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16 novembre, 2014

Che cosa si nasconde dietro la simbologia dello star system?


N.B. Il presente articolo è nato da un dialogo con l’amico Corrado Penna. Esso costituisce una prolusione ed una sorta di dittico con Cosa si nasconde dietro il satanismo?

E’ ormai quasi una moda scovare i simboli riferibili ai cosiddetti “Illuminati” (meglio Fulminati) nei video musicali, nelle produzioni televisive e cinematografiche, nella pubblicità... Molti si chiedono che significato assuma l’ostentazione di codesti segni (piramidi, occhi onniveggenti, pentacoli etc.), se attestino l’appartenenza di cantanti, attori, registi a sette “esoteriche” o addirittura al satanismo.

Che molti protagonisti usino immagini riconducibili al milieu degli Oscurati è indiscutibile; quanto costoro siano consci dei significati occulti e soprattutto dei fini perseguiti dalle élites è arduo da stabilire. Credo che spesso siamo al cospetto di immagini kitsch. E’ possibile che molti idoli delle masse abbiano stipulato degli accordi con potenti impresari per ottenere denaro e successo (un successo molto effimero e pagato a caro prezzo) in cambio dell’accettazione a veicolare messaggi ed emblemi sinistri. Sono quindi patti con produttori più che con il diavolo. Testimoniano la facilità con cui interpreti, a volte non privi di qualche talento, possano essere corrotti affinché diventino i portavoce degli Ottenebrati.

Si tende forse a sopravvalutare questo bric-à-brac, poiché il vero satanismo sembra annidarsi altrove. In primo luogo le immagini in esame non sono quasi mai diaboliche, ma tradizionali (persino diffuse nel Cattolicesimo), anche se piegate a trasmettere disvalori. Forse l’analisi ossessiva e meticolosa di video musicali e telefilm per enuclearne cifre tetre è uno stratagemma volto a distogliere l’attenzione dai problemi più scabrosi, dando l’impressione di criticare il sistema. Non a caso il buffone mascherato dedica molto tempo ed impegno alla disamina di questo tema per ignorare, ad esempio, la geoingegneria clandestina, quando non si allinea con le menzogne dei negazionisti.

I gatekeepers si guardano bene dall’applicare la loro acuta ermeneutica a certi omicidi: in questo ambito l’esegesi potrebbe, invece, rivelare indizi di una ritualità che è l’ossessione di sinistre confraternite. Si pensi all’assassinio della povera Yara Gambirasio per la cui morte è stato incriminato Massimo Giuseppe Bossetti, il solito capro espiatorio dato in pasto ad un’opinione pubblica inferocita. Se, però, studiassimo certe circostanze, ci imbatteremmo nel sepolcro della sventurata adolescente: scopriremmo qualcosa di istruttivo...

Il satanismo dunque alberga in altri settori, in tutta quella zona tenebrosa di mercimoni in cui sono coinvolti personaggi insospettabili e, all’apparenza, integerrimi. Vero è che l’immaginario simbolico esibito dallo star system crea un clima, contribuisce a traviare le nuove generazioni che, insieme con la simbologia, tendono ad introiettare costumi trasgressivi e perversi. Tuttavia non ne esagereremmo l’influsso: i giornali ed i telegiornali sono molto più dannosi, poiché costruiscono un’aberrante visione del mondo con l’ufficialità delle loro bugie reiterate.

Considerata l’involuzione dell’attuale società, si dovrà ritenere, fatto salvo qualche caso eccezionale, la scuola lo strumento più pericoloso, sebbene l’”istruzione” non codifichi simboli. La scuola contemporanea, infatti, è il più formidabile, subdolo, pervasivo sistema di indottrinamento e di propaganda che sia mai stato ideato.

Spesso ci si pone un’altra domanda: l’ostilità della fazione “illuminata” nei confronti del Cristianesimo significa che gli Oscurati sono il male ed il Cristianesimo il bene? Non è agevole rispondere, soprattutto perché il termine Cristianesimo comprende una galassia variegata e contraddittoria di fenomeni religiosi e culturali. Stante la complessità del soggetto, rimandiamo perciò alcune riflessioni in merito ad un prossimo, eventuale articolo.

