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10 agosto, 2016

Petrus Romanus?



Il potere ha tanti volti, ma un’unica anima... nera.

Stando alle profezie (autentiche?) di San Malachia, l’attuale papa, il centesimo ed undecimo della serie, è l’ultimo della Chiesa cattolica. È noto che il monaco identificò ciascun pontefice con un breve sintagma: Francesco sarebbe Petrus Romanus. E’ un epiteto che, a differenza di molti altri, risulta generico e comunque inidoneo a contraddistinguere l’attuale vescovo di Roma. [2] Petrus di per sé pare riferirsi ad un papa tout court, come l’aggettivo Romanus. Bergoglio forse non è stato neppure eletto dal conclave in modo regolare, inoltre Benedetto XVI è ancora pontefice: abbiamo quindi uno pseudo-papa (il falso profeta?) ed un “pontefice emerito”.

Chi è veramente poi Bergoglio? Ci sembra il “Sommo Sacerdote” della futura esecranda chiesa mondiale, vista la sua politica “ecumenica” e demagogica nei confronti dell’Islam e del Giudaismo. E’ la trista Confraternita neo-babilonese in cui paiono destinate a confluire per lo meno le tre religioni medio-orientali: la fede maomettana, l’Ebraismo ed il Cattolicesimo, tutt’e tre culti arcontici in cui, tuttavia, come in un’emulsione, restano gocce di spiritualità. Dunque potrebbe essere qualcun altro il "vicario di Cristo", l’ultimo? I giochi e le lotte di potere all’interno del Vaticano ci riserveranno forse ancora qualche sorpresa…

[1] “In persecutione extrema Sanctae Romanae Ecclesiae sedebit Petrus Romanus qui pascet oves in multis tribulationibus; quibus transactis, civitas septicollis diruetur et Judex tremendus iudicabit populum suum. Finis”. “Durante l'ultima persecuzione della Santa Romana Chiesa siederà [un] Pietro [il] Romano che pascerà il gregge fra molte tribolazioni; passate queste, la città dai sette colli sarà distrutta ed il tremendo Giudice giudicherà il suo popolo. Fine”. Alcuni esegeti opinano che la città sui sette colli non sia Roma ma Gerusalemme.

[2] En passant osserviamo che l’espressione designante Giovanni Paolo II, ossia De labore solis, a nostro parere, non rinvia al prosaico fatto che egli proveniva dall’Europa orientale, ma all’oscurità che colui impersonò, poiché Karol Woytila fu un collaboratore della C.I.A. e strenuo fautore del Novus ordo seclorum.

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APOCALISSI ALIENE: il libro

22 maggio, 2016

Bersaglio ignobile



"L'ignoranza è forza". (G. Orwell)

“Conosci il tuo nemico”, si suole ripetere. Purtroppo la stragrande maggioranza delle persone ignora chi sia veramente il nemico: i sudditi si accaniscono contro la classe “politica”, simili a cavalieri di giostre rinascimentali che colpiscono con le lance un inerte saracino. Ormai incapaci di affrontare un rivale vero, si esercita un decadente spirito marziale contro miseri surrogati. Che senso ha infierire – a parole – contro pupazzi pazzi?

Qualcuno crede di aver individuato il bersaglio nei banchieri, nei dirigenti delle multinazionali, nei generali: sono dei banditi, degli esseri spregevoli, eppure non formano la Cupola. L’avidità di denaro e di dominio è il lato migliore di questa feccia. I veri padroni del vapore sono altri e sono individui loschissimi, ossessionati dalla numerologia, dai riti, dai sacrifici. E’ ciurmaglia senz’anima sia in senso letterale sia metaforico. Sono simulacri, vampiri energetici, cloni, c...i.

