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19 gennaio, 2016

Black star: dall'età di Saturno all'era di Satana



La canzone-testamento “Black star” di David Bowie soprattutto per il video che l’accompagna è stata ed è al centro di tentativi di esegesi: alcuni autori intravedono nella criptica produzione adombramenti a Nibiru. Questa ipotesi non si può escludere, ma riteniamo che un’interpretazione del genere sia poco aderente ad un orizzonte esoterico, peculiare della poetica bowiana. Se, invece, la Black star fosse un’allusione al Sole nero, ossia a Saturno, la stella mancata al centro di una tetra ed antichissima tradizione? Non dimentichiamo che l’artista britannico nacque sotto il Capricorno, il segno zodiacale dominato dal pianeta con gli anelli: l’ego ipertrofico di Bowie pare essersi tradotto in una fosca celebrazione di Saturno.

Scrivevamo nel 2009:"Nell'astrologia il glifo di Saturno è una falce, immagine del Tempo che distrugge e recide. Chronos era per i Greci il dio che divorava i suoi figli. E' il tempo di Saturno ed il tempo pare scaduto. E'presumibile che, in un universo multidimensionale, il pianeta con gli anelli sia, come sostiene Angelo Ciccarella, una porta verso l'altrove, un cancello che ci separa da mondi archetipici, ancestrali, una crepa nella volta che copre l'Inferno. In tempi non sospetti Ciccarella riportava le sibilline dichiarazioni di un insider, H.C.: "La notizia è altamente classificata: sotto gli anelli di Saturno sosta il Gigante... così è denominato in ambito diplomatico".

Annota David Icke nel suo ultimo monumentale saggio, “L’imbroglio della realtà e l’inganno della percezione”: 'Saturno è occultamente venerato dalle principali religioni, dalle società segrete e dal Satanismo, sebbene la maggior parte degli iniziati di queste reti non ne sia al corrente'. Lo scrittore ritiene che il corpo celeste sia un’espressione del Demiurgo: gli anelli apparterebbero al sistema di trasmissione della Matrice, un apparato per condizionare e distorcere la percezione. Saturno sarebbe un passaggio interdimensionale tramite cui gli Arconti possono spostarsi dalla loro realtà a quella degli uomini.

Il qualificato scienziato statunitense, Norman Bergrun, è arrivato alla conclusione che gli anelli di Saturno non sono naturali, ma oggetti creati da giganteschi cilindri di natura elettromagnetica, identificabili in parecchie fotografie scattate dalle sonde spaziali. Non è un caso se alcuni di questi ordigni sono stati individuati nei punti in cui i cerchi sono incompleti. Osserva Bergrun: 'Il pianeta funge da base operativa. L’esistenza di tali veicoli elettromagnetici altamente sofisticati implica un’intelligenza straordinaria. Non solo queste unità controllano l’energia nucleare e massicci campi di forza, ma rivelano anche la capacità di modificare estese superfici dei corpi celesti. I veicoli elettromagnetici emettono numerosi getti da punti differenti'. Notiamo en passant che enormi cilindri, come quelli fotografati preso Saturno, sono stati avvistati in prossimità del Sole... E’ in corso un sabotaggio della nostra stella con effetti sul clima e sulla magnetosfera terrestre?

L’astronomia pionieristica di Bergrun tende a confermare le concezioni che vedono nei simboli, disseminati in molteplici retaggi ermetici, riferimenti a Saturno. L’occhio onniveggente, la falce, la stella a cinque punte, il sigillo di Salomone, il cubo (la Kaaba in primis) etc. sono tutti emblemi del pianeta: alcuni suoi caratteri visivi e cosmici sono stati, infatti, tradotti in immagini evocative che si incontrano ad ogni latitudine ed in epoche distanti tra loro, dall’antichità, con miti celebri e testi della Gnosi, sino ai nostri giorni, nella cultura pop: lo stesso “Signore degli anelli” di Tolkien codifica messaggi inerenti a Saturno ed ai suoi funesti influssi nella storia umana. Diremmo che gli anelli sono altrettanti cappi che soffocano l’umanità.

Ora si può comprendere perché David Bowie nel video citato brandisce un libro su cui è effigiata una stella a cinque punte di colore nero. Non è molto chiaro, invece, perché essa in alcune sequenze sia rappresentata scomposta: il presagio che sia prossima, nonostante le pericolanti condizioni attuali, una sconfitta delle forze oscure nascoste dietro questa funerea icona? Forse solo un estremo tributo, in bilico tra risentimento e devozione, nei confronti di chi ha promesso il Paradiso per spalancare infine il cancello degli Inferi.

