Sacro rima spesso con massacro.09 marzo, 2007
08 marzo, 2007
Bolle
A perenne disdoro del celebre patologo Baima Bollone, vorrei ricordare che costui, essendo stata richiesta la sua consulenza per scagionare Carlo Parlanti, si è rifiutato di offrire un contributo professionale che si sarebbe potuto rivelare prezioso.
Carlo Parlanti, nato a Montecatini il giorno 1 Novembre 1964, è un cittadino italiano che, dal 3 giugno 2005, si trova rinchiuso in un carcere della California con l’accusa di aver usato violenza domestica e sessuale ai danni della sua convivente, Rebecca Mckay White che, nel 2002, anno della denuncia, aveva 43 anni.
Per capire meglio la sua vicenda, è necessario ripercorrere brevemente quanto accaduto prima e dopo il suo arresto.
Parlanti fu arrestato dopo due anni dalla denuncia, senza che egli fosse a conoscenza di ciò; mai alcuna segnalazione era stata trasmessa alle autorità italiane, nonostante il giovane vivesse con regolare residenza in Italia.
L’estradizione dall'Europa verso gli Stati Uniti fu concessa solo sulla base delle dichiarazioni della presunta vittima, ritrattate più volte e non avvalorate da alcuna prova. Nel frattempo, il ministero della disgrazia e dell’ingiustizia si disinteressava del caso.
Il processo farsa fu celebrato senza che l’accusa potesse portare anche un solo indizio contro l’imputato. Tuttavia il giudice condannò Parlanti a nove anni di reclusione, con la motivazione che, pur in assenza di referti medici e sebbene il racconto dell’accusatrice fosse inconsistente, tale inconsistenza avrebbe potuto essere giustificata dal fatto che Parlanti avrebbe seriamente danneggiato la donna (sic) .
Carlo Parlanti è quindi un cittadino che, con accuse inventate e con “prove” costruite dagli inquirenti, è stato condannato a languire in una prigione dove non riceve neppure le cure necessarie per una grave forma di piorrea che l’ha colpito.
Sappiamo che nel sistema “giuridico” statunitense, i reati a sfondo sessuale solleticano la pruderie di una nazione i cui sudditi discendono spesso da puritani. Sappiamo che la “giustizia” nell’impero di USAtana ed altrove è un ingranaggio che stritola i deboli e gli innocenti, mentre i veri manigoldi occupano i principali posti di potere.
Quello che indigna, ma non sorprende, è il contegno di Baima Bollone, evidentemente in tutte altre faccende affaccendato. Sì, perché l’inclito studioso ha da poco ultimato un illuminante saggio sulla Sindone e non ha tempo da dedicare a quisquilie giuridiche. Maiora premunt. Bisogna presumere, infatti, che il luminare agogni ad essere invitato nel salotto buono di Augias. Il conduttore della R.A.I. (Raglianti Asini Italiani), che di Cristianesimo delle origini non ha capito uno iota, nei mesi scorsi ha pubblicato uno zibaldone penoso, intervistando il Professor Mauro Pesce. Il libro che, nelle intenzioni di Augias, ambirebbe ad essere un’opera storiografica, è invece, poco più di una minestra riscaldata cucinata con ingredienti usati già mille volte. Fuor di metafora, il libercolo riporta congetture ed illazioni che di storico hanno pochissimo ed il cui carattere fantasioso è stato ampiamente dimostrato.
Sono certo che anche l’ultima fatica del professor Baima Bollone è solo un altro mattone nell’edificio di menzogne e di aberrazioni costruito per nascondere la vera natura del “Cristianesimo”. Non di meno, anche contenesse qualche barlume di verità, è veramente deprecabile che colui non abbia accettato di aiutare i familiari di Parlanti.
D’altronde dai baciapile che cosa ci si può attendere, se non ipocrisia, cupidigia e vanagloria? Costoro sono impostori che hanno seppellito la coscienza sotto macigni ciclopici, anzi sono omiciattoli senza coscienza.
Spera dunque il Bollone di poter mostrare in favore di camera la pregevole monografia, per pavoneggiarsi e gonfiarsi, esibendo la sua "cultura" cristologica.
Comunque si sa: le bolle, prima o poi, scoppiano.
07 marzo, 2007
Tesla: il libro-denuncia (articolo di Bojs-prima parte)
Il presente articolo si riferisce ad un libro uscito nel 1997 ed intitolato "Coucou c'est Tesla". Il saggio, non ancora tradotto in italiano, è stato scritto da vari autori e pubblicato per i tipi della Felix (Francia). Si tratta di un libro-denuncia sul cattivo uso delle invenzioni di Nikola Tesla e sulle loro conseguenze, ma anche di un incredibile viaggio tra le energie nascoste.Nikola Tesla, genio, inventore, autodidatta nasce a Smiljan (Croazia) il 10 Luglio 1856. Suo padre è un Pope della Chiesa Ortodossa; sua madre è una donna di genio, di grande inventiva e dalla memoria prodigiosa. Le origini sono umili. A 17 anni, Nikola comincia a vedere delle immagini d'apparecchiature, come se fossero state proiettate davanti a lui su uno schermo; egli conosce questi apparecchi. Sa anche che un giorno si potrà proiettare il pensiero su uno schermo. Comincia a mettere a punto queste apparecchiature senza disegni, schemi e calcoli ma per semplice memoria visiva e riesce sempre a farli funzionare. Ha il potere di memorizzare all'istante tutto quello che vede, anche una pagina intera di qualunque libro, senza leggerla, solo con un colpo d'occhio perché è stata memorizzata (potere ereditato da sua madre). Scopre l'energia libera, che è presente in tutto l'Universo e mette a punto apparecchi, più che fantascientifici, per ogni genere di bisogno che funzionano senza energia artificiale e che dunque non necessitano di energia prodotta da centrali e distribuita da tralicci, fili con conseguente inquinamento elettromagnetico. Egli può manipolare l'energia libera a suo piacimento, come se fra loro esistesse una complicità ed essa sembra svelargli i suoi misteri e si lascia utilizzare in tutti i modi, senza mai offenderlo. Egli afferma:"Tra non molto le nostre macchine saranno alimentate da un'energia disponibile in tutto l'universo..." (conferenza del 20/05/1891 all'AMERICAN INSTITUTE OF ELECTRICAL ENGINEERS di New York).
L'editore del libro dice: "QUESTE INVENZIONI POSSONO TRASFORMARE IL NOSTRO MONDO IN PARADISO; POSSONO ANCHE PRECIPITARLO NELLA SUA CADUTA...". Alla morte di Tesla, avvenuta il giorno 1 Gennaio 1943 a New York, i documenti inerenti alle sue invenzioni non brevettate sono spariti ed "è probabile che siano finiti nelle mani dell'U.S. AIR FORCE, della Russia e di alcuni commercianti di armi...", dicono gli autori del libro. Da qui inizia l'uso di queste conoscenze per fini di condizionamento, distruzione e sconvolgimenti di ogni genere.
NOTA DELL'EDITORE
"...Esistono delle tecnologie che, senza generare effetti secondari, possono alimentare tutta l'umanità in energia... Ci manca ancora la maturità della coscienza, un grado di guardia supplementare per permettere l'applicazione di queste tecnologie. Riderne o non prendere la cosa sul serio è prova di ingenuità e di ignoranza. Possiamo lavarcene le mani, scagliando la pietra contro gli uomini politici e tutti i predatori del liberalismo, i quali sarebbero responsabili dello stato delle cose. Ma i potenti non sono che lo specchio della società dalla quale sono usciti. Se non vivessimo in una competizione senza fine, la nostra società genererebbe altra cosa che persone sprovviste di sentimenti, ignoranti e cupide. L'ignoranza che riguarda l'energia libera è flagrante... la tecnologia moderna è l'arma più pericolosa per il controllo del pensiero. Apparecchi reputati di divertimento hanno in realtà come funzione fondamentale quella di controllare il pensiero.
Chiunque sottostimi il bombardamento subliminale della televisione, pensando che questo mezzo d'informazione non possa fargli alcun male è già una vittima di questa manipolazione. Il nostro cosciente reagisce in modo incosciente a segnali ed impulsi che possono scatenare eventuali malattie. È il caso anche dei disegni animati e delle trasmissioni dette "serie". Dobbiamo smettere di mentire a noi stessi.
I pannelli pubblicitari e le trasmissioni TV ci toccano in modo subliminale ad una frequenza che ci impedisce di riflettere e di agire da noi stessi in modo spontaneo. Il messaggio ci rende passivi, amorfi.
