04 marzo, 2008

Dalla neo-lingua alla non-lingua

In questi ultimi tempi sono invalse alcune parole ed espressioni che denotano l'imbarbarimento della lingua e, nel contempo, come causa-conseguenza, una distruzione della cultura, intesa soprattutto come anelito alla ricerca libera. E' una distruzione forse addirittura più grave di quella perpetrata nel romanzo 1984 con la neo-lingua. Emblematico di questo scadimento è la diffusione di termini come "bufala", nel senso di "fandonia", di notizia destituita di fondamento, o di "tarocco", col significato di "falso", contraffatto", di "farlocco", "fuffa" etc.

Non mi interessa comprendere quali siano stati i passaggi semantici che hanno portato i suddetti vocaboli ad assumere tali sfumature semantiche. Mi pare, invece, che debbano suscitare infinita ripugnanza i parti mostruosi generati da questi monstra linguistici: così ora qualcuno scrive "prova sbufalata", o merce "taroccata" o "taroccamento" dei fatti etc. Chi usa ed abusa di questi abominevoli neologismi non solo dimostra di seguire la corrente torbida di questa pseudolingua, ma di avere una mente del tutto atrofizzata, con un paio di sinapsi al massimo da cui proviene un numero limitatissimo di concetti.

Se è vero, come è vero, che ad una gamma ristretta di vocaboli corrisponde una sfera esigua di idee, come potremo valutare le capacità cognitive di coloro i cui testi ruotano attorno ad una manciata di sintagmi dozzinali, inespressivi e massificati? Tralascio qui le riflessioni sul progetto perseguito con successo dai vari ministri della pubblica ignoranza che, con le loro scellerate riforme ed iniziative, sono riusciti ad affossare la scuola e, col concorso fondamentale dei media (riviste della scienza spazzatura incluse), hanno trasformato l'idioma di Dante in un borborigmo. Affossare la lingua significa obnubilare le menti, renderle spugne mollicce atte a ricevere contenuti insulsi, messaggi distorti, slogans pubblicitari, i vuoti proclami della propaganda imperiale.

La folle devastazione degli ambienti naturali con il connesso sterminio di popoli portatori di culture antichissime e venerande, radicate in lingue il cui cuore pulsava di una vita antica, primigenia, (penso, ad esempio, ai nativi americani) è lo strumento per appiattire la natura umana, per piallarla, renderla uniforme e grigia.


Che la lingua si sia impoverita sotto il profilo quantitativo è innegabile, ma ancora più allarmante di tale depauperamento è la sua riduzione a struttura bidimensionale, scevra di rapporti etimologici, svelta dalle sue radici storiche, mitiche, ancestrali. Le parole perdono tridimensionalità, echi, prospettive e lo stesso ragionamento si rattrappisce, si anchilosa.

Basta confrontare la dialettica dei filosofi greci e dello stesso pur non di rado superficiale Cicerone con i balbettii di Eco, Cardini, Cacciari, Scalfari etc. per rendersi conto della distanza abissale: nel migliore dei casi il pensiero profondo è ormai soppiantato da un "pensiero" complicato, cerebrale, involuto.

Qui taccio dei sedicenti "cacciatori di bufale", solo rammentando che nella lingua è comunque sottesa una profonda giustizia. Essa si vendica, perché nomen est omen, "il nome è presagio": così costoro potrebbero, invece, di scombiccherare fogli su fogli, dedicarsi all'allevamento di bufale o anche di porci, sempre che questi animali, assai più intelligenti dei pennivendoli, superando un comprensibilissimo ribrezzo, inevitabile in chi sfiora questi ciandala, non decidano di allontanarli con qualche calcio ben assestato.

12 commenti:

  1. potremmo chiamarli "piattabitanti" come neologismo sembra soddisfacente.

    ho fatto un giro su il blog di alessio, che ha pubblicato alcuni post sulle scie, sembra sia stato addirittura minacciato...? c'è qualcuno che nei commenti inserisce dei link a un particolare sito e blog, costui si chiama paolo...chi sarà? :)

    avete molta corrente contraria e incattivita
    ...per questo mi sa che siete sulla strada giusta.
    avanti e armati di pazienza, per tutto c'è un tempo fissato da Dio.

    ciao caro Zret

    un abbraccio nella luce, Dio è ancora sul Trono
    Giona

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  2. Carissimo Giona, ben vengano neologismi ironici e sapidi, come il tuo o "sciacondensisti".

    Ora mi sfugge chi sia Alessio. Che minaccino pure: dopo un po' si stancheranno. Gutta cavat lapidem.
    Noi non ci spezziamo né ci pieghiamo.

    Ciao e grazie.

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  3. Ciao Zret,
    come hai giustamente sottolineato nell'articolo, l'involuzione della lingua incombe; di questi tempi mi stupisco di sentire coniugare un congiuntivo correttamente: in TV, sui giornali, come in radio non si riscontra un uso decente dei modi verbali.
    Tutto sembra scivolare lentamente nell'abisso e al massimo la gente conosce un po' d'inglese, a mio parere la più povera lingua di cui ho conoscenza; altro che neolingua qui il processo è addirittura peggiore.
    Mi rendo conto che molta gente non riesce ad esprimersi in modo chiaro e ciò è un'evidenza di ciò che affermi, ovvero:

    "obnubilare le menti, renderle spugne mollicce atte a ricevere contenuti insulsi, messaggi distorti, slogans pubblicitari, i vuoti proclami della propaganda imperiale".