Fonti:

N. Bergrun, Ringmakers of Saturn, 1986
A. Ciccarella, Il varco tra i mondi, 2009
D. Icke, L’imbroglio della realtà e l’inganno della percezione, Cesena, 2015, pp. 163-226
Zret, Il Signore dell’anello, 2009


Articolo correlato: Black star, 2016

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APOCALISSI ALIENE: il libro

La squola della Gelmini - di Antonio Marcianò - Gemme scolastiche da collezionare

15 gennaio, 2011

Avvistate gigantesche astronavi nell’orbita di Plutone?

La “Nezavisimaya Gazeta” riporta una notizia “ai confini della realtà” le cui fonti devono essere verificate: secondo il S.E.T.I., alcuni enormi oggetti attualmente oltre l’orbita di Plutone sarebbero delle astronavi extraterrestri che, nei prossimi anni, potrebbero attaccare la Terra. Di primo acchito, il tutto parrebbe il risultato di sensazionalismo giornalistico, eppure questi tempi di ferro sono percorsi da inquietanti segnali, premonizioni: sono solcati da eventi che, fino a poco tempo fa, appartenevano solo alle sceneggiature televisive e cinematografiche più sbrigliate. Così la possibilità di un’intrusione aliena, forse sotto forma olografica come attuazione del "Progetto Bluebeam", non si può escludere. Inoltre il riferimento a H.A.A.R.P. nell’articolo che abbiamo tradotto, si incastra in quella che abbiamo definito “la guerra segreta”. Davvero lunare nel testo, il cenno a presunti rapimenti su Selene, ma che la 'dark side of the Moon' nasconda oscuri segreti è noto.

E’ assai arduo immaginare gli orizzonti futuri, poiché le variabili in gioco sono numerose ed in quanto gli avvenimenti gettano ombre imponderabili. Lo scacchiere cosmico è labirintico. Tuttavia, con o senza invasioni, si ha l’impressione che il guado decisivo non sia tanto lontano. Pochi lo attraverseranno indenni e molti annegheranno? Plausibile.

Scrive Angelo Ciccarella nello studio “La radice della realtà”, 2010 (X Times, n. 27): “Il punto di svolta previsto per il 2012 non può essere concepito se non come il punto di incontro tra l’Universo pervenuto al limite di centrazione ed un altro Centro ancora più profondo”. Così si prospetta una svolta che trascende le “semplici” dinamiche storiche per investire il cuore della realtà, la cui essenza vera ci sfugge, ma che pulsa sotto la campitura uniforme dei fenomeni.

Coloro che si affannano a nascondere i cambiamenti in atto (molti sono terribili prove), abbarbicati disperatamente ad un mondo che si sta sgretolando, sghignazzano di fronte a scenari che bollano come assurdi, pazzeschi. Ci insegna, però, Eraclito l’oscuro che “la verità è inverosimile”: è inverosimile sino a quando non ci sbattiamo il naso contro.

[...] Il S.E.T.I. (Search for extraterrestrial intelligence), un'organizzazione indipendente e non commerciale, ha rilasciato una dichiarazione sensazionale. Tre astronavi giganti si starebbero dirigendo verso la Terra. La più grande di loro è di 240 kilometri di larghezza. Attualmente gli oggetti sono oltre l'orbita di Plutone.

Le astronavi sono state rilevate dal sistema di ricerca H.A.A.R.P. Il sistema, con base in Alaska, è stato progettato per studiare il fenomeno delle aurore boreali. Secondo i ricercatori del S.E.T.I., gli oggetti sono astronavi extraterrestri. Esse saranno visibili con i telescopi ottici, non appena avranno raggiunto l'orbita di Marte. Il governo statunitense è stato informato dell'evento. Le navi saranno in prossimità della Terra nel dicembre 2012.

La data del presunto contatto con la civiltà dello spazio porta in primo piano i pensieri sul calendario Maya che termina il 21 dicembre 2012. E' solo una coincidenza? Molto probabilmente i ricercatori S.E.T.I. hanno scambiato il loro desiderio per realtà: cinquanta anni di costante monitoraggio dello spazio non hanno prodotto alcun risultato. (Questo non è vero, n.d.t. Si legga l'articolo Dalla Terra al cosmo) [...]

Si dice che gli Statunitensi abbiano classificato moltissime informazioni sulle scoperte concernenti la Luna. Nel 1988, un importante funzionario cinese, esponente del programma spaziale della sua nazione, presentò le immagini di impronte umane sulla superficie selenica. Il funzionario dichiarò di aver ricevuto le informazioni da una fonte affidabile ed accusò gli Statunitensi di occultare questi rapporti. Le foto portano la data dal 3 agosto 1969 - due settimane dopo che Armstrong ed Aldrin scesero sulla superficie del satellite, il 20 luglio 1969. Pertanto i materiali della missione lunare sono stati studiati e classificati dalla N.A.S.A.

