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01 maggio, 2016

Fratricidi



Alle origini fu un fratricidio. Caino uccise Abele. Racconta la Genesi che i sacrifici animali di Abele erano graditi a Dio, a differenza di quelli di Caino che aveva offerto primizie dei campi. Forse il testo biblico attesta la preferenza di YHWH per il sacrificio cruento. Il sangue delle vittime animali si mischiò al sangue di Abele.

I fratelli tebani Eteocle e Polinice si scontrarono in un duello tanto accanito che entrambi morirono.

Alle origini del mondo romano fu un fratricidio. I gemelli Romolo e Remo, dapprima uniti da affetto, diventarono rivali, dopo aver deciso di fondare una nuova città. Remo, favorito dai presagi, schernì il germano, penetrando con un salto nel perimetro che Romolo aveva appena consacrato. Il sacro è anche terribile. La Roma quadrata, nonostante il suo destino glorioso, nacque sotto il segno di un fratricidio, delitto di cui un giorno o l’altro bisognerà pagare il fio.

Questi miti paiono alludere alla dicotomia primigenia, alla lacerante dualità inerente all’essere che, per esistere, si scinde, si strappa. E’ la scissione, la spaventosa caduta nella storia.

Il tempio celeste crolla a contatto con il tempo.

Il regno di Saturno è l’età aurea, ma anche il regno del tempo che divora sé stesso.

E’ fatale che la nube oscura, immensa, che sta per addensarsi sul mondo, proietterà la sua ombra mortale per prima su Roma e sull’Italia...

Nota: l'opera in testa all'articolo è dell'artista californiano Tim Cantor.

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APOCALISSI ALIENE: il libro

La squola della Gelmini - di Antonio Marcianò - Gemme scolastiche da collezionare

26 marzo, 2016

Simboli allotrii



I simboli sono molto più che l’unione di un’immagine con un significato: così non sorprende se essi si possono rintracciare anche in contesti “esterni”. Non solo, alcuni degli emblemi diffusi nella cultura umana sin dai tempi più lontani potrebbero avere una genesi allotria.

Whitley Strieber nel libro “Communion” ricorda che il triangolo è “simbolo comune dei visitatori”. Scrive l’autore: “Buckminster Fuller, nell’autobiografia, lo definì la ‘pietra fondamentale su cui poggia l’universo’. In molte tradizioni più antiche il triangolo simboleggia la crescita. Comprenderne il significato è risolvere l’enigma della Sfinge, è capire perché la piramide sia il segno della vita eterna. G. I. Gurdjeff lo collega alle tre grandi potenze della creazione e naturalmente è connesso alla Trinità”.

Il triangolo è – come è ovvio – associato al numero tre che rappresenta l’essere nel suo divenire e nel suo ritorno a sé stesso, attraverso il superamento della dualità. Quando la dualità consegue l’armonia, forma la triade, quando due forze opposte si trovano in equilibrio, danno origine ad una terza forza, ad un processo di emanazioni.

Alcuni rapiti hanno scoperto sulle loro braccia o in altri parti del corpo dei segni a forma di triangolo. Forse privi di qualsiasi funzione pratica, sembrano una sorta di stigma o di sigillo. In alcuni casi, ad esempio quello del Dottor X, un fisico francese la cui singolare esperienza di contatto fu studiata da Aimé Michel, il triangolo isoscele circoscrive l’ombelico: il colpo d’occhio è notevole, perché la figura geometrica attorno all’omphalos richiama l’occhio onniveggente che non è solo simbolo sublime relativo alla divinità, ma pure icona di Saturno, il plumbeo pianeta delle malefiche stirpi.

Un’altra icona scorta talora da contattati e sequestrati è quella del caduceo. Era il 3 dicembre del 1967, ore 2:30, Ashland, Nebraska, U.S.A. L’agente di polizia, Herbert Schirmer, vide un disco volante a forma di palla ovale, provvisto di un anello esterno a somiglianza del pianeta Saturno. L’oggetto poggiava con tre gambe sul ciglio dell'autostrada. Ulteriori particolari sull’esperienza furono resi noti sei mesi dopo, durante il trattamento ipnotico condotto da uno specialista, il dottor L. Williams. Sotto ipnosi, Schirmer raccontò che egli era sceso dall’auto per indagare, allorquando esseri umanoidi gli si avvicinarono e lo paralizzarono con un gas verdastro. Gli alieni gli rivelarono che essi provenivano da un’altra galassia: erano approdati sulla Terra per evitare che gli umani distruggessero il pianeta. Infine le creature lo portarono a bordo dell' U.F.O. L'uomo si risvegliò in una stanza non molto grande, provvista di oblò, di schermi simili a monitor e di due sedie dallo schienale triangolare. Gli alieni erano alti un metro e mezzo, indossavano uniformi attillate color grigio argento, avevano crani piccoli ed una specie di corta antenna che usciva da una parte delle loro teste, portavano cinture nella cui fondina tenevano una pistola a gas simile ad una torcia. Avevano guanti e calzavano stivali. Sui larghi petti portavano un emblema simile a quello dell'antico serpente attorcigliato, il caduceo di cui parla anche Daniel Fry. La pelle dei loro volti era bianco-grigia, terrea. Gli extraterrestri avevano sottili sopracciglia allungate e grandi occhi a mandorla simili a quelli dei gatti. I loro nasi erano più grossi dei nostri; la loro bocca era priva di labbra.

Il caduceo è stato recentemente associato al DNA. E’ figura diffusa tra i Sumeri presso cui è abbinato al dio Enki, fratello e rivale di Enlil. Enki è reputato il nume della genetica, scienza che ci conduce dritto dritto verso la Bibbia e verso ancestrali manipolazioni-degradazioni. Uno sguardo acuto sul passato potrà illuminare il futuro, se siamo ancora in tempo.

