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01 novembre, 2016

Superare il dualismo



E’ quando la situazione diventa ogni giorno più grave, più spaventosa che gli uomini dimostrano maggiore superficialità e noncuranza.

Il duello statunitense tra Trump e la Killary Clinton (o chi per lei… si vocifera che la psicopatica sia defunta e sia stata sostituita da una sosia) è una sceneggiata: come avviene in TUTTE le “democrazie” occidentali, entrambi gli sfidanti sono controllati da un unico potentato che, con una certa dose di approssimazione, possiamo definire la masnada dei banchieri, anzi usurai internazionali. Non importa chi vincerà, perché ognuno dei due candidati alla Casa bianca sarà poi costretto ad obbedire agli ordini del Governo occulto mondiale.

Lo stesso discorso vale per Putin (o chi per lui): è ovvio che per ingannare i popoli, è necessario mantenerli costantemente ipnotizzati dai giochi di prestigio. Il Presidente della Federazione russa sembra incarnare il bene, la tradizione cristiano-ortodossa contro l’Occidente corrotto e satanico. Purtroppo non è così, poiché – non ci stancheremo mai di ripeterlo – non esistono “poteri buoni” ed in quanto un reale cambiamento non può essere elargito dall’alto, non può provenire da un “Salvatore” umano.

Nel gioco delle parti Putin interpreta l’eroe che, sfidato a singolar tenzone dal cattivo, prima ignora ogni offesa, poi, quando la misura è colma, rende la pariglia. Il fine è scatenare un Terzo conflitto mondiale che, se scoppierà, sarà fomentato come i due precedenti: la guerra non sarà dovuta, se non all’apparenza, ad un attrito tra superpotenze, giacché sarà orchestrata da una Terza entità che pilota ambo i belligeranti. [1]

Anche in Italia la contrapposizione tra Partito demoncratico e Movimento Cinque Stalle è, ai vertici, finta. I terremoti artificiali, che stanno distruggendo l’’ex bel paese, rischiano di compattare le due fazioni nel nome dell’emergenza nazionale. Esiste il mortale pericolo che prevalga il sì in occasione del referendum elettorale o che la consultazione sia rinviata sine die. Le guerre e le calamità “naturali” servono, tra le altre cose, a coagulare il consenso di una popolazione spaventata ed indottrinata attorno ad un capo carismatico, affinché si conferiscano poteri straordinari ad esecutivi di “salute pubblica”.

Si pensi alla propaganda bellicista precedente la Grande guerra (1914-1918): essa convinse la maggior parte degli aderenti ai partiti socialisti ed operai ad abbandonare l’internazionalismo pacifista a favore di una politica sciovinista ed interventista. In questo modo le élites persuasero i popoli a diventare carne da cannone: aizzarono le coalizioni l’una contro l’altra, rinfocolando l’odio verso lo straniero e l’”amor patrio”.

Insomma, todos caballeros, ossia tutti uguali? Sì!

[1] E’ come illudersi che Papa Imbroglio sia il paladino della pace e della verità contro i carnefici del pianeta: il gesuita Ciccio appartiene alla congregazione mondialista di cui condivide in toto progetti ed ideologia.

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APOCALISSI ALIENE: il libro

02 luglio, 2016

La Fenice



Pochissimi hanno compreso il vero significato della secessione britannica: fra questi Zen Gardner che, in un documentato e lungimirante articolo intitolato “Why the globalists are demolishing the E.U. and what its replacement will look like”, 2016, dimostra di aver intuito i veri piani degli Ottenebrati.

Prima di accennare ai contenuti dell’editoriale sopra menzionato, è necessario ribadire che ormai in politica termini come “comunista”, “socialista”, “fascista”, “liberale” etc. hanno perso ogni significato, se mai l’hanno avuto: oggi sopravvivono solo due ideologie, il mondialismo e l’antimondialismo. Bisogna anche ricordare che non ha alcuna raison d'être un assetto multipolare, poiché i governi nazionali sono diretti da un’unica regia che usa le effimere e fittizie contrapposizioni tra unioni con lo scopo precipuo di instaurare un esecutivo mondiale tirannico sotto l’ombrello dell’O.N.U. (Organizzazione dei nazisti uniti). Questa è la cornice in cui vanno collocate le interpretazioni delle dinamiche politiche, economiche e sociali.