Il 15 marzo 2009, il “New York Times” pubblicò un'altra sensazionale indiscrezione. Lo stesso funzionario cinese, Mao Kan, ha rivelato di aver ottenuto 1.000 fotografie segrete della N.A.S.A.: gli scatti ritraggono non solo le impronte umane, ma anche una carcassa umana sulla superficie della Luna. Alcune delle ossa della carcassa sono sparse, ha affermato il funzionario. Il cadavere dell'uomo deve essere stato lasciato cadere sulla Luna da una navicella aliena, mentre gli extraterrestri hanno preso alcuni campioni di tessuto per la loro ricerca.

Le foto sono state scattate da una sonda lunare. L’atmosfera molto rarefatta permette di catturare i minimi particolari dall'orbita lunare. Le foto della carcassa sono molto chiare.

Il Dr Ken Johnston, ex direttore del Controllo foto e dati del N.A.S.A. Lunar receiving laboratory, ha asserito che gli astronauti statunitensi hanno trovato e fotografato rovine antiche di una città che sorgeva sulla Luna. Presumibilmente i cosmonauti avevano visto grandi macchinari sconosciuti sulla Luna. I dati sono stati classificati dal governo di Washington.

È tutto questo solo disinformazione o è una fantastica verità? Riusciremo mai a saperlo?

Fonte: Nezavisimaya Gazeta

Letto su
Pravda.ru


APOCALISSI ALIENE: il libro


31 gennaio, 2010

The Saturn connection

Nell'articolo intitolato "Il pianeta abitato vicino alla Terra", Paul Stonehil e Philip Mantle indugiano sulla biografia e sulla figura del noto cosmonauta sovietico Pavel Popovich (1930-2009), raccogliendo informazioni di tipo ufologico ed esobiologico.

Nello studio si legge: "Nell'agosto 2006, Popovich concesse un'intervista a Bil'var Gordona, una pubblicazione ucraina. Diversamente da altri cosmonauti che eludevano la domanda, quando gli venne chiesto se l'umanità fosse l'unica forma di vita intelligente nell'universo, egli rispose che, anni prima, Konstantin Tsiolkowsky aveva affermato che non siamo soli... Konstantin Tsiolkowsky era un visionario, filosofo e pioniere dell'Astronautica, affascinato dagli avvistamenti U.F.O. [...] Poi il cosmonauta raccontò una leggenda all'intervistatore. Molto tempo fa, esisteva un pianeta gigante vicino alla Terra, più grande di Saturno, abitato da una civiltà avanzatissima. Alcuni autori di fantascienza chiamano il pianeta Phaeton, altri Moonah. I suoi abitanti sfruttavano l'energia nucleare ed usavano il nostro pianeta come area di test: di conseguenza sul pianeta occorse un'esplosione con tragiche conseguenze. [...] Un frammento di Moonah si staccò e venne catturato dalla Terra, per diventare la nostra Luna. L'onda d'urto determinò l'inclinazione dell'asse terrestre, provocando delle inondazioni. Moonah si spostò verso lo spazio esterno, ma proprio all'ultimo momento decelerò e la sua civiltà non perì. Popovich aggiunse che aveva letto di calcoli scientifici riguardanti un pianeta gigante al confine del sistema solare, invisibile a causa della distanza. L'astronauta rivelò anche che gli abitanti di Phaeton probabilmente visitano la Terra di tanto in tanto. La loro base più vicina si trova nell'area di Saturno e possiedono tre installazioni sulla Terra: una è ubicata nelle Ande, un'altra nei fondali dell'Oceano Indiano ed una terza nell'Himalaya." Popovich ricorda che numerosi sono gli avvistamenti per opera degli equipaggi delle navi di oggetti infuocati che emergono dall'acqua o vi si tuffano.