Per approfondire: Apocalissi Aliene, Communion, Posti fuori posto

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APOCALISSI ALIENE: il libro

La squola della Gelmini - di Antonio Marcianò - Gemme scolastiche da collezionare

19 gennaio, 2016

Black star: dall'età di Saturno all'era di Satana



La canzone-testamento “Black star” di David Bowie soprattutto per il video che l’accompagna è stata ed è al centro di tentativi di esegesi: alcuni autori intravedono nella criptica produzione adombramenti a Nibiru. Questa ipotesi non si può escludere, ma riteniamo che un’interpretazione del genere sia poco aderente ad un orizzonte esoterico, peculiare della poetica bowiana. Se, invece, la Black star fosse un’allusione al Sole nero, ossia a Saturno, la stella mancata al centro di una tetra ed antichissima tradizione? Non dimentichiamo che l’artista britannico nacque sotto il Capricorno, il segno zodiacale dominato dal pianeta con gli anelli: l’ego ipertrofico di Bowie pare essersi tradotto in una fosca celebrazione di Saturno.

Scrivevamo nel 2009:"Nell'astrologia il glifo di Saturno è una falce, immagine del Tempo che distrugge e recide. Chronos era per i Greci il dio che divorava i suoi figli. E' il tempo di Saturno ed il tempo pare scaduto. E'presumibile che, in un universo multidimensionale, il pianeta con gli anelli sia, come sostiene Angelo Ciccarella, una porta verso l'altrove, un cancello che ci separa da mondi archetipici, ancestrali, una crepa nella volta che copre l'Inferno. In tempi non sospetti Ciccarella riportava le sibilline dichiarazioni di un insider, H.C.: "La notizia è altamente classificata: sotto gli anelli di Saturno sosta il Gigante... così è denominato in ambito diplomatico".

Annota David Icke nel suo ultimo monumentale saggio, “L’imbroglio della realtà e l’inganno della percezione”: 'Saturno è occultamente venerato dalle principali religioni, dalle società segrete e dal Satanismo, sebbene la maggior parte degli iniziati di queste reti non ne sia al corrente'. Lo scrittore ritiene che il corpo celeste sia un’espressione del Demiurgo: gli anelli apparterebbero al sistema di trasmissione della Matrice, un apparato per condizionare e distorcere la percezione. Saturno sarebbe un passaggio interdimensionale tramite cui gli Arconti possono spostarsi dalla loro realtà a quella degli uomini.

Il qualificato scienziato statunitense, Norman Bergrun, è arrivato alla conclusione che gli anelli di Saturno non sono naturali, ma oggetti creati da giganteschi cilindri di natura elettromagnetica, identificabili in parecchie fotografie scattate dalle sonde spaziali. Non è un caso se alcuni di questi ordigni sono stati individuati nei punti in cui i cerchi sono incompleti. Osserva Bergrun: 'Il pianeta funge da base operativa. L’esistenza di tali veicoli elettromagnetici altamente sofisticati implica un’intelligenza straordinaria. Non solo queste unità controllano l’energia nucleare e massicci campi di forza, ma rivelano anche la capacità di modificare estese superfici dei corpi celesti. I veicoli elettromagnetici emettono numerosi getti da punti differenti'. Notiamo en passant che enormi cilindri, come quelli fotografati preso Saturno, sono stati avvistati in prossimità del Sole... E’ in corso un sabotaggio della nostra stella con effetti sul clima e sulla magnetosfera terrestre?

L’astronomia pionieristica di Bergrun tende a confermare le concezioni che vedono nei simboli, disseminati in molteplici retaggi ermetici, riferimenti a Saturno. L’occhio onniveggente, la falce, la stella a cinque punte, il sigillo di Salomone, il cubo (la Kaaba in primis) etc. sono tutti emblemi del pianeta: alcuni suoi caratteri visivi e cosmici sono stati, infatti, tradotti in immagini evocative che si incontrano ad ogni latitudine ed in epoche distanti tra loro, dall’antichità, con miti celebri e testi della Gnosi, sino ai nostri giorni, nella cultura pop: lo stesso “Signore degli anelli” di Tolkien codifica messaggi inerenti a Saturno ed ai suoi funesti influssi nella storia umana. Diremmo che gli anelli sono altrettanti cappi che soffocano l’umanità.

Ora si può comprendere perché David Bowie nel video citato brandisce un libro su cui è effigiata una stella a cinque punte di colore nero. Non è molto chiaro, invece, perché essa in alcune sequenze sia rappresentata scomposta: il presagio che sia prossima, nonostante le pericolanti condizioni attuali, una sconfitta delle forze oscure nascoste dietro questa funerea icona? Forse solo un estremo tributo, in bilico tra risentimento e devozione, nei confronti di chi ha promesso il Paradiso per spalancare infine il cancello degli Inferi.

Fonti:

N. Bergrun, Ringmakers of Saturn, 1986
A. Ciccarella, Il varco tra i mondi, 2009
D. Icke, L’imbroglio della realtà e l’inganno della percezione, Cesena, 2015, pp. 163-226
Zret, Il Signore dell’anello, 2009


Articolo correlato: Black star, 2016

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08 dicembre, 2015

Giapeto è un satellite artificiale?



Giapeto è uno dei satelliti di Saturno. Fu scoperto nel 1671 da Gian Domenico Cassini (1625-1712), il celebre astronomo ed astrologo di Perinaldo (Liguria occidentale). Una metà di questa luna è oscura, ricoperta di un materiale ancora oggi ignoto, mentre l’altro emisfero è luminoso, rivestito di ghiaccio e costellato di crateri: si ignorano i motivi di questa differenza. Giapeto orbita intorno a Saturno ad una distanza media di 3,5 milioni di chilometri, ha un raggio di 720 chilometri ed una massa di 0,025 masse lunari.

