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10 maggio, 2016

Florida: misteriosi velivoli triangolari, strani boati ed incontri con creature simili a quelle di Varginha

Nella letteratura ufologica il caso di Varginha è uno dei più famosi. Il 29 gennaio 1996, il centro minerario di Varginha, nello stato brasiliano di Minais Gerais, fu teatro di un incontro ravvicinato rimasto negli annali. Un numero imprecisato, ma cospicuo di civili segnalò la presenza di strane creature, simili per certi versi ai celebri Grigi. Pare che i militari avessero catturato alcuni umanoidi, presto deceduti. In base alle testimonianze, la stampa dipinse gli esseri come macrocefali, con tre protuberanze sulle teste calve, grandi occhi rossi senza pupille, bocche sottili, nasi piccoli, lingue nere. Alti circa un metro e sessanta, erano caratterizzati da pelle color marrone, lucida, con vene rosse evidenti sul volto, sul collo, sulle spalle e sulle braccia. Avevano grandi piedi con due dita senza unghie. La loro voce era simile al ronzio delle api”. [1]

L’episodio di Varginha non è unicum: Linda Moulton Howe ha investigato un evento in cui un testimone della Florida, John Smith (pseudonimo), meccanico militare in pensione, ebbe un close encounter con creature pressoché identiche a quelle viste in Brasile.

Nel novembre 1991 Smith, mentre si trovava nella base di Colorado Springs, aveva scorto un velivolo triangolare del tutto silenzioso. L’oggetto si muoveva molto lentamente nel cielo notturno ed incrociava a circa 250 piedi di altitudine, diretto a sude, verso l’installazione di Fort Carson.

Nel 1996, lo stesso anno dell’avvistamento brasiliano, nella città di Altamonte Springs, Smith ebbe un rendez vous con una creatura dall’aspetto inconfondibile, soprattutto per le tre sporgenze sulla testa: i disegni realizzati sulla base della descrizione combaciano con le ricostruzioni di Varginha.

Smith fu anche protagonista di altri eventi singolari: malfunzionamenti di apparecchiature elettroniche, luci che si spegnevano all’improvviso senza ragione, contatti con sfere aggressive, avvistamenti di U.F.O. L’episodio più curioso riguarda il rinvenimento una mattina di alcuni centesimi che erano disposti sul pavimento della camera matrimoniale a delineare la forma di una freccia.

Una notte l’uomo vide una creatura ritta vicino al letto dove dormiva la moglie: l’alieno gli sparò contro una sfera multicolore. Il testimone perse coscienza.

Come se non bastasse, a questo campionario di stranezze, si aggiunge il “solito” boato udito da Smith e dai familiari in un paio di occasioni: la spaventosa deflagrazione fece tremare i vetri della casa.

Globi di luce, presunti extraterrestri bernoccoluti, U.F.O. triangolari, formidabili fragori: che cosa lega tali fenomeni in questa fiera in cui l’inquietante si mischia al grottesco?

Fonte: earthfiles

[1] R. Malini, U.F.O. il dizionario enciclopedico, Firenze, 2003. s.v. Varginha

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APOCALISSI ALIENE: il libro


26 aprile, 2015

Il radiotelescopio di Parkes in Australia capta una radiosorgente che sembra artificiale



Da quanto i radiotelescopi puntano le loro gigantesche “orecchie” per catturare i segnali cosmici, sembra che un paio di volte questi apparati abbiano rilevato delle sorgenti artificiali. Il 15 agosto 1977 un radioastronomo dell’Ohio gridò “Wow!” dopo aver registrato un segnale di 37 secondi, concentrato sui 1420 megahertz, frequenza non usata per le trasmissioni sulla Terra. I segnali dallo spazio sono sempre su uno spettro più ampio e dai bordi frastagliati. Questa “pallottola radio” è la cosa più simile ad un messaggio di extraterrestri che abbiamo mai ricevuto.

Di recente Linda Moulton Howe ha riferito di una fonte radio che possiederebbe un pattern non riconducibile alle misure naturali finora note. L’astrofisico Michael Hippke ritiene che i segnali potrebbero non essere naturali.

Se si escludono gli attuali parametri dell’Astrofisica, allora "deve essere considerata solo l’ipotesi di una sorgente non siderale (di esseri senzienti o di unità artificiali), tanto più che la maggior parte delle esplosioni è stata osservata in una sola posizione dal radiotelescopio di Parkes.” Così si è espresso Michael Hippke, Phd, Istituto per l'analisi dei dati, Germania, a proposito di una singolare radiosorgente cosmica.

Questa radiosorgente è contraddistinta da dieci raffiche di veloci onde radio veloci (FRB, fast radio bursts) diffuse attraverso varie frequenze: esse sono state individuate nel corso degli ultimi quindici anni dall'Istituto per l'analisi dei dati in Germania e dal radiotelescopio di Parkes, Nuovo Galles del Sud (Australia), come provenienti dal medesimo punto. Resta il dubbio se i fast radio bursts giungano da una regione all’esterno della Via lattea o dall'interno della nostra galassia.

In entrambi i casi, la misura della dispersione di ogni raffica, che è il ritardo tra l'arrivo della prima onda e quello dell'ultima onda di ogni emissione energetica, è stato individuato come intervallo prossimo ad un multiplo di 187,5. Vi si riconosce un modello matematicamente ripetuto che è ignoto nell’Astrofisica.

Fonti: arxiv, earthfiles

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APOCALISSI ALIENE: il libro

La squola della Gelmini - di Antonio Marcianò - Gemme scolastiche da collezionare

11 luglio, 2014

Misteriose mutilazioni animali anche nel lontano passato?


Le "mutilazioni animali" sono un fenomeno noto anche come "mysterious animals mutilations" (M.A.M.) e che occorre da circa quarant'anni anni negli Stati Uniti, in Canada, in America meridionale, Australia ed Europa. Qualche caso è stato segnalato pure in Africa. Nell'aprile del 1971, i casi di mutilazione di bestiame aumentarono improvvisamente negli Stati Uniti, specialmente nel Nuovo Messico ed in Colorado. Furono reperite all'interno di allevamenti e fattorie carcasse di bovini sgozzati, dissanguati, privi di occhi, di orecchie, degli organi riproduttivi e di altri parti del corpo.