L’indebolimento dell’Unione europea è quindi funzionale ad una destabilizzazione sociale, produttiva e monetaria (ab chaos ordo), serve a creare i presupposti di una moneta planetaria, naturalmente digitale, idea già vagheggiata nel 1988 per il 2018 dall’orribile testata “The economist”. La disarticolazione degli Stati Uniti d’America e più in generale delle nazioni occidentali, rimpiccioliti a stati-regioni multietnici (vedi il piano Kalergi), è il presupposto per il rafforzamento dell’O.N.U. destinata ad ergersi come Superdittatura globale. [1]

Non esiste un Nuovo ordine mondiale “buono”, quello dei B.R.I.C.S., contrapposto ad un Nuovo ordine mondiale cattivo, quello israelo-europeo-nordamericano: il progetto prevede che Russia e Cina, attraverso crisi reali o finte, rinuncino per gradi alla loro moneta e che cooperino all’abbattimento delle frontiere tra superpotenze.

Stando a Zen Gardner, la Tirannide globale nascerà dalle ceneri delle Unioni attuali: per questa ragione sull'infame copertina della pubblicazione “The economist” (2015) sono raffigurati i principali leader del globo in grigio, insieme con l’immagine della mitica Fenice che risorge dalle sue grigie ceneri. Nel novero dei boiardi si trova Putin (o un suo clone) il cui ruolo non è certo quello di elargire ai popoli la libertà e la pace contro i malvagi di U.S.A.Tana & co.: Putin sarà presumibilmente sfruttato per portare le relazioni tra Oriente (Gog e Magog) ed Occidente ad un punto di rottura affinché deflagri la tanto agognata (da loro) Terza guerra planetaria.

Questo è lo scenario paventato da Gardner e da chi scrive: come lui possiamo solo augurarci che il classico granello faccia inceppare il mostruoso congegno. Altrimenti, si salvi chi può...

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APOCALISSI ALIENE: il libro

12 dicembre, 2015

Vittoria



Qualche settimana addietro considerai con un amico l’inaccettabile preponderanza del male in questa dimensione. E’ palese che il male domina incontrastato in ogni campo, dalla “politica” all’economia, dalla società alla “scienza”, dall’”educazione” alla “medicina” e via discorrendo. E’ vero che su mille persone se ne trova una onesta ed intelligente, ma è una percentuale irrisoria, non bastevole a soddisfare la fame e sete di giustizia dei pochi uomini integerrimi: è una quota inadatta a lasciar presagire una palingenesi.

Sarà anche vero, come scrive Eben Alexander, nel bel libro “Milioni di farfalle”, che il male dell’esistenza terrena, se confrontato con le infinite, luminose meraviglie della realtà trascendente, è solo una piccola macchia, ma ci chiediamo perché il bene sia sempre collocato in un futuro lontanissimo o in una sfera metafisica. Possibile che gli esseri precipitati sul pianeta Terra debbano ognora attendere una svolta destinata a non manifestarsi mai? E’ tollerabile che ci si debba proiettare in un altrove che conosciamo poco o punto? Intanto si deve lottare con le unghie e con i denti per preservare un momento di autenticità, per custodire la propria libertà.

E’ comprensibile che molti, disgustati dalla corruzione e dall’iniquità, esigano un cambiamento qui ed ora. Ecco perché, essi, nonostante siano consapevoli che ad essere marcia non è solo la Danimarca, cercano un appiglio purchessia: ora è un movimento politico ora una chiesa ora un nuovo orientamento esistenziale. Immancabili, feroci sono le disillusioni.

Si può scovare qualche politico animato da nobili ideali, ma ha lo stesso coraggio di don Abbondio.