Sono numerose le singolarità di Giapeto, stranezze che si sommano ai misteri che circondano il “Signore degli anelli", tra cui ricordiamo l’esagono visibile al polo Nord. Vediamo le principali.

• In prossimità dell’equatore si snoda una sorta di cresta larga 20 chilometri circa ed alta pressappoco 13. La protuberanza è formata a sua volta da tre “cornici”.
• Il corpo celeste è schiacciato ai poli del 5 per cento: il che è una percentuale notevole per una luna del suo diametro.
• Su Giapeto si può osservare un’ellissi scura e che si estende per 240°, ossia 2 X 120°. 120 gradi è l'angolo esterno di un triangolo equilatero. Se si inscrive un tetraedro in Giapeto, due angoli della base di questo solido coincidono con l’inizio e la fine dell’ellissi. Ciò è riscontrabile con grande precisione. Il tetraedro è un solido platonico associato all’elemento fuoco.
• L’ellissi comincia e finisce tra due punti distanti 240 gradi: i due punti corrispondono ad altrettante formazioni circolari, forse crateri.
• Molte cavità hanno forma esagonale: l’esagono non pare riferirsi a configurazioni naturali.
• Sono state rilevate formazioni squadrate.
• Il satellite sembra possedere una superficie sfaccettata, come se rispettasse la geometria del dottor Fuller, ossia la geometria geodesica che è l'ideale per racchiudere spazi enormi con una struttura leggera e resistente.
• Giapeto rivolge a Saturno sempre la stessa faccia, come la Luna.
• Saturno, riflettendo la sua luce sul satellite, disegna una mezzaluna luminosa lungo la circonferenza di Giapeto. Questo crescente, stando ad alcuni autori, è all’origine di antichi simboli (si pensi alla falce sulle bandiere degli Stati islamici) che non sono quindi riferiti al satellite terrestre.



Che cosa pensare di queste anomalie? Davvero Giapeto è un avamposto di una civiltà galattica, come altri corpi celesti del sistema solare? Come si accennava, l’enigma di questo satellite fa da pendant alle bizzarrie di Saturno, i cui anelli, secondo l’insigne ingegnere statunitense Norman Bengrum, sono creati da giganteschi oggetti cilindrici, di natura elettromagnetica, identificabili in molte delle fotografie scattate dalle sonde. Qui ci fermiamo, perché continuare ad investigare gli enigmi di Saturno significa inoltrarsi in un territorio minato… La Mitologia (Giapeto era uno dei Titani che si ribellarono a Zeus) e l’Astronomia non sono soltanto discipline da eruditi, a differenza di quanto si potrebbe pensare.

Fonti:

Dizionario di Astronomia e Cosmologia, a cura di J. Gribbin, Milano, 1998-2005, s.v. inerente
Dizionario di Mitologia, Milano, 2005, s.v. inerente. Giapeto appartiene alla prima generazione degli dei ed è uno dei fratelli maggiori di Crono. Secondo Esiodo, sposò Climene, da cui ebbe tra gli altri Prometeo, da cui discese Deucalione, progenitore della stirpe umana, dopo il diluvio universale.
R. Hoagland, Moon with a view or what did Arthur know … and when did he know it?, 2005

D. Icke, L’imbroglio della realtà, Cesena, 2015, pp. 163-181. Il capitolo intitolato “La Matrice Saturno-Luna” contiene informazioni ed ipotesi a dir poco sconvolgenti sul nostro satellite e sul pianeta con gli anelli: il tutto è collegato a significati simbolici, a sinistri influssi, a tradizioni oscure che oggi riemergono nell’inquietante sinopia del Nuovo ordine mondiale. Anche cinema e letteratura (si pensi alla saga di “Star wars” ed all’epopea di Tolkien) codificano messaggi esoterici.


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La squola della Gelmini - di Antonio Marcianò - Gemme scolastiche da collezionare

24 ottobre, 2011

La Terra desolata e la Terra promessa (prima parte)

Alcune tradizioni ricordano che in principio i rapporti tra l’umano ed il divino erano simmetrici. Nel cosmo regnava l’armonia. Le schiere angeliche erano organizzate in legioni rigorose, intente a lodare l’Essere Supremo. L’uomo e la donna, i figli prediletti di Dio, vivevano in beatitudine, liberi dal dolore. La sofferenza e la morte erano ignote, il tempo non esisteva. L’universo era statico e perfetto, ma alcuni angeli erano incapaci di godere di quello stato ed erano invidiosi degli uomini. Gli angeli tenebrosi avevano tentato l’umanità per ragioni d’orgoglio, ma anche per causare dolore a Dio. Così essi caddero insieme con i progenitori. Nel Corano, Iblis rifiuta di prosternarsi al cospetto di Adam: per la sua hybris è allontanato dal Cielo. [1]

La caduta, come insegna questo mito, coincide in primo luogo con la genesi del tempo. La ribellione degli angeli gelosi è forse adombramento di uno scarto ontologico e cosmico, più che il simbolo di una separazione creaturale. La separazione, invero, il taglio è nel tempo stesso (dal greco “témno”, tagliare, recidere): nella mitologia greca Crono è il dio imparentato col tempo. Egli è il nume che divora i suoi figli; pure Saturno, l’antichissimo dio italico, in parte identificabile con Crono, anche se incivilì gli abitanti del Lazio dove regnò durante l’età dell’oro, talvolta era ritenuto un dio infernale. [2]

L’origine del tempo è pure nascita della vita o, meglio, esistenza, (da ex-sisto, stare fuori, allusione ad un esilio da una condizione originaria di compiutezza). Nella lingua ellenica vita è “bìos” e ricorda fonicamente “bìa”, violenza; anche in latino la parola “vita”, richiama “vis”, violenza, forza. Sono, con ogni probabilità, mere coincidenze, eppure suscitatrici di qualche riflessione… E’ indubbio che l’esistenza non solo si situa nell’habitat della caducità, ma pure essa vede il suo cominciamento in uno strappo, in una frattura, in un’azione violenta: ogni (pro)creazione è una distruzione. L’equilibrio si rompe, quantunque l’opera sia mirabile. Così Michelangelo colpiva il blocco di marmo per liberare la figura imprigionata nella materia.