Linda Moulton Howe, giornalista, scrittrice e regista di documentari scientifici, è la maggiore studiosa delle M.A.M.: ella ha passato in rassegna le principali ipotesi esplicative dell'inquietante fenomeno, contribuendo in parte a diffondere l'idea degli alieni macellai. Secondo vari ricercatori, le mutilazioni del bestiame possono essere ricondotte alle seguenti cause: l'aggressione di animali selvatici; l'azione di roditori, corvidi ed altri volatili necrofagi su bovini ed ovini morti per malattia; riti satanici; messaggi cruenti legati ad organizzazioni criminali presenti nel mondo degli allevatori; mistificazioni. Alcuni studiosi scettici di fronte all'assenza degli organi interni, chiamano in causa l'autolisi, un processo decompositivo a causa del quale gli organi interni si trasformano in un fluido che si disperde all'interno del corpo degli animali. Costoro tendono a sorvolare sulle incisioni molto precise con cui è tagliata e staccata la pelle degli animali: paiono incisioni praticate con strumenti laser. La sofisticata tecnica chirurgica, la cauterizzazione, l'assenza di tracce attorno alle carcasse dei poveri animali ed il pur occasionale avvistamento di U.F.O. in concomitanza con le M.A.M. hanno indotto alcuni ufologi ad attribuirle ad extraterrestri carnefici.

Mentre solo in qualche caso sono stati scorti oggetti volanti non identificati, molti testimoni hanno riferito di aver visto, in coincidenza con le M.A.M, silenziosi elicotteri privi di contrassegni identificativi: si può congetturare che i militari siano implicati in queste sanguinose operazioni o come alleati di intrusi ostili o autonomamente, forse per incolpare i visitatori di queste scelleratezze, al fine di demonizzarli e con lo scopo di intorbidare le acque.

Tempo fa ebbi un’istruttiva conversazione con Ghigo di "Freeskies". Ci chiedevano se l’inquietante problema fosse una prerogativa di questi ultimi decenni o se fossero noti casi di mutilazione animale pure nelle epoche trascorse e riportati quindi da autori antichi e medievali. Ad esempio, l’autore latino Giulio Ossequente (secolo IV d.C.), nel Prodigiorum liber (ne conosciamo la parte che copre gli anni dal 190 al 12 a.C.), silloge di episodi portentosi, desunti da Livio e dalle liste dei consoli, non accenna ad alcunché di riconducibile alle M.A.M.

Avevamo concluso, anche se in forma dubitativa, che il fenomeno in esame fosse appannaggio dei nostri tempi feroci. Tuttavia, rileggendo un classico dell’ufologia, “Messaggeri di illusioni” di Jacques Vallée, mi sono imbattuto in un’informazione che, almeno in parte, smentisce quanto stabilito. Nel capitolo intitolato “Una vacca per il N.O.R.A.D.”, Vallée ripercorre le esperienze narrate da un un allevatore sudafricano di nome Anton Fitzgerald.

Fitzgerald nella metà degli anni ‘60 del XX secolo, insieme con un agricoltore, Jock Marrais, stava scendendo il declivio di un colle in una splendida mattina. All’improvviso i due scorsero un ‘bizzarro bagliore rossastro’ sopra il sentiero della fattoria a circa duecento metri di distanza. Il gregge di pecore, nel recinto situato accanto al sentiero, si era diviso in due gruppi a semicerchio, ai lati opposti del fulgore. Gli animali fissavano immobili la luce. Fitzgerald sulle pagine della rivista dedicata all’aviazione “Wings over Africa” annotò attraverso un’efficace similitudine: ‘Le pecore mi ricordavano della limatura di ferro su un foglio di carta attorno ad una calamita’. Il chiarore cominciò ad alzarsi verticalmente senza produrre il minimo suono. Il mandriano ispezionò la zona e notò che mancava una vecchia pecora. Gli ritornò alla mente la leggenda degli Zulu del Sole rosso che si leva dritto nel cielo dopo aver divorato qualche capo di bestiame appartenente alla tribù. Anche i nativi americani Cherokee hanno una leggenda simile con l’astro che si solleva a perpendicolo nel firmamento”.

Dunque qualcuno da tempo immemorabile preleva e divora il bestiame? Chi è questo aguzzino? Per quale ragione questa scelleratezza si è intensificata negli ultimi decenni sino a coinvolgere anche animali domestici che, in precedenza, non ne erano vittime? Domande che gli ufologi ottimisti continueranno ad ignorare.

Fonti:

R. Malini, U.F.O. il dizionario enciclopedico, Firenze, Milano, 2003, s.v. Mutilazioni animali
J. Vallée, Messaggeri di illusioni, p. 214-215


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APOCALISSI ALIENE: il libro

La squola della Gelmini - di Antonio Marcianò - Gemme scolastiche da collezionare

17 febbraio, 2014

Linda Porter e l'incendio del cielo


Marzo 1991. La giornalista investigativa Linda Moulton Howe riceve un corposo plico da una donna californiana, il cui nome è Linda Porter. Il plico contiene una missiva, un’audiocassetta e numerosi disegni: la Moulton Howe fiuta che quell’imponente mole di materiale, riguardante fatti conturbanti e all’apparenza incredibili, è meritevole di attenzione.

