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12 dicembre, 2015

Vittoria



Qualche settimana addietro considerai con un amico l’inaccettabile preponderanza del male in questa dimensione. E’ palese che il male domina incontrastato in ogni campo, dalla “politica” all’economia, dalla società alla “scienza”, dall’”educazione” alla “medicina” e via discorrendo. E’ vero che su mille persone se ne trova una onesta ed intelligente, ma è una percentuale irrisoria, non bastevole a soddisfare la fame e sete di giustizia dei pochi uomini integerrimi: è una quota inadatta a lasciar presagire una palingenesi.

Sarà anche vero, come scrive Eben Alexander, nel bel libro “Milioni di farfalle”, che il male dell’esistenza terrena, se confrontato con le infinite, luminose meraviglie della realtà trascendente, è solo una piccola macchia, ma ci chiediamo perché il bene sia sempre collocato in un futuro lontanissimo o in una sfera metafisica. Possibile che gli esseri precipitati sul pianeta Terra debbano ognora attendere una svolta destinata a non manifestarsi mai? E’ tollerabile che ci si debba proiettare in un altrove che conosciamo poco o punto? Intanto si deve lottare con le unghie e con i denti per preservare un momento di autenticità, per custodire la propria libertà.

E’ comprensibile che molti, disgustati dalla corruzione e dall’iniquità, esigano un cambiamento qui ed ora. Ecco perché, essi, nonostante siano consapevoli che ad essere marcia non è solo la Danimarca, cercano un appiglio purchessia: ora è un movimento politico ora una chiesa ora un nuovo orientamento esistenziale. Immancabili, feroci sono le disillusioni.

Si può scovare qualche politico animato da nobili ideali, ma ha lo stesso coraggio di don Abbondio.

Che pensare poi delle varie chiese? Il Cristianesimo, nelle sue numerose ramificazioni, esercita ancora la sua attrattiva, poiché prospetta, attraverso l’idea dell’Uomo-Dio, una natura umana riconciliata con il divino. [1] Tuttavia, anche ammessa e non concessa la buona fede del clero, qual è la forma di Cristianesimo giusta fra tutte quelle esistenti? Si ha l’impressione che credere sia un placebo, un modo per placare l’ansia, per ricucire il doloroso strappo dell’anima che avvertiamo in quanto esseri senzienti. Il pifferaio Francesco attira a sé molti ingenui, ma la Chiesa cattolica tradizionalista, pur denunciando la degenerazione della dottrina, è essa stessa il risultato di una sofisticazione che risale al IV sec. d.C., ai tempi di Costantino e Teodosio. Todos caballeros.

Qualcuno vede in un leader mondiale il salvatore del genere umano… Brucerà molto il disinganno. Rinunciare alla fede in un mondo in cui poteri buoni conmbattono contro poteri cattivi è doloroso, ma, nel migliore dei casi, ad un male maggiore si oppone un male minore.

“Non praevalebunt”, si suole ripetere, ossia “Le forze del male non prevarranno”. Appunto, in futuro il male non trionferà, ma per ora stravince e prende tutto, come il banco al tavolo da gioco. The winner takes it all…

E’ incredibile l’accelerazione che le legioni delle tenebre hanno impresso a questi tempi scivolosi: si è ogni istante colpiti da fitte gragnole di menzogne e di angherie. Non appena crediamo di poter alzare il capo, ecco che un’altra grandinata di bugie e di vessazioni ci costringe a rannicchiarci. Si vive ormai sulla difensiva, si arretra ogni giorno un po’, gli avamposti sono conquistati uno dopo l’altro.

Resta oggi solo la roccaforte della propria coscienza: il baluardo inespugnabile che, circondato dalle armate ahrimaniche, troneggia a testimoniare la Vittoria, quella vera, quella definitiva.

[1] Precisiamo che non tutte le confessioni cristiane (paoline?) vedono in Gesù l’Uomo-Dio, ma non vogliamo qui affrontare un discorso teologico su cui ci siamo diffusi in altri articoli.

