Visualizzazione post con etichetta Paul La Violette. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Paul La Violette. Mostra tutti i post

13 luglio, 2013

Black sun (terza ed ultima parte)

Leggi qui la prima parte

Schwarze Sonne

In alcune culture antiche, ad esempio egizia, il Sole era nero, poiché era assimilato ad una pupilla, talora ad un abisso. Le acque del Sole riflettevano il fuoco che tutto permea ed il riverbero del fuoco era la luce. L’astro era concepito come un oggetto celeste mosso da forze misteriose, di volta in volta immaginate come animali potenti e temuti. Per gli Egizi il Sole era il nume Ra che la scuola teologica di Eliopoli identificava con il dio primordiale Atum. Il nome Atum dovrebbe derivare dal verbo “tem” che significa “non essere”: il buio ed il nero (non colore, come il bianco) ben si addicono ad un dio del caos primordiale, del nulla prima dell’essere.

Il Sole nero è pure un tema centrale nella cultura segreta del Nazionalsocialismo: qui la cosmologia si sposa con concezioni esoteriche, attinte ad una sapienza ancestrale. Aiwass 418, in un controverso e temerario articolo, esamina la questione. Riporto le parti salienti della ricerca che trova delle convergenze con quanto esposto nel testo “Dagli U.F.O. nazionalsocialisti a H.A.A.R.P”, precisando che per Sole nero si intende in questo filone il buco nero al centro della nostra galassia.

“Sono state rilasciate di recente dichiarazioni da ex ricercatori del Dipartimento segreto di Psicotronica del K.G.B. o G.R.U. che, nel dopoguerra, ebbero accesso agli archivi segreti della Ahnenerbe di Himmler. Negli archivi furono trovati dati riguardanti la spedizione tedesca in Antartide compiuta nel 1938-1939. Tali dichiarazioni indicano una possibile minaccia per opera di forze esterne al pianeta, civiltà extraterrestri fortemente interessate ad impedire indagini e sperimentazioni degli scienziati terrestri nel campo dell’energia del 'vuoto' (nota anche come Z.P.E., ossia energia del punto zero, n.d.r.). [...]

Secondo queste dichiarazioni, è in corso una contesa per il dominio dell’Organo intelligente centrale della Galassia: il gigantesco buco nero nel centro galattico spiroidale. [...] L’immagine simbolica del Sole nero fu effigiata, sul pavimento della sala di meditazione nel Castello di Wewelsburg in Germania, il quartier generale della Ahnenerbe.

La civiltà che avesse detenuto il controllo del Sole nero sarebbe stata in grado di far esplodere stelle, frantumare pianeti e/o popolarli con razze di sua scelta, ovvero sarebbe divenuta la padrona incontrastata della Via Lattea. Secondo alcune fonti, il controllo del Sole nero potrebbe essere esercitato attraverso una sua 'modificazione', inviando un 'virus' di trasformazione del 'vuoto', attraverso l’ipertunnel spazio-temporale situato al Polo Sud che ora, secondo la stampa russa, è studiato ed esplorato dal Pentagono. In pratica si tratterebbe di usare i campi di torsione, ossia 'vortici di energia' più veloci della luce.

Secondo talune teorie scientifiche, i buchi neri non sarebbero gli oggetti cosmici descritti dall’astronomia ufficiale, ma contenitori di informazioni registrate come 'superstringhe di frattali spiroidali' (Mathur, Ohio University). Queste spirali possono emettere le così dette 'onde di torsione' che, diffondendosi più rapide della luce, non possono essere fermate dal campo gravitazionale del buco nero.

Il Dottor J. Milewski di Albuquerque ha ipotizzato che la rete di comunicazione cosmica di questi campi diriga e controlli i processi evolutivi della vita cosmica. Egli ha scoperto, per mezzo di rilevatori a fibre ultrafini, la capacità di tali campi di interagire direttamente con i ritmi del D.N.A.

Iniziati ai misteri di civiltà antiche come quella dell’Egitto, dei Maya, dell’India, del Tibet, le cui dottrine occulte prestano molta attenzione al concetto ed al ruolo del Sole nero, concepito come una Matrice cosmica (definita 'Utero di Iside' dagli Egizi e 'Madre del mondo' negli insegnamenti di Roerich) in grado di accelerare e sincronizzare i processi evolutivi di distinte civiltà planetarie. [1]

In un articolo firmato da K. I., pubblicato sul periodico russo 'Anomaly', l’autore asserisce che nei registri segreti della Ahnenerbe, erano contenuti accenni ad una missione germanica organizzata sotto l’egida dei Maestri di Shamballa. Si intendeva impedire possibili attacchi alla Terra per opera di civiltà extraterrestri, generando delle onde di torsione. [...]