Il processo creativo insuffla la vita e, nel contempo, condanna alla disgregazione ed alla morte. Per questa ragione l’artista, in un continuo trascendimento di sé stesso, anela ad imprimere alle sue opere il sigillo dell’eternità che, alla fine, è nell’idea e nel silenzio.

Come poté essere quello stato di assoluta, ineffabile armonia da cui ci sentiamo espulsi? Anche le parole più evocative, le melodie più sublimi ed i ritmi più arcani possono soltanto restituirci un’ombra labile e nebulosa di quel che fu.

Quando ci si strugge per la nostalgia di un’età aurea, non custodiamo tanto offuscate memorie di perdute, lontanissime epoche, ma di un’era prima dell’era stessa, anzi di una condizione, di un luogo, un modo di essere e non di un tempo.

“In principio era il lògos”. E’ così! Era, non è: il lògos, la vibrazione, non è il principio, ma già una sua manifestazione. Il tempo imperfetto (era) è il tempo del divenire, del moto, del panta rei. Il moto è il cambiamento, misura e fenomeno del tempo.

[1] Si leggano le seguenti sure: “Sono migliore di lui, mi hai creato dal fuoco, mentre creasti lui dalla creta". Disse [Allah]: "Vattene! Qui non puoi essere orgoglioso. Via! Sarai tra gli abietti". Disse [Shaytan]: "Concedimi una dilazione fino al Giorno in cui saranno resuscitati". Disse [Allah]: "Sia, ti è concessa la dilazione". Disse [Shaytan]: "Dal momento che mi hai sviato, tenderò loro [agli uomini] agguati sulla Tua Retta Via e li insidierò da davanti e da dietro, da destra e da sinistra e la maggior parte di loro non Ti sarà riconoscenti". Disse [Allah]: Vattene! Scacciato e coperto di abominio. Riempirò la Jahannam di tutti voi, tu e coloro che ti avranno seguito". (VII:12-18). Allah, allora, avvisa gli uomini di diffidare di Shaytan il quale corrompe e lo conduce alla devianza: Chi prende Shaytan come patrono al posto di Allah, si perde irrimediabilmente. (IV:119); In verità Shaytan è vostro nemico, trattatelo da nemico» (XXXV:6); «Certamente vi ordina il male e la turpitudine e di dire, a proposito di Allah, cose che non sapete” (II:169).

[2] E’ probabile che il Kronos greco trovi il suo archetipo nel dio sumero Ninurtu che, “come divinità planetaria, aveva ricevuto il nome di Sag-Usch, lo stazionario, astro di giustizia ed equità. Il suo moto lento e regolare lo rendeva simbolo di stabilità e di durata: incarnava la forza impertubabile del tempo. Del resto, il regolatore del tempo notturno, svolto dal pianeta, era sottolineato dalla somiglianza tra Kronos (con la kappa) e Chronos (con la chi), accostamento che risale a Ferecide (VI sec. a.C.)”. (Anzaldi-Bazzoli)


APOCALISSI ALIENE: il libro

La squola della Gelmini - di Antonio Marcianò - Gemme scolastiche da collezionare

09 maggio, 2010

Lucifer in the sky with diamonds

Di recente il Vaticano ha installato in Arizona un nuovo telescopio che è stato denominato “Lucifer”. [1] Ufficialmente “Lucifer” sta per “Large Binocular Telescope Near-infrared Utility with Camera and Integral Field Unit for Extragalactic Research". Vogliono si creda in un innocente acronimo... come no. La notizia è grosso modo concomitante con le dichiarazioni dello scienziato britannico Stephen Hawking che ha messo in guardia da (eventuali) extraterrestri pericolosi. Il dibattito si è presto infiammato: Steven Greer, corifeo dell'Ufologia solare, ha subito replicato, deplorando che Hawking alimenti la xenofobia ed instilli la paura negli alieni.

Hegel asseriva che in una disputa tra due interlocutori entrambi hanno ragione. Credo sia così, almeno nel caso di questa controversia inerente all'Esopolitica: entrambi, a mio avviso, hanno ragione ed ambedue torto, anche se bisognerebbe rovesciare e correggere i termini del discorso. E' questione intricata ed occorre rifuggire dalle generalizzazioni in un senso o in un altro, per non sdrucciolare né nella demonizzazione ipso facto degli Altri, funzionale ai piani dell'esecutivo occulto, né nell'ingenua devozione nei confronti di "provvidenziali salvatori". È assurdo - qui Greer sbaglia – pensare che i visitatori ci donino la free energy, risolvendo i problemi del pianeta: i militari già conoscono da decenni i segreti della free energy, ma, censurando scoperte di nicchia e boicottando scienziati indipendenti, impongono il petrolio ed il nucleare. "Vuolsi così colà..."