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APOCALISSI ALIENE: il libro

La squola della Gelmini - di Antonio Marcianò - Gemme scolastiche da collezionare

31 dicembre, 2013

La piramide di La Mana e la piramide del dollaro: continuità-discontinuità con il passato

La piramide di La Mana è un singolare manufatto rinvenuto nella foresta pluviale dell’Ecuador alcuni lustri addietro. E’ un oggetto litico sulla cui cuspide è incastonato un occhio. Al di sotto si allineano tredici gradini dove sono tracciati i mattoni. Sulla base si notano piccoli intarsi dorati che raffigurano la costellazione di Orione nonché un’epigrafe che il professor Kurt Schildmann, presidente della Società linguistica tedesca, ha tradotto nel modo seguente: “Il figlio del Creatore è in viaggio”. Esposto a luce ultravioletta, dall’occhio dell’artefatto si sprigiona un bagliore quasi fosforescente, mentre i gradini si accendono di riverberi azzurrognoli.

Il pensiero corre subito alla piramide effigiata sul dollaro: anch’essa ha tredici livelli e sul vertice è effigiato un occhio. Il disegno del solido con l’occhio onniveggente, rappresentato sulla banconota statunitense, fu creato dall’erudito gesuita Atanasius Kircher, come immagine di copertina del suo libro, Mundus subterraneus (1664-1678), ma evidentemente la concezione è molto più antica, anzi atavica.

La piramide di La Mana è un oggetto fuori contesto, poiché non è riconducibile alle culture pre-colombiane, laddove è descritta in varie tradizioni, tra cui quella che risale alla Confraternita del Serpente. Questa simbologia si reperisce nella Bibbia (il serpente di bronzo), nel mito, nell’alchimia, nell’araldica, nelle logge massoniche, nelle società segrete…

Lo studioso Diego Marin vede nel serpente una genealogia: “Alla fine degli anni ’60 del XX secolo, un documento di origine incerta, detto ‘Serpente rosso’ o ‘Le serpent rouge’, venne alla luce nella Biblioteca nazionale di Parigi. Conteneva le linee di sangue degli Illuminati, insieme con una pianta della Chiesa di St. Sulpice, il centro cattolico in cui si svolgevano studi di occultismo. I presunti autori dell’opera, Pierre Feugere, Louis Saint-Maxent e Gaston de Koker morirono tutti a distanza di ventiquattro’ore l’uno dall’altro, il 6 e 7 marzo 1967”.

Altri autori ritengono che il serpente adombri una stirpe di Rettili. E’ importante stabilire se in un remoto passato esistette un lignaggio non appartenente a Homo sapiens. E’ possibile che varie specie, Ominidi e no, vissero e convissero sulla Terra: alcune si estinsero, altre si mescolarono. Le indagini antropologiche, archeologiche e genetiche, sebbene disdegnate dalla “scienza” accademica”, hanno raccolto molti indizi a sostegno di una totale rivisitazione della storia. Sono indagini da cui emergerebbe che una categoria di Ominidi fu il risultato di ingegneria genetica, mentre altre ebbero diversa origine: a tale distinzione sembra alludere la Torah, quando indugia sui figli di Seth, contrapponendoli ai figli di Caino. È indubbio che, secondo il Pentateuco, non tutto il genere umano discende da un’unica coppia: quando Adamo ed Eva procrearono, esistevano già altre genti, come si arguisce, ad esempio, da Genesi, 4, 15, dove è spiegato che Dio impone un segno a Caino affinché egli non sia ucciso da chi lo avesse incontrato. Ora, è palese che non tutti gli abitanti della Terra sono nati da Adamo ed Eva, visto che Caino potrebbe imbattersi in altri uomini, una volta espulso dalla sua terra natia.

Disse Caino al Signore: "Troppo grande è la mia colpa per ottenere perdono. 14. Ecco, tu mi scacci oggi da questo suolo e dovrò nascondermi lontano da te; io sarò ramingo e fuggiasco sulla terra e chiunque mi incontrerà mi ucciderà". 15. Ma il Signore gli disse: "Ebbene, chiunque ucciderà Caino subirà la vendetta sette volte!". Il Signore impose a Caino un segno, perché nessuno, incontrandolo, lo colpisse. 16. Caino si allontanò dal Signore e abitò nella regione di Nod, a oriente di Eden”.

Se è rilevante tentare di comprendere quali specie si insediarono nei continenti del pianeta, è decisivo definire la natura della civiltà predominante i cui tratti intellettuali (nell’architettura soprattutto, ma anche nelle tecniche metallurgiche, nella cultura materiale, nella medicina, nell’immaginario simbolico etc.) si riscontrano ad ogni latitudine.