Che pensare poi delle varie chiese? Il Cristianesimo, nelle sue numerose ramificazioni, esercita ancora la sua attrattiva, poiché prospetta, attraverso l’idea dell’Uomo-Dio, una natura umana riconciliata con il divino. [1] Tuttavia, anche ammessa e non concessa la buona fede del clero, qual è la forma di Cristianesimo giusta fra tutte quelle esistenti? Si ha l’impressione che credere sia un placebo, un modo per placare l’ansia, per ricucire il doloroso strappo dell’anima che avvertiamo in quanto esseri senzienti. Il pifferaio Francesco attira a sé molti ingenui, ma la Chiesa cattolica tradizionalista, pur denunciando la degenerazione della dottrina, è essa stessa il risultato di una sofisticazione che risale al IV sec. d.C., ai tempi di Costantino e Teodosio. Todos caballeros.

Qualcuno vede in un leader mondiale il salvatore del genere umano… Brucerà molto il disinganno. Rinunciare alla fede in un mondo in cui poteri buoni conmbattono contro poteri cattivi è doloroso, ma, nel migliore dei casi, ad un male maggiore si oppone un male minore.

“Non praevalebunt”, si suole ripetere, ossia “Le forze del male non prevarranno”. Appunto, in futuro il male non trionferà, ma per ora stravince e prende tutto, come il banco al tavolo da gioco. The winner takes it all…

E’ incredibile l’accelerazione che le legioni delle tenebre hanno impresso a questi tempi scivolosi: si è ogni istante colpiti da fitte gragnole di menzogne e di angherie. Non appena crediamo di poter alzare il capo, ecco che un’altra grandinata di bugie e di vessazioni ci costringe a rannicchiarci. Si vive ormai sulla difensiva, si arretra ogni giorno un po’, gli avamposti sono conquistati uno dopo l’altro.

Resta oggi solo la roccaforte della propria coscienza: il baluardo inespugnabile che, circondato dalle armate ahrimaniche, troneggia a testimoniare la Vittoria, quella vera, quella definitiva.

[1] Precisiamo che non tutte le confessioni cristiane (paoline?) vedono in Gesù l’Uomo-Dio, ma non vogliamo qui affrontare un discorso teologico su cui ci siamo diffusi in altri articoli.

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APOCALISSI ALIENE: il libro

La squola della Gelmini - di Antonio Marcianò - Gemme scolastiche da collezionare

01 ottobre, 2015

War games



Il mondo è in fibrillazione: la Russia di Putin ha deciso di intervenire in Siria contro l’I.S.I.S., il califfato anti-islamico creato dalla C.I.A. Molti, dopo aver letto il discorso tenuto all’assemblea dell’O.N.U. cominciano a convincersi che il presidente russo è non solo uno statista di notevole caratura, ma pure una specie di salvatore. In effetti il discorso in oggetto è improntato a buon senso, moderazione nonché vivificato da alti ideali, sebbene in filigrana si intraveda un’inquietante venatura mondialista. E’ evidente che un politico usa un linguaggio che non rivela i veri obiettivi: si pensi allo scaltro Bergoglio che si avvale di una retorica sanguigna, corposa per incantare le masse, occultando obiettivi che sono diametralmente opposti a quanto dichiarato Urbi et orbi.

Dispiace deludere molti lettori, ma crediamo che non sia in corso una lotta tra il Bene (la Federazione russa) ed il Male (l’alleanza Stati Uniti-Vaticano), ma o una faida tra potenti logge o un mortale war game. Non pensiamo che Putin adempia un compito salvifico nello scacchiere internazionale, nonostante il suo indiscutibile carisma e le sue capacità diplomatiche. Come molti altri, in modo consapevole o no, interpreta una parte e gioca in una squadra il cui allenatore è presumibilmente lo stesso della rappresentativa avversaria.

Settembre è da poco trascorso e, malgrado le apparenze, è stato un mese cruciale, perché si è rinsaldata la micidiale coalizione tra Roma e Washington: è un patto in funzione anti B.R.I.C.S. con cui si sono gettate le premesse per un inasprimento delle tensioni nel Risiko planetario.