Nella lettera la Porter afferma di essere vittima di rapimenti per opera di alieni sin dalla tenera età di sei anni. Ella annota: “Noi rapiti ci troviamo al centro di una serie di eventi che un giorno si riveleranno storicamente significativi per il futuro della Terra. Purtroppo, a causa della nostra continua e non voluta interazione con questi esseri, siamo diventati doppiamente vittime del fenomeno: da una parte, siamo sfruttati dagli extraterrestri per i loro scopi, quali che siano, dall’altra siamo esposti al ridicolo, se decidiamo di parlare e diveniamo anche oggetto di intimidazioni e minacce per opera del governo e dei militari. Se tu potessi guardare direttamente negli occhi di queste creature, ti renderesti conto che esse conoscono ogni particolare della tua vita, anche il più insignificante ed intimo. A volte mi chiedo se noi non siamo una specie di bambole, come Barbie e Ken che sono usate per gioco da una razza di esseri emotivamente immaturi e privi di qualsiasi morale. Altre volte penso che siamo finiti nelle grinfie di una stirpe morente capace di fare qualunque cosa pur di assicurarsi la sopravvivenza e pronta a manipolare freddamente altre specie ed a mutilare animali indifesi. Chi non ha sperimentato il trauma di un rapimento non può capire quanto queste creature siano in grado di spogliarci di mente ed anima con la stessa facilità con cui noi ci spogliamo dei nostri vestiti. In un batter d’occhio, questi esseri devastano qualunque libertà personale, qualunque senso di privacy e qualunque speranza di poter vivere un’esistenza normale. La vita di una persona cambia per sempre e non sarà mai più la stessa”.

Le esperienze della Porter dispiegano quasi tutte le invarianti degli incontri ravvicinati del quarto e del quinto tipo, aspetti peculiari di qualche resoconto antecedente e coevo, ma soprattutto della casistica successiva studiata un po’ in tutto il mondo. Ci riferiamo ai seguenti motivi su cui non ci soffermiamo, perché sviscerati in altri articoli e nella vasta letteratura xenologica. [1]

• Intrusioni di visitatori nella camera da letto
• Incontro con i classici Grigi e con le Mantidi
• Trasbordo su navicelle spaziali
• Basi militari in cui si compiono sinistri esperimenti
• Installazioni dove esseri umani sono tenuti in stato di animazione sospesa all’interno di cilindri trasparenti
• Trasferimento dell’anima (?) da un corpo all’altro
• Creazione di cloni
• Capacità dei visitors di manipolare le linee spazio-temporali
• Mutilazioni di animali
• Rapporti ora conflittuali ora di cooperazione tra vertici militari terrestri ed alieni

Un ingrediente differenzia i racconti di Linda Porter da tanti altri simili, l’insistenza su una forma di contaminazione dell’atmosfera e della Terra, un inquinamento dovuto ad operazioni segrete dell’esecutivo.

Scrive la donna: “Mi fu riferito da uno scienziato alieno che si stava diffondendo un veleno nelle nostre terre e che noi non ne eravamo affatto consapevoli. Si trattava del risultato di un qualche esperimento segreto condotto dal nostro governo nello spazio. Quell’esperimento aveva creato un sottoprodotto molto pericoloso che si stava disperdendo nella nostra atmosfera. Mi fu spiegato che esso si concentra soprattutto nelle nostre riserve d’acqua e che le persone che vivono vicino all’acqua sono in grande pericolo. Lo scienziato mi disse che i posti nell’entroterra, lontano dall’acqua, sono più sicuri e mi consigliò di usare solo acqua distillata per cucinare e per bere. Quella sostanza chimica tossica sarebbe stata uno dei fattori che avrebbero portato ad un possibile incendio del cielo. Le scorie nucleari nell’atmosfera, reagendo con altre sostanze, avrebbero potuto causare quel disastro. Le altre sostanze sarebbero particelle prodotte da un’arma a raggio che il nostro governo già possiede. Quindi, (secondo gli alieni) quel veleno chimico, insieme con le scorie nucleari nell’atmosfera, potrebbe innescare una mortale reazione a catena che incendierebbe, letteralmente, i nostri cieli. [...] Mi fu impresso nella mente il concetto che questa reazione a catena, oltre ad essere mortale per noi, avrebbe portato incommensurabili distruzioni su altri mondi e su altre dimensioni. Ricordo che mi sentii completamente devastata, quando compresi quali catastrofi potessero scaturire dall’ignoranza dei nostri militari e del nostro governo”.

La Moulton Howe osserva che questi ragguagli sono confrontabili con analoghe informazioni di Judy Doraty, secondo cui: “Gli uomini si stanno uccidendo con la contaminazione del proprio ambiente. Essi (gli alieni, n.d.r.,) devono essere qui da molto tempo. Monitorano il suolo, l’acqua, la vita animale e vegetale. Un veleno chimico è stato immesso nella biosfera, è passato attraverso la catena alimentare e ora è giunto agli esseri umani. Prima si trovava solo nel terreno, ma ora è nella vegetazione ed essi stanno rilevando la sua diffusione. Causerà molti problemi e moltissima gente morirà a causa sua, perché sta già contaminando l’acqua. E’ nell’acqua e ha qualcosa a che vedere con il plutonio [...] Essi mettono la massima enfasi nel ribadire che, anche se l’inquinante è disperso nello spazio esterno, tuttavia ha gravi effetti sull’ambiente quaggiù. Non avevo il minimo sentore che noi umani stessimo compiendo degli esperimenti nello spazio esterno.” Judy Doraty aggiunse di aver saputo che si stanno conducendo esperimenti anche sott’acqua e che questo provocherà reazioni chimiche pericolose.

Le dichiarazioni della Doraty e della Porter paiono adombrare le attuali operazioni di geoingegneria clandestina nonché test nucleari in atmosfera, ma anche le “sperimentazioni” di armi esotiche. E’ uno scenario allarmante. Suscita totale incredulità che gli Altri bollino come unici responsabili dello spaventevole inquinamento i governi, mentre dichiarano di non essere in grado intervenire. Nazioni stellari progredite sul piano tecnologico al punto tale da poter incidere sulle traiettorie cronologiche, non riescono ad impedire la polluzione globale? E’ verosimile che, invece, siano proprio loro gli ideatori e gli artefici delle pesanti interferenze e della contaminazione di cui accusano la specie umana.

Spesso i contattisti e taluni rapiti sono ingannati dagli Stranieri che si dichiarano ecologisti, ma che lo sono quanto il W.W.F., World wild fraud, Greedpiece, Legaambiniente etc. La Doraty si lascia abbindolare, laddove la Porter comprende che i visitatori sono scaltri e bugiardi. Quanto alle predizioni provenienti dagli Alieni e poi adempiutesi, è facile preconizzare calamità che accadono proprio per volontà di chi le ha vaticinate: il recente disastro nucleare di Fukushima è fra questi flagelli?