Fu una civiltà predatrice o evoluta sotto il profilo etico? Probabilmente dapprincipio fu una civiltà animata per lo più da princìpi nobili, ma, con il passare del tempo, prevalsero in essa i disvalori. Le classi dirigenti furono infiltrate da individui spregiudicati, avidi di potere che si fregiarono dei simboli appartenenti alle élites sagge: di quei simboli distorsero i significati. Questo spiega, ad esempio, perché l’occhio onniveggente, da immagine evocante la provvidenza del Creatore, si degradò ad icona di un potere perverso che tutto e tutti vuole controllare. E’ plausibile che la cosiddetta Fratellanza bianca, ossia un collegio di persone illuminate, tentò sin dall’inizio di opporsi alla tracotanza degli Oscurati, devoti al male e risoluti a dominare l’intero pianeta. Tuttavia la Fratellanza bianca, sempre più minacciata, fu costretta alla clandestinità: come gruppo iniziatico trasmise le sue conoscenze di generazione in generazione sino ad oggi. Come un rivolo la Sapienza ancestrale fluisce fino a questa età del ferro, ma pochi hanno sete della vera conoscenza e l’aridità dei tempi attuali rischia di disseccare l’esile ruscello.

Questa ricostruzione ipotetica potrebbe permetterci di superare l’antinomia che aduggia le monumentali realizzazioni dell’antica civiltà planetaria: da un lato sono opere che suscitano deferente ammirazione, dall’altro si avverte qualcosa di sinistro, pur nella maestosità. Si consideri il caso di Gobekli Tepe, in Turchia, il santuario che forse fu eretto da una progenie ormai incline al male, come indurrebbe a ritenere il suo collegamento con Orione. Orione di solito nei miti antichi per giungere fino all’ufologia contemporanea, è connesso ad influssi deleteri e ad esseri malvagi. Tra l’altro il complesso di Gobekli Tepe fu sotterrato, come se i suoi costruttori ad un certo punto avessero deciso di nascondere qualcosa che doveva restare segreto o di cui si vergognavano.

Infine un suggestivo manufatto come la piramide di La Mana, insieme con molte altre testimonianze, non solo ci sprona a rileggere le ere trascorse, ma ci porta ad interrogarci sulla continuità-discontinuità di una discendenza, sulle ramificazioni e tralignamenti, nell’attesa che – se ancora dispone della necessaria forza – il sodalizio dei giusti passi al contrattacco.

E' il nostro auspicio per il 2014.

Fonti:

M. Biglino, La Bibbia non è un libro sacro, 2013
F. Carotenuto, Il mistero della situazione internazionale, 2013
K. Dona e R. Habeck, La piramide di luce di La Mana
D. Marin, Il segreto degli Illuminati, 2013


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La squola della Gelmini - di Antonio Marcianò - Gemme scolastiche da collezionare

17 aprile, 2013

Lo strano suicidio di Cecilia Gatto Trocchi

Sit eis terra levis.

Cecilia Gatto Trocchi (Roma, 19 giugno 1939 – Roma, 11 luglio 2005) è stata un'etnologa italiana, scrittrice e docente di Antropologia culturale presso le Università di Chieti, Perugia e Roma. E’ stata anche direttrice dell'Osservatorio dei fenomeni magico-simbolici.

Ha pubblicato saggi concernenti le religioni, l’antropologia ed il fenomeno delle sette. Da scientista – lo scientismo è la più grave ipoteca sulla Scienza – la Gatto Trocchi si accostò al mondo variegato e contraddittorio dell’esoterismo con incredulità e degnazione. Per carpire i segreti di alcuni cenacoli, ella si affiliò ad essi, fingendo di essere interessata alle dottrine su cui si impernia il sapere iniziatico (o in certuni casi presunto tale).

Questa prassi condusse l’antropologa a scoperchiare il classico vaso di Pandora: l’universo dell’occultismo non era solo popolato da ciarlatani, ma anche da tenebrosi proseliti di sette molto influenti e nefande. La studiosa restò attonita, quando venne a sapere che i vertici di questi circoli sono occupati da personaggi “politici” di spicco, da intellettuali e da professionisti di fama. Sono individui che ostentano un razionalismo oltranzista: essi, però, dietro le quinte, si dedicano anima e corpo alla denigrata (a parole) magia.