I riferimenti del militare russo evocano antichi miti, come quelli sumerici e greco-latini (Ovidio), su collisioni di pianeti e cataclismi all'interno del sistema solare, eventi che furono studiati per primo da Immanuel Velikovsky. La leggenda riferita è la trasfigurazione di avvenimenti ancestrali cristallizzati in simboli di potente suggestione. Il pensiero corre anche al fantomatico Nibiru su cui qui non mi soffermo, poiché tema già sviscerato in un ampio articolo, quantunque non recente e quindi non aggiornato. L'aspetto notevole delle dichiarazioni sopra riportate è, però, un altro ed acquisisce un sinistro valore, alla luce di altre acquisizioni ed ipotesi. Nell'ambito dell'Ufologia, infatti, bisogna incrociare i dati, alla ricerca di sovrapposizioni, addentellati, nessi: così, di sfuggita e, per così dire, in modo obliquo, Popovich prospetta un inquietante scenario, su cui campeggia Saturno. Quasi sicuramente all'oscuro sia delle indagini condotte da Giuseppe Macaluso sia delle ricerche compiute da Angelo Ciccarella, il cosmonauta individua nel Signore degli anelli il corpo celeste su cui si troverebbe un avamposto appartenente ad una razza stellare.

L'esistenza di installazioni extraterrestri, occultate in regioni impervie o sottomarine, è poi confermata da altre fonti. Si colleghino questi sparsi, ma significativi indizi agli eventi che hanno costellato e punteggiano questi ultimi lustri, in una climax che tende la già parossistica situazione internazionale. Si provi a leggere in filigrana il contesto geo-politico con i disastri innaturali, la militarizzazione del pianeta, la creazione forse di un ambiente adatto agli invasori, le distorsioni cronotopiche (bang?)... e si delineerà un quadro di inverosimile, sulfureo realismo.

L'Armata delle tenebre avanza inavvertita trai gelidi meandri di spazi siderali.

Fonti:

A. Ciccarella, Il varco tra i mondi, in X Times, n. 10 agosto 2009
Id., Il regno di Saturno, ibid., n.13 novembre 2009
T. Good, Base Terra, Milano, 1988, passim
G. Macaluso, I dischi volanti, l'Atlantide e l'Egitto, Roma, 1967
P. Stonehil, P. Mantle, Il pianeta abitato vicino alla Terra, in X Times, n. 15 gennaio 2010


APOCALISSI ALIENE: il libro

10 ottobre, 2009

Il Signore dell'anello

Parecchi anni fa lessi un libro di Giuseppe Macaluso, intitolato I dischi volanti, l'Atlantide e l'Egitto, Roma, 1967. In questo bizzarro saggio oggi introvabile, l'autore precorreva i tempi, individuando un filo conduttore che univa il continente sommerso, la terra dei faraoni ed il contattismo. Per Macaluso Saturno era al centro di inquietanti interrogativi: era il corpo celeste donde provenivano creature i cui nomi evocavano antichi e cupi vocaboli sumerici.

A distanza di decenni il pianeta con gli anelli è di nuovo il cuore di enigmi. Nel marzo 2007 vi fu scoperto un esagono. Kevin Baines, esperto atmosferico e membro dell'équipe che individuò l'esagono sulla superficie di Saturno, affermò: "E' certamente una caratteristica molto strana, soprattutto per la configurazione geometrica molto precisa, con sei lati praticamente uguali. Non abbiamo mai visto niente di simile su nessun altro pianeta. Tra l'altro, la densa atmosfera di Saturno con moti a conformazione circolare, dominati da circolazione di celle convettive, è forse proprio l'ultimo posto dove ti aspetteresti una figura geometrica esagonale, eppure c'è..."

Recentemente il telescopio spaziale della N.A.S.A., Spitzer, ha scoperto il più grande anello di Saturno mai osservato prima di oggi. "Il laboratorio californiano ha annunciato che l'anello si situa alla periferia del sistema di Saturno, in un'orbita inclinata di 27 gradi rispetto al principale anello conosciuto. Saturno ne conta sette principali. Il nuovo anello è composto di ghiaccio e di polvere allo stato di particelle, in una atmosfera di -157 gradi Celsius. L'anello è molto esteso e non è facile vederlo, perché non riflette la luce visibile. Il telescopio Spitzer ha potuto localizzarlo grazie ai raggi infrarossi. In effetti, malgrado il suo intenso freddo, l'anello brilla sotto l'effetto di radiazioni termiche. La massa dell'anello comincia a circa sei milioni di chilometri dal pianeta e si estende su 11,9 milioni di chilometri".(APCOM.it)

La notizia segue varie indiscrezioni riguardanti gigantesche astronavi immortalate tra gli anelli. Massimo Fratini scriveva in Fotografata astronave aliena vicino Saturno: "Un oggetto spaziale non identificato è stato fotografato dalla sonda spaziale Cassini Huygens nei pressi degli anelli di Saturno. Già in passato furono scattate delle fotografie dalla stessa sonda che ritraevano oggetti cilindrici di origine aliena che sostavano nei pressi degli anelli del grande pianeta gassoso. Ora la sonda Cassini ha immortalato un oggetto stellare che, ad un tratto, ha emesso un getto di polvere, spostandosi ad una velocità impressionante".

