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12 dicembre, 2009

Botticelli: lo Scorpione ed il Sagittario

"Giovane introdotto alle sette arti liberali" è il titolo attribuito ad un affresco dipinto da Sandro Filipepi, detto Botticelli (1445-1510). L'opera, il cui soggetto è leggibile, nonostante le ampie lacune in basso, è al Louvre, insieme con un altro affresco. Entrambi furono staccati da Villa Lemmi, in Firenze, di cui adornavano la loggia. Pare che la dimora fosse di proprietà dei Tornabuoni e che fosse poi passata ai Lemmi: le opere furono rinvenute nel 1873 sotto lo scialbo. Dapprima furono connesse alle nozze di Lorenzo Tornabuoni con Giovanna degli Albizi (1486); però già il Thiemme [1897] poneva in dubbio l'identificazione della sposa. Presto si riscontrò che il ciclo precedeva la data della cerimonia. Il Gombrich [1945] contestò anche l'appartenenza di Villa Lemmi ai Tornabuoni, identificandola con una magione acquistata da Lorenzo di Pierfrancesco de' Medici, quando sposò Semiramide di Giacomo Appiani. Gli affreschi dovrebbero risalire al 1483.

L'affresco in oggetto raffigura sette figure femminili (quattro effigiate di fronte e tre di spalle) che accolgono un giovane accompagnato da una giovane donna, forse Minerva. Sulla sinistra, nella parte inferiore dell'affresco, parte per lo più scrostata, un piccolo angelo con la testa reclinata e circonfusa dall'aureola, guarda verso l'esterno della composizione.

Il Botticelli, artista coltissimo e raffinato e che risentì del milieu neoplatonico fiorentino, introduce nell'opera alcuni simboli che potrebbero assumere un significato astronomico ed astrologico. Infatti la figura collocata quasi al centro tiene in mano un grosso e nero scorpione, alla sua destra la donna (la Retorica?) assisa su un soglio a dominare le altre, stringe nella sinistra un arco. Forse il Botticelli volle adombrare i segni zodiacali dello Scorpione e del Sagittario, secondo un disegno iconografico e simbolico, il cui significato potrebbe alludere al centro della galassia come nel cosiddetto Libro perduto di Nostradamus. Secondo lo studioso Jay Weidner, il codificatore del "Libro perduto" usò lo zodiaco a tredici segni, introducendo anche l'Ofiuco, inteso come riferimento al centro della Via Lattea. Nel solstizio d'inverno del 2012, a compimento del grande anno zodiacale, lo Scorpione e l'Arciere saranno allineati in corrispondenza della fessura oscura nel cuore della Galassia.

Pare che l'artista rinascimentale abbia voluto rappresentare una sorta di iniziazione, mediata da un interceditrice che introduce lil neofita al consesso delle arti del Trivio e del Quadrivio. La mimica dei personaggi è sottolineata: in particolare la donna con l'arco, apre il palmo della mano destra in un gesto solenne. Il colore rosso delle vesti indossate dalla Retorica, dall'anziana donna dipinta nella loggia di Villa Lemmi e da Venere (?) che offre doni ad una giovane accompagnata dalle Grazie (sempre al Louvre), secondo alcuni critici, sarebbe un'allusione a Maria Maddalena, apostola del Messia.

Ho solo fornito degli spunti: altri approfondirà l'esegesi di opere tanto complesse sotto il profilo semantico. Si pensi alla "Primavera", sulla cui sinopia esoterica innumerevoli critici si sono pronunciati per proporre letture e rimandi, senza che si sia addivenuti ad un'interpretazione definitiva ed esauriente. E' evidente che il Botticelli appartiene ad una confraternita di artisti i cui capolavori, talvolta densi di valori criptici, saranno un giorno forse compresi appieno, superando visioni accademiche.

Fonti:

O. Gisler, Il libro perduto di Nostradamus, 2009, in Fenix n.14
G. Mandel, L’opera completa del Botticelli, Milano, 1978




APOCALISSI ALIENE: il libro

04 ottobre, 2009

Ruote nelle ruote

Nostradamus è il nome latinizzato di Michel de Notre Dame (1503-1566), noto medico ed astrologo francese, di origine ebraica. Dal 1550, dopo molti viaggi, pubblicò almanacchi con previsioni meteorologiche e di eventi che sarebbero occorsi nell'anno. Nel 1555 comparvero le famose "Centurie", quartine con profezie, peraltro astruse e di difficilissima interpretazione, ottenute sulla base di visioni e di ispirazioni.