L’esistenza della Gatto Trocchi fu funestata dall’immatura morte del figlio, Massimiliano Gatto, deceduto nel giugno del 2003 a causa di una leucemia fulminante, subito dopo essere uscito vivo da uno spaventoso incidente stradale. Si riferì che la studiosa era stata assalita da una forte sindrome depressiva dovuta alla scomparsa del figlio. Secondo la ricostruzione ufficiale dell'accaduto, la donna si sarebbe lanciata nel vuoto, stringendo in mano una fotografia dell’adorato Massimiliano. Abitava al primo piano e sarebbe salita fino al quinto, bloccando l'ascensore affinché nessuno potesse ostacolare la sua decisione fatale.

Quasi sempre si invoca la depressione per spiegare il suicidio di una persona, laddove la vera depressione rende abulici ed inerti. Certo, la morte del figlio fu un trauma atroce per la donna, una tragedia, come per qualsiasi madre. Alcuni particolari nondimeno inducono a dubitare che ella potesse aver deciso di togliersi la vita, piuttosto spingono a pensare che sia stata vittima (una delle tante purtroppo) di un assassinio mascherato da “insano gesto”.

Riflettiamo. L’incidente occorso al figlio, poi ammalatosi di leucemia, sembra il classico avvertimento per opera dei soliti noti, inoltre la tipologia del “suicidio” adombra un simbolismo, un monito cifrato: la Gatto Trocchi, che, anche per serendipità, aveva scoperto e rivelato alcuni inconfessabili arcana imperii, doveva essere punita, precipitandola al suolo. Era ascesa molto in alto: era necessario che ella tornasse in basso.

L’aspetto più eloquente del “suicidio” è, però, un altro: la data in cui avvenne, ossia il giorno, il fatidico 11 luglio del 2005. Pure il quinto piano da cui l’infelice si sarebbe gettata è allusivo: per Dante, ad esempio, il cinque è numero sinistro.

Alla Gatto Trocchi non valse la collaborazione con il cialtronesco C.I.C.A.P., non valsero il contegno “scettico”, l’affettata superiorità con cui guardò l’occultismo e tutto ciò che non è inscrivibile nella nostra “povera ragione”. Gli Oscurati non perdonano. Essi non hanno bisogno di armi convenzionali per uccidere. Questa ferale storia non proviene da un romanzo di Dan Brown.

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La squola della Gelmini - di Antonio Marcianò - Gemme scolastiche da collezionare

27 settembre, 2011

La Piramide del Potere

Vi sono due storie: la storia ufficiale, menzognera, che ci viene insegnata, la storia ad usum Delphini, e la storia segreta, dove si trovano le vere cause degli avvenimenti, una storia vergognosa”. (Honore de Balzac)

La Piramide del dollaro è differente dalle celebri ed enigmatiche costruzioni egizie. Fu Adam Weishaupt (Ingolstadt, 1748 - Gotha 1830) a sostituire al vertice della piramide il delta luminoso. Weishaupt, che aveva studiato in una scuola tenuta dai Gesuiti, dopo che nel 1773 papa Clemente XIV ebbe soppresso la Compagnia fondata da Ignazio de Loyola nel 1539, diventò professore di diritto canonico ad Ingolstadt. Il giorno 1 maggio del 1776 Weishaupt fondò l’Ordine dei Perfettibili, poi Illuminati: era una confraternita che si prefiggeva di diffondere la luce della ragione, per dissipare le tenebre del pregiudizio e della superstizione. Le idee sovversive di Weishaupt, nutrite di istanze massoniche, attirarono i sospetti di Karl Theodor, elettore di Baviera. La società di Weishaupt fu sciolta: egli dovette abbandonare la cattedra universitaria ed allontanarsi dalla Baviera.

Weishaupt definì l'occhio al vertice della piramide "The Insinuating Bretheren", ma nell'ambiente era conosciuto anche come "Occhio gnostico di Lucifero", o "Occhio Onniveggente". L’occhio onniveggente appare poco “umano”, poiché è attorniato da squame: gli Illuminati si consideravano i discendenti di un’antica specie rettile.

Il significato della Piramide del Potere incarna l'ambizione stessa della setta: la creazione di un governo mondiale guidato da una cerchia di iniziati. La Piramide riprodotta sul dollaro è formata da tredici piani. Sulla base figura la data MDCCLXXVI, ossia 1776, l’anno in cui fu fondato l’ordine e della dichiarazione d’indipendenza per opera degli Stati Uniti d’America.