Nell'agosto 2009 è apparso su X Times uno studio a firma di Angelo Ciccarella intitolato Il varco tra i mondi. Tra le altre ominose e conturbanti osservazioni, vi si legge: "Ai margini di un mondo dilaniato, ecco comparire l'ammorbante presenza di esseri iniqui. Tenebrosi nella loro essenza a tal punto da seguire l'unico impulso della mera distruzione di tutto ciò che nasce libero. Saturno è il portale simbolo di quel piccolo sistema solare dove un pomo azzurro galleggia placido nell'etere quantomeccanico: da lì entrano ed escono."

Sarebbe un errore considerare solo gli aspetti astronomici della questione, per quanto singolari: Saturno è, in primo luogo, emblema dell'età dell'Acquario, nel suo versante oscuro e glaciale. Inoltre è presumibile che, in un universo multidimensionale, il pianeta con gli anelli sia, come sostiene Ciccarella, una porta verso l'altrove, un cancello che ci separa da mondi archetipici, ancestrali, una crepa nella volta che copre l'Inferno. In tempi non sospetti Ciccarella riportava le dichiarazioni di un insider, H.C.: "... la notizia è altamente classificata: sotto gli anelli di Saturno sosta il Gigante... così è denominato in ambito diplomatico."

Siamo dunque vicini (o già nel mezzo?) ad un conflitto titanico, inimmaginabile. Gli occhi non lo percepiscono, ma un brivido cosmico scuote l'irreale silenzio della notte.

Nell'astrologia il glifo di Saturno è una falce, immagine del Tempo che distrugge e recide. Chronos era per i Greci il dio che divorava i suoi figli. E' il tempo di Saturno ed il tempo pare scaduto.





APOCALISSI ALIENE: il libro



01 ottobre, 2009

2012 e dintorni

Recentemente Stefano Panizza ha pubblicato un articolo intitolato Il 2012 secondo la scienza. L'autore esamina i capisaldi concernenti il 2012, come data spartiacque e prova a dimostrare che non esistono né nelle culture del lontano passato né tra gli studi scientifici di questi ultimi anni riferimenti al 2012 come snodo temporale, se si esclude qualche labile ed estemporaneo cenno. Ora, lo studio di Panizza è apprezzabile per l'impegno nella ricerca e per i toni che non sono apodittici, ma, denota, a mio parere, una carente inclinazione a considerare i valori simbolici e siano pure simboli non molto complessi, oltre a varie imprecisioni e lacune che rischiano di inficiare un'ipotesi già di per sé caduca.

Ad esempio, Panizza scrive: "Secondo la più scientifica delle teorie ‘eretiche’, quella di Robert Schoch, la Sfinge potrebbe risalire al 5-7000 a.C., periodo di piogge torrenziali atte ad erodere il corpo della struttura. Riflettiamo un attimo. E' plausibile che nel 7000 a.C. si inizi un progetto che si riferisce al 10.450 a.C. (ed in questi 3000 anni come si è conservata notizia?) ma venga completato solo nel 2.450 a.C., dopo cioè 5000 anni? Ed il tutto allo scopo di avvisare le antiche generazioni? Considerando come gli Egizi trattavano gli altri, francamente risulta alquanto sospetta questa premura per il prossimo". Qui si può osservare che la cronologia suggerita da Schoch è dettata da prudenza, essendo una retrodatazione minima: il geologo statunitense, infatti, non nega che la Sfinge potrebbe essere più vetusta e rimontare all'XI millennio a.C.[1] Il complesso fu presumibilmente modificato più che completato da Chefren, faraone della IV dinastia sotto il cui regno fu riscolpito il volto della statua. Questo non è poi così strano: quante chiese medievali furono trasformate nei secoli successivi, in età rinascimentale e barocca! In verità è difficile pensare che nell'XI millennio già esistesse il popolo degli Egizi, semmai i superstiti di Atlantide erano approdati in varie regioni della Terra e, a conoscenza del fenomeno precessionale e dei suoi influssi sui cicli storici, intesero forse avvertire non i posteri tout court di futuri cambiamenti, ma alcune confraternite che trasmisero una tradizione sapienziale di generazione in generazione. E' assodato che i popoli antichi, ossessionati dal moto precessionale del sole (si legga almeno G. De Santillana, E. Von Echend, Il mulino di Amleto), ne codificarono le principali cifre nei miti e nell'arte (vedi 23 gradi e 5). Gli stessi monumenti megalitici sono probabilmente giganteschi orologi precessionali. E' poi indiscutibile che, sebbene con una banda di oscillazione di alcuni decenni, siamo ormai verso la fine dell'età dominata dal segno dei Pesci, epoca coincidente con la diffusione del Cristianesimo, tra i cui emblemi si annovera il pesce (Ichtys in greco).