L’articolo di 'Anomaly' afferma che, nel novembre del 1975, quando la Terra, il Sole, la Luna e il Sole Nero furono allineati in modo particolare (?), i Maestri di Shamballa trasmisero attraverso lo stargate del Polo Sud, un ‘messaggio retroattivo’ al Centro galattico, al fine di risalire ad un tempo di miliardi di anni fa, quando una ‘Galassia bambina’ non aveva ancora sviluppato quei formidabili meccanismi di difesa immunitaria che possiede ora. [...]

Sarebbero stati approntati sistemi di difesa da un presidio tedesco-ucraino per respingere, curvando lo spazio-tempo, anche i più forti attacchi sferrati da alieni ostili (ad esempio, la deviazione sul pianeta di asteroidi).

L’esistenza del Reich antartico, se reale, rimane un mistero celato, come il portale del Polo Sud e la minaccia di esseri allotri che mirerebbero a controllare lo spaventoso potere del Sole Nero. [...] E’ una realtà che supera la più fervida immaginazione. [...] Il Sole nero arde nelle viscere, alla radice della vita, come l’urlo della Madre terribile che divora i suoi figli nell’apoteosi del suo feroce, perfetto, immacolato ed implacabile Amore”.

Che cosa pensare di questa audace, fantastica ricostruzione? Ognuno la giudichi come meglio crede. E’ comunque probabile che il cuore della Via Lattea sia qualcosa di più e di diverso rispetto alle acquisizioni della cosmologia ufficiale. D’altronde anche uno scienziato accademico come Paul La Violette, indica il centro della Galassia come il luogo da cui circa 12.000 anni or sono provenne una micidiale onda energetica che fu la causa del Diluvio universale. Osservano La Violette ed altri che il dardo del Sagittario e l’aculeo dello Scorpione puntano verso il fulcro della Galassia, come se antichi mitografi avessero voluto indicarlo come il “mozzo” di una ruota spaziale, il cuore pulsante del nostro universo.

Forse non hanno torto quegli autori e non sono lungi dal vero quelle venerande tradizioni che vedono nelle dolorose vicende dell’umanità l’ombra di un conflitto di proporzioni cosmiche. E’ un’ombra nera ormai del tutto indistinguibile dal nero della notte… l’ultima.

[1] Non senza ragione in tedesco e in qualche altra lingua, Sole è sostantivo di genere femminile.

Addenda. Gli emblemi e le grafie aliene sono un soggetto di nicchia all’interno di un disciplina già marginale, quale l’Ufologia. Sul tema si legga A. Marcianò, Scritture e simboli alieni, F. Vanetti, Christain Macé e la scrittura degli Alieni, 2012. Qualche informazione si rintraccia pure nell’accurato e voluminoso saggio di M. Tambellini, U.F.O. e alieni in Italia, Roma, 2012. In particolare Tambellini, nel suo repertorio, accenna al caso di Croara (Bologna): il testimone vide all’interno di un’astronave un triangolo col vertice in alto al cui interno era inscritto il pianeta Terra sul quale erano intrecciati due fiori (rose?). E’ l’immagine grafica che maggiormente ricorda i simboli scorti dai contattisti argentini, per quanto concerne l’Italia.

Fonti:

Aiwass418, Il Sole nero
Dizionario di Astronomia e Cosmologia, a cura di John Gribbin, Milano, 2005, s.v. buchi bianchi
G. Conforto, Possiamo vincere la gravità?, 2012
L. Flotta e E. Grosso, Il Sole è nero, in X Times, n. 56, giugno 2013
Grande enciclopedia illustrata dell’antico Egitto, Novara, 2005, s.v. Atum, Sole, Ra
A. Marcianò, Apocalissi aliene, 2007
Redazione di Segni dal cielo, Il Sole è un grande stargate, 2013
Redazione di Tanker enemy, Segnalazioni di giugno, 2013


APOCALISSI ALIENE: il libro

La squola della Gelmini - di Antonio Marcianò - Gemme scolastiche da collezionare

27 dicembre, 2009

Pulsar: messaggi da civiltà dello spazio?