La politica è l’arte della simulazione e soprattutto della dissimulazione ed i più influenti centri di potere sono quelli più nascosti, lontani dagli opachi riflettori dei media, dall’attenzione distratta dell’opinione pubblica.

Stando a varie tradizioni, la Russia ed i suoi alleati, sono pur sempre Gog e Magog, le genti destinate ad invadere l’Europa ed a sconfiggere l’Occidente. La storia si alimenta anche di oscuri presagi e non solo di attriti economici, di contrasti militari. Di conseguenza non è improbabile che i vari focolai tendano ad allargarsi fino a conflagrare in un conflitto di ampia portata. Anche il recente riconoscimento della Palestina per opera della Chiesa di Roma è un atto che, lungi dall’essere ispirato a principi umanitari, è volto a fomentare discordie nella tormentata regione medio-orientale.

Lo scenario anticipato e descritto nel carteggio Pike-Mazzini sembra delinearsi sempre più in maniera netta e riconoscibile. All’orizzonte si profilano neri vessilli.

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APOCALISSI ALIENE: il libro


02 settembre, 2015

La guerra della propaganda e la propaganda della guerra



Una delle più orribili caratteristiche della guerra è che la propaganda bellica, tutte le vociferazioni, le menzogne, l’odio provengono inevitabilmente da coloro che non combattono. (G. Orwell)

E’ molto istruttivo studiare con quali strategie gli apparati distruggono la pace. E’ palese che la feccia apolide intende trascinare il mondo verso un Terzo conflitto mondiale. Smettiamo di schierarci, di chiederci chi ha torto e chi ha ragione: in guerra hanno tutti torto, chi più chi meno, perché le ostilità sono sempre carneficine di soldati e di civili, mentre i generali se ne stanno al sicuro nei loro comandi, i fomentatori di odio beati nelle loro ville principesche.

Resisteremo alle sirene della propaganda o, come avvenne, ad esempio, nel periodo che precedette la Grande guerra del 1914-18, anche i ceti meno abbienti e gli intellettuali saranno plagiati? I movimenti internazionalisti, pur con qualche eccezione, abdicarono a molti loro princìpi per abbracciare la causa del nazionalismo più feroce, eppure il “nemico” non era costituito dai Tedeschi, dagli Austriaci, dai Francesi, dai Russi, dai Britannici, dagli Italiani etc., poiché il Nemico era ed è lo Stato-Leviatano, meglio la banda sovranazionale di usurai e di plutocrati, indefessa ideatrice e perpetratrice di stragi. Lo stesso sciovinismo fu ed è un espediente per istigare l’astio contro lo “straniero”, poiché i mondialisti non conoscono alcun senso della patria. Così, mentre sui vari fronti gli eserciti si massacravano, i banchieri e gli industriali si arricchivano, prestando denaro e vendendo armi a tutti i belligeranti: questo soprattutto durante la Seconda guerra mondiale.

Anche oggi il proselitismo a favore della xenofobia miete vittime, responsabili in primo luogo i media di regime con la loro subdola, martellante, capillare diffusione di menzogne e di disvalori. Ascoltiamo i discorsi dell’uomo medio-basso: uno vede in Putin e nella Russia una minaccia incombente, addirittura il Demonio; un altro considera gli Stati Uniti d’America l’unico male. Il Vaticano è, a torto, quasi sempre ignorato. Quanti sono in grado di ragionare e di concludere che i cosiddetti potenti sono più o meno tutti uguali? Vorremo forse reputare la Cina un modello da seguire e da esportare? La lotta non è tra Capitalismo statunitense e Socialismo russo-cinese, ma – se di vero antagonismo si tratta e ne dubitiamo... - tra Turbocapitalismo occidentale e Capitalismo di Stato, tra due sistemi molto simili, entrambi odiosi. Questo non significa che non agiscano persone degne nei vari schieramenti, nelle istituzioni di ogni paese, ma che il manicheismo, Buoni contro Cattivi, dove i Buoni ed i Cattivi sono intercambiabili, è proprio sia la premessa sia l’obiettivo della disinformazione militarista. Sono i popoli, tutti, quelli che non hanno subìto un indottrinamento, i nostri alleati; sono, invece, i governi gli avversari. D’altronde le nazioni di ogni latitudine sono avvelenate con la geoingegneria clandestina, mentre il vertice militare ed industriale, la cui azione non conosce frontiere, è in ogni dove l’artefice di questo genocidio.