Mimetizzati tra le élites, gli Altri attuano il loro piano oscuro tanto più efficace quanto più si ignora chi veramente lo persegue. L’idea del cavallo di Troia non sembra confinata all’epica antica.

[1] Il ricercatore Giacomo Casale riassume i termini del problema come segue: “Il merito principale dell’ipotesi del professor Malanga, a parere di scrive, consiste nell’aver fornito un’interpretazione del fenomeno coerente e che tiene conto di tutti i suoi numerosi e variegati elementi (gli esami medici, gli impianti, la creazione di cloni dei rapiti etc.), che, se considerati singolarmente, sembrano spesso condurre a risultati inconcludenti. È doveroso aggiungere, inoltre, che il concetto di “anima”, con riferimento alle abductions, è già stato trattato da altri studiosi d’oltreoceano. Il controverso fisico Bob Lazar, ad esempio, riferisce di aver letto in un dossier del governo che gli alieni considerano gli umani semplici “contenitori” di anime. Anche gli studiosi Linda Howe e Ray Fowler condividono simile visione. Fowler in particolare ritiene gli U.F.O. un fenomeno di natura parafisica, ossia che trascende l’universo così come noi lo conosciamo, nelle sue definizioni di spazio-tempo. Nel suo volume “The Andreasson Legacy”, riporta l’esperienza dell’addotta Linda Porter che è testimone di un’operazione ai limiti della realtà: il trasferimento di un’anima da un corpo contenitore ad un altro. […] Simili teorie, solo fino ad un decennio fa, erano relegate dagli ufologi ‘seri’ nel limbo del cosiddetto ‘folklore ufologico’, ovvero delle notizie sensazionalistiche e difficilmente verificabili, ma forse è ormai giunto il momento per l’umanità tutta di ampliare le proprie ristrette vedute materialistiche e di ammettere, finalmente, che qualcosa di inquietante sta interferendo con le nostre vite”.

Fonti:

G. Casale, Le abductions aliene in una nuova prospettiva: l’ipotesi Malanga
A. Marcianò, Apocalissi aliene
L. Moulton Howe, Glimpses of other realities


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APOCALISSI ALIENE: il libro

La squola della Gelmini - di Antonio Marcianò - Gemme scolastiche da collezionare

18 gennaio, 2014

Joshua Rhinehall e l’Anticristo

Chi non si aspetta l’inaspettato non troverà la verità. (Eraclito)



Precisazione terminologica: nel presente articolo è adoperato il termine “anima” senza chiarirne tutti i possibili valori. Il vocabolo “alieni” non designa necessariamente esseri provenienti da lontani pianeti, ma pure creature di altre dimensioni.

Joshua Rhinehall è un presunto rapito che da alcuni anni incontra entità non umane (Grigi, Mantidi...): ripetute esperienze lo hanno condotto a ritenere che le creature non terrestri abbiano un forte interesse per la manipolazione genetica della razza umana. Afferma Rhinehall: “Credo che le entità non umane abbiano eseguito e stiano eseguendo esperimenti biologici sul genere umano al fine di alterarne la genetica. Il loro scopo è quello di guidare la nostra ‘evoluzione’ verso un punto in cui si può ottenere una componente cromosomica adatta alla clonazione ed all’ibridazione. Essi tentano di creare corpi capaci di contenere un'anima con tratti molto specifici coltivati attraverso cicli di reincarnazione dentro e fuori alcuni contenitori di D.N.A”.

Aggiunge l’experiencer: "Insieme con la manipolazione genetica fisica diretta, ritengo che gli Stranieri rafforzino ulteriormente gli effetti biologici desiderati collocando gli individui o le civiltà in situazioni ambientali che determinano un particolare feedback. Gli stimoli esterni possono variare molto: si può essere portati in un luogo estraneo e costretti ad imparare una lingua aliena oppure si può essere obbligati a sopportare gli orrori della guerra. [...] Un organismo geneticamente modificato è inserito in un ambiente ad hoc per forzare dei cambiamenti. Fasi della storia umana, come l'ètà del bronzo, l’ètà del ferro, la Rivoluzione industriale, per citarne solo alcune, potrebbero essere fattori temporali concomitanti con modificazioni cromosomiche".

Rhinehall si spinge oltre: l’obiettivo finale degli Insettoidi sarebbe la creazione di un involucro idoneo ad ospitare l’energia di un angelo caduto, di un essere malvagio, forse dell’Anticristo, comunque di un’entità espulsa dal suo piano dimensionale e bramosa di dominare la Terra.

Confessa il sequestrato: “Al cospetto delle Mantidi provo una sensazione di paura totale. Ho accumulato contatti che sono fortemente negativi. Penso che i visitatori si siano concentrati su centinaia di migliaia di persone, non solo su di me. Seguono l’albero genealogico: infatti, nella mia famiglia, mia madre, mia nonna, il padre di mia nonna hanno avuto esperienze con entità. Credo che gli Altri abbiano influito sul genere umano fin dal principio della storia per estrarre informazioni genetiche. Hanno interagito con noi e manipolato tutto il percorso dell'umanità. Infine sono giunti ad un punto in cui si sono mostrati capaci di ricavare i dati biologici utili ad incapsulare l'energia di un'anima non umana”.

Recentemente la giornalista investigativa Linda Molton Howe, che si occupa da tempo del “caso Joshua Rhinehall”, ha pubblicato un commento di un lettore che correla le ipotesi del rapito alle acquisizioni di un’équipe scientifica. I ricercatori della Emory University School of Medicine hanno riportato sulla rivista “Nature neuroscience” i risultati di uno studio da cui si evince che i ricordi possono essere tramandati ai discendenti attraverso variazioni chimiche nel D.N.A. Il Dottor Brian Dias, sperimentatore principale, ha asserito: "Le esperienze dei genitori, prima ancora che essi generino la prole, incidono notevolmente sia sulla struttura sia sulla funzione del sistema nervoso delle generazioni successive”.