Tralascio altre coordinate del tema, limitandomi a rilevare che, se non sappiamo che cosa accadrà nei prossimi anni, possiamo asserire, però, che il 3113 a.C., anno in cui cominciò il Quinto sole per i Maya, combacia con una svolta decisiva tanto è vero che in quel periodo si colloca, grosso modo, il confine tra preistoria e storia, con lo sviluppo delle "prime" civiltà fluviali. Non è una differenza di poco conto. Sui fenomeni riguardanti la migrazione dei poli, l'attività della nostra stella, le anomalie gravitazionali ai confini del sistema solare, l’allineamento della terra con il centro della galassia… si pronunceranno gli esperti, ma è evidente che assistiamo a sconvolgimenti atmosferici e tettonici sempre più frequenti e disastrosi. Qualcuno forse ritiene che tutto ciò sia normale? Ritengo siano manifestazioni di origine per lo più artificiale, ma, ammesso che siano naturali o il risultato di una sinergia tra natura e tecnologie militari, sembrano preludere a cataclismi ancora più rovinosi. Questo non significa accodarsi ai catastrofisti, tra i quali si annidano moltissimi disinformatori che ci tormentano con la storiella dei cambiamenti climatici, ma sarebbe ipocrita nascondere che siamo prossimi ad una fase spaventosa e necessaria, sebbene ne possa scaturire una palingenesi. Il parto è doloroso, ma poi viene alla luce una nuova vita.

Il 2012: eliminiamo pure tutta l'enfasi su questo anno, ridimensionando o azzerando retaggi ed indizi culturali che comunque non mancano. Resta la potente (e nera) valenza simbolica della data 21-12-2012, da cui, anche se con calcoli macchinosi, si può ricavare il 666, ma che è soprattutto legata al numero 236, la cui somma è 11. Consideriamo pure tutte queste cifre delle mere combinazioni: non si può dimenticare che moltissime scadenze ed innovazioni decise dai governi, pròtesi dell'esecutivo mondiale occulto, si riferiscono al fatidico anno. Ricordando che la Cabal sceglie spesso delle date significative per indicare le "stazioni" verso il Nuovo ordine mondiale, non mi stupirei se, basandosi su una martellante ed astuta campagna mediatica, gli Ottenebrati decidessero di usare il 21-12-2012 come linea di confine, forse con l'instaurazione di una dittatura planetaria, preparata con studiata gradualità.

Se si definisse simbolismo la banale, ma sinistra lotteria degli Oscurati, si oltraggerebbero tutti gli studiosi di esoterismo e di tradizioni: nondimeno è ancora un giorno eloquente sotto il profilo numerico quello scelto per bombardare la Luna, ufficialmente alla ricerca di acqua nel sottosuolo selenico. E' il 9-10-2009: tolti gli zeri e sommando le cifre dell'anno, otteniamo 9 11... un'inquietante evocazione.

Alla fine, omettendo di sfiorare altri addentellati tradizionali, mitologici, astronomici ed emblematici circa il 2012 (in parte sono stati già toccati, ad esempio, in Assenzio), si deve individuare nell'articolo di Panizza un approccio piuttosto equilibrato, ma empirico e, in quanto tale, riduttivo.[2] La sonda di Panizza va poco in profondità e non esplora territori di frontiera, indagati, invece, con acume, ad esempio, da Angelo Ciccarella nell’articolo Il varco tra i mondi, in X Times n. 11, settembre 2009. Benché Il varco tra i mondi non si riferisca esplicitamente al 2012, capta i segnali di una prossima transizione. Dunque lo studio di Panizza è rassicurante, poiché inscritto nel piccolo e confortevole cerchio dell’empiria e soprattuto del "va tutto bene". Se solo si osasse oltrepassare la circonferenza della scienza ortodossa, si scoprirebbero interessanti correlazioni.

Così tutte le interpretazioni pionieristiche ed eccentriche (le verità sono sempre oltre) sono escluse, come se il cosmo fosse confinato al visibile, come se esistessero solo l'archeologia e la storia accademiche, magari timidamente aggiornate da Schoch, come se gli enigmi ed i paradossi di un universo multidimensionale potessero essere spiegati, affidandosi ai comunicati ufficiali della N.A.S.A.


