati più al Demiurgo (e lo si intenda pure in modo positivo, come lo concepisce Platone) che all’Essere? L’umiltà dovrebbe essere la nostra fedele compagna e, soprattutto nel campo ontologico, bisogna bandire i convincimenti ed i dogmi.
Infine, a mio parere, il rischio di queste scienze di frontiera è di scivolare, nonostante le premesse, in una forma di materialismo e sia pure un materialismo incorporeo, mitigato. Ammessa la natura vibratoria e numerica dei fenomeni, non possiamo sapere in che cosa consista la quintessenza dell’oltre.
Non credo che la sfera spirituale si possa ricondurre ad una formula, per quando perfetta.
[1] Le regioni tropicali terrestri sono sedi di manifestazioni meteorologiche e magnetiche particolari.
APOCALISSI ALIENE: il libro
TANKER ENEMY TV: i filmati del Comitato Nazionale
24 luglio, 2009
The silicon crops
Il vero cambiamento non solo prescinde dallo sviluppo tecnologico, ma è in contrasto con esso.La nuova stagione dei pittogrammi nel grano è stata seguita con entusiasmo da molti ricercatori ed appassionati. Parecchie persone si chiedono quali messaggi trasmettano questi crop circles e soprattutto che significato assuma l'evoluzione dei glifi che, comparsi come cerchi, con il passare degli anni, hanno assunto forme sempre più complesse, articolate e cifrate. Quando si affronta un fenomeno tanto elusivo, non si deve scartare alcuna ipotesi e bisogna ponderare tutte le ipotesi esplicative, cercando pure di comprendere quali potrebbero essere gli artefici dei disegni nei campi di cereali. Trascuriamo tutte le creazioni dei circlemakers ed i falsi, resta un repertorio di figure che, allo stato attuale degli studi, potrebbero essere attribuite ai seguenti artefici:
- La Terra
- Civiltà extraterrestri
- Militari
- Entità di altre dimensioni
Poiché la Terra è un essere vivente, non è impossibile che essa si esprima con questo alfabeto misterioso. E' un'interpretazione che certo suscita la derisione degli scientisti, ma non priva di fondamento, sebbene sia difficile ricondurre tutte le tipologie di glifi, anche quelli dal disegno tecnologico ed "alieno" a Gaia.
Gli ufologi di solito attribuiscono i pittogrammi alle star nations e vi vedono una correlazione con il calendario Maya, i cui snodi temporali sarebbero codificati in varie formazioni. Le civiltà delle stelle preannuncerebbero il loro prossimo ritorno, adombrato pure in antichi testi di culture per lo più americane.
Uno sparuto gruppo di studiosi ritiene che i crop circles siano creati dai militari forse con apparati a microonde, nell'ambito di una manipolazione tesa a far leva su "miti" oggi diffusi, come l'attesa palingenetica per il 2012 ed il contatto con popoli delle stelle. Certo, risulta in contraddizione con questa congettura che elicotteri militari sorvolino le aree in cui si formano le sinopie, cercando di allontanare curiosi ed investigatori. A volte i velivoli intervengono, allorquando si manifestano sfere di luce che sono forse all’origine di alcune formazioni.
Chi vede in azione delle entità provenienti da altre dimensioni, si fonda su una concezione dell'universo in cui si compenetrano differenti piani di realtà. I piani superiori sono abitati da esseri la cui biologia sarebbe basata sulla matrice carbonio-silicio, sul silicio e sulla luce. (Ipotesi dell'universo armonico).
E' arduo districarsi: se conoscessimo con certezza chi sono gli autori dei simboli, comprenderemmo qualcosa in più del loro significato, fermo restando che gli emblemi sono polisemici e stratificati, quindi difficili da decifrare ed inesauribili nei loro valori pregnanti. Non è neppure certo che i destinatari dei messaggi siano gli uomini. Forse, invece di indugiare su presunte valenze semantiche, occorrerebbe indugiare sul senso degli aspetti formali: si nota allora, di là dalle diversità apparenti, una costante platonica (geometrica) collegata alla fisica iperdimensionale nonché a fenomeni cosmici e biologici, a cambiamenti (tutti naturali?) in atto nel pianeta, nel sistema solare e non solo. Qualcuno ci vuole avvisare circa immani eruzioni di plasma solare, foriere di disastri per l'umanità? Se è così, che senso ha usare questo linguaggio in codice per predire eventi che paiono ineluttabili? Forse questi cambiamenti fisici sono soltanto il riflesso di una trasformazione più profonda che trascende la stessa materia-energia. In tal caso, il mutamento radicale sul piano storico ed empirico sarebbe il sigillo di un processo metastorico, il battesimo di fuoco (si pensi alla Fenice di Yatesbury del 12 giugno 2009) suscitatore di una rigenerazione. E’ probabile che andremo incontro ad un cocente disinganno: l’arrivo del veltro non è così vicino.
Fra i recenti pittogrammi, quello di Alton Priors (Inghilterra) apparso il 21 giugno 2009, è un "testo" che pare segnare una svolta, poiché include una specie di matrice tecnologica, una lunga "coda" di circuiti integrati che sembrano nel contempo una scrittura arcana ed arcaica. Alle consuete coordinate cronologiche e cosmiche (il sestante ed i pianeti), si aggiunge un'appendice sintetica (tre filamenti del D.N.A.?) che lascia un po' perplessi. Siamo al cospetto di una fenomenologia che potrebbe lasciar intravedere, almeno in qualche caso, l'ombra di un regista occulto. D’altronde alcuni personaggi addentro le segrete cose accennano ad un passaggio dell’umanità ad una matrice carbonio-silicio: ciò appare - ricordando comunque che i veri orizzonti sono spirituali e non tecnologici - poco rassicurante, perché sono le tetre élites a vagheggiare una trasformazione degli uomini in esseri bionici.