Il Professor Marcus Pembrey, genetista britannico della University College con sede a Londra, ha dichiarato: “La ricerca spiega le fobie congenite che potrebbero dipendere da traumi ancestrali: i vissuti si trasmettono attraverso la memoria del D.N.A.”

Le risultanze degli scienziati si connettono alla congettura di Rhinehall circa un programma genetico alieno. La fusione di diversi tratti di D.N.A. altera la capacità del genere umano. Può una stirpe straniera che ha modificato l'umanità usare il corredo genetico di Homo sapiens per maturare esperienze? Potrebbero quelle situazioni essere un vantaggio per gli extraterrestri che userebbero l’umanità come una grande mandria di vacche da latte genetico? Oppure può la genia allotria inserire un segmento di D.N.A. nel Sapiens, segmento da cui dipendono anche tendenze e comportamenti? Ad esempio, può una razza aliena insinuare nel nostro D.N.A la bramosia per l'oro? I volumi di Zecharia Sitchin descrivono gli Anunnaki come manipolatori di ominidi per creare esseri umani trasformati in cercatori d'oro.

Questo è il quadro complessivo in cui l’ingegneria genetica si intreccia all’”alchimia” psichica. Protagoniste sarebbero delle specie malevole o comunque prive di scrupoli. Sono scenari controversi e pionieristici, ma che trovano parziali conferme in altri filoni di ricerca: si ricordino almeno le indagini del Professor Corrado Malanga.

Si realizza così una xilografia cui si aggiunge, tra l’altro, stando sempre alle “rivelazioni” di Rhinehall, il conflitto fra differenti civiltà aliene ed addirittura incursioni di esseri del futuro. Questi viaggiatori nel tempo starebbero tentando di deviare le linee cronotopiche per stornare i disastri che stanno sconvolgendo questi tempi finali. A tale proposito l’autore di Cropcircleconnector nota che alcuni pittogrammi nei campi di cereali, formazioni che hanno attratto l’attenzione del contattato, sembrano anticipare alcuni “incidenti”, quali la dispersione di greggio nel Golfo del Messico nell’aprile 2010. Il disegno, invero di fattura un po’ rozza, risalente al 16 luglio 2007 ed apparso a Hinton downs si inquadrerebbe in tale predizione. Un altro cerchio nel grano del 19 luglio 2009 (Martinsen hill) rispecchia il logo della BP, la compagnia petrolifera coinvolta nella catastrofe.

Fantasie? Frammenti di verità? Le navi lontane diventano visibili solo dopo che sono emerse dall’arco dell’orizzonte. Spesso è troppo tardi per approntare le difese necessarie.

Fonti:

Cropcircleconnector, Anasazi, Japan tsunami, 2011
L. M. Howe, D.N.A. transmission of traumatic memories, 2014


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APOCALISSI ALIENE: il libro

La squola della Gelmini - di Antonio Marcianò - Gemme scolastiche da collezionare

10 giugno, 2013

La pista sumera (seconda parte)

Leggi qui la prima parte.

Mauro Biglino, insieme con qualche altro esperto, ha cominciato a concatenare gli Ebrei ai Sumeri. E’ noto che Shinaar nella Bibbia indica la terra di Shumer, ma anche gli Anakiti evocano gli Anunnaki. Il professor Biglino in particolare enuclea un passo del Deuteronomio (7,6) in cui è precisato che gli Ebrei, come popolo, sono proprietà di YHWH ed è a lui “consacrato”, cioè a lui riservato in via esclusiva. Questo brano della Torah ricorda un documento cuneiforme conosciuto con il titolo “Enki e l’ordine del mondo”. Come Kramer e Poebel, Biglino scorge un filo sottile che lega Giudei e Sumeri. Egli così riassume l’ipotesi: "Da Noè nasce Sem/Shem; l’accadico Shum di Shumer corrisponde(?) allo Shem di Genesi 10, 21; i figli di Shem, cioè i Semiti possono quindi essere in realtà i figli di Shum, cioè i Sumeri; da Shem deriva Eber, dunque gli Ebrei; da Eber discendono sia Pele (ed Abramo) sia Ioktan, con i popoli da lui generati e spostatisi verso oriente; al tempo di Peleg fu eseguita la divisione tra i vari 'signori dell’alto': YHWH ottiene il territorio in cui si insediarono Abramo e la sua discendenza.

Gli Anakiti sono descritti come giganti in alcuni passi della Torah.

“Salirono attraverso il Negheb e andarono fino a Ebron, dove erano Achiman, Sesai e Talmai, figli di Anak. Ora Ebron era stata edificata sette anni prima di Tanis in Egitto.” (Nm. 13,22)

“Vi abbiamo visto i giganti, figli di Anak, della razza dei giganti, di fronte ai quali ci sembrava di essere come locuste e così dovevamo sembrare a loro. ”(Nm. 13,33)

“Di un popolo grande ed alto di statura, dei figli degli Anakiti che tu conosci e dei quali hai sentito dire: ‘Chi mai può resistere ai figli di Anak?”(Dt. 9,2)

“Per questo Caleb, figlio di Iefunne, il Kenizzita, ebbe in eredità Ebron fino ad oggi, perché pienamente fedele al Signore, Dio di Israele. Ebron si chiamava prima Kiriat-Arba: Arba era stato l’uomo più grande tra gli Anakiti. Poi il paese non ebbe più la guerra”. (Gs. 14,14)

“A Caleb, figlio di Iefunne, fu data una parte in mezzo ai figli di Giuda, secondo l’ordine del Signore a Giosuè: fu data Kiriat-Arba, padre di Anak, cioè Ebron.” (Gs. 15,33)

Gli Anunnaki ed i Sumeri continuano a perseguitarci e ad incuriosirci: il loro sistema linguistico ci appare allotrio, non sappiamo donde provenissero. Furono capostipiti di una tra le prime e più progredite civiltà del pianeta, eppure sospettati di annoverare fra loro degli astuti manipolatori, degli scienziati opportunisti.