Le tredici file di mattoni rappresentano le tredici fasi di tredici anni l'una che gli Illuminati avevano deciso di percorrere per conquistare l’egemonia mondiale. [1] Si comincia dalla fondazione per giungere sino al 1945, fine della Seconda guerra mondiale ed istituzione dell’O.N.U, potente braccio delle élites. Risalendo la piramide, anno per anno, nel 1945 si tange lo spazio che separa il corpo della piramide (simbolicamente la "Prima Era") dall'occhio. Tale iato coincide con una fase di ventisei anni (tredici e tredici) definita "Seconda Era" che principia nel 1945 e termina nel 1971. Si tocca così il Delta Luminoso, ovvero la "Terza Era". In progressione geometrica, questa è formata da tre lassi di tredici anni l'una (trentanove anni in tutto) dal 1971 al 2010. A questo punto, secondo i progetti degli Illuminati, nessuno sarebbe più in grado di sventare l’instaurazione del Nuovo ordine mondiale.

La Piramide del Potere è raffigurata sulla banconota da un dollaro a sinistra del Gran Sigillo. Qui sono riportati due motti: in basso "Novus Ordo Seclorum" (diciassette lettere) ed in alto "Annuis coeptis (tredici grafemi), ossia “Favorisce gli iniziati” o “Ha acconsentito alle azioni intraprese” (scilicet Lucifero).

La Piramide del Potere fu mostrata per la prima volta il 4 luglio del 1776 sulla bozza della biglietto da un dollaro. La bozza fu poi modificata varie volte, invertendo tra l’altro la posizione dell’Aquila calva (il Gran Sigillo) e quella della Piramide originariamente a destra, prima della versione definitiva risalente al 20 giugno 1782. Il Congresso approvò l’uso del Gran Sigillo per rappresentare gli Stati Uniti il 15 settembre del 1792. L’iconografia fu in seguito cambiata ancora, finché nel 1933 Franklin Delano Roosvelt, Presidente degli Stati Uniti 1933 al 1945, nonché massone del trentesimo e secondo grado, stabilì che fosse stampato il “verdone” con la Piramide ed il Gran sigillo effigiati sul retro: da allora si è mantenuto questo modello.[2]

Un aspetto su cui occorre indugiare circa la Piramide del dollaro è l’inclinazione dei lati, riconducibile al fenomeno noto come “precessione degli equinozi”. L’obliquità di circa 23 gradi, inclinazione dell’asse terrestre, è collegata all’avvicendamento delle ere astrologiche. Il cambio di era è correlato ad eventi significativi sul piano cosmico e politico-sociale. I cosiddetti “Illuminati” tengono in gran cale la natura e gli influssi degli astri in senso sia essoterico sia esoterico: i confini cronologici del ciclo solare, pari ad 11,1 anni, corrispondono sovente ad avvenimenti cruciali. Così il 2012, a distanza di undici anni dai tragici fatti del 9 11, si prospetta come annus fatidicus, giacché impostato su una scansione temporale incentrata sul numero 11, suddivisione a sua volta intrecciata al ciclo di tredici anni.

Il precipitare degli eventi in tutto il pianeta induce ad interpretare il 2012 come snodo decisivo, forse anno in cui il Governo invisibile esautorerà gli ultimi esecutivi nazionali, che ancora detengono un simulacro di sovranità, per tentare di imporre la sua esecranda supremazia.


[1] Il tredici è cifra ferale. Già Esiodo, nel poema didascalico “Le opere”, consigliava agli agricoltori di non cominciare la semina il tredici del mese. Stando a certi autori, il significato funesto di tale numero sarebbe da ricercare nella persecuzione dei Templari, avviata da Filippo IV il Bello il 13 ottobre del 1307, ma già nell’anno bisestile babilonese il tredicesimo mese era rappresentato da un corvo, segno di sventura. La tredicesima lama degli Arcani maggiori è la Morte.