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APOCALISSI ALIENE: il libro

La squola della Gelmini - di Antonio Marcianò - Gemme scolastiche da collezionare

15 febbraio, 2014

Rileggere alcuni aspetti del Cristianesimo (seconda parte)


Leggi qui la prima parte.

La sconfitta degli Ariani

Non dimentico che la Chiesa celtica è in nuce ariana: il suo patrimonio culturale è notevole. La Chiesa celtica, che sa integrare la tradizione gaelica, è costretta ad assoggettarsi a Roma con il sinodo di Whitby del 664 d.C. Mi pare che l’Arianesimo, secondo cui Cristo è una creatura intermediaria tra Dio-Padre e l’umanità, offra una dottrina non solo un po' più aderente agli Evangeli, ma pure estranea ai cervellotici dogmi del simbolo niceno-cattolico.

Con Costantino, lo scaltro e spregiudicato imperatore che vede nella religione un instrumentum regni, benché egli riceva il battesimo, in articulo mortis, secondo il rito ariano, la Chiesa nicena vince la prima battaglia. Vince la guerra – come è noto – con Teodosio. Tuttavia la Chiesa dal IV secolo in poi è ancora “cristiana”? Non si avvia piuttosto a trasformarsi in un’istituzione che, tra alti e bassi, con persone sia degne sia indegne, mira ad un potere culminato nella granitica teocrazia del Basso Medioevo, nello sterminio di altri cristiani “eretici”, nella logorante lotta con l’Impero?

Le acque sorgive del Cristianesimo scorrono nelle correnti esoteriche ed eretiche, quelle che alimentano l’immortale poesia di Dante (fu cristiano in senso stretto?) o l’arte sublime di Michelangelo. La Chiesa ufficiale con il passare dei secoli si secolarizza ed il suo tesoro, in buona parte ereditato dall’Urbe pagana, si disperde. Certo, alcuni vescovi, cardinali e papi sono mecenati, ma il Vaticano, in età moderna, è ormai una sontuosa monarchia retta per lo più da pontefici fatui: mi chiedo che cosa sia rimasto del Cristianesimo, ammesso che tale termine abbia un significato univoco e non lo ha.

Il Cristianesimo primitivo è quello dei Nazirei cui subentra l’audace rielaborazione soteriologica di Shaul-Paolo. Nei secoli seguenti la religione, impropriamente definita cristiana, si impone nell’Impero romano. Tra IX e XI secolo il Cristianesimo si divide tra Cattolici ed Ortodossi: quali sono i “veri” cristiani?

La storia del C. è costellata di luoghi comuni: è assodato che le persecuzioni contro i proseliti del nuovo credo non furono feroci, a differenza di come le hanno enfatizzate certi romanzi e film pseudo-storici quali “Quo vadis?” Diocleziano tenta di estirpare la superstitio, ma le persecuzioni nella parte orientale dell’Impero sono piuttosto blande, anzi il Cesare Galerio si decide nel 311 d.C. a promulgare l’editto di Serdica con cui si riconosce la liceità di tutte le religioni monoteiste. In fondo sacrificare agli dei significa solo bruciare qualche grano d’incenso di fronte all’effigie del principe. La celebrazione dei martiri più che altro alimenta l’infocata retorica degli apologeti. La teologia cristiana successiva, però, accantona gran parte della polemica anti-pagana per recuperare idee e valori della cultura classica: è ancora cristiana? Così Agostino media tra Platone e Cristo: si inventa l’anima immortale, l’inferno, il peccato originale, anche se nella Bibbia non si trova neppure un cenno a tale macula primigenia. Sta nascendo una nuova filosofia denominata, a torto, cristiana. E’ fondamentale il contributo del vescovo d’Ippona che nel "De civitate Dei” fornisce i capisaldi ideologici al C., mentre le “Confessioni” (sopravvalutate, se si escludono i brani sulla memoria e sul tempo, il libro è poca cosa), sembrano ripercorrere più una carriera ecclesiastica che un’esperienza interiore.