Come indurre la massa a capire chi è il vero avversario? E’ gente senza scrupoli, feroce, perversa, ma soprattutto di scaltrezza mefistofelica: hanno creato un sistema pressoché inossidabile. Hanno creato una realtà dove ogni loro vera intenzione è perfettamente dissimulata nel’esatto contrario. Non è solo doppiezza: è soprattutto strategia sopraffina. Chapeau.

La delusione è cocente: mentre qualcuno si sveglia, infernali manipolatori narcotizzano intere legioni di bambini ed adolescenti con le frottole più disparate: i cambiamenti climatici dovuti ai gas serra, l’evoluzionismo, la teoria del Big bang…

E’ una sfida impari, perché, dopo che si è riusciti a liberare un prigioniero, mille sono catturati ed incatenati. Così, almeno da un punto di vista numerico, si è sempre in svantaggio; ogni successo contro l’establishment rischia di essere una vittoria di Pirro.

Essi controllano i media, l’”istruzione”, i tribunali, gli Stati, le Chiese, le istituzioni, i partiti, le risorse, la tecnologia, l’energia…: le nuove generazioni sono intrappolate e la trappola si chiama “agenda digitale”, ossia la smaterializzazione di tutti i rapporti con le strutture burocratiche. Il “cittadino” è destinato a trasformarsi in un numero che potrà essere azzerato dal potere solo pigiando un tasto.

Tutti in fila verso la cella virtuale in cui l’unica luce sarà quella di uno schermo catalettico.

Insomma, o non si combatte più, perché si è ormai letargici ed acquiescenti, persino convinti di poter difendere il proprio piccolissimo hortus conclusus, fino a quando almeno la storia non viene a chiedere il conto; altrimenti si lotta, come se si fosse strabici, menando fendenti a vuoto.

E’ questa la situazione: un passo avanti e cento indietro. Non è lontano il giorno in cui non resterà più neppure un lembo di territorio dove ripiegare.

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APOCALISSI ALIENE: il libro

14 maggio, 2016

Nemesi



Un’oscura necessità pare dominare gli eventi. Così oggi assistiamo all’invasione di profughi e di clandestini destinati a snaturare le nazioni europee: ai campanili delle chiese si affiancano i minareti delle moschee, ai rintocchi delle campane si mescola la voce del muezzin, diffusa dagli altoparlanti.

E’ ovvio che la distruzione della decrepita cultura occidentale non è un effetto di circostanze casuali né di una politica insipiente: è un progetto oggi attuato con sempre maggiore efficacia e persino spudoratezza. Riflettiamo: ha senso che un abitante dell’Africa o del Medio Oriente decida di lasciare la sua terra, le sue radici, la sua famiglia in modo del tutto spontaneo? Con la somma astronomica che deve sborsare per il viaggio ed i passeurs, non potrebbe impiantare una proficua attività economica nel paese d’origine? Li chiamano “migranti”, ma spesso vengono rapiti: assistiamo ad un’abduction di massa.

Un’implacabile nemesi pare dominare gli eventi. Dopo che i tagliagole occidentali ed i loro vili alleati levantini (Sauditi in primis) ebbero sferrato proditori attacchi, dopo aver occupato l’Iraq e l’Afghanistan, destabilizzato la Siria e lo Yemen, causando immani carneficine e devastazioni, la crepuscolare Europa è stata colpita dal rinculo dell’avanzata islamica o pseudo-islamica. Il tutto mentre gli orchi mondialisti si fregano le mani, contenti degli eccellenti risultati: le tensioni interetniche ed interreligiose sono pane per i loro vampireschi denti.

Non stupisca se papa Ciccio, uno dei pontefici più pericolosi della storia, approfitti di ogni occasione per la sua sfacciata propaganda a favore del mondialismo che è, senza giri di parole, una perfetta tirannide planetaria. Abiurando i pur pochi princìpi su cui ancora si reggeva una larvale Chiesa cattolica, questo papa apostata sta conducendo l’umanità verso il mattatoio del XXI secolo.