Il pulsar è una stella di neutroni in rapida rotazione e che emette fasci di onde radio simili a quelle di un radiofaro veloce. I radiotelescopi sulla Terra captano tali onde nella forma di impulsi radio periodici di notevole regolarità. Il nome pulsar è una contrazione di pulsation radio source (radio sorgente pulsante) ed è stato scelto in analogia al termine quasar. La prima pulsar fu scoperta nel 1967 da Jocelyn Bell Burnell, una giovane radioastronoma che lavorava a Cambridge, sotto la supervisione di Anthony Hewish. L'équipe di Cambridge rilevò che l'oggetto scoperto era molto più piccolo delle stelle appartenenti alla sequenza principale, non maggiore di un pianeta come la Terra. Insieme con l'estrema precisione dell'intervallo tra i due impulsi successivi, questa conclusione indusse i radioastronomi a considerare la possibilità che i segnali captati potessero provenire da una civiltà extraterrestre, ma la scoperta di altre pulsar mostrò che non poteva essere così e che doveva trattarsi di un fenomeno naturale.

Nel 2006 lo scienziato statunitense Paul A. La Violette, in un saggio intitolato Decoding the message of the pulsars, Intelligent communication from the galaxy, ha riproposto la teoria secondo la quale le onde radio delle pulsar sarebbero comunicazioni di popoli delle stelle. Andrew Collins in Segnali dallo spazio profondo, 2009, ipotizza che questi astri di neutroni siano delle creature senzienti in grado di alterare frequenza, forza e natura delle loro emissioni elettromagnetiche: infatti, secondo Collins, la vita nel cosmo potrebbe non essere basata solo sul carbonio (e sul silicio, aggiungo), ma pure sul plasma.

Come si accennava, La Violette opina che la vera natura di questi oggetti celesti sia stata grossolanamente fraintesa. Egli avrebbe scoperto, con uno studio durato ventisette anni, che un numero di singolari pulsar è distribuito in modo non casuale: si tratterebbe di una dislocazione significativa secondo il punto di vista di una civiltà aliena. Nel suo libro, il ricercatore "illustra l'evidenza di inusuali allineamenti tra le pulsar ed interessanti correlazioni tra i periodi degli impulsi. Importante è il messaggio che gli extraterrestri stanno inviando, un avvertimento su un cataclisma dovuto ad un'esplosione del nucleo della Galassia. Questa ammonizione potrebbe aiutare l'umanità ad evitare una futura tragedia di proporzioni globali. Il titolo di La Violette contiene analisi approfondite delle pulsar, con nuove idee sulla loro genesi e sulle loro funzioni, fornisce prove di una rete extraterrestre di comunicazione, include informazioni sui crop circles e sulla tecnologia con cui vengono disegnati."

L'autore ritiene che le pulsar siano nane bianche dotate di generatori di sincrotroni creati da una società galattica intenta a trasmettere messaggi a noi terrestri.

Come valutare l'ipotesi sopra riassunta? Appare bizzarra, benché La Violette sia studioso di valore, abituato a condurre indagini rigorose con l'ausilio di dati e di fonti che spaziano dall'Archeoastronomia alla Fisica, dalla Storia alla Cosmologia... Più che altro il presunto proposito di inviare una comunicazione alla Terra per opera di una star nation, sembra il canovaccio di un romanzo fantascientifico: sappiamo quanto sovente la fantascienza sia illuminata da folgoranti intuizioni sul destino e la storia segreta dell'umanità. Tuttavia credo che l'origine artificiale delle pulsar non sia stata ancora dimostrata in modo incontrovertibile, anche se forse in futuro ciò avverrà. L’universo è più misterioso di quanto immagini la più fervida fantasia.

La congettura di La Violette non è comunque priva di un suo fascino abissale, apocalittico: civiltà sideree inviano messaggi attraverso gli spazi gelidi del cosmo per avvisare dei rischi che incombono su un'umanità distratta ed incamminata fatalmente verso l'autodistruzione.

Su un pianeta defunto e freddo, fra cumuli di macerie fumanti e foschi bagliori di incendi, echeggia un segnale che nessuno ormai può più udire.

