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18 aprile, 2016

Daìmon



Quante volte ci siamo chiesti quale strada imboccare nella vita! Credo – pazienza se ciò sembrerà banale - che potremo solo decidere di assecondare le nostre attitudini. L’importante è non violentare la propria natura. Seguire le proprie inclinazioni non significa né aver successo – se è quello cui si ambisce – né gratificazioni, anzi forse si andrà incontro a frustranti sconfitte, a cocenti disinganni, ma saranno nostri. Vivremo sulla nostra pelle, nella nostra carne la condanna e la benedizione di essere noi stessi, nessun altro. Forse perderemo tutto, ma conserveremo il nostro essere, l’anima. Altrimenti ci attende un futuro decoroso ma vuoto, una vita rispettabile, rispettabilmente borghese.

A volte siamo dubbiosi, irresoluti, incerti se ascoltare il nostro spirito più profondo o se basarci sui consigli degli altri, genitori, parenti, amici. A costo di inimicarceli, diamo retta al daìmon. Prima o poi capiranno.

Né dobbiamo pensare che solo l’adolescenza e la giovinezza siano le età delle scelte cruciali: tutta l’esistenza è un crocicchio, un susseguirsi di bivi.

È vero: la pubertà e la gioventù sono le fasi in cui le oscillazioni, i rimbalzi, le deviazioni s’intrecciano, il travaglio del giudizio sulla società si associa a quello sulla propria coscienza, mentre si delinea, si accresce e si esacerba la più terribile passione dell’esistenza: l’amore. Eppure tutta la vita è all’insegna della contraddizione. Con la maturità forse si conquista un po’ di distacco, ma la fiamma del dissidio interiore continua a bruciare e, dopo aver consumato il combustibile, brucia sé stessa.

Penso sia questa la verità e la verità brucia...

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APOCALISSI ALIENE: il libro

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