Dal semplice fante al generale di corpo d’armata è ora di bruciare le divise, di sbarazzarsi delle armi, di mandare a combattere chi orchestra le guerre per rimpinguare i suoi patrimoni e per accrescere un osceno potere. Partano per il fronte i primi ministri ed i loro figli, i presidenti delle “repubbliche”, i parlamentari che votano a favore delle “missioni di pace”, i vescovi che benedicono gli eserciti e le bandiere, gli strozzini, i “politici” bellicisti, i finanzieri senza scrupoli, i “giornalisti” organici agli apparati, gli esteti della guerra bella... Partano per il fronte e ci crepino in massa: risolveremo anche il problema della sovrappopolazione.

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La squola della Gelmini - di Antonio Marcianò - Gemme scolastiche da collezionare

12 febbraio, 2015

L'Ucraina e la Terza forza

Sarà l’Ucraina del sanguinario Porošenko il focolaio da cui divamperà la paventata (e progettata) Terza guerra mondiale? Pare che la feccia abbia proprio deciso di far scoppiare un conflitto su larga scala, ricorrendo ad una serie di maldestre operazioni false flag. Se, infatti, succederà il finimondo, non sarà tanto per i pur indiscutibili contrasti tra Stati Uniti e Russia, ma per una precisa volontà di distruzione. E’ una volontà che proviene da una Terza forza, un centro occulto di potere che istiga i contendenti a combattersi, a dilaniarsi vicendevolmente. Il modus operandi di questa Terza forza – i Gesuiti? Una Ur-lodge reazionaria? Una coalizione bellicista internazionale? – è il seguente: destabilizzare per stabilizzare, ossia distruggere per costruire un nuovo assetto planetario di tipo tirannico.



Ricordiamo che la Merkel e Putin sono affiliati alla medesima loggia, la Golden Eurasia: è possibile che essi fingano di essere antagonisti, mentre mirano allo stesso scopo. Lo stesso Putin ha accesso alla cabina di regia o recita una parte? Fatto sta che, ipso facto, il Presidente russo potrebbe distruggere l’avversario statunitense, senza sparare un solo colpo, ossia mostrando al mondo le prove satellitari del 9 11 come inside job. Se lo statista non gioca quest’asso, che cosa si deve arguire? Fatto sta che immani stragi potrebbero essere evitate, se la verità fosse gridata ai quattro venti. Si privilegiano forse altre strategie, improntate al temporeggiamento ed al compromesso o a qualcosa di peggio: si strappa la Crimea all’Ucraina, ma restano poi molti nodi da districare.

La politica attuale è simile ad un gioco delle parti: le azioni sul proscenio mimano altre azioni che, a loro volta, adombrano obiettivi difficili da concepire. I ruoli sono intercambiabili ed il pubblico non è messo al corrente, per mezzo degli a parte o dei monologhi, delle vere intenzioni che animano gli attori-personaggi.

Qual è la vera partita che si sta giocando? Quale ruolo ricoprono i Gesuiti per lo meno nel contesto europeo? Non dimentichiamo che l’influente compagnia fondata da Ignazio de Loyola, dispone già di pezzi forti sulla scacchiera: l’ambiguo papa Bergoglio, Mario Draghi, Presidente della Banca centrale europea e, da poco tempo, il Capo dello Stato italiano, Sergio Mattarella. Tale egemonia qualcosa dovrà pur significare.

Decisivo in questo gioco di specchi, dove una singola immagine si frantuma in mille parvenze, è il ruolo dei media, anzi della propaganda: sceneggiate si susseguono a sceneggiate, attentati-farsa si sommano ad incidenti-farsa.