Ci domandiamo come i Cattolici – i fedeli, non le gerarchie che sono quasi tutte corrotte – possano tollerare le bizze e l’empietà di papa Imbroglio. Perché non ne hanno preteso l’abdicazione? Certo, i fedeli per lo più dormono della grossa e, mentre si dorme, il ladro entra in casa.

Vero è che uno scisma all’interno della Chiesa di Roma, scisma che ci pare probabile, sarà uno fra i segni degli ultimi tempi, quelli che stiamo “vivendo” sotto un cielo senza più nuvole, senza colori, senz’anima. E’ un cielo che sta per crollarci addosso.

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APOCALISSI ALIENE: il libro

16 aprile, 2016

Oltre Renzi: da Grillo e dal grullo alla Dittatura



L’astro di Renzi è sempre più opaco; è deceduto Gianroberto Casaleggio (sit ei terra levis) ed è quasi apoteosi. Quali sono i piani delle sedicenti élites per la “povera Italia”? Nulla di positivo pare delinearsi all’orizzonte: dopo che il grullo fiorentino avrà adempiuto il suo compito precipuo, stravolgere l’assetto istituzionale del paese, subentrerà il politbjuro pentastellato legato a strutture paramassoniche? E’ probabile: gli Italiani, come sempre, si lasceranno abbindolare: Di Maio e Di Battista paiono le figure più adatte per incarnare il “rinnovamento”, il “cambiamento”.

Lo scenario che si profila si riferisce all’instaurazione di un potere tecnocratico, secondo l’ideologia internazionalsocialista bandita dal profeta Casaleggio. E’ questione di stirpi, di dinastie: Davide Casaleggio alias Davide Rai alias Davide Pentastellato, figlio maggiore dello spin doctor, è un fanatico negazionista: che cosa ci si può dunque attendere? Appartiene a quella setta di esaltati che condannerebbero a morte un cittadino che getta la carta di una caramella sul marciapiede, mentre ignorano la deliberata distruzione della biosfera tramite la geoingegneria bellica.

Falso ambientalismo, falsa democrazia diretta, falsa tolleranza, falsa libertà… tutto è falso nella “politica” del Movimento Cinque Stelle, proprio come nella comunicazione dei suoi fiancheggiatori ed araldi. Non è un caso se Messora, Mazzucco et al., pur con qualche distinguo, tendono a legittimare ed a sostenere le balzane iniziative pentastellate.

L’informazione, che di indipendente ha solo labilissime parvenze, è spesso in prima linea nel magnificare le proposte grilline che si possono riassumere in un mostruoso connubio fra agenda digitale e demagogia. Vedo già giornalisti ed opinionisti, che sono sempre stati ostili a Grillo ed ai suoi adepti, salire sul carro dei vincitori ed inneggiare ai consoli: Di Battista e Di Maio.

L’Italia, auspici il Vaticano (Babilonia la Grande) ed altri potentati, è destinata a diventare il laboratorio del Nuovo ordine mondiale, il paradigma di una società disfatta, di una nazione snaturata, impoverita ed imbarbarita dove gli Italiani saranno sempre più tartassati e torturati da leggi liberticide, mentre gli stranieri saranno blanditi e vezzeggiati, con la scusa dell’integrazione e dell’inclusione.

Mala tempora currunt, sed peiora parantur: mai detto latino fu più adatto.

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APOCALISSI ALIENE: il libro

09 aprile, 2016

Alleanza



In questi anni non è stato possibile imprimere una svolta positiva agli accadimenti: anzi la situazione sembra precipitare di giorno in giorno, di minuto in minuto. Perché non si è riusciti in queste impresa comunque improba? Le ragioni sono molteplici, ma qui mi soffermerei su una motivazione che non è stata adeguatamente sviscerata. Un’azione efficace implica una mobilitazione massiccia: per quanto riguarda l’Italia ed altri paesi neo-latini, il coinvolgimento di un numero cospicuo di persone, ad esempio, per una lotta serrata contro la geoingegneria clandestina, presuppone un’alleanza con i cattolici, visto che almeno ufficialmente, i cattolici sono la stragrande maggioranza della popolazione in molti degli stati in cui si parlano lingue romanze.

