
Il Vesuvio s’adergeva nello spazio notturno. La galassia, stellata alluvione, sovrastava la vetta. Lontano, sulla distesa azzurra, sconfinata, fremevano le onde fra lacrime di luce. L’eco soave del canto intonato dalla casta Partenope ancora fluttuava fra i pini nodosi e le ginestre tenaci aggrappate ai fianchi della montagna.
Alcuni viandanti ascendevano la china, gli occhi volti al cielo. Attendevano forse che il firmamento si schiudesse per lasciar stillare la rugiada dell’infinito...
In testa all'articolo un olio di Nino D'Amore, intitolato "Vesuvio da Posillipo".
Alcuni viandanti ascendevano la china, gli occhi volti al cielo. Attendevano forse che il firmamento si schiudesse per lasciar stillare la rugiada dell’infinito...
In testa all'articolo un olio di Nino D'Amore, intitolato "Vesuvio da Posillipo".



Il resoconto di Servino è prezioso. L'autore del reportage si è imbattuto in fenomeni rilevanti: in primo luogo ha confermato la relazione tra chemtrails ed O.V.N.I., laddove nota che il caccia rilasciava una scia, mentre cercava di intercettare dei globi. Oltre al nesso, si deve riflettere su un interessante particolare. Ci chiediamo per quale motivo un apparecchio militare intervenga in uno scramble, generando una scia: è possibile che le sostanze disperse in atmosfera siano usate per danneggiare o neutralizzare delle sfere? Perché generare scie, in occasioni in cui è meglio che l'aereo non sia visto, trattandosi di operazioni militari su cui gli organi "competenti" preferiscono mantenere assoluto riserbo. Se le scie servissero talora a contrastare le sfere, in questi oggetti rutilanti dovremmo vedere non delle sonde di presunta origine aliena, piuttosto, come è stato congetturato da vari studiosi (