E' un gioco delle parti in cui una civiltà benevola o per lo meno non ostile potrebbe essere criminalizzata dalla Cabal, mentre le armate delle Tenebre sarebbero accolte a braccia aperte, senza dimenticare che almeno mezzo secolo fa gli emissari degli Arconti infiltrarono tutte le istituzioni che contano. Dubito quindi che l'umanità sia prossima ad un contatto con esseri evoluti: gli uomini non possono sintonizzarsi su certe frequenze e l'invisibile è tale affinché i fili delle eminenze grigie siano altrettanto invisibili.

Gli occhi dei telescopi sono puntati verso lo spazio profondo, laggiù dove qualcosa sta accadendo: un
Sole nero sorge al confine della notte. L'inganno si perpetua ed i dominatori non rinunceranno tanto facilmente al loro dominio. Si ode l'eco cosmica del calpestio: i loro alleati o antagonisti?

Che il Vaticano abbia battezzato “Lucifer” il nuovo telescopio non sorprende: Roma è una delle teste dell’Idra mondiale. Si potrà concludere, se la notizia sarà confermata, che la Santa sede ha gettato la maschera: le prove irrefragabili del suo coinvolgimento nell'epica cospirazione non sarebbero, a questo punto, neppure più necessarie. La tenebrosa iniziativa può essere interpretata come una conferma almeno parziale delle acquisizioni, in particolar modo, di Cristoforo Barbato. Tuttavia il monitoraggio del pianeta X è solo un velo su oscure, antiche verità.

Bisognerebbe stabilire più che i secondi fini di quest'escalation astronomica, soprattutto i retroscena delle affermazioni riguardanti la vita extraterrestre, per enuclearne gli scopi reconditi e di manipolazione. Non è escluso, infatti, che queste asserzioni centellinate e mirate rientrino in una psyop, un'operazione psicologica dei servizi. Così dietro alcuni rivelatori, contattisti e scienziati si nascondono abili disinformatori o esperti di raggiri. Si intravede un’unica regia che risale per lo meno al XVIII secolo, quando l’ex gesuita Adam Weishaupt (anche il nome è molto significativo) fondò l'Ordine degli Illuminati. Il ruolo di questa tetra confraternita è stato forse esagerato, ma è indubbio che nell'humus dell'Illuminismo attecchirono molte piante carnivore.

[1] In Rete si trovano notizie discordanti, ma pare che davvero il Vaticano sia coinvolto nella costruzione di questo telescopio. È noto che
l’osservatorio astronomico in Arizona è gestito da Roma e da Washington.



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APOCALISSI ALIENE: il libro

09 aprile, 2010

L'invasione invisibile

Una singolare versione circa le origini degli Oscurati è contenuta in un articolo di Philip Campbell Argyle-Stuart pubblicato nel 1970, in Colorado. L'oscuro autore sostiene che i conflitti nel mondo sono la conseguenza di una guerra remota tra genti semite "khazar" e genti nordiche "faustiane". Egli reputa che alla popolazione khazar si mescolarono umanoidi provenienti dal pianeta Vulcano, un corpo celeste costantemente dietro al Sole e quindi invisibile per i terrestri, stante la sua particolare orbita. La cultura occidentale, invece, sarebbe il risultato di una commistione tra l'etnia germanica ed i Saturniani, approdati sulla Terra con i loro dischi volanti, dopo aver colonizzato Marte.

Nel 1776 la fazione khazar-vulcaniana usò gli Illuminati di Baviera, confraternita fondata dall'ex gesuita, Adam Weishaupt, per attuare il suo piano di dominio. In seguito, questa fazione ottenne sempre maggiore potere, grazie alle cabale finanziare dei Rothschild, al movimento socialista e, verso la fine del XIX secolo, per mezzo del Sionismo. Campbell Argyle-Stuart considera Helena Petrovna Blavatsky (1831-1891), la fondatrice della teosofia, una figura malefica alleata di sette formate da nefandi cospiratori sparsi un po' in tutto il mondo.

La ricostruzione dello scrittore, pur priva di fonti e di coordinate precise, desta interesse, perché individua nel 1776 uno spartiacque storico, l'anno in cui i cosiddetti Illuminati avrebbero cominciato ad allignare nella società europea e statunitense per poi penetrare con le loro tenacissime barbe nel terreno stesso della storia contemporanea. La sovrapposizione dei Khazari agli Ebrei è un altro dato acquisito. L'autore, però, amplia la prospettiva, con uno scorcio sul sistema solare: i pianeti Vulcano (un'anticipazione del pianeta al centro della serie "Star Trek"?) e Saturno sarebbero i luoghi donde giunsero razze predatrici che si sovrapposero alle genti terrestri, snaturandole. Non è una lotta tra il Bene ed il Male quella sceneggiata da Campbell Argyle-Stuart, ma una feroce faida e soprattutto un'invasione tanto più perniciosa perché invisibile. I due partiti si combattono disputandosi la Terra, noncuranti del destino dell'umanità.

In questi ingredienti, che potrebbero essere lo spunto per un racconto di fantascienza pulp, si possono almeno in parte riconoscere alcuni spunti per gli studiosi della cospirazione. Collocate in contesti più accurati e radicate in ragioni e regioni metastoriche, le analisi compiute dagli storici non accademici, quantunque molto più articolate, non si discostano, nelle loro linee essenziali, dalla lettura di Campbell Argyle-Stuart. Anche il riferimento a dominazioni esterne, benché presentato in modo farraginoso e fumettistico, non pare così inverosimile. Soprattutto il cenno ai Saturniani tesse oggi una quasi impercettibile ma fittissima ragnatela.