Ora tralasciamo il fatto per cui la Chiesa cattolica e, in generale, le varie istituzioni “religiose” sono la punta di diamante del mondialismo, un’intesa con i Cattolici o, più in generale, con i Cristiani, si rivela pressoché inattuabile, poiché il Cristianesimo è geneticamente un credo radicato in una mentalità secolare, patriarcale, gerarchica e dominatrice, proprio quella che intendiamo combattere. Solo il superamento di codesta ideologia può coincidere con una reale palingenesi non solo materiale ma anche etica e spirituale. Quale giustizia si può concepire, se si continua a pensare in termini di potere, di controllo, di sopraffazione del prossimo e della natura, di spirito vendicativo?

Nell’articolo “Idealizzazione” scrivevamo: “Invero, il Cristianesimo abita nel cuore dell’inconciliabilità: se lo accettiamo, dobbiamo accettare pure l’Antico testamento con le sue intollerabili venature arcontiche; se lo rifiutiamo, dobbiamo staccarlo dalla matrice sumero-egizio-ebraico-arcontica, ma, così agendo, lo trasformiamo in un mythos, nel simbolo di cui si diceva con tutte le conseguenze del caso, tra cui forse la rinuncia ad attendere una salvezza esterna destinata a non arrivare mai”.

Si può qui aggiungere che il Cristianesimo è, al pari dell’Islam, una metamorfosi dell’Ebraismo che, a sua volta, è una fede sciovinista e maschilista. Saremmo tentati di porci la domanda se dunque anche la religione fondata da Paolo non sia, tutto sommato, di natura arcontica per i suoi imbarazzanti risultati storici e specialmente per il suo D.N.A.

Possiamo strappare il Cristianesimo dalle sue radici ebraiche, conservando, ad esempio, solo il Nuovo Testamento per rigettare il Vecchio? No, perché è nell’Antico Testamento che si leggono presunte profezie riguardanti l’avvento del Messia. No, perché senza l’humus israelitico il Cristianesimo è una pianta che, svelta dal terreno, è destinata, prima o dopo, a seccarsi.

Ancora prima di tanti studiosi e traduttori contemporanei, fu Nietzsche ad evidenziare nelle caste sacerdotali, soprattutto bibliche, un’incoercibile volontà di potenza ed un crasso materialismo, benché mascherati dietro veli di sacralità e di morale. “Genealogia della morale” è testo dall’analisi potente ed impietosa: ciò che è spacciato per etica nasconde inconfessabili propositi egemonici. Sono gli stessi propositi di dominio della coscienza che il filosofo tedesco, in fondo un anarchico, individua nella confraternita paolina da cui si sviluppò il Cristianesimo.

Dunque non è un caso se una lega con i Cattolici convinti è illusoria e persino sconsigliabile: significherebbe accogliere nelle proprie schiere persone che, pur in buona fede, portano con sé pregiudizi arcontici, atteggiamenti oscillanti fra il negazionismo, l’inerzia presentata come fede, il culto (non rispetto) dell’autorità, l’inclinazione a delegare, la devozione ingenua, il dogmatismo.

Troveremo qualche fedele disposto a considerare la Bibbia ed il Corano libri di notevole interesse storico, archeologico, persino scientifico, in taluni punti profondi, ispirati e belli, ma non dei testi sacri?

Troveremo qualcuno incline a ricostruire la cultura occidentale su altre fondamenta, riscoprendo antiche e venerande tradizioni?