La natura teatral-televisiva del mondo odierno non inganni: se i casus belli sono finti e persino esilaranti nella loro inverosimiglianza, le conseguenze sono e rischiano di essere cruente. I passaporti delle “spie russe” (sic) sono falsi, ma le bombe e le carneficine sono tragicamente vere.

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APOCALISSI ALIENE: il libro

La squola della Gelmini - di Antonio Marcianò - Gemme scolastiche da collezionare

02 agosto, 2014

La disfatta dei fatti

Molti si chiedono e ci chiedono per quali motivi gli ideatori delle varie operazioni false flag siano così sciatti e superficiali: qui un errore, là un buco nella sceneggiatura, qui un’incongruenza, là un’esagerazione... Sono tutti svarioni che rendono inverosimili gli eventi, improbabili certi particolari.



Si considerino, a guisa di esempio, i “fatti” inerenti all’aereo della Malaysia airlines precipitato, ma che non è precipitato, in Ucraina. Gli artefici del misfatto hanno commesso tanti e tali sbagli nella costruzione dell’accadimento che, a volte, anche un fruitore sprovveduto ha l'impressione che qualcosa non quadri. Il particolare che non dovrebbe sfuggire neppure ad una persona animata da cieca fiducia negli organi di regime è quello dei passaporti: sono documenti intatti, senza una sola traccia di bruciatura, persino con la fodera di plastica integra. Tralasciati altri aspetti che solo osservatori attenti e smaliziati notano, perché tanto pressappochismo?

Le risposte possono essere le seguenti. In primis, i registi di queste pellicole ai “confini della realtà” sanno che il cittadino medio, ridotto a suddito votante, è di una stupidità assoluta. Crede in tutto quello che propina la televisione. Di fronte a qualche incoerenza, la sua mente piccola piccola all’inizio ha uno sbandamento, ma poi riorganizza il quadro generale del mondo affinché coincida con quello disegnato dal piccolo schermo. Costui è simile al bigotto che, non essendo in grado di rilevare alcune gigantesche illogicità dei Vangeli, basa la sua fede sulla catechesi per cui il Messia può essere nato contemporaneamente in due anni differenti, senza che ciò scalfisca i suo convincimenti.

Mai sopravvalutare l’opinione pubblica il cui tratto saliente è il non avere alcuna opinione. La gente non si pone domande e, anche se è sfiorata da un dubbio, la perplessità è subito eliminata in una concezione normalizzante che garantisca il quieto vivere a base di partita, birra e rutto libero.

Vedrei anche nelle sviste che punteggiano gli avvenimenti orchestrati dalla feccia mondialista delle provocazioni, quasi si volesse sfidare il manipolo di investigatori veri a scovare gli indizi di una macchinazione. Tanto sono i farabutti ad avere il coltello dalla parte del manico. Non è vero ciò che è vero, ma quanto essi affermano essere tale, contro ogni evidenza. Vedi alla voce geoingegneria clandestina e bis-pensiero orwelliano.

Qualcuno ritiene che, essendo la storia umana un gioco, ancorché crudele e con regole truccate, la disseminazione di tracce sia uno sprone affinché una minoranza dell’umanità possa evolvere attraverso una sempre maggiore presa di coscienza. E’ necessario lacerare i veli degli inganni e delle illusioni per acquisire una Weltanschauung più scaltrita e persino disincantata. E’ una spiegazione che ci pare plausibile, anche se abbisognerebbe di qualche rettifica su cui in questa sede non indugiamo.