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APOCALISSI ALIENE: il libro

La squola della Gelmini - di Antonio Marcianò - Gemme scolastiche da collezionare

06 febbraio, 2014

Rileggere alcuni aspetti del Cristianesimo (prima parte)


Un quadro contraddittorio

In un suo recente articolo intitolato “E’ in atto una campagna anti-cristiana per sradicare ciò che resta del senso religioso”, 2014, il Professor Francesco Lamendola denuncia la crociata contro il Cristianesimo a favore di un’ideologia materialista ed atea. Che la nostra società sia dimentica del sacro è indubbio.

Nella sua polemica contro filosofastri contemporanei, tardo-marxisti, tardo-nietzschiani, tardo-freudiani, l’autore dipinge un ritratto icastico di codesti stanchi epigoni. “Sono figure, in fondo, folcloristiche e tutto sommato pochissimo interessanti: accettarli come interlocutori in un serio dibattito culturale significa conferire loro una dignità intellettuale che non possiedono e alimentare l’arroganza, il narcisismo e la spavalda faciloneria che costituiscono il loro abito mentale. Essi, semmai, rappresentano dei buoni esempi di quel che si intende per supponenza dello scientismo; degli esempi in negativo di tutto ciò che non è autentico spirito scientifico né autentico senso storico, perché della scienza e della storia essi vedono sono quel che fa loro comodo vedere e negano o travisano con la massima impudenza tutto il resto. Sono pertanto dei faziosi, dei partigiani, dei militanti di un’ideologia totalitaria che si cela dietro una serie di formule, facili ed accattivanti, di sapore libertario e di largo smercio presso un pubblico che non va troppo per il sottile sul piano intellettuale”.

E’ fantastico: questo è anche il ritratto perfetto, l’ipotiposi dei negazionisti!

Il discorso, però, è più complesso di quanto si potrebbe pensare: rifuggirei da una schematica e tranquillizzante opposizione tra i buoni (i Cristiani, anzi i Cattolici) ed i cattivi (atei, agnostici, massoni...). Si può solo concordare con il Nostro quando demolisce l’idealizzazione del paganesimo gioioso e solare: l’età antica, come ogni epoca umana (umana?) è un groviglio inestricabile di bene e di male. Con i monumenti letterari, filosofici, artistici, scientifici… , alte testimonianze del mondo classico, stridono le efferatezze delle guerre, dei giochi gladiatori, delle stragi, della schiavitù…

Tuttavia ciò non vale forse anche per il Medioevo cristiano? Monasteri in cui pazienti amanuensi copiavano i testi antichi, chiese impreziosite da mosaici e da affreschi, eccelse opere d’arte... : la media tempestas fu un’età splendida, eppure... Eppure accanto a questi fasti, come in un dittico, si assiepano orrori e bugie innominabili: l’omicidio di Ipazia su istigazione di Cirillo, vescovo di Alessandria, le pie frodi di alcuni padri della Chiesa, le menzogne di Eusebio, le persecuzioni ai danni di Pagani, Manichei, Ebrei, Ariani dopo l’editto di Tessalonica, promulgato da Teodosio il Grande nel 380 d.C. fino alla simonia ed alla corruzione esecrate da Dante, fino al Tribunale dell’Inquisizione... La Chiesa cattolica non vanta molti rivali, quanto a numero di vittime: dalle persecuzioni dei Donatisti (cristiani ostili a qualsiasi collaborazione con l’Impero) sino alle atroci carneficine perpetrate dagli Ustascia cattolici in Jugoslavia, è difficile contare quanti uomini e donne furono massacrati in nome di Cristo.

Eppure è doveroso tessere un elogio del Cristianesimo: qui mi riferisco per lo più alle chiese ariane che furono di solito migliori della rigida chiesa nicena (cattolica dall’anno 867). Ariano fu il re degli Ostrogoti Teodorico che si adoperò per una coesistenza pacifica tra Ariani (i Goti) e Niceni (gli Italici). Il suo progetto fallì soprattutto a causa dell’intrigante diplomazia bizantina.

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APOCALISSI ALIENE: il libro

La squola della Gelmini - di Antonio Marcianò - Gemme scolastiche da collezionare

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