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APOCALISSI ALIENE: il libro

17 gennaio, 2016

Lo Stato come Chiesa del XXI secolo



Ormai la Chiesa ha esaurito il suo ruolo storico con ed a causa di quest’ultimo papa i cui discorsi trasudano un moralismo piagnucoloso, melenso, bolso. La Chiesa di Ciccio ha perso la vestigiale aura del Sacro, per quanto fioca. Senza il Sacro né la religione né le comunità di credenti hanno più alcun senso. La Chiesa cattolica, fantasma di sé stessa, adempie ormai lo stesso ruolo di un consultorio familiare, di uno psicologo distaccato in una scuola per un paio d’ore la settimana.

E’ oggi lo Stato ad incarnare la Sacralità, seppure - sia chiaro - una Sacralità invertita: nel suo caso “sacro” è veramente esecrando, detestabile, ma chi potrebbe negare che il Potere è il Moloch abominevole cui quasi tutti, volenti o nolenti, si inchinano?

Lo Stato, in questa sua ultima, fatale metamorfosi, incute lo stesso reverenziale timore dell’Inquisizione tardo medievale e moderna: gli inquisitori odierni sono i magistrati, nerovestiti proprio come i preti. Il Potere, nuovo Torquemada, alterna e dosa sapientemente paternalismo ed intimidazioni, attitudine protettiva e coercizione.

Aveva intuito il futuro George Orwell in “1984”, dove sottolinea che il Grande fratello non vuole solo l’obbedienza dello schiavo, ma che lo schiavo lo ami. La Chiesa di Roma non esigeva forse una totale, “volontaria” adesione alla “fede in Cristo”? Non preferiva salvare l’anima, pur martoriando il corpo destinato ad essere infine bruciato sul rogo?

Il Sistema ci ama, di un amore blasfemo. Esso, lungi dal bandire il materialismo ed il consumismo, vagheggia l’edificazione di un tempio “spirituale” con adepti animati da una fede fanatica e settaria che escluda e perseguiti gli eretici.

In tutto questo si avverte certo qualcosa di spaventoso, ma pure di solenne, di ieratico: lo Stato è, infatti, un’organizzazione gerarchica, ritualistica, ma la gerarchia (letteralmente “potere del sacro”) e l’ossessione per i rituali sono la quintessenza del Potere oscuro, il Sancta sanctorum adornato in modo ampolloso con figure grottesche, benché circondato e nascosto dalle mura sobrie della “democrazia”.

Lo Stato, con le sue norme sempre più vessatorie, non si accontenta di rapinarci dei pochi beni materiali che abbiamo, di privarci delle residue libertà, giacché mira soprattutto a strapparci l’Anima. Intende piegarci affinché, genuflessi, veneriamo ed invochiamo il sanguinario idolo cui sacrificare quanto abbiamo di più caro.

Lo Stato alla fine si impossesserà di tutto, fuorché della Coscienza… di chi ne ha una.

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APOCALISSI ALIENE: il libro

La squola della Gelmini - di Antonio Marcianò - Gemme scolastiche da collezionare

12 dicembre, 2015

Vittoria



Qualche settimana addietro considerai con un amico l’inaccettabile preponderanza del male in questa dimensione. E’ palese che il male domina incontrastato in ogni campo, dalla “politica” all’economia, dalla società alla “scienza”, dall’”educazione” alla “medicina” e via discorrendo. E’ vero che su mille persone se ne trova una onesta ed intelligente, ma è una percentuale irrisoria, non bastevole a soddisfare la fame e sete di giustizia dei pochi uomini integerrimi: è una quota inadatta a lasciar presagire una palingenesi.

Sarà anche vero, come scrive Eben Alexander, nel bel libro “Milioni di farfalle”, che il male dell’esistenza terrena, se confrontato con le infinite, luminose meraviglie della realtà trascendente, è solo una piccola macchia, ma ci chiediamo perché il bene sia sempre collocato in un futuro lontanissimo o in una sfera metafisica. Possibile che gli esseri precipitati sul pianeta Terra debbano ognora attendere una svolta destinata a non manifestarsi mai? E’ tollerabile che ci si debba proiettare in un altrove che conosciamo poco o punto? Intanto si deve lottare con le unghie e con i denti per preservare un momento di autenticità, per custodire la propria libertà.