[1] Di recente Schoch, in base allo studio degli antichissimi resti appartenenti alla città di Gobekli Tepe (nell’attuale Turchia), ha deciso di retrodatare il monumento leonino ad un periodo oscillante tra il 10.000 ed il 12.000 a.C. Vedi R.M. Schoch, Una civiltà di dodicimila anni fa, 2009

[2] Pur rimanendo in campo scientifico, soprattutto inerente a cosmologia e paleontologia, ma con qualche apertura verso la storia dell’arte ed il simbolismo, Paul La Violette, in Earth under fire, approda a conclusioni molto diverse.



APOCALISSI ALIENE: il libro
TANKER ENEMY TV: i filmati del Comitato Nazionale

Trattato di Lisbona: firma per chiedere il referendum

11 giugno, 2009

Dietro la storia (articolo di Angelo Ciccarella)

Per mezzo di un testo lapidario ed icastico, Angelo Ciccarella ci conduce dietro e dentro la storia che non è quella dei manuali né dei ponderosi, ma per lo più inutili trattati degli "intellettuali" organici al sistema. L'aggettivo "vergognosa" riferito da Honoré de Balzac alla storia segreta si rivela quanto mai idoneo. Non meno vergognoso è ostinarsi ad ignorare decisioni ed eventi dietro le quinte.

Gli uomini comuni non sanno quali potenti forze invisibili agiscono nella storia. Sono forze a volte in lotta tra loro, espressione di centri occulti che hanno un influsso straordinario sui destini del mondo. Tanto più l'uomo è ignaro dei mondi occulti che lo governano, tanto più è manovrabile. Gli Antichi sapevano della presenza degli Dei, che agivano sulla loro vita e ne condizionavano il destino. Oggi ci allontaniamo sempre più dalla verità. Crediamo di essere liberi, padroni della nostra vita, ma la catena invisibile che ci lega ogni giorno si rafforza. Non c'è peggior schiavo di chi non sa vedere il laccio che lo imprigiona.

I “gialli” più avvincenti sono celati tra i meandri della storia. Spesso il “fantastico” diviene realtà nei modi più inattesi. Un mondo invisibile e parallelo, “sincronico” ed acausale, condiziona un’umanità disattenta che crede unicamente alle leggi della logica.

A volte crediamo di avere delle idee, delle intuizioni improvvise che ci aprono porte inaspettate. Crediamo che tutto questo venga da noi, che sia frutto della nostra ispirazione e della nostra intelligenza; in realtà ogni cosa che sfiora la nostra mente viene da un'altra dimensione. Lo scienziato che compie una scoperta rivoluzionaria, lo scrittore che di getto scrive un capolavoro, spesso non sanno di essere ispirati da suggeritori occulti.

Il criminale che, spinto da un impulso improvviso, uccide un'altra persona, si ferma come svuotato ad osservare il corpo inanimato che gli sta davanti e dice: "Non sono stato io, qualcosa si è impossessato di me e, in pochi istanti, offuscando il potere della volontà, mi ha spinto all’omicidio." Quest'uomo griderà inutilmente la verità ai giudici, perché nessuno gli crederà. Dirà che il suo gesto insensato è stato come un fulmine, un'improvvisa scarica di energia. Al massimo gli riconosceranno l’infermità mentale. Solo qualcuno, per un istante, sarà sfiorato dal dubbio che quell'uomo abbia detto qualcosa di tremendamente vero, però si fermerà spaventato davanti al baratro e scaccerà questi pensieri dalla mente, tornando tra le braccia rassicuranti della Dea Ragione che nasconde gli abissi e protegge l'uomo da traumi insopportabili.

Ma, se solo un giudice potesse scrutare tra le misteriose alchimie degli eventi, se intuisse cosa si agita nell’invisibile, leggendo il copione che quotidianamente ci viene sussurrato, forse non avrebbe il coraggio di emettere alcuna sentenza.

Leggi qui l'articolo di Angelo Ciccarella tratto dal blog Ilgrandeignoto



APOCALISSI ALIENE: il libro
TANKER ENEMY TV: i filmati del Comitato Nazionale

Trattato di Lisbona: firma per chiedere il referendum

06 aprile, 2009

Portali-addendum

Secondo Angelo Ciccarella, la città di Lipsia, nell'ex Germania est si può considerare un portale. Nell'articolo intitolato La faccia occulta del Comunismo, lo studioso riferisce di audaci e pericolosi esperimenti compiuti dalla Stasi, la famigerata polizia segreta della Repubblica "democratica" tedesca, nel centro militare di Lipsia.