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27 febbraio, 2010

Il Festival di Saturno

La scenografia ed il logo del Festival di Sanremo, edizione 2010, hanno esibito un'icona che pare alludere al pianeta Saturno con i suoi inconfondibili anelli. Forse si tratta di mere speculazioni, ma non pare casuale che i "creativi" abbiano ideato questa immagine potentemente evocativa per la kermesse canora tanto seguita (purtroppo) dagli Italiani teledipendenti. Pare che Saturno sempre più si insinui nell'immaginario collettivo: sarà stata solo una scelta estetica o, conscii che certi simboli tendono ad influire sul profondo, i soliti noti ora disseminano immagini del pianeta un po' in ogni dove? E' pure un'ostentazione di segni che qualcuno reputa densi di valori.[1]

"Questo corpo celeste fu identificato dai Sumeri con il dio Ninirtu (o Ninurta), personificazione del Sole, giustiziere dell'Occidente. Per alcuni studiosi, sembra che la sua prima denominazione greca fosse stata quella di astro di Helios. Infatti, stando ad una concezione mesopotamica, questo astro rimpiazzava il Sole nel cielo notturno e da esso si pensava dipendessero i moti dei corpi celesti. [...] A mano a mano che il mondo ellenico entrava in più stretto contatto con le religioni orientali, le prime identificazioni delle divinità planetarie apparvero insufficienti e furono introdotte diverse varianti nei nomi, principalmente per influsso degli astronomi vissuti sotto I Seleucidi [...] Saturno fu in quell’epoca denominato Kronos: ma da dove venne tale nome? Secondo alcuni ricercatori, esisteva una designazione che attribuiva quest'astro ad un dio della vendetta, Petbè; questo dio vendicatore sarebbe stato assimilato a Kronos, da cui il nome del pianeta. Tale spiegazione non pare soddisfacente: in realtà bisogna anche in questo caso richiamarsi a fonti babilonesi (meglio sumere, n.d.r.) Il dio Ninurtu aveva anche ricevuto come divinità planetaria, il nome di Sag-Usch, “lo stazionario”, “astro di giustizia e verità”. Il suo moto lento e regolare ne faceva un simbolo di stabilità, di equilibrio e di durata: incarnava la forza imperturbabile del tempo. Del resto, il ruolo di regolatore del tempo notturno era sottolineato dalla somiglianza tra Kronos (con la kappa) e Chronos (con la chi), gioco di parole che risale a Ferecide di Tiro (VI sec. a.C.). Chronos, infatti, significa tempo e Kronos-Saturno, come il tempo, divora i suoi figli. Da qui l'identificazione". (A. Anzaldi, L. Bazzoli, Dizionario di astrologia, Milano, 1998, s.v. Saturno)

Tornando a Ninurta, ricordiamo che nelle antiche raffigurazioni egli tiene sempre in mano un'arma (talvolta un arco, talaltra una falce messoria - come è noto il glifo astrologico del pianeta è una falce - o mezzaluna - sormontata da una croce). Nei testi sumerici è presentato come un nume guerriero, impegnato in eroici combattimenti. Come si accennava, egli era abbinato al pianeta Saturno, in sumero An-shar, ossia "re del cielo" o "primo del cielo". Il suo nome allude alla formazione del sistema solare o più banalmente al fatto che era il globo estremo per gli antichi? Se fosse valida la prima congettura, si potrebbe vedere una reminiscenza di Saturno, giusta l'opinione di alcuni astronomi, come 'il primo sole' che rischiarò il firmamento in evi preistorici.

Sui possibili significati emblematici (anche antitetici: i simboli sono ambivalenti, ma questi tempi declinanti ne evidenziano i lati oscuri) e sugli addentellati con circostanze in bilico tra esopolitica e scenari parafisici, si è già scritto. Dunque rimando per qualche informazione ulteriore ai seguenti articoli: The Saturn connection, Il Signore dell'anello, L'esagono di Saturno.


[1] La scenografia potrebbe anche riferirsi all'occhio onniveggente dell'esecrando governo mondiale.



APOCALISSI ALIENE: il libro

21 febbraio, 2010

Prospettive dell'Ufologia

L'Ufologia, disciplina disdegnata dagli accademici o oggetto di scherno per opera dell'uomo della strada, si rivela, invece decisiva in questi tempi cruciali. Si consideri l'acronimo U.F.O. atto a designare non già gli "oggetti volanti non identificati", bensì gli "oggetti volanti non terrestri" (unterrestrial) insieme con i loro occupanti: l'Ufologia diverrà allora studio di un'aviazione non appartenente al nostro pianeta e pure l'investigazione di una fenomenologia che si affaccia da altre dimensioni.

Scartate tutte le posizioni attardate di tipo “scettico” e sociologico, si possono individuare, semplificando, alcune correnti ufologiche che si confrontano con un problema destinato a conflagrare nei prossimi anni.

Il filone strumentale, i cui alfieri operano all'interno dei centri tradizionali, si ostina a cercare prove scientifiche e documentali, nell'ipotesi che il fenomeno U.F.O. sia inscrivibile in uno quadro tecnologico ed oggettivo. Merito che si può ascrivere agli ufologi di questa scuola è l’ancoraggio a situazioni concrete che maggiormente esercitano la loro presa su un’opinione pubblica impreparata e viziata da pregiudizi scientisti. I principali limiti risiedono in una visione angusta del tema, chiusa alle dimensioni ulteriori, e nella collaborazione, anche involontaria, con le istituzioni “scientifiche” del sistema satanico.

L'orientamento parafisico, ridotta ai minimi termini l'indagine sui dischi volanti, esplora territori di frontiera, collegando le manifestazioni esogene ad ambiti interdimensionali ed occulti. I confini dell'Ufologia sono spostati, nei casi estremi, verso la demonologia. Il difetto precipuo, rintracciabile per lo meno nelle frange estreme di questo indirizzo, è l’avventato sconfinamento nel dominio della metafisica, con gli strumenti delle scienze empiriche.