Fonti:

A. Collins, Segnali dallo spazio profondo, in X Times n. 14, dicembre 2009
Enciclopedia dell’Astronomia e della Cosmologia, a cura di John Gribbin, Milano, 2006, s.v. pulsar
P. A. La Violette, Decoding the message of the pulsars, Intelligent communication from the galaxy, 2006




APOCALISSI ALIENE: il libro

04 ottobre, 2009

Ruote nelle ruote

Nostradamus è il nome latinizzato di Michel de Notre Dame (1503-1566), noto medico ed astrologo francese, di origine ebraica. Dal 1550, dopo molti viaggi, pubblicò almanacchi con previsioni meteorologiche e di eventi che sarebbero occorsi nell'anno. Nel 1555 comparvero le famose "Centurie", quartine con profezie, peraltro astruse e di difficilissima interpretazione, ottenute sulla base di visioni e di ispirazioni.

Esiste, però, un altro libro attribuito a Nostradamus, conosciuto come “Libro Perduto” o “L’ultimo libro di Nostradamus” o “Vaticinia di Nostradamus”.

Si tratta di una raccolta di ottanta immagini acquerellate, rilegate sotto forma di codice e scoperte nel 1982 dai giornalisti Enza Massa e Roberto Pinotti, nella Biblioteca Nazionale Centrale di Roma (Fondo Vittorio Emanuele 307). Il codice è stato attribuito a Nostradamus. In una scheda originale dei padri cartusiani allegata al manoscritto, si afferma che il codice venne portato in Roma dal figlio del veggente di Salon, César de Notre Dame, affinché fosse donato al cardinale Maffeo Barberini, futuro papa, con il nome di Urbano VIII dal 1623 al 1644. Un manoscritto simile a questo è il Marston MS 225 ed è custodito nella biblioteca della Università di Yale, a New Haven (Connecticut, Stati Uniti). [1]

Nelle ultime pagine di questo manoscritto sono raffigurate scene riguardanti la
Fine dei Tempi in cui gli avvenimenti sono correlati ad una simbologia per lo più astrologica e biblica, desunta soprattutto da Rivelazione: in molte pagine è effigiato il Libro. E' un riferimento al Libro della Vita che il Cristo Pantocrator tiene in mano ed in cui sono segnate tutte le azioni degli uomini. E' significativo che le ultime pagine del codice mostrino un volume squadernato senza alcun contenuto vergato: un’allusione alla fine della storia come scrittura degli eventi? In alto è rappresentata la Ruota circondata da cartigli: l’emblema delle Ruota, i cui valori sono molteplici, qui assume significato cosmico e cronologico, adombrando, come i rosoni delle chiese gotiche, il ciclo precessionale. E’ pure palese il richiamo all’Arcano dei Tarocchi, la Ruota della Fortuna, che indica la mutevolezza della sorte, il destino, l’ineluttabilità. La Ruota di pagina 72 è senza gli otto raggi [2]: l’assenza dei raggi esprime la cessazione del moto, il punto d'arrivo.

E’ notevole che siano dipinti il segno dello Scorpione e del Sagittario: il pungiglione dell’Aracnide punta, come il dardo del Sagittario verso un punto importante dell’universo. Questa sinopia del firmamento è stata interpretata dallo scienziato statunitense Paul La Violette come una segnalazione iconografica del centro della Galassia, da cui sarebbe provenuta, stando a La Violette, una superonda di raggi cosmici. Tale superonda avrebbe colpito la Terra nell’XI millennio a.C., causando immani cataclismi. Il centro della Via lattea, definito Hunab ku dai Maya, era per il popolo mesoamericano, il luogo da cui si sprigiona il tempo. La Violette, pur all’oscuro del codice in esame, interpreta le costellazioni zodiacali, attribuendo loro un significato identico a quello che paiono assumere nei "Vaticinia".

Le corrispondenze non finiscono qui: infatti Jay Weidner e Vincent Bridges, nel loro saggio, "Monument of the end of time", decifrano le iscrizioni ed i bassorilievi di un enigmatico monumento che sorge in un sagrato della cittadina francese di Hendaye, individuando la previsione di un cataclisma celeste proveniente dal centro della Galassia.

Infine, da un punto di vista formale e semantico, si nota un altro parallelismo con l'ultima lama che compone le infami Illuminati cards: qui la ruota è sostituita dalle bobine di un registratore e l’epilogo della storia è evocato dal nastro spezzato e dalla didascalia.

Closing time.

[1] Non so se siano stati condotti studi filologici per stabilire la paternità del codice, ma, qualora il testo non fosse dovuto a Nostradamus o al figlio César, resta la sua importanza sotto il profilo culturale e, in parte, predittivo.