[2] Alcuni scrittori sottolineano la parentela tra gli Illuminati e gli Alumbrados, una confraternita nata in Spagna nel XV secolo; altri opinano che Weishaupt agì in incognito per i Gesuiti, artefici di congiure e trame. Senza negare il ruolo precipuo di Sion nella cospirazione globale volta all’affermazione di una dittatura satanica, è d’uopo ricordare almeno che furono i Gesuiti a decidere l’uccisione di Abraham Lincoln, reo di aver stampato una banconota emancipata dal signoraggio con cui gli usurai controllano l’economia e la finanza mondiali. E’ arduo stabilire se furono i Gesuiti ad infiltrare alcune logge massoniche o se influenti famiglie ebraiche sin dall’età moderna - si pensi ai Rotschild - furono le ideatrici dei piani di dominio globale. Gli Alumbrados – scrive Pizzuti – furono una creatura di Ignazio de Loyola: se ciò è vero, si potrebbe vedere nell’insospettabile Compagnia di Gesù (o in una sua ramificazione degenerata?) la “cupola” del potere terreno, mentre Sion sarebbe l’esecutrice. Quasi tutti i ricercatori collocano, invece, all’apice dei lignaggi ebrei e, al limite, riconoscono che la Chiesa cattolica post-conciliare è stata cooptata per attuare i disegni della sinarchia. Sia come sia, sarà opportuno denunziare i cosiddetti “Illuminati” come servi di maleficentissime entità invisibili: nel Vangelo detto di Giovanni ed in altri testi gnostici sono chiamati “Arconti”. I banchieri sono sì molto potenti (e prepotenti), ma essi stessi ottemperano ad ordini impartiti da… altri.

[3] Le aste del compasso massonico hanno un’inclinazione non dissimile, rintracciabile pure nella lettera A-piramide che figura nella testata del quotidiano dei vescovi italiani “Avvenire” dove la A è accostata alla solita V, icona cornigera… Sono coincidenze?

Fonti:

S. Daath, La Piramide massonica
Enciclopedia dei simboli, Milano, 1999. s.v. numeri
Epiphanius, Massoneria e sette segrete: la faccia occulta della storia, Albano Laziale, 2002
C. Penna, Pubblicità spudorata per il progetto di una moneta unica per l’Occidente, 2011
M. Pizzuti, Rivelazioni non autorizzate, Vicenza, 2009, pp. 28-32 e 60-63


APOCALISSI ALIENE: il libro

La squola della Gelmini - di Antonio Marcianò - Gemme scolastiche da collezionare

27 giugno, 2010

Vicini invisibili (articolo di Scott Corrales - terza parte)

Il professor Juan Coca de Azevedo, autore di "En los limites de lo inspiegabile", narra la storia di Eugene Canseliet, che apparteneva alla cerchia di adepti che circonda la figura dell’"alchimista" Fulcanelli. Nel 1920, gli esponenti del suo entourage si vantarono che il loro maestro era sul punto di produrre la pietra filosofale. Tuttavia, passati alcuni decenni, secondo Canseliet, Fulcanelli scomparve, anche se l’autore sostenne di avergli fatto visita a Siviglia, nel 1950, e che Fulcanelli aveva subito notevoli cambiamenti fisici dopo aver ingerito l'Elisir della lunga Vita. Azevedo asserisce che la natura di questi cambiamenti si riferiva ad un complessivo aspetto androgino.

Ciò che sappiamo di certo su Fulcanelli viene raccolto nei suoi libri come il celeberrimo "Il mistero delle cattedrali". A quanto pare, era al corrente di simboli segreti usati i tra "color che sanno". Nel Medioevo, i maestri, i cui trattati sono sopravvissuti fino ai nostri tempi, erano soliti decorare le loro case con segni esoterici e immagini". Il lettore è informato che, tra i vari simboli, essi ricorrevano al leone rampante ed al serpente che si morde la coda.

Non mancano i messaggi codificati di numerose società segrete. Sono state considerate molto potenti e pericolose: alcuni individuano un capro espiatorio negli Illuminati, altri nella Chiesa cattolica etc. L'accusa? Sono una confraternita che con scure "supermenti” domina il destino di un’umanità inconsapevole. Ovviamente, qualsiasi gruppo capace di un’esistenza che si perpetua dall'antichità sino ai giorni nostri deve essere senza dubbio notevole, se consideriamo gli alti e bassi della storia umana e la propensione delle organizzazioni ad essere sciolte - a meno che non si creda che ci possano essere degli "immortali" tra gli esseri umani o esseri paranormali in veste umana che guidano i gruppi di nascosto attraverso i secoli. Vengono in mente alcuni personaggi.