Un'altra tendenza, sviluppatasi sempre più negli ultimi anni, alimentata da ricerche clipeologiche, aggancia il lontano passato con il futuro, investigando il tema delle manipolazioni genetiche e dell'intervento esterno. Lodevole l’impegno che questi studiosi dimostrano per tentare di chiudere il cerchio, ma il rischio è di restare imprigionati nel biologismo.[1]

I vari orientamenti, pur nell'eterogeneità dei princìpi ispiratori e dei metodi d'indagine, sono accomunati dalla convinzione che è ormai prossima una svolta: si tratti della rivelazione per opera dai governi del contatto con civiltà dello spazio, sia, invece, un'invasione (falsa o reale?) o una subdola, ma letale intrusione o piuttosto un pacifico avvento degli extraterrestri.

Se i differenti scenari fossero inseriti in un contesto mondiale più o meno ordinario, si potrebbero accantonare le prospettive inquietanti che inquadrano un futuro di conflitti, seguito da una dominazione "altra". Giacché, però, il governo ombra trama contro la popolazione mondiale e cela verità inconfessabili, si paventa che l'avvenire sarà un incubo ad occhi aperti. Se pensiamo poi alla sinistra e, in fondo, enigmatica operazione "scie chimiche" (tra l'altro la classica punta dell'iceberg di quanto la Cabal macchina da decenni), ne arguiamo che, se non interverrà un fattore X, la storia umana sarà presto risucchiata nel buio dell'inferno.

[1] E' stato pubblicato recentemente un saggio intitolato in modo eloquente Schiavi degli dei. L'autore, Biagio Russo, opina che homo sapiens sapiens sia il risultato di una manipolazione genetica compiuta da esseri di un altro pianeta. E' congettura non nuova, ma sarebbe interessante stabilire se tale ipotesi interpretativa sia stata formulata, percorrendo le stesse strade battute da altri ricercatori o se sia la conclusione di un differente itinerario di ricerca.



APOCALISSI ALIENE: il libro

31 gennaio, 2010

The Saturn connection

Nell'articolo intitolato "Il pianeta abitato vicino alla Terra", Paul Stonehil e Philip Mantle indugiano sulla biografia e sulla figura del noto cosmonauta sovietico Pavel Popovich (1930-2009), raccogliendo informazioni di tipo ufologico ed esobiologico.

Nello studio si legge: "Nell'agosto 2006, Popovich concesse un'intervista a Bil'var Gordona, una pubblicazione ucraina. Diversamente da altri cosmonauti che eludevano la domanda, quando gli venne chiesto se l'umanità fosse l'unica forma di vita intelligente nell'universo, egli rispose che, anni prima, Konstantin Tsiolkowsky aveva affermato che non siamo soli... Konstantin Tsiolkowsky era un visionario, filosofo e pioniere dell'Astronautica, affascinato dagli avvistamenti U.F.O. [...] Poi il cosmonauta raccontò una leggenda all'intervistatore. Molto tempo fa, esisteva un pianeta gigante vicino alla Terra, più grande di Saturno, abitato da una civiltà avanzatissima. Alcuni autori di fantascienza chiamano il pianeta Phaeton, altri Moonah. I suoi abitanti sfruttavano l'energia nucleare ed usavano il nostro pianeta come area di test: di conseguenza sul pianeta occorse un'esplosione con tragiche conseguenze. [...] Un frammento di Moonah si staccò e venne catturato dalla Terra, per diventare la nostra Luna. L'onda d'urto determinò l'inclinazione dell'asse terrestre, provocando delle inondazioni. Moonah si spostò verso lo spazio esterno, ma proprio all'ultimo momento decelerò e la sua civiltà non perì. Popovich aggiunse che aveva letto di calcoli scientifici riguardanti un pianeta gigante al confine del sistema solare, invisibile a causa della distanza. L'astronauta rivelò anche che gli abitanti di Phaeton probabilmente visitano la Terra di tanto in tanto. La loro base più vicina si trova nell'area di Saturno e possiedono tre installazioni sulla Terra: una è ubicata nelle Ande, un'altra nei fondali dell'Oceano Indiano ed una terza nell'Himalaya." Popovich ricorda che numerosi sono gli avvistamenti per opera degli equipaggi delle navi di oggetti infuocati che emergono dall'acqua o vi si tuffano.

I riferimenti del militare russo evocano antichi miti, come quelli sumerici e greco-latini (Ovidio), su collisioni di pianeti e cataclismi all'interno del sistema solare, eventi che furono studiati per primo da Immanuel Velikovsky. La leggenda riferita è la trasfigurazione di avvenimenti ancestrali cristallizzati in simboli di potente suggestione. Il pensiero corre anche al fantomatico Nibiru su cui qui non mi soffermo, poiché tema già sviscerato in un ampio articolo, quantunque non recente e quindi non aggiornato. L'aspetto notevole delle dichiarazioni sopra riportate è, però, un altro ed acquisisce un sinistro valore, alla luce di altre acquisizioni ed ipotesi. Nell'ambito dell'Ufologia, infatti, bisogna incrociare i dati, alla ricerca di sovrapposizioni, addentellati, nessi: così, di sfuggita e, per così dire, in modo obliquo, Popovich prospetta un inquietante scenario, su cui campeggia Saturno. Quasi sicuramente all'oscuro sia delle indagini condotte da Giuseppe Macaluso sia delle ricerche compiute da Angelo Ciccarella, il cosmonauta individua nel Signore degli anelli il corpo celeste su cui si troverebbe un avamposto appartenente ad una razza stellare.