È per questo che ci teniamo tanto a conservare questo genere di società che ha per slogan "Sopravvivi!" "Fai carriera!" "Sii in orario!" "Taci e vai a lavorare!". In cambio riceviamo dei pezzi di carta chiamati danari che finiscono per ritornare rapidamente nelle mani di chi ce li ha dati sotto forma di tasse.
Le Edizioni FELIX hanno avuto la gioia di vedere, toccare e sperimentare 15 apparecchi che funzionano ad energia libera, il 15/05/1997. Uno di questi è capace di produrre 5 KWatt senza apparentemente consumare energia. Siamo in contatto con l'inventore, il quale era stato sequestrato e sottoposto a elettrochoc da personaggi che assomigliavano molto ad agenti speciali... Ora vive isolato ai bordi di una foresta e lontano dall'Europa..."
Testo estratto e tradotto dal libro: COUCOU, C'EST TESLA - L'ENERGIE LIBRE.
Ma quello che forse risulterà più interessante è la connessione tra questa “nuova” tecnologia e le scie chimiche. Seguitemi nei prossimi articoli.
06 marzo, 2007
Su la testa!
Per scaricare il volantino dell'incontro, visita il nostro sito:
www.sciesardegna.it
Ti aspettiamo.
Il Comitato Regionale di sensibilizzazione sulle scie chimiche
Una fiaba
Migliaia di anni fa delle razze esogene molto evolute tecnologicamente approdarono sul pianeta.
Uno di questi popoli, dopo essersi insediato in molte regioni della Terra, compì degli esperimenti genetici su ominidi da cui fu selezionata la specie homo sapiens, specie il cui DNA è corrotto. Forse due civiltà oppure due fazioni all’interno della stessa entrarono in conflitto: prevalse la fazione malvagia e bellicosa, decisa ad assoggettare l’umanità ed a servirsene per i suoi scopi di dominazione. Il gruppo dei perdenti dovette allontanarsi dalla Terra, forse alcuni vi rimasero ma passarono nella clandestinità: costoro, attraverso miti ed opere letterarie ed artistiche, codificarono conoscenze segrete relative soprattutto al fenomeno della precessione. Infatti i cambiamenti precessionali non possiedono soltanto un significato cosmico, ma pure implicano una relazione profonda tra i cicli dell’universo e gli esseri viventi.
Con il passare dei secoli, le conoscenze esoteriche subirono un processo di deterioramento: diventarono sempre più confuse. Alcuni maestri custodirono insegnamenti sublimi e dottrine segrete, ma che furono appannaggio di una cerchia assai ristretta di iniziati timorosi di esporsi. Altri, in accordo con le èlites, contaminarono il sapere esoterico all’interno di confraternite dedite a culti abominevoli ed oscuri.
Nel frattempo gli Annunaki o i loro discendenti ibridi, ossessionati dalla purezza del sangue, perseguirono un piano a lunghissimo termine volto ad instaurare un sistema politico, sociale, culturale ed economico fondato sulle disuguaglianze tra classi e sui conflitti tra etnie in modo da dominarle tutte con la strategia del divide et impera. Gli arconti decisero anche di creare una prigione invisibile entro cui confinare gli uomini, considerati come oggetti per il loro trastullo oltre che come schiavi “liberi”. Tale carcere fu costruito per mezzo delle religioni politeiste e monoteiste destinate ad assopire la coscienza, a favorire l’oblio del vero valore dell’esistenza, che trova il suo significato più profondo nell’armonia con la pulsante vita cosmica, nei principi spirituali e non nel denaro, nel potere e nel successo.
Cruciale fu in questo progetto l’invenzione del “Cristianesimo”, una “fede” destinata ad allargarsi a macchia d’olio in quasi tutto il mondo per mezzo inizialmente di imperatori come Costantino e Teodosio, quindi tramite la dinastia usurpatrice dei Carolingi. Centrale fu ed è il ruolo di Roma, vera kaput mundi e cuore della cospirazione globale nel passato come oggi.
Le classi dirigenti, attraverso i millenni, riuscirono a mantenere ed a rafforzare il controllo dell’umanità, falsificando la storia, fomentando guerre e diffondendo la paura. Con l’invenzione di strumenti tecnologici sempre più sofisticati, l’egemonia delle élites è divenuta stritolante: i dominatori hanno deciso che l’intera popolazione mondiale deve essere completamente asservita prima che sia troppo tardi. Forse è imminente un cambiamento, legato a fenomeni cosmici, che potrebbe svelare il vero volto dei dominatori, creature laide e spaventevoli. Per evitare ciò, il programma di dominazione ha subito un’accelerazione: H.A.A.R.P., scie chimiche, nanotecnologie, disinformazione… sono i mezzi per tentare di impedire un’evoluzione genetica e spirituale dell’umanità.
I popoli dovrebbero liberarsi dal giogo prima che sia instaurata una dittatura globale, sotto l’egida di Roma, ma la consapevolezza è assai limitata. Inoltre il tempo stringe ed i pochi giusti possono contare forse solo su qualche alleato debole, che rischia da un momento all’altro di soccombere di fronte agli attacchi micidiali sferrati da un coalizione terrestre-esterna potentissima ed implacabile. Questa alleanza, pur divisa al suo interno per la spartizione ed il dominio di Gaia, stringe sempre più la sua morsa.
Gli eventi mortali ed insidiosi si susseguono nell’indifferenza generale: il lucignolo si sta consumando. Se non capiremo l’inganno e se non agiremo per smascherare gli arconti, ci attende il Ragnarok.
05 marzo, 2007
Il fluido di Mesmer
Franz Anton Mesmer nacque ad Iznang, sul Lago di Costanza, nel 1734. Studiò presso un collegio di Gesuiti, quindi si iscrisse alla facoltà di teologia ad Ingolstadt. Si laureò in medicina all’università di Vienna, discutendo una tesi concernente l’influsso dei pianeti sull’organismo umano. Sposatosi con una vedova molto abbiente, poté dedicarsi ai suoi studi. Le feroci critiche dei medici viennesi nei confronti delle sue ricerche, lo convinsero ad abbandonare la città per recarsi a Parigi, dove rimase fino al 1784, anno in cui si trasferì a Londra, donde ritornò in Francia nel periodo della Rivoluzione. Rientrato a Vienna, fu arrestato, poiché aveva appoggiato le idee rivoluzionarie. Fu presto rilasciato, ma Mesmer dovette lasciare l’Austria. Si rifugiò quindi in Svizzera, ove morì nel 1815 a Meersburg.Già nella sua tesi di laurea, il medico austriaco delinea i principi della sua teoria: infatti Mesmer asserisce che esiste un fluido che permea il cosmo e, mediante il quale, il Sole e la Luna esercitano un’azione sul sistema nervoso umano. Nella Lettera ad un medico straniero del 1775, Mesmer illustra il suo sistema terapeutico basato sul magnetismo animale, incentrato sull’uso di magneti nel trattamento delle malattie. Secondo Mesmer, l’uomo è simile ad un magnete, con due polarità, una positiva ed una negativa. Mettendo in contatto le varie parti dell’organismo tramite un operatore, sarebbe possibile riequilibrare lo squilibrio bioelettrico da cui origina la patologia. Le conclusioni del medico austriaco furono criticate da quasi tutti gli scienziati dell’epoca, nonostante Mesmer avesse ottenuto notevoli risultati nella cura di vari disturbi. Mesmer ricorreva per guarire i suoi pazienti ad una forma di ipnosi e, secondo alcuni studiosi, anticipò i procedimenti della psicoterapia. I suoi successi furono forse dovuti alla capacità, attraverso l’ipnosi, di indurre processi di autoguarigione in pazienti affetti da sindromi psicosomatiche.
La sua terapia, definita mesmerismo, consta di quattro principi fondamentali: un sottile fluido fisico, riempie l'universo e forma un mezzo di connessione tra l'uomo, la terra e i corpi celesti e tra uomo e uomo; la malattia ha origine dalla distribuzione non omogenea di tale fluido all'interno del corpo umano; con l'aiuto di alcune tecniche il fluido può essere incanalato, convogliato in altre persone; in questo modo si possono provocare crisi nel paziente e curare malattie.(...)
L’attività di Mesmer è degna di nota per i suoi aspetti teorici, relativi alla teoria del fluido vitale dinamico o magnetismo animale, ma anche perché il suo operato fu proseguito da alcuni allievi, fra cui Joseph Deleuze, Charles Lafontaine ed i Durville. I Durville fondarono la Scuola di magnetismo e massaggio di Parigi. Henri Durville tentò di disciplinare l’uso del magnetismo, simile alla pranoterapia. Le sue tecniche sono insegnate ancora oggi in alcuni centri di radioestesia.