Esiste, però, un altro libro attribuito a Nostradamus, conosciuto come “Libro Perduto” o “L’ultimo libro di Nostradamus” o “Vaticinia di Nostradamus”.

Si tratta di una raccolta di ottanta immagini acquerellate, rilegate sotto forma di codice e scoperte nel 1982 dai giornalisti Enza Massa e Roberto Pinotti, nella Biblioteca Nazionale Centrale di Roma (Fondo Vittorio Emanuele 307). Il codice è stato attribuito a Nostradamus. In una scheda originale dei padri cartusiani allegata al manoscritto, si afferma che il codice venne portato in Roma dal figlio del veggente di Salon, César de Notre Dame, affinché fosse donato al cardinale Maffeo Barberini, futuro papa, con il nome di Urbano VIII dal 1623 al 1644. Un manoscritto simile a questo è il Marston MS 225 ed è custodito nella biblioteca della Università di Yale, a New Haven (Connecticut, Stati Uniti). [1]

Nelle ultime pagine di questo manoscritto sono raffigurate scene riguardanti la
Fine dei Tempi in cui gli avvenimenti sono correlati ad una simbologia per lo più astrologica e biblica, desunta soprattutto da Rivelazione: in molte pagine è effigiato il Libro. E' un riferimento al Libro della Vita che il Cristo Pantocrator tiene in mano ed in cui sono segnate tutte le azioni degli uomini. E' significativo che le ultime pagine del codice mostrino un volume squadernato senza alcun contenuto vergato: un’allusione alla fine della storia come scrittura degli eventi? In alto è rappresentata la Ruota circondata da cartigli: l’emblema delle Ruota, i cui valori sono molteplici, qui assume significato cosmico e cronologico, adombrando, come i rosoni delle chiese gotiche, il ciclo precessionale. E’ pure palese il richiamo all’Arcano dei Tarocchi, la Ruota della Fortuna, che indica la mutevolezza della sorte, il destino, l’ineluttabilità. La Ruota di pagina 72 è senza gli otto raggi [2]: l’assenza dei raggi esprime la cessazione del moto, il punto d'arrivo.

E’ notevole che siano dipinti il segno dello Scorpione e del Sagittario: il pungiglione dell’Aracnide punta, come il dardo del Sagittario verso un punto importante dell’universo. Questa sinopia del firmamento è stata interpretata dallo scienziato statunitense Paul La Violette come una segnalazione iconografica del centro della Galassia, da cui sarebbe provenuta, stando a La Violette, una superonda di raggi cosmici. Tale superonda avrebbe colpito la Terra nell’XI millennio a.C., causando immani cataclismi. Il centro della Via lattea, definito Hunab ku dai Maya, era per il popolo mesoamericano, il luogo da cui si sprigiona il tempo. La Violette, pur all’oscuro del codice in esame, interpreta le costellazioni zodiacali, attribuendo loro un significato identico a quello che paiono assumere nei "Vaticinia".

Le corrispondenze non finiscono qui: infatti Jay Weidner e Vincent Bridges, nel loro saggio, "Monument of the end of time", decifrano le iscrizioni ed i bassorilievi di un enigmatico monumento che sorge in un sagrato della cittadina francese di Hendaye, individuando la previsione di un cataclisma celeste proveniente dal centro della Galassia.

Infine, da un punto di vista formale e semantico, si nota un altro parallelismo con l'ultima lama che compone le infami Illuminati cards: qui la ruota è sostituita dalle bobine di un registratore e l’epilogo della storia è evocato dal nastro spezzato e dalla didascalia.

Closing time.

[1] Non so se siano stati condotti studi filologici per stabilire la paternità del codice, ma, qualora il testo non fosse dovuto a Nostradamus o al figlio César, resta la sua importanza sotto il profilo culturale e, in parte, predittivo.

[2] Gli otto raggi sono, secondo vari studiosi, la somma dei raggi appartenenti alla croce cosmica nel centro galattico con quelli della croce solstiziale ed equinoziale.

