Il presente testo è scaturito da una bella conversazione con l'amico Wlady.
Spesso si ripete che bisogna vivere ogni giorno, come se fosse l’ultimo. Così si rischia di sdrucciolare nel cieco edonismo o, nel migliore dei casi, nel Carpe diem di Orazio, nell’invito ad assaporare le gioie del momento, nella consapevolezza che il futuro è incerto, scivoloso.
Credo, invece, che bisognerebbe vivere ogni giorno quasi fosse l’unico. Se ci pensiamo, ogni giorno racchiude in sé la parabola dell’intera esistenza: l’alba è l’infanzia con il suo innocente stupore; il mattino è l’alacrità della giovinezza, l’entusiasmo di sentirsi vivi; il pomeriggio è la maturità con il suo equilibrio, le sue conquiste per quanto fragili; la sera è la senilità, l’accorato ripiegamento sul tempo fuggito, è la malinconia, anche a volte, la quiete dopo i tumultuosi anni precedenti; la notte... la notte è la morte.
Un unico giorno contiene in sé anche la morte, il buio dell’ignoto, le incognite di un futuro inchiostrato dalle tenebre.
Sarebbe bello, se la vita assomigliasse solo all’alba, all’infanzia, età dell’innocenza e dell’incoscienza.
In testa all'articolo un dipinto dell'artista Carla Colombo.
Spesso si ripete che bisogna vivere ogni giorno, come se fosse l’ultimo. Così si rischia di sdrucciolare nel cieco edonismo o, nel migliore dei casi, nel Carpe diem di Orazio, nell’invito ad assaporare le gioie del momento, nella consapevolezza che il futuro è incerto, scivoloso.
Credo, invece, che bisognerebbe vivere ogni giorno quasi fosse l’unico. Se ci pensiamo, ogni giorno racchiude in sé la parabola dell’intera esistenza: l’alba è l’infanzia con il suo innocente stupore; il mattino è l’alacrità della giovinezza, l’entusiasmo di sentirsi vivi; il pomeriggio è la maturità con il suo equilibrio, le sue conquiste per quanto fragili; la sera è la senilità, l’accorato ripiegamento sul tempo fuggito, è la malinconia, anche a volte, la quiete dopo i tumultuosi anni precedenti; la notte... la notte è la morte.
Un unico giorno contiene in sé anche la morte, il buio dell’ignoto, le incognite di un futuro inchiostrato dalle tenebre.
Sarebbe bello, se la vita assomigliasse solo all’alba, all’infanzia, età dell’innocenza e dell’incoscienza.
In testa all'articolo un dipinto dell'artista Carla Colombo.
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