Per gettare luce sulle sue controverse pratiche, nel 1784 il re di Francia Luigi XVI aveva nominato una commissione di indagine formata da scienziati, tra cui Antoine Lavoisier e Benjamin Franklin. Essi, dopo alcuni mesi di analisi e di esperimenti condotti con l'assenso di un allievo di Mesmer, conclusero che gli apparenti benefici della terapia erano dovuti esclusivamente a quello che oggi definiamo effetto placebo.
Il rapporto della commissione anticipa la maggior parte dei metodi e delle tecniche depistanti, impiegati ancora oggi nelle "esplorazioni" dei fenomeni cosiddetti paranormali e delle medicine non allopatiche. Oggi, come allora, ricercatori dell’establishment si basano su preconcetti più che su un reale desiderio di appurare la verità: col senno di poi, possiamo asserire che, mentre il principio di Lavoisier Nulla si crea, nulla si distrugge, si è rilevato non corretto, l’intuizione di Mesmer circa un’energia che penetra il cosmo è, invece, divenuto un punto fermo della conoscenza scientifica, come notavo in un precedente articolo, la cui ipotesi centrale è stata recentemente confermata.
Fonti:
R.Tresoldi, Enciclopedia dell'esoterismo, Milano, 2002
Zret, Reich, l'orgone e l'energia del punto zero, 2007
03 marzo, 2007
I rantoli della natura
Qualche mattina fa ho visto un merlo maschio che, posandosi su un lembo di prato, ha preso nel becco un ciuffo di fuscelli per costruire il nido. Mi hanno colpito la sollecitudine con cui il volatile, dopo aver un po’ saltellato tra i fili d’erba, ha cercato gli stecchi e gli aghi di pino, la velocità con cui ha spiccato il volo. È un esempio di come gli animali che, a torto, molti considerano inferiori agli uomini e mossi solo dall’istinto, siano, invece, spesso creature capaci di una tenerezza nelle cure parentali e di un’empatia ignote a molti esseri “superiori”.L’immagine del pennuto mi è rimasta impressa nella mente, come quella di una cedronella che si è librata fugacemente, mentre comprendevo che queste scene diventeranno sempre più rare. L’avvelenamento della biosfera perpetrato dalle élites, che preferiscono affondare insieme con la nave, piuttosto che ammettere di aver dominato il pianeta per perseguire scopi diabolici, di aver sempre mentito con la loro accozzaglia di religioni e di ideologie d’accatto, ha ormai raggiunto un livello parossistico, il punto di non ritorno. Negli Stati Uniti l’avifauna è decimata da virus sconosciuti, un po’ in tutto il mondo gli alberi sono aggrediti da funghi e da insetti, il bestiame si ammala, le rondini ed altri volatili, mentre planano, precipitano all’improvviso come pesi morti, i cetacei disorientati dai sonar e da H.A.A.R.P., si arenano per morire dopo lunga, penosa agonia…
È evidente che questi sono i rantoli della natura: se ci si reca nei boschi, sembra di entrare in un tempio diroccato, tra colonne di tronchi scheletriti, sotto una volta di chiome rade, simile al tetto spaccato di un edificio che ha subito l’ingiuria del tempo. Grava poi su tutto un silenzio irreale, funereo: non si ode più né il cinguettio delle cinciallegre né lo squittio degli scoiattoli. Le sorgenti, con la voce arrantolata, si stanno inaridendo e, simile ad un lenzuolo funebre, il cielo di un bianco sporco tendente al bigio, cade, tra lugubri panneggi, sui pendii e sulle valli.
Il fatto grave è che questo obbrobrioso stupro della vita naturale avviene nell’indifferenza assoluta.
Un giorno la natura sarà solo quella di plastica dei quadri di Andy Wahrol. Quel giorno è dietro l’angolo.
02 marzo, 2007
Il vuoto
Molti giustamente si chiedono come una minoranza di degenerati e di pazzi possa dominare il mondo, specialmente si domandano come sia possibile che le loro cospirazioni non vengano scoperte. A tali quesiti non è forse difficile rispondere. In primo luogo, sebbene un’esigua minoranza controlli il pianeta, tale élite, però, detiene direttamente o indirettamente il monopolio delle risorse, dei beni, dei servizi: denaro, materie prime, mezzi di”informazione”, armi, scuole, università, ospedali etc.Ammettiamo pure che una popolazione decida di ribellarsi in qualche modo contro un governo tirannico. Lo stato può non solo mandare le forze dell’ordine e l’esercito contro la gente inerme, ma può, in casi estremi, licenziare i dipendenti pubblici, interrompere l’erogazione di servizi di vitale importanza per i cittadini (acqua, elettricità, gas…), impedire che una persona esegua un prelievo di denaro, bloccandone il conto, distruggere, con calunnie e diffamazioni, la reputazione di quei pochissimi capi probi della ribellione. Oggi giorno, gli stati sono così potenti e tanto capillare è la loro coercizione anche quando è occulta, coercizione esercitata sui sudditi, che è utopico sperare in un cambiamento affidato ad una rivoluzione, per giunta con tutte le ambiguità, gli eccessi e le storture delle rivoluzioni.
Qualcuno ritiene che un miglioramento della società potrebbe provenire da una presa di coscienza e dalla diffusione di una reale cultura. Qui il problema diviene ancora più spinoso: infatti, come osservavo in Illusioni ed altrove, può acquisire coscienza solo chi ne possiede almeno un briciolo. Tutti i miliardi di uomini vuoti resteranno sempre alla mercé della cricca, anzi, pur angariati, affamati, vilipesi, avvelenati, saranno e sono i loro fedelissimi e ringhianti cani da guardia. Anche se non tutti sono hollow men, per dirla con Eliot, non è difficile trasformarli in persone senza coscienza.
Come è possibile creare il vuoto assoluto in questi omiciattoli? Si usano due sistemi principali: la religione e la “scienza.” Sul significato ideologico della scienza ufficiale e sulla sua funzione di annientamento della personalità, mi sono soffermato in altri testi, cui rimando. Vorrei ora indugiare sulla religione. Si pensi alla Chiesa cattolica ed alla sua ridicola ed infernale dottrina. L’egemonia della Chiesa di Roma nel mondo contemporaneo (ma il discorso è valido per tutte le chiese-istituzioni), la distruzione del pensiero da essa compiuta, dipende da due fattori: uno “storico” ed uno istituzionale. Poiché si racconta che la Chiesa di Roma fu fondata da Cristo che è l’uomo-Dio, anche di fronte alle più mostruose efferatezze del Vaticano, la fede dei cattolici non viene scalfita, in quanto essi distinguono in modo erroneo e capzioso gli uomini che possono errare, dall’istituzione che è sacra perché voluta (sic) da Cristo. Per quanto concerne l’aspetto storico, essi rifiutano nel modo più ottuso e caparbio anche solo di prendere in considerazione per un istante l’abnorme mole di dati incontrovertibili su Gesù. Tali acquisizioni dimostrano che Gesù, come lo intendono loro, non esistette, che non fondò alcuna chiesa, tanto meno, scegliendo come suo successore Pietro. In questo modo l’edificio delle chiese cristiane è completamente crollato, ma i fanatici fedeli si aggirano tra macerie e rovine, convinti di incedere in un tempio magnifico. Costoro sono simili a quei soldati giapponesi che, dopo la disfatta dell’’impero nipponico, si rifiutavano di constatare che il loro paese era stato sconfitto. Per loro era un’idea assurda: come era possibile che l’impero del Sol Levante, retto da un imperatore discendente dalla dea solare Amaterasu-omi-kami, fosse stato vinto da comuni mortali?
Ecco in parte spiegato come una minoranza sparuta può assoggettare una maggioranza: con strumenti repressivi di vario tipo e facendo il vuoto nelle persone, quando non lo sono già. Bisogna ora considerare la cinghia di trasmissione tra le élites ed i popoli, ossia gli “uomini politici”. È possibile che siano tutti dei pusilli, avidi di denaro, corrotti, ignoranti, infidi, bugiardi, trasformisti… ? Se ricordiamo che in Italia e negli Stati Uniti molti uomini politici sono stati indottrinati in collegi ed università cattoliche, ci sorprenderemmo, se non fossero un ricettacolo di ogni turpitudine. Tuttavia riconosciamo che lo 0, 00001 per cento non lo è. Questi pochi onesti sono certamente ricattati: qualora decidano di opporsi ai piani della sinarchia, non vengono più forniti loro ed ai loro familiari gli antidoti contro le sostanze nocive contenute nelle scie chimiche. Probabilmente sono minacciati: se osano contrastare le operazioni relative all’instaurazione del Nuovo ordine mondiale, essi ed i loro parenti rischiano la vita.
