Visualizzazione post con etichetta Germani. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Germani. Mostra tutti i post

23 agosto, 2016

Crisi dell’Impero romano e del mondo occidentale contemporaneo: davvero sono così simili?



Sempre più numerosi coloro che colgono delle affinità fra la decadenza dell’Impero romano e l’attuale sfacelo della “civiltà” occidentale. Ci sembra un paragone per lo meno azzardato: in primo luogo, analizzare le cosiddette cause di processi storici complessi è già difficile, quando ci si concentra su un periodo limitato, figuriamoci se si presume che di comparare età e situazioni così distanti nel tempo. In ogni caso, le similitudini da taluni evidenziate sono più apparenti che reali.

Dopo secoli di pazienti studi, finalmente solo un decennio fa circa, qualche demografo riuscì a comprendere quale fu l’innesco della crisi del III sec. all’origine del progressivo ed inarrestabile disfacimento dell’Impero romano. In precedenza si erano formulate le ipotesi più diverse, si erano persino individuate radici trascurate dalla maggioranza degli storiografi. All’improvviso… eùreka! La scintilla da cui scaturì l’incendio fu il decremento demografico provocato dal piombo nelle condutture d’acqua: il piombo determinò una diminuzione della fertilità femminile e, in una reazione a catena, una serie di altri problemi, soprattutto economici e sociali, quindi politici ed etici.

Si afferma che le invasioni delle genti germaniche sono molto simili all’odierna diffusione in Europa ed altrove di masse professanti la religione islamica. E’ un’altra analogia discutibile. I popoli esterni tentarono di penetrare e penetrarono nei territori imperiali (a volte furono ospitati da alcuni imperatori) spinti da reali esigenze di sopravvivenza [1]; oggi i clandestini, pardon migranti, sono per lo più prelevati direttamente dai loro paesi e portati in Europa, soprattutto in Grecia ed in Italia affinché destabilizzino i paesi in cui sono trasferiti.

I Germani, di stirpe indoeuropea come i Romani, se erano portatori di una cultura in genere piuttosto rozza, erano inclini ad assimilare la lingua, gli usi ed i costumi della romanità. Si pensi agli ingiustamente diffamati Vandali che furono non solo capaci di allestire una flotta, ma che diedero vita ad un regno fiorente e persino raffinato nell’Africa settentrionale, purtroppo poi distrutto da Giustiniano. Di solito i Germani, una volta insediatisi nelle regioni dell’Impero, dopo una fase di attrito con le popolazioni locali, istituivano regni non a caso definiti romano-germanici, in cui le nazioni autoctone potevano vivere tranquille secondo le loro tradizioni, anzi a volte si liberavano dell’esoso fiscalismo imperiale. Non dimentichiamo che i Germani erano quasi sempre di fede cristiana come i Romani, per le precisione erano Ariani (da Ario, sacerdote di Alessandria), ossia veneravano Cristo come creatura superiore agli angeli e agli uomini, ma inferiore a Dio-Padre. Sebbene gli abitanti dell’Impero fossero spesso niceni, la comunità germanica quasi sempre rispettava quella nicena (non viceversa): si pensi a Ravenna dove con gli Ostrogoti, accanto al Battistero degli Ariani, sorse il Battistero degli “Ortodossi” (niceni).

Oggi gli immigrati sono sovente di “fede musulmana”, ma in fondo usare tale dicitura non significa molto: infatti, come esistevano ed esistono decine di confessioni cristiane, non di rado in conflitto tra loro, così si annoverano molteplici ramificazioni all’interno dell’Islam. E’ vero che nel Medio Oriente ed altrove oggigiorno i Cristiani sono perseguitati in modo feroce, ma è indubbio che in questi ultimi decenni anche gli Sciiti sono stati e sono massacrati a centinaia di migliaia, di solito dagli Wahabiti (Sunniti radicali). [2] Ciò è avvenuto ed avviene nell’indifferenza totale. Anche l’aggressione alla Siria che vede alleati i “Cristiani” occidentali (Stati Uniti in primis) e Sunniti (i “ribelli” che tentano di rovesciare Assad) contro gli Alawiti siriani è dettata, oltre che da evidenti ragioni economiche e geopolitiche, da un odio atavico nei confronti degli Alawiti, discendenti di Alì, il genero del Profeta. Gli Alawiti, tra l’altro, non rispettano neppure i cinque pilastri dell’Islam e ciò spiega l’accanimento nei loro confronti per opera delle frange integraliste. [3]

I Maomettani nel mondo occidentale non manifestano capacità di assimilare la cultura dei popoli ospitanti, tra l’altro perché, mentre l’Impero dell’Urbe possedeva un sapere, la società contemporanea è latrice soltanto di disvalori e di ignoranza.

Inoltre è vero che già nel passato le sedicenti élites giocavano il loro ruolo attraverso intrighi e congiure, ma era un influsso ancora discontinuo e non capillare, benché decisivo (si pensi all’imperatore Costantino ed alla fondazione della Chiesa “cristiana” ufficiale, una chiesa arcontica, la stessa che ambisce a diventare, in questi tempi finali, la Confraternita mondialista del Novus ordo seclorum), quando oggi la feccia controlla, grazie al monopolio della tecnologia e dei media, quasi tutto: questa è un’altra fondamentale differenza tra ieri ed oggi.