Fonti:

A. Anzaldi, B. Bazzoli, Dizionario di astrologia, Milano, 1988, s.v. Nostradamus
R. Buccellani, Le grandi profezie, Milano, 1995
Majuro.it, Nostradamus 2012
Paul La Violette, Earth under fire, Padova, 2006




APOCALISSI ALIENE: il libro

07 agosto, 2005

Due predizioni riguardanti gli uomini del nord

Se saremo privati della libertà di parola, allora muti e silenti potremo essere condotti come pecore verso il macello.

George Washington

Mi hanno colpito molto due predizioni che, pur molto distanti tra loro nel tempo, presentano una singolare convergenza, in relazione ad un elemento. Tale aspetto, considerato all’interno di ciascuna delle due profezie, risulta strano, oscuro e pressoché indecifrabile; se, invece, lo si valuta come denominatore comune, sembra improvvisamente illuminarsi.

Riporto i due testi per poi prenderli in esame e confrontarli. Il primo testo è costituito da una celeberrima quartina di Nostradamus, tratta da Centurie e presagi; il secondo è un’ammonizione contenuta nel libro-testimonianza di W. Strieber, Contatto con l’infinito.

Cinque e quaranta gradi il cielo brucerà
Fuoco si approssimerà sulla città nuova
Nell’istante grande fiamma espansa brucerà
Quando si vedrà dei Normanni fare l’esperimento


La quartina, secondo la maggior parte degli interpreti di Nostradamus, può essere riferita allo spaventoso attentato alle Torri gemelle, risalente al giorno 11 settembre 2001. A differenza di altri vaticini, che risultano criptici, ambigui e perciò di ardua decifrazione, questi versi sembrano proprio prefigurare quel tragico avvenimento che ha cambiato la storia dell’umanità.

Cinque e quaranta gradi” è, infatti, la latitudine di New York; la città nuova è identificabile con la metropoli statunitense, fondata dai coloni olandesi con il nome di Nuova Amsterdam nel 1624. Inoltre il “ fuoco che si approssima” evoca la sinistra, terribile immagine dei due aeroplani che si schiantarono contro i grattacieli; infine “ Nell’istante grande fiamma espansa brucerà” raffigura in modo icastico il crollo incredibilmente rapido delle torri, tra infernali incendi.

Michel de Notre DameÈ, invece, l’ultimo verso ad aver lasciato perplessi i commentatori: la frase appare enigmatica, sibillina. Non sono chiari né il riferimento ai “Normanni” né all’”esperimento”: ci si sarebbe attesi per lo meno un’allusione all’Islam, anche attraverso una perifrasi, un anagramma o un arcaismo, espedienti linguistici cari al veggente e medico francese.

L’enunciato resiste a qualsiasi tentativo di decodificazione, ma, inaspettatamente, una chiave pare essere fornita da una comunicazione di presunta provenienza extraterrestre. Ho già analizzato questo testo in un mio precedente articolo di cui riporto il passaggio che qui interessa. Ad esso rinvio anche per i riferimenti bibliografici.

< Nel libro “Contatto con l’infinito”, Strieber riferisce: “Una delle rivelazioni più interessanti e inattese... è la scoperta di Leonard Keane secondo cui il linguaggio stellare, parlato da Betty Andreasson Luca, durante l’ipnosi, poteva essere il gaelico”.

R. Fowler ha tradotto il messaggio ricevuto dalla donna, vittima di alcuni rapimenti compiuti da umanoidi grigi, nel modo seguente: “I discendenti in vita dei popoli del nord brancolano nel buio universale. La loro (mia) madre si affligge. Un’oscura circostanza nelle alte sfere riproporrà un elevato costo di vite; un intervallo di errori in alto; un intervallo appropriato per eventi dolorosi”.

Correttamente –penso- Strieber associa questa comunicazione al problema dell’assottigliamento subito dalla coltre d’ozono che protegge la Terra ed i suoi abitanti dai raggi ultravioletti. Tuttavia il testo potrebbe contenere un’allusione all’inquietante problema delle scie chimiche, formazioni simili alle scie di condensazione degli aviogetti, ma che, in realtà, secondo la maggior parte dei ricercatori, sono formazioni di ben diversa natura contenenti metalli (alluminio e bario) e altre sostanze. Pare che queste scie siano rilasciate da velivoli civili e militari con il fine di modificare il clima di Gaia. Molti cambiamenti che, sintetizzando, consistono in condizioni atmosferiche contrassegnate da sempre più frequenti e rovinosi uragani, da prolungati periodi di siccità e di caldo torrido, hanno causato, in questi ultimi anni, migliaia di vittime in molte regioni.