È questo allora il mondo in cui viviamo? No. Molto peggio! Questa, infatti, è solo una visione essoterica.
01 marzo, 2007
"Scienza" e morale
La scienza senza etica è una perversione (N. Tesla)Martedì sera una rete Mediawcnet ha mandato in onda una puntata del programma intitolato Il bivio. Io avrei intitolato questa trasmissione Il trivio, tanto è dozzinale e scurrile, ma tant’è. Ospite del programma è stato Pier Fortunato Zanfretta che ha ripercorso gli episodi salienti della sua dolorosa e sconvolgente esperienza che cominciò nel 1978, quando, secondo il suo racconto che io giudico veritiero, fu rapito da strani esseri, alti circa tre metri, provenienti da un altro pianeta.
Prescindo dalla valutazione dei risvolti ufologici sfiorati, con il solito pressappochismo ed i consueti pregiudizi, durante la trasmissione, perché vorrei soffermarmi sulla straordinaria umanità di Zanfretta, umanità che spiccava ancora di più di fronte alla misera, patetica saccenteria di cecchi paone, intervenuto in veste di provocatore. I suoi beceri discorsi sulle prove “scientifiche”, sul metodo “scientifico”, sul rigore “scientifico” erano solo il delirio di un megalomane dall’io ipertrofico. Siamo purtroppo avvezzi a sentire gli strepiti e le contumelie di questi isterici disinformatori che esibiscono le loro lauree incartapecorite. Poiché hanno conseguito un titolo accademico, costoro si ergono a detentori della verità e sputano sentenze stantie, sempre chiamando in causa la loro insipida scienza che è in realtà solo un’accozzaglia di preconcetti e di nozioni libresche.
Anche quando codesta gentucola possiede delle conoscenze, ha, però, un atteggiamento di chiusura e di tracotanza che la rende insopportabile. Non è lontano il giorno in cui qualcuno confonderà i loro intelletti, li accecherà, mostrerà quanto la loro “scienza” senza etica valga meno di un guscio di noce. La loro “scienza” faustiana sarà la loro rovina.
Invece Pier Fortunato Zanfretta, persona semplice e schietta, uomo che non ha studiato, ha mostrato una dignità ed una saggezza che mi hanno commosso. Di fronte alla volgare ironia di cecchi paone, all’ignorante protervia, ai modi pretenziosi ed offensivi, l’ex metronotte è rimasto quasi imperturbabile: non ha reagito né con insofferenza né con indignazione che sarebbero state comunque più che giustificate e sacrosante. Ha dimostrato, infatti, una sorta di filosofica, nobilissima rassegnazione al cospetto di un destino e di un’umanità inumani, quasi avesse compreso che cos’è veramente la vita.
La vita, si sa, assomiglia più ad una lotta che ad una danza, come diceva Marco Aurelio. Zanfretta ha lottato, continua e seguiterà a lottare contro le burle degli scettici, il disprezzo irrisorio e la sufficienza di gran parte della comunità "scientifica". Seguiterà a combattere contro le avversità della sorte, ma le battaglie hanno ingagliardito e temprato il suo spirito, specialmente hanno sublimato il suo animo, come le rocce purificano e filtrano l’acqua piovana, per renderla adamantina e salubre.
Chi, al contrario, passa il suo tempo tra danze e festini, diverrà un debosciato adatto ad ancheggiare con i fianchi opimi e flaccidi, insieme con gli altri eunuchi del gineceo.
28 febbraio, 2007
Svegliatevi! (articolo di Bojs)
Pubblico l'articolo di un nostro collaboratore. In calce ho riportato un'altra traduzione di un passo tratto dalla Lettera agli Efesini attribuita convenzionalmente a Shaul, l'apostolo apostata.La sofferenza e la morte
Per la maggioranza di noi la realtà che viviamo, è quella egocentrica del nostro piccolo mondo formato dal nostro lavoro (se ne abbiamo uno), la nostra famiglia (se ancora ne abbiamo una), i nostri amici (se ne abbiamo), i nostri divertimenti (se abbiamo il denaro per pagarli) ecc., mentre tutto ciò che succede all'esterno di “questa nostra piccola realtà” lo percepiamo attraverso mezzi elettronici che attualizzano estensioni dei nostri sensi, e non ci rendiamo conto che queste antenne non sono affatto una diretta estensione della nostra mente-coscienza ma sono controllate da altri che crediamo onesti, sinceri e forse simili a noi.
Nei continenti sudamericano, africano, medio orientale ed estremo orientale che sono circa la metà del nostro globo, vivono miliardi di persone come noi, che pensano le stesse cose che noi pensiamo, che provano le stesse nostre emozioni, piangono, soffrono, ridono, muoiono, che vivono lottando ogni giorno per la sopravvivenza sperando costantemente in un cambiamento in meglio della loro vita. Anche loro percepiscono il mondo nella stessa nostra maniera e cioè attraverso antenne elettroniche che fanno vedere il mondo e percepire gli eventi, mentre siamo seduti nelle nostre case.
Ma nel frattempo cosa accade veramente, non nel mondo, ma nel nostro subconscio? Cosa succede nei meandri delle nostre sinapsi cerebrali? Che cosa cambia nella nostra coscienza, se ancora ne abbiamo una?
Provate a pensare. Quanti miliardi di persone siamo nel mondo e provate a pensare a quanti siano in totale i malviventi, i produttori e gli spacciatori di droga, i truffatori, gli speculatori, i banchieri possessori delle borse mondiali, i megaricchi proprietari di quantità di denaro inimmaginabili, i mercenari, i terroristi, gli anarchici ed i loro accoliti, le spie dei servizi segreti, governi e dittature, corpi di polizia vari e perfino gli stessi soldati che compongono gli eserciti mondiali. TUTTI questi “forse” potrebbero, nel migliore dei casi, anche arrivare alla bella cifra di circa 200 milioni di persone, ma il “resto” a quanto assomma? Siamo più di 6 MILIARDI o no?
Ehi, qualcosa non quadra... SVEGLIATEVI!
Come può una minoranza determinare l'andamento di un pianeta?
Come può una minoranza “manipolare” e determinare le vite, le menti e le coscienze di MILIARDI di persone inducendole a subire ingiustizie, sofferenze, povertà e morte?
Non c'è qualcosa di strano in tutto questo? No, non credete?
Allora rispondete ad un paio di domande: “Perché crediamo ciecamente che “le maggioranze” determinino l'andamento della politica, delle mode, dell'economia, dei sistemi di vita ecc.?”. Forse ci stiamo facendo prendere per i fondelli? Perchè le notizie che arrivano dai media tutti i santi giorni dell'anno sono sempre sulla stessa falsariga? No? Bambini rapiti, mamme che uccidono figli, ragazzi che violentano bambine, mariti che uccidono mogli, terroristi suicidi che si fanno esplodere, soldati in guerra per i più svariati motivi ed infine la ciliegina sulla torta il gossip perenne che permea tutto e rende la vita più normale.
Molti dicono che sono eventi sempre accaduti nella storia umana. Mmmh…. be' se è così, allora Matrix esiste davvero?!
Possibile non succeda niente di bello oltre i comportamenti pataccosi ed immorali dei soliti VIP di turno? E' possibile che tutti facciano del bene agli altri solo se sono “autorizzati” a farlo versando denaro ai vari Telethon, giornate della ricerca ecc. ? Possibile che la gente disgraziata e comune non faccia mai niente di propria iniziativa per donare amore al prossimo?
No! Non posso crederci! Eppure sembra proprio così.
Scriveva poco tempo fa, Paolo Cortesi, nel suo bellissimo articolo Camus e noi: “Questo è l’assurdo: la lontananza insanabile fra lo spirito umano che si fonda su valori morali (su postulati della ragion pratica, diceva il buon vecchio Kant) e la realtà che non riconosce nulla di simile e nella quale termini quali bene e male sono semplicemente privi di senso, mere convenzioni linguistiche. Ma non c’è soltanto l’assurdo metafisico; esiste un assurdo assai più visibile, quotidiano, un assurdo che vediamo (o non vogliamo vedere…) attorno a noi. È la violenza sociale, il sopruso, la prevaricazione del forte sul debole, l’organizzazione sociale malata che permette –spesso favorisce– la tirannia e l’oppressione… quindi la rivolta è, per Camus, la facoltà più nobile dell’uomo, perché essa è “il rifiuto di essere trattato come una cosa”; la ribellione consapevole ad un destino puramente fisico, meccanico (Camus lo chiama “storia”), in cui la potenza decide le sorti, nel quale gli uomini non si dividono più in giusti ed ingiusti, ma in signori e schiavi... Insomma: o si sceglie di vivere da uomini, o ci si abbassa a vivere da oggetti. Chi nega la dignità umana, costringe altri uomini a rinunciarvi. Questa è la colpa sociale, il peccato originale delle società che, in ogni tempo, hanno prodotto sofferenze indicibili”.