Apollonio, taumaturgo della città di Tiana in quella che ora è la Turchia moderna. Se ciò che la tradizione racconta è vero, siamo di fronte a un uomo che era capace di teletrasporto, che fu, se non immortale, molto longevo nonché un maestro di dottrina pitagorica. Apollonio si recò in Oriente e portò con sé il discepolo, Damis, giungendo in una terra abitata da una gente di lingua greca che viveva in un "irreale", mutevole paesaggio (un'altra dimensione?). Gli abitanti di questo regno nascosto conoscevano la levitazione, la robotica e l'illuminazione artificiale. Il filosofo itinerante apprese che questo paese esisteva "nel mondo, ma anche di là da esso".

Tornando sulle sponde del Mediterraneo, quindi al territorio controllato da Roma, Apollonio fu accusato di lesa maestà dall'imperatore Domiziano. Portato al cospetto del sovrano, Apollonio dichiarò: "Si può imprigionare il mio corpo, ma mai la mia anima e vorrei aggiungere neppure il mio corpo!" In un lampo di luce, visto dai cortigiani e da un confuso Domiziano, il prigioniero scomparve nel nulla.

In alcuni circoli esoterici, si pensa che Apollonio di Tiana sia la stessa figura conosciuta come il Conte di Saint Germain, che era attivo nel XVIII secolo ed era famoso per la sua grande ricchezza e per la folgorante intuizione. Saint Germain ed Apollonio avevano alcune facoltà in comune: la bilocazione, il potere di guarire i malati e la capacità di decifrare il linguaggio dei volatili. Fulcanelli potrebbe essere semplicemente un altro avatar di questo eterno personaggio.

Leggi qui la seconda parte.



APOCALISSI ALIENE: il libro

09 maggio, 2010

Lucifer in the sky with diamonds

Di recente il Vaticano ha installato in Arizona un nuovo telescopio che è stato denominato “Lucifer”. [1] Ufficialmente “Lucifer” sta per “Large Binocular Telescope Near-infrared Utility with Camera and Integral Field Unit for Extragalactic Research". Vogliono si creda in un innocente acronimo... come no. La notizia è grosso modo concomitante con le dichiarazioni dello scienziato britannico Stephen Hawking che ha messo in guardia da (eventuali) extraterrestri pericolosi. Il dibattito si è presto infiammato: Steven Greer, corifeo dell'Ufologia solare, ha subito replicato, deplorando che Hawking alimenti la xenofobia ed instilli la paura negli alieni.

Hegel asseriva che in una disputa tra due interlocutori entrambi hanno ragione. Credo sia così, almeno nel caso di questa controversia inerente all'Esopolitica: entrambi, a mio avviso, hanno ragione ed ambedue torto, anche se bisognerebbe rovesciare e correggere i termini del discorso. E' questione intricata ed occorre rifuggire dalle generalizzazioni in un senso o in un altro, per non sdrucciolare né nella demonizzazione ipso facto degli Altri, funzionale ai piani dell'esecutivo occulto, né nell'ingenua devozione nei confronti di "provvidenziali salvatori". È assurdo - qui Greer sbaglia – pensare che i visitatori ci donino la free energy, risolvendo i problemi del pianeta: i militari già conoscono da decenni i segreti della free energy, ma, censurando scoperte di nicchia e boicottando scienziati indipendenti, impongono il petrolio ed il nucleare. "Vuolsi così colà..."

E' un gioco delle parti in cui una civiltà benevola o per lo meno non ostile potrebbe essere criminalizzata dalla Cabal, mentre le armate delle Tenebre sarebbero accolte a braccia aperte, senza dimenticare che almeno mezzo secolo fa gli emissari degli Arconti infiltrarono tutte le istituzioni che contano. Dubito quindi che l'umanità sia prossima ad un contatto con esseri evoluti: gli uomini non possono sintonizzarsi su certe frequenze e l'invisibile è tale affinché i fili delle eminenze grigie siano altrettanto invisibili.

Gli occhi dei telescopi sono puntati verso lo spazio profondo, laggiù dove qualcosa sta accadendo: un
Sole nero sorge al confine della notte. L'inganno si perpetua ed i dominatori non rinunceranno tanto facilmente al loro dominio. Si ode l'eco cosmica del calpestio: i loro alleati o antagonisti?

Che il Vaticano abbia battezzato “Lucifer” il nuovo telescopio non sorprende: Roma è una delle teste dell’Idra mondiale. Si potrà concludere, se la notizia sarà confermata, che la Santa sede ha gettato la maschera: le prove irrefragabili del suo coinvolgimento nell'epica cospirazione non sarebbero, a questo punto, neppure più necessarie. La tenebrosa iniziativa può essere interpretata come una conferma almeno parziale delle acquisizioni, in particolar modo, di Cristoforo Barbato. Tuttavia il monitoraggio del pianeta X è solo un velo su oscure, antiche verità.