L'esistenza di installazioni extraterrestri, occultate in regioni impervie o sottomarine, è poi confermata da altre fonti. Si colleghino questi sparsi, ma significativi indizi agli eventi che hanno costellato e punteggiano questi ultimi lustri, in una climax che tende la già parossistica situazione internazionale. Si provi a leggere in filigrana il contesto geo-politico con i disastri innaturali, la militarizzazione del pianeta, la creazione forse di un ambiente adatto agli invasori, le distorsioni cronotopiche (bang?)... e si delineerà un quadro di inverosimile, sulfureo realismo.

L'Armata delle tenebre avanza inavvertita trai gelidi meandri di spazi siderali.

Fonti:

A. Ciccarella, Il varco tra i mondi, in X Times, n. 10 agosto 2009
Id., Il regno di Saturno, ibid., n.13 novembre 2009
T. Good, Base Terra, Milano, 1988, passim
G. Macaluso, I dischi volanti, l'Atlantide e l'Egitto, Roma, 1967
P. Stonehil, P. Mantle, Il pianeta abitato vicino alla Terra, in X Times, n. 15 gennaio 2010


APOCALISSI ALIENE: il libro

10 ottobre, 2009

Il Signore dell'anello

Parecchi anni fa lessi un libro di Giuseppe Macaluso, intitolato I dischi volanti, l'Atlantide e l'Egitto, Roma, 1967. In questo bizzarro saggio oggi introvabile, l'autore precorreva i tempi, individuando un filo conduttore che univa il continente sommerso, la terra dei faraoni ed il contattismo. Per Macaluso Saturno era al centro di inquietanti interrogativi: era il corpo celeste donde provenivano creature i cui nomi evocavano antichi e cupi vocaboli sumerici.

A distanza di decenni il pianeta con gli anelli è di nuovo il cuore di enigmi. Nel marzo 2007 vi fu scoperto un esagono. Kevin Baines, esperto atmosferico e membro dell'équipe che individuò l'esagono sulla superficie di Saturno, affermò: "E' certamente una caratteristica molto strana, soprattutto per la configurazione geometrica molto precisa, con sei lati praticamente uguali. Non abbiamo mai visto niente di simile su nessun altro pianeta. Tra l'altro, la densa atmosfera di Saturno con moti a conformazione circolare, dominati da circolazione di celle convettive, è forse proprio l'ultimo posto dove ti aspetteresti una figura geometrica esagonale, eppure c'è..."

Recentemente il telescopio spaziale della N.A.S.A., Spitzer, ha scoperto il più grande anello di Saturno mai osservato prima di oggi. "Il laboratorio californiano ha annunciato che l'anello si situa alla periferia del sistema di Saturno, in un'orbita inclinata di 27 gradi rispetto al principale anello conosciuto. Saturno ne conta sette principali. Il nuovo anello è composto di ghiaccio e di polvere allo stato di particelle, in una atmosfera di -157 gradi Celsius. L'anello è molto esteso e non è facile vederlo, perché non riflette la luce visibile. Il telescopio Spitzer ha potuto localizzarlo grazie ai raggi infrarossi. In effetti, malgrado il suo intenso freddo, l'anello brilla sotto l'effetto di radiazioni termiche. La massa dell'anello comincia a circa sei milioni di chilometri dal pianeta e si estende su 11,9 milioni di chilometri".(APCOM.it)

La notizia segue varie indiscrezioni riguardanti gigantesche astronavi immortalate tra gli anelli. Massimo Fratini scriveva in Fotografata astronave aliena vicino Saturno: "Un oggetto spaziale non identificato è stato fotografato dalla sonda spaziale Cassini Huygens nei pressi degli anelli di Saturno. Già in passato furono scattate delle fotografie dalla stessa sonda che ritraevano oggetti cilindrici di origine aliena che sostavano nei pressi degli anelli del grande pianeta gassoso. Ora la sonda Cassini ha immortalato un oggetto stellare che, ad un tratto, ha emesso un getto di polvere, spostandosi ad una velocità impressionante".

Nell'agosto 2009 è apparso su X Times uno studio a firma di Angelo Ciccarella intitolato Il varco tra i mondi. Tra le altre ominose e conturbanti osservazioni, vi si legge: "Ai margini di un mondo dilaniato, ecco comparire l'ammorbante presenza di esseri iniqui. Tenebrosi nella loro essenza a tal punto da seguire l'unico impulso della mera distruzione di tutto ciò che nasce libero. Saturno è il portale simbolo di quel piccolo sistema solare dove un pomo azzurro galleggia placido nell'etere quantomeccanico: da lì entrano ed escono."

Sarebbe un errore considerare solo gli aspetti astronomici della questione, per quanto singolari: Saturno è, in primo luogo, emblema dell'età dell'Acquario, nel suo versante oscuro e glaciale. Inoltre è presumibile che, in un universo multidimensionale, il pianeta con gli anelli sia, come sostiene Ciccarella, una porta verso l'altrove, un cancello che ci separa da mondi archetipici, ancestrali, una crepa nella volta che copre l'Inferno. In tempi non sospetti Ciccarella riportava le dichiarazioni di un insider, H.C.: "... la notizia è altamente classificata: sotto gli anelli di Saturno sosta il Gigante... così è denominato in ambito diplomatico."

Siamo dunque vicini (o già nel mezzo?) ad un conflitto titanico, inimmaginabile. Gli occhi non lo percepiscono, ma un brivido cosmico scuote l'irreale silenzio della notte.

Nell'astrologia il glifo di Saturno è una falce, immagine del Tempo che distrugge e recide. Chronos era per i Greci il dio che divorava i suoi figli. E' il tempo di Saturno ed il tempo pare scaduto.





APOCALISSI ALIENE: il libro



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