25 aprile 1964. Stati Uniti. Un ufficiale dei Servizi d’informazione dell’Aeronautica militare s’incontrò con due extraterrestri in un luogo stabilito nel deserto del New Mexico, a Holloman. Il contatto durò quasi due ore e, durante l’incontro, l’ufficiale dell’Aeronautica poté scambiare con gli extraterrestri informazioni di fondamentale importanza. Il rendez-vous fu il coronamento del Progetto Sigma che risale al 1954. Il suo obiettivo era quello di stabilire un'interazione con le civiltà stellari.

In un’intervista concessa alla giornalista investigativa Linda Moulton Howe il 20 febbraio 1989 il rivelatore William Cooper dichiarò: “Holloman è reale. Gli extraterrestri sbarcarono. Essi furono in contatto con noi per diversi giorni e soggiornarono negli edifici della base. Asserirono che esistevano altri alieni che visitavano la Terra, ma non sapevano né chi fossero né da dove provenissero”.

La descrizione degli alieni (con tanto di disegno esplicativo) realizzata da Cooper alla Howe è la seguente: “Cinque piedi di altezza, pelle bluastra, nastri attorno alla testa con appendici che terminavano dietro le orecchie: queste appendici sono in realtà dispositivi di traduzione dell’inglese e di altre lingue. Un qualche tipo di ‘schermatura’ sugli occhi. Gli occhi hanno pupille verticali, come i gatti. Il naso è aquilino, molto pronunciato; la bocca è una semplice fessura ed il mento è sfuggente. Il viso è piatto ed inespressivo. La testa non è grande, in proporzione, quanto quella dei 'piccoli Grigi', ma è più grande di quella degli esseri umani e nella parte posteriore è molto pronunciata come quella di alcune antiche immagini dei faraoni egizi.”






La squola della Gelmini - di Antonio Marcianò - Gemme scolastiche da collezionare

17 maggio, 2013

Progetto Transgenesi

Le mutilazioni animali: quali sono gli scopi?

Le "mutilazioni animali" sono un fenomeno noto anche come "mysterious animals mutilations" (M.A.M.) e che occorre da circa quarant'anni anni negli Stati Uniti, in Canada, in America meridionale, Australia, Cina ed Europa. Qualche caso è stato segnalato pure in Africa. Nell'aprile del 1971, i casi di mutilazione di bestiame aumentarono improvvisamente negli Stati Uniti, specialmente nel Nuovo Messico ed in Colorado. Furono reperite all'interno di allevamenti e fattorie carcasse di bovini sgozzati, dissanguati, privi di occhi, di orecchie, degli organi (polmoni, fegato, milza, pancreas), dell’encefalo, delle ghiandole e via discorrendo. Le vittime sono spesso femmine gravide o fattrici.

Linda Moulton Howe, giornalista, scrittrice e regista di documentari scientifici, è la maggiore studiosa delle M.A.M.: ella ha passato in rassegna le principali ipotesi esplicative dell'inquietante fenomeno, contribuendo in parte a diffondere l'idea degli alieni macellai.

Secondo vari ricercatori, le mutilazioni del bestiame possono essere ricondotte alle seguenti cause: l'aggressione di animali selvatici; l'azione di roditori, corvidi ed altri volatili necrofagi su bovini ed ovini morti per malattia; riti satanici; messaggi cruenti legati ad organizzazioni criminali presenti nel mondo degli allevatori; mistificazioni. Alcuni studiosi scettici di fronte all'assenza degli organi interni, chiamano in causa l'autolisi, un processo decompositivo a causa del quale gli organi interni si trasformano in un fluido che si disperde all'interno del corpo degli animali. Costoro tendono a sorvolare sulle incisioni molto precise con cui è tagliata e staccata la pelle degli animali: paiono incisioni praticate con strumenti laser. La sofisticata tecnica chirurgica, la cauterizzazione, l'assenza di tracce attorno alle carcasse ed il non infrequente avvistamento di U.F.O. in concomitanza con le M.A.M. hanno indotto alcuni ufologi ad attribuirle ad extraterrestri carnefici.

Riteniamo che l’ipotesi secondo la quale le mutilazioni sono compiute da intrusi malevoli sia più che plausibile. Quali potrebbero essere, però, gli scopi di queste macabre asportazioni che, negli ultimi anni – come acclarato dalla sopra menzionata Moulton Howe - coinvolgono sempre più spesso specie animali, quali cani e gatti, un tempo immuni? Vediamo di indicare i possibili obiettivi all’origine del raccapricciante fenomeno per poi svolgere qualche breve riflessione conclusiva.

• Le mutilazioni sarebbero finalizzate ad estrarre campioni organici da cui evincere il livello di contaminazione ambientale.
• Gli organi sarebbero rescissi perché, una volta estratti gli ormoni e le proteine, diventerebbero nutrimento per gli alieni.
• Gli ormoni, le proteine ed il sangue sarebbero impiegati per compiere ibridazioni genetiche sia sugli animali prelevati ed uccisi sia sugli esseri umani. (Hopkins, Wilson et al.)
• I liquidi biologici e gli ormoni sarebbero usati per la creazione di cloni (ipotesi Malanga): individui clonati starebbero gradatamente popolando il pianeta in modo del tutto inavvertito.
• Il materiale biologico sarebbe adoperato da una razza degenere e sterile per riprodursi.

Ci sentiamo di scartare d’emblée la prima congettura, giacché, se ci si prefigge di stabilire il grado di intossicazione di un animale, è sufficiente portar via un lembo di pelle, un ciuffo di peli, estrarre un po’ di sangue etc., senza che sia necessario né torturare gli animali né trucidarli. Le ultime tre supposizioni risultano tra loro compatibili: è possibile che le entità biologiche extraterrestri si cibino di ormoni e di altre sostanze biologiche. Forse sono necessarie al loro metabolismo. Non si può poi escludere che sia in corso un vasto programma di incrocio cromosomico sia volto a degradare la specie Homo sapiens sapiens sia teso alla generazione di esseri clonati.

