31 dicembre, 2005

Lenticchie, cotechino e... terrorismo

Tra poche ore, l’uomo del colle, con i consueti modi paternalistici ed untuosi, da conte zio di manzoniana memoria, ci torturerà con il suo messaggio agli Italiani a reti unificate. Il suo discorso sarà come il pranzo dell’ultimo dell’anno di cui si conosce in anticipo il menu. Già possiamo “pregustare” le solite insipide e vomitevoli pietanze ammannite da questo cuoco senza fantasia: un antipasto a base di logori luoghi comuni; un primo condito con la salsa di valori della nazione o, meglio, della patria; un secondo insaporito con un’esortazione all’ottimismo; un contorno di rievocazioni dei “successi” della politica italiana; un dolce di zuccherosi, falsi auguri per un felice anno nuovo.

Per digerire un amaro e l’amaro - si sa - è il terrorismo: la magistratura e le forze dell’ordine si stanno adoperando per combattere il terrorismo, ma purtroppo le cellule di kamikaze proliferano e questi scellerati islamici, godendo del sostegno di qualche imam, sono difficili da stanare. Non bisogna pertanto abbassare la guardia e lottare contro questa terribile minaccia per le “democrazie” occidentali.

Che bel discorso! Molto originale e profondo! Chi gliel’avrà scritto? Non sarà stato per caso quel “tedesco lurco” che si vede spesso in giro con un mitra, pardon una mitra?

Di fronte a riflessioni così insulse e banali sulla realtà che ci circonda, due sono le conclusioni possibili: o l’uomo del colle è l’incarnazione del vuoto assoluto oppure, ipotesi più probabile, è un altro sepolcro imbiancato, le cui parole non contengono mai neppure una verità, tanto meno quelle sul terrorismo.

Terrorismo? Questa parola non vi evoca una sigla? Per esempio, AL… CIADA…

Buon anno.

1 commento:

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