E’ comprensibile che molti, disgustati dalla corruzione e dall’iniquità, esigano un cambiamento qui ed ora. Ecco perché, essi, nonostante siano consapevoli che ad essere marcia non è solo la Danimarca, cercano un appiglio purchessia: ora è un movimento politico ora una chiesa ora un nuovo orientamento esistenziale. Immancabili, feroci sono le disillusioni.

Si può scovare qualche politico animato da nobili ideali, ma ha lo stesso coraggio di don Abbondio.

Che pensare poi delle varie chiese? Il Cristianesimo, nelle sue numerose ramificazioni, esercita ancora la sua attrattiva, poiché prospetta, attraverso l’idea dell’Uomo-Dio, una natura umana riconciliata con il divino. [1] Tuttavia, anche ammessa e non concessa la buona fede del clero, qual è la forma di Cristianesimo giusta fra tutte quelle esistenti? Si ha l’impressione che credere sia un placebo, un modo per placare l’ansia, per ricucire il doloroso strappo dell’anima che avvertiamo in quanto esseri senzienti. Il pifferaio Francesco attira a sé molti ingenui, ma la Chiesa cattolica tradizionalista, pur denunciando la degenerazione della dottrina, è essa stessa il risultato di una sofisticazione che risale al IV sec. d.C., ai tempi di Costantino e Teodosio. Todos caballeros.

Qualcuno vede in un leader mondiale il salvatore del genere umano… Brucerà molto il disinganno. Rinunciare alla fede in un mondo in cui poteri buoni conmbattono contro poteri cattivi è doloroso, ma, nel migliore dei casi, ad un male maggiore si oppone un male minore.

“Non praevalebunt”, si suole ripetere, ossia “Le forze del male non prevarranno”. Appunto, in futuro il male non trionferà, ma per ora stravince e prende tutto, come il banco al tavolo da gioco. The winner takes it all…

E’ incredibile l’accelerazione che le legioni delle tenebre hanno impresso a questi tempi scivolosi: si è ogni istante colpiti da fitte gragnole di menzogne e di angherie. Non appena crediamo di poter alzare il capo, ecco che un’altra grandinata di bugie e di vessazioni ci costringe a rannicchiarci. Si vive ormai sulla difensiva, si arretra ogni giorno un po’, gli avamposti sono conquistati uno dopo l’altro.

Resta oggi solo la roccaforte della propria coscienza: il baluardo inespugnabile che, circondato dalle armate ahrimaniche, troneggia a testimoniare la Vittoria, quella vera, quella definitiva.

[1] Precisiamo che non tutte le confessioni cristiane (paoline?) vedono in Gesù l’Uomo-Dio, ma non vogliamo qui affrontare un discorso teologico su cui ci siamo diffusi in altri articoli.

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APOCALISSI ALIENE: il libro

La squola della Gelmini - di Antonio Marcianò - Gemme scolastiche da collezionare

19 novembre, 2015

E' vero?