L’avvistamento di elicotteri neri privi di contrassegni in connessione con il prelievo del bestiame consente di arguire che i militari sono spesso coinvolti in queste abominevoli azioni, sulla base di “patti scellerati “conclusi con gli Altri, negli anni ’40 del XX secolo o forse prima. A tale proposito, si deve reputare che il fenomeno delle M.A.M. sia tipico dell’ultimo mezzo secolo: non sembra se ne trovi traccia tra gli scrittori antichi. Ad esempio, Giulio Ossequente nel Liber prodigiorum, riporta numerosi portenti e manifestazioni fortiane che talora anticipano la casistica dell’ufologia contemporanea, ma non accenna ad alcunché di confrontabile con le mutilazioni in oggetto. Ulteriori ricerche, estese alla letteratura ed al retaggio di pristine civiltà sparse nel globo, potrebbero tuttavia smentire tale asserzione.

Il Dottor Althuser, interpellato dalla Moulton Howe, ha eseguito esami istologici le cui sbalorditive conclusioni corroborano l’ipotesi di un’interferenza aliena. Egli ha enucleato i seguenti punti.

“Le escissioni delle mutilazioni animali non mostrano alcun residuo di carbonio. Eppure la vita della Terra è basata sul carbonio ed i tessuti esposti al calore di un laser dovrebbero evidenziare tracce di carbonio che sembrano grani di pepe nero sotto l’ingrandimento del microscopio”.

"Le analisi rivelano che le rescissioni sono state compiute in fretta e furia con uno strumento sprigionante energia termica".

“Le dissezioni sono avvenute con una precisione millimetrica ed una minima dissipazione di calore sulla linea di taglio”.

“I tessuti evidenziano l'esposizione a temperature elevate, probabilmente superiori a 300 gradi Fahrenheit”.

“Per le escissioni deve essere stato usato un dispositivo che agisce molto rapidamente, ma non si può sapere di che apparecchio si tratti, perché nessun residuo microscopico di carbonio è stato trovato nei siti della mutilazione".

La monolitica censura dell’inquietante problema – sebbene rare, sono registrate anche orribili mutilazioni umane – spinge a pensare che il governo segreto conosca imbarazzanti ed inconfessabili verità circa la contropartita offerta agli Stranieri da cui, come ci informa Philip Corso, le superpotenze ottennero mirabolanti tecnologie. Insomma i “bravi ragazzi” ci vendettero e forse gli accordi non furono rispettati. Ormai, però, è tardi per tornare indietro: la situazione è da tempo fuori controllo. Il “Progetto Transgenesi” sta per essere completato soprattutto grazie alla famigerata Biogeoingegneria?

Nota: il presente articolo è nato mercé uno scambio di idee ed informazioni con Ghigo di Freeskies. A lui va il mio ringraziamento.

Articolo correlato: L. Moulton Howe, Citizens hearing disclosure: anomalies of animal excisions, 2013

APOCALISSI ALIENE: il libro

La squola della Gelmini - di Antonio Marcianò - Gemme scolastiche da collezionare

20 aprile, 2013

Gobekli Tepe: il santuario degli esseri senza volto

La città-tempio di Gobekli Tepe è ubicata ad otto miglia a nord est di Sanliurfa, in Turchia. Gobekli Tepe risale a circa a 12.000 anni addietro, ma certe sue opere suggeriscono addentellati con culture posteriori. Ad esempio, vi si può ammirare un pilastro lapideo su cui è scolpito un volatile con le ali spiegate, insieme con un oggetto circolare. Tale raffigurazione evoca il simbolo egizio “shen “, risalente grosso modo a 7000 anni più tardi.

L’effigie con il disco potrebbe essere associata a Nekhbet, dea dalle sembianze di avvoltoio bianco, che di solito era riprodotto con le ali spiegate, nell’atto di stringere un geroglifico “shen” fra gli artigli. “Shen” deriva dall’antica parola egizia “shenu”, ossia “circondare."[1]

Lo “shen” è simbolo di eternità, d'infinito e di protezione: è per questo che diventò un cartiglio contenente un nome. Nell'antico Egitto, si riteneva che senza un nome, una persona fosse incompleta ed una persona incompleta non poteva inoltrarsi nell'oltretomba con successo. I nomi reali dovevano essere protetti per tutta l'eternità, dunque lo shen salvaguardava il faraone nel suo transito verso il duat. Gli antichi Egizi possedevano due nomi, uno essoterico, noto a tutti, ed uno esoterico, conosciuto da pochi. Il nome segreto proteggeva l’identità, l’essenza di chi lo portava.

In un’antica città della Turchia, Catal Huyuk, si può ammirare un affresco che mostra avvoltoi appollaiati sulla cima di alte torri di legno il cui fastigio è delimitato da cornici. In una torre, due avvoltoi sono tratteggiati con le ali piegate su una testa umana.

Un certo numero di specialisti ipotizza che gli avvoltoi siano all’origine di una lunga tradizione rintracciabile ancora oggi fra i Parsi (Zoroastriani), seguaci della religione fondata dal profeta persiano Zarathustra. I Parsi, presenti in India ed Iran, compiono il rituale funerario della scarnificazione. La scarnificazione consiste nell’abbandonare il corpo del defunto sulla sommità di una torre circolare in pietra chiamata “dakhma”, attendendo che gli avvoltoi si nutrano della carne. In questo modo la terra non è contaminata dalla salma. Gli edifici di Catal Huyuk probabilmente sono una versione precedente delle dakhma, note come “Torri del silenzio”.

Andrew Collins ritiene che l’avvoltoio sia un animale psicopompo, ossia atto a condurre l’anima nell’aldilà. Non solo, lo studioso, autore del saggio “Il mistero del Cigno”, reputa che altri pennuti, ossia la cicogna ed il cigno, trasferiscano l’anima disincarnata in un altro soma lungo l’itinerario della metempsicosi.

In varie parti d'Europa e dell’Asia è la cicogna a portare i neonati. Il Cigno è anche una magnifica costellazione: agli astri che la formano sono allineati alcuni siti archeologici. Al Cigno si collega pure presumibilmente la visione di Costantino.