In tale quadro interpretativo di correlazione tra organico ed inorganico, cruciale appare il celebre glifo di Chilbolton incentrato sul silicio. In fondo anche il virus è una sorta di macchina: un avvertimento circa le insidie di un "progresso" tutto all’insegna della tecnologia?
Occorre usare il discernimento per vagliare i singoli casi ed evitare sia un’ingenua ed acritica lettura dei crop circles, seguendoli come un oroscopo da rotocalco, sia la sufficienza degli accademici che si rifiutano di studiare un fenomeno che, piaccia o no, è peculiare di questi ultimi decenni.
Articolo correlato: Brian L.Crissey, Analisi del Codice di Chilbolton, 2007
Si ringrazia il gentilissimo Richard di A.G. per la collaborazione nella ricerca.
APOCALISSI ALIENE: il libro
TANKER ENEMY TV: i filmati del Comitato Nazionale
Etichette:
2012,
Arecibo,
Crop circles,
D.N.A.,
pittogrammi,
silicio,
simboli,
Teoria dell'universo armonico,
Ufologia
19 febbraio, 2009
Labirinto
Il labirinto è tra i simboli più densi ed antichi. Oscura è l'etimologia del termine: pare risalga alla parola mediterranea "làbrys" con il significato di "ascia bipenne", poiché tale tipo di scure decorava i palazzi cretesi la cui complessa architettura sarebbe all'origine del mitico dedalo di Cnosso. E' più probabile, però, che "làbrys" significasse "grotta": era quindi un luogo tenebroso e silente in cui si compivano riti e si celebravano misteri. Emblema di un accesso ad un mondo infero, hiatus verso l'ignoto, il labirinto è anche il luogo dell'iniziazione, del percorso che conduce alla meta.Alcuni labirinti rimontano al Neolitico e sono raffigurati sulle rocce: qual è il loro significato? Sono stati interpretati come rappresentazioni dei gorghi, delle circonvoluzioni cerebrali, come disegni delle galassie. Si ritiene che gli uomini preistorici non potessero conoscere la forma dei sistemi stellari spiraliformi, ma questo è un pregiudizio: non si può escludere che essi, eredi di civiltà defunte, custodissero anche qualche frammento di conoscenze astronomiche. Il cielo, per gli uomini del passato, era un tempio naturale il cui soffitto era tempestato di zaffiri, una meravigliosa sfera il cui moto segnava la lenta, ma inarrestabile successione delle ere cosmiche rispetto alle quali la vita terrena era un batter di ciglia.
Si attribuisce alle spirali orarie ed antiorarie l'adombramento del ciclo di morte e rinascita, ma la loro diffusione in santuari astronomici, ancora una volta, le correla all’osservazione degli astri, al computo di solstizi e di equinozi. In quanto forma della vita, la spirale contiene il numero di Fibonacci, dai graffiti rupestri ai crop circles.
L'ipotesi più affascinante sull'origine dei cerchi concentrici vi vede una reminiscenza di Basileia, la capitale di Atlantide, secondo la descrizione offerta da Platone: il filosofo, infatti, ricorda che la magnifica città del continente, le cui ultime isole si inabissarono nell'oceano nell'XI millennio a.C., era edificata su circoli concentrici di terra e di acqua.
Nel Medioevo il labirinto era sovente effigiato sul pavimento delle chiese con il valore di chemins à Jerusalem, come succedaneo del pellegrinaggio in Terra Santa. Mantenne i suoi echi simbolici anche quando diventò, nel Rinascimento, siepe decorativa dei giardini.
Il labirinto è figura stratificata, densa e credo che l'emblema che più lo compenetri sia quello della caverna: con i cunicoli e le ombre profonde, essa evoca la descensio ad inferos, come per Teseo perdersi nel dedalo di Cnosso è inoltrarsi nei meandri dell'interiorità e dell’inconscio. Infatti, in una variante meno nota della leggenda, l'eroe ateniese non trova l'uscita grazie al filo di Arianna, ma mercé la luce che rischiara gli anditi, fulgore proveniente dalla corona della fanciulla.
Il dedalo è simbolo dell'esistenza e dell'universo: così lo intende Jorge Luis Borges nel dolente racconto intitolato La casa di Asterione, in cui il Minotauro si aggira solitario e sgomento tra i corridoi e le piazze di un mondo inesplicabile, sotto la volta arcana del cielo.
Il dedalo è anche, in senso psicologico, ricerca del centro, del fulcro ed allora lo si può assimilare (da un punto di vista formale alcuni labirinti lo sono e quindi pure sotto il profilo semantico) alla ruota, dal cui mozzo immobile si diramano i raggi e, con essi, il movimento. Infatti trovare il centro significa por fine all'incessante e convulso flusso del tempo per recuperare l'istante atemporale, il principio senza principio.
APOCALISSI ALIENE: il libro
Trattato di Lisbona: firma per chiedere il referendum
Etichette:
Archeoastronomia,
Archeologia,
Atlantide,
Crop circles,
Esoterismo,
Labirinto,
Letteratura,
Platone,
Storia
Iscriviti a:
Post (Atom)