E’ vero che i veicoli potrebbero essere alimentati da energie pulite e poco costose?
E’ vero che esistono terapie efficaci per le varie patologie, compresi i tumori?
E’ vero che il riscaldamento globale da biossido di carbonio è una fandonia gigantesca?
E’ vero che, in assenza di servizi segreti, non sarebbero perpetrati attentati?
E’ vero che si potrebbe lavorare solo venti ore alla settimana ed avere un reddito più che decoroso?
E’ vero che si potrebbe garantire a tutti il necessario per vivere?
E’ vero che, senza i centri occulti di potere, non si combatterebbero guerre, non si creerebbero flussi migratori ed esodi di massa, crisi economiche, disgregazioni e tensioni sociali?
E’ vero che potremmo disporre di cibo sano e genuino?
E’ vero che potremmo contemplare un cielo azzurro cosparso di cumuli vaporosi?
E’ vero che potremmo vivere fino a cent’anni ed oltre?
E’ vero che si potrebbe sostenere l’amministrazione pubblica con una sola imposta indiretta, senza altri tributi e balzelli?
E’ vero che le carceri e gli ospedali sarebbero semivuoti?
E’ vero che gli eserciti e gli armamenti non avrebbero più alcuna ragione d’essere?
E’ vero che papa Ciccio è un pericoloso impostore?
E’ vero che la tecnologia potrebbe risolvere un numero enorme di problemi, invece di causarli?
E’ vero che gli esponenti della feccia dovrebbero andare non a casa, ma a lavorare nelle miniere di diamanti?
E’ vero che gli eventi più feroci non sono il risultato di coincidenze, ma che accadono perché Essi li fanno accadere?
E’ vero che non esistono “poteri buoni”?
E’ vero che i banchieri sono degli usurai?
E’ vero che Destra e Sinistra sono due facce della stessa patacca?
E’ vero che Noi non siamo come Loro?
E’ vero che…?

Scrive amaramente Michael Ellner: “Guardiamoci attorno. E’ tutto alla rovescia. I medici distruggono la salute, gli avvocati distruggono la giustizia, gli psichiatri distruggono le menti, gli scienziati distruggono la verità, i principali mezzi di comunicazione distruggono l’informazione, le religioni distruggono la spiritualità ed i governi distruggono la libertà”.

Stando così le cose, è vero o non è vero che dobbiamo svegliarci, prima che sia troppo tardi?

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APOCALISSI ALIENE: il libro

La squola della Gelmini - di Antonio Marcianò - Gemme scolastiche da collezionare

12 settembre, 2014

Façade


E’ stato tutto già deciso? E’ troppo tardi per deviare il corso degli eventi? Lo scenario internazionale appare compromesso in modo irreparabile: gli attriti tra la Federazione russa e gli Stati Uniti d’America, puntellati dai vassalli europei potrebbero essere il preludio di una conflagrazione globale.

Se consideriamo la facciata, possiamo nutrire ancora delle speranze, perché nel gioco di equilibri e di contrappesi tra le varie superpotenze del pianeta, potrebbe ancora prevalere una politica volta a preservare, pur tra numerose frizioni e scaramucce, la pace.

Se il mondo è davvero multipolare, allora restano margini di manovra per quei governi che, nonostante non siano del tutti immuni dalla Realpolitik, sanno che un conflitto globale coinciderebbe con la sconfitta di tutti i belligeranti. Sanno che una guerra nel XXI secolo sfocerebbe in un tenebroso “inverno nucleare”.

Se all’interno dell’esecutivo mondiale si annida una “quinta colonna” che si adopera per vanificare i piani dei banditi al potere, allora resta un barlume. Finora sono stati mandati al fronte ed allo sbaraglio singoli cittadini, mentre le frange dissidenti delle istituzioni paiono attendere l’occasione opportuna per agire, dimenticando forse che certi treni passano una volta sola. Un conto è l’accortezza, un altro l’inerzia.

Se, invece, assistiamo ad una sceneggiata il cui insospettabile regista si mimetizza con rara abilità, allora sarà meglio prepararsi al peggio, pur sperando nel meglio, perché una deviazione lungo un’altra linea temporale è sempre possibile, anche in extremis.

Il cruciale passaggio storico e metastorico potrebbe essere obbligato, la via potrebbe essere già stata tracciata secoli o addirittura millenni addietro. Non vorremmo sottoscrivere l’aforisma di Eschilo che sentenzia: “Ma ciò che è fatale accadrà”.