Tralasciamo tanti altri aspetti che dimostrano le discontinuità tra Tardo antico e Proto-Medioevo europeo da un lato, contemporaneità dall’altro, per mettere in luce almeno una discrepanza abissale: la crisi dell’Impero portò, bene o male, alla creazione di nuovi equilibri, di nuovi assetti politici e culturali; la crisi attuale porta solo dritto dritto alla distruzione.

[1] La necessità di sfuggire alle pressioni degli Unni, la difficoltà di sostentarsi nelle terre settentrionali a seguito di un irrigidimento del clima etc.

[2] Anche gli Yazidi sono oppressi, mentre sembra che i Mandei (o Cristiani di San Giovanni), poche migliaia ai tempi di Saddam Hussein, siano oggi scomparsi.

[3] Addirittura i Sunniti (Arabia Saudita e Qatar) trucidano gli Sciiti dello Yemen, con il sostegno di Stati Uniti (U.S.A.tana) ed Israele!

Vietata la riproduzione - Tutti i diritti riservati

APOCALISSI ALIENE: il libro

07 dicembre, 2009

La sfera di Lepenski Vir (seconda ed ultima parte)

Il termine rune deriva dal norreno rùnar, scrittura segreta, ed è un sistema alfabetico germanico composto in origine da 24 segni poi ridotti a 16 nel sec. VIII d.C. Questo alfabeto è di solito denominato Futhark, nome corrispondente ai primi sei segni della serie. Si ignorano le origini di questo alfabeto e si suppone che esso risalga al II sec.d.C. Si nota qualche analogia con l’alfabeto greco (anch’esso ha 24 grafemi) ed etrusco, ma la nascita delle rune non è tanto legata ad un’esigenza di traslitterazione quanto al simbolismo magico di ogni runa, il cui valore era occulto. Infatti le saghe nordiche rappresentano la runa come incisione magica, come segreto carpito da Wotan attraverso l’impiccagione iniziatica. Le rune venivano incise su legno (corteccia, tronchi), su pietra, su metalli (armi, sigilli, monili). I caratteri trovarono impiego pressoché esclusivo nell’area scandinava, inglese e frisona. Gli ultimi testi runici risalgono al XII sec. d. C.

Come si accennava, se confrontiamo i pittogrammi di Sumer con alcune “lettere” dell’ovoide si notano delle affinità: in particolar modo la spiga mesopotamica ricorda la spiga dell’uovo di pietra.

Si può rilevare anche qualche addentellato tra lo stile filiforme del Danube script con le esili ed angolose rune nordiche. Non si può certo affermare che la presunta scrittura danubiana sia all’origine dell’alfabeto germanico, anche perché un lunghissimo periodo di tempo le separa e tuttavia, ricordando che l’area danubiana fu terra di insediamento di genti indoeuropee sin dall’epoca protostorica, si potrebbe pensare ad un originario milieu centro-europeo da cui affiorò qualche ricordo segnico poi confluito in grafie successive.

Il discorso si collega all’individuazione delle terre in cui fiorirono le prime culture, almeno quelle post-diluviane, eredi di civiltà precedenti e che la storiografia ufficiale confina nel mondo ovattato e “fittizio” del mito. Forse la vexata quaestio della matrice orientale o iperborea della civiltà diventa oziosa, se pensiamo a Sumer come plaga dove i superstiti di un continente meridionale (Mu?) fondarono dei nuclei urbani, ed all’Europa come terra in cui sciamarono, almeno in parte, i sopravvissuti di Atlantide.

Scrivevo, a proposito di tale soggetto, in Ex Oriente lux?

“Bisognerebbe stabilire se la cultura occidentale e quella orientale abbiano la stessa origine, come è probabile, o se siano indipendenti l'una dall'altra. Non escluderei che esse abbiano subito un intervento esterno amalgamato a culture terrestri forse piuttosto primitive per le quali costituì un impulso determinante. Indicare un'esatta cronologia delle varie civiltà è impresa assai ardua, specialmente se si considerano le sincronie, le sovrapposizioni, gli intrecci spesso inestricabili che rivelano talora una compresenza di tracce storiche e preistoriche negli stessi periodi, con strani salti tecnologici e discontinuità.

Tuttavia disconoscere tutto il contributo mitopoietico e linguistico delle culture nordiche ed occidentali, di cui fu espressione anche quella megalitica, mi pare azzardato. Ricondurre ogni manifestazione alla Mesopotamia è riduttivo, ma forse si comprende, se si ricorda che alcuni retaggi sono esclusi dalla paleontologia, dall'archeologia e dalla storia ufficiali forse perché custodiscono segreti scomodi. E' un caso se le persone dai capelli rossi sono oggi vittime di una strisciante persecuzione? Certo, la luce polare è fredda, ma è pur sempre luce e potrebbe rischiarare molti misteri”.

Se i glifi danubiani sono una scrittura, resta da stabilire se è ideografica, sillabica o alfabetica. Questi esili disegni sulla pietra sono davvero la testimonianza che uno dei principali centri di irradiazione culturali è situato nel mondo occidentale? Ex Occidente lux?

Leggi qui la prima parte.



APOCALISSI ALIENE: il libro

AddThis

Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...