Se siamo “UOMINI” dovremmo scegliere di vivere e far vivere una vera e buona vita a tutti i nostri fratelli di questa razza chiamata “UMANA”. Allora perchè siamo così “DISUMANI”?
Ma mentre “relativamente pochi” iniziano a vedere la realtà manipolata, la maggioranza giace ipnotizzata, posseduta ed oppressa dalle silent weapons (armi silenziose) che non sparano proiettili ma situazioni e sensazioni tramite gli oggetti elettronici che voi stessi acquistate, finanziando di fatto la madre dei colpi di stato, la presa di potere sulle vostre coscienze, sulla vostra facoltà di giudicare correttamente ciò che è bene e ciò che è male e quindi la vostra libertà di vita e di pensiero! So che non vi sembra così!
Sono state scritte nei secoli miliardi di pagine sulla manipolazione della verità e della conoscenza che arriva ai popoli del mondo e l'era informatica, ma soprattutto Internet hanno accelerato esponenzialmente l'organizzazione e la diffusione di queste vitali informazioni, eppure guardatevi intorno… la stragrande maggioranza usa tecnologie analogiche e digitali che non conosce affatto nel oro reale funzionamento, ma che gli servono da “passatempo”, o peggio per poter vantare il possesso dell'ultima novità tecnologica inconsapevoli di essere loro stessi posseduti da queste “armi magiche”.
L'uomo ha vissuto per millenni creando imperi di cui ancora oggi ammiriamo la grandezza e la magnificenza, vivendo e scandendo la loro vita sui ritmi della natura ed avendo tutto ciò di cui un uomo ha bisogno per vivere degnamente, eppure oggi i “moderni” scienziati e ricercatori si arrogano il diritto di giudicare la vita dei nostri avi dicendo che vivevano peggio di noi e illudendoci che noi siamo la civiltà più libera e avanzata mai esistita sulla terra! Ma è vero tutto questo? Ci sono prove concrete e definitive? Ci sono filmati che ci mostrano la realtà di quei tempi o solo tracce come oggetti e documenti scritti in lingue antiche che non sappiamo se sono decifrate correttamente, se chi ha scritto in quel tempo lo ha fatto descrivendo la storia con verità (forse anche allora come oggi potevano esserci giornalisti pagati per dire quello che vogliono i potenti – ndr), se chi ha tradotto questi testi lo ha fatto in maniera corretta e soprattutto lo ha fatto moralmente e con spirito di verità?
Chi di VOI conosce queste lingue ed ha accesso a queste informazioni per poterle verificare?
Dovete solo “FIDARVI”: LORO sono gli ESPERTI!
Tutto continua come dall'inizio dei tempi, una piccola “ELITE” di potere determina la conoscenza delle cose universali, del mondo e della storia umana su questo pianeta, ben sapendo ciò che fa e soprattutto il perché. Mentre al contrario la gran massa di uomini, donne e bambini vengono tenuti all'oscuro di tutto, fuorché dei loro doveri di schiavi incantati con incantesimi e prodigi atti a farli dipendere in ogni aspetto della loro vita proprio da coloro che tra breve si riveleranno come gli “illuminati” che salveranno l'umanità da sé stessa e da tutti i problemi economici, politici, di sicurezza ecc., creando un Supergoverno Mondiale a cui tutti dovranno totale riconoscenza e “totale ubbidienza”. E da cui non si tornerà mai più indietro per i secoli dei secoli? Terrificante? Annichilente?
E se veramente una qualche specie di Matrix universale fosse in atto da secoli?
Se ci avessero gabbato per secoli, facendoci credere a belle favolette come si fa con i bimbi per tenerci addormentati e sottomessi?
Se non ci fossimo affatto evoluti dalle scimmie? Se fossimo stati creati da “qualcuno” miliardi di volte più intelligente di noi per far parte di un progetto universale chiamato Genesi?
Se qualcuno o qualcosa avesse fatto un colpo di stato universale per appropriarsi di detto progetto coinvolgendoci in prima persona su questo pianeta?
Se ora fosse arrivato il momento per questi “ribelli” di rivelarsi all'umanità sconvolgendo l'economia, le religioni, la scienza e la stessa storia del mondo da loro stessi create per tenerci in scacco?
Paranoie? Baggianate? La nostra piccola mente vacilla? Le nostre certezze lottano contro ogni evidenza storica? Ci rifiutiamo di prendere in debita considerazione queste idee?
Ne tratterò in miei prossimi articoli, se mi daranno spazio per pubblicarli. In ogni caso una pura e semplice verità è oggi più attuale che mai.
E' TEMPO DI SVEGLIARSI!
Perché abbiamo un combattimento non contro sangue e carne, ma contro i governi, contro le autorità, contro i governanti mondiali di queste tenebre, contro le malvage forze spirituali che sono nei luoghi celesti. (Efesini 6:12)
La nostra lotta non è contro la carne ed il sangue, ma contro i Principati e le Potestà, contro i dominatori di questo mondo di tenebre, contro gli spiriti del male sparsi nell’aria. Ibid.
27 febbraio, 2007
Contrappunto
Abbiamo deciso di ospitare i contributi di alcuni collaboratori che ci hanno chiesto di pubblicare degli articoli su questa pagina personale. Di ciò siamo onorati, poiché significa che abbiamo degli estimatori. Vorrei precisare che non sempre le idee di tali testi combaciano con le nostre o che non si collocano all’interno della nostra pur limitata, ma schietta visione del mondo. Non di meno la voce di chi la pensa in modo anche un po’ differente dal nostro può creare un contrappunto e concorrere ad un dibattito fecondo.È ovvio che non intendiamo dar spazio ad articoli di disinformazione e di distorsione degli eventi che pullulano nei siti ufficiali ed anche nelle pagine di lettori acritici, indottrinati e proni alla perversa volontà degli arconti, sebbene abbiamo pubblicato commenti anche fortemente critici. Non ci sembra il caso di dare ulteriore spago a pennivendoli, da Attivissimo in giù, (e già lui è a livelli bassissimi), poiché questi gazzettieri imperversano dappertutto ed in quanto abbiamo, a differenza di coloro, una dignità che si traduce in amore per la verità ed in un aborrimento dell'ipocrisia.
Ciò chiarito, spero che i lettori, come sempre è avvenuto, dimostrino tutta la loro sincerità ed arricchiscano il blog con suggerimenti, critiche, informazioni, indicazioni bibliografiche etc. Colgo l’occasione per rinnovare l’invito a medici (1) ed altri ricercatori che intendano cooperare, con le loro conoscenze e la loro esperienza, nell’ambito del blog sulle scie chimiche, in relazione allo studio di possibili terapie e rimedi contro i disturbi causati dalle sostanze e dagli agenti biologici diffusi con le irrorazioni.
(1) Non mi riferisco solo alla medicina allopatica.
26 febbraio, 2007
Nessuna speranza
Ho scoperto casualmente che Paolo Ferrero, ministro della solidarietà(?) sociale all’interno dell’esecutivo guidato dal Dottor Balanzone, è valdese. Dopo aver militato in Democrazia proletaria, ha aderito al Partito della rifondazione comunista. Ammetto che, a differenza di tanti “politici”, squallidi personaggi, ignoranti, avidi ed opportunisti, Ferrero sembra di primo acchito una persona non del tutto priva di una caratura morale.Non rintraccio poi, teoricamente, una totale contraddizione tra l’adesione ad una formazione politica comunista (o sedicente tale) e la fede cristiana valdese. Non a caso i Poveri di Lione, il movimento religioso fondato da Pietro(?) Valdo, erano assertori di valori pauperistici ed egualitari, basati soprattutto sul Sermone della montagna. In fondo l’ex ricco mercante di Lione ed i suoi seguaci valorizzavano quelle parti del Vangelo che esprimevano gli ideali utopici degli Ebioniti. Gli Ebioniti, il cui nome vuol dire "poveri", radunati attorno a Giacomo, fratello(?) del Signore, erano comunisti, vegetariani ed apocalittici.