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La squola della Gelmini - di Antonio Marcianò - Gemme scolastiche da collezionare

09 settembre, 2014

Il giusto ed il buongusto


"Non è giusto!" Così esclama il bimbo cui è stato sottratto in modo immotivato un balocco. Si deve ritenere che un senso etico, per quanto confuso, sia innato o, per lo meno, precoce nell'essere umano. Che cosa significa "giusto"? Qual è la differenza tra "giusto" ed "ingiusto" di là da una concezione empirica e superficiale? Ancora una volta l'indagine etimologica non ci è di grande ausilio: "Giusto proviene dal latino ius, antichissima definizione di una formula di incitamento, portafortuna, sopravvissuta solo nelle aree che hanno conservata intatta la classe sacerdotale (indo-iranica e latina) e da cui si è svolta la nozione di diritto. Forma originaria è yeus alternante con yewes".(G. Devoto) Il lessema latino si connette al verbo iurare, giurare.

Dunque il diritto sembra radicato in forme solenni e sacre di giuramento. Tuttavia la sacralità del giuramento è venata di alcunché di sacrilego, se, ad esempio, in inglese, il verbo (to) swear significa sia "giurare" sia "bestemmiare". Anche i Vangeli condannano il giuramento. E' impossibile quindi definire il concetto di giustizia, laddove il quasi sinonimo "equità" riesce ad evocare un'ombra di significato, allorché pensiamo al latino aequor, mare, da aequus, inteso come superficie piana. Quindi l'equità è qualcosa di livellato, di uniforme.

Non erra alla fine Platone (attraverso il suo alter ego, Socrate) che, rifiutando l'idea secondo cui l'equità sarebbe "beneficare gli amici e nuocere ai nemici", o "l'utile del più forte", alla fine getta la spugna. Infatti, nella conclusione della “Politeia”, il filosofo ateniese riconosce che le sue argomentazioni non hanno fruttato i risultati sperati: non è stato chiarito che cosa sia veramente la giustizia, sebbene se ne sia riconosciuto il giovamento e si sia ammesso che essa deve essere una qualche virtù.

Che differenza rispetto a molti filosofastri, intellettualoidi, pseudo-scienziati contemporanei che pensano di poter distinguere tra giusto ed ingiusto, tra vero e falso, tra scientifico e non scientifico! Certi concetti e vocaboli dovrebbero essere maneggiati con cura, altrimenti si rischia di cristallizzarsi nel dogmatismo. Nonostante la tanto sbandierata tolleranza, la società attuale è dogmatica, intransigente. Il "sapere" è diventato apodittico. Ignoranti ed idioti, con la cassa di risonanza costituita dai media istituzionali, propagandano il pensiero unico. Lo spirito critico, l'abitudine alla ricerca e l'approccio epistemologico sono defunti. E’ necessario persino il buon gusto, quando ci si accosta a taluni lessemi e sensi. E’ una questione di savoir faire: si deve cominciare con il riconoscimento che la "giustizia" dei tribunali è quasi sempre una parodia per poi degustare i veri valori dell’equità, nel senso più nobile del termine. Proprio come un assaggiatore di vini, occorre saper apprezzare il bouquet delle parole.

Le persone sono regredite a livelli infantili, simili a quei pargoli che gridano: "Non è giusto!", quando ad un coetaneo sono date due caramelle ed a lui neanche una. Come i bambini, oggi gli adulti sono del tutto incapaci di suggerire un'idea di "giustizia", mentre si lasciano trascinare da parole emotive, da motivazioni deamicisiane. Ecco allora che i governi ed il clero facilmente persuadono la gente che una guerra è “giusta”, “umanitaria”. Il popolino è convinto che le armi sono “intelligenti”. Il popolino non si accorge dello stridente contrasto tra il nome “guerra” e gli opportunistici aggettivi che vi sono incollati. Ecco perché è sufficiente una campagna orchestrata dai parolai al "potere" per scatenare un sanguinoso conflitto. Si affila la lingua, prima di affilare le baionette.

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APOCALISSI ALIENE: il libro

La squola della Gelmini - di Antonio Marcianò - Gemme scolastiche da collezionare

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