[2] Gli otto raggi sono, secondo vari studiosi, la somma dei raggi appartenenti alla croce cosmica nel centro galattico con quelli della croce solstiziale ed equinoziale.

Fonti:

A. Anzaldi, B. Bazzoli, Dizionario di astrologia, Milano, 1988, s.v. Nostradamus
R. Buccellani, Le grandi profezie, Milano, 1995
Majuro.it, Nostradamus 2012
Paul La Violette, Earth under fire, Padova, 2006




APOCALISSI ALIENE: il libro

01 ottobre, 2009

2012 e dintorni

Recentemente Stefano Panizza ha pubblicato un articolo intitolato Il 2012 secondo la scienza. L'autore esamina i capisaldi concernenti il 2012, come data spartiacque e prova a dimostrare che non esistono né nelle culture del lontano passato né tra gli studi scientifici di questi ultimi anni riferimenti al 2012 come snodo temporale, se si esclude qualche labile ed estemporaneo cenno. Ora, lo studio di Panizza è apprezzabile per l'impegno nella ricerca e per i toni che non sono apodittici, ma, denota, a mio parere, una carente inclinazione a considerare i valori simbolici e siano pure simboli non molto complessi, oltre a varie imprecisioni e lacune che rischiano di inficiare un'ipotesi già di per sé caduca.

Ad esempio, Panizza scrive: "Secondo la più scientifica delle teorie ‘eretiche’, quella di Robert Schoch, la Sfinge potrebbe risalire al 5-7000 a.C., periodo di piogge torrenziali atte ad erodere il corpo della struttura. Riflettiamo un attimo. E' plausibile che nel 7000 a.C. si inizi un progetto che si riferisce al 10.450 a.C. (ed in questi 3000 anni come si è conservata notizia?) ma venga completato solo nel 2.450 a.C., dopo cioè 5000 anni? Ed il tutto allo scopo di avvisare le antiche generazioni? Considerando come gli Egizi trattavano gli altri, francamente risulta alquanto sospetta questa premura per il prossimo". Qui si può osservare che la cronologia suggerita da Schoch è dettata da prudenza, essendo una retrodatazione minima: il geologo statunitense, infatti, non nega che la Sfinge potrebbe essere più vetusta e rimontare all'XI millennio a.C.[1] Il complesso fu presumibilmente modificato più che completato da Chefren, faraone della IV dinastia sotto il cui regno fu riscolpito il volto della statua. Questo non è poi così strano: quante chiese medievali furono trasformate nei secoli successivi, in età rinascimentale e barocca! In verità è difficile pensare che nell'XI millennio già esistesse il popolo degli Egizi, semmai i superstiti di Atlantide erano approdati in varie regioni della Terra e, a conoscenza del fenomeno precessionale e dei suoi influssi sui cicli storici, intesero forse avvertire non i posteri tout court di futuri cambiamenti, ma alcune confraternite che trasmisero una tradizione sapienziale di generazione in generazione. E' assodato che i popoli antichi, ossessionati dal moto precessionale del sole (si legga almeno G. De Santillana, E. Von Echend, Il mulino di Amleto), ne codificarono le principali cifre nei miti e nell'arte (vedi 23 gradi e 5). Gli stessi monumenti megalitici sono probabilmente giganteschi orologi precessionali. E' poi indiscutibile che, sebbene con una banda di oscillazione di alcuni decenni, siamo ormai verso la fine dell'età dominata dal segno dei Pesci, epoca coincidente con la diffusione del Cristianesimo, tra i cui emblemi si annovera il pesce (Ichtys in greco).

Tralascio altre coordinate del tema, limitandomi a rilevare che, se non sappiamo che cosa accadrà nei prossimi anni, possiamo asserire, però, che il 3113 a.C., anno in cui cominciò il Quinto sole per i Maya, combacia con una svolta decisiva tanto è vero che in quel periodo si colloca, grosso modo, il confine tra preistoria e storia, con lo sviluppo delle "prime" civiltà fluviali. Non è una differenza di poco conto. Sui fenomeni riguardanti la migrazione dei poli, l'attività della nostra stella, le anomalie gravitazionali ai confini del sistema solare, l’allineamento della terra con il centro della galassia… si pronunceranno gli esperti, ma è evidente che assistiamo a sconvolgimenti atmosferici e tettonici sempre più frequenti e disastrosi. Qualcuno forse ritiene che tutto ciò sia normale? Ritengo siano manifestazioni di origine per lo più artificiale, ma, ammesso che siano naturali o il risultato di una sinergia tra natura e tecnologie militari, sembrano preludere a cataclismi ancora più rovinosi. Questo non significa accodarsi ai catastrofisti, tra i quali si annidano moltissimi disinformatori che ci tormentano con la storiella dei cambiamenti climatici, ma sarebbe ipocrita nascondere che siamo prossimi ad una fase spaventosa e necessaria, sebbene ne possa scaturire una palingenesi. Il parto è doloroso, ma poi viene alla luce una nuova vita.

