11 novembre, 2006

Nekya

Nella striscia di Gaza i Palestinesi sono massacrati ormai ogni giorno, ma questa carneficina passa ormai quasi inosservata: ogni tanto B 16 invoca, durante le sue sciatte omelie, la pace, tuttavia ovviamente non afferma mai la necessità del disarmo. Se non si combattessero tutte le guerre che insanguinano il pianeta, la Chiesa di Roma crollerebbe nell’arco di pochi mesi: i vescovi con la mitra ed il mitra si troverebbero di colpo senza denaro e senza potere. A chi venderebbe le armi il Vaticano?

Alcuni colgono nei discorsi del papa rosso (colore significativo) l’ipocrisia: non è solo ipocrisia. Colui, insieme con tutti gli adepti della sua setta cattoluciferina, si compiace segretamente delle stragi perpetrate dai suoi vili camerieri ebrei e vede come il fumo negli occhi la concordia e la fratellanza tra i popoli. Le carneficine sono vitali nell’ottica perversa degli Oscurati: non solo, infatti, alimentano l’economia e creano uno stato di perenne terrore nelle masse in questo modo più facilmente manipolabili, ma fungono anche da cruenti riti, da liturgie sanguinarie in onore di dèi delle tenebre. Esistono energie negative del cui nutrimento i signori della terra sono avidi, come le ombre evocate da Odisseo nella Nekya. Le anime dei defunti si accalcano attorno alla pozza di sangue degli animali sacrificati dall’eroe. Dopo aver bevuto il sangue delle vittime, le pallide ombre recuperano una parvenza di vita. Se si comprendono gli aspetti simbolici e rituali degli eventi, si comincia ad intuire veramente il senso, anzi il nonsenso delle cose.

Un’altra mattanza che non mi pare abbia suscitato nemmeno un brivido nella stragrande maggioranza delle persone, è l’uccisione di migliaia di germani reali che erano allevati a Principina: i volatili sono stati ferocemente eliminati, perché era stato individuato – così raccontano i menzogneri media del regime – il virus dell’influenza aviaria in alcuni esemplari. Ammesso che ciò sia vero, non si dimentichi che tale virus è stato messo a punto in laboratorio dai soliti noti per i loro turpi scopi, proprio come il virus dell’AIDS ed altri agenti patogeni. (1)

Poi molti si chiedono per quale motivo l’umanità non venga salvata: se si esclude una minoranza di persone intelligenti ed oneste, il resto dell’umanità è formato da scellerati o da idioti.

Quanti meritano veramente di essere salvati?


(1) Vedi Alessio Feltri, Virus, 2006

5 commenti:

  1. Ciao Zret. Ti voglio fare una domanda,non per provocazione,ma tu nonostanze sei aperto alla verità e alcune reali verità certamente le conosci ti senti libero?Cioè in uno stato di indipendenza bè ora scrivendolo non so spiegarlo ma io nonostanze tutto ancora non sento un certo senso di libertà che forse dovrebbe essere alimentato da un certo senso di indipendenza a sua volta alimentato dalla conoscenza della verità.Spero di esser stato chiaro.Ciao

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  2. Ciao Pedro, sai che cosa ti rispondo? Posso perché sono costretto, diceva Jaspers. Che cos'è la libertà? Un'illusione, un destino accettato, l'amor fati di Nietzsche, uno scopo? Non so. Ma procediamo: se non siamo liberi, forse lo dventeremo. Ciao.

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  3. Combattere per la libertà, anche se ci fa sentire come Don Chisciotte contro i mulini a vento, se non altro ci renderà migliori

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  4. ...a me viene da citare la frase
    del vangelo"lasciate che i morti seppelliscano i loro morti"
    non ci resta altro.......
    sono sicura che mi hai capito perfettamente.......
    Angela

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