Il messaggio sopra riportato si può interpretare come una premonizione di questi avvenimenti, come un’esortazione a guardare il cielo (alte sfere), da cui proviene una sinistra minaccia agli equilibri naturali del pianeta (la madre) ed alla vita umana (un elevato costo di vite)?
Potrebbe anche essere un riferimento all’inconsueta e formidabile attività solare che è stata rilevata nel gennaio 2005, attività dalle ripercussioni non facilmente prevedibili? In ogni caso, il testo pare voler attirare l’attenzione su di un pericolo che si connette a qualcosa che sta in alto: vuoi l’ozonosfera sempre più deteriorata, vuoi le scie chimiche, vuoi le violentissime tempeste magnetiche scatenatesi nella nostra stella >.

Ora, pur ribadendo la plausibilità delle sopra riferite spiegazioni, il messaggio è suscettibile, soprattutto se correlato alla quartina di Nostradamus, di un’altra non meno inquietante interpretazione. È necessario, tuttavia, prima di proporla, un breve excursus.

Molti scrittori in questi ultimi lustri, hanno scoperto e messo in luce un diabolico piano per la creazione di un “nuovo ordine mondiale”, ossia un sistema politico-economico planetario non molto diverso da quello immaginato e paventato da G. Orwell nel romanzo 1984. L’opera, pubblicata nel 1949, è un’utopia negativa, in cui si descrive una società dove ogni libertà è stata conculcata. Gli individui sono tutti controllati, mediante un sistema di telecamere, da un potere concentrato in tre superstati: Oceania, Eurasia ed Estasia. Al vertice del potere in Oceania si trova il Grande Fratello, onnisciente e infallibile; onnipresente, poi, è il Partito che ha il compito di indottrinare la massa dei sudditi, inculcando idee distorte quali La pace è guerra, La libertà è schiavitù, L’ignoranza è forza.

Secondo gli studiosi di cui sopra, nella costruzione di questo nuovo ordine mondiale sono impegnate delle èlites occulte composte per lo più da banchieri, uomini politici, esponenti delle alte gerarchie ecclesiastiche... Il loro scopo è quello di distruggere gli stati democratici, di svuotarli gradatamente, ma inesorabilmente di ogni residuo potere, ricorrendo a metodi di ogni tipo: leggi sempre più coercitive e spesso imposte ai parlamenti dei singoli stati da organismi sopranazionali, diffusione di sistemi per controllare la popolazione (telecamere, microprocessori sottocutanei, apparati elettronici per identificare i cittadini, esame coatto del DNA...), creazione di aree monetarie e di “cooperazione” economica sempre più vaste e pervasive (Unione europea, OCSE, NAFTA... ), compimento di attentati volti a diffondere paura ed inquietudine tra le popolazioni, in modo poi da giustificare misure vieppiù restrittive dei diritti civili, fomentazione di conflitti su scala regionale, modificazione del clima... Il fine ultimo è stato condensato da Icke nella seguente formula: “Un unico governo, un'unica moneta, un'unica banca, un unico esercito”.

Alla luce di questo nefando progetto, la cui ideazione risale, per lo meno, alla rivoluzione statunitense del 1776, ma la cui attuazione conobbe un notevole impulso nel secondo dopoguerra con la creazione dell’ONU, diventa perspicuo l’accenno ai Normanni (letteralmente uomini del nord)in ambedue le profezie. Infatti, se, come ritiene Icke e qualche altro autore, gli ideatori del Nuovo ordine mondiale sono gli appartenenti alle “stirpi”, cioè membri di famiglie che si vantano di discendere da personaggi quali, ad esempio, Carlo Magno, fondatore del Sacro romano impero, o Goffredo di Buglione, duca della Bassa Lorena, chi possono essere i discendenti degli uomini del nord, se non gli eredi di lignaggi medievali di sangue germanico? Sono proprio queste famiglie ed i loro complici (esponenti di governi, affiliati alle logge massoniche deviate, dirigenti di multinazionali...) a perseguire e ad attuare, senza scrupolo alcuno, il loro diabolico piano di dominio della Terra e dell’umanità. Il giorno 11 settembre 2001 le élites, per la prima volta, “sperimentarono” l’effetto sull’opinione pubblica mondiale di un mostruoso attentato attribuito ipso facto ad integralisti musulmani, al fine di procedere con le ultime fasi del programma, ossia lo scatenamento di una guerra, ideologica e reale al tempo stesso, tra l’Occidente “libero e democratico” e l’ “Islam” fanatico, violento ed oscurantista, nel segno dell’antica ma sempre efficace strategia compendiata nella celebre frase "Divide et impera!".