L'autore scrive: "Ad un certo punto degli esperimenti collettivi, qualcosa avvenne, qualcosa di terribile si rivelò. Un arco di radiazioni elettromagnetiche in espansione saliva attraverso gli strati delle vecchie e mai perdute trasmissioni radio di tutto il mondo. Mentre l'arco procedeva in avanti nello spazio, viaggiava indietro nel tempo e tutti i sensitivi, i tecnici, gli agenti Stasi presenti nel laboratorio, ascoltarono voci di persone morte da tempo, fino a tornare verso la prima trasmissione di Marconi e... verso il silenzio. Poi, di botto, una cascata inarrestabile di fenomeni: onde scalari, anomali flussi energetici, ampio spettro di frequenze E.M. e nota di fondo dominante, fragorosa. Uno squarcio nel vuoto ed ecco comparire un grande arazzo sopra le teste dei presenti. Vi era raffigurato un animale, una salamandra in mezzo alle fiamme. Si era creato un punto cieco, un varco dimensionale. Inavvertitamente, pigiando un tasto, oltre lo specchio si era acceso un led. Le facoltà extrasensoriali di uomini e donne unite ad un glifo psicoacustico ed ad un codice alieno (?) avevano trapassato le Porte del Tempo. La Quarta dimensione non è impenetrabile. Quando si lacera la sua struttura connettiva
, ne sopravviene un universo tangente, instabile, limitato nella trasmissione. Esisterebbero così infiniti universi, nei quali si svilupperebbero, in maniera indipendente, tutte le alternative possibili, a partire da una situazione che ha la possibilità di evolvere in diversi modi... Ciascuna alternativa diventerebbe così realizzata e praticabile in un mondo a sé, senza essere cancellata dalle altre nelle vicende di un unico mondo... Lipsia era un cancello stellare che attendeva da tempo di essere aperto, un dispositivo in grado di viaggiare nel tempo e nelle dimensioni. I massimi esperti di fisica e di elettronica provarono inutilmente ad usare il portale come arma. Il portale da solo non serve a nulla; per funzionare ha bisogno di un suo omologo di uscita nel segmento spazio-temporale di arrivo. Indovinate dove si trova l'altra porta e soprattutto chi la detiene?"

Ciccarella intravede dietro le quinte della storia una cospirazione di proporzioni gigantesche: il nome in codice dell’Entità che agisce nell’ombra è Salamandra. La salamandra, animale che, nella tradizione, era in grado di vivere nel fuoco, ricorda le figure create dal plasma.

Nel suo testo criptico, non privo di autocompiacimento e di qualche tono da ierofante, Ciccarella ha comunque il merito di rispolverare gli inquietanti scenari di un conflitto segreto, il conflitto delle psicospie. Durante gli anni della Guerra fredda, agenti psichici statunitensi (famoso è lo scienziato ed artista Ingo Swann) e dell'est europeo si confrontarono in esperimenti di visione a distanza ed in altri ambiti relativi all'uso a fini spionistici dei poteri mentali. L'ipotesi dell'autore pare la seguente: forze extrasensoriali furono all'origine di un'apertura nella sfera spazio-temporale. E' probabile che ai risultati concorsero diaboliche tecnologie. La convergenza tra dimensione medianica e tecnologica sembra essere all'origine delle scoperte che resero celebre Marconi; un ascolto di esseri dell'altrove illuminò la mente di Tesla. Gli scientisti reputano tale approccio ridicolo, poiché essi distinguono tra la scienza e la superstizione. Sappiamo, però, quanto le ricerche di eminenti studiosi anche razionalisti siano venate di magia, di occultismo.

La riflessione sui portali, su questi aditi verso regioni invisibili ci conduce al confine della percezione ordinaria, là dove i concetti razionali si appannano per compenetrarsi con idee controintuitive, con i paradossi delle verità eccentriche ed inaccettabili, appena rasentate da intelletti sublimi. Quando ci accostiamo a certe verità mai attinte prime, esse si sbriciolano e si depauperano, a contatto con il linguaggio e la logica.

Dove potrebbe essere l'altra porta verso l'Ade? Forse nelle viscere del Gran Sasso, cui accennai in Portali, visto che si trova più o meno sulla stessa longitudine (13 gradi e 34 primi) di Lipsia (12 gradi e 23 primi)? In laboratori ricavati nel cuore della montagna, non si studierebbero solo neutrini, ma si compirebbero esperimenti segreti. Alcuni scalatori hanno affermato di aver colà notato anomalie.

Nulla è certo; tutte queste informazioni e voci vanno prese con il beneficio del dubbio, ma è evidente che la realtà è molto più enigmatica e paradossale di quanto si possa immaginare.



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