Il 2012: eliminiamo pure tutta l'enfasi su questo anno, ridimensionando o azzerando retaggi ed indizi culturali che comunque non mancano. Resta la potente (e nera) valenza simbolica della data 21-12-2012, da cui, anche se con calcoli macchinosi, si può ricavare il 666, ma che è soprattutto legata al numero 236, la cui somma è 11. Consideriamo pure tutte queste cifre delle mere combinazioni: non si può dimenticare che moltissime scadenze ed innovazioni decise dai governi, pròtesi dell'esecutivo mondiale occulto, si riferiscono al fatidico anno. Ricordando che la Cabal sceglie spesso delle date significative per indicare le "stazioni" verso il Nuovo ordine mondiale, non mi stupirei se, basandosi su una martellante ed astuta campagna mediatica, gli Ottenebrati decidessero di usare il 21-12-2012 come linea di confine, forse con l'instaurazione di una dittatura planetaria, preparata con studiata gradualità.

Se si definisse simbolismo la banale, ma sinistra lotteria degli Oscurati, si oltraggerebbero tutti gli studiosi di esoterismo e di tradizioni: nondimeno è ancora un giorno eloquente sotto il profilo numerico quello scelto per bombardare la Luna, ufficialmente alla ricerca di acqua nel sottosuolo selenico. E' il 9-10-2009: tolti gli zeri e sommando le cifre dell'anno, otteniamo 9 11... un'inquietante evocazione.

Alla fine, omettendo di sfiorare altri addentellati tradizionali, mitologici, astronomici ed emblematici circa il 2012 (in parte sono stati già toccati, ad esempio, in Assenzio), si deve individuare nell'articolo di Panizza un approccio piuttosto equilibrato, ma empirico e, in quanto tale, riduttivo.[2] La sonda di Panizza va poco in profondità e non esplora territori di frontiera, indagati, invece, con acume, ad esempio, da Angelo Ciccarella nell’articolo Il varco tra i mondi, in X Times n. 11, settembre 2009. Benché Il varco tra i mondi non si riferisca esplicitamente al 2012, capta i segnali di una prossima transizione. Dunque lo studio di Panizza è rassicurante, poiché inscritto nel piccolo e confortevole cerchio dell’empiria e soprattuto del "va tutto bene". Se solo si osasse oltrepassare la circonferenza della scienza ortodossa, si scoprirebbero interessanti correlazioni.

Così tutte le interpretazioni pionieristiche ed eccentriche (le verità sono sempre oltre) sono escluse, come se il cosmo fosse confinato al visibile, come se esistessero solo l'archeologia e la storia accademiche, magari timidamente aggiornate da Schoch, come se gli enigmi ed i paradossi di un universo multidimensionale potessero essere spiegati, affidandosi ai comunicati ufficiali della N.A.S.A.


[1] Di recente Schoch, in base allo studio degli antichissimi resti appartenenti alla città di Gobekli Tepe (nell’attuale Turchia), ha deciso di retrodatare il monumento leonino ad un periodo oscillante tra il 10.000 ed il 12.000 a.C. Vedi R.M. Schoch, Una civiltà di dodicimila anni fa, 2009

[2] Pur rimanendo in campo scientifico, soprattutto inerente a cosmologia e paleontologia, ma con qualche apertura verso la storia dell’arte ed il simbolismo, Paul La Violette, in Earth under fire, approda a conclusioni molto diverse.



APOCALISSI ALIENE: il libro
TANKER ENEMY TV: i filmati del Comitato Nazionale

Trattato di Lisbona: firma per chiedere il referendum

05 settembre, 2009

Assenzio

Presso i nativi americani Hopi, che vivono oggi in una regione al confine tra gli Stati Uniti ed il Messico, è radicata l'idea comune ad Aztechi (o Mexica) e Maya, nelle periodiche distruzioni della Terra e dell'umanità. Per l'etnia Hopi è prossimo l'avvento di un nuovo mondo: terremoti, eruzioni vulcaniche ed eclissi sono i prodromi della fine, come l'apparizione nel cielo della Blu Kachina e del distruttore Red Kachina.