In quanto valdese, Ferrero dovrebbe essere animato da sinceri ideali, dovrebbe capire che cosa significa essere oppressi, che cosa significano alcuni insegnamenti del Vangelo. I Valdesi furono perseguitati dal Tribunale dell’Inquisizione, costretti a rifugiarsi nell’Aspromonte e nelle valli del Piemonte dove preservarono la loro fede fino a quando aderirono alla Chiesa riformata. Nel 1655 definirono la loro confessione di fede di stampo calvinista. Mal tollerati o vessati dallo stato sabaudo, la comunità valdese ottenne la libertà religiosa solo nel 1948, quando fu promulgata la Costituzione.
Capisaldi della fede valdese sono il rifiuto del giuramento, della guerra, della pena di morte e di ogni forma di violenza. Non so che cosa Ferrero deciderà circa il rifinanziamento della missione di guerra in Afghanistan né come voterebbe, ma se egli ha deciso di sostenere, (ipotesi assai probabile)per disciplina di partito, la politica guerrafondaia del prode prodi, non solo abiurerà i pur distorti e farraginosi “valori” del comunismo, ma anche quelli della fede valdese. Non esiste spazio per gli infingimenti, per i distinguo, per le affermazioni capziose: non resta che “far torto o patirlo”. Ferrero non può tradire certi principi: se sosterrà il nefasto programma del capocomico bolognese, calpesterà secoli di storia di una comunità che, pur tra settarismi e contraddizioni, difese la propria dignità ed indipendenza a costo della vita e del carcere. Pertanto Ferrero dovrebbe solo dimettersi e mandare a spigolare la masnada del governo.
Dovremo concludere che la “politica” oggi corromperebbe anche il console Fabrizio?
25 febbraio, 2007
Vinti a Vicenza?
Il presente testo, scritto prima della morte e resurrezione del governo prodi, non vuole essere irrispettoso nei confronti di chi ha manifestato a Vicenza, ma una constatazione di quanto, senza la conoscenza dei retroscena, le proteste siano inutili.24 febbraio, 2007
Illusioni
Dalle pietre non si può cavare il sangue (L. Pirandello)Gli Stoici insegnavano che la virtù non s’insegna. Se intendiamo per “virtù” quell’insieme di valori che rendono un uomo (vir) consapevole della sua vera natura, magnanimo, fedele ad una legge interiore di moralità, dobbiamo constatare che essa è una qualità assai rara.
Spesso mi chiedo per quale motivo la “civiltà” sia precipitata a livelli così infimi: una possibile risposta è data dalla conclusione che gli uomini non sono tutti uguali. Gli hollow men, la stragrande maggioranza, hanno sempre menato la frusta e tuttora lo fanno. La differenza fra viri ed uomini vuoti è qualitativa: alcune persone possiedono un quid che altre non hanno. È per questo motivo che l’esempio, gli insegnamenti, la cultura, l’educazione ed anche la coercizione sono del tutto inutili nei confronti di certi omiciattoli riottosi e stupidi. L’esortazione al rispetto altrui, all’amore, al senso di giustizia sono vani conati: le stesse parole (amore, fraternità, giustizia, solidarietà…) sono per loro vuote. Accettiamo che gli uomini non sono tutti uguali. Moltissimi resteranno come “porci in brago”, mentre gli “spiriti magni” ora dileggiati ed incompresi, saranno un giorno onusti di gloria.
Non esiste alcuna legge che possa migliorare un uomo corrotto o ignorante: anzi la legge è la dimostrazione che quasi tutti sono inclini all’iniquità, altrimenti essa non esisterebbe, come ci insegna Schopenauer. I “tribunali e le are” di foscoliana memoria, lungi dall’essere un segno di civiltà, sono la riprova che gli uomini devono essere obbligati a rispettare norme e principi del tutto estranei alla loro turpe natura, se si vuole creare una situazione appena accettabile.
Purtroppo “tribunali ed are” si sono rivelati rimedi peggiori del male: la giustizia è, infatti, amministrata da loschi figuri e la religione è la morsa che stritola la coscienza o l’anestetico che la addormenta affinché il clero possa impunemente delinquere e spadroneggiare.
Quante volte facciamo appello al senso di solidarietà, all’umanità, alla coscienza! Come possiamo, però, essere uditi da chi non ha orecchie? Come possono vedere esseri senza occhi? Come possiamo pensare di smuovere le coscienze, se moltissimi uomini non hanno alcuna coscienza, non hanno – direbbe qualcuno di mia conoscenza – Anima?
Mi pare esemplare il caso di quegli esaltati ammiratori di Attivissimo: è noto che costui, in modo del tutto improvvido e con infinita incompetenza, ha deciso di dedicare, un suo intervento allo scottante problema delle scie chimiche. Orbene, egli, da stolido pseudo-aristotelico, ha solo riportato gli spassosi “studi” di un paio di siti attivi nella più bieca e sfacciata disinformazione, per tentare di avvalorare le sue fantasiose e corrive teorie. Tutto ciò, però, non deve sorprendere: Attivissimo è il Sinone di turno che viene mandato a bandire menzogne in cui il volgo, che vuole essere tranquillizzato, crede. Non incombe alcun pericolo, come il cavallo degli Achei non è un’insidia, ma veramente un dono per la dea Atena. La mala fede di Attivissimo è palmare, indiscutibile, tetragona. Come giudicare, però, tutti i suoi acritici sostenitori? Essi non sono al servizio di agenzie di disinformazione, ma, con toni assai più sprezzanti, feroci ed aspri rispetto a quelli del loro domatore, si avventano contro chiunque osi contestare la VERITA’ dispensata dall’idolo disinformatico. Costoro sono persone senza coscienza, poiché, etimologicamente, non sono consapevoli di loro stessi come individui, come esseri senzienti, avendo rinunciato alla loro autonomia di pensiero, per delegare ogni residua capacità di elaborare pur primitivi concetti al loro dio. Essi assomigliano, nella loro fanatica devozione, a quelle intere generazioni di Tedeschi che avevano consegnato la loro identità al Fuhrer. Quando parlavano, quando agivano, quando pensavano, Hitler parlava, agiva, pensava per loro. Erano ossessi posseduti da un altro ossesso.
Decidere di rivolgersi a certe persone è fiato sprecato, è seme che cade tra gli spini o sulla strada o sul terreno infecondo. Essi non capiscono, non perché non vogliano capire – la volontà è prerogativa di uomini che hanno preservato un briciolo di libertà -, ma perché non possono: sono, infatti, involucri vuoti, automi che funzionano finché una qualche forma di energia permette loro di muoversi e di spiccicare un paio di fonemi che non scaturiscono dal cervello, dalla mente o dal cuore, ma da un programma (dis)informatico.
A chi possiamo dunque indirizzare un messaggio? Onde comunicare non significhi soltanto udire l’eco delle proprie parole, è bene scegliere dei destinatari suscettibili di un’elevazione, in cui esista già in potenza una capacità di recepire. Cerchiamo di non scoraggiarci, ancorché il numero di questi destinatari sia molto molto esiguo.
Dobbiamo riconoscere che l’amore, la giustizia, la fratellanza universali sono illusioni: come le illusioni leopardiane nascondono l’arido vero e, fin tanto che non siamo consci del loro carattere ingannevole, spingono all’azione. Se non sono illusioni sempre e comunque, è fallace sperare che esse possano fecondare l’umanità e rigenerarla, anche perché esiste nella storia un percorso fatale, per quanto incomprensibile ad uno sguardo esteriore.
Come dice una profezia della tribù Hopi, “Nel tempo della purificazione, si vedranno ragnatele nel cielo”. Forse questi eventi funesti e mostruosi appartengono ad un disegno imponderabile e sono un modo per discernere gli uomini dai ciandala. Lo affermo, senza esprimere disprezzo per i ciandala, cui sono riservate altre dolorissime, spaventevoli prove, in questa ed in altre dimensioni, affinché evolvano. Se, invece, non sono neppure ciandala, ma mummie, nel giorno della purificazione, prossimo o lontano che sia, saranno bruciate e, dissoltisi i miasmi sprigionatisi dalle bende, di loro non resterà neppure un vago ricordo.
23 febbraio, 2007
La torre di Babele (articolo di Franco Monti)
Fin dalla più remota antichità storica l'uomo ha sempre cercato di dominare l'uomo a suo danno.Da che mondo è mondo i popoli soggiacciono al potere onnipotente di altri uomini loro simili, in molti casi proprio da loro scelti ed in altri in cui il potere è stato preso con l'inganno e la forza.