Le stirpi così sperimentarono la reazione dei cittadini di fronte ad atti disumani e feroci per dichiarare guerra prima all’Afghanistan, poi all’Iraq, per la prima volta senza neppure la ridicola finzione costituita dall’avallo proveniente da una risoluzione votata dall’ONU. L’opinione pubblica, tranne qualche caso isolato, accettò il nuovo corso aggressivo della politica degli USA e dei loro servili alleati, addirittura rinunciando alla libertà di interpretare e valutare i fatti, nonché a parecchie garanzie costituzionali. Infatti le persone furono plagiate e le loro menti obnubilate dal martellamento menzognero dei mass media.

Nostradamus: ”Quando si vedrà dei Normanni fare l’esperimento”.

Andreasson Luca: “I discendenti in vita dei popoli del nord brancolano nel buio universale... Un’oscura circostanza nelle alte sfere riproporrà un elevato costo di vite; un intervallo di errori in alto; un intervallo appropriato per eventi dolorosi”.

Rilette ora, sulla base delle precedenti valutazioni, i due oracoli assumono un significato palese: i discendenti dei popoli del nord brancolano nel buio, perché “figli delle tenebre”. Secondo l’opinione di alcuni studiosi, infatti, i membri più influenti delle stirpi sarebbero adepti di sette segrete, se non addirittura seguaci di culti luciferini . L’oscura circostanza nelle alte sfere richiama decisioni inconfessabili e segrete (oscure) prese da chi si trova ai vertici della piramide (le alte sfere). Sull’ elevato costo di vite e sugli eventi dolorosi non occorre soffermarsi, essendo trasparente il valore di queste espressioni, in ordine a quanto è avvenuto e sta accadendo.

Volevo ancora indagare il sintagma “intervallo di errori”: il termine intervallo forse adombra il fatto che alle legioni infernali delle stirpi è concesso comunque un arco di tempo limitato (appropriato) per scatenare la loro offensiva, dopodiché si potrebbe sperare nell’alba di una nuova migliore era.

È doveroso, infine, riportare l’esegesi proposta dal contattista M. Cavallo, circa la quartina di Nostradamus. Cavallo fa la seguente riflessione: Molti interpreti di Nostradamus collegano questa quartina ad un’esplosione atomica. Credo, invece che, verosimilmente, si adatti maggiormente a descrivere l’attentato alle Torri. Ineccepibile è il riferimento alla città di New York (città nuova) Chiaro anche il terzo verso che fedelmente descrive il momento dell’impatto dell’aereo e la successiva fiammata che avvolge le Torri gemelle (grande fiamma espansa brucerà). Meno chiaro invece l’ultimo verso: …Quando si vedrà dei Normanni fare l’esperimento…” Si parla di un esperimento fatto dai Normanni (uomini del nord). Mal si adatta la teoria corrente che vuole quale responsabile della strage Osama Bin Laden. Se la profezia è riferita, come ritengo, all’attentato dell’ 11 settembre 1999 (2001), si potrebbe pensare ad un complotto politico militare con la complicità di servizi segreti deviati, forse facenti parte dell’oscuro Nuovo Ordine per ordire un attacco bellico con l’approvazione dell’Occidente mosso da sdegno e sete di giustizia (leggi vendetta) per l’efferato crimine.

L’interpretazione del contattista mi trova concorde, fuorché per quanto attiene alle ragioni del complotto ordito dai servizi segreti (io parlerei di servizi segreti tout court e non deviati): la decisione di sferrare l’attacco contro i Talebani prima, contro il dittatore iracheno Saddam Hussein poi, non scaturì da sdegno, da desiderio di vendicare l’efferato crimine, ma è solo la fase successiva di un losco, mefistofelico progetto, come dimostrato sopra.


Note e indicazioni bibliografiche

Nostradamus, Centurie e presagi, traduzione di Renucio Boscolo, Milano, 1972. Sulle centurie così si esprime R. Tresoldi, Enciclopedia dell’esoterismo, Catania, 2003: Numerosi commentatori hanno voluto leggere nelle quartine di Nostradamus ciò che forse in esse non c’è. D’altra parte, in mancanza della chiave di lettura, qualsiasi interpretazione è possibile.