Ciò esposto, crediamo che per comprendere le cause dell’incuria che dimostrano i registi degli eventi globali si debba focalizzare l’attenzione sulla natura assunta dal mondo attuale. La realtà di oggi è mediatica non solo perché è trasmessa dai media, ma soprattutto in quanto è mediata, filtrata, costruita dai media. Essi creano delle narrazioni, delle storie in cui sono più importanti la suspense e l’intreccio accattivante della verosimiglianza. Così i passeggeri degli aerei che si schiantano o spariscono sono morti, ma sono vivi. Il velivolo è un Boeing, ma ha i motori di un Piper. E’ caduto in due luoghi diversi. Ha seguito più corridoi. E’ stato abbattuto dai Russi, dagli Ucraini, dalle tartarughe Ninja, dai frombolieri di Corinto, da uno sciame di calabroni... Le liste dei viaggiatori cambiano di continuo, come il numero dei deceduti (possibilmente è un numero simbolico). I defunti resuscitano; i sopravvissuti non si riescono a rintracciare. Oggi su quel volo viaggiava uno scienziato nucleare, ieri si era imbarcato un gigolò di Tortona, domani salirà a bordo un ragioniere di Caniccattì. La madre di un ebreo ortodosso non conosce una parola di ebraico, ma parla con accento californiano ed è talmente disperata per il rapimento del figlio che se la ride. Che importa? Lo scopo di questi romanzi d’appendicite è scatenare un conflitto planetario. Molti giurano e spergiurano che ci riusciranno. Non importa come! Tanto il pubblico-spugna assorbe tutto, come fosse (e, in parte, lo è) un teleromanzo in cui la trama tanto più è avvincente, quanto più è imbrogliata e surreale. Le differenze tra realtà e finzione sono sempre più labili: la finzione spesso è più realistica ed esercita maggiore attrattiva su una massa anestetizzata e stupida. Si prova dolore non per gli innocenti che muoiono, ma per un contrattempo che ci impedisce di vedere una puntata di “Cento vetrine”.

Per parafrasare Walter Benjamin, ormai l’opera d’arte vive nell’epoca della sua falsificabilità tecnica. La televisione e la Rete permettono di falsificare, ritoccare i dettagli, cambiare il plot (ed il complotto) a posteriori, correggere gli errori di sceneggiatura, montare nuove sequenze, il tutto ad uso e consumo di spettatori scemi ma avidi di effimere emozioni: il 9 11 fu una tragedia... televisiva.

Invano oltre e dietro molte sequenze narrative cercheremo i fatti ed i nessi logici. I fatti, se mai sono esistiti, oggi non esistono più. Non esistono i fatti, ma solo le televisioni.

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La squola della Gelmini - di Antonio Marcianò - Gemme scolastiche da collezionare

28 luglio, 2014

Other B.R.I.C.S. in the wall: strategie globali per una dittatura planetaria?


Nota: il presente testo non vuole essere per nessuna ragione una difesa delle cosiddette "democrazie occidentali" né tanto meno dei diabolici Stati Uniti d'America.

Sono stati raggruppati in una sorta di acronimo, B.R.I.C.S., ossia Brasile, Russia, India, Cina, Sud Africa. Sono paesi rampanti nell’economia del mondo globalizzato: ricchi di risorse naturali, di manodopera a basso costo, poco o punto sindacalizzata, dinamici nella finanza, i B.R.I.C.S. sono formidabili concorrenti di Stati Uniti, Unione europea, Giappone. In particolare gli Stati Uniti, pur essendo ancora tra le maggiori potenze militari, stanno attraversando una grave crisi economica e sociale, ma soprattutto di immagine a livello internazionale. Non sono più percepiti come il paese delle opportunities né i difensori della “democrazia”, ma come uno stato canaglia che esporta guerre e distruzione in ogni angolo del pianeta. Dominato da un’élite tanto ottusa quanto feroce, gli U.S.A. cercano di procrastinare il crollo del dollaro, con politiche che incrementano un debito pubblico abnorme, inimmaginabile.

E’ questo, a grandi linee, lo scenario geo-politico odierno, ma sarebbe un errore ritenere che l’assetto sia multipolare (B.R.I.C.S. contro i paesi occidentali). Lo è, ma solo in apparenza. Infatti i banchieri internazionali (e coloro che li manovrano su cui qui non ci soffermiamo) non sono animati da alcuno spirito patriottico e nemmeno sciovinista: essi dirigono il film come un regista sul set dirige gli attori, il “buono” contro il “cattivo”. Come in una pellicola, è tutta una finzione. Ai banchieri non interessa se l’egemonia appartenga agli Stati Uniti o alla Russia: essi controllano il denaro, i governi che non governano, gli apparati produttivi. A loro interessa instaurare un unico esecutivo planetario, fomentando odi e divisioni in ogni dove.