In ogni caso il risultato è sempre lo stesso: ingiustizie, frodi, oppressioni, povertà, guerre, morte, ecc. ma si continua a ricercare sempre nella stessa direzione una soluzione finale e duratura sperando che altri uomini siano diversi dai precedenti. Ora tutti noi sappiamo che la natura umana tende sempre alla speranza, a un cambiamento che realizzi i sogni di ogni singolo componente della varia umanità e può essere bello e giusto sperare in un cambiamento della classe dirigente, ma i fatti sotto gli occhi di tutto il mondo dovrebbero ormai convincerci che questo non accadrà mai fino a quando non decideremo di liberarci dal giogo oppressivo che noi stessi abbiamo scelto e di cui poi ci lamentiamo tutti. Ricordate il proverbio: “Sbagliare è umano, ma perseverare è diabolico...”?
Dopo millenni di governi umani di tutti i tipi e per tutti i gusti, di guerre, rivoluzioni, cambiamenti epocali, ci ritroviamo nonostante tutto sempre dalla padella nella brace e la nostra cecità ci impedisce di vedere oltre le convenzioni comuni accettate da secoli che ci debba essere per forza e sempre qualche uomo o gruppo dirigente “illuminato” che decide ciò che è bene o male per noi tutti, annullando di fatto la coscienza personale dell'individuo e quella collettiva dei popoli. Questo annullamento ed annichilimento delle coscienze è qualcosa di diabolico che rende l'essere umano simile alla macchina e lo induce a vivere una parvenza di vita cristallizzata all'interno di un bozzolo che entra in contatto con gli altri e il mondo esterno solo per soddisfare i propri desideri egoistici. Infatti come può un essere umano vivere e donare tutto ciò che è e che ha, ai fratelli della propria razza umana, se non sa più percepire entro sé stesso ciò che è bene e ciò che è male tramite proprio la sua coscienza addestrata da millenni di scelte errate e/o giuste nonché dai saggi di tutte le epoche che ci hanno lasciato le indicazioni per sensibilizzare la nostra coscienza in maniera da farla vibrare con la bellezza e l'amore della natura e dell'universo?
Scriveva H. D. Thoreau: “Il governo, che è soltanto la forma nella quale il popolo ha scelto di esercitare la propria volontà, è allo stesso tempo suscettibile di abusi e di deviazioni, prima ancora che il popolo stesso possa agire mediante esso”, e ancora, “in questo modo i governi mostrano come sia facile che gli uomini si lascino ingannare, persino che essi stessi si autoingannino, per proprio vantaggio. E' notevole, dobbiamo tutti ammetterlo: tuttavia questo governo, da parte sua, non ha mai portato avanti nessuna impresa con la stessa alacrità con la quale è venuto meno ai suoi compiti. Esso non mantiene libero il paese [dalla paura e dalla manipolazione mentale addotta da stili di vita e comportamenti propagandati dagli strumenti monopolizzati – ndr]. Esso non educa le coscienze. Esso non fornisce vera istruzione. E' il carattere innato del popolo [gabbato e ignorante - ndr] che ha ottenuto tutto quello che è stato ottenuto; ed avrebbe fatto qualcosa di più, se il governo non si fosse talvolta messo in mezzo”.
Tuttavia il popolo deve avere un qualche complicato macchinario e deve poterne sentire il rumore per soddisfare la sua idea di governo e da questo ingegnoso e terribile macchinario esso stesso viene schiacciato. Siamo schiavi di noi stessi ed abbiamo ceduto la coscienza, di cui il nostro Creatore ci ha dotato per essere veramente uomini liberi, alla legislazione di altri uomini che, esercitandola per nostro conto e con il nostro servile benestare decidono della ricchezza, della povertà, della libertà, della vita e della morte del mondo intero. Il risultato evidente e naturale dell'annullamento della coscienza è che vediamo uomini-soldati che marciano verso gli orrori e le guerre per pianure e vallate, contro la propria volontà [a parte gli esaltati posseduti mentalmente dal male – ndr], contro il proprio buon senso, contro la propria coscienza, che rende faticosa la marcia e produce palpitazioni ad ogni passo.
Nella maggior parte di questi non c'è alcun libero esercizio della facoltà di giudizio o del senso morale; invece essi si mettono allo stesso livello delle pietre e del silicio, e forse si possono fabbricare uomini di silicio che serviranno altrettanto bene allo scopo. Inoltre questi avendo la coscienza soffocata da coltri di immondizia materialistica e falsa spiritualità raramente sono in grado di fare distinzioni etiche e morali, sono pronti a servire nello stesso tempo il diavolo e Dio.
Quindi dovrebbe un essere umano - libero ed equilibrato dotato di coscienza e amore per tutto ciò che lo circonda - anche solo per un momento, od in minima parte affidare sempre la propria coscienza al governo legislatore? Perché mai allora ogni uomo ha una coscienza? A cosa serve la coscienza, se non la sappiamo, vogliamo o possiamo usare? A cosa servono milioni di regolamenti e leggi?
Può un uomo o una donna che esprimono questo sentimento verso tutti e tutto con piena coscienza e responsabilità divenire il traditore, il bugiardo, il ladro, l'usurpatore, lo spacciatore, lo strozzino, il calunniatore, il defraudatore, l'assassino ecc., del suo fratello umano? NO! Perché se la coscienza viene mantenuta viva e addestrata dal principio dell'Amore nessun uomo, governo, legge, imposizione, manipolazione mentale, induzione o seduzione potrebbe spingere questo uomo o donna contro questo principio vivo e inscritto nel DNA. Perlomeno sarebbe molto molto più difficile di quanto non accada oggi con le coscienze tramortite e addormentate da droghe tecnologiche, chimiche, mediatiche, psicotroniche e legislative. Svegliarsi all'Amore è il primo passo verso una vera incredibile e universale rivoluzione. Ma non bastano le parole: servono le azioni! Che non sono quelle propagandate dai media come mandare un s.m.s. o un piccolo contributo ad un'associazione o fondazione spesso di proprietà proprio dei ricchi e potenti della terra che facendovi vedere qualche bella immagine in TV vi fanno credere che i vostri contributi sono ben utilizzati. Andateci voi stessi a verificare in quei posti e vi passerà la voglia di sopprimere la vostra coscienza con un s.m.s. E' tempo di SVEGLIARSI e di cambiare veramente!
L'azione in base ad un principio – la percezione e l'attuazione dell'Amore – cambia le cose ed i rapporti; essa è essenzialmente rivoluzionaria e non si concilia con niente che esisteva prima ed esiste oggi. Siamo abituati dalle convenzioni a dire che la massa degli uomini è impreparata come lo era duemila anni fa, ma è vero? Ne siete sicuri? Su cosa basate la vostra percezione degli altri e della realtà? Sulle notizie che arrivano da TV, giornali, radio e magari Internet?
Il cambiamento in meglio è lento, ma non è tanto importante che gli altri siano “BUONI” esattamente come te, quanto il fatto che esista in TE e da qualche parte nell'universo qualcosa di buono in assoluto. POICHÉ QUESTO INFLUENZERÀ L'INTERA MASSA.
Un uomo saggio sarà utile soltanto come uomo e non si sottometterà ad essere “argilla” né “ad otturare un buco per non far entrare il vento”, ma lascerà questo compito alle sue ceneri. (H. D. Thoreau)
22 febbraio, 2007
La televisione della crudeltà
La R.A.I., la rete televisiva “pubblica” non smette mai di stupire con freschi, mirabolanti programmi. Il palinsesto è ognora rinnovato per attrarre nuovi telespettatori e per illustrare le numerose sfaccettature della realtà politica, sociale, economica, culturale… In questo turbinio di trasmissioni bellissime ed intriganti, resta, simile all’asse che sostiene il cosmo, il programma di Piero Angela, spesso coadiuvato dall’inclito rampollo, Alberto. Mi riferisco all’istituzione denominata iperbolicamente Superquark.
Qualche sera fa, Pirlangela ha riproposto un didascalico documentario su Napoleone. Quello che mi ha colpito non è stata la convenzionalità e la superficialità rasentante l’ignoranza, con cui era illustrato il tema: siamo abituati a questo sfoggio di banali nozioncine gabellate per cultura. Mi ha, invece, impressionato un aspetto che la dice lunga su certi personaggi. Essi sembrano solo dei noiosi divulgatori o dei grigi docenti, che, in tetro liceo dell’età umbertina, ripetono pedestri lezioni. Questa è, appunto, solo apparenza.