Presso gli Hopi sono germogliate le profezie: quando la Stella blu danza sulla plaza di un villaggio, è un cattivo segno, un presagio funesto. Allorquando una certa canzone viene udita durante la cerimonia denominata Wawachim, allora il flagello della guerra si abbatte sul pianeta. Gli anziani tra gli Hopi ricordano che questo canto fu udito nella plaza dei loro villaggi nel 1914 e nel 1939, alla vigilia dei due conflitti mondiali. Essi sono certi che sarà udita ancora ed allora divamperà la terza guerra mondiale. Dopo sorgerà un'era rinnovellata e spirituale.

E' possibile individuare in uno dei corpi celesti, segnatamente nel Red Kachina, il misterioso Nibiru oppure le antiche leggende dei nativi si riferiscono ad asteroidi e meteore? Sono numerosi i fenomeni cosmici che potrebbero essere stati adombrati nelle tradizione degli Hopi.

Le credenze di questo popolo americano trovano addentellati pure in altri ambiti culturali: Giordano Bruno, nella celebre opera "De l'infinito universo et mondi", scrive: "L'uomo viaggerà nel cosmo e dal cosmo apprenderà il giorno della sua fine. Proprio quando l'uomo si crederà padrone del cosmo, molte ricche città faranno la fine di Sodoma e Gomorra. Un sole nero inghiottirà nello spazio il sole, la luna e tutti i pianeti che ruotano intorno al sole."

Ci si chiede che cosa potrebbe essere il Sole nero del filosofo nolano: un pianeta? Un'astronave? Ricorda un po' la Morte nera della saga "Star wars".

Nostradamus, alcuni decenni prima, aveva vergato uno dei suoi più noti e sviscerati presagi: "L' anno mille novecento novanta nove e sette mesi, verrà dal cielo un Gran re di spavento. Resusciterà il grande Re d' Angolmois Prima e dopo Marte regnerà a lungo". Non manca qualche interprete che, concentrando l'attenzione sulla parola "cielo" vede nel Gran re di Spavento proprio il Pianeta X. E' possibile che i primi avvistamenti e le prime osservazioni, tramite potenti telescopi, per opera della N.A.S.A. e di astronomi del sistema, risalgano agli anni 1999-2001 che dovrebbero corrispondere alla cronologia tracciata del veggente francese.

In Rivelazione 8, 10-11, si legge: "Il terzo angelo suonò la tromba e cadde dal cielo una grande stella, ardente come una torcia e colpì un terzo dei fiumi e le sorgenti delle acque. La stella si chiama Assenzio; un terzo delle acque si mutò in assenzio e molti uomini morirono per quelle acque, perché erano divenute amare".

E' plausibile che, come ritengono Paul La Violette ed altri studiosi, l'autore di Apocalisse stia descrivendo un cataclisma rimontante all'XI millennio a.C. Resta la somiglianza tra l'astro distruttore degli Hopi e la stella, foriera di calamità, dipinta nel testo biblico. D'altronde la storia tende a ripetersi ed osservare il cielo è pur sempre come leggere un libro, anche se ne sappiamo decifrare solo pochi glifi.

Nella tradizione islamica sciita, l'avvento del Dodicesimo Imam sarà annunciato da vari segni, tra cui la comparsa di una cometa ad oriente che, brillando come la luna, arcuerà la coda, mentre una luce purpurea dilagherà nel cielo. Un'altra grandiosa e formidabile scenografia escatologica.



APOCALISSI ALIENE: il libro
TANKER ENEMY TV: i filmati del Comitato Nazionale

Trattato di Lisbona: firma per chiedere il referendum

05 marzo, 2009

Interpretazioni dell'Apocalisse (prima parte)

Nel pubblicare questa ricerca in tre parti sulle interpretazioni dell'Apocalisse, vorrei informare i lettori che l'amico Timor ha aperto un blog, Universi in espansione: la sua pagina personale, animata da un afflato sublime, contiene testi intensi, di un misticismo arioso. In particolar modo, ho apprezzato l'immaginifico Ricordi, avvivato da uno stile adamantino.