Che cosa sta succedendo in Israele e Palestina? Dopo l’uccisione di tre coloni ebrei per opera di non si sa chi (un false flag?), il governo di Netanyahu ha trovato l’alibi per scatenare l’inferno. Hamas ha risposto con il lancio di missili su alcune località israeliane. Ecco che subito l’opinione pubblica si schiera, con uno dei due contendenti. E’ evidente, però, che qualcuno molto in alto (i vertici israeliani e palestinesi stessi, che poi non sono, a ben vedere, né israeliani né palestinesi) è in combutta per creare le premesse di una terza guerra mondiale, secondo i programmi enunciati nel carteggio Pike-Mazzini. Come sempre i popoli sono due volte danneggiati: in primo luogo Palestinesi ed Israeliani sono massacrati (chi più chi meno), inoltre sono indotti a credere che la loro dirigenza li difenda dai nemici malvagi. Certo, alcuni hanno maggiori responsabilità rispetto ad altri, ma nessuno nelle alte sfere è innocente. Lo stesso papa Imbroglio che, a parole, tuona contro le ingiustizie e gli eccidi, se non è un congiurato, è per lo meno un inetto, incapace di opporsi ai guerrafondai. Che cosa ci si può aspettare d’altro canto da un pontefice massone?

Insomma i criteri storiografici per comprendere gli eventi devono essere rivoluzionati: alla concezione orizzontale della storia bisogna sostituire quella verticale. Non solo, le vere radici delle dinamiche storiche non sono tanto le cause profonde, intermedie ed occasionali (i precipitanti), ma stratagemmi come le operazioni false flag e gli inside jobs. Si pensi all’incendio del Reichstag, rogo ideato dai nazionalsocialisti e di cui furono accusati alcuni comunisti olandesi: fu un inside job che permise ad Hitler di accelerare la sua scalata al potere. Fu un espediente molto efficace. Perché oggigiorno i mondialisti non dovrebbero ricorrere a questo collaudato strumento per perseguire i loro piani di dominio? Squadra che vince non si cambia, tattica che funziona neanche.

Dopo la Seconda guerra mondiale gli usurai apolidi non esitarono a strappare il testimone della supremazia mondiale al Regno Unito per darlo agli Stati Uniti. Oggi sono in procinto di consegnarlo alla Russia o alla Cina, comunque ad uno stato che dubitiamo creerà il paradiso sulla terra. O forse la Cina è un modello di democrazia? I B.R.I.C.S. sono, pur con qualche differenza, altri mattoni nel muro, il muro dell’inganno e della sopraffazione. Vero è che, complici anche molti “giornalisti”, essi paiono come il fronte che addirittura si oppone al Novus ordo seclorum. Non sarà, invece, un’altra azione gattopardesca? L’opinione pubblica in ogni caso è indotta a schierarsi sino all’astio ed alla vendetta: vuoi che a farsi sgozzare, decapitare, squartare e sbudellare sul campo di battaglia sia un presidente della repubblica o un primo ministro? Non sia mai! E’ sempre è solo il soldato di leva o quello convinto dalla propaganda a sacrificare la sua vita sul fronte per gli strozzini, pardon per la patria. Aggiungiamoci poi le numerose vittime tra i civili (i famosi danni collaterali) e si sfoltisce anche un po’ la popolazione: il che non guasta.

Per conseguire questi scopi, però, i manigoldi devono prima spronare i rivali a lottare fino all’ultimo sangue, come in un combattimento di galli. Dopodiché sulle rovine fumanti di una sconfinata waste land, apparirà il Salvatore del genere umano pronto ad offrire pace, benessere e sicurezza in cambio di…

L’epilogo non è scontato, ma non è neppure garantito che potremo scegliere la conclusione che più ci aggrada.

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