Ho osservato Pierino mentre spiegava come i chirurghi dell’età napoleonica medicavano i feriti, amputavano loro gli arti. Ho osservato Pierino, quando si soffermava sulle dolorissime operazioni compiute su soldati costretti a combattere ed a farsi massacrare da generali criminali.
Mentre Pierino illustrava le operazioni chirurgiche ed esibiva gli strumenti impiegati, il suo volto cadaverico veniva irrorato da un flusso di sangue, gli occhi spenti si illuminavano di un bagliore sinistro, demoniaco. Tuttavia, il conduttore ha raggiunto l’acme del compiacimento, allorquando il chirurgo, invitato dall’anfitrione a chiarire l’uso dei rudimentali strumenti, ha indugiato su particolari grandguignoleschi. Allora è sembrato che, per qualche istante, la mummia Angela fosse percorsa da una scarica vitale, in un sussulto di sadica voluttà.
Altro che programma tedioso e paludato! Quello di Angela è un teatro della crudeltà degno di Artaud. Se di paludamenti si tratta, sono paludamenti sotto cui si nascondono le sembianze di un marchese di settecentesca memoria.
21 febbraio, 2007
Monstrum horrendum, informe, ingens
Absit iniuria verbis.Gli stati sono stabiliti e rafforzati dall’errore, distrutti dalla verità. (G. Leopardi)
Come abbiamo potuto consentire che lo stato divenisse questo monstrum horrendum che è ora? Come è possibile che lo stato abbia acquisito questo immenso potere, con il monopolio della violenza, della fiscalità e dell’amministrazione della “giustizia”?
Carceri, manicomi, caserme, palazzi dei ministeri… non sono edifici, non sono luoghi: essi sono la materializzazione di un potere abominevole ed iniquo. Lo stato di natura è un’illusione, ma quanto è preferibile a questo ingranaggio kafkiano che tutto stritola! Le forze dell’”ordine” sono legioni luciferine, i magistrati sono demoni togati, gli “uomini” di governo fetide mummie…
La “giustizia” difende ed appoggia i criminali, mentre i cittadini comuni sono vessati, privati delle loro ultime libertà, controllati da telecamere installate dappertutto, da microprocessori sottocutanei e da mille altri sistemi letteralmente diabolici. La medicina di stato avvelena ed uccide. Il sistema “educativo” lobotomizza intere generazioni di bambini e di adolescenti. Addirittura abbiamo delegato al Leviatano la nostra stessa vita: in molte nazioni il codice penale contempla la pena di morte. Tutto ciò in cambio di che cosa? Di una presunta, immaginaria sicurezza: ma chi minaccia ognora la nostra sicurezza e la nostra salute, con la sua inettitudine e la sua condotta criminale, se non lo stato? Non è paradossale che per ottenere un po’ di sicurezza, la si metta a repentaglio, proprio nel momento in cui si crede di averla conseguita?
Perciò si sciolgano le forze dell’”ordine”, non si indicano più elezioni, si abolisca l’esercito, efferato strumento di morte, si esautorino tutte le istituzioni sia laiche sia ecclesiastiche, non si dia alcuna fiducia agli araldi dei potenti.
Regnare nolo, liber ut non sim mihi, Meglio non regnare, piuttosto che perdere la libertà, ci ammonisce Fedro.
Nota: l'immagine mostra un'opera di Heartfield, artista della Nuova oggettività tedesca. La didascalia dice: "La guerra ed i cadaveri, l'ultima speranza del Reich"
20 febbraio, 2007
Paradigmi
Recentemente il Professor Corrado Malanga ha pubblicato un altro articolo Una revisione della realtà, ovvero gli asini volano? Lo studio testimonia come ormai molti capisaldi della Weltanschauung scientifica tradizionale stiano per diventare obsoleti. Malanga è uno dei pochi intellettuali italiani che ha saputo, si condividano o no le sue teorie, evidenziare i limiti epistemologici della cultura scientifica per rivalutare il sapere tradizionale e per creare i presupposti di una sintesi tra scienza e filosofia.
È notevole che, nel suo ultimo studio, egli, per esporre e spiegare le ipotesi interpretative, non senta la necessità di ricorrere a formule, matrici ed equazioni, proprio perché egli individua nel mito della misurabilità di ogni fenomeno uno dei maggiori limiti dell’approccio scientifico imperante. Senza rinunciare alle acquisizioni delle discipline sperimentali, soprattutto della fisica quantistica che, tra le varie declinazioni del sapere scientifico contemporaneo, sembra essere quella che maggiormente rende la complessità e la contraddittorietà intrinseca del mondo, lo studioso ha il coraggio di spostare il baricentro delle indagini, privilegiando il versante della coscienza (reale) rispetto a quello della materia-energia (virtuale).
Non mi pronuncio sulla validità della teoria elaborata da Malanga e dal suo collega Pederzoli, definita dell’universo tetraedrico, che comunque è fondata su una serie di elementi piuttosto significativi, poiché non sono in grado né di illustrarla in modo compiuto né di discuterla. Vorrei, invece, soffermarmi sull’iter epistemologico che sottende tale teoria. È un percorso che implica la capacità di mettere in discussione tutto un consolidato orientamento empirico che ormai sembra avere i giorni contati. Malanga riesce a distinguere tra ambito esperienziale ed un altro, più profondo, direi ontologico, in cui il principio aristotelico di non contraddizione non vale più. Non era stata già la fisica quantistica nel momento in cui osservò il dualismo onda-particella ed il principio di non-località ad incrinare, anzi a minare il modello aristotelico del terzo escluso?
È questo uno iato rispetto al paradigma precedente: è il filosofo della scienza Feyerabend a capire che la conoscenza procede attraverso discontinuità, in modo discreto come… i quanti. Un’altra credenza scientifica ormai destinata a tramontare è quella dell’oggettività: non esiste un oggetto assoluto (nel senso di svincolato) che possa essere studiato, senza che il soggetto influisca in qualche modo su esso. È il noto principio di indeterminazione di Heisenberg, ma per Malanga è qualcosa di più (se interpreto correttamente il pensiero del ricercatore), poiché non è solo un influsso sul fenomeno, ma quasi una sua modellazione.
Alcuni di questi concetti ormai nel XXI secolo dovrebbero essere acquisiti, non dico dall’uomo della strada, ma almeno da coloro che si occupano di certi temi, dagli specialisti. Eppure ciò non accade: i criteri di un empirico metodo empirico vengono applicati in modo indiscriminato e spesso superficiale, anzi con disonestà, per distinguere tra “scienza” e “superstizione”. Sono le rigide ed aprioristiche regole adottate dal C.I.C.A.P. e dai loro goffi, incompetenti imitatori, canoni ancora incentrati su un meccanicismo ingenuo di tipo ottocentesco che, se in alcune circostanze, può essere utile, si rivela in parecchi casi sterile, in quanto astratto. Se costoro capissero che alcune situazioni non sono sempre e comunque riproducibili in laboratorio, che i protocolli rischiano di essere degli schemi angusti, non ciancerebbero in continuazione di metodo e di verifica sperimentale.
In questi ultimi anni, fisici e cosmologi hanno cominciato ad interessarsi ed a riscoprire argomenti considerati tabù, come la cimatica, l'etere, le dimensioni astrali: non sappiamo quali conoscenze, prima o dopo, saranno via via introdotte nel nostro sistema culturale, ma sappiamo che sarà inevitabile una dolorosa frattura. Dovremo rinunciare a molti nostri pre-giudizi.
Come ama ripetere un mio amico: “Per apprendere, bisogna disimparare”, anche se a volte penso che forse sarebbe meglio non apprendere alcunché.
19 febbraio, 2007
Ad immagine e somiglianza
Infinitus est numerus stultorum. (Seneca) E’ proprio vero il passo della Bibbia laddove l’autore afferma che l’uomo (adam) fu creato ad immagine e somiglianza degli elohim, termine che, in mancanza di una traduzione migliore, si può rendere con “dèi”. In effetti questi “dèi” litigiosi, invidiosi, crudeli ed egocentrici assomigliano moltissimo alla specie definita in modo antifrastico homo “sapiens sapiens”.
Uomo, humus, fango, un fango da cui, però, possono nascere solo piante velenose.
17 febbraio, 2007
La Sindone: un inganno? (seconda parte)
Preciso che il presente testo non ambisce ad essere esaustivo: si tratta, infatti, solo di uno stimolo per una riflessione. Fonti:
Leggi qui la prima parte.