In alcune rappresentazioni del Neolitico gli avvoltoi hanno degli ovali sulla schiena: all’interno degli ovali sono delineati feti o infanti che rappresentano, secondo Collins, gli spiriti destinati ad essere ricondotti sulla Terra. Collins pensa che l’avvoltoio sia un simbolo fondamentale. Tale emblema riecheggiò attraverso i millenni fino a quando fu adottato dagli antichi Egizi.

In altri contesti culturali, l'avvoltoio è un emblema di guerre e battaglie. Tra i Sumeri e gli Amorrei (volgarmente noti come Babilonesi) era l’animale che portava via l’anima dei combattenti morti sul campo.

La giornalista investigativa Linda Moulton Howe, analizzando i singolari manufatti di Gobekli Tepe, comparati con altre testimonianze iconografiche, soprattutto dei Nativi americani, si spinge a congetturare che essi alludano alla procreazione di uomini per opera di esseri allotri. Ella esamina, tra le altre, una sorprendente opera custodita nel museo di Urfa (Turchia): è una sorta di totem alto otto piedi con una testa non umana e priva di volto. Ai lati sono scalpellati dei serpenti: questa inquietante creatura sembra essere descritta mentre è in procinto di dare alla luce un bambino umano. Viene in mente il celebre passo biblico del Genesi, dove sono menzionati “i figli degli dei”…

Non si comprende per quale motivo questa ed altre figure antropomorfe siano scolpite senza viso. Inintelligibili risultano anche molti glifi sbalzati sui caratteristici pilastri a T di Gobekli Tepe. Le opere litiche hanno alcunché di ieratico, ma soprattutto di sinistro, come se il sacro fosse velato da un’ombra sacrilega.

La Moulton Howe azzarda la seguente supposizione: i vari monumenti megalitici (menhir, dolmen, cromlech) sarebbero le vestigia di un’intelligenza non terrestre che interagisce in modo occulto con l’umanità da tempo immemorabile. Forse Gobekli Tepe era un luogo cosmopolita dove gli anziani, gli sciamani, i guerrieri di culture diverse si incontrarono per far scoccare la scintilla della civiltà. Forse la misteriosa città-santuario fu edificata da un popolo proveniente dalla costellazione del Cigno.

Gobekli Tepe è un luogo di morte, ma pure di rinascita. Il suo simbolismo sembra riflettere questa duplicità. Era ed è – suggeriscono alcuni - anche un portale cosmico, uno stargate. E’ un posto in cui la linea dello spazio-tempo si spezza e dove si può essere proiettati verso le stelle.

[1] Nekhbet era raffigurata ovunque il faraone fosse presente: nella tomba reale e nei templi. La sua immagine ornava anche i pettorali ed i gioielli del re. Ella, insieme con la dea Uto, nutriva il sovrano alla nascita e lo proteggeva per tutta la vita. Con la democratizzazione del culto, la divinità divenne nutrice di ogni defunto che rinasceva a nuova vita.

Fonti:

Grande enciclopedia illustrata dell’antico Egitto, a cura di E. Bresciani, Novara, 2009, s.v. Nekhbet
L. Moulton Howe, Gobekli Tepe: was it a soul recycling machine?, 2013

APOCALISSI ALIENE: il libro

La squola della Gelmini - di Antonio Marcianò - Gemme scolastiche da collezionare

03 aprile, 2009

Simboli alieni?

Un campo dell’Ufologia indagato solo da qualche ricercatore ed in modo spesso estemporaneo è quello delle scritture e dei simboli alieni. Si tratta di un ambito molto singolare in cui sono proliferate le supposizioni: manca, infatti, una stele di Rosetta per interpretare presunte scritture extraterrestri. Le definisco presunte, perché non si può escludere che tali segni non siano vocaboli, ma glifi con funzioni particolari: in qualche caso potrebbero essere simboli.

Alcuni autori hanno evidenziato somiglianze formali tra ipotetiche scritture aliene e sistemi terrestri, congetturando un'origine stellare di lingue antiche.

Sul sito di Linda Moulton Howe, la ricercatrice statunitense che ha soprattutto indagato l'inquietante tema delle misteriose mutilazioni animali, di recente sono stati pubblicati degli articoli su scritture di civiltà esterne. Propongo la traduzione delle premesse a questi studi (gli articoli nella loro interezza possono essere letti soltanto dagli iscritti al portale), cui ho aggiunto qualche glossa.

L'avvistamento dovuto a tale Frank, risalente al 1947 e di cui non ho reperito altre informazioni, è riportato dalla Moulton Howe nei seguenti termini:

"Assomigliava ad una formazione militare composta da tre squadriglie di dischi volanti scintillanti ed argentei. Ciascuno dei tre gruppi era costituito da tredici oggetti, per un totale di 39. Disegnavano nel cielo delle figure simili a diamanti" Frank, Brooklyn, N.Y. I grafemi giapponesi, definiti katakana, sono simili a quelli che nel 1947 Frank vide scritti da una donna alta, dai capelli rosso tiziano, a bordo di un'astronave".

Il dossier intitolato Files di notevole stranezza sulle EBENs, è introdotto dall'immagine "Trilateral insignia": sono dei disegni simili ad asterichi ai cui lati si notano due cerchi (un emblema stellare con pianeti?); l'altro glifo, invece, è una clessidra squadrata, formata da due triangoli il cui vertice si congiunge al centro. "Questi "grafemi" furono visti da testimoni su navi spaziali. Il simbolo, simile ad una clessidra, è associato a creature umanoidi bionde e significa la convergenza di due mondi".

Sul valore di questi emblemi si potrebbe discettare a lungo, ma forse non ci discosteremo del tutto da un'interpretazione plausibile, se penseremo che eventuali creature di altri mondi attingano ad un repertorio di archetipi anche formali o di immagini tradotte in forme comuni o quasi nell'universo visibile. Questo potrebbe spiegare l'affinità tra significanti alieni e terrestri, senza dimenticare una parentela. Anche i significati potrebbero assomigliarsi? Se così fosse, nei triangoli dei "Nordici" si potrebbe scorgere la matrice o una declinazione dell'esagramma che esprime l’unione del cielo e della terra, del mondo spirituale con il mondo materiale.

Interessanti coincidenze...



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