Bisognerebbe stabilire più che i secondi fini di quest'escalation astronomica, soprattutto i retroscena delle affermazioni riguardanti la vita extraterrestre, per enuclearne gli scopi reconditi e di manipolazione. Non è escluso, infatti, che queste asserzioni centellinate e mirate rientrino in una psyop, un'operazione psicologica dei servizi. Così dietro alcuni rivelatori, contattisti e scienziati si nascondono abili disinformatori o esperti di raggiri. Si intravede un’unica regia che risale per lo meno al XVIII secolo, quando l’ex gesuita Adam Weishaupt (anche il nome è molto significativo) fondò l'Ordine degli Illuminati. Il ruolo di questa tetra confraternita è stato forse esagerato, ma è indubbio che nell'humus dell'Illuminismo attecchirono molte piante carnivore.

[1] In Rete si trovano notizie discordanti, ma pare che davvero il Vaticano sia coinvolto nella costruzione di questo telescopio. È noto che
l’osservatorio astronomico in Arizona è gestito da Roma e da Washington.



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APOCALISSI ALIENE: il libro

09 aprile, 2010

L'invasione invisibile

Una singolare versione circa le origini degli Oscurati è contenuta in un articolo di Philip Campbell Argyle-Stuart pubblicato nel 1970, in Colorado. L'oscuro autore sostiene che i conflitti nel mondo sono la conseguenza di una guerra remota tra genti semite "khazar" e genti nordiche "faustiane". Egli reputa che alla popolazione khazar si mescolarono umanoidi provenienti dal pianeta Vulcano, un corpo celeste costantemente dietro al Sole e quindi invisibile per i terrestri, stante la sua particolare orbita. La cultura occidentale, invece, sarebbe il risultato di una commistione tra l'etnia germanica ed i Saturniani, approdati sulla Terra con i loro dischi volanti, dopo aver colonizzato Marte.

Nel 1776 la fazione khazar-vulcaniana usò gli Illuminati di Baviera, confraternita fondata dall'ex gesuita, Adam Weishaupt, per attuare il suo piano di dominio. In seguito, questa fazione ottenne sempre maggiore potere, grazie alle cabale finanziare dei Rothschild, al movimento socialista e, verso la fine del XIX secolo, per mezzo del Sionismo. Campbell Argyle-Stuart considera Helena Petrovna Blavatsky (1831-1891), la fondatrice della teosofia, una figura malefica alleata di sette formate da nefandi cospiratori sparsi un po' in tutto il mondo.

La ricostruzione dello scrittore, pur priva di fonti e di coordinate precise, desta interesse, perché individua nel 1776 uno spartiacque storico, l'anno in cui i cosiddetti Illuminati avrebbero cominciato ad allignare nella società europea e statunitense per poi penetrare con le loro tenacissime barbe nel terreno stesso della storia contemporanea. La sovrapposizione dei Khazari agli Ebrei è un altro dato acquisito. L'autore, però, amplia la prospettiva, con uno scorcio sul sistema solare: i pianeti Vulcano (un'anticipazione del pianeta al centro della serie "Star Trek"?) e Saturno sarebbero i luoghi donde giunsero razze predatrici che si sovrapposero alle genti terrestri, snaturandole. Non è una lotta tra il Bene ed il Male quella sceneggiata da Campbell Argyle-Stuart, ma una feroce faida e soprattutto un'invasione tanto più perniciosa perché invisibile. I due partiti si combattono disputandosi la Terra, noncuranti del destino dell'umanità.

In questi ingredienti, che potrebbero essere lo spunto per un racconto di fantascienza pulp, si possono almeno in parte riconoscere alcuni spunti per gli studiosi della cospirazione. Collocate in contesti più accurati e radicate in ragioni e regioni metastoriche, le analisi compiute dagli storici non accademici, quantunque molto più articolate, non si discostano, nelle loro linee essenziali, dalla lettura di Campbell Argyle-Stuart. Anche il riferimento a dominazioni esterne, benché presentato in modo farraginoso e fumettistico, non pare così inverosimile. Soprattutto il cenno ai Saturniani tesse oggi una quasi impercettibile ma fittissima ragnatela.


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