L’Apocalisse o Rivelazione è l’ultimo libro del Nuovo Testamento. “L'Apocalisse (dal greco apokalypto, rivelo) si presenta come opera di Giovanni (1,1), ma molti studiosi ritengono che non sia stata scritta dall'autore del Quarto Vangelo. Per la datazione si pensa al periodo che seguì alla persecuzione (?) di Nerone (65-70) o alla fine del regno di Domiziano (91-96).


Gli strumenti espressivi della letteratura apocalittica sono le visioni, l'apertura dei cieli, le comunicazioni degli angeli, soprattutto il simbolismo (numeri, immagini e scene). Pur appartenendo al genere descritto, l'Apocalisse si distingue per tratti di grande originalità. (…) È una lettura profetica della storia ed un messaggio di consolazione".

Non mi soffermo sulla vexata quaestio circa la paternità del testo né sulla genesi né sulla datazione. Mi limito ad osservare che originariamente il libretto fu concepito forse in un ambito gnostico-cristiano non scevro di influssi ebraici: al nucleo originario furono poi aggregate, non sempre in modo del tutto coerente, altre parti. Vorrei qui, senza la presunzione né la pretesa di essere esauriente, solo tirare un po' le somme circa le principali interpretazioni dell'opuscolo.

Interpretazione storico-astronomica

Questa esegesi è sostenuta in particolar modo dallo statunitense Paul La Violette, cosmologo e scienziato dei sistemi. La Violette reputa che i principali eventi descritti in Apocalisse non si riferiscano al futuro, ma al passato, ad un'epoca preistorica collocabile intorno al 10.500 a.C., allorquando la Terra conobbe la fine dell'ultima era glaciale causata da una superonda galattica che investì il pianeta. Quest'onda, proveniente dal centro della Via Lattea, avrebbe provocato immani cataclismi: inondazioni, estinzioni di molte specie animali e vegetali, cambiamenti climatici, scomparsa di antiche civiltà. Questa catastrofe è adombrata nei "miti" del diluvio, saghe che sono trasmesse da tempo immemorabile presso moltissimi popoli.

Anche l'astro che precipita sulla Terra e l'oscuramento del cielo, stando a La Violette, sono riferimenti alla catastrofe del Mesolitico: l'astro evoca l'esplosione nel cuore della Galassia. La deflagrazione diede origine ad una scarica di raggi cosmici ed ad una nube di polvere e detriti interstellari che avvolsero il sistema solare, precipitando il pianeta in un lungo periodo di tenebre e di gelo.

Osserva l'autore: "L'oscuramento del sole e l'arrossamento della luna di Ap. 6, che hanno delle corrispondenze nella storia di Ragnarok, rappresenterebbero un'invasione di polvere cosmica, mentre le stelle che si schiantano sulla terra si riferirebbero alla caduta di meteore. L'astro che precipita sulla Terra e l'oscuramento del cielo, stando a La Violette, sarebbero riferimenti alla catastrofe del Mesolitico: l'astro potrebbe evocare l'esplosione nel cuore della Galassia.

Il cap. 8 delinea sette catastrofi preannunciate da sette angeli che suonano delle trombe: sono calamità (siccità, intenso calore, polvere acida, sconvolgimenti climatici...) simili a quelli derivanti da un'incursione di polvere cosmica.

Lo studioso legge negli Scorpioni di Ap. 9, un adombramento della costellazione dello Scorpione il cui pungiglione punta verso il centro della Galassia. Più precisamente "la descrizione delle teste e delle zanne richiama alla mente i segni dell'Acquario e del Leone che sono orientati perpendicolarmente rispetto al centro galattico; quella dei corpi a forma di cavallo da guerra e delle code simili a quelle di scorpioni invece le costellazioni del Sagittario e dello Scorpione che lo fiancheggiano. Queste strane bestie raffigurate pure nella Sfinge egizia potrebbero indicare una connessione causale fra i raggi cosmici del centro galattico ed il fumo cosmico che oscura il sole?"

E' quindi la Rivelazione un messaggio dal passato? Vi sono allusi fenomeni cosmici? E' possibile, come è probabile che alcuni numeri codifichino manifestazioni astronomiche come il ciclo undecennale delle macchie solari o le costellazioni zodiacali o i sette pianeti. Più avanti vedremo come non si debba escludere che la raffigurazione immaginifica e simbolica del passato, evidenziata da La Violette, si riverberi sull'immediato futuro.



APOCALISSI ALIENE: il libro
TANKER ENEMY TV: i filmati del Comitato Nazionale

Trattato di Lisbona: firma per chiedere il referendum

AddThis

Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...