    Che dire d'altro? Per fortuna c'è ancora qualche barlume di coscienza... basterà o si spegnerà come un neon che già funziona male e ad intermittenza?
    Mi rallegra il fatto di poter condividere con te e gli altri amici alcune riflessioni.
    Un caro saluto, Nico

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  4. La strage del congiuntivo, Nico, � efferata. Rester� un barlume di coscienza, di linguaggio, di umanit� cultura, di natura? Lo spero vivamente.

    E' un infinito piacere colloquiare con te e con gli altri sodali.

    Ciao!

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  5. Ciao zret,l'imbarbarimento della lingua italiana riflette quello generale della società,è tardi per recuperare la nostra bella lingua!
    massacro di congiunivi? e gna gna gnu con la i? e sto con l'accento come pure po invece dell'apostrofo?
    i testi sono pieni di simili errori!
    ma tu parli di neologismi che dall'uso orale sono diventati d'uso scritto!
    c'è più immediatezza? maggior comunicazione? io la vedo così,anch'io non disdegno di usare termini dialettali come il mio frequente mo al posto di ora e 'sto al posto di questo...per non parlare delle virgole!
    sicuramente c'è povertà di vocabolario e mancata conoscenza di regole ortografiche e grammaticali...ma ormai è fatta!
    la lingua italiana è impegnativa già se la si conosce, figurarsi se non si sa neppure dove abiti!
    nessuno scriverebbe più in alcun blog o forum.......e questo è più negativo che l'uso di un pessimo italiano!
    finora non ho trovato nessuno alla tua altezza, pochissimi hanno il tuo dono!
    il blog di Alessio,vecchia conoscenza,l'ho appena visitato,lo merita!
    ciao
    angela

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  6. Angelotta, in realtà i "cacciatori di bufale", insieme con la lingua, hanno anche violentato la verità. Ciò non solo è grave, ma è imperdonabile. Passi l'ignoranza e ben venga un linguaggio corposo, sanguigno, sapido, ma non si possono stuprare l'idioma di Dante e la scienza come fa, ad esempio, il nostro comune amico assman.

    Ciao!

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  7. P.s. Perché non mi mandi l'indirizzo del blog di Alessio?

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  8. Zret!
    "il blog di alessio"
    si chiama così....
    ho postato circa le uova,vecchio post!
    trovata confezione al SUPERRRR market DI UOVA TUTTE A DUE TUORLIIII!
    mi è sembrata una mostruosità!
    e chiedo il perchè,anche se lo posso intuire.......
    le ho mangiate con la paura addosso!
    andrà a finire che farò come mia nonna,terrò una gallina sul balcone!
    ciaociao
    angela

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  9. Ciao Zret e tutti!
    Io non ho parole, condivido quello da te scritto e ti faccio i miei complimenti. Quando sono fuori e sento soprattutto i ragazzi parlare mi viene la pelle d'oca! a parte il fatto che il tono denota poca educazione ma soprattutto il loro vocabolario e' solo un grande turpiloquio.
    Fara' parte del piano impoverire la lingua per evitare alle persone di comunicare ed esternare le proprie emozioni?
    Un caro saluto a tutti!

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  10. le emozioni possono essere esternate anche con un semplice abbraccio.

    ricordo di un giorno che andai a trovare dei bambini sordociechi in un orfanotrofio dove vengono troppo spesso "parcheggiati" per egoismo, per il grande e costante impegno che serve per seguirli,
    l'unico modo che ebbi di comunicare con loro fu di prendergli le mani, accarezzarli e abbracciarli e baciarli. non ho mai visto in vita mia un sorriso più grande.

    non serve essere eruditi per dare amore, così come non basta essere ignoranti per non poterlo trasmettere

    un abbraccio nella luce, Dio è acora sul Trono
    Giona

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  11. Questo commento è stato eliminato dall'autore.

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  12. La neolingua ormai pervade la mente [di orwelliana memoria] della maggioranza dell'umanità (anche se alcune sacche resistono).
    Tutto parte dagli strumenti di regime, i MEDIA in PRIMA LINEA.. proprio gli stessi che poi producono redazionali che dileggiano il linguaggio dei giovani.. dei giovani..??

    Ma perchè gli "altri"..?? Sono tutti eruditi linguisti poliglotti?
    Mi sento spesso male quando sento dai "giornalisti" [?] dei TG le terminologie più astruse pomposamente evidenziate con gorgheggi e timbriche vocali da far accapponare la pelle anche ai polli.

    Non che io sia una "cima".. ma nemmeno vado al telegiornale.. e se lo facessi "almeno" mi preparerei prima. Ma siccome la Neolingua è "FUNZIONALE" alla programmazione della neo-coscienza dell'uomo.. tant'è..!!!

    Un caro e sincero abbraccio.

    #B O J S#

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