Cfr. A. Marcianò, Profezie aliene, 2005.

Sul Nuovo ordine mondiale, cfr in particolar modo, F. Adessa, ONU: gioco al massacro, 1996; M. Blondet, 11 settembre: colpo di stato in USA; Id. Chi comanda in America; Epiphanius, Massoneria e sette segrete: la faccia occulta della storia; D. Icke, E la verità vi renderà liberi, Id. Alice nel paese delle meraviglie e il disastro delle torri gemelle, Id. Cronache dalla spirale del tempo, Id. Figli di Matrix; M. Pamio, Il lato oscuro del nuovo ordine mondiale...

Su G. Orwell, vedi Dizionario della letteratura, Milano, s.v. Orwell G.

D. Icke, E la verità vi renderà liberi, op.cit.

Si attagliano a questa visione degli scenari politici internazionali le parole di G. Barbarin, L’Anticristo e il giudizio finale, Catania, 1991: L’Anticristo vero, l’Anticristo della Fine sarà dunque universale. Questa è la ragione per la quale si manifesterà quando tutta la terra sarà curva sotto un dominio unico. Stiamo dunque attenti a questa federazione mondiale. Il giorno in cui sarà realizzata anche i Tempi saranno vicini.

Sulle presunte ascendenze aristocratiche di queste famiglie è lecito nutrire qualche dubbio: tuttavia, se veramente discendono dai Carolingi, sono da considerare schiatte degeneri perché disonorate dal marchio indelebile dell’usurpazione. È noto, infatti, che i Pipinidi, con l’avallo della Chiesa cattolica, esautorarono i legittimi re di Francia appartenenti alla dinastia dei Merovingi. Fu Pipino il Breve, nipote dei maestri di palazzo Pipino di Hèristal e Carlo Martello, a deporre l’ultimo monarca merovingio, Childerico III, nel 751. L’usurpazione fu bollata non solo come un atto vergognoso ma anche empio: infatti fu detronizzato un sovrano legittimo che, per giunta, proclamava di discendere da Gesù. Sui Merovingi, cfr Enciclopedia storica a cura di M. Salvatori, Bologna, s.v. Merovingi; sulla leggenda (?) secondo la quale i re franchi erano di stirpe davidica, avendo tra i loro antenati Sara, figlia del Messia e di Maria Maddalena, vedi, ad esempio, Baigent, Leigh, Lincoln, Il santo graal, 1982.
Le fonti della tradizione sono Gregorio di Tours, Historia Francorum e pseudo-Fredegario, Cronaca.

Un esempio di come si possa rimanere vittime di un indottrinamento alla Orwell è costituito dai pamphlets scritti da O. Fallaci dopo il disastro dell’11 settembre. La Fallaci, da giornalista ed intellettuale acuta ed indipendente, d’un tratto è diventata la furiosa, invasata banditrice di una crociata contro i Maomettani, scambiando la plutocrazia occidentale dominata dalle elites occulte, che spesso e volentieri collaborano con quei musulmani che la Fallaci tanto esecra, per il migliore dei mondi possibili.

Che non si tratti di una teoria della cospirazione è dimostrato dalla mole di documenti, testimonianze, prove raccolte dagli autori menzionati nella nota 3, da giornalisti, avvocati e magistrati negli USA e altrove. Non solo, recentemente è stato dimostrato in modo irrefragabile che il rapido crollo-implosione delle Torri gemelle non fu causato tanto dai velivoli abbattutisi sugli edifici, quanto da una serie di cariche precedentemente collocate in punti nevralgici degli edifici. L’analisi digitale delle immagini, infatti, fuga ogni dubbio: la distruzione del World trade centre fu studiata a tavolino e scientemente attuata dai servizi segreti. Vedi Straker (Rosario Marcianò), 911: distruggete quelle torri! contenuto all’interno di Zret blog.

Cfr M. Blondet, Chi comanda in America, op.cit; il nesso tra eminenti figure politiche e il satanismo è evidenziato e dimostrato da M. Philips, C. O’Brien, Trance formation of America.

Vedi centroclarion.it, pagina profezie.

Sui legami tra governo degli USA e Talebani, tra Bush senior e Saddam Hussein, prima dell’11 settembre, vedi D. Icke, Alice nel paese…op.cit. nonché la nutrita bibliografia ivi contenuta.


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